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“Dare consapevolezza alle città in cui viviamo”. Con questo principio il presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, insieme con il componente del Cda della Fondazione Architetti del Mediterraneo Carmelo Faldetta e con il segretario dell’Ordine, Giuseppe Lalicata che, nei giorni scorsi​ha incontrato, insieme al vicepresidente del Collegio dei Geometri, l’assessore Corbo affrontando i temi​ dell’Ufficio tecnico comunale, hanno incontrato il sindaco Ettore Ventura di Canicattì accompagnato dal vicesindaco Giangaspare Di Fazio e dagli assessori Rosa Maria Corbo, Antonio Giardina, Fabio Di Benedetto e Angelo Cuva.

Durante l’incontro si sono affrontati gli argomenti cardine della riqualificazione urbana a cominciare dall’organizzazione dell’ufficio tecnico comunale passando per il centro storico, per il quale gli Architetti hanno proposto il censimento delle case per verificarne l’eventuale accesso all’Eco bonus e avviare i progetti di trasformazione complessiva e In itinere, dunque, una convenzione tra l’Ordine degli architetti e l’Amministrazione comunale tesa a riqualificare la cittadina e rigenerare il tessuto urbano.

“Siamo lieti di tornare a Canicattì, la mia città nativa – afferma Alfonso Cimino – ad affrontare con il sindaco diversi temi tutti importanti, a cominciare dal centro storico, come immaginiamo la città futura e come integrare le attività all’interno dello stesso attraverso un progetto ampio che ne comprende tanto la rigenerazione quanto la rivitalizzazione anche sotto il profilo sociale. Insieme con l’Amministrazione comunale, molto attenta su questi temi, firmeremo il protocollo d’intesa che ci consentirà di monitorare le case del centro storico. Durante l’incontro abbiamo discusso della nostra libera professione partendo proprio dal tema dell’ufficio tecnico e passando per il Piano regolatore generale. Nel giro di breve tempo, anche con l’ausilio dell’architetto Lalicata, affronteremo un cronoprogramma di iniziative volte a monitorare il centro storico, le attività dell’ufficio tecnico e realizzare una tavola rotonda proprio sul centro storico”.

“Affrontati temi importanti per la nostra città a cominciare dalla rivitalizzazione del centro storico e dal regolamento delle case a 1 euro – dichiara il sindaco Ventura – Processo di rivitalizzazione, dunque, che si accompagna con altri importanti strumenti e, in tal senso, prossimamente, procederemo alla stipula di una convenzione capace di concretizzare le intenzioni dell’Amministrazione e dell’Ordine degli architetti partendo dal censimento delle case insistenti in centro storico. Si sono affrontati altri temi caldi, tra i quali, innanzitutto, l’organizzazione dell’ufficio tecnico del settore Edilizia privata. Credo l’intesa e la collaborazione tra le istituzioni sia fondamentale per dare risposte concrete alla città”.​ ​

A Palermo la Guardia di Finanza ha sequestrato, su disposizione del Tribunale, complessivamente 500 mila euro a Toni Rizzotto, 67 anni, ex deputato regionale all’Assemblea Siciliana, e Alessandro Giammona, di 45 anni, indagati di peculato per avere sottratto somme di denaro dalle casse dell’Istituto formativo per disabili e disadattati sociali (Isfordd), ente destinatario di fondi pubblici erogati dalla Regione Sicilia. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, scaturiscono da denunce del 2017 da diversi ex dipendenti dell’ente di formazione, che hanno segnalato irregolarità nella gestione delle somme che avrebbero dovuto essere impiegate per le finalità istituzionali per l’organizzazione di corsi di formazione a favore di categorie tutelate per l’inserimento lavorativo. Secondo le Fiamme Gialle, Rizzotto, nella sua qualità di presidente dell’ente, avrebbe ricevuto tra il dicembre 2012 e l’agosto 2016, senza averne titolo, la somma di 32.520 euro tramite bonifici bancari e assegni tratti sui conti correnti dell’Isfordd. Giammona, responsabile esterno operazioni, potendo utilizzare le credenziali di accesso ai conti correnti dell’Istituto di formazione fornitegli dal presidente, si sarebbe auto-liquidato somme per un totale di 456.993 euro negli anni 2013-2017, finalizzate a compensare le prestazioni, pur in assenza di qualunque rapporto lavorativo formalizzato con l’ente che dal 2012 al 2015 ha ricevuto finanziamenti pubblici per 1.500.000 euro.

Ad Agrigento i Carabinieri, nel corso di controlli serrati e mirati soprattutto nel centro storico, e nei giorni della “movida” del fine settimana, hanno sottoposto a controllo 50 veicoli e motocicli, con numerose sanzioni elevate per diverse infrazioni al codice della strada, tra revisione, cinture di sicurezza e telefono cellulare. Rinvenuti 30 grammi di marijuana nascosti e pronti per essere consumati o venduti. Segnalato un uomo alla Prefettura come assuntore di stupefacenti perché detentore di modiche quantità. A Porto Empedocle due agrigentini sono stati denunciati perché sorpresi in automobile in possesso di 16 dosi di hashish.

Due consiglieri circoscrizionali al Comune di Palermo hanno aderito al movimento politico “Idea Sicilia”, fondato dall’assessore regionale Roberto Lagalla. Si tratta di Ruggiero Guglielmo e Antonino Abbate. Lo stesso Lagalla commenta: “Continuiamo a portare avanti il nostro progetto per il territorio, grazie all’impegno di quanti, volontari e sostenitori, operano nell’associazionismo con un occhio attento ai riferimenti politici che si riconoscano nei valori solidali e culturali del popolarismo”.

