Redazione Palermo, Autore presso Sicilia 24h - Pagina 99 di 291
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Si è spento ieri a 84 anni Filippo Cannella, ex preside ed ex assessore al Comune di Palermo, padre del dirigente sindacale del Csa-Cisal Gianluca Cannella. Dirigente di numerosi istituti scolastici del Palermitano, tra cui il Tecnico Ferrara-Pareto e il liceo scientifico Einstein che sotto la sua guida divenne il primo in provincia per numero di studenti, è stato uno degli esponenti di spicco della Democrazia Cristiana in Sicilia divenendo componente di tutti gli organismi del partito.

Tra i fondatori di Democrazia Europea e promotore della candidatura a sindaco di Palermo nel 1993 di Alfonso Giordano, ex presidente del maxi processo, è stato presidente del quartiere Libertà, consigliere comunale della Dc e per due volte assessore: la prima negli anni Novanta col sindaco Manlio Orobello con delega al Bilancio, rendendo possibile la stabilizzazione del personale Coime, la seconda nel 2007 col sindaco Diego Cammarata in quota Udc con delega alla Sanità. Da sempre impegnato nel campo della formazione professionale, portò avanti il concetto di una formazione di alta qualità ma auto-finanziata e quindi senza aiuti pubblici e che comprendesse nuove figure, come quella dell’estetista oncologica. Cannella è stato impegnato con l’associazione “Percorsi” nella promozione della pace nel mondo, intesa come frutto anche di una pace interiore, e profondamente legato alla famiglia a cui ha sempre dedicato il suo impegno.

Il sindacato Csa-Cisal si stringe intorno a Gianluca e ai suoi familiari in questo momento così doloroso.

 “Il calendario venatorio siciliano non subisca stop. Gli appelli di questi giorni a fermare la caccia da parte di alcune associazioni ambientaliste sono strumentali e nascondono anche precise responsabilità in ordine ai disastri determinati dagli incendi che hanno interessato vasti territori della Sicilia. A protestare sono infatti gli stessi soggetti che si sono tirati indietro quando erano stati chiamati a sottoscrivere accordi per la vigilanza e la tutela del territorio. In particolare qualche associazione ambientalista ha ingaggiato una polemica meramente politica con il governo regionale che fa capire come le posizioni espresse sono di parte e non hanno un fine oggettivo improntato al bene comune. Al falso perbenismo di taluni, rispondo che i cacciatori sono persone che amano certamente il territorio e svolgono l’attività seguendo le regole. Ed anzi faccio mio l’appello delle associazioni venatorie affinché il governo Musumeci e per esso l’Assessorato al Territorio ed Ambiente sottoscriva protocolli d’intesa per affidare proprio ai cacciatori ed alle loro organizzazioni anche la vigilanza dei boschi come misura per la prevenzione degli incendi. I cacciatori siano chiamati a svolgere il ruolo di sentinelle a tutela del territorio, sia per la prevenzione degli incendi sia per la segnalazione di eventuali discariche in aree boschive. Per questo chiederò agli assessori Baglieri e Cordaro un incontro per definire un protocollo che valga non per 15 giorno ma per tutto l’anno. Occorre che sia attivato un numero verde a cui i cacciatori possono segnalare eventuali situazioni di rischio ambientale o eventuali pericoli. I cacciatori sono gli unici che conoscono montagne, boschi e fiumi, gli unici ad avere realmente a cuore la tutela del patrimonio boschivo e faunistico a cui dovrebbe andare parte delle tasse pagate per esercitare l’attività venatoria e che ad oggi è stata distratta per altre iniziative”.
Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

A Palermo un incidente stradale mortale è avvenuto lungo viale Regione Siciliana, nella carreggiata in direzione Catania, nei pressi del bar La Coccinella. Al conducente di un furgoncino, Francesco Pietro Randazzo, 69 anni, a causa dello scoppio di uno pneumatico, è sfuggito il controllo del mezzo, che si è schiantato contro un escavatore, a lavoro nella zona per il posizionamento della fibra ottica. Randazzo è stato trasportato all’ospedale Civico, ma durante il tragitto il quadro clinico è peggiorato fino alla morte. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli uomini dei vigili del fuoco e della polizia municipale della sezione infortunistica, che ha sequestrato i mezzi.

La morte di Grazia e Salvatore Pastorello, madre e figlio, di 89 e 73 anni, rinvenuti cadaveri in avanzato stato di decomposizione in un’abitazione al settimo piano in via Cappuccini, nella zona di Corso Calafimi a Palermo, sarebbe stata un dramma della solitudine. Infatti, l’uomo è stato trovato ormai scheletrico, e la sua morte è collocata temporalmente prima di quella della madre. Lui è stato l’unico ad occuparsi delle cure alla madre, costretta a letto per problemi di deambulazione. Dunque l’anziana donna potrebbe essere morta di stenti.

Come pubblicato ieri, al cimitero dei Rotoli a Palermo giacciono da tempo quasi mille bare non sepolte, disseminate ovunque. Alcune sono letteralmente scoppiate, a causa del caldo torrido, e da altre cola percolato. Il sindaco, Leoluca Orlando, corre ai ripari, e annuncia: “Entro il prossimo 31 ottobre sarà predisposto l’avvio delle gare per la realizzazione del campo di inumazione e per la riattivazione del forno crematorio, avvalendosi di tutte le norme poste in essere recentemente per lo svolgimento rapido delle gare. Adesso si procede alla collocazione transitoria delle bare, con precedenza per quelle poste a terra, nei loculi liberi nel cimitero di Sant’Orsola, a prescindere dalle preferenze dei familiari. Le bare, a richiesta, rientreranno poi al cimitero dei Rotoli quando sarà disponibile il nuovo campo di inumazione”.

