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di Filippo Cardinale

Una di queste disposizioni è datata 9 aprile 2020 con protocollo 57962. E’ indirizzata al Direttore U.O. Medicina Chirurgia Accettazione Urgenza Pronto Soccorso ospedali riuniti di Sciacca e di Ribera. Peer conoscenza ai signori direttori Unità Operative Medicina, Nefrologia dell’ospedale di Sciacca e al direttore Unità Operativa di Medicina dell’ospedale di Ribera. L’oggetto è “ricoveri in medicina”. 

Nella lettera viene indicato: “In considerazione dell’attuale emergenza Covid-19 che ha comportato la realizzazione presso il Presidio Ospedaliero di Sciacca di un’area Covid all’interno della quale è inglobata l’U.O. di Medicina Interna, tenuto conto che, in ragione di quanto sopra riportato, è preclusa nel su menzionato reparto la possibilità di ricoverare pazienti NO COVID, dovendo, tuttavia pianificare un percorso di natura internistica per pazienti COVID che necessitano di ricovero urgente in ambiente ospedaliero, preso atto del protocollo d’intesa che l’Asp di Agrigento ha stipulato con la Casa di Cura Sant’Anna di Agrigento che mette a disposizione dell’Asp dei posti letto di Medicina Interna per pazienti NO COVID, adottato con atto deliberativo n. 507 del 26 marzo 2020, si invita le SS.LL, qualora si rende necessario effettuare un ricovero urgente di un paziente di interesse internistico, a contattare la Casa di Cura Sant’Anna di Agrigento, acquisendo la disponibilità del posto letto e procedere all’invio del paziente nella struttura prima citata”.

La disposizione è firmata dal commissario ad acta per l’emertgenza Covid-19 Albero Firenze e dal direttore sanitario dell’ospedale di Sciacca, Gaetano Migliazzo. La lettera è chiara, come è chiaro il numero dei posti letto dedicati a pazienti Covid-19, cioè 75.

La rimodulazione dell’ospedale di Sciacca alle esigenze derivanti dall’emergenza Covid parrebbe abbia comportato un investimento di 4 milioni di euro, di cui 2 sarebbero stati già spesi.

Insomma, i fatti prevalgono sulle comunicazioni rasserenanti. Noi abbiamo la sensazione che l’ospedale di Sciacca si avvii a piè uniti verso quel depotenziamento che ha fatto urlare parlamentari della zona (tutti in quarantena linguistica), comitati, amministratori locali.

Il sindaco di Sciacca ha richiesto dettagliate spiegazioni che, almeno secondo il primo cittadino, non sono ancora pervenute. Spiegazioni hanno chiesto alcuni consiglieri comunali di Ribera. “Scelta non logica” è stata definita, quella attuata nel contesto dell’emergenza Covid-19, dallo pneumologo Nenè Mangiacavallo. Nel frattempo, la curva epidemica in Sicilia ha imboccato il pianoro, il picco temuto dal rientro dal nord degli oltre 30.000 siciliani non si è verificato e si pensa ad un graduale rallentamento delle restrizioni delle libertà dei cittadini. L’ospedale di Sciacca ad oggi non ospita, fortunatamente, pazienti covid. Sono emersi, però, i disagi che man mano i cittadini del vasto territorio coglieranno in caso di bisogno delle strutture ospedaliere di Sciacca e di Ribera. Pazienza, c’è il viaggio della speranza a 80 chilometri, in una struttura privata oggetto di convenzione con l’Asp di Agrigento.

Filippo Cardinale

«Per i nostri box da mettere intorno agli ombrelloni abbiamo ricevuto richieste dalla riviera romagnola, dalla Liguria, dalla Sicilia, dalla Sardegna e oggi anche dalla Spagna», racconta all’Adnkronos Marco Giusti, responsabile acquisti della Nuova Neon Group 2 che ha avuto l’idea di progettare i box da spiaggia.

Si tratta di strutture che erano nate per essere installate in case di cura e ospedali ma possono essere usati benissimo per proteggerci anche mentre siamo sul lettino a prendere il sole.

E a chi teme l’effetto sauna l’azienda spiega: «Sicuramente il plexiglass impedisce in parte l’areazione ma proprio per questo è molto importante stabilire l’altezza e il posizionamento dei pannelli che va studiato dai tecnici a seconda del luogo».

