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    L’Asp di Palermo arriva anche nelle meravigliose isole Pelagie all’insegna della prevenzione nelle Isole Pelagie. L’azienda sanitaria  ha programmato un appuntamento a Linosa ed un altro a Lampedusa. Medici, infermieri e tecnici saranno domani, dalle ore 10.30 alle 16.30, a Linosa per una tappa di “Asp in Piazza”, mentre il giorno successivo, sabato 19 maggio, nel Poliambulatorio di Contrada Grecale a Lampedusa è in programma, dalle 9.30 alle 16.30, l’Open Day della Prevenzione.

    Saranno garantiti una lunga serie di servizi, tra cui: lo screening del tumore alla mammella (mammografia); screening del tumore al collo dell’utero (pap-test e HPV test), screening del tumore al colon-retto (verrà distribuito il sof test per la ricerca del sangue occulto nelle feci); screening del melanoma (visita e controllo dermatologico),  screening del diabete (“misurazione” della glicemia) e screening delle malattie croniche non trasmissibili.

    Tutte le prestazioni sono gratuite e con accesso diretto (senza necessità della ricetta del medico di famiglia). Asp in Piazza a Linosa e l’Open Day della Prevenzione a Lampedusa sono realizzate in collaborazione con la locale Amministrazione comunale e con le Associazioni di volontariato LILT, “Insieme per…” e “Serena a Palermo”.

    GIORGIA MELONI SBARCA IN SICILIA: DA CATANIA A MESSINA AL FIANCO DEI CANDIDATI SINDACO

    Questa mattina, Giorgia Meloni, la presidente nazionale di Fratelli d’Italia, ha incontrato la stampa all’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania. La leader di FdI è arrivata in Sicilia per un mini tour, volto a sostenere la lista di Fratelli d’Italia e i candidati sindaci del centrodestra in occasione dell’elezioni amministrative del prossimo 10 giugno.

    “Finora c’è un solo partito, nel centrodestra, che non è andato a cercare alleanze con qualcun altro – ha dichiarato Giorgia Meloni – e che non ha fatto cose diverse da ciò che aveva detto in campagna elettorale. Quel partito si chiama ‘Fratelli D’Italia’. Se i cittadini, in riferimento alle elezioni amministrative, vogliono essere sicuri di dove vada il loro voto, io consiglio loro di mettere una croce sul simbolo Fratelli D’Italia”.

    Rispettando il fitto programma di appuntamenti, la Meloni oggi, insieme al coordinatore regionale Manlio Messina, all’Assessore Regionale al Turismo Sandro Pappalardo, ha proseguito la sua visita in giro per la Sicilia orientale. Sempre in mattinata, infatti, l’onorevole, è stata nell’hotel Marina di Nettuno Yacting club di Messina, dove ha presentato i candidati di Fratelli d’Italia alle elezioni amministrative, insieme al candidato sindaco, Dino Bramanti.

    “Sono molto fiera del lavoro che è stato fatto dal nostro coordinatore regionale Manlio Messina, dall’Assessore al Turismo Sandro Pappalardo – ha detto la Meloni – e dal resto della classe dirigente perché ci hanno permesso di  consolidare la nostra presenza nella Sicilia orientale. In merito alle votazioni amministrative del 10 giugno, io ritengo che, quelle presentate da Fratelli d’Italia, siano delle ottime liste, fatte di persone per bene e radicate sul territorio che vogliono offrire delle risposte alla gente”.

    Il tour è proseguito nel pomeriggio prima ad Aci Sant’Antonio, dove la Meloni e il candidato sindaco del centrodestra Antonio Di Stefano hanno incontrato i cittadini; e poi nel cuore del capoluogo etneo, in piazza Stesicoro, dove insieme con il candidato a sindaco Salvo Pogliese è stato organizzato un sit-in finalizzato alla raccolta firme contro la maternità surrogata e l’utero in affitto.

    “I temi principali su cui la nostra politica si batte da anni sono sempre gli stessi – ha rincarato la leader Meloni – la difesa della famiglia e l’incentivo alla natalità perché in Italia i figli devono essere una scelta libera e non un lusso com’è stato fino a ora Noi puntiamo al sostegno delle nostre imprese e ai prodotti di qualità. La Sicilia è fortissima nell’artigianato e  ha una propria identità che va preservata: a noi interessa fare un governo che possa garantire gli interessi degli italiani”.

