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Caro direttore, le inviamo questo documento per informarla dello stato di salute dei suoi vigili del fuoco, i vigili del fuoco siciliani,

Il territorio Siciliano, come più volte espresso, con varie missive, soffre una cronica carenza di personale operativo e amministrativo (più di 300 unità, con piante organiche ormai datate da un ventennio, la foto attuale, vedrebbe un aumento di cinquanta unità a vario titolo) in tutta la Sicilia “ Catania, Messina, Enna, e isole minori, soffrono una carenza abnorme, con punte di carenze che si aggirano sul 40% di carenza”.

La realtà operativa siciliana è tra le più complesse d’Italia, per la presenza di insediamenti industriali di terziario avanzato, di aeroporti di varie categorie (Catania è il quarto in Italia per traffico passeggeri e merci) e in ambito Portuale diversi porti con un consistente traffico di passeggeri e merci, gli impianti petrolchimici, il polo Siracusano (Agusta, Priolo e Melilli) in aggiunta agli impianti di lavorazione e stoccaggio di Gela e di Milazzo costituiscono rischi non indifferenti ( è necessario un aumento di organico sui porti di Messina, vista anche la problematica”Stromboli” sarebbe pragmatica anche l’apertura di Gela porto, ex novo.) Altra componente da non dimenticare, è il nucleo sommozzatori di Catania, ha subito continui spostamenti di sede( l’ultima doveva essere in collina) con un organico carente di 14 unità, Nucleo che copre un territorio di oltre due milioni di abitanti, tra i primi in Italia come interventi ed estensione di territorio, continua ad essere snobbato a scapito di noi tutti, ma sul comando di Catania il problema comincia a diventare veramente paradossale! Il 40% di carenze, è proprio nella città metropolitana catanese. Ricordiamo il prezzo enorme in vite umane negli ultimi anni “6” Ed intanto continua ad essere saccheggiato, entro l’anno leveranno altre unità!

L’alto rischio idrogeologico”I rapporti annuali della protezione civile regionale sul rischio idraulico della regione parlano chiaro” le stime sugli eventi e i danni sono in continuo crescendo. Mediamente, dei fondi messi a disposizione dalla UE per gli interventi di manutenzione del territorio siciliano, né sono stati utilizzati solo il 20% e i fatti purtroppo, ci raccontano una triste e lunga serie di eventi catastrofici e si dovrebbe voltare pagina con“ Prevenzione – Previsione e messa in Sicurezza- “.

La Sicilia oltre ad avere sul territorio il più grande vulcano europeo emerso, cioè l’Etna ha anche lo Stromboli e una serie di vulcani sottomarini, tra i più grandi e attivi, ricordiamo il vulcano Empedocle a sud nel mar di Sicilia, e il vulcano Marsili a nord nel mar Tirreno potenzialmente pericoloso. Indubbiamente le attività vulcaniche sono strettamente collegate e provocano attività sismiche anche di importanza rilevante (l’ultimo a dicembre 2018), negli ultimi 120 anni ; 1908 Messina 7.2 Richter; 1911 Giarre 5.2 Richter; 1914, Linera 5.3 R; 1940 Villabate 5.3 R, 1967;  Capizzi -Mistretta 5.9 R; 1968, Valle del Belice 6.2 R; 1975, Messina 5.3 R, 1978; Golfo di Patti, 6.1 R, 1990; Augusta 5.7 R; 2002, Ustica mar Tirreno 5.6 R; 2016, Mar Tirreno meridionale, PalermoUstica 5.7 R; 2018, provincia di Catania 4.6 R ; 2018, Etna 4.8 R.

Una serie di isole minori, non sempre facilmente raggiungibili, tra cui Lampedusa, la quale risulta la più problematica e di importanza strategica, perché famosa per essere la porta d’Europa.

Le campagne estive e boschive. Gli incendi di sterpaglie sono ormai diventati una consuetudine, il picco si concentra nei mesi estivi, fenomeno oramai denominato come “campagna estiva” sommata alla campagna boschiva (AIB), ogni anno si contano 82.000 interventi circa. Questa pesante realtà, aggiunta agli ordinari interventi, mette in crisi il sistema di soccorso sempre e solo a carico delle stesse unità operative “ 300 in meno, con picchi del 40% in comandi cardine oltre i 500 se si riclassificano le sedi”.