Il tribunale di Palermo ha disposto il dissequestro della nave Mare Jonio della ong “Mediterranea Saving Human”, sotto sequestro nel porto di Licata, in provincia di Agrigento, dallo scorso 3 settembre. La presidente dell’associazione, Alessandra Sciurba, commenta: “La decisione del giudice civile di Palermo ripristina finalmente la legalità dopo un sequestro illegittimo durato mesi”.

Ad Agrigento nell’Ufficio del Genio Civile, diretto dall’architetto Rino La Mendola, si è concluso lo stage intitolato “Costruiamo il futuro”, a cui hanno partecipato gli studenti del Liceo “Politi” di Agrigento. Durante lo stage aziendale di 30 ore, gli studenti hanno avuto la possibilità di conoscere una realtà lavorativa complessa e le sue molteplici competenze. In particolare, gli studenti hanno avuto la possibilità di simulare lo studio e la riqualificazione urbana della porzione del centro storico compresa tra Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Marconi, progettandone lo stato futuro. Le interviste

Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo, è intervenuta a margine della deposizione come testimone del magistrato Nino Di Matteo al processo sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio. Fiammetta Borsellino ha affermato: “Penso ci sia una enorme difficoltà a fare emergere la verità. Non ho constatato da parte di nessuno la volontà di dare un contributo, al di là la delle proprie discolpe, a capire cosa è successo. Penso che nessuno di questi magistrati abbia capito niente di mio padre. Sembra che quello che riguarda Scarantino e il depistaggio delle indagini sia avvenuto per virtù dello spirito santo. Si tende a stigmatizzare la vicenda Scarantino come un piccolo segmento di una questione più grande. Io non penso che quello di Scarantino sia un segmento così piccolo”.

Il termometro alla politica italiana. Appena pubblicato il settimanale sondaggio Swg per La 7. Se si votasse adesso alle elezioni Politiche, la Lega sarebbe ancora primo partito al 33,3%. Poi il Partito Democratico al 19,7%. Movimento 5 Stelle al 13,9%. Fratelli d’Italia al 10,2%. Forza Italia al 6,2%. Italia Viva al 4,1%. E poi Sinistra Italia e Articolo 1 al 3,1%. Azione di Calenda al 2,6%. Verdi al 2. Più Europa all’1,9. E Cambiamo di Toti all’1,1%.

Da dove viene l’idea dello spettacolo “Le anime di Trezza”?

Viene dalla mia interiorità. Dal mio modo si percepire le presenze e  le assenze. Quelle anime che pur non essendo più tra noi, vivono a livello energetico attorno a noi, dentro di noi e negli spazi che li videro protagoniste. Il romanzo dei Malavoglia si presta all’evocazione dei personaggi e non solo alla loro rappresentazione teatrale”.

Quale tipo di emozioni volevi che arrivassero agli spettatori?

Volevo consegnare allo spettatore lo spettro di un sentire che non si lasci trasportare dalla fiumana degli eventi e dei sentimenti toccati drammaturgicamente ma che viceversa, si lasci cogliere e accompagnare, dileguandosi a tratti e tessendo quel filo impalpabile che lega la finzione scenica alla realtà”.

Perché possiamo parlare di uno spettacolo esoterico?

L’esoterismo ha a che fare con la spiritualità, ma con una spiritualità non di massa, non a tutti accessibile, ma solamente ai pochi che  riescono a catturarne l’essenza. Questo spettacolo è pregno di spiritualità, di anime che lasciano la loro impronta e che evocano i segreti di un approccio al divino trasmissibile e percepibile solamente a chi voglia farsene carico. Le anime raccontano sé stessi attraverso un approccio spirituale”.

 Quanto il testo, le scene e i costumi e le musiche hanno navigato assieme remando verso la stessa meta?

Il testo di Antonella Sturiale,  ricalca la mia idea in quanto le anime sono state “immaginate” come una sorta di evocazione mistica, raccontandosi con un’espressione tipica di chi guarda a distanza, distaccandosi dal sé. Sono stati immaginati dall’autrice come inquilini del Paradiso. Luogo dove la coscienza diventa Dio e dove le frequenze universali divengono potenti, tangibili, vivide.

I costumi di Giorgia Salvo e le scene volutamente  simbolistici, sono pregni di richiami cromatici allusivi e suggestivi.

Il blu del grande mare che muta eppure resta immutabile e che si fa presenza simbolica in panneggi di velluto che mutano forme e donano quadri scenici sempre differenti quasi a sottolineare quel cammino interiore “faticoso, incessante, flebile e fatale dei personaggi verghiani.”

 Anche la musica parte dal mare. Dal mare Mediterraneo che avvolge, giunge e si allontana da Trezza che di questo mare è  centro geografico, da dove si dipartono e arrivano umori, gioie e dolori di antichi popoli che lo hanno attraversato e ancora oggi lo attraversano.

Le musiche, scelte ed eseguite da Maurizio Maiorana,  risentono di questa varietà di linguaggi musicali e delle diverse lingue dei canti. E pur essendo frutto di diverse epoche e diversi popoli, appartengono alla stessa famiglia né più e né meno come i personaggi dei Malavoglia. Sfociando alla fine, tramite una struggente Ave Maria in lingua ispanica, verso il mare del Divino”.