Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 88)

Migranti: Minniti, no a ‘pacchia finita’

L’intervento dell’ ex ministro dell’interno Marco Minniti al seminario. Le nuove frontiere dell’immigrazione.  Verso percorsi di legalità, inclusione e sicurezza,  a Catania, 16 giugno 2018.

Aquarius azzardo politico e umanitario,non c’è emergenza sbarchi

“Non posso dire a minorenne non accompagnato ‘la pacchia è finita’, non capirebbe, perché non ci può essere cosa più drammatica che lasciare la propria famiglia.
    Le migrazioni sono un business? No. Può esserci malaffare? Sì. E tuttavia definire le migrazioni un business significa non aver capito bene quello che abbiamo di fronte. Si può dire, parlando dell’immigrazione, ‘la pacchia è finita?’ No”. Lo ha detto l’ex ministro del Interno Marco Minniti a un convegno su migrazioni a Catania promosso dall’associazione di magistrati Area Dg. Parlando della nave Aquarius di Sos Mediterranee con a bordo personale di medici senza frontiere in viaggio verso Valencia, Minniti ha detto che “considera la vicenda un azzardo politico ed umanitario poiché non c’è una ragione per vietare gli approdi per una questione semplicissima: non c’è una emergenza di sbarchi in questo momento nel nostro Paese”.
   

Migranti:de Raho,no Pg ostacolo indagini

L’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho al seminario. Le nuove frontiere dell’immigrazione. Verso percorsi di legalità, inclusione e sicurezza, a Catania, 16 giugno 2018.

‘Disordine’ in interventi rende difficile contrasto trafficanti

 “L’esperienza acquisita nel contrasto al traffico umano è vasta, e le Procure siciliane e del sud Italia sono state in grado di portare avanti indagini particolarmente significative. Quello che rende difficile il contrasto alle organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti è il ‘disordine’ negli interventi. Questo determina l’impossibilità di avere appartenenti alla polizia giudiziaria sulle nave che vanno a recuperare i migranti”. Lo ha affermato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho.
   

Migranti: Crimi, stretta su Ong

Il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi 

Sottosegretario, governo sta intervenendo su loro utilizzo

“Anche in queste ore ci sono delle navi italiane che hanno raccolto migranti e che arrivano nei porti. Il governo italiano sta facendo una stretta sull’utilizzo delle Ong, sul modo in cui stanno intervenendo, incrementando le aspettative ed alimentando il traffico di esseri umani. Questo é un meccanismo che ha fatto cambiare completamente la strategia ed è su quello che stiamo intervenendo”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Vito Crimi (M5s), a margine di un convegno a Catania di Area Dg su “Le nuove frontiere dell’immigrazione”.
   “La pacchia è finita per chi specula sui migranti” per quelli che “sui 600 migranti” a bordo dell’Aquarius che vanno a Valencia “avrebbero lucrato 600mila euro al mese chissà per quanto tempo”, ha aggiunto Crimi. C’è un albergatore che non ha potuto accogliere 50 persone per un mese – ha aggiunto – una cooperativa che non ha avuto un appalto. E’ questo che dobbiamo bloccare in Italia. La pacchia è finita per chi ha speculato”. 

Tavoli in loggiato di fronte cappella Palatina, ospiti pagano

Una cena a pagamento con tavoli apparecchiati con tovaglie bianche sono stati allestiti lungo il loggiato davanti agli uffici di alcuni gruppi parlamentari e di fronte alla cappella Palatina, nel piano del Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. I commensali per l’evento di questa sera, circa 300, sono i soci e gli aderenti ad Anita, l’associazione nazionale imprese trasporti automobilistici di Confindustria, che hanno ottenuto l’ok per una visita riservata nella dimora che fu di Federico II.
    Come da richiesta inoltrata dalla Fondazione “Federico II” alla Presidenza dell’Ars e all’ufficio di questura che hanno dato l’autorizzazione, la cena si sarebbe dovuta svolgere nei giardini reali all’esterno del Palazzo ma a causa del maltempo è stato deciso di sistemare i tavoli nel loggiato. L’evento è stato richiesto per oggi, dalle 18 alle 24.