Se a tutto ciò aggiungiamo il deficit cronico della rete viaria regionale – ricordiamo che i maggiori assi autostradali che collegano le varie città siciliane, a causa dei numerosi cantieri o strade vetuste e non idonee ai tempi, costituiscono un ostacolo al traffico veicolare ( l’interruzione causerebbe non pochi problemi). Stesso problema ed ormai improcrastinabile è, lo stato delle strade provinciali. Sembra pleonastico ricordare che la Sicilia è un’isola, anche se piccola la distanza con la costa calabrese, non sempre le condizioni meteo marine sono favorevoli, ma noi dobbiamo pensare anche al peggio ovviamente, non possiamo dipendere da altri in condizioni di emergenza, infatti, tale caratteristica non ci accomuna alle altre regioni italiane, che invece possono trovare l’appoggio in tempestività delle colonne mobili regionali limitrofe in  tempi veramente celeri , qualora ne avessero la necessità.

La  professionalità e l’abnegazione dei Vigili del fuoco siciliani, quando vengono chiamati in causa, è encomiabile! Si trovano sempre pronti,con la massima  professionalità a supporto di chiede aiuto! La realtà però è evidente; il dispositivo di soccorso siciliano necessita di  urgenti interventi.

La  richiesta è una conseguenza dettata dall’evoluzione e la crescita del territorio, diverse tipologie di intervento, per cui la risposta a tutti i tipi di eventi legati al soccorso tecnico urgente, deve essere assolutamente in autonomia e indipendenza, con investimenti importanti: mezzi, attrezzature, strutture, formazione, apertura nuove sedi, e riclassificazione di quelle con maggior numero di interventi.

L’espressione  “Emergenza” in Sicilia ormai è diventata una amara realtà  ( non va meglio nel resto d’Italia) ed è diventato ordinario straordinario per i vigili del fuoco “ il Covid-19 l’ultimo esempio che stiamo vivendo, l’emergenza incendi potrebbe causare ulteriori problemi se non si attivano le squadre boschive.

La nostra, è una professione “altamente usurante” atipica.

Una professione come quella del vigile del fuoco, dovrebbe essere riconosciuta come” SPECIALE” invece, come è ormai noto, non siamo coperti neppure da parametri INAIL.

Ricordando la media europea di, 1 VF ogni 1.500 abitanti, contro 1 VF ogni 15.000 mediamente in Italia.

A nostro  parere, riteniamo urgente  la modifica delle piante organiche( operativi ed amministrativi), in relazione al numero di interventi, alle caratteristiche, distanze e rischi correlati al territorio come ad esempio: sismicità, vulcanico, idrogeologico, boschivo, culturale.

Negli anni, i vari settori, a causa dei pensionamenti e concorsi,  hanno causato una  pesante sofferenza, creando vuoti non indifferenti.

Invece, per quanto riguarda la situazione automezzi di soccorso e di istituto su scala regionale risulta in gran parte vetusto e carente( qualcosa sta arrivando, ma non colma assolutamente la vetustà che attualmente soffrono diversi comandi della Sicilia, spesso gli automezzi arrivano privi di attrezzatura). Le numerose attività  e gli interventi  a cui sono sottoposti, in maggioranza APS, ABP, AS, AG e CA, sono causa di continui guasti, le manutenzioni continue, sono una  pesante ricaduta nella gestione dei servizi ( ricordando che, le officine ormai non hanno più voglia di aspettare che l’amministrazione paghi dopo, giorni, mesi o, addirittura anni !. anche se la convenzione regionale ha portato in Sicilia numerosi mezzi, e di questo ne siamo soddisfatti, ma le problematiche riamngono.

