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L’ex eurodeputata della Lega, Francesca Donato, si candida a sindaco di Palermo alle elezioni Amministrative nella primavera del 2022. Le sue parole: “Voglio offrire un’alternativa ai partiti, ad una politica che segue logiche troppo lontane da quelle dei cittadini. Pongo la mia esperienza, il mio impegno a servizio della città di Palermo come candidato sindaco indipendente. La mia candidatura a sindaco e la mia lista saranno uno strumento per dare voce e ruolo nelle istituzioni per tutti i cittadini che vogliono mettersi in gioco e che hanno un’idea diversa di politica. Chiedo ai cittadini di costruire insieme un progetto per far rinascere Palermo. Per questo motivo sarà prioritario in questa fase l’incontro con le associazioni del territorio, con le categorie produttive e tutti i cittadini di buona volontà per costruire un programma condiviso che abbia come fondamento la difesa dei diritti di tutti”.

“Come accaduto a Catania e come accade anche oggi, ad ogni pioggia, le strade siciliane si allagano e vengono sommerse di fango e detriti. I Comuni, hanno numerosi progetti in attesa di finanziamento e la Regione, come avviene per gli incendi, corre ai ripari piuttosto che prevenire”. Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle chiede alla Regione Siciliana che vengano manutenzionate le strade e svolti gli opportuni interventi per prevenire le alluvioni e gli allagamenti di interi paesi: “Oggi con una bomba d’acqua i paesi della provincia di Agrigento si trovano senza collegamenti con il capoluogo, isolati. La Regione rimane inerme – aggiunge Cimino – senza effettuare gli opportuni interventi, con progetti che sono in attesa di finanziamento da tempo e opere mai realizzate.”

“Anche i più grandi ed entusiasmanti cammini cominciano con i piccoli passi.  E se questo primo piccolo passo verso la modernizzazione del trasporto  ferroviario in Sicilia è stato fatto, lo si deve sicuramente all’impegno del sottosegretario alle Infrastrutture  e mobilità sostenibili  Giancarlo Cancelleri, che su questo versante, come su quello viario, ci sta indiscutibilmente e proficuamente mettendo la faccia. Forse i più distratti dimenticano, o, meglio,  vogliono dimenticare, che la rete ferroviaria isolana è stata completamente abbandonata negli ultimi 50 anni. È ora di cominciare a recuperare il ritardo col resto del Paese, i siciliani hanno gli stessi diritti di tutti gli altri italiani”.

Lo afferma  il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro, a commento della presentazione del servizio Frecciabianca che domenica  prossima prenderà il via  in Sicilia.

“Questo – continua Di Caro – è solo l’inizio di un progetto che dovrà portare in Sicilia i treni Frecciarossa e al recupero dei colpevoli ritardi sulla tratta Trapani via Milo, per il raddoppio della Messina-Catania- Palermo e per il potenziamento della Agrigento-Palermo.  L’attenzione sulla viabilità ferroviaria e anche stradale, con il M5S al governo nazionale è massima e poco alla volta i risultati stanno arrivando, come attestano anche i progressi sulla Catania Ragusa, opera attesa da oltre trent’anni”.

E’ stata disposta l’autopsia sul corpo di Francesco Lauriano, 88 anni, l’anziano di Partinico, in provincia di Palermo, rivenuto senza vita, in una pozza di sangue, in via Marconi, con la testa all’interno del suo garage e la parte restante fuori, accanto alla sua automobile, una Fiat Punto, con lo sportello aperto. Ciò induce a ritenere che lui sia stato sorpreso al rientro a casa, alle spalle. Lauriano è stato ucciso con diverse coltellate e un taglio alla gola. L’uomo, pensionato e benestante, è molto conosciuto perché ha lavorato per tanti anni come tassista, stazionando nella centrale piazza Duomo. Da oltre 30 anni ha convissuto con una compagna, sua coetanea. Dieci anni addietro è stato rapinato in casa. E 5 anni prima ha sostenuto un contenzioso per la proprietà di un appezzamento di terreno.

Il presidente dell’Anci Sicilia, l’Associazione dei Comuni, Leoluca Orlando, interviene a seguito della manifestazione di protesta a Roma, lo scorso 3 novembre, dei sindaci siciliani preda del collasso finanziario degli enti amministrati e impossibilitati ad approvare i bilanci entro il 31 dicembre. Orlando afferma: “Si sta studiando una ipotesi normativa che serva a fare comprendere all’opinione pubblica nazionale che i Comuni siciliani sono le vittime della mancata attuazione dello Statuto siciliano: quella speciale autonomia che doveva servire allo sviluppo della Sicilia ha finito per emarginare i Comuni siciliani rispetto agli altri Comuni d’Italia. La crisi finanziaria dei Comuni è diventata strutturale. E’ una condizione inaccettabile, che certamente non può essere sopportata, e che dipende dalla disattenzione del governo nazionale e di quello regionale”.

