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“Basta con i tavoli infruttuosi al sapor di passerella. Per la Sicilia e i siciliani non c’è bisogno di riunioni o incontri dove si analizzano i problemi senza dare soluzioni adeguate.
Agrigento ha due grossi problemi irrisolti: la Agrigento-Palermo e la Agrigento-Caltanissetta.
Abbiamo chiesto ad Anas, già da più di un anno, di rescindere con Cmc. Sul viadotto Akragas chiuso al traffico, da oltre due anni e mezzo, il Governo Musumeci è intervenuto con ben 11 milioni su un totale di 29 necessari per la riapertura. Purtroppo ad oggi il soggetto attuatore ha speso solo pochi spiccioli. Per quanto riguarda, invece, le strade provinciali, la Regione ha assegnato circa 30 milioni di euro al Libero consorzio di Agrigento e molti interventi sono già in itinere. Il Governo Musumeci, inoltre, sostituendosi ad altri enti, alcune settimane fa ha anche finanziato con oltre cinque milioni la progettazione della strategica arteria “Mare-Monti”.

A questo punto, allora, basta: ora deve intervenire lo Stato mettendo mano al portafogli. Il Governo Musumeci, dal suo canto, sulle strade provinciali ha messo sul piatto oltre 300 milioni, mentre la situazione della viabilità locale è chiara sin dai tempi del ministro Toninelli, colui che preannunciò il commissariamento delle strade provinciali. La Regione ha dato il proprio assenso alla nomina e ha messo anche sul tavolo 100 milioni di euro. Siamo ancora fermi al palo, e dunque è doveroso che lo Stato faccia la sua parte. Aspettiamo che il Governo Conte intervenga con risorse aggiuntive e non soltanto con proclami o quei tavoli inutili, una perdita di tempo e un’illusione per i cittadini”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo ha indetto una procedura selettiva al fine di individuare il Responsabile dell’  “Area diagnostica Sierologica”, prevedendo che alla stessa potessero partecipare sia i veterinari che i biologi.
In esito alla suddetta procedura, l’incarico di Responsabile dell’  “Area diagnostica Sierologica” è stato conferito ad una biologa e, segnatamente, alla dott.ssa Alessandra Torina.
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari ha, tuttavia, impugnato gli atti della suddetta procedura, ritenendo che alla stessa avrebbero potuto partecipare esclusivamente i veterinari e non anche i biologi.
In un primo momento, il TAR ha accolto il ricorso proposto dalla Federazione dei veterinari e ha annullato gli atti della suddetta procedura.
In esecuzione della sentenza del TAR Sicilia, l’Istituto Zooprofilattico di Palermo, pur riservandosi di appellare tale pronuncia, ha disposto – in via provvisoria – la sostituzione della dott.ssa Torina con altro dirigente in possesso della laurea in veterinaria.
Pertanto, la dott.ssa Torina, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha impugnato innanzi al CGA la sentenza del TAR Palermo e ha, altresì, chiesto l’annullamento dei provvedimenti con i quali era stato dichiarato cessato l’incarico alla stessa conferito.
In particolare, gli avv.ti Rubino e Impiduglia, hanno rilevato come la dott.ssa Torina fosse in possesso dei requisiti per ricoprire il suddetto incarico e che il TAR avesse errato nel ritenere che l’Area “ Diagnostica Sierologica” si occupasse in via principale di diagnosi. Infatti tale Area si occupa, prioritariamente, dell’esame di campioni di sangue, e svolge  l’attività di analisi che è necessaria per la formulazione di diagnosi da parte dei veterinari delle ASP.
Avverso la sentenza del TAR Palermo ha proposto appello anche l’Istituto Zooprofilattico.
Il CGA, Presidente dott.ssa Rosanna De Nictolis, Relatore dott. Marco Buricelli, condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha annullato la sentenza del TAR Palermo – ritenendo legittima la partecipazione alla procedura selettiva sia dei veterinari che dei biologi – e ha, altresì, annullato gli atti con i quali è stato dichiarato cessato l’incarico inizialmente conferito alla dott.ssa Torina.
In particolare, il CGA ha chiarito che, avendo l’Istituto Zooprofilattico  “previsto una struttura complessa che si occupa sostanzialmente di esami sierologici di laboratorio, denominandola “Area Diagnostica Sierologica”, correttamente ha disposto l’ammissione alla procedura dei  “biologi i quali, per titolo di studio e professionale appaiono portati a rivestire tale incarico”.
Per effetto, della suddetta sentenza la dott.ssa Torina è stata reintegrata nel posto di responsabile dell’Area di  “Diagnostica Sierologica” e l’Istituto Zooprofilattico, anche in futuro, potrà ammettere i biologi nelle selezioni relative a tale Area.