Chiediamo un serio intervento per il completamento e la dislocazione in diverse zone del territorio di Attrezzature speciali, carro UAMA ( visto all’opera nel sisma di Santo Stefano, arrivato da Napoli ma, è previsto anche in Sicilia(CT) e pensando alle moderne soluzione logistiche oggi in uso in altre regioni, i moduli supporto logistico (MSL, modulo supporto logistico) attualmente dislocato a Palermo ma è in arrivo un secondo ( doveva essere assegnato a Catania) che sarà sempre dislocato nel territorio di Palermo, cosa che ci lascia perplessi, non può un solo comando intervenire su tutta la Sicilia, . Una attenta analisi va fatta.

Per quanto riguarda il  settore aeroportuale della Sicilia, in cui vi sono 6 aeroporti che vanno dalla settima alla nona categoria, dove il nostro personale garantisce soccorso e lotta antincendio, con un parco automezzi che necessità di adeguata manutenzione ( pochi fondi, mezzi fermi).

Invece non è migliora la situazione mezzi nautici, spesso i nuclei portuali, sono senza imbarcazione, è auspicabile migliorare la dotazione di mezzi leggeri (gommoni e imbarcazioni idonee) e la dotazione di mezzi alluvionali nei comandi che ricadono in zone a forte rischio di eventi alluvionali, ribadiamo che è ormai improcrastinabile l’investimento su nuovi mezzi.

Le situazione sedi di servizio Siciliane è un’altro punto critico: La maggior parte essendo vecchie costruzioni non sono in regola con i criteri ambientali e adeguamenti energetici in vigore in materia edilizia. Quasi tutte le sedi centrali dei Comandi ma anche parecchi distaccamenti sono in precarie condizioni igienico-sanitarie. Intonaci pericolanti e/o strutture parzialmente danneggiate  a causa di infiltrazioni di acqua, impianti elettrici, idrici, sanitari, riscaldamento e condizionamento, di vecchia concezione, pertanto molto dispendiosi riguardo gli interventi manutentivi. Bisognerebbe pensare a soluzioni per l’adeguamento degli immobili.

Alcune sedi aeroportuali necessitano  di adeguata manutenzione ( Catania, Vincenzo Bellini, vedi Lampedusa e Trapani Birgi).

Oltre ai problemi legati alle strutture, la rete delle sedi dislocate sul territorio regionale, sovente non collega i luoghi di propria competenza, nei famosi 20 minuti, tempi stabiliti, a causa della particolare morfologia territoriale; altresì,  ricordiamo i distaccamenti già decretati ma non ancora aperti (Roccalumera Me, Agrigento Nord, Palagonia Ct, Messina Sud) mentre alcune necessitano di un aumento di categoria (Milazzo Me, Lentini e Augusta Sr… Acireale, Paternò, Caltagirone, Riposto,CT,  ) attualmente l’unico distaccamento siciliano di categoria SD5 “54 unità a fronte delle 28 teoriche” ( gli organici sono al di sotto delle piante organiche teoriche) si trova a Gela nel nisseno e riteniamo che dovrebbero avere la stessa categoria molti distaccamenti: Milazzo Me; dove insistono sul territorio diversi impianti di lavorazione e stoccaggio. Augusta e Lentini; per la presenza del polo petrolchimico siracusano. Acireale; per il rischio sismico e numero di interventi. Caltagirone; per distanza e interventi effettuati. Riposto; porto turistico, rischio sismico ed idrogeologico con elevato numero di interventi. Paternò; rischio sismico e numero di  interventi e moltissime  altre sedi permanenti tra cui il nucleo sommozzatori di Catania, meritano un attenzione particolare.

Le difficoltà e tantissime problematiche ataviche, ci rendiamo conto che non sono risolvibili nell’immediato, gli ultimi 2 anni in Sicilia sicuramente hanno fatto presagire un cambiamento, una presa di posizione anche da parte della direzione regionale, pertanto, nell’augurarle un bentornato in Sicilia, ci auspichiamo di poter vedere un territorio così importante e con peculiarità uniche di essere messo in condizione di essere autonomamente in grado di poter gestire qualsiasi tipo di emergenza in ogni comando isolano.

