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Thalia: APHTY KHEA live a San Marco D'Alunzio


Una ricerca fondata sull’appartenenza e sull’identità, un sentire che si trasforma in riqualificazione e riappropriazione del territorio, vivere i luoghi non più in maniera statica ma ri-scoprirli in modo che tutto possa essere contestualizzato in chiave contemporanea, così da diventare nuovamente un luogo di socialità, incontro, scambio e crescita.
In un mondo sempre più social e sempre meno “sociale”, ci riappropriamo di quello che siamo e che vogliamo diventare, utilizzando l’arte e le emozioni che ne derivano come nuova forma di comunicazione.
Il tempio greco di Ercole fu edificato nel IV sec. a.C. ed è una cornice perfetta per una serata all’insegna dell’arte ed in particolare della musica elettronica.


“Stiamo facendo un grande lavoro sulla produzione di animali nati e allevati in Italia. Un territorio come quello della Sicilia si presta in modo perfetto all’allevamento brado, semi brado e alla produzione di bovini da dare all’ingrasso. Noi abbiamo la dipendenza dall’estero che è esagerata poiché importiamo 8 milioni di animali l’anno, in particolare dalla Francia ma anche dai paesi dell’est Europa come la Polonia. Quindi produrre trecentomila vitelli autoctoni di produzione nazionale da ingrassare sul posto è un obiettivo raggiungibile. Certo, ci vogliono politiche di accompagnamento. Noi facciamo la parte degli imprenditori ma se il progetto diventa di interesse nazionale e territoriale e se la politica ci dà una mano è più facile raggiungere l’obiettivo. Da parte nostra abbiamo presentato un progetto di filiera al Ministero per l’avvio di questo percorso finalizzato alla produzione del vitello italiano da carne. Siamo in attesa che i bandi si aprano per potere presentare un progetto che prevede anche un intervento sulle strutture che valorizzi il lavoro di tutti i produttori agricoli della filiera, cosa che accade sempre più raramente”. Lo ha detto Dino Scanavino, presidente nazionale Cia Agricoltori italiani a margine della tavola rotonda “Aree interne zootecnia e sviluppo possibile: la filiera italiana”, organizzata dalla Cia che si è svolta oggi presso l’aula Giovanni Paolo II – Piazzale Abbazia ad Agira (En).                                                                              “L’economia delle aree interne e montane – dichiara Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale Cia Sicilia – si basa prevalentemente sul comparto agrozootecnico. Con il convegno di oggi la Cia ha voluto porre l’attenzione sulle problematiche irrisolte del settore e porre soprattutto l’attenzione sulla proposta di creazione di una filiera italiana della zootecnia da carne – ma anche di altri comparti – capace di fornire maggiori garanzie al consumatore e capace di garantire contestualmente una più dignitosa redditività alle aziende; ciò consentirebbe anche di continuare a presidiare territori ad alto rischio di spopolamento. Porremo anche l’accento – conclude Castagna – sull’ormai insostenibile situazione dell’AGEA e sull’imbarazzante “silenzio” del Ministero delle Politiche agricole di fronte al non funzionamento di un ente che sembra aver dimenticato quale sia la propria funzione”.
Alla Tavola rotonda presieduta da Rosa Giovanna Castagna presidente regionale Cia Sicilia, sono intervenuti, tra gli altri, Maria Greco – Sindaco di Agira, Giovanni Trovati Presidente Provinciale Cia Enna, Graziano Scardino – Responsabile regionale Centro Assistenza Agricola Cia, Giuseppe Nasello – dirigente ispettorato agricoltura di Enna.



Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo importante economico/sociale per il nostro territorio, costituendo un rilevante bacino occupazionale in tempi di crisi economica e di livelli di disoccupazione sempre più preoccupanti. In Sicilia, in particolare, lo sviluppo delle PMI potrebbe contribuire a vincere le diverse sfide legate allo sviluppo economico, alle disuguaglianze, a un tasso di disoccupazione molto elevato, agli sviluppi demografici e alla necessità di operare cambiamenti strutturali. Incoraggiare le PMI può rafforzare la buona concorrenza e la produttività, stimolando pertanto la crescita del reddito globale e del reddito pro-capite.
La Sicilia e in particolare la provincia agrigentina godono di posti meravigliosi e prodotti di grande qualità con grande potenziale che consentirebbero a tutti noi di avere un ruolo preminente in Italia, in Europa e tra le Regioni degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo.
Ma dovremmo essere più decisi nel mettere in atto tutti gli strumenti per combattere l’abusivismo commerciale che affligge sempre di più le imprese del nostro territorio. Gli enti locali e gli altri attori che si occupano di fissare le aliquote di tributi, come l’IMU, tassa sui rifiuti, avrebbero il dovere di rivederle al ribasso per permettere alle imprese di non essere strozzate ulteriormente.
Le nostre imprese, tutti i giorni, devono inoltre far fronte all’enorme disagio di una viabilità inefficiente e malata. Innumerevoli sono i tratti di strada cantierizzati e incompleti da anni, numerosi i ponti che potrebbero crollare da un momento all’altro comportando non pochi rischi per i lavoratori che viaggiano su strada e per i cittadini.
Tutto ciò rappresenta un handicap che ancora una volta determina il ritardo delle nostre aziende rispetto a quelle presenti nel resto del territorio nazionale ed europeo.
A questo elenco aggiungo ancora l’annoso problema della sicurezza sul territorio.
Nell’ultimo periodo il susseguirsi di episodi di microcriminalità, più o meno gravi, ha creato uno stato di ansia e preoccupazione tra gli operatori del settore. Anche su questo problema bisogna intervenire con più fermezza e attenzione affinché tali episodi siano quantomeno arginati.
Concludendo, mi sento di rivolgere un accorato plauso al CNA (Confederazione degli Artigiani e delle PMI), più precisamente a quella territoriale di Agrigento per il lavoro profuso a fianco nelle nostre imprese locali che, tra l’altro, la scorsa domenica ha celebrato la propria assemblea elettiva nel corso di un incontro pieno di spunti e riflessioni.


