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I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, si rivolgono al sindaco, Calogero Firetto, sollecitandolo – affermano – ad una “decisa assunzione di responsabilità, per eliminare gli attuali disagi e rafforzare l’efficienza dei servizi erogati: più acqua, meno rifiuti, più illuminazione, con una politica fiscale meno severa e più rispettosa delle famiglie con bassi redditi”. Iacolino e Falzone aggiungono: “In piena estate, Agrigento si scopre con meno servizi e maggiori costi per tributi a carico dei cittadini. Meno acqua, talvolta non potabile in alcune parti della città, più rifiuti in mezzo alle strade, spesso dissestate, ed ancora aree della città senza adeguata illuminazione. È questo il quadro desolante di una città che non riesce a decollare malgrado le sue straordinarie risorse naturali e culturali”.

Venerdì scorso, tradito dalla voglia di trasgressione, un giovane di 25 anni è stato protagonista di un episodio particolare. Si è presentato a casa di una donna, pensando fosse una prostituta che aveva contattato precedentemente. Ha citofonato ad un numero civico di Via Matteotti, ad Agrigento, sbando evidentemente indirizzo, e si è trovato una signora di bell’aspetto che pensava fosse la squillo di cui sopra. E’ entrato in casa e, pare, ha iniziato a fare delle avance alla donna che ha reagito chiamando il marito. E’ scoppiato il finimondo con il venticinquenne che se l’è vista brutta. Il marito della donna l’ha bloccato e chiamato la polizia che, giunta sul posto, ha riportato la calma, sentito i fatti e invitato l’incolpevole famiglia ha sporgere eventualmente una querela di parte, a tutt’oggi non formalizzata.

Il Libero Consorzio comunale di Agrigento, l’ex Provincia, conferma, almeno per il momento, il non rientro nella compagine societaria del Consorzio universitario di Agrigento. Il commissario dell’Ente, Giuseppe Marino, afferma: “So che ci sono delle pretese, giuste o sbagliate da parte di altri soggetti, quindi valuteremo in futuro cosa sarà giusto fare tutelando quelle che sono le prerogative e gli interessi del Libero consorzio comunale”. La fuoriuscita dell’ex Provincia di Agrigento, già socio di maggioranza del Consorzio universitario, è stata disposta dal precedente commissario, Roberto Barberi, in ragione della mancanza delle risorse finanziarie necessarie.

Non si rassegnava alla fine della storia d’amore con una connazionale ed avrebbe compiuto tutta una serie di reati per i quali alla fine è finito in manette. Lui è Inout Daniel Alecu, romeno, 19 nni, residente a Canicattì, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Caltanissetta perchè accusato di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, rapina ed estorsione. Secondo quanto ricostruito dai Militari dell’Arma, Aleu, avrebbe incontrato lo scorso 10 luglio, l’ex ragazza fuori da una gelateria e l’avrebbe picchiata. Quattro giorni dopo si sarebbe introdotto all’interno dell’abitazione di quest’ultima e l’avrebbe vioelntata sessualmente nonchè avrebbe rubato dei soldi e i documenti per i quali avrebbe chiesto alla donna anche il pagamento di denaro. I documenti sono stati recuperati dai carabinieri a seguito di una perquisizione domiciliare a casa del romeno.


Il sinistro si è verificato tra il Villaggio Mosè e contrada Drasy, all’altezza di contrada Burrainiti.
Il bilancio è di un morto. Un giovane di 25 anni, Leonardo Salvatore D’Alessandro, di Palma di Montechiaro che era bordo di una motocicletta Kawasaki 600.
Il terribile incidente in cui è morto il palmese Leonardo Salvatore D'AlessandroIl terribile incidente in cui è morto il palmese Leonardo Salvatore D’Alessandro
Il ragazzo è caduto rovinosamente poco prima di arrivare al bivio per Naro. Sul posto la Polizia stradale e una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Agrigento. Al momento dalle prime indiscrezioni pare che si possa trattare di un incidente autonomo. Nella dinamica dell’incidente il giovane, dopo aver travolto recinzione e paletti, è finito in un appezzamento di terreno ed è deceduto sul colpo.
Sul posto sono giunti i soccorsi ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.Il terribile incidente in cui è morto Leonardo Salvatore D'Alessandro, ciò che resta della motoIl terribile incidente in cui è morto Leonardo Salvatore D’Alessandro, ciò che resta della moto
Le indagini sono difficili: sembra possa essere rimasta coinvolta un’autovettura nel tragico incidente ed una persona è stata interrogata dai poliziotti.
La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta affidato al sostituto procuratore Andrea Maggioni.

