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L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel informa che nella giornata di domani, venerdì 30 Novembre, il ritiro della plastica per problemi di discarica, avverrà a partire dalle ore 11.30 e continuerà nel pomeriggio. Pertanto i mastelli con la plastica potranno rimanere all’esterno delle abitazioni sino a pomeriggio inoltrato.L’assessore Nello Hamel è grato ai cittadini per la fattiva collaborazione che consentirà di non interrompere il ciclo della raccolta differenziata.

Un uomo di 85 anni, pensionato, è stato fermato dagli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento mentre era  intento ad esercitare l’attività di parcheggiatore abusivo. L’uomo aveva deciso di “arrotondare” la pensione statale di cui è titolare.

L’anziano, bloccato in via Empedocle, è stato trovato in possesso di numerose monetine che aveva “guadagnato” facendo il guardia-macchine senza averne autorizzazione.

Per questo motivo, per lo stesso, è stato disposto un provvedimento di allontanamento per 48 ore con l’obbligo di non esercitare più tale attività

Un incidente stradale frontale tra auto, con 2 feriti, si è verificato, ieri mattina, nei pressi del Villaggio Peruzzo di Agrigento.

A scontrarsi due automobili, una Renault Megane, condotta da un uomo di 55 anni, agrigentino, e una Toyota Yaris con a bordo un uomo, col figlioletto, anche loro della Città dei Templi.

Questi ultimi due hanno riportato delle ferite e per questo sono stati soccorsi trasportati in ambulanza al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio. Le loro condizioni, comunque, non sono gravi.

Sul luogo del sinistro si sono portati gli uomini dell’antinfortunistica stradale della polizia municipale di Agrigento che hanno effettuato i rilievi utili all’accertamento di eventuali responsabilità.

E’ accusato di aver sparato al cognato, al culmine di una lite, uccidendolo. Per lui la Procura chiede che venga recluso. Il pm Emiliana Busto, infatti, ha chiesto al Tribunale del Riesame di Palermo la disposizione della custodia cautelare in carcere per Raimondo Burgio, 35 anni, di Palma di Montechiaro, fermato dai Carabinieri con l’accusa di aver ucciso il cognato, Ignazio Scopelliti, bracciante agricolo di 47 anni, assassinato con due colpi di pistola in via Palladio, arteria centrale del paese, lo scorso 2 novembre.

Il reo confesso – assistito dall’avvocato Santo Lucia – si è presentato davanti al Gip per l’udienza di convalida dopo esser stato fermato dai carabinieri della stazione di Palma poche ore dopo il delitto. Insieme al cognato della vittima, in un primo momento, era stato posto in stato di fermo anche il suocero. Dopo una instancabile resistenza con il respingimento di ogni accusa Raimondo Burgio ha confessato dopo che una telecamera di sorveglianza lo ha immortalato nella scena del crimine.

“Ho tentato di difendermi perché sapevo che mio cognato girava armato di coltello e minacciava ripetutamente mia sorella. Quella mattina, dopo averlo visto discutere con mia madre, ho visto che si è avvicinato con fare minaccioso verso di me e, temendo per la mia incolumità, ho sparato.”

E’ questo quanto dichiarato da Burgio davanti al Gip del Tribunale di Agrigento aggiungendo anche che la famiglia aveva anche presentato querela in Procura in seguito ad una situazione sempre più complicata.

Burgio, che ha mostrato un atteggiamento particolarmente collaborativo in sede di convalida, ha ottenuto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

E’stato nominato dal Prefetto di Agrigento, Dario Caputo, il nuovo commissario di Girgenti Acque. E’l’ex commissario dell’Asp di Agrigento, l’ingegnere Gervasio Venuti, 63enne.

Girgenti Acque è la societa’ che gestisce le reti idriche in 27 dei 43 comuni della provincia e la scorsa settimana ha avuto un’interdittiva antimafia, che ha costretto Marco Campione a dare le dimissioni da presidente.

Venuti dovrà garantire la regolarita’ del funzionamento degli impianti in attesa che, dopo la risoluzione del contratto di servizio decisa nei giorni scorsi dall’Assemblea dei sindaci, venga individuata una nuova forma di gestione, fermo restando che Girgenti Acque S.p.A. ha impugnato l’interdittiva davanti ai giudici del Tar.

Gervasio Venuti, funzionario della Regione siciliana, e’ commissario uscente dell’Asp di Agrigento, un ruolo da lui ricoperto negli ultimi 18 mesi.

Oggi sono stati dissequestrati i beni di Filippo Russotto, ex compagno della 27enne Gessica Lattuca, scomparsa da Favara dallo scorso 12 agosto.

Il Pm, Paola Vetro, ha accolto le richieste dell’Avv. Salvatore Cusumano, procedendo con il dissequestro dei terreni e delle due case rurali di c.da Burraitotto, dell’abitazione di via Fratelli Gracchi, delle due auto e della moto.

L’uomo era stato iscritto fin da subito dalla Procura nel registro degli indagati per sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione.

A seguito di ispezioni effettuate dai Ris dei Carabinieri di Messina nell’abitazione di Russotto si era trovato del sangue nel bagno di casa dell’uomo. L’esito dei rilievi è arrivato a fine Ottobre con la conferma di quanto Russotto aveva da tempo ribadito,ovvero che quelle tracce di sangue non appartenevano a Gessica.