I giudici della terza sezione penale del Tribunale di Palermo (presidente Fabrizio La Cascia, a latere Maria Ciringione e Fabrizio Molinari) hanno inflitto una condanna per peculato di tre anni e sei mesi di reclusione a Anna Rosa Corsello, 68 anni, ex dirigente regionale della Formazione.

Per la pubblica accusa, rappresentata da Enrico Bologna, la dirigente Corsello, ora pensionata, avrebbe distratto per le sue prestazioni 37.231 euro dalla Biosphera e 139.977 dalla Multiservizi, le due società a totale capitale regionale, poi confluite nella Sas, azienda di servizi appartenente sempre all’amministrazione di Palazzo d’Orleans. Da dirigente regionale era stata messa a capo di due società a totale capitale regionale (la Biosphera e Multiservizi) con il compito di gestirne la liquidazione. Per l’accusa, avrebbe inserito, fra le pieghe della contabilità, anche suoi compensi per un totale di oltre 160 mila euro a cui, secondo l’accusa, non avrebbe avuto diritto. Operazione non ammessa, aveva sostenuto nel 2016 il pm Luca Battinieri (oggi giudice a Napoli), perché i dipendenti regionali le somme spettanti ai liquidatori dovrebbero versarle all’amministrazione e non dovrebbero avere extra. Tesi contestata dai legali di Corsello, gli avvocati Salvatore Tamburo e Salvatore Modica, che avevano richiamato altri pronunciamenti in casi analoghi.

Arriva, dunque, dopo una serie di assoluzioni per vicende analoghe, la prima condanna per Anna Rosa Corsello.  Con la sentenza di ieri, il giudice La Cascia ha ordinato la «confisca a carico dell’imputata del profitto dei reati di peculato» e, per quanto attiene ai profitti successivi all’entrata in vigore della legge 190 del 2012, la confisca dei beni «per un valore corrispondente». Disposta, pure, la trasmissione di copia della sentenza alla Procura della Corte dei Conti per accertare l’eventuale danno erariale.

“Unipa è per vocazione impegnata nella ricerca per il progresso delle conoscenze, il miglioramento della qualità della vita e per la tutela della salute, ed è a disposizione, con tutte le sue competenze e le sue conoscenze in materia, per contribuire alla produzione di vaccini”.

Lo dichiara il neo Rettore dell’Università di Palerm0, Massimo Midiri, che aggiunge: “Il nostro “ATeN – Advanced Technologies Network Center”, centro di ricerca e sviluppo nel settore delle Biotecnologie applicate alla salute umana che con i suoi quindici laboratori dislocati su 3 mila metri quadrati di superficie e dotati di circa un centinaio di attrezzature più un punto di riferimento fondamentale per nuove idee progettuali e attività di trasferimento tecnologico, ha tutto ciò che serve per essere protagonista in questo contesto”.

“ATeN – sottolinea il rettore – può infatti contare su una disponibilità strumentale all’avanguardia, che comprende una camera bianca di 100 metri quadri, in cui è possibile lavorare in un ambiente a contaminazione controllata, e due bioreattori, uno da 20 e l’altro da 200 litri, e su una competenza scientifico tecnologica e una efficienza produttiva di eccellenza. È stato generato un brevetto, registrato da Abiel srl, spin-off accademico dell’Università di Palermo, per la produzione per molecole specifiche espresse in vettori all’interno di batteri. UniPa occupa una posizione di rilievo nel panorama internazionale della scienza”.

