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Sicilia e formazione professionale: la seconda fase delle procedure, relativa alle pre-iscrizioni degli allievi, si è conclusa con il completo utilizzo dei 125 milioni di euro stanziato dalla Regione. Saranno finanziati, quindi, 1.579 corsi, che impegneranno oltre 25mila allievi. E altri 442 soggetti detenuti saranno coinvolti attraverso 42 percorsi formativi.
In proposito, il presidente della Regione, Nello Musumeci, afferma: “Siamo molto soddisfatti, perché con una procedura innovativa, in meno di sei mesi, siamo riusciti a rimettere in piedi un sistema fermo da anni. Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che permetterà agli allievi di tornare nelle aule già da luglio, iniziando l’estate all’insegna della ripresa dei corsi e con le migliori premesse per il futuro della formazione professionale”.
E l’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla, aggiunge: “E’ chiaro che si tratta di un primo passo, perché c’è ancora molto da fare. Lavoreremo da subito, sempre all’insegna del dialogo con le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria, per innovare il settore e garantire la massima tutela occupazionale. Avremo particolare attenzione per tutti quei lavoratori che, fuoriusciti da un sistema imploso negli anni scorsi, oggi si aspettano risposte responsabili, insieme a un serio e costante impegno da parte degli enti, delle organizzazioni sindacali e del governo regionale”.

Su imbarcazione della Guardia costiera anche due cadaveri

E’ arrivata nel porto di Catania la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 932 migranti salvati durante sette operazioni di soccorso al largo della Liba. Nell’imbarcazione ci sono anche due cadaveri recuperati duranti gli interventi di salvataggio.
    Cinque dei migranti, quattro donne incinte e un minorenne, sono stati già trasferiti in ospedali siciliani di Agrigento e Palermo con elicotteri del 118, dopo un primo trasbordo a Lampedusa.    Sul molo è pronto il personale per lo sbarco e sono presenti anche investigatori della squadra mobile della Questura delegati dalla Procura distrettuale di Catania a svolgere le indagini del caso.
   Stanno in silenzio, quasi increduli che il loro ‘viaggio delle speranza’ abbia avuto approdo in un porto sicuro italiano. Dal ponte di nave Diciotti della guardia di finanza i 932 migranti guardano con curiosità il molo di Catania e i soccorritori, giornalisti, cameraman e fotografi che lo affollano con, nello sfondo, la mole imponente dell’Etna. Sono quasi tutti eritrei, molte famiglie con bambini. Una donna si affaccia e parlando con i cronisti dice: ” siamo sulla nave da tre giorni, oggi sono molto contenta: viva l’Italia”. 

Operazione Gdf Palermo contro storica ‘famiglia’ di Brancaccio

Beni per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo ai fratelli Graviano. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo e riguarda aziende, quote societarie ed immobili, nella disponibilità della storica famiglia mafiosa del mandamento di Brancaccio indicata come mandante dell’omicidio di don Pino Puglisi.
   Benedetto Graviano, 60 anni, e i fratelli Filippo, di 57, Giuseppe, di 55, e Nunzia, di 50, sono i componenti più noti della famiglia. In particolare Filippo e Giuseppe, sono stati condannati all’ergastolo come responsabili delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme agli agenti di scorta, mentre Benedetto e Nunzia hanno scontato pene detentive in carcere per associazione mafiosa.
Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno permesso di evidenziare l’infiltrazione della criminalità organizzata nella la gestione di attività operanti nei settori delle scommesse, della ristorazione, della rivendita di tabacchi e della vendita al dettaglio di carburante. Proprio in quest’ultimo settore i fratelli Graviano avevano investito ingenti capitali, acquisendo, sin dai primi anni ’90, aree di servizio di rilevanti dimensioni nei pressi dell’ingresso autostradale del capoluogo siciliano.