    Durante l’incontro con la stampa, si è parlato anche di immigrazione, tema scottante che tocca da vicino gli interessi dei siciliani. “Noi di FdI – ha spiegato la Meloni – siamo stati chiarissimi anche sul tema dell’accoglienza. Un richiedente asilo  non può costare più di un pensionato sociale. Se un pensionato sociale italiano vive con 450 euro, perché servono 1200 euro per mantenere un richiedente asilo? Riguardo alle risposte di cui ho bisogno, attendo di conoscere il nome del Premier”.

    Questa notte il lavoratore, iscritto Sinalp Sicilia, Sig. Salvatore Sileci  è stato colpito da Ictus durante il suo turno di lavoro notturno.

    Il Sinalp Sicilia si stringe al lavoratore ed alla sua famiglia augurandogli una pronta e veloce guarigione e si mette a sua disposizione per ogni eventuale incombenza amministrativa per la gestione del tragico evento. 

    Il lavoratore, per quanto ci è stato riferito dai nostri RSU dell’ente, svolgeva il suo turno notturno nella sede dell’Iszs di Giardinello.

    Apprendiamo che la sede in questione si trova all’interno del Bosco della Ficuzza nel territorio di Godrano ad oltre 1.000 metri di altezza. In questa sede, ci è stato detto, che non esiste una linea telefonica fissa per poter comunicare prontamente le emergenze che potrebbero verificarsi. Anche i cellulari hanno grosse difficoltà di captare il segnare radio e quindi risultano anch’essi muti.

    Se tali circostanze dovessero risultare reali allora ci chiediamo come mai la Direzione dell’Ente comanda il servizio di sorveglianza notturna ad un solo lavoratore, lasciandolo di fatto in balia di tutti gli eventi negativi che possono in qualsiasi momento verificarsi.

    Riteniamo essenziale e condizione minima, per rispettare le più elementari norme a tutela dei lavoratori, emanare Ordini di Sevizio Notturno che prevedano la presenza contemporanea di almeno due lavoratori affinchè nello sfortunato caso, come quello occorso al nostro iscritto, di eventi negativi, l’altro lavoratore possa prontamente dare i primi soccorsi e se necessario trasportare il collega nell’Ospedale più vicino.

    Visti i fatti sopra esposti si chiede un immediato incontro con la Direzione dell’Ente e con l’Assessore all’Agricoltura On. Edy Bandiera.

    Governatore amareggiato ma cauto, ‘attenti a emettere sentenze’

    Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci

    “Lasciamo lavorare la magistratura, però l’industria dell’antimafia in Sicilia deve chiudere battenti: l’antimafia finta non può consentire anche in politica facili carriere, l’antimafia si predica nel dovere del silenzio, giorno dopo giorno”. Lo ha detto il governatore Nello Musumeci commentando l’indagine che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Confindustria Antonello Montando e che vede indagato l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta.
    “Ho letto le agenzie di stampa – ha aggiunto – e devo dire che bisogna sempre essere attenti a non sbattere il mostro in prima pagina. Il deputato regionale Giuseppe Gennuso, come ha stabilito il Tribunale del Riesame, non avrebbe avuto alcun collegamento con le organizzazioni mafiose, ma abbiamo tutti detto che il mostro c’era. Sono garantista per cultura politica, attenti quando emettiamo sentenze, come criterio generale”.

     

    Ex governatore indagato,è bufala come intercettazione Borsellino

    “Il video scabroso? Mi dipingono come una porno star, come se fossi Rocco Siffredi. Ma dov’è questo video? La verità è che non esiste, è una bufala come al solito per denigrare la mia omosessualità. E’ falso come falsa è stata la notizia dell’intercettazione in cui avrei sentito le frasi contro Lucia Borsellino”. Lo dice all’ANSA l’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, indagato per finanziamento illecito dei partiti e concorso in associazione a delinquere finalizzato alla corruzione nell’ambito dell’inchiesta ‘double face’ della Procura di Caltanissetta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante. Di “video scabroso” si fa cenno nell’avviso di garanzia notificato ieri pomeriggio a Crocetta; a impedirne la diffusione, secondo l’accusa, fu Montante.