“Lunedì prossimo sarò a Catania per l’inaugurazione del servizio Frecciabianca, il primo freccia in Sicilia. Come ho più volte detto anche in mie passate interviste, l’arrivo dei treni freccia in Sicilia sono un primo passo importante, al quale ne seguiranno altri, tesi a migliorare radicalmente il servizio ferroviario siciliano e i collegamenti con il Nord Italia” così il Sottosegretario al Mims On. Giancarlo Cancelleri annuncia il suo arrivo nell’Isola per il giorno 8 novembre per dare il via, anche nella sua terra, al servizio frecciabianca.
“E’ una Freccia, certamente più performante della stragrande maggioranza dei convogli presenti in Sicilia ed è un segno di buona volontà. Il primo viaggio sarà il 14 novembre e sarà nelle tratte che collegheranno Palermo con Catania e Messina, con fermate intermedie a Caltanissetta ed Enna e poi a destinazione le coincidenze con le navi BluFerries e il Frecciarossa per Milano. La presentazione del servizio di Trenitalia (Gruppo Fs) avverrà lunedì prossimo a Catania, e sarà presente l’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi” precisa Cancelleri ricordando che resta la sua promessa di portare il Frecciarossa, “l’elitè” dell’alta velocità che nel resto d’Italia è già presente da più di 20 anni, anche in Sicilia nel 2024.
“Voglio portare solo risposte ai siciliani, anche a piccoli passi, ma in questo sono determinato più che mai” conclude.

Ammontano ad oltre 312 Euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori e SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), le ricadute che ogni famiglia subirà per colpa dei recenti rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del 19% rispetto all’anno scorso. Secondo l’elaborazione di Federconsumatori, infine, il prezzo della benzina è di 14 centesimi al litro più alto rispetto al prezzo equo (+168 euro l’anno, per automobilista).

A fronte di rincari a doppia cifra, Federconsumatori e SUNIA ritengono che sia essenziale un intervento deciso da parte del Governo nazionale per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti e, di conseguenza, per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini consumatori.

La povertà energetica, cioè la situazione in cui un cittadino non ha abbastanza soldi per pagare le bollette derivanti da un consumo minimo essenziale di energia, è infatti un rischio concreto per sempre più famiglie italiane. Famiglie che, tra le altre cose, a causa del COVID non vengono certo da un periodo di vacche grasse.

Secondo Federconsumatori e SUNIA, quindi, è assolutamente necessario un intervento del Governo italiano in sede europea, affinché vengano messi in atto meccanismi per calmierare i prezzi del gas (e di conseguenza anche dell’energia elettrica, in buona parte prodotta dal gas) in tutto il continente.

Insieme a questo intervento, di lungo termine, il Governo ne dovrebbe attuare un altro, di breve termine: abbassare le accise e rivedere gli oneri di sistema delle bollette, in primis eliminando l’IVA che oggi (in modo paradossale) i consumatori pagano persino sulle altre tasse incluse nella fattura energetica.

“Le spese per l’energia – spiega il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – sono tra le più difficili da evitare per i consumatori: il risparmio energetico è un obiettivo da perseguire, ma comunque i cittadini devono usare la macchina per andare a lavorare, devono riscaldare casa a livelli accettabili, non possono vivere al buio”.

La questione si fa ancor più complessa in Sicilia: “La carenza cronica di mezzi di trasporto collettivo nell’isola – continua La Rosa – impedisce ai siciliani di scegliere il mezzo pubblico invece dell’auto e li condanna a comprare la benzina o il gasolio, a qualunque prezzo”. Tutto questo, poi, ha anche dei costi indiretti derivanti dal trasporto su gomma, che in Sicilia non può essere sostituito da quello su rotaia.

“Per quanto riguarda il riscaldamento domestico – aggiunge la Segretaria Generale del SUNIA, Giusi Milazzo – la Sicilia soffre di un ulteriore svantaggio: il nostro patrimonio edilizio è vecchio, inefficiente e ad alta dispersione energetica. Il clima ci aiuta a non far raffreddare troppo le case, ma i muri e le finestre non ci aiutano a mantenerle calde dopo aver acceso i riscaldamenti”.

Il Senato, con 223 voti a favore, ha approvato il disegno di legge, d’iniziativa popolare, per la modifica dell’articolo 119 della Costituzione, riconoscendo gli svantaggi derivanti dall’insularità di Sicilia e Sardegna, e delle altre isole minori. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, spiega: “Si tratta del riconoscimento in Costituzione del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità. E’ un traguardo storico atteso da decenni per la Sicilia e per i siciliani, così come per la Sardegna e per tutte le isole italiane. Ringrazio i senatori di tutti gli schieramenti, e rivolgo un plauso anche al vice presidente della Regione, Gaetano Armao, per il costante impegno nel perseguire questo obiettivo, a partire dalla relazione sui costi dell’insularità che ha rappresentato con oggettività il salatissimo conto che pagano i siciliani per vivere su un’isola, approvata anche dalla Commissione paritetica Stato-Regione”.