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E’ stato inaugurato il centro allestito dalla Croce Rossa Italiana nella stazione ferroviaria centrale a Palermo per l’effettuazione senza alcun costo, prescrizione medica o prenotazione del tampone antigenico rapido riservato a tutti i cittadini che sono in partenza. Sono intervenuti il sindaco Leoluca Orlando, Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo e per la Croce Rossa, Luigi Corsaro, presidente regionale, Laura Campione, presidente Comitato Palermo e Giuseppe Giordano, segretario regionale.

“Voglio porgere il mio apprezzamento per l’iniziativa della Croce Rossa Italiana in collaborazione con le Ferrovie dello Stato che, certamente, fa parte della diffusione della cultura della salute – ha detto Orlando – Come a Milano e a Roma, oggi anche a Palermo c’è la possibilità per i cittadini in partenza di effettuare il tampone rapido in maniera gratuita e presto questa iniziativa sarà diffusa a tutte le altre grandi stazioni italiane. Si tratta di un modo per invogliare e facilitare il controllo della salute attraverso il tampone, ma anche di evitare il dilagare della pandemia. La cura della propria salute e l’aumento dei vaccini è la strada giusta per metterci alle spalle il terribile problema del Covid”

“Il decreto di non luogo a procedere da parte del giudice di Catania è la dimostrazione che, nonostante le accuse infondate, Matteo Salvini, da ministro dell’Interno, aveva compiuto il proprio dovere, difendendo la sovranità dell’Italia e contrastando l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani”.

Lo sottolinea l’assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana, Alberto Samonà (Lega), commentando il provvedimento del giudice per l’udienza preliminare che ha prosciolto Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti.

“In un mondo normale – aggiunge Samonà – a Salvini dovrebbe essere immediatamente riassegnata la delega di Ministro dell’Interno, per fronteggiare la nuova emergenza sbarchi di queste ultime settimane e per dare un segnale chiaro all’Europa, proprio come aveva fatto due anni fa, tutelando i confini e servendo il nostro Paese”.

La Guardia di Finanza, su disposizione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha confiscato beni per oltre 3 milioni e 500mila euro ai fratelli palermitani, Giuseppe e Maurizio Sanfilippo, di 69 e 61 anni, inquisiti di usura e ritenuti da anni i maggiori referenti del credito illegale a Palermo e provincia. Secondo le indagini dei finanzieri, i due fratelli avrebbero prestato soldi a commercianti e imprenditori in difficoltà applicando tassi d’interesse fino al 60% su base annua. Il provvedimento di confisca è frutto di una sentenza definitiva in Cassazione. Maurizio Sanfilippo ha patteggiato una pena a 3 anni e 3 mesi di reclusione, mentre Giuseppe è attualmente sotto giudizio. Sono state confiscate due imprese, un bar tabaccheria a Misilmeri e un negozio di abbigliamento a Palermo, poi 14 immobili, tra abitazioni, locali commerciali e appezzamenti di terreno, tra Palermo, Bagheria, Trabia e Termini Imerese, 11 veicoli e 20 rapporti finanziari. Almeno una ventina delle presunte vittime di usura sono state convocate dal comando provinciale della Guardia di Finanza. Sono tre hanno collaborato alle indagini.

“Il record di domande presentate in Sicilia per l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto del personale Ata è indice di una crisi occupazionale drammatica”. Lo dice Adriano Rizza, segretario regionale della Flc Cgil Sicilia.

“La Sicilia – spiega – detiene il primato nazionale con 265.200 domande. Un dato allarmante se si considera che in regioni più popolose come Lombardia, Lazio e Campania ne sono state presentate rispettivamente 234.130, 245.625 e 230.668”.

A livello territoriale invece la provincia con più domande è Palermo 68.367, seguita da Catania 69.247, Messina 35.194, Siracusa 20.395, Ragusa 19.996, Trapani 19.445, Agrigento 13.080, Caltanissetta 11.889 ed Enna 7.585”.

“Ricordiamo che i profili professionali per i quali i candidati concorrono – aggiunge Rizza – attraverso la formulazione di una graduatoria per titoli, sono quelli di assistente amministrativo, collaboratore scolastico, assistente tecnico, addetto alle aziende agrarie, cuoco, infermiere e guardarobiere. Tali graduatorie hanno una validità per il triennio 2021/2023 e sono utili a coprire le supplenze temporanee, nelle 30 scuole indicate dagli aspiranti, già a partire dal prossimo anno scolastico”

“Consapevoli che i posti disponibili – conclude – non riusciranno minimamente a soddisfare questa grande domanda di lavoro, chiediamo al governo regionale e nazionale il massimo impegno per utilizzare le risorse del recovery fund per lo sviluppo e l’occupazione al Sud”.

