Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 88)

Dopo il primo decreto cautelare emesso lo scorso 1 settembre, all’avvio della pre-apertura della stagione venatoria in Sicilia, ieri il Presidente del TAR Catania, con decreto n. 503/2021, ha nuovamente sospeso il decreto assessoriale che, in violazione del precedente pronunciamento del medesimo Tribunale amministrativo, aveva riaperto la caccia. Con questo nuovo pronunciamento del TAR, quindi, dal 13 settembre la stagione venatoria in Sicilia si ferma nuovamente!

Bisognerà aspettare il prossimo 2 ottobre – data di apertura generale della caccia indicata da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ma ostinatamente ignorata dalla Regione Siciliana – per poter riprendere l’attività venatoria nell’Isola; ai  cacciatori siciliani rimane la possibilità di sparare solo nelle prossime due giornate di pre-apertura di sabato 11 e domenica 12 settembre; dopo quella data, il TAR ha confermato la sospensione della stagione venatoria fino all’apertura indicata da ISPRA.

Esultano le Associazioni ambientaliste ed animaliste che parlano, con estrema soddisfazione, di un “grande risultato per la tutela degli animali selvatici”. Il TAR, infatti, anche questa volta ha accolto le istanze di WWF Italia, Legambiente Sicilia, Lipu BirdLife Italia, LNDC Animal Protection ed Enpa che, difese dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice, avevano nuovamente impugnato il “nuovo” Calendario venatorio dell’Assessore regionale all’agricoltura, Toni Scilla. Come noto, all’indomani della sospensiva del TAR, l’Assessore Scilla, invece di dare esecuzione alla decisione del Giudice amministrativo, aveva emanato un nuovo decreto “fotocopia” di quello appena bocciato, con l’evidente e sfacciato scopo di eludere la sospensiva del TAR e consentire la prosecuzione della caccia, anche in periodi e con modalità palesemente contrastanti con il parere scientifico di ISPRA, che suggeriva maggiore tutela per le popolazioni faunistiche stanziali e migratorie, già decimate dagli incendi.

Secondo le Associazioni, “con questa ulteriore vittoria giudiziaria, sono stati sonoramente bocciati i decreti ‘sparatutto’ dell’Assessore ‘contro la fauna’ Toni Scilla ed è stata riaffermata la legalità e la prioritaria esigenza di tutela della biodiversità. Continueremo la battaglia legale al TAR sin dalle prossime udienze, dove denunceremo le gravi e pesanti illegittimità di un calendario venatorio vergognoso che condanna gli animali scampati alla devastante stagione degli incendi e della siccità”.

A Palermo la Guardia di Finanza ha sequestrato 455 capi contraffatti e 410 articoli non sicuri in due attività commerciali, entrambe in via Lincoln, gestite da cinesi. I finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro amministrativo degli articoli, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori, nonché ad elevare nei confronti del responsabile sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 6.032 euro.

Questa mattina in IV Commissione Ambiente e Territorio abbiamo ripreso l’argomento della campagna anticendio in Sicilia.

L’estate che ci siamo messi alle spalle lascia una ferita profonda inferta dai troppi incendi divampati lungo tutto il territorio regionale, che hanno causato decine di migliaia di ettari di boschi e campi distrutti e drammatiche conseguenze per la fauna.

Abbiamo voluto, quindi, tirare le somme di questi mesi arroventati e disastrosi con il dirigente generale del Comando Corpo Forestale della Regione, dott. Giovanni Salerno.

Mi preme ringraziare il Corpo Forestale per il gravoso impegno profuso: seppur con carenze d’organico si è attivato al massimo delle sue forze, con oltre 1689 ore in cui la flotta aerea ha sorvolato la terra percorsa dal fuoco.

Complice un clima straordinariamente afoso, la Sicilia è stata dilaniata dalle fiamme con 8.113 incendi. L’entità dei danni è assai superiore rispetto agli anni passati.

L’area delle Madonie, polmone verde siciliano, è stata duramente colpita e i roghi sono persino arrivati a lambire i centri urbani. Il Parco delle Madonie ha visto bruciare ben 680 ettari di superfice boscata; ma pensiamo anche al Parco dell’Etna, a quello di Pantelleria e l’elenco potrebbe proseguire.

Sono numeri che ci impongono una riflessione e l’individuazione di risposte normative energiche.

L’Assemblea Regionale Siciliana aveva individuato e inserito nella Finanziaria all’art. 22, approvata e pubblicata in Gazzetta lo scorso aprile, 2 milioni di euro destinati a implementare il monitoraggio tecnologico delle aree a rischio e prevenire l’attività incendiaria.

