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Sei operazioni coordinate dalla Guardia costiera

Ancora partenze di migranti dalla Libia: sono circa 600 le persone soccorse nella giornata di ieri nel Mediterraneo centrale in sei diverse operazioni coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma. I migranti sono stati recuperati da tre navi mercantili, da nave Aquarius della Ong Sos Méditerranée e da tre motovedette della Guardia costiera partite da Lampedusa.

Altri 109 soccorsi dalla Diciotti della guardia costiera

Sono in corso a Pozzallo le operazioni di sbarco di 235 migranti soccorsi nel mare Mediterraneo arrivati su due imbarcazioni nel porto del Ragusano. Sono 109 a bordo di nave Diciotti della Guardia costiera italiana e 126 della Seefuchs imbarcazione da diporto battente bandiera olandese, ma riconducibile a una Ong tedesca.
    Secondo quanto si è appreso i migranti verranno inizialmente diretti all’hotspot di Pozzallo da cui verranno però trasferiti secondo un piano di assegnazione già definito

‘In luogo strage passata mandria bufali”

La strage di via D’Amelio è ”emblema della cattiva pratica investigativa”. Lo ha detto Fiammetta Borsellino, figlia del procuratore aggiunto di Palermo Paolo ucciso nella strage di via Mariano D’Amelio a Palermo il 19 luglio 1992, partecipando al dibattito ”Lettera aperta ai giovani di Palermo”, in corso all’orto botanico di Palermo nell’ambito di ”Una Marina di libri” ”Non è stato preservato il luogo della strage – ha aggiunto – E’ passata una mandria di bufali. E’ stata prelevata una borsa che è passata di mano in mano e lo stesso magistrato Ayala ha dato tantissime versioni anche discordanti”.

Un test ‘gialloverde’ per M5s e Lega per misurarsi da avversari seppure alleati a Roma. Ma anche un voto per capire quale partito avrà la leadership nel centrodestra che, a parte Catania, si presenta spaccato un po’ ovunque e se il Pd, senza simbolo nella città dell’Etna e a Trapani, riuscirà a ritrovare il sorriso dopo le batoste alle regionali e alle politiche.

Sono alcuni dei risvolti politici delle amministrative di domenica prossima in Sicilia, dove si andrà al voto in 138 città, un terzo dei comuni isolani; tra questi cinque capoluoghi di provincia: Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Sistema maggioritario a doppio turno in 18 comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, il resto sotto soglia 15mila. A Trapani si torna a votare dopo l’elezione choc dell’anno scorso quando al ballottaggio non fu raggiunto il quorum dei votanti necessario per eleggere l’unico rimasto in corsa dopo il ritiro dell’altro candidato sindaco (Girolamo Fazio), travolto da un’inchiesta di corruzione nel pieno della campagna elettorale.

Nelle cinque grandi città sono in corsa per le poltrone di sindaco ben 31 candidati. A Messina ci riprova Renato Accorinti, il sindaco uscente contrario al Ponte sullo Stretto: è appoggiato da tre liste di sinistra. Spaccato il centrodestra: Dino Bramanti è appoggiato da Fi, Noi Con Salvini e Fdi, dal movimento di Nello Musumeci e da altre liste civiche. A rosicchiargli consensi saranno l’ex capogruppo di Fi in consiglio comunale Pippo Trischitta, che si presenta con due liste, e l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, anche lei Fi. Pesca nel centrodestra anche Cateno De Luca, deputato regionale Udc, sostenuto da sei liste. Il Pd schiera invece, in asse con i ‘centristi’ di Casini, il costituzionalista Antonio Saitta, accompagnato da sei liste. Il M5s schiera invece l’ex capo del genio civile Gaetano Sciacca.

Spaccature e divisioni sia nel centrodestra che nel centro sinistra anche a Ragusa, dove in sette si contendono la poltrona di sindaco, lasciata da Federico Piccitto (M5S) dopo un mandato. Al suo posto i pentastellati hanno candidato l’attuale presidente del Consiglio comunale, Antonio Tringali, che dovrà respingere l’assalto che gli portano i candidati del centro destra: i consiglieri comunali uscenti Sonia Migliore e Maurizio Tumino che godono dell’appoggio rispettivamente di 5 e 4 liste. A destra c’è anche Giuseppe Cassi’, appoggiato anche da FdI. Nel centrosinistra il candidato del Pd è il segretario cittadino Giuseppe Calabrese appoggiato da 5 liste. Si candida anche il docente liceale Carmelo Ialacqua appoggiato dalla lista civica ‘Citta’ futura’ che pesca tra militanti grillini dissidenti.