Il collegio dei giudici della prima sezione penale della corte d’Appello di Palermo, presieduto da Adriana Piras, il 17 febbraio scorso ha condannato l’ex direttrice sanitaria dell’ospedale Villa Sofia, Maria Concetta Martorana, per non avere denunciato e di fatto consentito al medico messicano Ochoa di operare nella sala operatoria senza autorizzazione insieme all’ex primario di chirurgia plastica del nosocomio palermitano Matteo Tutino. La sentenza conferma la condanna a un anno e quattro mesi di primo grado emessa dal Gup Guglielmo Nicastro il 28 settembre 2020.
La manager dovrà risarcire le parti civili con 25mila euro l’Azienda sanitaria Villa Sofia-Cervello e 5mila euro il presidente dei medici Salvatore Amato, oltre al pagamento delle spese processuali.
La soddisfazione dell’Ordine dei medici di Palermo, parte civile nel processo “Una giusta sentenza – commentano il presidente e il vicepresidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato e Giovanni Merlino – che riconosce dell’istituzione ordinistica non oltre alle funzioni di guida e rappresentanza di tutti i medici, il suo ruolo di ente sussidiario dello Stato, che vede i medici come custodi di interessi di pubblica utilità e garanti del rispetto della collettività e della professione medica. Il risarcimento è puramente simbolico e sarà devoluto ai servizi per i medici”.
Per l’avvocato Mauro Torti che ha assistito l’Ordine dei medici come parte civile è “una vittoria importante, non certo per l’entità della cifra riconosciuta, ma per essere riusciti ad avere riconosciuto il danno patito dalle parti civili direttamente in sentenza”.

L’addio a Chiara Ziami, la ragazza di 21 anni morta nel terribile incidente dello scorso lunedì in Viale Regione, a Palermo.  La funzione religiosa si è tenuta nella parrocchia Sacra Famiglia in via Gaspare Mignosi, non lontano dalla Stazione Centrale. Molti palloncini bianchi hanno accolto la bara portata in chiesa dagli amici.

Chiara lavorava in un negozio di detersivi in Corso dei Mille dove abitava con la sua famiglia e dove il suo papà gestisce un autolavaggio.  La mattina dell’incidente era andata a scegliere il vestito del suo matrimonio che stava organizzando.

A salutarla in tanti fra familiari, amici, conoscenti e commercianti del quartiere che conoscevano la ragazza ma in chiesa, per via delle restrizioni legate al Covid, sono entrati soltanto i parenti più stretti. Un lungo applauso ha accompagnato l’arrivo della bara di Chiara.

“Guardate quanta gente per Chiara – ha detto il parroco rivolgendosi ai familiari – e quanti altri sono rimasti fuori. Siamo uniti nel dolore ma il dolore va affrontato con l’amore”.

Nel terribile incidente sulla circonvallazione ha perso la vita anche Alessia Bommarito, 20 anni, deceduta poche ore dopo in ospedale, dove era stata trasportata in condizioni gravissime per le ferite riportate. Lei era tesserata nella squadra di calcio Don Carlo Misilmeri. “La società di calcio – si legge in una nota – si unisce al grande dolore per la scomparsa di Chiara Ziami e della nostra ex tesserata Alessia Bommarito. Da parte nostra vanno le più sentite condoglianze alle famiglie di Chiara e Alessia”.

 

La Polizia, su disposizione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha confiscato beni per un milione di euro a Francesco Antonino Fumuso, 54 anni, ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Villabate, paese alle porte di Palermo. Con lo stesso provvedimento il Tribunale ha applicato a Fumuso la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per quattro anni. I sigilli sono scattati a una villa con piscina e tre appezzamenti di terreno, tutti nel Comune di Misilmeri. Poi quattro veicoli e rapporti finanziari. Dal 1993 Fumuso ha riportato varie condanne per reati quali associazione per delinquere, ricettazione, favoreggiamento personale e per traffico di droga. Nel 2018 l’imprenditore è stato inquisito nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Cupola 2.0”, per associazione mafiosa nella famiglia di Villabate.

La Sicilia si prepara all’applicazione della legge del Movimento 5 Stelle che incrementa le norme per il contrasto al fenomeno della violenza di genere e prevede misure di solidarietà agli orfani per crimini domestici, oltre che iniziative per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. “Oggi – spiega Valentina Zafarana, prima firmataria della legge approvata nel luglio 2020 – nell’ambito dell’audizione tenutasi nella neo istituita Commissione ‘monitoraggio delle leggi’ e prontamente calendarizzata dal presidente Carmelo Pullara, abbiamo appreso dell’imminente definizione e pubblicazione da parte dell’amministrazione, del decreto che istituisce la cabina di regia interistituzionale funzionale all’applicazione della legge stessa”.
Nello specifico la Cabina di regia per il contrasto alla violenza di genere si occuperà di coordinare gli interventi in ambito regionale, attività di prevenzione e assistenza. La cabina coinvolge l’Assessore Regionale per la Formazione, quello per la Salute e quello della Famiglia, oltre oltre che i componenti dell’ANCI, ASAEL e un rappresentante del Forum permanente contro le molestie e le violenze di genere e della consigliera regionale di parità.
“Ho inoltre proposto – sottolinea la deputata – al governo regionale, in applicazione dell’articolo 3 del provvedimento, di volere valutare l’inserimento, tra i destinatari degli interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale, all’interno dei bandi regionali del Fondo Sociale Europeo, anche le donne vittime di violenza. Abbiamo riscontrato da parte dell’amministrazione regionale la volontà di prevedere già dalla prossima programmazione interventi mirati di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro, così come prevede la norma M5S. Oggi infatti il dirigente del dipartimento ha dichiarato come ‘percorribile’ tale soluzione. Attraverso l’azione di controllo esercitata dalla commissione parlamentare sullo stato di attuazione delle leggi, avremo modo di rendicontare quotidianamente ai cittadini cosa fa il parlamento e nel frattempo di incalzare il governo regionale” – conclude Zafarana.

