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Conto alla rovescia a Canicattì e Camastra per l’avvio del nuovo servizio di raccolta differenziata, il cui appalto di 7 anni, è stato assegnato al Raggruppamento di imprese Sea (capofila), Iseda ed Ecoin. Dal prossimo mercoledì 2 gennaio, a Canicattì, inizierà la distribuzione del kit per effettuare il “porta a porta”. I cittadini, potranno recarsi al centro culturale “San Domenico” dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 14. Per evitare lunghi tempi di attesa agli sportelli, è stato fissato un calendario preciso secondo le lettere dell’alfabeto con cui inizia il cognome dell’utente intestatario della Tari. Le lettere A, B e C potranno andare da mercoledì 2 gennaio a venerdì 11 gennaio. Le lettere D, E, F e G da sabato 12 a sabato 19 gennaio. Le lettere H, I, J, K ed L saranno servite da lunedì 21 a sabato 26 gennaio, le lettere M, N, O e P da lunedì 28 a sabato 2 febbraio e le rimanenti lettere da  lunedì 4 a sabato 9 febbraio. Per il ritiro gratuito dei mastelli e di tutto il materiale informativo, sarà necessario avere con se la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega. Discorso analogo anche per i cittadini del comune di Camastra per i quali la distribuzione dei mastelli per le utenze domestiche inizierà invece il 4 gennaio prossimo. L’ufficio apposito, sarà allestito al Centro sociale di Corso Vittorio Veneto che rimarrà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 ed il sabato dalle 8.30 alle 14. In questo caso, essendo la popolazione di Camastra inferiore per numero a quella di Canicattì, non è necessario attenersi a specifici turni. Sarà sufficiente recarsi al centro sociale negli orari fissati con la Tessera sanitaria dell’intestatario della Tari.  Per quanto concerne le utenze non domestiche dell’Aro Canicattì- Camastra, le imprese stanno effettuando un censimento apposito al termine del quale, saranno le stesse imprese a provvedere alla distribuzione degli appositi mastelli e di tutto ilo materiale informativo utile per l’avvio del servizio che dovrebbe avvenire entro il prossimo mese di febbraio.

I poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento – in seguito ad un mirato controllo contro lo smercio di sostanze stupefacenti – hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione in cui si ipotizzava un giro di droga.

Una volta dentro i militari, però, si sono trovati davanti ad un’altra sorpresa.

Niente droga ma un allaccio abusivo di corrente elettrica allacciata direttamente ad una postazione Enel. Per questo motivo sono stati arrestati Massimo Crapa, 44 anni, titolare dell’appartamento, e la compagna, Alessandra Falsone, 38 anni, con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica in concorso.

“Ho perso mio padre, giornalista dalla schiena dritta, ucciso dalla mafia. Ho perso mio fratello che per anni ha cercato la verità sull’omicidio del nostro genitore”. E’ commosso il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, dottor Giulio Francese, cronista di lungo corso e figlio di uno degli uomini simbolo del giornalismo siciliano Mario Francese. Nella sala del Circolo Empedocleo di Agrigento c’è grandissima emozione all’evento per celebrare il 70° della promulgazione della Costituzione Italiana occasione della consegna del Premio ANCRI 2018 organizzato dalla sezione territoriale di Agrigento dell’ Associazione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica), presieduta dal cavalier Pietro Sicurelli. Iniziativa in collaborazione con i Comuni di Agrigento e Porto Empedocle e patrocinata dall’ARS Assemblea Regionale Siciliana. A coordinare brillantemente l’evento la giornalista , economista e giurista dottoressa Ivana Sicurelli, Consigliere Nazionale dell’ANCRI.  Sempre per l’Associazione degli Insigniti presenti il Vice Delegato regionale, cavalier Giovanni Rezoagli e il Presidente della Delegazione di Gela cavalier Antonio Benfatti. Molte le autorità militari. Ha portato il saluto il Vice Sindaco di Porto Empedocle dottor Salvatore Urso. Prima della consegna dei Premi e dei riconoscimenti speciali a relazionare su Società, Scuola e Costituzione sono stati i professori Enzo Alessi, noto regista e autore teatrale, Francesco Pira, sociologo e docente di Comunicazione dell’Università di Messina e Presidente Onorario dell’ANCRI di Agrigento e Michele Rondelli, docente di letter ed Editor di Sikelianews. Subito dopo tra gli applausi del folto pubblico presente la consegna dei Premi ANCRI 2018. A ricevere il riconoscimento sono stati il magistrato dottoressa Graziella Luparello per la sua attività e l’impegno nel  contrasto alla mafia, il giornalista dottor Giulio Francese , Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e figlio del compianto Mario Francese, per la sua attività giornalistica e divulgativa antimafia anche nella memoria del padre, a Fratel Biagio Conte, per il suo impegno quotidiano al fianco dei più deboli, e all’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio Ospedaliero di Mussomeli, diretta dal dottor Carlo Dell’Utri. Consegnati ai Premiati la brochure “Decoro e bandiere” preparata dal Cav Rezoagli.  Il Presidente ed il Direttivo dell’ANCRI di Agrigento ha voluto a sorpresa consegnare tre riconoscimenti speciali per il supporto e l’impegno a sostegno dell’Associazione al cavalier professor Francesco Pira, al cavalier professor Salvatore Rizza e al professor Michele Rondelli consegnati dai cavalieri Ivana Sicurelli, Giuseppe Mongiovi, e dal professor Enzo Alessi.