Sette in lizza anche a Siracusa. Spaccato anche qui il centrodestra: la Lega corre da sola con Francesco Midolo; il movimento di Musumeci, DiventeràBellissima, appoggia l’ex An Fabio Granata mentre il resto del centrodestra sostiene l’ex assessore regionale Ezechia Paolo Reale. Nel centrosinistra in corsa Fabio Moschella, Giovanni Randazzo e l’attuale vice sindaco Francesco Italia, tutti con alle spalle liste civiche.
Tocca invece a Silvia Russoniello, imprenditrice, difendere il simbolo del M5s.

Catania cinque in corsa. Il centrodestra compatto schiera l’europarlamentare Salvo Pogliese, il M5s Giovanni Grasso, mentre Emiliano Abramo, presidente regionale della ‘Comunità di Sant’Egidio’ è sostenuto da una lista civica con candidati indipendentisti dei ‘Siciliani liberi’. In corsa anche Riccardo Pellegrino che pesca nel centrodestra e l’uscente Enzo Bianco, appoggiato con sei liste ma non c’è quella col simbolo del Pd. Niente simbolo del Pd anche a Trapani, dove sono cinque i candidati a sindaco. A parte Forza Italia, la Lega ed il M5S, anche gli partiti non concorrono con il proprio simbolo. Giacomo Tranchida è il candidato del centrosinistra, nelle liste che lo appoggiano ci sono candidati di centrodestra e di “DiventeràBellissima”. Corrono divisi Fi e Lega: gli azzurri sostengono Vito Galluffo, i leghisti Bartolo Giglio. Gli altri due candidati sono Giuseppe Mazzonello per il M5s e Peppe Bologna con una lista civica

La Regione Siciliana, inadempiente nei confronti della ditta esecutrice dei lavori dell’ultima rata dei lavori, di 445mila euro, il 15% del costo totale dell’opera, dovrà restituire un immobile di Librino a Catania dove da anni abitano personale delle forze dell’ordine e loro famiglie. Lo rende noto il Sunia ricostruendo la vertenza. Nel 2010 la Fasano Costruzioni sita in giudizio la Regione che nel febbraio 2013 è stata condannata, con sentenza definitiva per il mancato ricorso in appello, alla restituzione dell’immobile. Deve inoltre all’impresa 1.600.000 euro, per il lucro mancato, e 18.000 euro per ogni mese di ritardo nella consegna dei locali, oltre le spese legali: “un totale – fa i conti il Sunia – di oltre 5.000.000 di euro, 10 volte quindi rispetto all’insolvenza di 450.000 euro che ha portato la Regione Sicilia a perdere la proprietà dell’immobile”. Il sindacato degli inquilini ha chiesto un incontro al governatore Nello Musumeci e al presidente dell’Antimafia Claudio Fava.
   

Il governo regionale trovi una soluzione immediata per
scongiurare che i lavoratori Pip ed Asu rimangano già da questo mese senza stipendio a causa del mancato rinnovo della convenzione tra Regione e Inps.

Per questo personale che presta servizio nei Dipartimenti, nelle Aziende sanitarie, nei Comuni, nei Poli museali e in diversi uffici regionali serve una presa di coscienza da parte del governo Musumeci che includa anche la possibilità di internalizzare il servizio di pagamento delle spettanze di questi lavoratori.

Migliaia di famiglie siciliane rischiano di non avere la certezza del reddito proprio per le controversie registrate in questi mesi. Si ponga fine a questa situazione che rischia di diventare dramma per migliaia di siciliani”. Lo afferma Edy Tamajo, deputato regionale di Sicilia
Futura.

Il presidente di Eicma Antonello Montante.
Pronuncia Riesame Caltanissetta, confermate altre misure

Resta in carcere l’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, mentre sono stati revocati gli arresti domiciliari all’imprenditore di Caltanissetta Massimo Romano, al quale il Tribunale del riesame ha applicato il divieto di dimora nella città. Arresti domiciliari confermati anche per l’ex capocentro Dia di Palermo, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata e per Diego Di Simone, il poliziotto poi passato a ricoprire il ruolo di responsabile della sicurezza di Confindustria. Così hanno deciso i giudici del Tribunale del riesame nel valutare i ricorsi presentati dagli indagati nell’inchiesta “Double face”, con cui la Squadra mobile ha fatto luce sui presunti intrecci tra l’imprenditore Montante e diversi componenti delle forze dell’ordine che gli avrebbero fornito informazioni riservate in cambio di favori.

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci
”Fino a realizzazione nuovi impianti e discariche”

“L’emergenza rifiuti in Sicilia durerà ancora un anno, fino a quando non saranno realizzate le nuove discariche e nuovi impianti. Dobbiamo correre contro il tempo”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “Non possiamo affrontare una gestione ordinaria – ha concluso – Molto è determinato dal basso tasso di raccolta differenziata, gli impianti sono pochi e non riescono a smaltire i rifiuti indifferenziati. Purtroppo dal ministero dell’Ambiabte non abbiamo avuto grande disponibilità. Il commissariamento dato due mesi fa non ci dà grandi poteri speciali”.
   

