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A seguito di un’intensa seduta mattutina in Commissione Bilancio all’Ars, presieduta dall’on. Riccardo Savona del gruppo parlamentare di Forza Italia e poi in Aula nel pomeriggio, è stato approvato il bonus straordinario di massimo 1.000 euro pro capite, per il personale della SAS impegnato in servizi sanitari ausiliari e in strutture Covid.

Di fatto – afferma il Presidente Savona – come già era avvenuto per il personale medico e sanitario, è stato riconosciuto un contributo, che seppur di piccola entità per via del difficile momento economico, rappresenta un segnale di vicinanza e gratitudine per tali professionalità, impegnate ogni giorno in dei servizi essenziali. Inoltre saranno previste anche agevolazioni per gli operatori del giornalismo, troppo spesso bistrattati anche a livello nazionale. A loro la nostra gratitudine per il lavoro svolto per la collettività”.

Anche il personale della SAS impegnato in servizi sanitari ausiliari a pazienti e in strutture Covid, potrà ricevere un bonus straordinario, come già era avvenuto per il personale medico e sanitario.
Il contributo, che sarà al massimo di 1.000 euro procapite, è stato appena deciso dall’Assemblea regionale Siciliana, che ha approvato un emendamento di Marianna Caronia al disegno di legge stralcio con diverse norme di carattere finanziario.
“Dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia – afferma la deputata regionale – anche a questi lavoratori viene riconosciuto un piccolo ma significativo bonus, che è un modo per esprimere il ringraziamento di tutta la nostra comunità.
Anche i lavoratori ausiliari sono stati e sono ancora in queste settimane parte importante dello sforzo del nostro sistema sanitario per combattere il Covid-19, ed è giusto che al loro impegno venga dato il giusto riconoscimento.”

“Esprimo il mio compiacimento per l’approvazione dei sei quesiti referendari sulla giustizia da parte dell’Assemblea regionale siciliana.

Dopo Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Umbria, la Sicilia è la quinta e determinate Regione che approva i quesiti referendari. Con questo voto i quesiti potranno essere sottoposti alla valutazione della Corte di Cassazione”.

Questo è il commento del Presidente dell’Assemblea Regionale siciliana, Gianfranco Miccichè subito dopo l’approvazione dei quesiti referendari.

L’Ars, anche con il voto favorevole di Attiva Sicilia, ha dato via libera alla richiesta di referendum per sei quesiti riguardanti l’abrogazione di norme sulla giustizia.

“Abbiamo votato sì alla richiesta di referendum – affermano i deputati regionali di Attiva Sicilia – perché si tratta di quesiti di grande importanza per la società italiana ed è quindi fondamentale dare la possibilità ai cittadini di esprimersi e decidere come ridisegnare la giustizia del futuro”.

I sei quesiti, nello specifico, riguardano l’abrogazione del decreto Severino, limiti agli abusi della custodia cautelare, separazione delle carriere dei magistrati sulla base della distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti, equa valutazione dei magistrati, responsabilità diretta dei magistrati e riforma del Csm.

“La dichiarazione di dissesto o pre-dissesto per il comune di Palermo, dovuta alla tragica situazione dei conti, ucciderebbe sul nascere qualsiasi speranza di ripresa economica per la città aggravando una situazione resa già critica dalla pandemia. Un rischio che non possiamo permetterci, per questo è necessario mettere in sicurezza i conti e quindi i servizi del Comune e delle società partecipate. La politica, a tutti i livelli, si impegni per evitare il default degli enti locali e trovi soluzioni normative immediate per tutti i comuni siciliani, Palermo in primis”. Lo dice il segretario generale della Cisal Palermo Gianluca Colombino.

“Il Governo regionale, anziché pensare a censimenti dei lavoratori sonoramente bocciati dal Garante della Privacy, si occupi di far rispettare le norme anti-Covid: aver fatto rientrare in ufficio i lavoratori fragili, i caregiver e i titolari di 104, in barba alle disposizioni nazionali, espone i dipendenti ad altissimi rischi”.

Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal che hanno inviato una nota al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, agli Assessori regionali e ai Dirigenti, compresi quelli generali.

“Il Decreto Legge dello scorso 23 luglio ha prorogato fino al prossimo 31 ottobre lo smart working per i soggetti fragili in tutta Italia – spiegano Badagliacca e Lo Curto – anche attraverso l’assegnazione di differenti mansioni o di attività di formazione. Nonostante gli allarmi legati a una recrudescenza della pandemia, specie per la variante Delta, e in aperto contrasto con le norme, la Regione Siciliana ha pensato di richiamare in presenza tutti i lavoratori, anche quelli più a rischio, con ambigue direttive della Funzione pubblica e dei Dirigenti generali. Chiediamo al Governo regionale di correggere immediatamente la rotta e invitiamo i lavoratori a denunciare eventuali violazioni di legge che mettano in pericolo la loro salute”.

