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Il Tribunale di Palmi, condividendo le argomentazioni difensive dell’Avv. Calogero Franco del foro di Agrigento, ha accolto la richiesta di trasferimento avanzata da un assistente giudiziario agrigentino in servizio presso l’U.N.E.P. del Tribunale di Palmi.
Il ricorrente aveva chiesto in sede amministrativa al Ministero della Giustizia di essere trasferito, ai sensi della legge 104 del 1992, presso un ufficio giudiziario del circondario agrigentino.
Il Ministero, tuttavia, rigettava la richiesta.
Per tali ragioni, l’assistente giudiziario, difeso dall’Avv. Calogero Franco, ha proposto ricorso d’urgenza innanzi al Tribunale di Palmi impugnando il suddetto provvedimento.
All’esito del giudizio, il Tribunale adito ha accertato e dichiarato il diritto del ricorrente a beneficiare del trasferimento presso il Tribunale di Agrigento, condannando il Ministero della Giustizia a provvedere immediatamente ai necessari adempimenti.
L’organico del Tribunale di Agrigento, dunque, si arricchisce di un nuovo assistente giudiziario il quale andrà ad attenuare la carenza di personale amministrativo che da tempo si registra presso gli uffici giudiziari agrigentini.

È definitiva la condanna per il reato di porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere, inflitta a R.S. di 46enne di Palma di Montechiaro, una condanna a 6 mesi di reclusione e una multa di 1.000 euro.
Secondo la ricostruzione dei fatti, il palmese, qualche anno addietro a seguito di un controllo da parte delle forze dell’ordine, dell’autovettura da lui guidata, fu rinvenuta   una mazza da baseball – lunga 80 cm – senza un giustificato motivo.
L’autovettura era intestata alla ditta per la quale R.S. lavorava, e si giustifico che il mezzo non era solo di sua esclusiva disponibilità – elemento poi sconfessato dagli investigatori.
Con questa ricostruzione dei fatti, R. S. è stato condannato in tutti i gradi di giudizio per i reati a lui ascritti.

Prosegue la Missione in Egitto del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto nel contesto del rafforzamento dei rapporti culturali internazionali in vista di Agrigento 2020. Nelle ultime ore il sindaco, con l’arcivescovo cardinale Francesco Montenegro e il presidente della Fondazione S.I.B., Eugenio Benedetti,  ha incontrato l’ambasciatore d’Italia al Cairo Giampaolo  Cantini, del quale la delegazione è stata ospite in ambasciata per una cena di lavoro: tra i temi affrontati, i fenomeni migratori, gli scambi culturali, il dialogo interreligioso nel Mediterraneo. Firetto ha invitato l’ambasciatore Cantini ad Agrigento per il prossimo Mandorlo in Fiore. Nel corso della serata si è parlato di come questa 75^edizione rappresenti, nel contesto delle  celebrazioni di Agrigento 2020, un concreto segno di dialogo tra i popoli. Per il prossimo Mandorlo in fiore sarà presente ad Agrigento anche la ministra della Cultura del governo egiziano, Ines Abdel Dayem.

Gent.sig.direttore sono un cittadino abitante a villaseta che lamenta quanto segue: Da circa 2 mesi la posta di villaseta è stata chiusa per infiltrazione di acqua piovana dalla segnalazione del consigliere Marco Vullo al sig.sindaco del comune di Agrigento e agli uffici preposti,si incaricava un impresa per la manutenzione e risolvere la grave situazione che tuttora non si è potuto risolvere questo causa oltre un grave disagio alla frazione di villaseta che rimane senza ufficio postale quindi i residenti del quartiere sono costretti a recarsi in città per usufruire dei servizi postali ma oltretutto segnaliamo una famiglia che vive nell’appartamento sopra la posta e costretta a stare in mezzo l”acqua a causa dell’infiltrazione di acqua piovana l’impresa incaricata ha solo montato il ponteggio tolto la vecchia carta catramata (peggiorando la situazione) e poi è sparita ci rivolgiamo al sig sindaco affinché villaseta Possa nuovamente usufruire dell’mportante ufficio postale e prendere provvedimenti contro l’impresa che doveva eseguire i lavori .

Guido Vasile

Un SMS ricevuto ha fatto scattare il campanello d’allarme: “autorizzata op.Internet su  carta *1254”.
I tre ignari destinatari del SMS hanno scoperto, che le loro carte erano state clonate.
Immediata la denuncia alla questura di Agrigento.
I tre Agrigentini, si sono visti addebitare copiose somme sulle loro carte di credito ed in uno dei casi è stata totalmente svuotata.
Gli agenti di Polizia stanno valutando se i tre casi abbiano elementi di affinità, le indagini sono ancora in corso.

Non è una novità per Agrigento, già in passato il “serial killer” dello sfregio delle autovetture lasciò parlare di sé e che per un certo periodo si fosse preso una pausa! Ma adesso la storia si ripete, pare che “serial killer” sia tornato. A fare l’amara scoperta tre agrigentini, tutti in episodi e luoghi diversi, che hanno fatto l’amara scoperta. I luoghi dell’assalto sono stati: viale dei Pini (zona balneare), viale della Vittoria (centro) e via Parco degli Angeli (periferia).
Le tre vittime, accumulate dal raid vandalico posto in essere sulle rispettive autovetture, hanno sporto regolare denuncia agli agenti della Questura di Agrigento.
È sotto la lente d’ingrandimento degli agenti, l’eventuale appartenenza della stessa matrice, dei raid attuali e precedenti, le indagini sono in corso.

Due agrigentini, un 20enne (studente) e un 34enne (operaio), la scorsa settimana si sono visti vittime dello stessa amara scoperta: “il furto del proprio ciclomotore”. Per il primo è “sparito” al viale della Vittoria e per il secondo in largo Pergusa.
Ai due malcapitati, non è rimasto altro che denunciare il furto agli agenti della Questura di Agrigento, che hanno avviato le indagini.

Ad Agrigento volontari “protagonisti civici” della Lega Navale e dell’Associazione MareVivo, hanno ripulito la zona Maddalusa, e altrettanti volontari “protagonisti civici” del Wwf hanno ripulito la zona del porticciolo turistico a San Leone. 

Ebbene, in entrambi i casi, come denunciato dagli stessi volontari, i sacchi contenenti i rifiuti raccolti non sono stati prelevati dalle imprese del servizio di nettezza urbana, nonostante l’accordo di raccolta preventivato con il Comune. Ebbene, la mancata raccolta è da addebitare al posto sbagliato dove sono stati riposti i sacchi, come spiega l’assessore comunale Nello Hamel nell’intervista

Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, interviene a seguito della sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta al processo “Borsellino quater”, e afferma: “Era un esito scontato, non credo che ci potessero essere grandi difficoltà, soprattutto dopo le dichiarazioni di Spatuzza e dopo quello che ci ha rivelato Scarantino. Adesso finalmente si è fatta un po’ di luce. E’ una sentenza che fa ben sperare sulla possibilità di fare chiarezza sulle stragi di via D’Amelio e Capaci? Credo che i magistrati si possano muovere solo alla luce di determinate prove che si vengono a creare negli anni. Certo, me lo auguro di potere scoprire quali sono stati i veri contatti con la politica, ma se non ci sono le prove o qualche dichiarazione nuova, non possiamo fare altro che auspicarlo, ma non è facile che ciò avvenga”.