“Siamo molto soddisfatti della Prima edizione del Premio ANCRI –ha spiegato il Presidente Sicurelli –  la cui finalità è quella di fare emergere e gratificare quelle persone che, pur se in taluni casi in assenza di visibilità, grazie al loro comportamento quotidiano, si sono distinti per l’impegno profuso nel valorizzare la realtà comunitaria ed il bacino territoriale e/o professionale in cui hanno operato, che si sono silenziosamente prodigate per offrire il loro spontaneo aiuto al prossimo o che hanno favorito l’affermazione e la diffusione di alti Valori etici e morali, come il senso del dovere e il rispetto delle Istituzioni.  La presenza ad Agrigento di tutti gli illustri premiati ci da tantissima energia per proseguire incessantemente il nostro impegno sul territorio”.

Un decennio fa ci aveva provato Raffaele Lombardo con il Movimento per l’Autonomia a far ripartire la Sicilia, ma non ebbe successo, nonostante la nobile sigla. Si rivelò, infatti, un’operazione più elettorale che politica, come noi scrivemmo sul Numero Unico di Liberi e Forti, e fummo profeti perché non fummo smentiti.

Adesso ci sta provando Roberto Lagalla con Idea Sicilia al fine di realizzare una politica davvero siciliana, per i siciliani, con i siciliani nella cornice nazionale ed europeista.

La Mongolfiera, simbolo del Movimento di Lagalla, riuscirà a volare ad alta quota? Ce l’auguriamo, soprattutto per la differenza tra Lombardo e Lagalla; il secondo gode di una preparazione culturale non indifferente; e il programma di Idea Sicilia risente di connotati dell’Appello ai Siciliani di don Luigi Sturzo.

La storia insegna che il successo politico dei Popolari di Sturzo, cento anni fa, fu dovuto ad una forte concezione culturale che diventò ben presto pensiero e, infine, azione Politica, coinvolgendo i molteplici segmenti della società sia produttiva sia anagrafica. La Lega Nord docet! Agli inizi degli anni ’80, essa diventò carro trainante – Carroccio di Pontida – contro i palazzi romani perché, prima di essere azione politica, fu azione culturale e di pensiero, tramite il suo ideologo Gianfranco Miglio, il quale diede le coordinate per risvegliare il dna dormiente nelle popolazioni del Nord, nonostante la politica industriale a favore dei governi a guida democristiana. Detto in altro modo, Miglio e Umberto Bossi, il pensiero e l’azione, furono le motivazioni culturali e l’espressione politica che determinarono il futuro della Lega. Insomma, senza Miglio, Bossi avrebbe trainato un Carroccio senza cavalli e si sarebbe rivelato una mera operazione elettorale che, come la neve, si scioglie dinanzi al primo sole, come fu per il Movimento di Raffaele Lombardo, causando una frustrazione non indifferente nella popolazione siciliana.

Roberto Lagalla se davvero vuole far volare in alto la Mongolfiera deve gonfiarla di ossigeno di buona qualità, che sono le motivazioni culturali (da non confondere con la poesia annacquata), seminati nel nostro dna, interpretando l’humus siciliano, espresso nel disagio e nelle potenzialità mortificate.

