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Polizia di stato, carabinieri e guardia costiera effettuano controlli e perquisizioni 

Arrestati sei cittadini dello Sri Lanka

La polizia di Stato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, ha arrestato i cittadini srilankesi, di etnia Tamil, Mary Amalanayaki Bosco Chandrakumar, Chandrakumar Anthiresu Bosco, Anton Nitharsan David Anton Winsilo, Prashanth Chandrasegaram, Jerade Alosius Alphonse e Dukeshikanth Edwerd Selvarasa, accusati di far parte a vario titolo di un’associazione finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con l’aggravante delle transnazionalità. Le attività d’indagine, condotte dalla Squadra Mobile di Palermo, hanno preso avvio dopo l’arresto di due cittadini srilankesi, il 31 dicembre del 2016 dalla polaria all’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo. I due avevano documenti di identità falsi, con i quali stavano tentando di imbarcarsi su un volo diretto a Londra.

Critiche da opposizione e associazioni sul nuovo titolare del ministero della Famiglia e della Disabilità dopo una sua intervista nella quale sottolineava che a suo avviso ‘le famiglie arcobaleno non esistono’.

 

Incentivare le nascite e disincentivare gli aborti; sostenere la famiglia, che è “quella naturale”, mentre le famiglie arcobaleno “per la legge non esistono”. Così il neoministro della Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, oggi intervistato da Corriere della Sera, Stampa, Messaggero, Avvenire e Gazzettino.

Parole bocciate dall’opposizione e dalle associazioni per i diritti gay. “Trovo gravissimo – dice la senatrice del Pd Monica Cirinnà – che un ministro della Repubblica neghi la realtà, anche se ne capisco la funzione reazionaria e oscurantista. Negare l’esistenza di chi chiede diritti e riconoscimento equivale a voler oscurare dei cittadini, silenziarli, relegarli fuori dal dibattito politico e sociale”.

“Se c’era una cosa ‘moderna’ che la nostra Repubblica aveva messo in campo negli ultimi trent’anni era il Ministero alle Pari Opportunità. La sua assenza nella compagine di governo, assimila questo neonato mandato a quelli del vecchio pentapartito. Il premier vuole un Governo del cambiamento? Allora assegni la delega alle Pari Opportunità, investa sulle politiche dell’uguaglianza, risolva le diseguaglianze e le discriminazioni”, commenta l’Arcigay.

E sulle quali, inoltre, è freddo anche il neo ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini.  “Fontana è libero di avere le sue idee” – sottolinea Salvini parlando a Fanpage.it – ma “non sono priorità e non sono nel contratto di governo”. Così il neo-ministro dell’Interno, Matteo Salvini smentisce, in un’intervista a Fanpage.it, il ministro della Famiglia e Disabilità Lorenzo Fontana, per il quale in un’intervista le famiglie gay “non esistono”.

E mentre monta la polemica è lo stesso Fontana a respingere al mittente le accuse: ‘”Non è stato previsto nulla sul ‘contratto’ tra Lega e M5s – sottolinea ripetendo quanto detto da Salvini – evidentemente è una polemica strumentale tanto che c’è chi mi ha criticato anche perché vengo da Verona e tifo Hellas Verona di calcio”.

E lo stesso Salvini puntualizza: “Non ho nessuna intenzione di rivedere leggi del passato come l’aborto e le unioni civili: da papà sono convinto che i figli devono avere un papà e una mamma ma la questione delle famiglie non è all’ordine del giorno di questo governo, ci hanno votato per avere meno immigrati e più sicurezza”. “Detto questo – ha aggiunto – ognuno ha le sue idee e non deve essere lapidato per questo”

 

L’imprenditore nisseno Antonello Montante, 55 anni, attualmente detenuto nel carcere Malaspina di Caltanissetta, chiede ai giudici del Riesame di tornare in libertà e lo fa attraverso i suoi legali, Giuseppe Panepinto e Nino Caleca; la discussione del ricorso è fissata per martedì prossimo.

