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A Palermo i finanzieri del Comando provinciale hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 41 anni appena sbarcato dalla nave di linea proveniente da Napoli, sorpreso in possesso di 2 chili e 260 grammi di cocaina nascosti sotto il sedile dentro la sua automobile, un’Alfa Romeo 147, e fiutati da un cane antidroga. Lui, S A sono le iniziali del nome, è un palermitano residente ad Arezzo già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. E’ recluso nel carcere Antonio Lorusso-Pagliarelli di Palermo.

“Desidero congratularmi con gli imprenditori Michela e Marco Daparo, Sofia Gianpiccolo e Rosalba Rosano che con caparbietà hanno portato avanti la loro battaglia contro la burocrazia, riuscendo finalmente dopo nove lunghissimi anni, ad inaugurare il loro stabilimento balneare nella provincia di Ragusa. La richiesta di concessione per la costruzione di questo lido era stata fatta nel 2012 e come spesso accade, i lavori sono stati bloccati dalla Sovrintendenza. Gli imprenditori hanno quindi ritenuto opportuno rivolgersi al TAR, il quale ha accettato i ricorsi presentati, evidenziando che i lavori erano stati sospesi senza valide giustificazioni.
La burocrazia colpisce ancora! Ostacola gli sforzi profusi dagli imprenditori siciliani e impedisce la crescita e lo sviluppo economico di questa terra. A Michela, Marco, Sofia e Rosalba faccio il mio più grande in bocca al lupo e li ringrazio per non aver ceduto davanti a niente e nessuno”.

Questo il commento del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che plaude per la battaglia vinta dagli imprenditori che non hanno ceduto davanti agli stop imposti dalla burocrazia.

 “La memoria è ciò che caratterizza un popolo e ne racconta la storia. Nell’anniversario dell’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, il monito è di non dimenticare e di contrastare sempre, in tutte le forme e modi, la violenza della mafia. Soltanto in questo modo, si può dar voce a quella Sicilia che non vuole cessare di combattere per affermare gli ideali di giustizia, equità e legalità. È una questione culturale, è la scelta principale, quella che ti fa decidere da che parte stare”.

A sottolinearlo è l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identitá siciliana, Alberto Samonà (Lega) in occasione del 39mo anniversario del barbaro assassinio di via Isidoro Carini, a Palermo.

Ad oggi, ancora, non vi è alcuna traccia dell’atto aziendale dell’Arnas Civico di Palermo, le linee guida tracciate dall’Assessorato alla salute risalgono a due anni fa e questo ritardo è assolutamente ingiustificabile.

Sono le parole del Vice presidente della Commissione sanità On. Carmelo Pullara.

L’atto aziendale – spiega Pullara- disegna l’organizzazione e le articolazioni di governo dell’Azienda sanitaria e i suoi rapporti con gli Enti locali, la Regione, le rappresentanze dei cittadini; la sua mancanza, nella fattispecie, inevitabilmente, provoca un rallentamento delle attività ospedaliere in essere presso il Civico di Palermo. Parliamo dell’azienda ospedaliera più grande dell’isola, la seconda, in ordine di grandezza, del meridione da Roma in giù, dopo il Cardarelli di Napoli.  La Sicilia non può permettersi di rimanere spettatore di fronte alla paralisi del più importante polo sanitario della regione mettendo a repentaglio l’offerta sanitaria e la salute dei cittadini.

A tal proposito  – conclude Pullara -ho richiesto la convocazione urgente  di un’audizione presso la Commissione sanità dell’Assessore alla salute e del direttore Generale del Civico di Cristina Benfratelli, affinché si chiariscano i motivi di questo notevole ritardo e per capire da cosa dipende tale grave disfunzione e se proviene da una non consona gestione aziendale ovvero di sistema.

La Regione ha finalmente deliberato tutti i pagamenti alle imprese per commesse di lavori pubblici e forniture. Su espressa domanda di Ance Sicilia, è questa la risposta fornita dal capo della struttura tecnica dell’assessorato al Bilancio, Vincenzo Cusumano (oggi a margine della presentazione del Defr alle parti sociali), avendone avuto conferma dal Ragioniere generale.

Per arrivare a questo risultato, però, la Regione ha accumulato sette mesi di ritardo, fra approvazione del bilancio 2021 e riaccertamento dei residui passivi, con gravi danni alle imprese creditrici già alle prese con la crisi economica provocata dalla pandemia.

Ritardi nei pagamenti che le imprese hanno già subito negli ultimi tre anni, da quando, cioè, l’applicazione del decreto legislativo 118 del 2011 ha creato problemi nella formulazione dei bilanci pubblici e nel riaccertamento dei residui passivi. Intoppi per i quali non è ancora stata trovata una soluzione radicale.

