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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, interviene a seguito della decisione di Alitalia di cancellare i propri voli su Trapani Birgi, e commenta: “Apprendo dal presidente di Airgest che Alitalia, la compagnia di bandiera, improvvisamente ha fatto sapere che non intende operare rotte con Roma e Milano da Trapani. Neppure in estate. E’ l’ennesimo schiaffo che si aggiunge a tariffe inaccessibili e ai voli ancora ridotti in tutti gli scali siciliani, che stanno rendendo impossibile raggiungere l’Isola e partire. Si tratta di un atteggiamento che, nel pieno della più grave crisi economica del nostra comunità, assume i profili di seria irresponsabilità di cui chiediamo conto innanzitutto al management ed al governo nazionale. Mi aspetto una presa di posizione del presidente Conte nei confronti di Alitalia, che dal governo centrale. In caso contrario, ma conosco la sensibilità del premier, la Sicilia darà vita a proteste clamorose”.

“Il prossimo mercoledì un’ampia rappresentanza del Governo Musumeci incontrerà i rappresentanti regionali del settore Ncc auto e bus per mettere a punto e implementare le misure a sostegno di una categoria duramente provata dalla crisi del coronavirus”. Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Falcone, a seguito della convocazione di un nuovo tavolo tecnico allargato per mercoledì 10 giugno, a Palermo e in via telematica.
“Saranno collegati in videoconferenza il vicepresidente Gaetano Armao, gli assessori Roberto Lagalla e Manlio Messina e i rappresentanti dell’Anci, a conferma della disponibilità del Governo regionale a farsi carico delle istanze e a mantenere gli impegni nei confronti di imprese e lavoratori”, aggiunge l’assessore.

“Il flop sulla legge su rifiuti? Inutile che Musumeci cerchi capri espiatori per i propri fallimenti, se non è stata approvata, evidentemente  è perché non piace nemmeno ai suoi”.

 Lo dicono i deputati del M5S componenti della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino, Nuccio Di Paola e Stefania Campo, in merito alle polemiche che in questi giorni si stanno facendo sulla mancata approvazione della riforma sui rifuti.

 “Musumeci  – dicono i tre parlamentari – ha sempre avuto la maggioranza in Aula. Se la sua riforma non ha avuto il via libera, evidentemente è perché non piace nemmeno ai deputati che lo dovrebbero sostenere. Forse è il caso che convinca prima loro, che noi”.

“Circa le dichiarazioni secondo cui non votando quella riforma si sarebbe favorito qualcuno – continuano i deputati –  è quasi inutile sottolineare che non solo sono gravemente lesive dell’onorabilità dell’Aula (ma su questo aspetto nulla di nuovo: il presidente della Regione ci ha già tristemente abituatiti ad offendere deputati e Assemblea ogni qual volta le votazioni non vanno come vorrebbe), ma dimostrano che non si ha idea di quale sia la differenza tra il piano dei rifiuti e la legge sulla governance. Solo con il primo, si può bloccare per davvero il proliferare delle infiltrazioni criminali nel settore dei rifiuti. La riforma, invece, soprattutto per com’è stata congegnata da Musumeci, non serve assolutamente a niente, se non a creare più confusione di quella che già c’è. E non si dica che il M5S è quello dei no a prescindere, perché nemmeno tre giorni fa ha votato a favore della riforma urbanistica del Governo”.

“L’unico strumento per bloccare le possibili infiltrazioni criminali nel mondo dei rifiuti – afferma Trizzino – è un piano regionale ben scritto, con paletti chiari e immodificabili, che stabilisca ciò che si può e ciò che non si può fare. L’inutile riforma dei rifiuti che sbandiera Musumeci non potrà mai bloccare le autorizzazioni già rese e quelle in procinto di esserlo. Queste sono le basi del diritto ambientale. Se le cose non sono come dico io, Musumeci venga in Aula a smentirmi. E, magari, ci spieghi perché ha autorizzato il più grande ampliamento della storia dei rifiuti siciliani alla discarica privata di Lentini”.

