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Nell’hotspot di Pozzallo, registrati ingenti danni dopo che per protesta, i migranti hanno appiccato un fuoco ad un cumulo di materassi. Dopo, alcuni di essi si sarebbero dati alla fuga. Sarebbero 35 i migranti che si erano allontanati durante i momenti concitati, ma a quando dichiara il sindacato Fsp Polizia, sarebbero stati tutti rintracciati.

Nessuna vittima tra i 120 ospiti della struttura, di cui una ventina minori.

Prefettura e Questura stanno adesso coordinando le operazioni di ricollocazione degli stessi, in altri centri, in accordo con il Ministero dell’interno.

Così il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che rivolge un accorato appello alle istituzioni di polizia:

“Ci vuole più attenzione verso una particolare categoria di immigrati, quelli tunisini, che scappano dai propri paesi non per fame ma per mettere in atto attività a delinquere. L’attività di quarantena per contatti con positivi li costringe a stare troppo a lungo in isolamento. È chiaro che i disordini si creano solo quando in struttura arrivano ceppi di Migranti di nazionalità tunisina. Si dovrà studiare al più presto una soluzione”

In territorio di Ribera, tra Borgo Bonsignore e Capo Bianco, in spiaggia, un bagnante si è imbattuto in un delfino arenato, un tursiope, probabilmente trascinato dalla corrente a riva dal mare mosso. Sul posto, per organizzare lo smaltimento della carcassa, sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale e il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, ad un posto di blocco lungo la strada statale 115, nei pressi del bivio per Campobello di Licata, hanno arrestato e posto ai domiciliari un uomo di 25 anni, alla guida di una Smart, sorpreso in possesso di 60 grammi di cocaina in un involucro nascosto nello slip. Lui non ha obbedito all’alt ma è stato inseguito e bloccato. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione di droga a fine di spaccio. Un altro licatese, di 18 anni, a bordo della stessa automobile, è stato denunciato per la stessa ipotesi di reato allorchè sorpreso in possesso di uno spinello di marijuana, e poi a casa sono stati scoperti e sequestrati altri 10 grammi di cannabis e nascosti in un sacchettino.

A Barrafranca, in provincia di Caltanissetta, un uomo di 42 anni,è morto a seguito di una caduta da 7 metri di altezza. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, lui è stato destinatario di un provvedimento restrittivo per l’esecuzione di una condanna. Quando i Carabinieri sono giunti nella sua abitazione a Barrafranca, lui ha tentato di fuggire lanciandosi da una finestra del secondo piano. L’impatto con il suolo è stato fatale. I sanitari del 118, volati sul posto con un elicottero partito da Caltanissetta, lo hanno trovato già morto a causa di un grave trauma cranico.

A Militello in Val di Catania, in provincia di Catania, lungo la strada provinciale 28, in località Contrada Piano Mole, un uomo di 54 anni, per evitare di rimuovere delle sterpaglie prima di effettuare dei lavori di manutenzione su alcune tubature idriche, ha ritenuto opportuno e più sbrigativo appiccare il fuoco a tutto con un accendino. E’ stato però notato da una pattuglia di Carabinieri della Compagnia di Palagonia che l’hanno bloccato prima che si allontanasse a bordo di un furgone, e lo hanno denunciato per incendio doloso. Per domare le fiamme, pericolose per gli utenti della strada, si è reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco.

La Guardia di Finanza di Catania ha sequestrato 37 chili di marijuana e ha arrestato due spacciatori. Si tratta di un ‘corriere’ di 43 anni, in automobile con 13 chili di marijuana ad elevato potenziale stupefacente, contenuti in 11 buste sottovuoto, nascoste nel vano dell’auto. E poi un uomo di 33 anni è stato arrestato per il possesso di 24 chili di marijuana, 150 munizioni e materiale per il confezionamento della droga. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Etnea, ha convalidato i due arresti.

E’ stato arrestato il presunto autore dell’omicidio di un nigeriano di 30 anni, ucciso a coltellate a Siracusa lo scorso 12 luglio. Si tratta di un altro nigeriano di 23 anni, identificato tramite il racconto di alcuni testimoni e l’analisi dei filmati dei sistemi di video-sorveglianza installati nella zona teatro di quanto accaduto. Dalle indagini è emerso che tra la vittima e l’aggressore si è scatenata una lite. Il nigeriano di 23 anni ha subito un pugno al volto che gli ha procurato una ferita all’arcata sopraciliare. Allora lui si è allontanato, poi è ritornato armato con un grosso coltello, e ha sferrato contro il nigeriano di 30 anni alcuni fendenti, uno dei quali mortali. Poi è fuggito. L’uomo, che è stato riconosciuto anche per i suoi precedenti e per la sua personalità aggressiva, si è rifugiato a Catania dove però è stato intercettato e arrestato grazie alla segnalazione di un assistente capo della Questura di Catania, libero dal servizio, che si è accorto di lui in via De Pasquale e ha telefonato ai colleghi.

La Guardia di Finanza e la Polizia hanno eseguito a Milazzo, in provincia di Messina, un’ordinanza cautelare a carico di 12 indagati, a vario titolo, di essere parte di un’associazione a delinquere impegnata nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti. L’organizzazione avrebbe operato nella fascia tirrenica della provincia di Messina, con propaggini su Roma. Nell’ambito dell’inchiesta, cosiddetta “Drug Express”, quattro persone sono state ristrette in carcere, altre cinque ai domiciliari, e a due è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Gli indagati avrebbero intrattenuto rapporti con numerosi clienti, oramai fidelizzati, con richieste quasi quotidiane di droga, soprattutto cocaina e crack. Inoltre sono stati escogitati dei diversivi per non incorrere in sequestri. Ad esempio attraverso il sistema delle consegne “porta a porta” e della spedizione di pacchi postali contenenti sostanze stupefacenti. Ecco perché l’operazione è stata intitolata “Drug Express”. Le indagini hanno documentato l’utilizzo di un linguaggio criptico convenzionale nelle conversazioni, come il termine “pizza” per indicare le dosi di crack. Attivo anche un canale di approvvigionamento romano gestito da un uomo di 37 anni di Bracciano, che avrebbe trasferito la droga ai messinesi tramite il sistema delle spedizioni. A Messina gli investigatori hanno intercettato, nel deposito di un noto spedizioniere, un pacco che avrebbe dovuto contenere un “termos”, e in cui, invece, sono state nascoste 15 pasticche di anfetamine e 38 grammi di etilmorfina.

Secondo i dati riportati dall’Inps, a Bagheria, in provincia di Palermo, le istanze accolte per il reddito di cittadinanza, riferite ai nuclei familiari, sono state 3.117, mentre i beneficiari sono non meno di 7.000. In proposito, Cittadinanza Attiva ha inviato una nota al direttore del Distretto sanitario 39 e ai sindaci dei Comuni di Bagheria, Ficarazzi, Santa Flavia, Casteldaccia e Altavilla Milicia, e ha chiesto di varare i progetti di pubblica utilità per svolgere prestazioni di lavoro a favore dei disabili, ammalati, anziani e minori in difficoltà. Letizia Ferrante, di Cittadinanza Attiva, spiega: “Nessuno se la sta prendendo con i fruitori del reddito onesti. A quanto pare, a parte i navigator, di assunzioni se ne sono viste pochissime o quasi, e i progetti utili, che dovevano partire dopo 6 mesi, non hanno reso utili l’esercito dei fruitori del reddito, mentre tanti volontari, tra associazioni, professionisti e tantissimi liberi cittadini, sono scesi in campo in aiuto di tanti altri concittadini in difficoltà a titolo totalmente volontario”.