Montante è accusato di associazione a delinquere, finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, e corruzione: avrebbe cercato di ottenere informazioni riservate su coloro che considerava suoi avversari e sul pentito Salvatore Dario Di Francesco.

Inizialmente, per l’imprenditore, erano stati previsti gli arresti domiciliari, ma successivamente il gip Maria Carmela Giannazzo ha disposto la detenzione dietro le sbarre visto che Montante avrebbe fatto entrare in casa persone non autorizzate e anche per i suoi presunti tentativi di far sparire materiale informatico che poteva essere utile alle indagini.

“Apprendiamo di una lettera dai toni abbastanza inusuali dell’ex direttore di Panorama, Giorgio Mulé, oggi parlamentare, che lamenta di  essere stato convocato dalla Commissione che presiedo senza conoscere preventivamente il tenore delle domande che gli verranno sottoposte né, afferma, il contenuto dell’informativa di polizia in cui è citato il suo rapporto con il signor Montante. Informativa, vale la pena ricordare, integralmente riportata da decine di testate: tanto da aver indotto l’ordine dei giornalisti della Sicilia e della Lombardia a valutare la posizione dei propri iscritti attivando i consigli di disciplina. Non comprendiamo le ragioni del turbamento dell’on. Mulè; siamo certi che nel corso dell’audizione avrà modo, serenamente, di fornire osservazioni, valutazioni e fatti sicuramente utili al lavoro della nostra Commissione.”

Lo dichiara Claudio Fava, presidente della Commissione Regionale contro la mafia e la corruzione.


“Il nostro lavoro – ricorda il Fava – non si vuole sostituire o sovrapporre al lavoro della Magistratura ma si è posto l’obiettivo di indagare sulle distorsioni dei processi politici e su un sistema che ha pesantemente condizionato la vita della nostra regione. Ogni contributo per ricostruire questo sistema sarà per la Commissione antimafia prezioso”.

Obiettivo Lodato de La Sicilia,lo dice Avola al processo Ciancio

Palazzo di Giustizia di Catania, foto esterno della sede del Tribunale, www.sicilia24h.it 

Cosa nostra a Catania all’inizio degli anni Novanta aveva progettato di uccidere il giornalista Andrea Lodato, de La Sicilia, perché “aveva parlato male di Benedetto Santapaola”. Lo ha detto il pentito Maurizio Avola nel processo, a Catania, per concorso esterno all’associazione mafiosa, all’editore Mario Ciancio Sanfilippo. Avola, ‘sicario’ della ‘famiglia’ Santapaola, avrebbe avuto l’incarico dal nipote del capomafia, Aldo Ercolano, e dal suo luogotenente Marcello D’Agata. Ma il progetto saltò e il ‘pentito’ non seppe il perché. La ‘famiglia’ Santapaola da tempo aveva “problemi col giornale che si stava comportando male nei nostri confronti, ci stava dando disturbo”, ha aggiunto Avola, che poco prima aveva definito il direttore un “amico” della cosca. E’ stato invece più volte ‘contestato’, sia dal Pm Antonino Fanara sia dalla difesa, con gli gli avvocati Carmelo Peluso e Francesco Colotti, l’ex reggente del clan dei Laudani, Pippo Di Giacomo, che ha ‘ribaltato’ dichiarazioni già verbalizzate.

Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati dopo le minacce e gli insulti comparsi sui social nei confronti del Capo dello Stato. Si tratta di Manlio Cassarà, Michele Calabrese e Eolisa Zanrosso.
    La Procura di Palermo li accusa di attentato alla libertà del presidente della Repubblica e offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica, reati puniti fino a 15 anni di reclusione. L’inchiesta, aperta ieri, non è più a carico di ignoti. La Digos ha identificato gli autori dei post ingiuriosi accertando che non si trattava di fake. Decine di altre frasi minacciose apparse su altri profili sono al vaglio dei magistrati.
   