Il Consiglio regionale dell’ANCI Sicilia chiede  un incontro urgente all’Assessore regionale per la Sanità, Ruggero Razza e la convocazione delle conferenze provinciali per sollecitare un  maggiore coinvolgimento delle autonomie locali sulle recenti scelte fatte dal Governo regionale in ambito sanitario che hanno prodotto profonde ripercussioni sul pregresso assetto dei territori, anche a causa dell’emergenza da COVID-19 e notevoli disagi a intere comunità. Questo è emerso nel corso dell’incontro degli Organi dell’Associazione dei Comuni siciliani svoltosi oggi pomeriggio in videoconferenza.

Il direttore del Parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento, Giuseppe Parello, annunciava qualche anno fa una nuova campagna di scavi per il teatro ellenistico della durata di tre settimane. Gli scavi saranno un cantiere aperto con visite pubbliche fino al 14 luglio.

Il sito archeologico più grande del mondo, patrimonio dell’umanità dichiarato dall’Unesco, abbandonato a se stesso. Corrisponde all’antica Akragas, maestoso nucleo originario della città di Agrigento, oggi sede del parco archeologico regionale.

Il Governo Musumeci dimostra sempre di essere inefficiente e incurante delle grandi risorse possedute dalla Sicilia. Arreca un ulteriore danno alla Cultura della Sicilia e all’economia dei Siciliani.

Erano stati stanziati 2 milioni di euro, per portar alla luce uno dei più importanti rinvenimenti archeologici del Pianeta degli ultimi anni: “Il teatro ellenistico” di Agrigento. Questo avrebbe portato a grandi benefici economici non solo nell’Agrigentino ma in tutta l’Isola.

Il governo Musumeci dichiara di non avere i soldi necessari per il rinvenimento e, quindi, può restare sotto terra. L’Ente Parco è stato costretto a ripiegare su un progetto più piccolo, 250 mila euro, che possa per lo meno portare alla luce una parte minima del teatro nella speranza di una Fase 2, qualora Musumeci e il suo Governo abbiano la bontà di ritenere utile per i Siciliani, per la nostra economia e per il Mondo l’importante reperto.

Ogni anno, oltre mezzo milione di persone visita quello che rappresenta uno dei più importanti siti archeologici del mondo, bene culturale della penisola che potrebbe dare ancora più slanci nel settore del turismo.

Ma mi permetto di dubitarne poiché l’iniziativa ricade anche sull’assessorato alla Cultura e alla Identità dei Siciliani. Ricordate quell’assessorato che Musumeci ha avuto la sensibilità di affidare a Salvini e di conseguenza a un leghista siciliano? Una scelta che ha profondamente indignato gran parte dei Siciliani di ogni orientamento politico e che ha dato vita a una manifestazione di protesta il 2 giugno a Palermo.

Sono queste le capacità e l’interesse del nuovo assessore? È così che lavora per potenziare l’attrattiva della Sicilia per i turisti? Perché non ha scomodato il suo capo, Salvini, per chiedergli aiuto e fare in modo di stanziare di più? Ovviamente perché non hanno alcun interesse e, l’assessore non me ne voglia, perché è stata ceduta una delega soltanto per fini politici.

Infatti, anche a causa dell’incapacità dei nostri politici siciliani e dello stesso Musumeci, la Sicilia attrae solo una piccola parte insignificante del turismo straniero. Nel 2018 (ma è sempre stato così) la Sicilia ha accolto 5,118 milioni di turisti stranieri. Milano, che ha solo il Duomo, ha ricevuto 9 milioni di stranieri.

Questo per due motivi: i nostri politici non hanno mai attuato progetti per il turismo e per le difficoltà obiettive di raggiungere la Sicilia (scarsezza degli aeroporti e costi eccessivi).

Questa iniziativa passa attraverso la creazione di gruppi di esperti di varie categorie che lavorino per favorire l’incontro tra PMI siciliane e operatori stranieri non solo per il Turismo ma esteso a ogni settore: l’agroalimentare, la moda, i cosmetici etc.

Mi chiedo, visto che Musumeci è così attratto da Salvini, invece di preoccuparsi solo di un’alleanza finalizzata a qualche posto al Parlamento, perché non copia le iniziative che adottano i Lombardi visto che spontaneamente non è capace?