A sud di Lampedusa saranno trasferiti su motovedetta G.Costiera

Sbarcheranno in Italia i 42 migranti salvati dalla nave Trenton della Marina americana davanti alle coste libiche, superstiti di un naufragio che ha causato la morte di altre 12 persone. La Trenton, a quanto si apprende, arriverà in prossimità di Lampedusa domenica mattina e dall’isola si muoverà un mezzo della Guardia costiera italiana che recupererà i 42 per trasferirli in un porto ancora da assegnare.
   

 

Il patto dell’arancino non diventi un’intossicazione generale. Calare nel dibattito politico i risultati di ogni tornata elettorale diversa dalle elezioni regionali non fa bene al cammino istituzionale del centrodestra in Sicilia. E non lo fa soprattutto, se esso diventa alibi per attaccare il complesso percorso di risanamento che si è prospettato a tutti i soggetti della coalizione ed in primis al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che rappresenta il garante tra la politica e i cittadini. È spiacevole leggere le ultime dichiarazioni critiche del presidente dell’Ars, tranne che egli non sia pronto a prenderne le distanze come Macron al culmine di una crisi diplomatica. Mi sembra di trovarmi davanti ad un Giano bifronte se confronto l’uscita compiacente di Miccichè dopo l’approvazione della Finanziaria con le infelici interviste delle ultime ore. Cosa è accaduto in meno di due mesi per far cambiare atteggiamento al commissario regionale di Forza Italia? E in aula cosa è disposto a dimostrare nei fatti e negli atti il suo partito per dare l’idea di un gruppo politicamente efficiente? Alimentare implicitamente certi interrogativi non rende onore all’impegno istituzionale di Miccichè che riconosco non essere un destabilizzatore. Ritroviamo responsabilmente lo spirito di coalizione sulle grandi questioni che riguardano i siciliani, e prestiamo meno il fianco alle piccole discussioni di vicinato politico.

Roberto La Galla
WWW.SICILIA24H.IT

 I risultati delle elezioni amministrative, in provincia di Agrigento, portano nuove adesioni a IdeaSicilia. Si tratta di Giuliana Miceli, neo eletta al consiglio comunale di Ravanusa e di Graziella Caro, per il consiglio comunale di Montallegro, che hanno deciso ufficialmente di aderire al movimento politico fondato da Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla formazione professionale dell’attuale governo regionale.

 

A Giuliana Miceli e a Graziella Caro rivolgo il mio benvenuto nel movimento e i migliori auguri di buon lavoro. La loro adesione è certamente un segnale importante, che conferma il radicamento territoriale di IdeaSicilia nella provincia di Agrigento. Certo del loro impegno e della loro determinazione nel farsi portavoce delle istanze civiche, ritengo che potranno contribuire ad un progetto politico che continua a crescere all’insegna della moderazione e in piena sinergia con il governo regionale”, lo dichiara Roberto Lagalla.​

Angelino Alfano torna a fare l’avvocato. L’ex leader di Ap, al governo per dieci anni consecutivi con vari incarichi tra cui quello di Guardasigilli, ieri ha ripreso il tesserino che gli è stato consegnato dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Agrigento, Vincenzo Avanzato, e che gli era stato sospeso, come prevede la legge per incompatibilità con la carica di ministro.
    “Riparto da dove ho iniziato e da come ho iniziato”, sono state le uniche parole, come scrivono alcuni quotidiani, di Alfano che si è recato negli uffici dell’Ordine al primo piano del Tribunale di Agrigento senza scorta e senza staff al seguito come accadeva in passato. Alfano sarà associato allo studio della moglie Tiziana Miceli, specializzata in diritto civile, ma secondo indiscrezioni l’ex ministro starebbe allestendo uno studio a Milano.
   