“È inaccettabile per un Paese civile e moderno che un carcere, luogo adibito alla rieducazione di coloro che stanno scontando pene detentive, sia ancora allocato in una struttura costruita secoli fa, i cui ambienti sono assolutamente invivibili, sia per i detenuti che per gli operatori di Polizia Penitenziaria e di altro tipo”.

È quanto afferma l’europarlamentare Francesca Donato (Lega) che ha visitato il carcere dell’Ucciardone di Palermo. Ad accompagnarla è stato l’assessore ai Beni culturali della Regione siciliana, Alberto Samonà.

“Dopo aver attraversato i giardini e visionato l’area didattica e le parti esterne – ha continuato l’europarlamentare – ho visitato le sezioni riservate ai detenuti, accompagnata dagli agenti della Polizia Penitenziaria e dalla direttrice dell’Istituto. Poco è cambiato rispetto alle problematiche che più volte sono state segnalate dalle precedenti ispezioni sulle condizioni dei vari ambienti: prima tra tutte ho riscontrato la grave mancanza di pulizia, che gli stessi agenti mi hanno comunicato essere dovuta ad una carenza di personale destinato a svolgere quei compiti”.

“Un’assenza di igiene evidente in tutti gli ambienti ed in particolare negli spazi comuni e nei servizi igienici promiscui destinati ai detenuti. Ciò che più mi ha colpito è stato l’edificio della nona sezione, quella ancora non ristrutturata, dove tutti gli ambienti interni sono gravemente malsani, con celle molto anguste, tali da poter ospitare un solo soggetto e in condizioni davvero degradanti”.

“Trovo francamente incomprensibile la decisione del provveditorato di mantenere aperto e attivo tale reparto in attesa dei lavori di ristrutturazione. La soluzione più corretta sarebbe quella di chiuderlo immediatamente, trasferendo tutti i detenuti in un’altra struttura più idonea. Inoltre, tutto il personale di servizio presso il carcere andrebbe maggiormente garantito e dovrebbero essere disponibili servizi come un bar, un ambiente ricreativo riservato, oltre ad uffici più moderni sia in termini di arredi che di dotazioni informatiche”.

“Ma la scelta più saggia – ha sottolineato la Donato – in ragione dell’antico impianto borbonico dell’istituto, sarebbe quella di chiuderlo e cessarne l’utilizzo come casa di reclusione per riconvertirlo a museo. Ritengo che sarebbe la decisione più opportuna sotto tutti i punti di vista: per tutelare i diritti umani dei detenuti; per garantire a chi vi opera condizioni di lavoro rispettose delle norme vigenti in materia, sia a livello nazionale che europeo; per restituire alla città un immobile di notevole significato e valore storico-artistico, creando un nuovo polo museale e culturale al posto dell’attuale carcere”.

“Infine, sono venuta a conoscenza che nessuno dei detenuti o del personale addetto è stato sottoposto a tampone ma solo a test sierologico, e che solo ai detenuti in rientro dai permessi premio è imposta la quarantena di 14 giorni, retribuita. Mentre invece, per tutto il personale impiegato nella struttura, che interagisce coi detenuti quotidianamente, nessuna misura anti-Covid è applicata, tranne la misurazione della temperatura all’ingresso. La contraddittorietà di queste scelte va affrontata e superata al più presto”.

“A fronte di questi aspetti critici mi farò promotrice – ha concluso l’europarlamentare – sollecitando un intervento urgente degli organi competenti”.