O forse non sa nemmeno copiare? Mi e ci chiediamo, dove sono finiti i soldi stanziati?

Enzo Maiorana (Vicepresidente di Unità Siciliana)

“Caltagirone commissario al Policinico di Palermo?  Assurdo. Pensasse prima a fare bene all’Asp di Caltanissetta, da dove ci arrivano lamentale a iosa. Affidare a un uomo solo importantissimi incarichi ai vertici di due strutture strategiche nell’economia della sanità siciliana  è un errore madornale”.

Lo affermano i deputati del M5S, componenti della commissione Salute dell’Ars, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

“Anche questa nomina, come tante altre – affermano i deputati –  è figlia dell’incapacità del governo Musumeci  di riuscire a prendere decisioni nell’interesse della collettività e non delle convenienze del momento”.

Domenica 5 luglio e tutte le prime domeniche del mese i musei, i parchi archeologici e gli altri luoghi della cultura della Sicilia resteranno aperti al pubblico gratuitamente per favorire la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio dei beni culturali regionale.

La cultura non ha prezzo – dice l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – e deve essere sempre più accessibile a tutti. Per dare maggiore impulso e slancio alla ripartenza dopo la stasi determinata dall’emergenza Covid abbiamo lanciato #Laculturariparte e riaperto gratuitamente per nove giorni i siti della Regione con un’adesione da parte dei siciliani che ci ha confortato nella volontà di proseguire sulla strada di favorire iniziative volte all’educazione alla bellezza. Oltre 40 mila presenze registrate in pochi giorni, nonostante le limitazioni dovute al contingentamento degli accessi, rappresentano una base su cui il Governo Musumeci intende avviare una riflessione per rendere sempre più accessibile e possibile a tutti l’esperienza culturale”.

 Su impulso dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, infatti, i Parchi archeologici della Sicilia, i musei i parchi e gli altri luoghi della cultura si stanno progressivamente aprendo al territorio ospitando iniziative culturali e artistiche.

Credo che questa pandemia abbia fatto comprendere a tutti noi – dice l’Assessore Samonà – come non sia possibile immaginare uno sviluppo della società che prescinda dal recupero della dimensione spirituale e creativa dell’essere umano. Musei, parchi archeologici e luoghi che custodiscono il pensiero e la bellezza sono imprescindibili se vogliamo costruire una società a misura d’uomo in cui progresso e sviluppo economico siano compatibili con una crescita equilibrata e sana. In questo senso custodire e valorizzare la cultura vuol dire renderla ”appetibile”, familiare, comprensibile e condivisa. Se torneremo a frequentare i musei e i parchi come frequentiamo i cinema e i bar avremo fatto un grande regalo a ciascuno di noi e all’umanità tutta”.

«La Regione Siciliana ha mantenuto contatti continui con la prefettura di Siracusa e il Comune di Noto. Abbiamo chiesto congiuntamente con il sindaco un forte potenziamento di controlli perché l’
area in cui si trovano alloggiati i migranti, che è isolata fuori dal contesto urbano, sia adeguatamente presidiata. Chiedo al ministro dell’Interno di attuare un diverso Protocollo di gestione perché nessuno può permettersi che le nostre città finiscano in pasto alla comunicazione negativa solo per aver deciso di non attendere i risultati dei tamponi a bordo o, come continua a chiedere la Sicilia, individuando altre navi per la quarantena obbligatoria».

Lo dichiara il presidente il governatore dell’Isola Nello Musumeci.

«Abbiamo pagato – prosegue il presidente – un prezzo troppo alto per rendere pubblicità negativa al nostro territorio, il cui turismo va accompagnato alla ripresa. Chiedo e pretendo maggiore attenzione. Al momento abbiamo città sicure, a partire proprio da Noto, e ci siamo dedicati al protocollo “SiciliaSiCura” con grande impegno per tutelare il turismo e i nostri cittadini. Nessuno può e deve metterci a rischio».