Egli ha tutte le credenziali per scrivere una nuova pagina della storia siciliana, di cui non si vede traccia da parecchio tempo. Una pagina gloriosa, positiva, ma occorre scongelare l’autentico pensiero sturziano, intriso di pensiero liberale e di autentico solidarismo.

Considerato che la cultura politica è il respiro dell’azione politica, un suggerimento desideriamo rivolgere all’Assessore regionale alla Formazione: costituire un gruppo che elabori una cultura politica di trasformazione autentica, capace di dare una nuova linfa politica al nostro profondo Sud. L’esperienza acquisita nel campo Accademico, fino a svolgere il delicato ruolo di Rettore Magnifico del prestigioso Ateneo Siciliano, è un’ottima garanzia. Induce a pensare che è capace di distinguere la paglia dal grano; e, purtroppo, molta paglia si vede in giro.

Nel discorso al Medison di Realmonte, Lagalla mostrò ossatura politica, riscaldando la numerosa platea, la quale non sentiva da tempo vigorosi richiami.

Tra le province siciliane, Agrigento gode di una storia di figure radicate nel territorio che possono dare un nuovo slancio e scrivere un nuovo percorso politico come è stato evidenziato da Enzo Fontana e Nenè Mangiacavallo, durante la kermesse al noto locale realmontino.

Ci auguriamo che la Mongolfiera siciliana possa volare davvero in alto. Noi abbiamo ritenuto offrire un suggerimento per niente indifferente.

La scorsa settimana ho avuto seri problemi di salute e ovviamente sono corso immediatamente in ospedale. Visto una precedente negativa esperienza ero terrorizzato al pensiero di restare in pronto soccorso chissà quante ore in attesa di una visita e controlli vari. Il mio problema però era molto serio e di prima mattina sono andato al pronto soccorso fiducioso di cavarmela in poche ore.

Giunto al pronto soccorso, urgentemente  mi hanno portato in cardiologia emodinamica. Infermieri e medici del reparto, diretti dal primario Giuseppe Caramanno, si sono prodigati subito con grande professionalità, sugli accertamenti del caso, con l’utilizzo di  strumenti  modernissimi e con un’assistenza continua fino a quanto mi hanno ristabilizzato.

Ho dovuto aspettare in astanteria, tutta la giornata  fino a tarda sera, l’esito definitivo delle analisi con molta pazienza, poiché il protocollo prevede diverse ore per avere i risultati. Il medico del pronto soccorso stava già firmando le mie dimissioni, ma il cardiologo di turno dopo una ulteriore visita, ha deciso per un altro esame in reparto e un altro intervento farmacologico per tutta la notte, con l’assistenza continua del personale. Il mattino seguente, il primario mi ha subito visitato e prescritto alcuni farmaci ed un accertamento immediato con una scintigrafia da fare nel reparto di medicina nucleare.

Non posso non sottolineare come il reparto di cardiologia capitanato dal dott. Giuseppe Caramanno è davvero degno di un paese all’avanguardia nel mondo con attrezzature modernissime. Primario, medici, infermieri e tutto il personale cortesi e professionali.

Non posso esimermi dal raccontare un episodio che mi ha colpito tanto. Lo scorso 24 dicembre, vigilia di Natale, mi sono ritrovato nel reparto di cardiologia per far visita ad un amico. Ebbene, non so in quanti ospedali di tutta Italia riesci a trovare tutti i medici di cardiologia presenti in reparto proprio la vigilia di Natale. Chi in pronto soccorso, chi in emodinamica, chi in cardiologia. Devo fare davvero i complimenti vivissimi e sinceri al primario dott. Giuseppe Caramanno che ha saputo rendere, insieme alla sua equipe, i reparti di cardiologia ed emodinamica all’avanguardia e che non hanno nulla da invidiare agli omologhi reparti di tutta Italia.

Tornando alla medicina nucleare devo spendere le stesse parole sopra dette per il primario dott. Garufo e tutto il suo staff. Professionalità, gentilezze e grande rispetto per il paziente. In due giorni mi hanno fatto degli esami approfonditi  con risultai negativi per mia fortuna.

A qualche giorno di distanza dalla mia esperienza ho voluto scrivere questa nota, con alcune considerazioni sul nostro ospedale e sulla sanità in generale.