Un’idea che sembra convincere molti balneari che hanno voluto subito assicurarsi l’ordine confidando che nel frattempo arrivino buone notizie per una possibile riapertura delle spiagge. «Le prime consegne dei nostri pannelli alle spiagge dovremmo farle già tra tre settimane – conclude l’azienda – e stiamo lavorando a ritmo serrato anche in questo momento per produrli».

La Procura della Repubblica di Enna ha avviato un’inchiesta per epidemia colposa e omicidio colposo, contro ignoti, nell’ambito del caso contagi da coronavirus all’Oasi Maria Santissima di Troina. All’istituto di ricerca e cura, che ospita 160 pazienti e nel quale lavorano 150 operatori, sono 102 i ricoverati contagiati e 60 i lavoratori sanitari anche loro contagiati, mentre 4 sono già le vittime del coronavirus tra gli ospiti disabili. La polizia giudiziaria, incaricata dal procuratore di Enna, Massimo Palmeri, ha depositato una informativa conoscitiva sulla vicenda. Nella struttura la Regione ha inviato un commissario per l’emergenza e sono anche giunti i medici dell’esercito. Si attende ancora l’esito di circa 190 tamponi.

I deputati regionali del Partito Democratico, Michele Catanzaro ed Anthony Barbagallo, si sono rivolti con un’interpellanza all’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, affinchè sia consentita la coltivazione dell’orto personale come occasione di approvvigionamento alimentare soprattutto in un momento in cui molti nuclei familiari, privati dei mezzi di sussistenza, hanno difficoltà per l’acquisto dei beni di prima necessità. Catanzaro e Barbagallo aggiungono: “L’autorizzazione alle uscite per coltivare i poderi personali, nel comune di residenza o in quello limitrofo, darebbe sollievo immediato a tante famiglie siciliane che potrebbero così continuare a coltivare le proprie terre evitando che le campagne siano abbandonate provocando danni incalcolabili. Andare a coltivare un orto evita di sicuro assembramenti di persone e code al supermercato nell’acquisto di frutta e verdura. I piccoli orti sono da sempre un mezzo di sostentamento economico soprattutto nelle piccole realtà locali”.

In Sicilia, 2.071 positivi e 255 guariti. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato a oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 37.877 (+566 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.501 (+43), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.071 persone (+21), 255 sono guarite (+18) e 175 decedute (+4).

Degli attuali 2.071 positivi, 605 pazienti (0) sono ricoverati – di cui 53 in terapia intensiva (+2) – mentre 1.466 (+21) sono in isolamento domiciliare.

E’ proseguita anche oggi, alla ripresa dell’attività lavorativa, la consegna di derrate alimentari da parte dello staff della Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ai Centri operativi Comunali, da destinare alle famiglie in difficoltà economica. Stamani due mezzi  del Libero Consorzio hanno effettuato consegne ai Comuni di Alessandria della Rocca, Cammarata, Campobello di Licata, Lucca Sicula, Naro, Racalmuto, Ribera e Santa Margherita Belice, con la collaborazione di volontari di associazioni di protezione civile e grazie alle donazioni della Fondazione “Agireinsieme” e dell’Associazione dei Dipendenti “Paolo Palmisano” del Libero Consorzio.

Un’altra consegna di beni di prima necessità sarà effettuata al Comune di Lampedusa, ed ovviamente anche a tutti quei Comuni che ne faranno ulteriore richiesta. Notevole l’impegno in questi giorni del personale di Protezione Civile per far fronte alle numerose richieste e segnalazioni di famiglie in grave difficoltà a causa di un’emergenza che ha toccato duramente tutti i settori della nostra economia. Rimane valido l’invito lanciato nei giorni scorsi dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio dr. Di Pisa a tutti quei cittadini in grado di supportare ulteriormente questa distribuzione di beni di prima necessità e per rafforzare la solidarietà nei confronti di quanti si trovano in gravissima difficoltà.

Si ricorda il numero telefonico per le emergenze: 3336141869 dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio, al quale si possono rivolgere tutti coloro che vorranno effettuare ulteriori donazioni (solo beni di prima necessità e derrate non deperibili).

Continuano la manifestazioni di solidarietà a favore del personale medico, il quale, giornalmente, si espone in prima linea anche contro il Covid 19.

