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“Ad oggi non ho elementi sufficienti per poter dire con precisione quando si è aggravata la situazione del paziente passando da una condizione di giocatore “pericoloso” a quella di giocatore “patologico”. A parlare è lo psichiatra Falco, a capo del Sert di Ribera, chiamato a testimoniare dalla difesa nell’ambito del processo a carico di Gerardo Pellegrino, ex maresciallo e comandante della stazione dei carabinieri di Cammarata, finito a processo per le ipotesi di reato di peculato, falso e occultamento di atti.

“Non posso avere un quadro completo della situazione – ha continuato il medico – perché ho pochi elementi per giudicare ma l’impressione che ho avuto è stata quella che il soggetto avesse nella testa altre priorità rispetto a quelle primarie”. 

Pellegrino è finito a giudizio, disposto dall’allora Gup del Tribunale di Agrigento Alfonso Malato, in seguito alla denuncia di Alfonso Galeone a cui era stata sequestrata l’auto, una Renault Clio, risultata essere scoperta di assicurazione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il carabiniere si sarebbe fatto consegnare 580 euro dal Galeone quale cauzione per consentire l’accesso alla procedura di demolizione dell’auto posta sotto sequestro attestando falsamente l’avvenuto versamento.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Salvatore La Longa, ha chiamato a testimoniare per la prossima udienza un’altra psichiatra che ha avuto in cura l’ex maresciallo nell’arco di tempo in cui si sarebbero verificati i fatti per cui oggi è a processo. Secondo la difesa l’uomo potrebbe essere affetto da una patologia da gioco.Il processo si celebra davanti il collegio di giudici presieduto da Gianfranca Claudia Infantino con a latere i giudici Katia La Barbera e Giuseppa Zampino. L’accusa è rappresentata dal sostituto procuratore Sara Varazi. Si torna in aula il 3 giugno per l’ultimo teste della difesa. 

– Fonte Grandangolo

Si svolgono oggi, lunedì 20 maggio, ad Aragona, nella Chiesa Madre, dalle ore 16:30 in poi, i funerali della preside, professoressa Teresa Maria Rita Buscemi, 56 anni, vittima di un improvviso malore. Il sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, a nome dell’amministrazione comunale tutta, esprime cordoglio per la prematura e improvvisa scomparsa della professoressa Teresa Maria Rita Buscemi, conosciuta nella città di Aragona, dove risiedeva, soprattutto per le sue straordinarie qualità umane e professionali. Pendolino afferma: “Aragona è sconvolta e piange una concittadina esemplare. Esprimo le mie sentite condoglianze alla famiglia intera. Un pensiero particolare va al marito Maurizio Tedesco e ai figli Maria Giovanna e Vincenzo”.

A Sciacca un ingegnere in pensione di 72 anni, Ignazio Puleo, è morto precipitando nel vano ascensore di uno stabile che ospita attività commerciali. La Procura della Repubblica di Sciacca ha avviato un’inchiesta. Secondo le prime ipotesi investigative, nel tentativo di raggiungere il piano superiore, dove vi è un negozio di elettrodomestici, l’uomo sarebbe precipitato all’interno del vano ascensore, il cui ingresso avrebbe avuto un dislivello di almeno un metro e mezzo e di cui, evidentemente, la vittima non si è accorta. Il sostituto procuratore Cristian Del Turco procede per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Gli investigatori finora hanno accertato che l’ascensore sarebbe usato essenzialmente come montacarichi per la fornitura della merce al negozio di elettronica situato nello stabile, e non per l’accesso diretto dei clienti.

Il Genio Civile di Agrigento ha approvato il progetto esecutivo per il consolidamento del primo tratto del viadotto Morandi, rilasciando l’autorizzazione “sismica” all’Anas, che potrà così avviare immediatamente i lavori. Al momento le opere comprenderanno il consolidamento dei piloni in cemento armato, mentre proseguirà contestualmente, a cura dell’Anas, il monitoraggio delle condizioni di stabilità degli impalcati in cemento armato precompresso, che saranno oggetto di un successivo intervento. Il capo del Genio Civile di Agrigento, Rino La Mendola, commenta: “I lavori di consolidamento del Ponte Morandi, unitamente alla già avviata ricostruzione del Ponte di contrada Petrusa, segneranno un passo importante per consentire alla città di Agrigento di uscire da quell’isolamento infrastrutturale determinato – non solo dai gravi ritardi nell’esecuzione della statale 189 e dal mancato completamento della statale 640, per il collegamento della Città dei Templi con Palermo e Caltanissetta – ma anche da una viabilità provinciale interna sempre più abbandonata al degrado e dalla demolizione del Ponte di contrada Petrusa, a cui si è aggiunta nel tempo la parziale chiusura al traffico del Ponte Morandi e della Galleria Spinasanta, di collegamento con Raffadali”.

E’ morto in carcere per cause naturali a 76 anni il boss di Ribera Simone Capizzi. Stava scontando la pena dell’ergastolo in seguito alla condanna per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli.