Spesso anzi quasi tutti i giorni si sentono e si leggono sui giornali casi di malasanità o di cattiva efficienza sul nostro ospedale e su tanti altri ospedali d’Italia. Certamente a primo impatto specialmente al pronto soccorso di Agrigento e di tantissimi altri ospedali la situazione non è che sia tra le migliori. C’è troppa confusione nel reparto, sicuramente perché  strapieno di utenti spesso in compagnia di due o tre parenti o amici, rispetto al bacino di appartenenza, con molti codici bianchi in attesa, c’è molto nervosismo da parte degli operatori, pochi di numero, molto prevenuti e  stressati da un lavoro continuo ed estenuante.

Salendo però nei reparti si respira un’altra aria, il nostro ospedale è attrezzatissimo con moderni strumenti e personale medico che molti ospedali ci possono invidiare, specialmente. Mi soffermo ancora sull’unità di cardiologica emodinamica: ordinata,  pulita e con tutto il personale disponibilissimo. Grande merito al dott. Caramanno a cui vanno i miei ringraziamenti pubblici.

Dopo questa mia  esperienza, trovo ingiusto che l’utenza in generale si lamenti sempre del nostro ospedale di tutti e di tutto.

Come sopra scritto l’ospedale è un bel CADEAUX con un brutto involucro.

Spetta al management direttivo ed organizzativo migliorare l’involucro  di questo cadeaux, con più impegno e professionalità, per poter dare un’immagine migliore ed una accoglienza, al pronto soccorso, più efficace e meno stressante per noi utenti.

Giovanni Parisi

A Caltanissetta la Polizia è intervenuta in una sala da ballo in via Due Fontane e all’interno ha contato quasi il triplo di persone rispetto alla capienza massima autorizzata dal Questore che è di 176 persone. E’ stata ordinata la cessazione dell’evento danzante e il titolare del locale è stato denunciato, a piede libero, alla locale Procura della Repubblica, per inosservanza delle prescrizioni imposte dal Questore con la licenza di autorizzazione.

Si tratta del progetto “Projection Mapping”  la tecnica sperimentale di video proiezione che trasforma il prospetto del palazzo in grande schermo su cui si susseguono, in splendida sincronia, contenuti video frutto di attenta mappatura delle geometrie monumentali. L’obiettivo finale, con effetti ottici stupefacenti, è quello di dare anima al monumento, che pur nella sua grande e apprezzata staticità, e sarà visto e ricordato come un organismo vivente, coinvolgendo il pubblico presente, avvolgendolo e trasportandolo idealmente in una serie di scenari che desteranno meraviglia, suspense e tanta emozione.
Proiezione in 3D sulla facciata della Stazione Centrale di Agrigento.  L’iniziativa,  che si inserisce nell’ambito del programma natalizio, è stata curata dall’artista Elisa Nieli.

“Un grande esempio di partecipazione popolare per un fine di alto valore, quale l’educazione alla cittadinanza. È un traguardo cui hanno dato il loro importante contributo anche i cittadini di Agrigento“. Così il sindaco Lillo Firetto alla notizia del raggiungimento delle 55 mila firme per la proposta di legge popolare di reintroduzione dell’educazione alla cittadinanza come materia di studio autonoma nelle scuole, avanzata dall’Anci,  l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. “Con i colleghi sindaci, che in modo corale sono riusciti a coinvolgere i cittadini, abbiamo potuto conseguire questo grande risultato. Nei primi dell’anno la proposta sarà depositata per la sua conversione in legge”.

Dopo la grande paura generata dalla forte scossa di terremoto registrata nella notte tra il 25 e il 26 dicembre quella appena trascorsa e’ stata una notte relativamente tranquilla. Quattro le scosse registrate nella zona attorno all’Etna dall’Ingv fino alle prime ore del mattino: tutte sopra magnitudo 2. Il sisma piu’ forte, con magnitudo 2.8, e’ stato registrato a cinque chilometri da Biancavilla e Adrano, poco dopo le nove.