A Palermo i Carabinieri hanno arrestato otto indagati di traffico e detenzione di droga a fine di spaccio. Quattro sono in carcere, e altrettanti sono ristretti ai domiciliari. L’inchiesta, coordinata dalla Procura, è stata avviata tra gennaio e aprile del 2020, e avrebbe svelato un traffico di droga tra il quartiere Zen 2 di Palermo e la Spagna. A capo della rete di spacciatori vi sarebbe stato un trentenne palermitano, che da Barcellona, grazie alla complicità di alcuni residenti nella città spagnola, avrebbe organizzato le spedizioni postali con chili di hashish e marijuana diretti a Palermo. I pacchi, indirizzati a destinatari inesistenti, sarebbero stati recuperati a Palermo dagli stessi indagati grazie alla collaborazione del corriere appena giunto in Sicilia. La droga sarebbe stata poi venduta a clienti provenienti da tutti i quartieri palermitani, garantendo un volume d’affari, stimato in sei mesi di indagini, di circa 650mila euro.

La madre di Ariele, la bambina di 11 anni vittima della variante Delta del covid a Palermo, è intervenuta nel merito di quanto accaduto. Ed ha affermato: “Noi non siamo no vax. Sul vaccino abbiamo perso tempo perchè volevamo capire meglio, dopo le notizie contraddittorie su AstraZeneca. La bambina era stata male, come accadeva spesso, e avevamo posticipato per assisterla. Ci stavamo organizzando per vaccinarci tutti. Le altre mie figlie più grandi, del resto, hanno sempre fatto i vaccini pediatrici consigliati. Lei non poteva a causa della sua patologia. Per un anno e mezzo siamo stati barricati a casa, per salvaguardarla. Le mie figlie sono risultate tutte positive, io e mio marito siamo stati sempre negativi. Dovete vaccinarvi per salvare i bambini e le persone fragili come lei che non possono farlo. E chi non si vaccina per ideologia, abbia almeno la decenza di chiudersi a casa e non mettere a rischio gli altri. Aspettare mi è costato caro. Ho già chiamato il medico di base per prenotare la prima dose. Non voglio rischiare che le mie figlie rimangano orfane”.

Massimo Midiri è il nuovo rettore dall’Università di Palermo, l’assessore regionale all’istruzione, Roberto Lagalla, dichiara: “Esprimo particolare soddisfazione per l’elezione alla carica di Rettore dell’Università di Palermo il professore Massimo Midiri, del quale, anche a ragione della lunga collaborazione professionale e scientifica, mi sono note le doti di competenza, saggezza ed equilibrio.

Si è trattato di un’affermazione  indiscutibile, maturata sulla scorta di una larga partecipazione al voto da parte della comunità accademica, segno di grande attaccamento all’istituzione universitaria e di diffusa volontà di cambiamento e rinnovamento dell’Ateneo. 

Sono certo che il dialogo con il governo regionale ne risulterà ulteriormente rafforzato e del tutto libero da ogni interferenza politica, nell’interesse reale della Sicilia e della crescita delle giovani generazioni. 

Al professore Vitale, valido concorrente nella leale sfida per il rettorato, confermo sentimenti di stima e di personale considerazione, sicuro che non mancherà alla nuova amministrazione, e sullo scenario regionale, il suo contributo ideale e progettuale”.

Più di 19mila casi registrati nell’ultima settimana. Dopo 15 settimane di discesa, i nuovi positivi al Covid in Italia “hanno ripreso a salire sempre più rapidamente, certificando di fatto l’avvio della quarta ondata: da 5.306 nella settimana 23-29 giugno sino a 19.390 nella settimana 14-20 luglio”.

Così il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che, dopo gli ultimi dati pubblicati, fa il punto della situazione. “Con l’avvio della quarta ondata – spiega Cartabellotta – la gestione della pandemia e la comunicazione pubblica devono tenere conto di vari aspetti: dinamiche della circolazione del Sars-CoV-2, potenziale impatto della Covid-19 sugli ospedali, efficacia dei vaccini, criticità di fornitura e somministrazione, estensione degli utilizzi del Green pass e nuovi parametri per assegnare i colori alle Regioni”.

In particolare, evidenzia, “la progressiva diffusione della variante Delta sta determinando, come già avvenuto in altri Paesi europei, un’impennata del numero dei contagi, la cui entità è verosimilmente sottostimata dall’insufficiente attività di testing & tracing”.

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