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Capo Stato poi lascia edificio ‘per impegni istituzionali’

Dopo l’intervento del presidente Angelo Buscema alle celebrazioni per i 70 anni della Corte dei conti in Sicilia, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha lasciato l’edificio che ospita la società di Storia Patria, a Palermo, “per impegni istituzionali”. Prima di andare via Mattarella ha scoperto, nel chiostro, una lapide della Storia Patria “a riconoscente memoria dei tanti siciliani che hanno creduto e combattuto per garantire all’ Italia unità, libertà e democrazia”.
   

Indagini della Polizia di Stato, si segue la pista di una talpaC’erano 40 mila euro in contante nella cassaforte della motonave Excelsior della Grandi Navi Veloci rubata ieri. Il furto è stato scoperto mentre il traghetto era in viaggio da Genova a Palermo. E’ stata la stessa Compagnia a denunciare quanto era accaduto non appena la motonave è approdata a Palermo. Una volta in banchina al porto sono arrivati gli agenti di polizia che hanno controllati tutti i passeggeri e i mezzi trasportati, ma della cassaforte non c’era traccia. Sono arrivati anche gli agenti della scientifica che hanno cercato tracce utili per risalire agli autori del furto. La polizia ha ascoltato il personale della nave. Le indagini sono serrate. Si seguono tutte le piste compreso anche la possibilità che i ladri abbiano potuto contare sull’aiuto di una talpa tra l’equipaggio.

Regge in Cassazione l’impianto accusatorio della Procura che ha portato a condanne a oltre tre secoli di carcere per boss, gregari ed estortori del clan palermitano dei boss Lo Piccolo. Il processo nasce dall’inchiesta denominata Addiopizzo 5 conclusasi in appello nel 2016. Una condanna, quella inflitta a Salvatore D’Anna, è stata annullata con rinvio. Per Mario Biondo, Pietro Bruno, Giuseppe Lo Cascio, Giuseppe Di Bella, Michele Acquisto, Gaspare Messina, Filippo Lo Piccolo e Domenico Ciaramitaro i giudici romani hanno annullato rinviando alla corte d’appello per il ricalcolo della pena. Confermate le altre condanne. In appello avevano avuto 30 anni ciascuno i capimafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo che non hanno fatto ricorso in Cassazione. Il verdetto quindi per loro era già definitivo.
   

Regge in Cassazione impianto accusa, un annullamento

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà domani, venerdì 11 maggio, a Palermo al convegno promosso per i 70 anni dell’istituzione della Corte dei conti in Sicilia. Il convegno si terrà nella sede della Società siciliana della Storia Patria, a San Domenico. Nel chiostro dell’edificio Mattarella scoprirà una lapide della Storia Patria “a riconoscente memoria dei tanti siciliani che hanno creduto e combattuto per garantire all’ Italia unità, libertà e democrazia”. Storia Patria ha deciso di celebrare la Costituzione italiana nel 70° anniversario della sua entrata in vigore, riaffermandone i valori pur “nel rispetto delle istanze autonomistiche”. “La visita del presidente Mattarella – ha detto il presidente della Società siciliana per la Storia Patria, professor Gianni Puglisi – è l’occasione più significativa per ribadire lo spirito unitario dell’Italia, pur nella prospettiva di una sempre crescente cultura dell’Europa delle Regioni”.

Presidente dell’Ars, da decenni subiamo il loro inquinamento

Gianfranco Micciche’

“Lo dico chiaramente: o l’Eni e gli altri proprietari delle raffinerie fanno le bonifiche, oppure danno la benzina gratis ai siciliani che subiscono da decenni il loro inquinamento. In caso contrario, fuori dalle palle. Via dalla Sicilia così riqualificheremo quelle aree di costa”. Lo ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ospite della trasmissione tv su Trm “Casa Minutella”.
    “Basta, ormai non danno più nemmeno lavoro ai siciliani, rimangono qui solo perché controllano la situazione e non fanno le bonifiche. E ora di dire basta: per me se ne devono andare, via, via dalla Sicilia. E in quei luoghi facciamo una riserva turistica. Queste sono riforme che vanno fatte con il pugno duro e con la politica. – aggiunge – Oppure almeno diano la benzina gratis ai siciliani”.
   