Per questo Ance Sicilia oggi ha fatto appello al governo regionale e a tutte le forze politiche affinché tale situazione non si ripeta anche nel 2022.

Ma Ance Sicilia teme che si arrivi già in ritardo alle prossime scadenze. Ad oggi manca ancora la programmazione regionale dei fondi Ue 2021/2027, che avrebbe dovuto essere pronta questo mese anche per prevederne nel Defr le ricadute economiche e inserirne nel bilancio 2022 le quote di cofinanziamento regionale.

Ed infatti l’amministrazione oggi ha annunciato che la Nota di aggiornamento al Defr sarà pronta entro fine ottobre. Ance Sicilia, quindi, auspica che la Regione riesca a depositare puntualmente i documenti contabili all’Ars entro metà ottobre, affinché il Parlamento regionale li approvi entro il prossimo 31 dicembre.

Sul riaccertamento dei residui passivi, poi, l’amministrazione ha spiegato che quest’anno ha provato ad applicare il software utilizzato da anni dalla Regione Lombardia, ma che pure questo programma ha presentato problemi, per cui se ne sta sviluppando uno nuovo, la cui sperimentazione dovrebbe partire il prossimo anno: ben venga il nuovo sistema, se porterà alla puntualità dei pagamenti, ma forse, se tutto ciò si fosse fatto prima, oggi si avrebbe già la soluzione.

Buone notizie, invece, sul fronte del rafforzamento della capacità amministrativa della Regione: l’assessorato ha spiegato che è in corso l’assunzione di 300 unità di personale per coprire i vuoti d’organico e che i dipartimenti Bilancio e Finanze e l’Arit stanno perseguendo iniziative congiunte con l’obiettivo di digitalizzare e semplificare i processi amministrativi.

Questa, ha osservato Ance Sicilia, è una innovazione dei sistemi interni, mentre serve anche una vera semplificazione del rapporto fra P.a. e cittadini, che consenta alle imprese di ricevere subito un “sì” o un “no”, senza nulla togliere all’azione di controllo e verifica, ma prevedendo automatismi che sottraggano spazi alla discrezionalità, alla libera interpretazione e ai tempi da “smart working” dei burocrati.

“I vigili del fuoco: «un anno massacrante e le risorse umane rimangono esigue»
Turni massacranti quest’anno, carenza d’organico colmata con un aumento dei turni di lavoro prima con raddoppio turni, poi con il 25% in più del personale, ed infine con il 10%… il tutto per colmare l’enorme carenza di personale in tutta la Sicilia che, di fatto, questa estate ha messo in evidenza com’è necessario rivedere le piante organiche regionali, anche riclassificando le sedi.

Questa è l’ennesima denuncia , ieri mattina, vedendo un articolo che faceva riferimento ad un incendio auto all’interno di una galleria ” dove prima facevamo presidio per il rischio elevato, solo il caso ha scongiurato la tragedia. Vigili del fuoco arrivati dopo, ma la ditta privata, assegnatrice dell’appalto, era assente! Si, proprio assente! Per noi, così il rischio diventa elevatissimo, così com’è stato quest’estate con l’invenzione di sostituire, NOI, con i droni!!!! Risultato? Fallimento Totale! Ora magari cercheranno il capro espiatorio, classico!
A tal proposito, i soldini che il Cas, deve ai vigili del fuoco, dove sono finiti? Abbiamo prestato un servizio, la nostra opera deve essere remunerata! Siamo stanchi di rischiare e prendere mosche! La nostra Vita, vale di più di una Passarella politica! Abbiamo chiesto per l’ennesima volta di aumentare gli organici in Sicilia, di aumentare il nucleo sommozzatori di Catania e quello nelle Isole Eolie! Non possiamo aspettare il prossimo evento, per la prossima medaglia di cartone!
Senza Inail, senza riconoscimento delle malattie professionali, quali mesotelioma pleurico, rischio infarto e una copertura assicurativa
scadente che ti porta a sborsare soldini di tasca se ti fai male! Una previdenza che, porterà l’80% dei vigili del fuoco, ad una pensione da fame!
Vogliamo essere solo rispettati, non vogliamo stipendi da parlamentari, vogliamo stipendi dà vigili del fuoco che rischiano e non si tirano mai indietro, compreso il covid-19 che sta colpendo duramente il corpo!”

Così Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale Usb vigili del fuoco Sicilia.

“Il provvedimento del Presidente del TAR Catania che ha sospeso il calendario venatorio da oggi al 2 ottobre è un risultato importante che segna la sconfitta della scelta del Governo Musumeci di ignorare gli appelli venuti da più parti per il rinvio della caccia e di ignorare il buon senso e dare un po’ di respiro al territorio ed alla fauna siciliani, martoriati da incendi e siccità. E’ anche la conferma che alcune delle specie inserite nel calendario non possono in alcun modo essere cacciate, in alcun periodo, come giustamente era stato segnalato dalle associazioni e da interventi parlamentari.”