Non si placano le polemiche e gli attacchi politici che stanno letteralmente travolgendo il Sindaco di Torino“Chiara Appendino” per la pessima gestione dell’evento di piazza San Carlo, in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.
All’indomani della notte di panico, che ha trasformato quella che doveva essere una festa in una vera e propria tragedia con 1527 feriti, a livello nazionale insorge la Lega chiedendo le dimissioni del Sindaco, del Prefetto e del Questore mentre il PD attacca definendola una “figuraccia internazionale” e che  si facciano i nomi dei responsabili.
Durante il Consiglio Comunale, tenutosi nella Sala Rossa e richiesto d’urgenza da tutte le forze politiche, l’Appendino ha dichiarato che “le misure di sicurezza in piazza San Carlo hanno seguito una prassi di atti amministrativi e di supporto organizzativo ormai consolidata; precisando che non sono stati adottati ulteriori provvedimenti di limitazione alla vendita di alimenti o bevande in vetro o lattine, anche alla luce della sanzionabilità della vendita abusiva comunque prevista dalle norme vigenti”.
Le opposizioni insorgono nella Sala Rossa e l’aria si fa tesa. Durissimo l’attacco dell’esponente di Forza Italia, Osvaldo Napoli: “la piazza era senza vie d’uscita,tanto che mi chiedo ancora chi ha approvato il piano della sicurezza, perché finora non è stato reso noto”. Non c’erano contenitoriper smaltire il vetro, che peraltro si poteva proibire – aggiunge Roberto Rosso, mi chiedo quali sono le sue responsabilità personali, quelle del Prefetto e del Questore. Se le responsabilità sono a suo carico lei dovrebbe dare le dimissioni; se, viceversa, le responsabilità sono a carico del Prefetto e del Questore chieda le loro dimissioni.Mi aspetto, una parola di chiarezza”.
“E’ cambiato il mondo e invece l’Amministrazione vive alla giornata”, ha aggiunto Silvio Magliano dei Moderati che ha elogiato la prontezza e l’operato dei soccorsi. “Si è detto che sono state adottate procedure consolidate e protocolli sperimentati, ha invece osservato Eleonora Artesio di Torino in Comune, ma evidentemente non è stato sufficiente rispetto alla percezione di sicurezza dei cittadini, diversa rispetto agli anni scorsi. Lei, Sindaca, ha detto di rappresentare i cittadini, ma loro si sentono ancora rappresentati da lei?”. “C’erano persone che vendevano bibite con borse chenessuno ha controllato”, fa notare Francesco Tresso (Lista civica per Torino), mentre Fabrizio Ricca Lega Nord), afferma in modo netto: “la gestione della piazza è stata scandalosa”. Troppo pochi 106 agenti di Polizia Municipale e un solo schermo, che peraltro bloccava una via di fuga. Chi non ha cacciato i venditori abusivi che hanno trasformato la piazza in un tappeto di vetro? Sindaco, in questa settimana, deve dare a Torino i nomi dei responsabili e chiederne le dimissioni. Se non sa trovarli, deve dimettersi Lei. A San Giovanni non vogliamo che i Torinesi non vadano in piazza per la paura”.
“E’ semplice trovare le responsabilità – ha affermato sindaco Alberto Morano della stessa lista : sono sue Sindaca.Chiedo chi si è posto il problema dei 30mila cittadini in una piazza senza reali vie d’uscita? Questa è solo una delle domanda, nei fatti lei sindaca è stata incapace perché questo è stato un disastro, e non è stata in grado di prevedere le misure di sicurezza in un evento speciale.”
Duro attacco anche dal capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo: quali misure di sicurezza avrebbe messo a disposizione mentre lei era allo stadio di Cardiff? Le lacune organizzative e gestionali sono oggettive: non sono state previste vie di fuga, un solo maxischermo in una piazza San Carlo saturata da 30.000 persone, la totale assenza di controllo dei venditori abusivi di bottigliette di vetro. Torino ha una storia di grandi eventi (Olimpiadi invernali, Ostensione Sindone) e una reputazione che è stata bruciata e non si ricorda un fatto di cronaca simile”.
Più cauto l’intervento dell’ex Sindaco di Torino Piero Fassino che non chiede le dimissioni dell’Appendino ma che se ne assuma e responsabilità, denunciando una grave sottovalutazione dei rischi che comportava questo evento. La gestione della piazza “è stata affrontata con superficialità, richiamandosi solo all’ordinarietà della prassi, quando invece erano necessarie misure straordinarie. Qualsiasi evento,continua l’ex sindaco, va visto nel contesto di oggi. Ci volevano misure molto superiori al passato. Due anni fa, sotto la mia amministrazione, la stessa piazza aveva due maxischermi che permettevano al pubblico di non accalcarsi da una parte e vie di emergenza per i soccorsi e per le eventuali fughe. C’è anche da chiedersi, ha concluso Fassino, se, stante i rischi, non sarebbe stato più saggio utilizzare lo stadio della Juventus che, dotato di due maxischermo, avrebbe consentito a 40.000 persone di assistere alla partita in condizioni di sicurezza. Insomma: quel che è successo sabato richiede l’assunzione di responsabilità e lei sindaca, non può sottrarsi alle sue responsabilità”.
Tra le mura della Sala Rossa si sta facendo strada l’ipotesi che il Sindaco Appendinosia sul punto di lasciare ad un altro assessore la  delega alla Sicurezza e alla Polizia municipale che aveva deciso di tenere per sé.
Il passaggio, che nessuno ufficialmente conferma ma viene dato per certo tra le stesse file della maggioranza Cinque Stelle, avverrebbe all’interno di un rimpasto, in parte preannunciato ad Aprile, in cui rientra la riassegnazione di un pacchetto di deleghe chiave, sinora tutte mantenute dalla prima cittadina.
Assegnando la responsabilità dei Vigili urbani a un suo assessore, l’Appendino tenderebbe a placare le polemiche che l’hanno travolta per i fatti di piazza San Carlo, dando coì un segnale chiaro non sulla sicurezza durante i grandi eventi ma anche i delicati dossier sui campi rom.
Tra i nomi più quotati per assumere la carica di assessore alla Sicurezza c’è quello dell’attuale assessore allo Sport Roberto Finardi, un passato da atleta delle fiamme gialle, ma c’è anche chi azzarda un ripescaggio per l’ex comandante dei vigili urbani Alberto Gregnanini.