Micciché ha accolto con grande senso delle Istituzioni il Presidente della Repubblica di Malta, prendendo le distanze dal gesto compiuto dal M5S, che in blocco, ieri ha abbandonato l’aula quando a preso la parola il Capo di Stato maltese. Bene ha fatto Miccichè a criticare l’uscita dall’Aula. Palermo è la capitale della cultura; Palermo è arabo-normanna e la Sicilia terra di accoglienza. La nostra Regione è pregna di multiculturalismo e ha tanto da insegnare altrove, a partire dai tanti nostri connazionali che nel mondo sono stati accolti e che hanno fatto la Storia. Ritengo che la Sicilia non può dare questo messaggio. Va bene l’ordine e la legalità ma l’accoglienza deve essere alla base di un’apertura verso nuovi rapporti internazionali. L’occasione è di quelle a cui non si può mancare. Pensiamo a cosa sarebbe successo se tutti fossimo usciti dall’Aula. Che figura avrebbe fatto la Sicilia e l’Italia a livello internazionale? Per questo affermiamo con grande forza che la Sicilia deve essere terra di accoglienza e di ospitalità”. Così l’on. Giuseppe Milazzo, Capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana, a seguito dell’uscita da Sala d’Ercole dei Deputati del Movimento Cinque Stelle, in segno di protesta contro Malta che si rifiuta di aprire i propri porti alle navi delle ONG.

“La mancata attuazione da parte dell’Unione Europea, delle sue istituzioni e dei loro rappresentanti, di modalità legali di accesso al territorio europeo per presentare una richiesta di protezione internazionale; i respingimenti di fatto delegati alle polizie dei paesi di transito, frutto dei processi di esternalizzazione dei

controlli di frontiera e degli accordi con paesi terzi; tutto ciò impedisce il fondamentale diritto sancito dall’art. 13 della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, la libertà di

emigrazione, e nega l’effettivo esercizio del diritto di asilo, configurando palesi violazioni della Convenzione di Ginevra, degli articoli 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, delle Direttive n. 32 e 33 del 2013 in materia di Protezione internazionale, non da ultimo dell’art. 10 della Costituzione italiana.”

È questo uno dei punti salienti della denuncia che Leoluca Orlando ha presentato a dicembre dello scorso anno alla Corte penale internazionale, al Parlamento europeo e alla Procura nazionale antimafia contro i comportamenti tenuti dalla UE nella gestione delle politiche migratorie e di accoglienza.

“Su una cosa posso essere d’accordo con Matteo Salvini e cioè sul fatto che l’Italia è stata lasciata sola in questi anni a svolgere quella funzione che tutta l’Unione Europea avrebbe dovuto svolgere non soltanto per etica ma anche per adempiere a quanto previsto dai propri documenti costitutivi.

Quello che però Matteo Salvini omette volutamente di dire è che l’Europa che ha lasciato sola l’Italia è l’Europa dei suoi amici, l’Europa del premier ungherese Orbàn, l’Europa del Quartetto di Visegrad, l’Europa che ha empatia e legami con la destra più violenta ed estrema e che oggi Matteo Salvini indica come modello.”

“Da oggi, da qualche ora, grazie al comportamento e alle dichiarazioni irresponsabili del nuovo Governo, L’Italia ha perso credibilità internazionale e uno dei pochi primati che poteva vantare, quello di essere il paese dell’accoglienza umanitaria e del rispetto delle leggi internazionali”

Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

In allegato il testo della lettera denuncia inviata nel mese di dicembre del 2017 alle autorità europee, alla Corte penale internazionale e alla Procura nazionale antimafia italiana:

Lo riferisce giornalista Euronews a bordo, non è sicuro per nave

La nave Acquarius

 “Allo stato attuale Aquarius non può andare in Spagna”. E’ quanto sosterebbero i membri del team di Sos Mediterranee a bordo di Aquarius, secondo quanto riferisce in un tweet Anelise Borges, la giornalista di Euronews anche lei imbarcata sulla nave.
    “Non è sicuro per la nave, per l’equipaggio e per le persone soccorse” ed aggiunge sottolineando che il tempo sta peggiorando e dunque “sarebbe un rischio per tutti a bordo”.

Pd tiene e a Trapani partecipa a vittoria Tringali

Il candidato sindaco di Catania, Salvo Pogliese, festeggia nella sede del suo comitato elettorale, Catania, 11 giugno 2018. 

Il centrodestra vince, la Lega di Salvini e Fdi di Giorgia Meloni si radicano ancora, il M5s tiene ma non elegge sindaci nei comuni con più di 15 mila abitanti, anche se a Ragusa andrà al ballottaggio il suo candidato Antonio Tringali, il centrosinistra nel complesso cala mentre il Pd tiene e a Trapani partecipa alla vittoria al primo turno del candidato Pippo Tranchida. E’ questa la fotografia dei dati, ancora provvisori, delle comunali siciliane che vedono il grande successo del Centrodestra a Catania dove al primo turno viene eletto Salvo Pogliese col 51,93% dei voti (scrutini non terminati). Pogliese doppia il sindaco uscente del Centrosinistra Enzo Bianco che ottiene il 26,67%. Il candidato del M5s Giovanni Grasso ottiene il 16,09% più della lista 5s che ha il 13,6%. La lista di Forza Italia è al 10,7%, Noi con Salvini all’1,69, Fratelli d’Italia al 6%.
 