“Distorcere la realtà consapevolmente per allontanare l’attenzione dei cittadini da ritardi e insufficienze della macchina organizzativa anti-Covid è un fatto grave. Non è un esercizio che appartiene ai medici di medicina generale”. Replica così il segretario della Fimmg Sicilia Luigi Galvano alle dichiarazioni del presidente della Regione Musumeci rilasciate ieri durante una conferenza stampa: “Dai medici di medicina generale ci aspettiamo molto di più”. E ancora “Finora sono troppo pochi quelli che  hanno accettato di somministrare i vaccini anti-Covid”.
“Probabilmente – puntualizza Galvano –  il presidente della Regione Musumeci non sa che la medicina generale è stata coinvolta dall’assessorato della Salute con decreto solo il 26 marzo 2021, eludendo palesemente la disponibilità immediata dei medici di famiglia nella campagna vaccinale. Temporeggiando poi ancora nell’inviare la circolare applicativa alle Asp, arrivata alle Aziende solo a fronte di un sollecito della Fimmg attraverso i media. Nonostante la grave estromissione, è stato accolto l’accordo regionale dalla categoria in tutte le sue articolazioni, e le adesioni oggi continuano a crescere nonostante in alcune Asp non se ne tenga conto”.
“Una volta operativi, per i medici ogni giorno è una corsa ad ostacoli”, dice Galvano. Che elenca alcune delle inefficienze del sistema: “Ad oggi i medici continuano a vaccinare i soggetti fragili il più delle volte con le dosi residuali dei grandi centri. Vaccini prenotati anche oltre 48 ore prima e appuntamenti fissati con i pazienti, ma spesso i medici vanno su e giù per le farmacie aziendali, lontane dal loro studio anche 30-40 chilometri, tornando indietro a mani vuote”.
“Un sistema che funziona – rimarca il segretario regionale – consegna vaccini che possono stare in frigo almeno 30 giorni e non quelli che scadono nella migliore delle situazioni dopo solo 5 giorni. Un sistema che funziona stabilisce la consegna delle dosi in via prioritaria ai medici di famiglia e ai centri periferici più prossimi ai cittadini, poi ai grandi hub”.
“Alla disorganizzazione della macchina vaccinale – continua Galvano – ricordiamo il fallimento del tracciamento dei positivi Covid e dei loro contatti stretti che ha determinato la privazione della libertà ben oltre il tempo necessario di soggetti in quarantena e in isolamento,  aspettando un provvedimento di liberazione che non arrivava.  Negli ultimi 4 mesi (da dicembre 2020), gli stessi medici oggetto delle delazioni del Presidente della Regione, investiti di un ruolo non negoziato, con grande impegno hanno risolto il citato grave problema sociale, istruendo le pratiche di contumacia e rilasciando i relativi provvedimenti di liberazione. La critica ad una categoria sul loro ruolo di soggetti vaccinatori viene smentita dai numeri (messi nelle condizioni si potere operare).  Segnalo che da ottobre a dicembre 2020, grazie alla loro capillarità e lavoro, hanno somministrato vaccini contro l’influenza e la polmonite a 1.200.000 siciliani”.

“Piuttosto che attaccare una categoria di professionisti, prima estromessa per non avere accolto immediatamente il contributo importante che avrebbe potuto offrire già dall’insorgenza dell’emergenza sanitaria, e poi parzialmente utilizzata in maniera incomprensibile” la Fimmg invita il presidente Musumeci “ad una azione comune contro la pandemia Covid nell’esclusivo interesse della salute di ogni singolo siciliano”.

Ieri sera un incidente drammatico in cui hanno perso la vita Chiara Ziami e Alessia Bommarito.

Le due ragazze viaggiavano a bordo di una Fiat panda insieme ad un minorenne di 17 anni,  procedendo in direzione Trapani, nella corsia centrale della carreggiata, quando per scansare un mezzo che viaggiava più lento, chi era alla guida ha sterzato bruscamente, perdendo il controllo del mezzo, ha saltato lo spartitraffico e si è schiantata contro la fiancata sinistra di un furgone che viaggiava nella corsia di sorpasso nella carreggiata in direzione Catania. L’auto poi si ribalta ed è finita sulla sua corsa nell’aiuola in mezzo ai due sensi di marcia.

A far luce sulla dinamica, le immagini delle telecamere del traffico posizionate in quel tratto di viale Regione Siciliana hanno chiarito ogni dubbio