Il governo gentiloni vuole l’accordo commerciale con il canada, gia’ approvato all’europa e spacciato come la panacea della crisi nazionale ed europea. I cittadini italiani e siciliani dopo aver detto un forte no al ttpi (l’accordo tra usa ed unione europea) che consegnava la sovranita’ nazionale degli stati nelle mani delle grandi multinazionali nel nome della piu’ retriva globalizzazione oggi subiscono un nuovo attacco.
Le multinazionali ci riprovano con un nuovo accordo sovranazionale, stavolta tra canada ed unione europea, il ceta.
Anche questo accordo sovranazionale distruggera’ la sovranita’ delle nazioni e il tessuto economico di nazioni come l’italia, formati da piccole e medie imprese che non avranno alcuna speranza di competere con le multinazionali con poteri superiori ai singoli stati.
Anche questa volta il sinalp sicilia dice no a tutto questo ed invita i parlamentari nazionali a non approvare il ceta in difesa del tessuto economico nazionale e della sicilia per come gia’ hanno fatto con il ttpi.
Difendiamo le nostre aziende ed i nostri lavoratori. non cediamo allo strapotere delle multinazionali che vogliono affamare i popoli per avere sempre piu’ manodopera a basso costo ed altissimi guadagni.
Come una nazione, il canada, di appena 35 milioni di abitanti (circa quanto la sola spagna) possa risollevare il tessuto economico ed il lavoro nell’unione europea che conta oltre 500 milioni di abitanti.
Pensate davvero che l’eu abbia bisogno del canada per sviluppare la sua esportazione???
La verita’ e’ che le multinazionali non essendo riuscite ad approvare il ttpi attraverso gli usa oggi ci riprovano con il canada dove esistono le sedi di moltissime multinazionali che premono per un sistema politico ed economico sovranazionale e globalizzante a scapito dei popoli e del lavoro.

“Diventi patrimonio umanità”. 47/a edizione dal 14 al 22 luglio

La magia del Giffoni Film Festival sta tornando. La concretezza dell’idea inizia a prendere forma, anche con l’avvio – in occasione del cinquantennale – delle procedure affinché possa diventare Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Nell’Aula Magna del Liceo Classico “Torquato Tasso” di Salerno, si è tenuta la prima presentazione dell’edizione 2017 targata “Into the magic”.
Per la 47/a edizione del Gff, in programma dal 14 al 22 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno), sono già 4.600 i giurati pronti a emozionarsi e confrontarsi, suddivisi nelle sette sezioni competitive che compongono il concorso – Elements +3, +6, +10, Generator +13, +16, +18, Parental Control/GexDoc dedicata ai genitori – cui si aggiungono i 100 ragazzi scelti della Masterclass.
A tuffarsi nell’esperienza saranno giovani provenienti da 52 Paesi di tutto il globo, dall’Azerbaijan alla Corea del Sud, dal Pakistan agli Usa, e da tutta Europa e Italia. Dopo ben 11 anni di assenza (l’ultima visita è datata 2006), tornerà a Giffoni anche una delegazione proveniente dall’Iran. “Per il cinquantennale – ha annunciato Claudio Gubitosi, fondatore e direttore artistico – inizieremo da settembre le procedure affinché entro il 2020 l’Unesco possa dichiarare il Gff Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Giffoni è tra i 10 Festival più importanti al mondo ed è uno degli eventi culturali che l’Italia riconosce, ama e vuole”.
Il primo ospite internazionale annunciato è Bryan Cranston, attore di culto per la sua interpretazione in “Breaking Bad”, che sarà a Giffoni il 21 luglio. Torna alla Cittadella del Cinema la più divertente banda di malvagi redenti del mondo dell’animazione: il 17 luglio sarà presentato in anteprima nazionale “Cattivissimo Me 3”, il nuovo capitolo delle avventure dell’ex cattivo Gru con la sua Lucy e le loro adorabili bambine (Margo, Edith e Agnes) e, naturalmente, i suoi fedelissimi Minions. Si tratta del primo dei cinque grandi eventi riservati ai giffoners grazie alla collaborazione con le più importanti Major internazionali e italiane che ogni anno scelgono il Festival per intraprendere da qui il percorso distributivo delle loro nuove opere. A presentare il film, nelle sale italiane il 24 agosto distribuito da Universal Pictures, ci saranno i tre talenti che prestano le voci italiane ai personaggi: Max Giusti, Arisa e Paolo Ruffini.
“Abbiamo confermato ancora una volta – ha aggiunto Gubitosi – come la capacità d’impresa delle periferie possa essere una grande realtà che persino il mondo invidia: non è tanto e solo il luogo, quanto l’idea che forma e realizza un luogo. La cultura è felicità e ogni felicità merita una narrazione”.
L’immagine ufficiale (che presto verrà presentata) è stata affidata al maestro Mimmo Paladino – nato a Benevento ma conosciuto in tutto il mondo. “Il Giffoni Film Festival è un grande evento di promozione della nostra regione – ricorda il governatore Vincenzo De Luca – perché porta la nostra immagine a livello nazionale ed internazionale. Anche Giffoni, dunque, serve per recuperare un’immagine positiva del nostro territorio, troppo tempo visto come terra di rifiuti, criminalità organizzata, pulcinellismo. A me piace che si diffonda l’idea della Campania quale sinonimo di concretezza e rigore”. (ANSA).