A testimonianza di quanto sia ancora grave e incombente in Sicilia l’emergenza incendi, basta considerare che nella sola giornata di ieri sono stati 174 gli interventi effettuati da vigili del fuoco, forestali e protezione civile, e 30 in provincia di Palermo, dove sono divampati diversi roghi di vegetazione alimentati dall’elevata temperatura e dal vento. I Comuni palermitani maggiormente coinvolti dalle fiamme sono Altavilla Milicia, Trabia, Misilmeri, Bagheria, Partinico, Balestrate, Carini, Altofonte e Palermo. E’ intervenuto anche un elicottero con lanci di acqua nel Comune di Altavilla Milicia.

«Ho letto con sorpresa le polemiche di queste ore. Con una epidemia che cresce nei contagi, ritornare alle disponibilità ospedaliere del mese di marzo significa solo rispondere al criterio della precauzione. Abbiamo un sistema di monitoraggio, previsto dal decreto legge varato dal governo, che individua parametri per l’adozione di misure di contenimento. Chi è stato in giro in Sicilia in queste settimane non penso sia meravigliato dalla crescita dei contagi. E se in tanti, troppi, non hanno aderito alla campagna di vaccinazione i risultati sono riversati nella occupazione dei posti letto da parte dei soggetti non vaccinati. A loro occorre fare appello, perché non bisogna mai temere una restrizione, né allontanarla. Le decisioni sono lo specchio della condizione obiettiva che si vive in un territorio e fare finta di nulla sarebbe inutile. Bisogna invece convincere chi non è ancora convinto, perché vaccinarsi e rispettare le regole di comportamento è la scelta più saggia che si possa compiere».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza.

Successo di visitatori nel fine settimana di Ferragosto per i luoghi della cultura della Regione Siciliana, fra parchi archeologici e musei. Sono stati, infatti, 53.800 i visitatori nei giorni compresi fra il 13 e il 15 agosto, con un incremento di oltre tremila presenze rispetto agli stessi giorni dello scorso anno (pari al 6,25 per cento), in cui erano stati registrati 50.648 visitatori.

“Numeri che confermano come l’aver puntato moltissimo sui nostri beni culturali sia fondamentale, per far conoscere la nostra storia e i nostri tesori – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – ma anche perché il governo regionale ha posto le basi per una visione politica di lungo termine nel quale in Sicilia la promozione della cultura è finalmente tra i principali obiettivi strategici da perseguire. Avere adeguato musei e parchi archeologici alle prescrizioni anticovid, inoltre, garantendo prenotazioni on line e visite con i dovuti distanziamenti, è stata un’azione vincente che ha dato i suoi frutti, insieme alla possibilità, che abbiamo offerto a chi non era in possesso di green pass, di poter ricevere tamponi gratuiti agli ingressi, in modo da poter accedere in sicurezza ai luoghi della cultura”.

Fra i principali siti ad avere avuto un incremento, al parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento sono stati registrati 16.311 visitatori contro i 14.791 dello scorso anno; al Teatro Antico di Taormina, 8004 visitatori, rispetto ai 7268 del 2020; a Catania 1341 persone si sono recate al Teatro Romano e Odeon, rispetto ai 658 dello scorso anno; a Palermo, a San Giovanni degli Eremiti 691 presenze (l’anno scorso erano state 486), 521 al Castello della Zisa (489 nel 2020), 452 alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis (289 nel 2020) e 553 al museo archeologico regionale Salinas (nel 2020 erano 288); 251 sono le persone che si sono recate alla Palazzina Cinese (lo scorso anno nello stesso periodo era rimasta chiusa).  A Siracusa 2013 persone si sono recate al Castello Maniace (nel 2020 erano state 1790), 202 hanno scelto la Galleria regionale di Palazzo Bellomo (rispetto alle 183 dello scorso anno), mentre 227 sono stati i visitatori del Museo Paolo Orsi, che lo scorso anno nello stesso periodo era chiuso.

Al fine di incrementare la campagna vaccinale, la deputata regionale di Diventerà Bellissima, Giusi Savarino, ha chiesto ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento di dotare di hub vaccinali, senza prenotazione, anche i Comuni più piccoli. Savarino spiega: “In diversi Comuni in cui la copertura vaccinale con ciclo completo è bassa, per cui insufficiente a proteggere le comunità e i vulnerabili, penso in primis a Racalmuto e Ravanusa, vanno prese soluzioni più incisive. Il virus è il nostro nemico comune. Ciascuno di noi può e deve fare la propria parte per vincere questa battaglia e tornare all’agognata normalità”.

L’emergenza incendi in Sicilia: sono appena giunti 25 Carabinieri forestali, provenienti da altre parti d’Italia, al fine di collaborare con gli altri militari dell’Arma, il personale del Corpo forestale regionale e della Protezione civile, negli interventi nelle aree dell’Isola interessate dagli incendi. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, hanno ringraziato il comandante della Legione Sicilia dei Carabinieri, generale Rosario Castello, per avere reso a disposizione nuove risorse. La gestione logistica degli uomini a lavoro, soprattutto nelle bonifiche dei terreni, è affidata alla Protezione civile regionale.