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Dopo gli arresti per scambio politico-mafioso

Veduta di Palazzo Chigi 

Il Consiglio dei Ministri nella seduta di oggi, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha sciolto il Comune di Vittoria per mafia. E’ la prima volta che accade nella storia del Comune ragusano che ha un passato di amministrazioni di sinistra e che è centro agricolo rinomato soprattutto per i prodotti di serra. La commissione prefettizia si era insediata nel mese di settembre dello scorso anno dopo gli arresti per scambio politico-mafioso dell’ex sindaco Giuseppe Nicosia e di suo fratello Fabio, all’epoca consigliere comunale del Pd, poi dimessosi. Dopo 6 mesi di indagini la Commissione presieduta dalla vice prefetta vicaria di Ragusa Concetta Caruso ha presentato la sua relazione che dopo l’istruzione del prefetto di Ragusa Pina Cocuzza e dell’ufficio preposto al ministero dell’Interno l’ha trasmessa oggi al Consiglio dei ministri. Attualmente a reggere il comune è Giovanni Moscato, avvocato, eletto due anni fa in una lista civica.
   

 

Si è sbloccata nel pomeriggio di oggi, la vertenza degli operatori ecologici di Lampedusa che da qualche giorno avevano fermato il servizio di raccolta rifiuti sulle isole pelagiche per protesta contro i ritardi nel pagamento dei loro stipendi.
Il vertice di questa mattina in Prefettura, si era inizialmente concluso con un nulla di fatto per la dichiarata impossibilità del Comune, rappresentato dal sindaco Totò Martello accompagnato dal legale Nicola Grillo, di far fronte immediatamente al pagamento delle fatture arretrate alle imprese della Rti che gestisce il servizio e che ammonta a complessivi 800 mila euro. Anche le ditte, rappresentate dall’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi, avevano fatto presente al prefetto Dario Caputo di non essere più nelle condizioni di anticipare ulteriori mensilità.
Alla luce di questi due elementi, la riunione era stata sciolta e il prefetto si era detto pronto a procedere con la precettazione dei 16 operatori ecologici viste le condizioni igienico sanitarie dell’isola.
Prima di andar via, il prefetto, il suo capo di Gabinetto Domenico Fichera, il sindaco e l’Ad di Iseda, hanno avuto un ulteriore colloquio per provare ad evitare in extremis proprio il ricorso alla precettazione.
Al termine della nuova mediazione, da Giancarlo Alongi è arrivata la proposta che ha poi sbloccato il tavolo. Agli operai si possono pagare subito 500 euro come anticipo della quattordicesima mentre il sindaco ha spiegato che lunedì avrebbe pagato una delle fatture arretrate alle imprese che si sono a loro volta impegnate a versare uno dei due stipendi arretrati ai netturbini. Informato della proposta il sindacalista Usb Aldo Mucci, lo stesso ha parlato con i propri iscritti che si sono detti disponibili a riprendere il servizio che inizierà domattina alle 6. Per accelerare il ritorno alla normalità in tempi rapidi, le imprese hanno chiesto al Comune di autorizzare servizi straordinari

I Carabinieri della stazione di Raffadali hanno arrestato due stranieri, di 23 e di 22 anni, originari di Libia e Pakistan. Nel centro storico, i militari si sono accorti dei due sfreccianti ad elevata velocità a bordo di uno scooter nel tentativo di dileguarsi. E durante la corsa hanno gettato per terra una busta con all’interno mezzo etto di hashish, subito recuperato dai militari. Poi, al termine di un rocambolesco inseguimento nel centro di Raffadali, i Carabinieri hanno perquisito anche le loro abitazioni, sequestrando altri 3 grammi di hashish ed un bilancino di precisione, verosimilmente utilizzato per dividere la droga in dosi. I due, Muhammad Hanif Hussain, 23 anni, della Libia, e Abbas Muzzamil, 22 anni, del Pakistan, sono ristretti ai domiciliari e risponderanno all’Autorità giudiziaria di detenzione di droga a fine di spaccio. L’arresto è stato già convalidato dal Tribunale di Agrigento.

Ad Agrigento, in Procura, al palazzo di giustizia, l’aggiunto Salvatore Vella e la sostituto Simona Faga, a conclusione degli interrogatori, hanno disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di due persone, per omicidio doloso in concorso e detenzione illecita di arma da fuoco. Si tratta dell’inchiesta sull’omicidio dell’imprenditore agricolo Angelo Carità, 61 anni, ucciso a Licata il 2 aprile scorso, Pasquetta, e già condannato dalla Corte d’Assise di Agrigento alla pena dell’ergastolo, con isolamento diurno per un anno, per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Giovanni Brunetto, 60 anni, di Licata, anche lui imprenditore agricolo. Nel frattempo, Angelo Carità è stato scarcerato per decorrenza dei termini in attesa del processo d’Appello

L’Anas procederà al recupero in sicurezza e al consolidamento della seconda parte del viadotto Morandi, tra Agrigento e Porto Empedocle, chiusa al transito. Le buste contenenti le offerte per la gara d’appalto, da 30 milioni di euro, saranno aperte il prossimo 15 novembre. A meno di eventuali ricorsi, il cantiere sarà avviato entro la fine del 2018. E il tempo preventivato per la conclusione delle opere è di 30 mesi. Nel frattempo, il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, al fine di alleviare i disagi agli utenti, ha chiesto ufficialmente all’Anas di predisporre un progetto per un percorso viario alternativo al viadotto Morandi da inserire nel nuovo Piano regolatore generale della città, cosicché, eventuali problemi futuri al viadotto Morandi, non danneggino più il territorio. E’ inoltre in fase di valutazione, da parte dell’Anas, una restituzione al transito progressiva della seconda parte del viadotto Morandi al traffico leggero.