Lavoravano per 3 euro all’ora nelle campagne di Marsala e di Mazara del Vallo, ricevevano pane duro a pranzo e a cena, venivano sfruttati anche per 12 ore al giorno. E’ quanto sono stati costretti a subire diversi lavoratori immigrati, clandestini e regolari, reclutati da due agricoltori di Marsala (Trapani), padre e figlio, rispettivamente di 68 e 35 anni, arrestati oggi dalla Polizia di Stato di Trapani. I due sono finiti ai domiciliari su ordine del GIP di Marsala con l’accusa di sfruttamento della manodopera aggravato e in concorso. Il Giudice ha disposto anche il sequestro preventivo di due vigneti e di un vasto oliveto, di proprietà degli arrestati, dove venivano fatti lavorare gli immigrati.
   Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Marsala, sono durate sei mesi e hanno accertato che i due “caporali” sfruttavano gli immigrati facendoli lavorare non solo nelle loro aziende, ma anche mettendoli a disposizione di altri agricoltori di Mazara del Vallo e di Marsala.
Quasi ogni mattina andavano a prelevarli con le loro macchine e li portavano nei campi per fare la vendemmia, la raccolta delle olive, della frutta e della verdura. Sono state le intercettazioni e le telecamere installate dagli investigatori a inchiodare i due responsabili. Padre e figlio svolgevano rapide ‘contrattazioni’ con gli immigrati sulla paga oraria, sulle ore di lavoro e sul cibo e decidevano quale lavoratore impiegare: chi “faceva troppe storie” sul compenso o sul cibo veniva subito “scartato”.  Dalle indagini della Polizia di Stato è emerso che gli arrestati sfruttavano la manodopera almeno da tre anni, facendo fare turni di lavoro massacranti che iniziavano alle 5 del mattino. Tre euro era la paga oraria massima oltre alla “mangiarìa”, cioè il panino che i due “caporali” davano ai lavoratori come pasto della giornata, non sempre previsto se la paga era un pò più alta. Spesso, però, il pane era duro e scarso; per questo motivo, alcuni degli immigrati sfruttati si lamentavano, chiedendo almeno del pane più morbido e più abbondante.  I terreni sequestrati dalla Polizia saranno confiscati dallo Stato, perché utilizzati per compiere il reato di sfruttamento della manodopera

Testimone giustizia oggi deputata decide di farsi fotografare

Piera Aiello, la testimone di giustizia, eletta alla Camera nella fila del M5S, ha deciso di riappropriarsi del proprio volto. Lo fa a Valderice (Tp) in occasione delle commemorazioni per l’anniversario dell’omicidio del capitano Mario D’Aleo, dove ha deciso di farsi fotografare.
    Cognata di Rita Atria, la giovane che si dissocio’ dalla sua famiglia mafiosa morta sucida dopo l’omicidio di Paolo Borsellino, Piera Aiello oggi ha 51 anni; da 27 vive sotto protezione, in una località segreta fuori dalla Sicilia. Lo scorso 4 marzo Piera Aiello è stata eletta alla Camera nell’uninominale in Sicilia, nella lista del Movimento cinque Stelle, in un collegio della provincia di Trapani (feudo del boss latitante Matteo Messina Denaro ndr), dopo una campagna elettorale condotta senza mai mostrare il proprio volto per motivi di sicurezza. La sua immagine non era nemmeno sui fac-simile delle schede elettorali e anche il suo tesserino di parlamentare è privo di foto.

A Marsala, sequestrati tre terreni agricoli

Lavoravano per 3 euro all’ora nelle campagne di Marsala e di Mazara del Vallo, ricevevano pane duro a pranzo e a cena, venivano sfruttati anche per 12 ore al giorno. E’ quanto sono stati costretti a subire diversi lavoratori immigrati, clandestini e regolari, reclutati da due agricoltori di Marsala (Trapani), padre e figlio, rispettivamente di 68 e 35 anni, arrestati oggi dalla Polizia di Trapani.

