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A Palermo, all’aeroporto, nell’area arrivi è stato installato un banner luminoso con la maxi fotografia del tempio della Concordia, nella Valle dei Templi di Agrigento. Si tratta di una iniziativa frutto di una proficua collaborazione tra il Comune di Agrigento, la Gesap (che gestisce i servizi aeroportuali a Palermo) e Rfi (Rete ferroviaria italiana). Nel banner, oltre la foto del tempio della Concordia, si legge: “Bellezze da raggiungere in treno, senza traffico e stress, dando più valore al tuo tempo”. E’ quindi un invito da parte di Trenitalia ai passeggeri in arrivo ad utilizzare il treno per raggiungere comodamente la città dei Templi.

Assieme alle parti coinvolte – comunica l’assessore comunalee vice sindaco  Elisa Virone – si è avviato un confronto che, prendendo le mosse dagli studi ed analisi alla base della redazione del pudm, ha fissato alcune attività necessarie che saranno condivise con professionisti e associazioni di riferimento. Sono stati già valorizzati i primi contributi. In particolare si è posta l’attenzione sulla necessità di assicurare una piena fruibilità dei tratti di costa a favore dei soggetti diversamente abili e garantire misure atte già dalla prossima stagione ad assicurare il rispetto della normativa. Il litorale è stato ripartito in 4 macroaree ciascuna della quali andrà a recuperare una destinazione di uso che valorizzi la  fruibilità dei tratti di costa assicurandone un utilizzo pieno. Il pudm non rappresenta  solo un adempimento normativo – conclude Elisa Virone – ma una rilettura di una porzione del  territorio che va pensata un maniera integrata per esprimere  le buone opportunità di sviluppo che questi spazi rappresentano”. 

 

“I dieci anni del Cardinale Montenegro
una pagina bella e pulita che si respira quotidianamente nella società agrigentina.”

 

La Uil Provinciale di Agrigento rinnova i migliori auguri dopo i primi dieci anni di mandato del Cardinale Francesco Montenegro, che si è caratterizzato subito per un modo semplice e spontaneo di interfacciarsi non solo con tutta la diocesi agrigentina ma soprattutto con la società e le varie problematiche di cui soffre.

“Possiamo affermare con assoluta certezza che Don Franco, come vuol farsi chiamare da tutti, è una delle pochissime figure presenti in questo territorio, un esempio e punto di riferimento per tutti.
Ha dimostrato con fatti concreti quanto sia vicino agli ultimi, al disagio, alla sofferenza e di come la Chiesa viene incontro a chi è rimasto indietro.
Ha utilizzato e attuato un confronto con tutti alla stessa stregua, non si è mai arroccato all’interno dei palazzi ovattati del clero ma è stato sempre in piazza e ovunque ci fosse bisogno di un intervento.
Lo storico viaggio a Lampedusa del Papa Bergoglio, per denunciare al mondo il dramma dei migranti e delle morti innocenti nel Mediterraneo, ha visto Don Franco in prima linea senza risparmiarsi un momento.
La sua nomina a Cardinale per certi versi inaspettata, è stata il prosieguo del lavoro svolto sempre con diligenza e sobrietà per la nostra comunità.
Le marce per la riapertura della Cattedrale sono state pagine che non si possono cancellare e che sono sempre servite da stimolo per le istituzioni, in primis quelle politiche, a dare una netta sterzata rispetto talune volte a rimpalli e a lungaggini senza fine.
Nelle crisi in campo lavorativo è stato sempre pronto a difendere la legalità e le tutele del lavoro.
Ha avuto un dialogo e un confronto con le organizzazioni sindacali di apertura e di attenzione massima alle dinamiche sociali ed economiche, dando sempre il massimo apporto e sostegno alle battaglie in difesa degli ultimi.
Per questo il nostro auspicio è che il Cardinale Montenegro possa continuare a lavorare sempre con maggiore vigoria, perchè dimostra non solo l’autorevolezza del ruolo ma ha una capacità di ascolto e di sintesi che facilita le soluzioni delle varie problematiche che sono tantissime nella provincia di Agrigento e dà una traccia e un percorso virtuoso alla crescita sociale dell’intera comunità”.