Casa Alba denunciava pubblicità ingannevole e denigratoria

Ferrero vince la battaglia legale contro Delhaize per Nutella. La Corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo di Alba, stravolgendo la sentenza di primo grado, ed ha ordinato al gruppo Delhaize di cessare la campagna sulla cioccolata spalmabile certificata “senza olio di palma”, fissando un plafond di penalità di un milione di euro.
Ferrero accusava la campagna della società belga di essere “menzognera, ingannevole, e denigratoria” verso Nutella.

C’è anche il catanese Giuseppe Valentino Condorelli, 50 anni, amministratore delegato dell’omonima industria dolciaria di Belpasso, fondata dalla sua famiglia nel 1933, famosa anche per i suoi ‘torroncini’ tra i 25 Cavalieri del lavoro nominati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Alla scomparsa del padre dà un nuovo impulso all’azienda ampliando la gamma di prodotti e affermandosi come leader nella produzione del latte di mandorla. Oggi l’azienda produce oltre 160 specialità, da ricorrenza e per il consumo quotidiano, utilizzando materie prime del territorio. È presente all’estero, con una significativa rete di vendita, in Europa, Stati Uniti, Canada, Russia, Brasile, Colombia, Costa Rica, Australia, Arabia Saudita, Singapore e Corea del Nord. Occupa 50 addetti.


Si comunica che oggi sabato 3 giugno 2017 alle ore 9.00 è stata collocata, in occasione delle manifestazioni per il 60° Anniversario della fondazione del Liceo Scientifico “Leonardo” di Agrigento, una Targa Celebrativa nello spazio di ingresso della Sede Centrale dell’Istituto al Viale della Vittoria.
L’opera è stata appositamente realizzata dalla Accademia delle Belle Arti di Agrigento per onorare l’importante ricorrenza ed è stata scoperta e presentata alla comunità del Liceo ed agli invitati per l’occasione dal Presidente della Accademia Prof. Alfredo Prado assieme al Dott. Raffaele Zarbo Dirigente dell’Ufficio V Ambito territoriale di Agrigento.
Raffaele Zarbo, dopo un breve saluto agli intervenuti studenti, insegnanti e dirigenti scolastici presenti  ha sottolineato il valore altamente formativo del Liceo Scientifico “Leonardo” che in sessanta anni ha immesso nella società giovani talenti che professionalmente si sono sempre distinti; il Prof. Prado ha colto l’occasione per comunicare la disponibilità dei laboratori dell’Accademia agli alunni dello Scientifico e del Linguistico per svolgere le loro attività creative e collaborare con la propria comunità scolastica.
La Dirigente Scolastica Dott.ssa Enza Ierna ha espresso i ringraziamenti e le felicitazioni per il riconoscimento ottenuto dal Liceo “Leonardo” che, in questi sessanta anni di vita attiva, ha lasciato una impronta indelebile nel territorio agrigentino sia con le attività culturali sia con gli studenti che in modo encomiabile lo hanno frequentato distinguendosi nel campo scolastico, in quello universitario e nelle attività professionali.