Aggiudicati i lavori per il recupero e la riqualificazione di Borgo Bonsignore a Ribera, nell’Agrigentino. Le opere, finanziate dalla Regione Siciliana con 2,2 milioni di euro, saranno avviate entro ottobre.
«E’ l’inizio – commenta il governatore Nello Musumeci – della prima di quattro riqualificazioni che dà seguito a una norma votata dall’Ars nel 2014 e rimasta inattuata. Un recupero non solo dell’identità culturale e di un patrimonio vincolato, ma anche un investimento per il turismo legato alla campagna».
I lavori, che consentiranno il ripristino dell’impianto originario, prevedono anche la realizzazione di uno spazio culturale in cui sarà raccontata, attraverso antichi filmati dell’Istituto Luce e fotografie d’epoca, la storia e la vita della borgata.
«Il recupero di Borgo Bonsignore – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – realizza la volontà del governo Musumeci di salvaguardare la storia più recente dell’Isola e, in particolare, la memoria di un’esperienza interessante e poco conosciuta, che va letta sotto molteplici aspetti, non ultimo quello urbanistico, architettonico e artistico. Sul recupero di Borgo Bonsignore – aggiunge l’assessore – la soprintendenza dei Beni culturali di Agrigento ha posto l’attenzione avviando, sin dal 2017, la procedura di “dichiarazione di interesse culturale”. L’architettura dei borghi rurali riflette la complessità del panorama architettonico italiano degli anni Trenta, in cui convivevano le istanze del razionalismo europeo più rigoroso, con il cosiddetto stile “Novecento” che perseguiva una rilettura della tradizione».

“Quello dello stop degli Assistenti igienico personali è un problema gravissimo, che va risolto con celerità. Per tale motivo, anche a seguito delle preoccupazioni a me espresse da parte di dirigenti scolastici, ho chiesto un incontro con l’Assessore regionale alla Famiglia, Antonio Scavone e contestualmente, la convocazione della Commissione Parlamentare con delega ai Servizi Sociali e alla Famiglia”. Lo afferma il deputato di Forza Italia all’Ars, on. Mario Caputo, che dopo avere incontrato una delegazione di genitori fortemente preoccupati per il futuro scolastico dei loro figli ha immediatamente contattato l’assessore Scavone e il Presidente della Commissione Affari Sociali, on. Luca Sammartino.

“Mi  rendo conto che si tratta di una vicenda che parte dal Governo nazionale – conclude Caputo – ma è certo che la Regione non può non affrontare e risolvere il grave problema che rischia alla apertura delle scuole di non potere assicurare un servizio fondamentale per gli studenti. Ho avuto assicurazioni da parte dell’ass. Scavone che si attiverà per garantire la prosecuzione del servizio con personale specializzato, ricorrendo a dei voucher che possono essere utilizzati a tutela dei livelli occupazionali. La prossima settimana, inoltre lo incontrerò con una delegazione di dirigenti scolastici e con  alcuni rappresentanti di famiglie che vivono il timore di perdere un servizio assistenziale fondamentale. A tal proposito ringrazio pubblicamente l’ass. Scavone per l’immediata disponibilità. Attendo anche la convocazione della Commissione parlamentare per valutare le iniziative legislative da adottate per assicurare la prosecuzione del servizio scolastico”.

Lunedì 13 luglio il viadotto Petrusa, lungo la strada statale siciliana 122 che collega la città di Favara al capoluogo agrigentino, verrà riaperto al transito.

A comunicarlo è il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, che lunedì 13 luglio si recherà sul posto per la consegna e l’apertura del nuovo viadotto.

“Finalmente è arrivato il momento di consegnare quest’importante opera ai cittadini – commenta il vice ministro Cancelleri – e ridare dignità a un territorio bellissimo che, purtroppo, soffre un isolamento dovuto ad anni di carenza e abbandono infrastrutturale. Riaprire questo viadotto – continua Cancelleri – oltre a riunire i cittadini di Favara e Agrigento, ricuce un tratto fondamentale della rete viaria di quel territorio, perché ripristina finalmente la viabilità anche dell’autostrada 640 che da Agrigento porta a Caltanissetta.