 Costituire un tavolo di concertazione per sostenere le imprese in difficoltà finanziaria e vessate dalla criminalità o dagli usurai. È la richiesta che l’Assci (Associazione per lo sviluppo e la salvaguardia del credito alle imprese) ha presentato alla Banca d’Italia e all’Abi (Associazione bancaria italiana). Tra le proposte anche l’attivazione di una “moratoria”, della durata almeno di 36 mesi, nell’applicazione degli accordi di Basilea, abbassando i criteri di accesso al credito per le imprese.

«Sostenere il credito verso le imprese – spiega Giuseppe Spera, presidente dell’associazione – significa anche creare un sistema virtuoso che permette alle aziende di crescere e di poter ripagare il proprio debito con le banche senza andare in sofferenza. La stretta sul credito degli ultimi anni, invece, ha innescato una grave tensione finanziaria, soprattutto in un territorio depresso come quello siciliano che ha spinto le imprese verso la chiusura, generando povertà e disoccupazione, o verso l’usura. Tutto questo va evitato». Tra le richieste presentate a Banca d’Italia e Abi anche quella di fare chiarezza sull’uso dei fondi erogati dal Ministero dell’Economia e Finanza ai confidi per sostenere le imprese e le famiglie a rischio usura.

Queste iniziative sono il primo passo per attuare le proposte contenute nel protocollo di intesa che Assci ha firmato con diverse associazioni di categoria lo scorso 17 aprile a Palermo proprio sulle tematiche dei finanziamenti alle imprese. L’Assci, inoltre, ha proposto alla Regione siciliana la creazione di un fondo di rotazione per le aziende vittime di usura ed estorsione.

La Corte d’Appello di Palermo, presieduta Da Roberto Murgia, ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, il medico dermatologo di Favara, Giuseppe Vitello, difeso dagli avvocati Giuseppe Barba e Tatiana Pletto. In primo grado il Tribunale di Agrigento ha condannato Vitello per omicidio colposo a seguito di una diagnosi presunta errata che, scambiando come escrescenza un tumore, ha condotto alla morte un uomo di Favara. La Corte d’Appello, accogliendo il ricorso della difesa, ha ribaltato il verdetto. Gli stessi avvocati Barba e Pletto commentano: “E’ una sentenza che restituisce la serenità personale e la dignità professionale ad uno stimato medico dermatologo la cui condotta sanitaria è stata riconosciuta dalla Corte d’Appello di Palermo ineccepibile e priva di rilievi penali. Ha atteso ben 8 anni di processo con cristiana pazienza confidando nella giustizia”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, si è svolta la prima udienza del procedimento a carico dell’ingegnere Angelo Cammarata e del dottor Stefano Orlando, imputati nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del viadotto “Petrulla”, tra Licata e Ravanusa, il 7 luglio del 2014. L’ingegnere Cammarata, difeso dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Gerlando Vella, ha chiesto di essere sottoposto all’esame incrociato per difendersi dalle contestazioni. In proposito l’avvocato Vella presenterà al giudice una circostanziata memoria difensiva. Orlando, tramite l’avvocato Luigi Tramontano, ha chiesto di essere giudicato in abbreviato. Prossima udienza il 10 luglio.

A Ragusa la Polizia ha arrestato tre agrigentini per furti alle casse dei supermercati. In carcere sono reclusi Gaetano Maggio, 62 anni, il figlio Alfonso Maggio, 29 anni, e Salvatore Mario Carta, 56 anni, tutti residenti a San Giovanni Gemini. I tre, avvalendosi di sofisticati strumenti, soprattutto di copiatura e ricostruzione di chiavi, avrebbero compiuto due furti da 10mila euro, a Pozzallo e a Ragusa, nel 2017.

 Via Vallicaldi, centro storico. Una persona scende lentamente lungo il vicolo e all’improvviso, con una certa nonchalance, si libera di un sacchetto della spazzatura, lasciandolo a terra. L’immagine viene ripresa dalla video-camera e il trasgressore è immediatamente identificato. E’ questo l’ennesimo episodio segnalato dal comando della Polizia Locale di Agrigento che prosegue ininterrottamente il controllo ambientale del territorio per prevenire episodi legati all’abbandono dei rifiuti per strada. Solo negli ultimi giorni sono state elevate ben dodici sanzioni ad altrettanti  trasgressori.