“Sulla viabilità comunale ordinanze illogiche, si operi per una manutenzione straordinaria delle strade. Come al solito il penalizzato è il cittadino.”

La Uil di Agrigento interviene sul tema della viabilità comunale nella città di Agrigento, che vede i cittadini dover subire e assistere a continue ordinanze di limitazione o chiusura per i mezzi a due ruote, con ulteriori difficoltà oggettive per i residenti, che non sono di poco conto.

“Purtroppo dobbiamo constatare che nella città di Agrigento continuano delle ordinanze di chiusura o limitazione alla circolazione dei mezzi a due ruote che arrecano gravi danni ai cittadini.
Sono ormai una costante le ordinanze dirigenziali di limitazione della viabilità comunale che non permettono l’accesso ai mezzi a due ruote, da San Leone e adesso in altre arterie principali della città, arrecando nocumento e maggiore difficoltà nella fluidità degli spostamenti.
Riteniamo che questa problematica che nessuno disconosce non può essere risolta solo con le ordinanze, e ci chiediamo in questi anni per questa Amministrazione il ripristino e la messa in sicurezza delle strade di sua competenza che piega ha preso. Eppure le sanzioni amministrative pecuniarie, provenienti dalla violazione del codice stradale, hanno apportato introiti e linfa nuova per le casse comunali.
A questo punto vorremmo sapere (come prevede l’art. 208 all’art.4) se il 50% delle somme sono state utilizzate per la sicurezza stradale e la manutenzione indispensabile per garantire sicurezza ai cittadini. Vorremmo conoscere bene i dati.
Come del resto sulla tassa di soggiorno, perché una parte delle somme non viene utilizzata per la messa in sicurezza della viabilità comunale?
Per noi, e pensiamo per gli agrigentini, sono domande legittime, sulle quali questa amministrazione comunale Firetto dovrebbe interrogarsi, perché non si risolve questo disagio e questo problema emanando solo ordinanze. Il cittadino è già vessato da imposte statali e comunali da bolli e da altri balzelli e finora non ha trovato un corrispettivo nei servizi.
Le uniche notizie (da verificare) positive sono la ricostruzione del Ponte Petrusa a fine 2019 e l’ammodernamento e la messa in sicurezza del Viadotto Morandi o Akragas 1 se tutto va bene nel 2021, la dicono lunga su come Agrigento non sia una città civile: basti riflettere su quanti svantaggi subiscono i cittadini e quanto devastante è l’immagine della città che si offre ai turisti. Questi ultimi, come si vede negli ultimi tempi, cominciano ad allontanarsi da Agrigento, che per storia e tradizione non merita questi servizi che penalizzano e offendono sia gli agrigentini, sia chi vuole trascorrere qualche giorno in città e spostarsi con assoluta serenità”.

 

L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha concluso l’iter di aggiudicazione, in qualità di Stazione Unica Appaltante (D.Lgs n. 50/2016 che obbliga, per l’affidamento di beni e servizi, i Comuni non capoluogo alla convenzione con le ex Province per la gestione dei relativi appalti ) e per conto del Comune di Aragona, per l’affidamento del “Servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, ed altri servizi di igiene pubblica (servizio temporaneo)”, dell’importo complessivo di 988.001,68 euro più Iva. La Commissione di gara ha proposto l’aggiudicazione provvisoria all’impresa R.T.I. SEA SERVIZI ECOLOGICI AMBIENTALI (CAP) – I.CO.S SRL (ASS), dopo aver attribuito complessivamente 65,7 punti per l’offerta tecnica e 20 punti per l’offerta economica, e dopo aver esaminato le giustificazioni fornite dallo stesso RTI per l’offerta risultata anomala ai sensi dell art 97 del d.lgs. 50/2016.
Il servizio avrà la durata complessiva di 10 mesi.

Il giudice delle esecuzioni presso il Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha riformulato la condanna nei confronti di C A, sono le iniziali del nome, 43 anni di Favara, condannato, a seguito di patteggiamento, dal Tribunale di Agrigento nel settembre del 2008 per resistenza a pubblico ufficiale a 4 mesi di reclusione. Adesso il giudice delle esecuzioni ha disposto la conversione di tale condanna alla pena pecuniaria del pagamento di 4.800 euro di multa. In particolare, l’avvocato Ganci – dopo un attento calcolo – ha rilevato che la condanna applicata al favarese appariva calcolata in modo errato e quindi ha presentato al Tribunale di Agrigento una richiesta di incidente di esecuzione per ricalcolare la pena che non aveva tenuto conto del pre-sofferto cautelare del proprio assistito.

Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, il Tribunale di Agrigento, in occasione dell’udienza di convalida del fermo a carico di James Burgio, 26 anni, di Porto Empedocle, ha derubricato la contestazione del tentato omicidio a danni di Angelo Marino e di Riccardo Volpe in lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma, e non ha convalidato il fermo in ragione della non sussistenza del pericolo di fuga. Il fermo è stato invece convalidato, e quindi Burgio è trattenuto in carcere, dove si trova attualmente, solo per la contestazione di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di arma.