“Nel corso della conferenza dei capigruppo ho comunicato che abbiamo dei doveri, ma certamente tra questi non c’è quello di andare in ferie, specialmente in un momento in cui la Sicilia vive parecchie difficoltà. Pertanto, siccome ci sono leggi il cui esame deve essere concluso, vi comunico in maniera assolutamente serena che possiamo restare qui fino a Ferragosto”. Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, nel corso della seduta di stasera dopo le polemiche di questi giorni su questo tema tra la burocrazia regionale e i dipendenti, in particolare all’assessorato all’Energia. Il dirigente ha sospeso le ferie a tutti i dipendenti fino a Ferragosto in attesa di smaltire il pesante ritardo accumulatosi durante il lockdown. I sindacati si sono opposti perché, dicono, non si può negare il riposo al personale, minacciando azioni legali.

(ANSA)

L’assessore Samonà: “I numeri confermano il gradimento del prodotto Sicilia e il connubio arte-cultura”

Quasi 7.000 visitatori nella Valle dei Templi, oltre 3.639 al parco archeologico di Taormina-Naxos, 3.189 a Siracusa, 1.500 a Selinunte, 1.238 alla Villa del Casale di Piazza Armerina, 800 a Segesta. Sono i numeri dei visitatori registrati domenica in alcuni fra i più noti parchi archeologici della Sicilia”.

Questo, il commento dell’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, in merito alle presenze nei luoghi siciliani della cultura. Numeri che incoraggiano e raccontano una Sicilia che ha voglia di reagire e superare lo stallo determinato dal Covid.

“L’importante affluenza – prosegue Samonà – testimonia una costante crescita di interesse verso i beni culturali della Regione e l’impegno del Governo Musumeci nella valorizzazione del patrimonio culturale dell’Isola, attraverso iniziative che tendono ad ampliarne l’offerta: apertura serale dei siti, come avviene a Taormina o alla Villa del Casale, o all’alba come avverrà dal 14 agosto nella Valle dei templi, cartelloni con importanti iniziative culturali come al Parco Lilibeo di Marsala o a Segesta con le Dionisiache, sono esperienze sulle quali il Governo regionale intende sempre più orientare le proprie attenzioni. Questo, nella consapevolezza che i visitatori che scelgono di venire in Sicilia oggi sono sempre più interessati a vivere un rapporto con i luoghi, la storia, le tradizioni in un costante dialogo tra arte, natura, ospitalità e cultura”.

“Rivedere con l’Unione europea i limiti di pesca imposti alle nostre marinerie, contrastare la concorrenza internazionale, sostenere le marinerie siciliana che hanno subito enormi danni dalla sospensione delle attività ricettive e ristorative a causa del Covid-19, individuare misure straordinarie a sostegno dei pescatori siciliani e dare piena attuazione alla L.R. n. 9/19, norme per la salvaguardia della cultura e delle identità marine e per la promozione dell’economia del mare che prevede anche misure a sostegno della pesca e delle marinerie dell’isola. Sono alcune delle criticità emerse al termine dell’incontro tra il responsabile del Dipartimento regionale per le attività produttive di Forza Italia, Salvino Caputo e i responsabili locali di Anapi Pesca Francesco Zizzo e Dante Epifani, al quale vi hanno preso parte anche numerosi operatori del settore.

“Per rilanciare il comparto in crisi servono almeno 50 milioni – afferma Salvino Caputo – che potrebbero essere utilizzati dai fondi strutturali non ancora assegnati. Molto pescato ad oggi non è utilizzato ed è rimasto invenduti per lo stop forzato delle attività di ristorazione, mentre le grandi flotte dei paesi nord africani operano una fortissima concorrenza nei nostri stessi mari. In Tunisia e in Egitto per esempio vi sono immense flotte che non hanno regolamenti che impongono ad esempio l’uso di maglie non strette o limiti per la raccolta di pesce come il merluzzo. E ci vorrebbero quote internazionali come per la pesca del tonno. Ho subito chiesto un incontro con l’Assessore regionale con delega alla Pesca, Edy Bandiera, al quale proporrò di convocare un tavolo tecnico con tutti i rappresentanti del settore, coinvolgendo anche la Commissione Parlamentare Attività produttive del Parlamento siciliano. Forza Italia considera la Pesca un settore trainante per l’economia e l’occupazione siciliana e a breve verrà costituito all’interno del Dipartimento Attività Produttive il settore Pesca. A breve chiederò altresì un incontro con il nostro europarlamentare, Giuseppe Milazzo, al quale consegnerò una serie di proposte di competenza del Parlamento europeo”.