Non ancora quantificato il bottino, in corso controlli a bordo

Singolare furto a bordo della motonave Excelsior della Grandi Navi Veloci in viaggio da Genova a Palermo: ignoti hanno trafugato la cassaforte della nave contenente denaro in contante della società. E’ stata la stessa Compagnia a denunciare quanto era accaduto non appena l’Excelsior è approdata a Palermo. Non è stato ancora quantificato con esattezza l’ammontare del denaro contenuto nella cassaforte. In questo momento è in corso un sopralluogo sulla nave da parte della autorità di Polizia; la partenza del traghetto per Genova sta subendo un forte ritardo

 Saggi di un mosaico sul diritto negato che fa cogliere, al di là di altre possibili letture, il nesso cause-conseguenze di molte vicende storiche siciliane e non solo.festazione lanciando candelotti lacrimogeni. La folla fugge in preda al panico. Per terra restano i corpi di tre donne e un ragazzo.testa per l’alto prezzo dell’acqua si conclude con i carabinieri che disperdono la mani.

Il libro ricostruisce e analizza l’episodio e il processo che segue, ennesimi tasselli. È il 17 febbraio 1954 a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta. Una pacifica provincia dove ha  concluso la sua carriera alla procura generale presso la corte di appello della stessa città. AutoreINO MESSINA (1945), dopo aver presieduto per molti anni il tribunale militare di Palermo, ha rivolta breve e il suo epilogo giudiziario. Per questa casa editrice ha scritto Bologni (Flaccovio 2003) e nel 2008 La strage negata(2016).Il processo imperfetto. 1894: i Fasci siciliani alla sbarra(2015) e La repressione postuma. Palermo 1866: il Carminello nel piano dei(Sellerio). di numerosi saggi in tema di diritto e procedura penale, ha pubblicato
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L’ex presidente della Regione Rosario Crocetta è indagato, insieme a una ventina di persone, tra cui funzionari regionali e il dirigente Maurizio Pirillo, per la gestione dell’emergenza rifiuti che, nell’estate del 2016 interessò l’Isola. Il reato ipotizzato dalla Procura di Catania è di abuso in atti d’ufficio. La Procura contesta a Crocetta l’avere autorizzato con ordinanze urgenti il conferimento in alcune discariche catanesi di oltre 6900 tonnellate di rifiuti. La procedura fu giustificata da Crocetta per l’emergenza sanitaria in corso. Per i magistrati Crocetta avrebbe agito senza i pareri previsti dalla legge. Inoltre, autorizzando in deroga il conferimento di quantità di rifiuti superiori a quelle previste dalle norme, avrebbe consentito ai gestori delle discariche di aumentare i guadagni. All’ex governatore è stato notificato un avviso di garanzia.

Stop a ordinanze cautelari per gli altri due indagati

GENNUSO 

Il parlamentare regionale Giuseppe Gennuso, arrestato il 17 aprile scorso dai carabinieri per voto di scambio aggravata dal metodo mafioso, è stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame. L’imprenditore di Rosolini, 65 anni, eletto nella lista di centrodestra Popolari ed Autonomisti, era stato posto ai domiciliari. Ha sempre respinto le accuse sostenendo di non avere mai avuto un accordo con il clan e di non aver mai pagato per ottenere le preferenze.
    Nell’operazione coordinata dalla Dda di Catania, i carabinieri avevano arrestato anche Francesco Giamblanco, 31 anni, cognato del boss di Avola Michele Crapula, e posto ai domiciliari Massimo Rubino, 45 anni, presunto l’intermediario tra la cosca e Gennuso. Entrambi sono stati pure rimessi in libertà dal tribunale. 

Reato ipotizzato abuso in atti d’ufficio

‘ex presidente della Regione Rosario Crocetta è indagato insieme a una ventina di persone, tra cui funzionari regionali e il dirigente Maurizio Pirillo, per la gestione dell’emergenza rifiuti che, nell’estate del 2016 interessò l’Isola. Il reato ipotizzato dalla Procura di Palermo è di abuso in atti d’ufficio.
    I pm contestano a Crocetta l’avere autorizzato con ordinanze urgenti il conferimento in alcune discariche catanesi di oltre 6900 tonnellate di rifiuti. Procedura che per il governatore sarebbe stata giustificata dall’emergenza sanitaria in corso. Ma per i magistrati Crocetta avrebbe agito senza i pareri previsti dalla legge. Inoltre autorizzando in deroga il conferimento di quantità di rifiuti superiori a quelle previste dalle norme avrebbe consentito ai gestori delle discariche di aumentare i guadagni. All’ex governatore è stato notificato un avviso di garanzia.