Ad Agrigento il “Comitato Cittadino di Agrigento”, presentandosi come tale attraverso una mail, che non è firmata, ha diffuso alla stampa un intervento per ribadire “lo stato di preoccupazione in cui versano – sostiene lo stesso Comitato – i residenti della Via Giovanni 23esimo a causa della prossima attivazione lungo la stessa strada di un centro d’accoglienza per minori non accompagnati”. Il Comitato afferma: “Tutti i politici e gli organi di governo deputati, regolarmente interpellati, hanno sempre negato di essere informati sulla destinazione della struttura ed al contempo hanno professato la loro contrarietà all’apertura di nuovi centri in città. E’ un atteggiamento ritenuto ormai poco credibile e che a breve potrebbe essere, purtroppo, smentito dai fatti. È da mesi che i residenti vivono nell’angoscia che la speculazione sui poveri migranti possa inficiare la loro serenità. Quando il centro aprirà, a prescindere dalle dichiarazioni formali rese, saranno responsabili tutti i politici. A partire dal Sindaco, passando per tutti gli onorevoli nonchè per coloro i quali, ricoprendo incarichi regionali, avrebbero potuto sostenere la problematica fattivamente ma che, invece, decidono di occuparsi di temi palesemente inconsistenti da semplice passaggio televisivo”.
Proteste per la decisione della Regione Siciliana di autorizzare, ad Agrigento, due nuovi centri di accoglienza per minori non accompagnati complessivi 500 posti. Le strutture che hanno il placet della Regione sorgeranno in via Picone e in via Cavaleri Magazzeni. Sulla questione si alza, soprattutto via Facebook, la voce dei contrari al provvedimento, di cittadini stufi di queste aperture, ed è da registrare la netta presa di posizione del sindaco della Città dei Templi, Calogero Firetto: “Nessun nuovo centro di accoglienza, dice il primo cittadino, Agrigento ha già superato il rapporto previsto nell’accordo tra Anci e Governo sull’accoglienza. Siamo abbondantemente sopra i parametri fissati da quell’accordo. Abbiamo fatto molto di più”.

A fronte dei disagi provocati dalla chiusura del viadotto Petrusa, al confine tra Agrigento e Favara, il segretario provinciale della Cgil, Massimo Raso, e il dirigente Trasporti del sindacato, Raffaele Campione, hanno incontrato l’ingegnere Mele dell’Anas e hanno rilanciato la proposta del Movimento Democratici e Progressisti di Favara per collocare una rotatoria che consenta ai mezzi provenienti da Favara di attraversare la statale 640 in direzione Agrigento.

Il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, plaude alla proposta, da parte della quarta Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, di un emendamento di modifica alla legge regionale numero 16 del 2016. Alfonso Cimino spiega: “Si tratta della norma sulla documentazione relativa alle spettanze dovute ai professionisti per le procedure di rilascio dei titoli abilitativi, e quindi restituisce chiarezza ad una delle irrisolte questioni legate all’attività libero-professionale, ovvero, la certezza dei pagamenti. Il nostro Ordine auspica che, l’approvazione dell’emendamento sia sostenuta, autorevolmente, da tutta la deputazione agrigentina”.

L’attore Marcello Perracchio, 79 anni, conosciuto come il ‘dottor Pasquano’, brontolone medico legale della serie tv sul commissario Montalbano, ispirata dai racconti di Andrea Camilleri, e’ morto a Ragusa.
Perracchio era nato a Modica il 16 gennaio del 1938. Protagonista in gioventu’, in teatro, con la Piccola Accademia, venne segnalato a Turi Ferro e inizio’ da quel momento la sua carriera. Perracchio e’ stato un punto fermo per il teatro stabile di Catania, ha lavorato a Gibellina per le Orestiadi.
Con alle spalle numerose partecipazioni anche sul grande e piccolo schermo, e’ con “Il commissario ‘Montalbano’ che e’ stato conosciuto a livello internazionale: un singolare, ma acutissimo medico legale, il ‘dottor Pasquano’, con il quale il commissario Montalbano aveva un rapporto di amore e odio.

Sono andati a notificare il decreto penale a quattro anni dai fatti e hanno scoperto che il condannato, nell’attesa che la giustizia – tradizionalmente lenta ma inesorabile – facesse il suo corso, era diventata una condannata. L’uomo che il 28 agosto 2013 aveva rubato l’energia elettrica, tanto da meritare il decreto, ha cioe’ cambiato sesso. Cosa che ha costretto il giudice che aveva emesso il provvedimento, il Gip di Palermo Nicola Aiello, a una rettifica, dopo l’acquisizione del certificato dell’anagrafe del Comune di Bagheria (Palermo), che ha confermato che Angelo non esiste piu’ e ora al suo posto c’e’ Barbara. Giustizia piu’ lenta che inesorabile, dunque, che non tiene conto di come, fra quando viene commesso un reato e quando si cerca di punirlo, le persone possano cambiare. Angelo e’ cambiato proprio radicalmente, del tutto, e’ venuta fuori Barbara, la donna che era stata sempre imprigionata nel corpo di un uomo, e di fronte a questo fatto assolutamente imprevedibile la burocrazia giudiziaria e’ rimasta interdetta, senza parole. Anche perche’ il cambiamento di sesso aveva avuto dei passaggi obbligati davanti alla giustizia civile, e che la giustizia penale ignorava. Il decreto penale e’ una condanna a una pena pecuniaria, che viene emessa senza un processo e senza ascoltare l’imputato. Una volta fatta la notifica, il condannato puo’ opporsi, il decreto viene revocato e inizia il giudizio vero e proprio. Angelo-Barbara non ha ancora deciso cosa fare, ma probabilmente si opporra’. I diecimila euro imposti dal giudice sono infatti pesanti da pagare, al giorno d’oggi, tanto per un uomo che per una donna.