Annullare la pausa estiva dell’Assemblea Regionale Siciliana per continuare a lavorare con l’obiettivo di affrontare le questioni irrisolte e soprattutto dare un segnale a famiglie e imprese in questo momento di emergenza. È la proposta che il gruppo all’Ars di Attiva Sicilia, composto da Angela Foti, Matteo Mangiacavallo, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi ed Elena Pagana ha presentato al presidente Gianfranco Miccichè. Contemporaneamente il gruppo invita tutti i lavoratori dell’amministrazione regionale a fornire il proprio contributo in questa direzione.
“C’è da sperare – sottolineano i deputati regionali di Attiva Sicilia – che prevalga il senso di responsabilità su qualsiasi altra ragione o persino sulle motivate pretese. I dipendenti regionali sanno che la situazione è drammatica per molte famiglie siciliane e per diverse categorie di lavoratori. La Sicilia non può permettersi di vedere ancora prolungati gli effetti nefasti della pandemia, ogni giorno che passa pesa sempre di più. E se un esempio deve arrivare è giusto e opportuno che provenga da quelle categorie di lavoratori che attraverso il loro impegno possono contribuire in maniera determinante a risolvere un problema che oggi si chiama sopravvivenza”.
Attiva Sicilia sottolinea che “non ha più senso in questo momento entrare nel merito della querelle, ma certamente ha esagerato il presidente Musumeci a indicare una percentuale così alta di regionali che non farebbero il loro dovere. Sono in tanti tra impiegati, funzionari e dirigenti che svolgono con dedizione il loro lavoro, è giusto dargliene atto. Ma non siamo ciechi e sappiamo che come in altre comunità di lavoro c’è chi si scansa e resta a guardare. Oggi però dobbiamo mettere un punto e guardare avanti, è etico chiedere a tutti uno sforzo. E sottolineiamo che ciò che chiediamo è etico ancora prima che opportuno. Facendo tutti un passo indietro potremo affrontare e risolvere una emergenza che per molte famiglie ha assunto la dimensione di un dramma”.
“Se c’è da dare un esempio, noi siamo pronti – concludono i deputati regionali di Attiva Sicilia – Lasciamo il Parlamento siciliano aperto anche ad agosto e affrontiamo le questioni ancora irrisolte. Proporremo oggi stesso al presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, di non prevedere la pausa estiva e di continuare a lavorare, individuando quelle leggi che devono avere una corsia preferenziale. Perché una cosa è chiara, in questo momento la Sicilia non può aspettare. E non avrebbe senso non marciare tutti nella stessa direzione”.

Ieri il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Giancarlo Cancelleri, dopo avere preso parte al Tavolo permanente che si è tenuto a Enna, si è spostato ad Agrigento per partecipare al Tavolo permanente che ha istituito mesi addietro con il cartello sociale, coordinato dalla prefetta, Maria Rita Cocciufa, guidato da don Mario e composto dai sindaci della provincia e dai sindacati, con l’obbiettivo di dare maggiore spinta ai lavori in corso e in programma su tutto il territorio agrigentino.

Un incontro, quello che si è svolto in Prefettura ad Agrigento, esclusivamente operativo e che ha visto la costituzione di quattro distinti gruppi di lavoro: ZONA EST – Comune capofila Licata e composto dai comuni di Campobello di Licata, Camastra, Grotte, Palma di Montechiaro, Recalmuto, Naro, Canicattì, Castrofilippo e Ravanusa; ZONA NORD – Comune capofila Cammarata e composto dai comuni di San Giovanni Gemini, Casteltermini, Alessandria della Rocca, Cianciana, Santo Stefano Quisquina, Bivona e San Biagio Platani; ZONA CENTRO – Comune capofila Agrigento di cui fanno parte Aragona, Siculiana, Favara, Comitini, Raffadali, Realmonte, Joppolo Giancaxio, Sant’Angelo, Porto Empedocle, Santa Elisabetta; ZONA OVEST – Comune capofila Sciacca e composto da Lucca Sicula, Santa Margherita di Belice, Montevago, Montallegro, Burgio, Caltabellotta, Villafranca Sicula, Menfi, Sambuca di Sicilia, Ribera, Cattolica Eraclea e Calamonaci.