I due sono finiti ai domiciliari su ordine del GIP di Marsala con l’accusa di sfruttamento della manodopera aggravato e in concorso. Il Giudice ha disposto anche il sequestro preventivo di due vigneti e di un vasto oliveto, di proprietà degli arrestati, dove venivano fatti lavorare gli immigrati.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Marsala, sono durate sei mesi e hanno accertato che i due “caporali” sfruttavano gli immigrati facendoli lavorare non solo nelle loro aziende, ma anche mettendoli a disposizione di altri agricoltori di Mazara del Vallo e di Marsala. Quasi ogni mattina andavano a prelevarli con le loro macchine e li portavano nei campi per fare la vendemmia, la raccolta delle olive, della frutta e della verdura.

Sono state le intercettazioni e le telecamere installate dagli investigatori a inchiodare i due responsabili. Padre e figlio svolgevano rapide ‘contrattazioni’ con gli immigrati sulla paga oraria, sulle ore di lavoro e sul cibo e decidevano quale lavoratore impiegare: chi “faceva troppe storie” sul compenso o sul cibo veniva subito “scartato”. Dalle indagini della Polizia di Stato è emerso che gli arrestati sfruttavano la manodopera almeno da tre anni, facendo fare turni di lavoro massacranti che iniziavano alle 5 del mattino.

Tre euro era la paga oraria massima oltre alla “mangiarìa”, cioè il panino che i due “caporali” davano ai lavoratori come pasto della giornata, non sempre previsto se la paga era un pò più alta. Spesso, però, il pane era duro e scarso; per questo motivo, alcuni degli immigrati sfruttati si lamentavano, chiedendo almeno del pane più morbido e più abbondante. I terreni sequestrati dalla Polizia saranno confiscati dallo Stato, perché utilizzati per compiere il reato di sfruttamento della manodopera.

Loro si facevano chiamare “padrone”, e agli immigrati ridotti praticamente in schiavitù avevano assegnato i nomi dei giorni della settimana, come il “Venerdì” di “Robinson Crusoe”, il romanzo del ‘700 di Daniel Defoe. Dalle indagini è emerso che i lavoratori si rivolgevano ai due uomini chiamandoli “padrone” e, questi, a loro volta li chiamavano con i nomi della settimana: “giovedì” era il nome assegnato ad uno degli uomini sfruttati. Gli immigrati venivano prelevati da un capannone nelle campagne di Marsala, dove vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie, o erano reclutati direttamente nei centri di accoglienza per migranti.

“Stiamo lavorando con l’obiettivo di trovare adeguate soluzioni alle pesanti criticità assistenziali e formative in materia di anestesia e rianimazione confermate durante l’audizione in commissione Salute all’Ars”. Lo afferma la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, oggi al termine dell’audizione dei rappresentanti delle Associazioni Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica (AAROI-EMAC) e della società scientifica SIAARTI in ordine alle problematiche della branca medica di anestesia e rianimazione.

Trattandosi di area critica, la sesta commissione dell’Ars, all’unanimità, per far fronte alle carenze in pianta organica dei dirigenti medici, invita il governo regionale a procedere presto, unitamente alla riattivazione del coordinamento del settore unico per l’emergenza, all’effettuazione delle procedure concorsuali per anestesia e rianimazione. Ciò nella considerazione che nel prossimo mese di agosto saranno diplomati in Sicilia 60 nuovi specialisti in anestesia e rianimazione. L’auspicio della commissione Salute è che vengano posti in essere tutti gli adempimenti per la cooptazione di specialisti del settore, mediante concorso pubblico, al fine di garantire la sicurezza e la stabilità del sistema sanitario siciliano.

La sesta commissione dell’Ars, in maniera unanime, intende dare impulso e vigilare sul suddetto percorso mediante un atto di indirizzo, indicativo di tempi e modi, che sarà posto in essere la prossima settimana. La commissione ha aperto un tavolo con gli specialisti di anestesia e rianimazione al fine di ascoltare le loro richieste e risolvere le criticità di questa branca così essenziale per la sicurezza e la stabilità del sistema sanitario regionale.