Al reparto di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento, sono stati donati due videolaringoscopi di ultima generazione e materiale sanitario di protezione. L’Unità Operativa, guidata dal dott. Giuseppe Caramanno e tutto il personale medico ringraziano le ditte Nobile Oil, la Protec srl, la CIFA (Unione pizzaioli Italiani) e Casa Arredo Lo Presti.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 127    + 2 rispetto a ieri       (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 117 (22, 8, 10);

Catania, 593 (128, 59, 63);

Enna, 293 (177, 21, 21);

Messina, 358 (133, 45, 36);

Palermo, 327 (71, 41, 23);

Ragusa, 58 (6, 4, 5);

Siracusa, 87 (55, 58, 11);

Trapani, 111 (13, 17, 5).

“Non possiamo permettere che anche il canale di Sicilia diventi veicolo di trasmissione e diffusione del Coronavirus. Sarebbe un grave rischio per la salute pubblica delle due piccole comunità delle Pelagie e un  colpo di grazia per la già compromessa economia di entrambe le isole”. I vertici provinciali della CNA di Agrigento, facendosi carico del grido d’allarme lanciato dal tessuto socio-produttivo, prende responsabilmente posizione per investire della questione i parlamentari del territorio, sia regionali che nazionali.

“Le traversate della speranza favorite dal bel tempo – sottolineano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – vanno governate  con soluzioni adeguate ed appropriate e commisurate all’emergenza che stiamo vivendo.  In un contesto, come quello delle Pelagie, dove non ci sono strutture ospedaliere, significherebbe innescare una sorta di bomba sociale  nella misura in cui, malauguratamente, si dovessero registrare casi di contagio. E allora – osservano ancora Di Natale e Spoto – condividendo a pieno le richieste che arrivano da Lampedusa e Linosa,  che da tempo ormai attenzioniamo e seguiamo grazie ad una proficua attività sinergica con il Consorzio Turistico Balneare Isole Pelagie, lanciamo un accorato appello, a chi ha responsabilità nelle Istituzioni Politiche, affinché si provveda, in relazione al noto fenomeno dell’immigrazione, a collocare una “nave-ospedale” di fronte alle coste di Lampedusa. In questo modo si garantirebbe l’assistenza  agli immigrati a bordo, che non vanno certamente abbandonati ma tutelati e curati, e si metterebbero in sicurezza le Pelagie, alle quali vanno offerti strumenti di supporto e anche maggiori misure economiche per la particolare connotazione geografica rispetto alla posizione con la terraferma. Da Lampedusa e  Linosa, che fondano la loro economia sul turismo  – concludono Di Natale e Spoto – è partita una petizione online che noi, come CNA, sosterremo perché siamo convinti, la realtà è sotto gli occhi di tutti,  che aspetto sanitario ed aspetto economico si intreccino inequivocabilmente e quindi è opportuno e doveroso evitare di arrecare ulteriori e potenziali danni rispetto a quelli già generati dagli effetti devastanti legati alle chiusura forzata delle attività e alla limitazione della mobilità delle persone”.

Famiglie con bambini affetti da sindrome autistica abbandonate a loro stesse e che vedono vanificata la terapia fatta fino ad ora. Un dramma nel dramma: sono purtroppo molte le famiglie che in questi giorni di
reclusione forzata in casa assistono impotenti alla sofferenza dei loro figli autistici che stanno vivendo una regressione
notevole a seguito della chiusura dei centri specialistici. In un disturbo come l’autismo, assume un ruolo fondamentale la terapia ed e’ per questo che e’ necessario che il governo accolga questo appello e provveda con grande urgenza al sostegno delle
famiglie coinvolte e a trovare soluzioni per riaprire, ovviamente in totale sicurezza, i centri di riabilitazione. Lo dice Alessandro PAGANO, vice capogruppo della lega alla Camera. “La vita in casa è difficile per ogni bambino e purtroppo diventa piu’ complicata per bimbi affetti da autismo che necessitano di una terapia complessa – aggiunge – che deve essere praticata da personale esperto. Il rischio peggiore, ben più grave della malattia stessa, è minare il loro equilibrio psicofisico che e’ fondamentale per rimanere in salute. Giuseppe Conte piuttosto che proporre ‘soap opera’ a reti unificate spieghi a questi genitori la logica di aprire le cartolibrerie e non le strutture di riabilitazione, indispensabili per la salute dei figli disabili e di tutta la famiglia”.