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“Nell’epoca della trasparenza, della democrazia digitale e del libero accesso alle informazioni della pubblica amministrazione, il Governo Musumeci ha ben pensato di pubblicare una delibera, la 338 dell’11 agosto, oscurandone quasi totalmente il testo. Gli unici dati in chiaro sono la parola “incarico” indicata nella descrizione e il riferimento, nella parte narrativa, agli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali. Abbiamo chiesto di sapere subito cosa ha approvato il Governo e ci chiediamo perché mai siano state oscurate cinque delle sei pagine della delibera”.

Lo dihiarano Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal, che hanno inviato una nota in merito alla Segreteria della Giunta regionale.

Confindustria Sicilia esprime solidarietà al presidente della Regione, Nello Musumeci, per il grave atto intimidatorio subito. Confindustria condanna ogni atteggiamento violento e ogni forma di sopraffazione. “Certi che gli autori di questo vile gesto saranno individuati dalle forze dell’Ordine – afferma il presidente degli industriali siciliani, Alessandro Albanese – non possiamo che manifestare tutta la nostra vicinanza al governatore Musumeci, ribadendo la necessità di perseguire sempre la via del dialogo e mai quella dell’odio e della violenza”.


	

A conclusione della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Catania, convocato dal prefetto Maria Carmela Librizzi, è stato disposto il rafforzamento del servizio di protezione per il presidente Musumeci. La stessa Librizzi ha spiegato: “Il presidente è già destinatario di un servizio di protezione e si è disposto un rafforzamento di questo servizio. Ci sono stati in passato episodi di lettere di minacce che hanno riguardato questa linea ferrata ma la presenza di un ordigno necessita di una maggiore attenzione. Si tratta di una zona di campagna e non credo ci fossero telecamere di sorveglianza sul punto in cui è stato trovato l’esplosivo”.

Il commercialista di Palermo, Antonio Lo Mauro, 55 anni, nominato amministratore giudiziario, è agli arresti domiciliari ed è indagato per estorsione aggravata dall’abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione. L’arresto è stato effettuato dalla Guardia di Finanza di Palermo, su delega della Procura. I finanzieri avrebbero accertato che Lo Mauro, nella qualità di amministratore giudiziario dal settembre del 2015 su nomina del Tribunale di Palermo, avrebbe costretto una consulente fiscale e contabile delle società in amministrazione giudiziaria a pagargli indebitamente, in due tranche, la somma complessiva di 5.000 euro in contanti, nonché a pagare indebitamente un debito di 6.240 euro contratto dallo stesso Lo Mauro con un altro professionista. Sarebbe stato un collega a denunciare il professionista dopo avere raccolto il racconto della consulente fiscale, che tra l’altro ha commentato: “Ero confusa e turbata, mai mi sarei aspettata una simile richiesta”.

“Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars esprime la massima solidarietà e vicinanza al presidente della Regione, Nello Musumeci, vittima di un atto intimidatorio. Atti di violenza come questo vanno condannati senza se e senza ma. Ci auguriamo che il vile autore sia identificato al più presto”.

Di uguale tenore la nota del deputato regionale Edy Tamajo: “Esprimo la piena solidarietà a Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana, bersaglio di un nuovo atto intimidatorio, dopo aver appreso la notizia che, questa mattina, un biglietto con minacce di morte rivolte al Presidente e un pacco con un ordigno rudimentale sono stati trovati lungo i binari a Militello Val di Catania, lungo la tratta Catania-Militello. Il pacco è stato fatto brillare dagli artificieri della polizia. Sono in corso le indagini sulla lettera per risalire agli autori della minaccia”.
“Amareggiato per questo vergognoso atto nei confronti di un rappresentante delle istituzioni, sono certo che la strada della buona amministrazione sia la risposta migliore per far prevalere il senso di legalità contro qualsiasi atteggiamento di prevaricazione”.
Al Presidente Musumeci  – ha concluso Tamajo – desidero esprimere, in questa occasione, tutta la mia solidarietà con la conferma dell’apprezzamento per la sua attività, al servizio dell’intera Sicilia e dei siciliani”.
“Il grave gesto intimidatorio ai danni del presidente Musumeci non merita tanti giri di parole: è un attacco inqualificabile, che poteva cagionare seri disagi e che per tale motivo, merita di essere punito dagli organi competenti. Al presidente Musumeci la mia piena solidarietà, unita all’invito a continuare a testa alta, senza recedere di un passo. È la migliore risposta che si possa dare”.
Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Giuseppe Milazzo.  

A Ustica, in provincia di Palermo, lo yacht di due diportisti tedeschi è affondato nel porticciolo. Il maltempo che si è abbattuto sull’isola ha provocato alcuni danni alle imbarcazioni. In tanti sono riusciti ad assicurare riparo ai propri natanti. Invece, lo yacht dei due tedeschi, spinto dalle onde, si è schiantato sulla banchina, e l’impatto ha causato una falla nello scafo. E l’imbarcazione è colata a picco. Da tempo in tanti sull’isola sollecitano la Regione a migliorare le condizioni del porticciolo nell’isola di Ustica, che quest’anno ha accolto centinaia di imbarcazioni dei turisti giunti per trascorrere le vacanze. Quando il mare sferza la costa le imbarcazioni rischiano gravi danni.