 Simone “Peppe” Capizzi è stato protagonista degli anni di piombo di Cosa Nostra in provincia di Agrigento: coinvolto in numerose inchieste e considerato una delle figure di spicco della mafia agrigentina è stato già sepolto nel cimitero del paesino agrigentino che gli aveva dato i natali.

La tumulazione è avvenuta alla presenza di una ristretta cerchia di familiari.

Si conclude la terza stagione di Teatro da camera 2018-2019 al Circolo Empedocleo di Agrigento,venerdì 24 maggio ore 18 e 15.

Spettacoli sostenuti da calorosi successi con pubblico numerosissimo che decreta il successo della formula voluta dai direttori artistici Giuseppe Adamo e Mario Gaziano, con la produzione esclusiva di ben ventiquattro spettacoli,di propria realizzazione. Un’operazione culturale teatrale che non ha precedenti,con la capacità di coinvolgere centinaia di artisti tra attrici,attori, folksingers,cantanti pop e classici,ballerini classici e contemporanei, cori polifonici,scenografi,autori , adattatori scenici e registi. Una vera e propria rivoluzione al di fuori di costosissimi  schemi istituzionali.

Tutto nella capacità del rinnovato Circolo Culturale Empedocleo di Giuseppe Adamo e del Pirandello stable festival di Mario Gaziano. E con il sostegno delle belle regie televisive dello storico filmaker Diego Romeo.

Una proposta teatrale unica e innovativa con autori contemporanei e classici,da Pirandello a Sciascia e a Ionesco,Cecov,Brecht, Flaiano,Petrolini ,Campanile.

E ancora Euripide Plauto Aristofane Marziale. Una selezione colta e condivisa sempre da un pubblico competente e appassionato. Unica vera novità nel panorama teatrale culturale del nostro territorio. 

Conclude questa fortunatissima terza Stagione teatrale la famosissima commedia brillante teatrale di Martoglio “CIVITOTI IN PRETURA”, riproposta nella forma del “thèatre clownerie“, intrigante e sfacciatamente irriverente.

La bella regia di Giuseppe Gramaglia impone un ritmo recitativo frenetico,degno del vaudeville più scatenato.

Una regia sorretta dall’abilità del gruppo storico del Teatro da Camera: la sempre scatenata Maria Fantauzzo, la supervivace Rosa La Franca e il debordante Angelo Cinque e lo spettacolare Lillo D’Aleo e gli storici protagonisti Alfonso Marchica Alfio Russo e Angelo Provenzano con Massimo Agozzino,vivace e vittima designata, e con lo stesso Giuseppe Gramaglia sempre puntale e convincente.. Insomma uno spettacolo conclusivo da non perdere. Con la vigile collaborazione artistica  di Maria Grazia Castellana e la direzione di Giuseppe Adamo e Mario Gaziano.

Ingresso libero per soci e appassionati di Teatro da Camera

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, hanno arrestato Salvatore Bruccoleri, 29 anni, di Favara, indagato di detenzione abusiva di arma clandestina e ricettazione. Nottetempo, Bruccoleri è stato sorpreso ad Agrigento, in via Ragazzi del 99, a bordo di un’automobile, in possesso di una pistola calibro 6,35 di provenienza straniera. L’auto, una Fiat Punto, è risultata rubata. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Agrigento. Il favarese è recluso in carcere.

Il signor B.S, sono le iniziali del nome, di 34 anni, di Agrigento, aveva presentato al Comune di Agrigento una richiesta di concessione edilizia in sanatoria relativamente ad un prefabbricato con copertura a spiovente realizzata con pannelli coibentati nella contrada Cannatello/Fegotto; ma il Comune di Agrigento, inopinatamente, aveva rigettato l’istanza di condono asserendo che l’illecito edilizio sarebbe stato realizzato in epoca successiva alla data del 31/03/2003. Il signor B.S. proponeva allora un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, lamentando la mancata comunicazione preventiva dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, nonchè una grave forma di eccesso di potere per difetto di istruttoria e carenza di motivazione. In particolare l’Avvocato Rubino ha citato precedenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato secondo cui l’Amministrazione, prima di adottare un provvedimento sfavorevole nei confronti del richiedente, ha l’obbligo di comunicare le ragioni ostative all’accoglimento della sua istanza, rendendo possibile l’instaurazione di un vero e proprio contraddittorio endoprocedimentale; ed ancora precedenti giurisprudenziali del TAR Campania secondo cui è illegittimo il provvedimento di diniego dell’istanza di permesso in sanatoria che non sia stato preceduto dall’invio della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, in quanto preclusivo per il soggetto interessato della piena partecipazione al procedimento e dunque della possibilità di un suo apporto collaborativo idoneo a determinare una diversa conclusione del procedimento. Ed infine il difensore del ricorrente ha citato ulteriori precedenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato secondo cui il soggetto interessato può dimostrare anche a mezzo di indizi di prova l’epoca del riscontrato abuso edilizio; nel caso di specie il ricorrente aveva prodotto agli atti del giudizio una nota, avente data certa, avente ad oggetto la collocazione del prefabbricato sul proprio lotto di terreno, nonchè una ricevuta attestante la sostituzione del tetto in legno del prefabbricato in data antecedente al 31 marzo 2003. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione Siciliana in sede giurisdizionale, condividendo la censura formulata dall’Avvocato Rubino secondo cui le fatture e le bolle di consegna dei materiali aventi data certa costituiscono prova in ordine al momento della realizzazione del grezzo del manufatto abusivo di cui si chiede la sanatoria, ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento di diniego di concessione in sanatoria impugnato, annullandolo in accoglimento del ricorso, e condannando il Comune di Agrigento anche al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal CGA, il cittadino agrigentino eviterà l’adozione dei provvedimenti repressivi mentre il comune di Agrigento pagherà le spese giudiziali.