Un altro importante risultato che sono ben lieto di consegnare a questo territorio – conclude Cancelleri. Un territorio al quale sono molto affezionato e dove, con spirito fattivo e di collaborazione, assieme ai sindaci della provincia e al cartello sociale guidato da don Mario, con il prezioso coordinamento del Prefetto, da qualche mese abbiamo istituito un tavolo permanente, proprio per dare maggiore spinta ai lavori in corso e in programma su tutta l’area dell’agrigentino. Perché, dopo il viadotto Petrusa, c’è ancora tanto lavoro da fare”.

Presieduta dell’ On. Giusy Savarino, si è tenuta ieri l’audizione in IV Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana sulla problematica degli incendi, sollevata a seguito del disastro avvenuto nelle settimane scorse al bosco di Magaggiari nel Belice.

A caldeggiare e organizzare l’incontro è stata la sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, che è anche parlamentare regionale, la quale ha introdotto l’argomento con la sua capacità di chiarezza e schiettezza.

È intervenuta quindi l’onorevole Valentina Palmeri che ha inquadrato le competenze, espresso le preoccupazioni della politica e indicato soluzioni.

Ma grande passione ha espresso il comandante del Corpo Forestale distaccato a Sambuca di Sicilia, Pasquale Maggio, che ha lamentato la scarsezza di personale e la necessità di riorganizzare il sistema di prevenzione e spegnimento degli incendi in Sicilia.

Insieme all’on. Margherita La Rocca, per l’Unione dei Comuni Terre Sicane, sono intervenuti anche i sindaci di Menfi, Marilena Mauceri, e di Santa Margherita Belice, Leonardo Ciaccio, che hanno sottolineato la necessità di rafforzare con mirate assunzioni il personale antincendio, di anticipare di almeno 15 giorni la predisposizione del sistema, ed ancora telecamere, droni e controllo delle cellule dei telefoni al fine di individuare i piromani.

È stata quindi la volta di Giuseppe Mazzotta, Presidente del WWF Sicilia Area Mediterranea, che ha ribadito i contenuti del documento prodotto dalla sua organizzazione per contrastare gli incendi in Sicilia con provvedimenti chiari e concreti. Provvedimenti, scritti nero su bianco, che sono strutturali, a breve e medio termine, immediati e di emergenza.

A seguire, e in chiusura, è intervenuto l’Assessore al Territorio Ambiente, Salvatore Cordaro, da cui dipende il Corpo Forestale, rappresentando le difficoltà formali (mancanza di codice Ateco) che hanno impedito l’ottimizzazione tempistica del sistema antincendio. Ha annunciato lo sblocco a breve del “Progetto Dorsale” per l’installazione di telecamere a infrarossi nei punti strategici.

A lavori conclusi, il Presidente del WWF Sicilia Area Mediterranea, Giuseppe Mazzotta, ha dichiarato di sentirsi parzialmente soddisfatto dei risultati della riunione, per l’attenzione ricevuta al violento grido di allarme lanciato all’indomani dell’incendio del bosco del Magaggiaro, che aveva prodotto persino la richiesta di una taglia per i piromani. “È chiaro che si tratta ancora di parole, mentre i fatti restano lontani dall’essere concretizzati. Serve una normalizzazione del sistema, facendo ciò che è necessario fare, nei tempi e nei modi in cui le leggi prevedono ed evitando di trovare sempre scuse per rinviare e complicare ciò che bisogna fare. Rinverdire e rafforzare il Corpo Forestale, il cui personale si sta esaurendo, creare una stabile struttura che si occupi di prevenzione incendi, sia predisponendo gli atti, sia con la presenza sul campo. Abbiamo prodotto un documento dove tutto ciò sta scritto, facendo proposte anche per intervenire nell’immediatezza. Serve creare una rete per diffondere una cultura del bene comune, che stenta a crescere e insinuarsi nella società e che non è altro che civiltà. Civiltà che si può sollecitare attraverso azioni concrete sul territorio, che abbiamo proposto mettendoci a disposizione delle Amministrazioni comunali, con le quali speriamo di organizzare quanto abbiamo proposto e che abbiamo messo in un progetto concreto, nero su bianco”.