A Messina il candidato del Centrodestra Placido Bramanti va sicuramente al ballottaggio col 28,6% di preferenze e il suo sfidante probabilmente sarà il deputato regionale Cateno De Luca, col 19,47%, anche lui di area Centrodestra, anche se, quando mancano 100 sezioni da scrutinare il candidato del Centrosinistra, Antonio Saitta, è al 18,39%. Sconfitto il sindaco uscente no ponte Renato Accorinti (14,36%) mentre Carmelo Sciacca, candidato dal M5s si ferma al 13,44%.

 A Siracusa si profila il ballottaggio tra il candidato sindaco del centrodestra Ezechia Reale che ha il 37,5% e l’ex vicesindaco Francesco Italia (centrosinistra) che ha il 19%. Silvia Russoniello del M5s è al 16,30%. Il centrodestra a Siracusa è diviso: Noi con Salvini-Lega e Diventerà bellissima (Movimento di centrodestra del presidente della Regione Nello Musumeci) hanno presentato propri candidati.

 A Ragusa (primo comune siciliano guidato da un sindaco M5s) il pentastellato Antonio Tringali (22,51%), presidente del consiglio comunale, andrà al ballottaggio col candidato di Centrodestra, appoggiato dal movimento di Giorgia Meloni, Giuseppe Cassì (21%). Il candidato di centrosinistra Peppe Calabrese è al 13,93% e la lista Pd che lo appoggia è all’8%. Ad Acireale (Ct) andranno al ballottaggio i candidati di M5s e Centrodestra mentre a Carlentini (Sr) viene eletto al primo turno Giuseppe Stefio (50,67%) appoggiato da liste civiche. A Rosolini (Sr) è sindaco al primo turno Giuseppe Intasciato (41,05%) appoggiato dal Pd e dal centrosinistra. A Licata (Ag) vince al primo turno col 55,25% Pino Galanti appoggiato da Forza Italia e liste di Cd. Annalisa Tardino, appoggiata da Noi con Salvini e Fdi è seconda col 21,23%.   

Il presidente della Repubblica Malta Marie Louise Coleiro Preca 

Italia e Malta sono due stati confinanti dell’Europa e devono lavorare insieme sui flussi migratori e non fare polemiche tra di loro. Siamo Paesi uniti e continuiamo ad essere uniti. Questo è un impegno non soltanto della politica, ma anche di tutti i cittadini maltesi e italiani”. Lo ha detto a Catania il presidente della Repubblica di Malta, Marie-Louise Coleiro Preca.

“Gli iettatori erano già pronti a scommettere che la barca sarebbe affondata e invece si ritrovano davanti l’Amerigo Vespucci. Forza Italia in Sicilia resta il baricentro dell’intera coalizione e grazie ai suoi numeri consegna le chiavi di alcuni dei municipi siciliani più importanti al centrodestra”. Così Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia dopo il voto per le comunali.
    “Se il partito del Presidente Musumeci avesse organicamente fatto parte della coalizione – continua Miccichè – avremmo ottenuto anche qualcosa in più. Indicativo, infine, il dato complessivo dei partiti dell’alleanza di Governo nazionale: un misero 10%. La sola Lega il 2%”.

E’ quello il porto più sicuro. Lettera a autorità Malta

La nave Acquarius 

Una lettera urgente alle autorità maltesi è stata scritta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, chiedendo di far approdare alla Valleta la nave Aquarius con 629 migranti a bordo essendo quello il “porto più sicuro”. L’Aquarius non è stata autorizzata ad approdare in Italia. Le autorità maltesi avevano impedito l’altro ieri l’ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo: l’unità, di una Ong olandese, era in difficoltà per le cattive condizioni del mare, ma Malta – ha riferito alla polizia italiana il comandante dell’unità – ha solo proposto assistenza in mare, senza autorizzare l’ingresso in porto. Era così intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare a Pozzallo, dove è arrivata ieri mattina. E’ stato l’ultimo episodio di un lungo contenzioso tra Italia e Malta, il cui comportamento è stato stigmatizzato dallo stesso Salvini l’altro giorno: La Valletta “non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d’intervento”.