Questi fondi, però, risultano ancora fermi al Dipartimento di sviluppo rurale. Serve forse strutturare ancor meglio un coordinamento e una cabina di regia con i diversi soggetti che si occupano di campagna antincendio. Serve qualche aggiornamento delle norme in materia. Serve mantenere alta l’attenzione.

Per questo, continueremo anche domani a occuparci della problematica degli incendi nella Regione e torneremo a farlo nelle prossime settimane.

«Si sta per concludere un’estate caratterizzata da ingorghi e disagi interminabili intorno allo Stretto di Messina, per attraversarlo sia in un senso che nell’altro. L’ondata di visitatori registrata in Sicilia e in Calabria ha evidenziato ancora una volta quanto sia anacronistica l’assenza di un collegamento stabile fra Scilla e Cariddi, fra la nostra Isola e il Continente. Ecco perché le parole del vicesegretario del Pd Provenzano, a proposito del Ponte sullo Stretto e dei treni ad alta velocità in Sicilia, appaiono quasi come dissociate dalla realtà, oltre che infondate sul piano tecnico». 
Lo afferma l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, commentando le affermazioni dell’esponente politico al Festival “Trame 10” di Lamezia Terme. 
«Infatti – prosegue Falcone – non è chiaro quale soluzione logistica consentirebbe di smontare i treni ad alta velocità a Villa San Giovanni, imbarcarli su traghetto e rimontarli a Messina. Non occorre essere degli esperti per capire che chi scinde l’alta velocità ferroviaria dalla necessità storica del Ponte dice una cosa senza senso. Al tempo del governo Conte II, assieme al presidente Musumeci incontrammo l’allora ministro Provenzano assieme al ministro De Micheli, per approfondire il tema del collegamento stabile sullo Stretto e delle infrastrutture in Sicilia. Proprio in quell’occasione, Provenzano si disse convinto dell’importanza strategica del Ponte, superando quel pregiudizio ideologico che forse oggi ha ripreso il sopravvento».

Autostrade interrotte, strade statali rattoppate alla meno peggio, provinciali come “trazzere”. È la fotografia attuale della viabilità in Sicilia. Una rete stradale che ancora una volta si è fatta trovare impreparata ad accogliere i flussi di turisti che quest’estate si sono riversati in Sicilia.

Come raccontano i media, le vacanze si sono trasformate in incubo a causa dei lunghissimi serpentoni di auto presenti in più parti dell’Isola.  A ridosso di Trabia, una coda che in una domenica da bollino rosso può durare anche un’ora, ma che in un giorno qualsiasi di questa settimana caldissima per le autostrade promette non meno di una trentina di minuti di attesa. Stessa trama nel catanese e nel messinese, tutto questo perchè sono presenti ben 39 cantieri e restringimenti di carreggiate.

Sulla Palermo- Catania, uno ogni 14 sull’autostrada che dal capoluogo porta a Mazara del Vallo, uno ogni 19 su quella che collega fra la città più grande dell’Isola e Messina.

Il risultato è lunghi incolonnamenti ed esasperazione degli automobilisti. Ma il tema della viabilità in Sicilia riguarda anche le strade interne, quelle che una volta erano gestite dall’Ente Provincia e che adesso versano in uno stato pietoso. Nell’area interna delle “Terre Sicane”, zone di grande appetibilità turistica e dove ci sono giovani imprenditori che si fanno in quattro per portare avanti le loro attività produttive, spostarsi è diventato un rischio.

Per non parlare della 189 Agrigento – Palermo, una strada ormai che chi la conosce la evita, della SS 640, dove l’assenza di manutenzione è sotto gli occhi di tutti. Un peccato che tanti giovani che in questi giorni sono rientrati in Sicilia per le vacanze, considerato lo stato attuale della nostra viabilità, ripartiranno con il solito amaro in bocca.

I continui ritardi nei pagamenti degli stipendi dei dipendenti forestali sono stati al centro dell’audizione di questa mattina in Commissione Bilancio all’Ars. I lavoratori, infatti, vengono pagati con notevoli ritardi con il caso limite del distretto di Messina nel quale lo stipendio di dicembre 2020 è stato pagato lo scorso luglio.

“Secondo quanto emerso in Commissione – afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – la causa dei ritardi è imputabile a un iter eccessivamente farraginoso e alla contemporanea carenza negli organici degli uffici preposti ai pagamenti. Per questo, ho proposto di snellire questo iter burocratico, possibilmente emettendo un decreto unico di pagamento per tutti gli stipendi a inizio anno, eventualmente rimpinguando con un secondo decreto a fine anno. Non bisogna dimenticare che si tratta di famiglie spesso monoreddito e che il ritardo anche di un solo mese può metterle in difficoltà. Io e il mio gruppo continueremo a monitorare la situazione, cercando di farci promotori di soluzioni che permettano di uscire definitivamente da questa impasse”.