Subito dopo la costituzione dei quattro gruppi di lavoro – ZONA EST, ZONA NORD, ZONA CENTRO e ZONA OVEST – i rappresentanti delle amministrazioni locali si sono subito messi all’opera per definire le criticità infrastrutturali e le priorità da affrontare a breve a medio e a lungo periodo.

“Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è un metodo innovativo che vede il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio agrigentino – ha commentato il vice ministro Cancelleri a margine dell’incontro. Una collaborazione che servirà a dare maggiore impulso ai lavori in corso e a programmare direttamente con i territori interessati i lavori necessari e urgenti, nonché a definire una pianificazione infrastrutturale strategica in armonia con le varie esigenze dei singoli comuni”.

Parlando dei lavori in corso di realizzazione, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Conte ha dichiarato: “c’è ancora un bel po’ di lavoro da fare sia sulla Agrigento-Caltanissetta che sulla Agrigento-Palermo, dove ci sono dei cantieri aperti, ma sottodimensionati rispetto al lavoro che vorrei venisse effettuato. Queste sono opere di importanza primaria – ha continuato Cancelleri – e pretendo che i lavori procedano con intensità e regolarità. Non è né serio né corretto che i soldi che lo Stato (perciò i cittadini), tramite l’Anas, sta investendo per queste opere vengano gestiti dal general contractor in questo modo. Oggi ho parlato con l’Amministratore delegato di Anas, domani verrà formalizzata alla Cmc la proposta di una perizia di variante – ha aggiunto il Vice Ministro del Mit – ora basta, o dentro o fuori. Se la Cmc accetterà la proposta bene, in tal caso continuerà i lavori, diversamente – ha concluso Cancelleri – procederemo spediti alla rescissione del contratto e, con il Dl semplificazione, andremo ad affidare ad altra impresa la prosecuzione dei lavori”.

“Una nuova ‘perla’ nella ricchissima collezione di nomine sbagliate del governo Musumeci: Giuseppe Catania è l’uomo sbagliato al posto sbagliato, considerato che l’Esa, come diceva lo stesso Musumeci  qualche tempo fa, andava abolito”.

Lo affermano i deputati M5S, componenti della commissione Affari Istituzionali dell’Ars, commentando  la ratifica da parte della Prima commissione di palazzo dei Normanni della nomina di Catania ai vertici dell’Esa, che aveva già avuto il via libera dalla giunta di governo.

“Quella di Catania – dicono Ciancio e Siragusa – è una nomina certamente inopportuna, considerato anche il fatto che il nuovo presidente dell’Esa non è nemmeno laureato. Questa nomina è perfettamente in linea con le altre fatte dal governo, che non guarda al merito dei candidati, ma esclusivamente alla vicinanza all’esecutivo dei soggetti da nominare”.

“Inaccettabile e vergognoso. Sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente per qualificare il comportamento del governo Musumeci, ieri ingiustificatamente assente  ad un incontro col prefetto, col viceministro Cancelleri e con i sindaci della provincia per fare il punto sulle criticità della viabilità nell’Agrigentino. Musumeci ha pensato bene di non mandare nemmeno un usciere a rappresentare la Regione. E questo appena qualche giorno dopo l’imperdonabile assenza all’inaugurazione del viadotto Himera. Qualcuno dica a Musumeci , visto che sembra non capirlo,  che mettersi di traverso sempre e comunque non è un danno per il governo Conte, ma per tutti i siciliani che sta rappresentando nel peggiore di modi possibili”.

Lo afferma il deputato regionale M5S Giovanni Di Caro, a commento delle riunione tenutasi ieri  in prefettura ad Agrigento per fare un focus sulla disastrosa situazione delle strade dell’Agrigentino.

 “Oltre al prefetto e al viceministro delle infrastrutture – dice Di Caro – c’erano tutti i sindaci. Del resto era una grande opportunità per fare un focus sulle principali criticità delle strade, ponti viadotti  e gallerie della provincia.  Le lamentele sull’assenza del governo regionale sono state praticamente unanimi e trasversali, senza distinzioni di casacche e schieramenti. Agli agrigentini e ai siciliani in genere pesa come un macigno la disastrosa condizione della viabilità nell’Isola, ma evidentemente non è un problema di Musumeci, lui viaggia in corsie preferenziali e con tutti i comforts”