“Sono solidale personale con il Presidente della Regione, Nello Musumeci, per le vili minacce che lo hanno raggiunto. L’ordigno, sia pure rudimentale, trovato lungo i binari tra Militello Val di Catania e Catania, avrebbe potuto provocare danni alle persone e alle cose. Mi auguro che gli investigatori risalgano al più presto agli autori di questo esecrabile gesto”.

Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha commentato la notizia sulle minacce al presidente della Regione, Musumeci.

A Palermo, a palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, nella Sala degli specchi, si è svolta la cerimonia di commiato del sovrintendente capo coordinatore della Polizia di Stato, Rosario Agnello, componente della scorta del presidente, che, dopo 42 anni di lavoro, adesso è in pensione. Agnello è stato parte del dispositivo di sicurezza degli ultimi 12 presidenti della Regione, e il primo fu Rino Nicolosi. In precedenza ha collaborato con il giudice Giovanni Falcone e con l’Alto commissario per la lotta alla mafia Domenico Sica. Musumeci ha ringraziato il poliziotto, sottolineandone la professionalità, l’attaccamento al lavoro e l’abnegazione dimostrata nell’espletamento delle funzioni.

“In questi mesi sono stato in silenzio rispetto alle vicende sanitarie che hanno coinvolto la nostra Asp di Caltanissetta. Ho sperato di sbagliarmi, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la visita di ‘partito’ all’Hub di Gela dell’assessore alla salute Ruggero Razza di qualche giorno fa, camuffata da incontro istituzionale, senza avere invitato la deputazione regionale e le Istituzioni locali. Una totale mancanza di rispetto, condita dalla presenza del direttore generale dell’Asp, l’ing. Caltagirone, il candidato alle prossime elezioni regionali di Diventerà bellissima, l’on. Pino Federico e il segretario provinciale del Partito, Paolino Mattina. Anche l’incontro con i medici di base per la sensibilizzazione ai vaccini ha seguito lo stesso copione, con l’aggravante che oltre alla deputazione non erano presenti neanche i responsabili dell’hub e dei centri sanitari.  Non nascondo la mia amarezza nei confronti di Ruggero Razza.  Mi chiedo inoltre perché questo direttore generale dell’Asp territoriale si comporta con tanta arroganza. Dove crede di essere, a casa sua? Chiedo pertanto al Presidente Musumeci, di rimuovere questo direttore per evidente inadeguatezza nell’interpretare il ruolo e per l’incapacità amministrativa e gestionale. In un periodo di estrema crisi non si può condurre un’azienda con autoreferenzialità, serve condivisione.  Non accetto inoltre che su tale emergenza, qualcuno pensi a imbastire la propria campagna elettorale, con stucchevoli spot di partito. La gente non è stupida”. Lo afferma in una nota il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso.   

“L’attuale conduzione dell’Asp nissena – continua il Parlamentare – ruota intorno all’improvvisazione, con apparizioni part-time e con l’assenza di una forte azione di governo. Gli ospedali sono al collasso, i reparti sono accorpati per via della soppressione alcune unità e c’è carenza di personale sanitario. Laddove i reparti sono attivi, c’è il caos: gli ospedali Hub di Caltanissetta e spoke di Gela, sono stati depotenziati, così come sono stati ridotti al lumicino gli ospedali di comunità creando confusione e campanilismi tra dipendenti, sindacati e cittadini. Per non parlare della rete sanitaria distrettuale. Penso a Mussomeli, Mazzarino, Butera e Serradifalco, in cui mancano medici, infermieri e i malati cronici o con gravi patologie non possono beneficiare di controlli o specifiche terapie, in alcuni casi salvavita. Questi territori sono letteralmente abbandonati”. 

“La Sanità nissena ha bisogno d’altro – conclude Mancuso. Merita professionisti di valore che alimentano un clima di serenità, impegnati nel raggiungimento di obiettivi. Con al timone Caltagirone, noto con delusione che ogni giorno, dal Sant’elia di Caltanissetta al Vittorio Emanuele di Gela si assiste a continue dimissioni di validi e apprezzati professionisti. Per tamponare l’emorragia si affidano incarichi provvisori mediante un ufficio risorse umane lumaca, che con intollerabile lentezza crea disservizi a scapito dei pazienti. Tutto ciò è indecente perché si antepongono i propri interessi a quelli della collettività. Occorre raddrizzare la rotta prima dell’inevitabile deriva”.  

«Senza l’apporto dei prefetti tutto sarebbe stato più difficile in Sicilia in questo anno e mezzo di pandemia. Lo sanno anche le pietre. Ora, però, serve uno sforzo maggiore: una sorveglianza delle Forze dell’ordine più diffusa ed efficace, che scoraggi gli indisciplinati e alimenti fiducia nelle persone responsabili. Avverto in giro un pericoloso calo di attenzione. È una fase delicata quella che viviamo in questi giorni: se aumentano i contagi, ma non i vaccini, la Sicilia rischia di tornare presto a chiudere. E non possiamo permetterci questo ulteriore sacrificio. Il presidente della Regione ha il compito di adottare le ordinanze, ma farle rispettare spetta al ministro dell’Interno tramite i prefetti. Se tutte le Istituzioni faremo rete la nostra Isola riuscirà a vincere anche questa terribile prova».
Lo scrive il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in una nota inviata ai nove prefetti dell’Isola.