Lo dichiara Valentina Palmeri, deputata regionale dei Verdi, che sull’argomento ha anche sottoscritto, con altri deputati del M5S e da Claudio Fava, un “invito a provvedere” rivolto all’Assessore e al Direttore dello sviluppo rurale e territoriale. “Ci aspettiamo che oggi stesso – prosegue Palmeri – senza atteggiamenti e comportamenti dilatori se non illegittimi, il Governo, per mano dell’Assessorato competente, notifichi a tutti gli organi ed enti interessati l’avvenuta sospensione, visto che per altro il Decreto del Presidente Savasta è pubblicato sul sito della Giustizia
Amministrativa ed è immediatamente esecutivo.”

Per la deputata dei Verdi “siamo di fronte ad un provvedimento dell’autorità giudiziaria che non può essere né ignorato né disatteso e chi lo facesse si renderebbe autore di ben più gravi e perseguibili comportamenti.”

A Palermo nel carcere minorile “Malaspina” si è scatenata una rivolta ed è stato anche appiccato il fuoco in alcune celle. In proposito interviene il segretario della Uil Pa, Gioacchino Veneziano, che afferma: “Da tempo assistiamo giornalmente ad attacchi verso la Polizia Penitenziaria. Al carcere minorile di Palermo si sono vissute ore drammatiche che potevano avere gravi risvolti per l’ordine e la sicurezza. La struttura di via Cilea è stata quasi resa inagibile, ma anche in questo gravissimo caso di violenza continuativa, anche in piena pandemia, il coraggio e la professionalità della Polizia Penitenziaria hanno fatto la differenza, registrando comunque la presenza continua in tutte le fasi della rivolta, sia del Comandante della Polizia Penitenziaria Francesco Cerami, che del Direttore Clara Pangaro”.

“Ricevo ogni giorno da parte di imprenditori richieste di aiuto disperato per evitare il fallimento delle loro attività a causa di problemi burocratici spesso facilmente risolvibili. Problemi che diventano inspiegabilmente insormontabili. Non è più possibile questa situazione. Il cittadino non può continuare a percepire la burocrazia come una nemica con la complicità della politica. Una soluzione va trovata e, se non ci sono idee migliori chiedo al presidente Musumeci l’istituzione, presso la presidenza, di un ufficio speciale affidato a giovani liberi e con voglia di lavorare, cui possano rivolgersi direttamente questi imprenditori per la verifica puntuale di ogni singolo problema, affinché il presidente stesso possa essere garante del lavoro dell’amministrazione”.

Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, a seguito di numerose richieste di aiuto da parte di imprenditori le cui attività sono bloccate per problemi burocratici.

Domani in Sicilia si apre, con un anticipo di quasi un mese, la stagione di caccia secondo il Calendario venatorio emanato dall’Assessorato regionale all’agricoltura. Nonostante i numerosi appelli per sospenderla a causa del disastro ecologico causato da
incendi e siccita’ e contro il parere scientifico di ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale), che ha bocciato il calendario, oltre 25mila cacciatori siciliani potranno abbattere legalmente fino a 15 animali al giorno: un massacro di 375mila – tra colombacci, conigli ed altre specie – per ogni giorno di caccia da qui alla fine della stagione il prossimo 31 gennaio! Ennio Bonfanti, responsabile ‘fauna’ del WWF Sicilia: ”Il presidente Nello Musumeci ha sempre pubblicamente dichiarato di essere un animalista ma, da domani, fara’ fucilare gli animali sopravvissuti alle fiamme per lo svago delle doppiette piu’ estremiste… Piu’ che da animalista si sta comportando da Nerone della fauna selvatica. Ci chiediamo perche’ Musumeci e il suo assessore all’agricoltura Toni Scilla odino cosi’ tanto gli animali. Addirittura, con un vergognoso decreto ‘ad orologeria’ pubblicato pochi giorni prima dell’apertura, hanno incluso la tortora tra le specie cacciabili. Una vigliaccata che colpisce una specie migratrice in grave declino in tutta Europa che il Ministero della Transizione ecologica e ISPRA avevano piu’ volte chiesto alla Regione di proteggere con una moratoria della caccia. Di fronte a tanto arrogante disprezzo per la tutela della natura e degli animali, il WWF ed altre associazioni hanno impugnato al TAR questo vergognoso Calendario venatorio. Sperare in un sussulto di coscienza dell’animalista Musumeci ormai sarebbe tempo sprecato”.