    Anche l’ex Governatore Rosario Crocetta è indagato dalla procura di Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante. Con lui sono indagati anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l’ex presidente dell’Irsap (l’ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara e l’attuale presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro.
        Gli indagati sono complessivamente una trentina.
       

    Rosario Crocetta arriva alla sede del Pd per la riunione della Direzione nazionale, Roma, 13 novembre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

    La Giunta Regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha 
    approvato all’unanimità il finanziamento, per oltre quattro milioni di euro, del ripascimento del litorale in erosione di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento. Il provvedimento è stato deliberato nella riunione convocata nella città dei Templi in occasione della Festa dell’Autonomia Siciliana. 
    Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Mariella Ippolito. 
    “Voglio ringraziare l’onorevole presidente Nello Musumeci – ha commentato Ippolito – per l’interesse prestato ad un sito di grande bellezza naturalistica 
    e pregio storico quale è la costa di Cattolica Eraclea. La forte sensibilità istituzionale di questo Governo ha permesso di intervenire con determinazione a 
    tutela della spiaggia di Eraclea Minoa, e di conseguenza della flora circostante. Un segnale importante che risolleva cattolicesi e turisti dalle ultime preoccupazioni di vedere cancellato impotenti un litorale tra i più suggestivi del Mezzogiorno”.https://youtu.be/UUWG6VL-1kA

     

    “Finalmente si inizia a squarciare il velo d’ipocrisia di un’antimafia di facciata dietro la quale si celava un sistema di intrighi di potere volto ad asservire ad interessi privati le istituzioni.”
    Ad affermarlo, Giuseppe Ciminnisi, responsabile nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”, riferendosi all’arresto di Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine.
    “L’arresto di Montante, purtroppo, vede coinvolti esponenti delle forze dell’ordine, i cui comportamenti contestati dalla magistratura, rischiano di minare seriamente il rapporto di fiducia che deve esistere tra i cittadini e le istituzioni. È proprio nel momento in cui – prosegue Ciminnisi – le indagini più recenti hanno finito con il riguardare i piani alti della politica, del movimento antimafia, dell’imprenditoria, delle forze dell’ordine ma anche della stessa magistratura, che sento la necessità di invitare quanti ancora credono nei principi di legalità che ci hanno visti uniti nel corso degli anni, a non demordere e a prendere le distanze da tutti quei soggetti ai quali con troppa facilità è stata consegnata la patente di “antimafiosi doc”, mentre erano in realtà intranei a sistemi di favori e privilegi che nulla hanno a che spartire con quanti hanno pagato con il proprio sangue o con quello dei propri cari la lotta alla mafia.
    A nome mio e di tutti coloro che rappresento, voglio dunque esprimere gratitudine ai magistrati e agli appartenenti alle forze dell’ordine che, incuranti delle icone sacre di quest’antimafia che non ha ragione di esistere, stanno coraggiosamente indagando quella zona grigia che solo fino a poco tempo fa era impensabile potesse essere messa sotto accusa.

     

    Assolta in primo grado per incapacità di intendere e volereIl sostituto procuratore generale di Palermo Emanuele Ravaglioli ha chiesto la condanna a 21 anni e due mesi di carcere di Valentina Pilato, la giovane palermitana che, a novembre del 2014, abbandonò la figlia, appena partorita, in un cassonetto, uccidendola. In primo grado la donna era stata dichiarata incapace di intendere e di volere e assolta dalla corte d’assise di Palermo. Il dibattimento di secondo grado si “gioca” tutto sulle perizie psichiatriche. Per i consulenti della difesa la Pilato non era in sé quando gettò, dopo averla partorita in casa, la neonata. Si liberò della bimba come si fa di “un oggetto pericoloso che la mente della madre si rifiuta di considerare un figlio”, hanno sostenuto gli esperti per i quali la Pilato avrebbe un disturbo grave dell’umore che si “accompagna a vissuti dissociativi e paranoidei”. Di diverso avviso i consulenti nominati dal gip in incidente probatorio che, pur ammettendo l’esistenza di un “disturbo di adattamento”, ne hanno sostenuto la lucidità.