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Le problematiche vertenti, ormai ben note, vista la costanza degli ultimi anni del sindacato, che in varie occasioni ha espresso le criticità del soccorso tecnico urgente in Sicilia, quali; carenza di personale ( 400 unità in tutta la regione) ritardi nei pagamenti straordinario, ritardi nei pagamenti dei buoni pasto ( 7 mesi) autonomia mezzi di colonna mobile in tutta la regione, vista la peculiarità del territorio, piano assunzioni, Precari ed idonei al concorso pubblico 250 posti, nucleo sommozzatori di Catania sottodimensionato di 14 unità, formazione, un secondo MSL ( modulo supporto logistico per le emergenze) e tantissime altre problematiche esposte in questi anni.
Una delegazione di Usb Vigili del fuoco Sicilia, composta da: Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale Usb Vigili del fuoco
Marotta Maurizio, coordinatore provinciale Usb Vigili del fuoco Caltanissetta e termine Massimiliano di Caltanissetta Usb Vigili del fuoco, sono stati ricevuti dal capo di gabinetto del prefetto, dottoressa Spampinato che, ha accolto le richieste e solleciterà il dipartimento ad accogliere tale vertenza.

A Palermo si è costituito il motociclista che, nella tarda serata di sabato scorso, in viale Paolo Orsi, ha investito e ucciso un uomo senza fissa dimora, intento ad attraversare la strada, e poi è fuggito senza prestare soccorso. L’uomo, di 35 anni, si è presentato al palazzo di giustizia ed è stato interrogato dal sostituto, Andrea Palmieri, a cui ha raccontato che è scappato perché terrorizzato da quanto accaduto. Il magistrato ha disposto il sequestro della moto. Non sono state adottate, per il momento, misure cautelari nei suoi confronti. Risulta iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale ma a piede libero.

Dopo i 16 arresti di ieri nel mandamento di Ciaculli – Brancaccio, oggi altro blitz antimafia a Palermo, ancora ad opera dei Carabinieri del Comando provinciale, capitanati dal generale Arturo Guarino. Sette indagati sono stati ristretti in carcere, e uno ai domiciliari, su ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Lorenzo Jannelli. Gli otto sono ritenuti componenti del mandamento mafioso di “Tommaso Natale”, e gli si contestano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni aggravate e danneggiamento seguito da incendio. L’inchiesta, coordinata da un pool di magistrati della Procura antimafia diretto dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, ruota intorno al presunto boss Giulio Caporrimo. I Carabinieri hanno accertato 11 estorsioni e 2 tentativi non conclusi. Solo in due casi le vittime hanno denunciato spontaneamente le pressioni subite. Le pretese estorsive sono state sostenute anche con diverse intimidazioni, soprattutto attentati incendiari, ad esempio a danno di un esercizio commerciale di Sferracavallo. Gli incendi sarebbero stati perpetrati anche contro imprese concorrenti, scalzando così la concorrenza per aggiudicarsi degli appalti. Ad esempio un attentato incendiario è stato compiuto in un cantiere edile per la costruzione della rete fognaria sempre a Sferracavallo. Inoltre, la cosca ha guadagnato anche tramite i cosiddetti “cavalli di ritorno”, ovvero il denaro ottenuto per la restituzione di veicoli rubati.

Due nuove “zone rosse” in Sicilia. Si tratta di Caltabellotta e Favara, entrambe in provincia di Agrigento. A prevederle un’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, a seguito dell’aumento considerevole di positivi al Covid. Il provvedimento, varato a seguito delle note dell’Azienda sanitaria provinciale e dei sindaci dei due Comuni, sarà in vigore dal 22 al 29 luglio.

A Palermo Polizia e Carabinieri, su delega della Procura, hanno sottoposto a provvedimento di fermo di indiziato di delitto 16 indagati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata del metodo mafioso. Le indagini, in corso da due anni, hanno interessato il mandamento mafioso di Brancaccio-Ciaculli, capeggiato dalla storica famiglia dei Greco. L’inchiesta ha svelato gli organigrammi delle famiglie mafiose di Roccella e di Brancaccio, risalendo ai vertici dei clan e ricostruendo 50 episodi estorsivi. Ancora una volta emerge un territorio pesantemente condizionato dalla presenza di Cosa Nostra. Imprenditori e commercianti, prima di avviare le loro attività, attendono l’autorizzazione del referente mafioso della zona. Nessuna vittima del racket ha presentato denuncia alle forze dell’ordine. Tra gli altri è stato arrestato Giuseppe Greco, 63 anni, figlio di Salvatore Greco “Il senatore”, cugino di Leandro Greco, nipote di Michele Greco “Il papa”, presunto referente della Commissione provinciale di Cosa Nostra e capo mandamento di Ciaculli, già arrestato due anni addietro. I clan, oltre che nelle estorsioni, sarebbero stati impegnati nella compravendita di terreni e immobili, e nella gestione del mercato della droga, rifornendosi anche dalla ‘ndrangheta calabrese. Inoltre, sono stati accertati rapporti con Cosa Nostra americana.

 

Variante Delta all’hub vaccinale della Fiera, tracciata e sequenziata su due componenti del personale sanitario che opera lì. Lo conferma lo stesso commissario Covid, Renato Costa: “Si tratta di due medici contagiati. Uno in pianta stabile, uno che è venuto qua qualche volta a vaccinare. Hanno preso la variante Delta, già sequenziata. Ma la notizia da sottolineare, secondo me, è questa: stanno bene e non hanno contagiato quelli con cui erano in contatto”.