Aveva 82 anni. Guidò anche l’Antitrust dal ’90 al ’97

 E’ morto ieri sera a Roma all’età di 82 anni Giacinto Militello. Fu segretario confederale della Cgil nel periodo in cui Luciano Lama guidava il sindacato.
    Presidente dell’Inps dall’85 all’89 e a capo dell’Antitrust dal ’90 al ’97. E’ stato autore di numerosi saggi di economia e politica, uno degli ultimi analizzava la prospettiva liberalsocialista e il futuro della sinistra in Italia.
    Da giovane fu presidente dell’Ugi, Unione goliardica italiana. Da sempre su posizioni di sinistra, per Militello si prospettò un impegno come segretario regionale siciliano del Pci dopo l’assassinio di Pio La Torre, avvenuto il 30 aprile ’82; ma l’ipotesi non si concretizzò.
    Militello lascia la moglie e due figli. Sarà sepolto nel cimitero di Montemaggiore Belsito, nel Palermitano, dove era nato.

Le segreterie scolastiche hanno ricevuto gli elenchi con i nomi. Parte la caccia al prof

Saranno resi noti il 5 giugno dalle ore 12 sul sito del Miur i nomi di chi comporrà le commissioni di maturità ma intanto le segreterie scolastiche hanno ricevuto gli elenchi con i nominativi e gli studenti si stanno già attivando per scoprire quante più informazioni su di loro, soprattutto sugli esterni. Skuola.net ha chiesto ai ragazzi come si organizzeranno: 1 su 3 aspetterà con pazienza la pubblicazione on line, mentre gli altri si daranno da fare già prima. Una delle principali attività che, alla vigilia di ogni maturità, gli studenti mettono in campo, infatti, è la ricerca spasmodica di informazioni su chi li dovrà giudicare senza conoscerli: i commissari esterni.

Tradizione vuole che, a poche settimane dall’esame di Stato, il ministero dell’Istruzione pubblichi sul proprio sito Internet e comunichi a ogni scuola i nomi dei professori che comporranno le commissioni. È quello il giorno in cui partono ufficialmente le ‘indagini’. Un dato confermato anche quest’anno: il 4 giugno, le segreterie hanno avuto accesso agli elenchi dei commissari. E, quasi in tempo reale, sui social network si sono moltiplicate le fughe di notizie, con immagini di presunte liste e richieste d’informazioni da parte dei maturandi. Una volta consegnati alle scuole, domani il Miur renderà pubblici quegli elenchi anche su Internet: per questo i ragazzi non sembrano avere tutta questa fretta. Almeno così ha risposto un terzo dei 7500 maturandi intervistati da Skuola.net. E gli altri? Curiosi sì, ma senza farsi prendere dall’ansia: solo il 17% è andato personalmente in segreteria per avere la lista, senza aspettare la pubblicazione online, mentre il 18% ha demandato il compito ai rappresentanti di classe. Ma la fetta più ampia – il 32% – attenderà pazientemente che il Miur la diffonda via Internet. Anche se, quando tutto sarà messo nero su bianco, lo scenario cambia. È in quel momento che partirà la ‘caccia al commissario’. Perché, una volta entrati in possesso di quei nomi, l’istinto investigativo dei ragazzi torna a farsi vivo. Oltre l’80% degli studenti sostiene che inizierà a scandagliare fonti personali e risorse web per cercare di capire il più possibile chi sono quegli sconosciuti: il 62% se ne occuperà in prima persona, il 21% si farà informare dai compagni di classe. Appena il 17% dichiara che non farà nulla.

Tra le notizie fondamentali da sapere sul conto dei commissari esterni, al primo posto ci sono, senza alcun dubbio, eventuali stranezze e fissazioni (30%). Molto ambite pure le domande più frequenti che fanno alle interrogazioni (25%). Segue il livello di severità con cui assegnano i voti (15%). Interessa meno la personalità (14%). Il canale preferito per avere questi dati restano i propri docenti (31%), ma anche la pista ‘tech’ è molto battuta, con due scuole di pensiero a confronto: il 26% si affiderà a un social network, il 20% ai siti internet specializzati per studenti. Solamente il 6% resta legato agli stratagemmi del passato e andrà direttamente nella scuola dove insegnano i prof esterni. E se fino allo scorso anno la piattaforma maggiormente consultata (quasi l’unica) era Facebook, oggi si fa largo un nuovo protagonista: Instagram. È un vero boom quello registrato dall’attuale re dei social: se nel 2017 lo usava come strumento d’indagine un misero 2%, ora lo adotterà ben il 14%. Resiste il primato di Fb (verrà utilizzato dal 68% dei maturandi che sceglieranno la modalità di ricerca ‘social’) ma con un evidentissimo calo (dodici mesi fa erano addirittura l’84%).