Il dissequestro verrà ufficialmente notificato domani mattina, contestualmente verranno consegnate anche le chiavi di casa. Nonostante il dissequestro, Russotto risulta ancora indagato dalla Procura.

Una telefonata di una moglie gelosa al 117, il numero della Guardia di Finanza, fatta nel novembre del 2016, avrebbe fatto partire l’indagine che ha portato, oggi, ad 11 arresti, 11 obblighi di firma e 20 denunce a piede libero per, nel complesso, 42 dipendenti regionali dell’assessorato alla salute.

La donna avrebbe fatto la chiamata convinta che il marito lasciasse l’ufficio per tradirla. L’uomo, invece, non risulta fra gli indagati per assenteismo mentre nella rete sono finiti 42 suoi colleghi. L’indagine è iniziata, dunque, dopo una segnalazione molto circostanziata fatta al 117 sull’assenza costante di alcuni dipendenti. Poi le indagini sono riuscite a ricostruire il fenomeno e le modalità con le quali i dipendenti riuscivano, grazie ad una rete di complicità, a garantire la presenza mentre si trovavano fuori per sbrigare faccende private.

Le assenze documentate per complessive 400 ore fanno, ora, rischiare il posto di lavoro a tutti oltre ad una condanna penale e ad un processo per danno erariale

Più di un dipendente su cinque truffava sulla presenza al lavoro negli uffici dell’assessorato regionale alla Salute, in piazza Ottavio Ziino, a Palermo. Grazie a tre computer, alcuni impiegati riuscivano a segnare le presenze anche senza badge. Una opportunità utilizzata dai lavoratori infedeli per lasciare il luogo di lavoro senza perdere un euro di stipendio.

Tra gli indagati c’è una coppia: lui accompagnava la figlia a scuola e l’andava a prendere all’uscita, lei timbrava il cartellino del marito. Le telecamere piazzate dai finanzieri hanno immortalato la convivente di un impiegato che si intrufolava in assessorato per timbrare la fine del turno di lavoro, mentre il suo compagno si trovava altrove.

“Quello che impressiona in questa indagine iniziata nel 2016 – spiega il comandante del Gruppo di Palermo della Gdf, Alessandro Coscarelli – è il numero di impiegati finiti nell’inchiesta: 42 su 200 che con disinvoltura hanno segnato 400 ore mai rese.

L’indagine è iniziata dopo una segnalazione molto circostanziata fatta al 117 sull’assenza costante di alcuni dipendenti. Poi le indagini sono riuscite a ricostruire il fenomeno e le modalità con le quali i dipendenti riuscivano, grazie ad una rete di complicità, a garantire la presenza mentre si trovavano fuori per sbrigare faccende private.

Le persone arrestate e poste ai domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta sull’assenteismo all’assessorato regionale alla Salute sono: Nicola Bonello, 54 anni; Giovanni Bronzo, 55 anni; Gabriella Gugliotta, 47 anni; Salvatore Migliorisi, 47 anni; Angelo Lentini, 56 anni; Fulvio Monterosso, 61 anni; Luciano Romeo, 50 anni; Vito Saputo, 48 anni; Benedetto Sciortino, 56 anni; Letterio Taormina, 66 anni e Ivan Trevis, 44 anni.

Avranno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria Giovanni Allegra, 59 anni; Francesco Bongiorno, 43 anni; Marco Camarda, 43 anni; Anna Maria Chiavetta, 53 anni; Antonino Costumati, 58 anni; Salvatore Gervasi, 63 anni; Giuseppe Magno, 53 anni; Giuseppe Maranzano, 45 anni; Angela Maria Misseri, 50 anni; Giuseppina Palazzolo, 48 anni, e Giovanna Tagliavia, 43 anni.

I carabinieri della stazione di Alessandria della Rocca hanno identificato, bloccato e arrestato una pensionata di 79 anni che questa mattina, nella centralissima piazza generale Dalla Chiesa, avrebbe gettato dell’acido in faccia ad un 49enne.

La donna sarebbe entrata all’interno del supermercato in cui lavora la vittima e, per motivi che ancora sono sconosciuti, avrebbe compiuto il folle gesto per poi allontanarsi.

Immediata la chiamata ai carabinieri della locale stazione e ai soccorsi: la vittima è stata trasportata con elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo dove attualmente si trova in prognosi riservata. La donna, invece, è stata rintracciata grazie ad alcune testimonianze e alle immagini delle telecamere poste all’interno del supermercato.

I giudici del Tribunale del Riesame, rigettato il secondo ricorso dell’avvocato Carmelita Danile, difensore di Giuseppe Burgio, 53 anni, di Agrigento, l’imprenditore finito in passato in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta per la quale ha avuto una condanna a 8 anni.

L’ex “re dei supermercati” dovrà rimanere agli arresti domiciliari.

La decisione è stata presa dopo il rinvio ad altra sezione del Riesame, rinvio che era stato deciso, per la seconda volta, dai giudici della Suprema Corte che avevano invitato a rivalutare l’ordinanza di custodia che grava sull’imprenditore agrigentino.

A questo punto, non è escluso che l’avvocato Danile si rivolga alla Corte di Cassazione per la terza volta.