“È passata la prima nottata – annota il governatore siciliano Nello Musumeci sulla sua pagina Facebook -. Grazie all’immediato intervento della Regione e del dipartimento regionale della Protezione civile, che ha sottoscritto una convenzione con Federalberghi, tutti gli sfollati che lo hanno richiesto sono stati alloggiati in albergo”. Sono in tanti, pero’, tra i seicento sfollati, ad avere scelto di passare la notte in auto per paura di atti di sciacallaggio. “Oggi proseguiranno i controlli con 20 squadre che verificheranno la staticita’ degli immobili – ancora Musumeci -. Nel pomeriggio a Catania, come preannunciato, si riunira’ il governo regionale”.

Sono arrivati sui luoghi colpiti dal terremoto anche i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

“E’ stato un anno, quello 2018, in cui per le emergenze lo Stato è stato molto sollecitato e noi ci ritroviamo alla fine di quest’anno con eventi alluvionali, il Ponte Morandi e questi eventi sismici che avevano già colpito la provincia di Catania nei mesi scorsi. E’ stato un anno nel quale siamo stati in prima linea più volte per cercare di affrontare queste emergenze e la grande sfida del 2019 è creare delle Leggi dello Stato che possano permetterci di affrontare le emergenze in maniere organica e fuori dal Patto di Stabilità. Sono in corso tutti i rilievi degli edifici danneggiati. Sono arrivate già 1.600 richieste di sopralluogo che stiamo eseguendo grazie al lavoro congiunto con le autorità e istituzioni interessate. Nella legge di bilancio sono stati stanziati fondi anche per gli adeguamenti antisismici. Il nostro obiettivo è dare il massimo contributo per fare ritornare alla normalità le famiglie”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio stamani a Zafferana Etnae, nel Catanese, uno dei Comuni più colpiti dal sisma del 26 dicembre.

Insieme a Di Maio, in conferenza stampa anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha rassicurato tutti: “Nel momento drammatico che stanno attraversando tanti cittadini gli esperti che stanno seguendo l’Etna dicono con la situazione è sotto controllo e quindi mi auguro che i cittadini possano trascorre giornate più serene”.

“Da catanese faccio un plauso ai miei concittadini che si sono confrontati con il vicepremier Luigi Di Maio con grande compostezza, manifestando la voglia di ricominciare, superando al più presto questo drammatico momento. Il Governo si adopererà al massimo per ripristinare la normalità in questi territori e domani sarà dichiarato lo stato di emergenza per dare un immediato sostegno alle famiglie predisponendo, tra l’altro, una norma per sospendere i mutui stipulati dalle popolazioni colpite dal sisma e un contributo diretto alle imprese”.  Con queste parole la senatrice Nunzia Catalfo ha commentato il sopralluogo nei paesi etnei colpitidal sisma di Santo Stefano, al quale hanno partecipato Luigi Di Maio e la deputazione catanese nazionale e regionale del Movimento 5 Stelle, per verificare lo stato dei luoghi e per incontrare gli sfollati colpiti da questa calamità naturale.  “Da sottolineare anche il grande impegno della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, dei medici, degli operatori sanitari e di tutte le forze dell’ordine – conclude la Catalfo – che hanno fatto un eccellente lavoro per prestare immediato soccorso alla popolazione”. 

 

Dopo circa trent’anni di precariato arriva la tanto attesa stabilizzazione per 44 lavoratori del comune di Montevago. Sono stati sottoscritti oggi, nell’aula consiliare “Falcone e Borsellino”, i contratti a tempo indeterminato. Vengono così stabilizzati 44 lavoratori appartenenti alle categorie A, B e C. Tramite concorso pubblico sono stati assunti a tempo indeterminato anche un assistente sociale, un architetto, un commercialista e un vigile urbano. Le procedure di reclutamento sono state effettuate nei modi e nei termini previsti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. n. 75/2017 e circolare applicativa) e nel pieno rispetto dei vincoli di carattere economico-finanziario in materia di assunzione di personale.

“E’ una giornata storica per il nostro comune, per i lavoratori e per le loro famiglie. Con la firma dei contratti  a tempo indeterminato – ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – diamo serenità ai lavoratori precari che da 28 anni svolgono un ruolo fondamentale per il comune e che ormai da molto aspettavano risposte da parte delle istituzioni. Applicando la riforma Madia della Pubblica amministrazione siamo riusciti a stabilizzare tutti i precari storici con l’obiettivo di rendere più efficiente la macchina amministrativa e di garantire il diritto al lavoro a queste persone di cui non si può fare a meno per poter assicurare i servizi essenziali ai cittadini”.