Nelle parole del commissario si cerca di dare la proporzione delle cose, secondo quello che già sappiamo. La variante Delta è contagiosissima, ha una capacità di diffusione massima in tempi brevi. “Però – sottolinea Costa – se questi colleghi stanno bene, come dicevo, e tra poco potrebbero essere negativi, visto che l’episodio risale a giorni fa, significa che il vaccino fa il suo dovere dal punto di vista dei sintomi e dei contagi: nessuno dei loro contatti stretti ha preso il Covid. E sono stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza”.

Adesso, si deve capire quali spostamenti o eventuali viaggi abbiano provocato la positività.Se ci sono stati, come è possibile, soggiorni all’estero e soprattutto bisognerà vedere se i controlli abbiano funzionato a dovere o se c’è stata qualche smagliatura nel nostro cordone sanitario.

E’ una precisazione autorevole quella del dottore Costa che, però, non eviterà l’aumento dell’inquietudine, da un lato, e, dall’altro, le polemiche dell’agguerritissimo fronte no vax che in Sicilia sembra particolarmente diffuso, considerato che c’è una larga fetta di siciliani che ha scelto, consapevolmente, di non vaccinarsi.

Novità di rilievo sono emerse nell’ambito del caso della bambina di 11 anni e del neonato di 2 mesi ricoverati in gravi condizioni a Palermo perché affetti dal coronavirus. E’ il presidente della Regione, Nello Musumeci, a rivelare tali novità. Innanzitutto il neonato di 2 mesi, contrariamente a quanto inizialmente trapelato, è una bambina, partorita da una madre positiva. Ed è intubata all’ospedale “Cervello”. La bambina di 11 anni, invece, ha la sorella che è stata a lungo in Spagna, e i genitori sono no-vax, ovvero contrari al vaccino. Lei è intubata all’ospedale pediatrico “Di Cristina”.

Dalla città di Palermo, arriva un riconoscimento ed anche una espressione di gratitudine dinanzi al prezzo di vite umane pagato nella lunga storia della Polizia di Stato a Palermo oltre che un apprezzamento per l’instancabile impegno con cui i poliziotti quotidianamente lavorano per contrastate i fenomeni criminali. Per questo oggi, nel giorno in cui ricorre il 29esimo anniversario della morte di Borsellino e degli uomini della sua scolta, il Sindaco di Palermo in accordo con il Questore, ha deciso di conferire la Cittadinanza Onoraria di Palermo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Questo riconoscimento sancisce così un legame indelebile, inciso nella dolorosa storia della città, che si intreccia con quella dei caduti, servitori dello stato che hanno prestato con onore il servizio, fino alla morte.

 

 

Palermo ricorda oggi Paolo Borsellino e i cinque componenti della scorta uccisi 29 anni fa nell’attentato di via D’Amelio. Nel fitto programma anche il segretario del Pd, Enrico Letta, che a Palermo partecipa al primo appuntamento nazionale delle tre pre-Agorà Democratiche.

Nel pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando conferirà la cittadinanza onoraria alla polizia di Stato indicata come “simbolo di unione tra la città di Palermo e coloro che con professionalità difendono e hanno difeso i valori della giustizia, della legalità e della libertà, anche con il sacrificio della vita”. Il riconoscimento sarà consegnato al capo della polizia Lamberto Giannini.
Due dei tre figli del magistrato, Lucia e Fiammetta Borsellino, non saranno in alcuno degli appuntamenti. Lucia resterà a Roma, dove vive. Fiammetta, che ha sempre alzato la sua voce contro le grandi bugie della vicenda giudiziaria definita dalla Cassazione come la più colossale operazione di depistaggio, ha già lasciato Palermo. Non è però una scelta polemica, almeno ufficialmente. Nel solco di una tradizione familiare di basso profilo, Fiammetta Borsellino ha spiegato: “Lascio che in questa occasione siano gli altri, la gente e chiunque ne avverta il bisogno, a ricordare e a riflettere. Io lo faccio sempre incontrando i giovani e andando nelle scuole”. La gran parte delle iniziative si terranno in via D’Amelio davanti all’albero della pace
Nel programma anche musiche, cerimonie, una messa celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice, deposizioni di fiori alle sepolture di Borsellino e degli agenti Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano. L’agente Emanuela Loi è sepolta in Sardegna.

Il Tribunale di Palermo ha disposto il giudizio immediato, quindi subito il processo scavalcando il filtro dell’udienza preliminare allorchè ricorre l’evidenza della prova, a carico dei tre imputati del naufragio della “Nuova Iside” a Terrasini. Si tratta del sottoufficiale di coperta Giuseppe Caratozzolo, il comandante Gioacchino Costigliola, e il timoniere Mihai Jorascu. I tre, che sono stati parte dell’equipaggio della petroliera “Vulcanello”, sarebbero responsabili dell’affondamento del peschereccio di Terrasini, “Nuova Iside”, che provocò la morte di Matteo, Giuseppe e Vito Lo Iacono. La causa dell’affondamento è stata una collisione, accertata grazie alla scatola nera e a varie indagini info-tecniche. Il peschereccio affondò il 12 maggio del 2020 a largo di San Vito Lo Capo. La Guardia Costiera recuperò due dei tre membri dell’equipaggio, Matteo e Giuseppe. Oltre un mese dopo è stato invece rinvenuto sulla spiaggia di Gioia Tauro in Calabria il corpo del terzo pescatore, Vito. La prima udienza è in calendario il 2 novembre.