La segreteria provinciale del sindacato Confael di Agrigento, tramite il coordinatore Manlio Cardella, interviene a seguito dell’ennesimo incidente mortale sul lavoro appena accaduto a Palma di Montechiaro. Manlio Cardella afferma: “La Confael intende proporsi con adeguate professionalità, per rappresentare al Prefetto di Agrigento, al quale chiediamo un incontro, un elenco di gravi criticità, carenze ed inadempienze sotto il profilo della prevenzione degli infortuni sul lavoro, in edilizia, nelle costruzioni, nei lavori pubblici, come anche nel settore dei servizi di pubblica utilità con particolare riferimento ad igiene ambientale, raccolta, smaltimento, conferimento e trattamento rifiuti differenziati in discarica e negli impianti preposti. Bisogna soffermarsi con attenzione sull’esistenza stessa e sulla reale funzionalità del sistema degli Enti Bilaterali, scuole edili e comitati tecnici paritetici. Tali Enti godono anche di finanziamenti regionali. Proprio grazie a tali finanziamenti ancora oggi dovrebbe essere assicurata la piena funzionalità del Cpt, il Comitato Tecnico Paritetico, in modo da erogare a imprese e lavoratori, in tutti i cantieri di lavori pubblici appaltati, i servizi di sicurezza. Vi sono indubbie responsabilità di varia natura che attengono alle parti sociali, imprese e sindacati, ed alle istituzioni di governo, in difetto sul versante dei controlli”.

L’Avvocato A.A, sono le iniziali del nome, già Direttore dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, era stata nominata Assessore presso il Commissariato per gli Usi Civici della Sicilia, nella qualità di Direttore Regionale, ed aveva ricevuto i compensi previsti per l’attività prestata sino al momento delle dimissioni; ma l’Amministrazione Regionale aveva richiesto la restituzione di parte delle somme erogate sul presupposto della non spettanza di parte dei compensi per la partecipazione ad organismi collegiali i cui compiti asseritamente rientrino nell’attività ordinaria ed istituzionale. Il Direttore Regionale, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, aveva proposto un ricorso davanti al Tar Sicilia, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento avente ad oggetto la richiesta di pagamento della somma corrisposta alla ricorrente a titolo di indennità per la carica di Assessore presso il Commissariato per la liquidazione degli Usi Civici della Sicilia, nonchè per l’accertamento del diritto della ricorrente al pagamento di ulteriori compensi spettanti e mai corrisposti. In particolare l’avvocato Rubino ha sostenuto che laddove il dipendente dell’Amministrazione Regionale partecipi ad organismi collegiali i cui compiti non rientrino nell’attività istituzionale non appare legittima l’esclusione dei compensi; risultando pertanto acclarato che la nomina della ricorrente quale Assessore presso il Commissariato per gli Usi Civici della Sicilia non rientrasse nei compiti istituzionali svolti nella qualifica di dirigente regionale, Il TAR dichiarava l’illegittimità della richiesta di restituzione della somma corrisposta a titolo di indennità per la carica di assessore , e riconosceva l’accertamento del diritto della ricorrente al pagamento degli ulteriori compensi spettanti e non corrisposti, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Poichè l’Amministrazione Regionale non provvedeva alla corresponsione delle somme dovute, il Direttore Regionale proponeva un nuovo ricorso davanti al TAR Sicilia, sempre con il patrocinio dell’ Avvocato Girolamo Rubino, per l’ottemperanza del giudicato; in particolare l’Avvocato Rubino ha sottolineato di avere infruttuosamente diffidato l’Amministrazione Regionale al pagamento delle somme dovute e che era si era formato il giudicato sulla spettanza delle somme. Il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Prima, ritenendo fondate le censure formulate dall’Avvocato Rubino, ha accolto anche il nuovo ricorso condannando l’Amministrazione Regionale a corrispondere gli importi dovuti, oltre accessori, entro sessanta giorni dalla notifica della sentenza, con previsione di nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza. Pertanto laddove il Commissariato per la liquidazione degli Usi Civici della Sicilia non erogherà i compensi dovuti agli eredi dell’ex Direttore Regionale, deceduto nella more del giudizio, interverrà in via sostitutiva il Segretario Generale della Presidenza della Regione Siciliana, nominato commissario ad acta dal Tar Sicilia.