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella 

La preparazione degli autisti/soccorritori del 118 deve essere impeccabile, perché il loro compito è indispensabile per la tutela della salute pubblica”. Così la deputata all’Ars Rossana Cannata, che ha presentato un’interpellanza parlamentare all’Assessorato regionale della Salute e a quello dell’Istruzione e Formazione, affinché si provveda a migliorare – con corsi di formazione e aggiornamento – il ruolo dei soccorritori del Primo Intervento. 

L’interrogazione, oltre che da Cannata, prima firmataria, è stata siglata anche da altri quattro deputati dell’Assemblea regionale siciliana: Calderone, Gallo, Genovese e Mancuso. 

“Chiedo di proporre – spiega Cannata – la programmazione per il primo corso di formazione professionale rivolto agli autisti/soccorritori del 118, operatori tecnici dell’emergenza/urgenza. È fondamentale che questi ultimi acquisiscano le dovute competenze e professionalità tramite la formazione e l’aggiornamento, per garantire in modo ottimale tutte le prestazioni di soccorso precoce e manovre salvavita: il servizio prestato dai suddetti è all’apice della catena della sopravvivenza”.
“Apprezzando l’impegno in questi mesi dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – conclude Cannata – sono certa che quest’ultimo interverrà in modo autorevole sulla proposta da me avanzata nell’interpellanza sopracitata”.

Approvato all’unanimità in IV Commissione il piano stralcio sui rifiuti.
Da troppi anni la Sicilia attende l’approvazione di questo importante strumento che consente sia di pianificare una strategia unitaria di gestione e raccolta dei rifiuti, sia di pianificare per ogni provincia l’impiantistica necessaria al corretto smaltimento dei rifiuti, sbloccando anche i progetti giacenti nei dipartimenti. Abbiamo posto le basi affinche’ la Sicilia possa accedere ai fondi europei.
Sotto impulso della Commissione che Presiedo, il Governo ha accolto con favore la proposta di dare priorità nella concessione delle autorizzazioni, agli impianti pubblici, che dovranno essere necessariamente presenti in ogni Provincia! È la fine dei monopoli. 
Esprimo profonda soddisfazione per questo importante risultato raggiunto in pochi mesi, un risultato che mette ordine al caos che da troppi anni vige sulla materia, questo caos ha consentito a qualcuno di fare caccia grossa e purtroppo sui rifiuti non mancano i predatori.
Ringrazio il Presidente Musumeci perché ogni giorno conferma con i fatti che il cambiamento è già iniziato, perseguendo alacremente l’impegno preso con i Siciliani di rendere la Sicilia bellissima.

“Il fatto che al coro della destra italiana si stiano unendo in queste ore nell’insulto al Presidente Mattarella e all’Italia personaggi del calibro di Steve Bannon, Marine Le Pen e Nigel Farage, la dice lunga su cosa stava e stia davvero avvenendo.

La destra più violenta, razzista, xenofoba e guerrafondaia si è unita per proseguire il proprio attacco ai sistemi democratici in Europa.

Se non stupisce la posizione della destra leghista, lascia perplessi la facilità con cui anche il Movimento 5 Stelle si sia subito omologato, silenziando quelle voci e quelle storie che nulla hanno a che vedere con chi non nasconde le proprie simpatie fasciste e naziste. La scompostezza e violenza delle posizioni assunte dai rappresentanti del partito a 5 stelle è augurabile – per i suoi tanti elettori antifascisti e non xenofobi – che siano soltanto l’ennesima conferma di ingenuità e frutto della tardiva comprensione di essere caduti in una trappola.

Al di là della ovvia considerazione che il Presidente Mattarella ha agito e sta agendo nel pieno rispetto della nostra Carta Costituzionale, ed in particolare delle proprie prerogative e dell’articolo 92, non si può non sottolineare che egli sta compiendo quanto di più alto è richiesto ad un Presidente della Repubblica: tutelare i valori ed il sistema democratico fondanti della nostra Repubblica, da qualsiasi attacco interno o esterno che sia.

Appunto la reazione scomposta e violenta della destra neofascista nazionale ed internazionale dimostra la correttezza dell’operato di Mattarella.”