L’espressione appena citata ” chi fallisce, viene premiato” è quello che a quanto pare sta avvenendo in Sicilia! In particolar modo, parliamo dell’estate appena trascorsa, ed il fallimento dell’antincendio boschivo studiato dalla regione siciliana ( droni, privati, volontari e senza dare spazio ai vigili del fuoco, unici ad occuparsi di soccorso tecnico urgente).
In questi giorni, una nomina a commissario straordinario per gli incendi boschivi, è stata data al presidente della regione siciliana, nomina che ci aveva lasciato l’amaro in bocca come vigili del fuoco, ricordando che una parola di gratificazione nei confronti di; uomini e donne del corpo, che hanno speso energie non indifferenti, sia con le pochissime risorse umane che esistevano fino al 30 luglio ( grazie al risparmio proprio loro!) E dopo, quando all’improvviso ( come avevamo preannunciato) è scoppiato l’inferno di fuoco, il dipartimento prima la regione siciliana, dopo ( con l’elemosina) hanno messo in campo un dispositivo degno della Sicilia! Ma si doveva aspettare l’inferno di fuoco? Del resto l’abbiamo ribadito più volte! Senza soccorso tecnico urgente e vigili del fuoco, il rischio è elevato! Poi se arrivano gli altri per collaborare ( bonifica e logistica) ben venga.
E fin qui l’abbiamo ribadito più volte! Ma cosa è successo la comitato per la sicurezza a Palermo? Dove non ci hanno c…..o di striscio? Oltre alla nomina, gli hanno dato un’altro bel premio! E si! Il distaccamento volontari vigili del fuoco, nel comune di nascita!
Noi siamo allibiti, non per il distaccamento ( le risorse umane, anche se lascia perplessi il nuovo serbatoio di precari, si precari che verrà aumentato) ma per gli incentivi ricevuti con il nostro sacrificio, a volte anche umano….dove quando chiedi aiuto, ti riempiono di pacche sulle spalle e, alla prima occasione, abdicano per interessi X…..vedi i presidi autostradali…….ci sarebbe da scrivere a non finire ma, noi vigili del fuoco, ci saremo sempre e comunque al servizio della gente e per la gente!

Lo dichiara il coordinatore regionale dell’Usb Vigili del Fuoco Carmelo Barbagallo.

“Dal governo Musumeci ci aspettiamo di tutto, ma la pubblicazione di una delibera in gran parte occultata, sinceramente va oltre le nostre peggiori aspettative. La vicenda è grave, Musumeci venga a riferire in aula. I siciliani devono sapere cosa fa questo governo, specie se ci sono in gioco – e non è dato saperlo – i soldi dei cittadini”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro.
“La scelta di pubblicare questo sconcio nel mese di agosto – continua Di Caro – non è casuale: questo governo confidava nel fisiologico calo della pubblica attenzione per farlo passare sotto silenzio, cosa che ha fatto anche per il decreto che fissa i compensi, spropositati, della portavoce di Musumeci, contro il  quale il nostro Giorgio Pasqua sta predisponendo un disegno di legge”

“Nell’epoca della trasparenza, della democrazia digitale e del libero accesso alle informazioni della pubblica amministrazione, il Governo Musumeci ha ben pensato di pubblicare una delibera, la 338 dell’11 agosto, oscurandone quasi totalmente il testo. Gli unici dati in chiaro sono la parola “incarico” indicata nella descrizione e il riferimento, nella parte narrativa, agli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali. Abbiamo chiesto di sapere subito cosa ha approvato il Governo e ci chiediamo perché mai siano state oscurate cinque delle sei pagine della delibera”.

Lo dihiarano Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal, che hanno inviato una nota in merito alla Segreteria della Giunta regionale.

Confindustria Sicilia esprime solidarietà al presidente della Regione, Nello Musumeci, per il grave atto intimidatorio subito. Confindustria condanna ogni atteggiamento violento e ogni forma di sopraffazione. “Certi che gli autori di questo vile gesto saranno individuati dalle forze dell’Ordine – afferma il presidente degli industriali siciliani, Alessandro Albanese – non possiamo che manifestare tutta la nostra vicinanza al governatore Musumeci, ribadendo la necessità di perseguire sempre la via del dialogo e mai quella dell’odio e della violenza”.