Anche in Sicilia i sindacati della scuola (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams) sono scesi in tutte le piazze delle nove province siciliane per chiedere al governo garanzie sulla riapertura della scuola in sicurezza.
“La scuola – spiegano in una nota congiunta le organizzazioni sindacali regionali – deve essere messa al centro dell’agenda politica. È necessario un grande piano di stabilizzazioni e assunzioni per venire incontro all’esigenza di ridurre l’affollamento nelle classi, sia per garantire il distanziamento imposto dall’emergenza covid, sia per migliorare la qualità della didattica. I posti messi a bando con i concorsi non bastano”.
“Allo stesso tempo – aggiungono – occorre intervenire sull’edilizia scolastica con opere di riqualificazione e di nuova costrizione. Abbiamo bisogno di edifici adeguati e strutture all’avanguardia che ci consentano anche di aumentare il tempo scuola soprattutto al Sud”.
“Questo particolare periodo storico – concludono – se da un lato ha determinato grandi difficoltà dall’altro può rappresentare una grande opportunità per migliorare il nostro sistema educativo. Ancora una volta la politica ha una grande occasione per riconoscere alla scuola l’importanza che merita per la crescita sociale e culturale del Paese”.

Sono state  40.296 – dal 30 maggio al 7 giugno  (di cui 23.355 dal 4 al 7 giugno)le presenze registrate nei musei e nei luoghi d’arte della Sicilia riaperti gratuitamente al pubblico attraverso la campagna #LaCulturaRiparte.

Sono pienamente soddisfatto e orgoglioso di aver contribuito, grazie alla collaborazione dei direttori dei Parchi e dei musei, alla ripartenza della nostra Isola dopo il traumatico blocco determinato dalle misure di contenimento della diffusione del Covid. Ricominciare dalla bellezza e dalla cultura è stato il modo mio e del Governo Musumeci  per ringraziare i siciliani del grande senso di responsabilità e fiducia con cui hanno risposto alle difficili condizioni imposte nei giorni del blocco totale con #IorestoaCasa per rallentare i tempi del contagio”.

È quanto dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Aberto Samonà, dinnanzi agli entusiasmanti numeri rappresentati dai visitatori che, tra sabato 30 maggio e domenica 7 giugno, hanno animato i parchi, i musei e i luoghi della cultura della Sicilia che per primi si sono adeguati alle prescrizioni di sanificazione post-Covid, dimostrandosi pronti alla riapertura al pubblico.  

“Un risultato eccezionale – precisa l’assessore Samonà – che pone la Sicilia all’avanguardia  nel panorama nazionale per la visione di fruizione sociale del patrimonio culturale. Prima in Italia, infatti, la nostra Regione ha riaperto gratuitamente i luoghi della cultura offrendo ai siciliani la possibilità di affrontare la ripartenza attraverso un gesto di riapproriazione ideale della propria memoria storica. Il Governo Musumeci, attraverso l’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – osserva l’assessore Samonà – conferma il valore della cultura come “vaccino” che rafforza e fortifica il senso di appartenenza e la bellezza come aspirazione e alimento dell’anima. Ripartire dalla bellezza è il modo attraverso cui la Sicilia vuole invitare il mondo a non arrendersi e ad affrontare le avversità forti delle proprie radici”.

I siti riaperti durante il primo fine settimana sono stati 22 cui se ne sono aggiunti, a partire da mercoledì 3 giugno, ulteriori 6. Un numero in progressiva crescita dal momento che giornalmente nuove strutture definiscono le necessarie opere di sanifcazione.

Il progetto #LaCulturaRiparte è stato reso possibile grazie all’App Youline, un sistema di prenotazione on-line messo gratuitamente a disposizione della Regione Siciliana da un’azienda che ha sponsorizzato l’iniziativa. Grazie a tale sistema è stato possibile programmare le visite nel rispetto delle prescrizioni contenute nelle Linee Guida anti-Covid evitando il rischio di code e assembramenti ai botteghini.

Nel dettaglio le presenze registrate tra il 30 maggio e il 7 giugno nei singoli siti:

Area archeologica di Segesta (2369); Area archeologica di Selinunte (5335); Valle dei Templi, Agrigento (3857); Villa Romana del Casale, Piazza Armerina (2190), Teatro antico di Taormina (8902), Area archeologica e Museo di Naxos (2474), Isolabella (1282), Area archeologica della Neapolis, Siracusa (5358); Galleria regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa (585); Area archeologica di Morgantina (493); Museo archeologico di Aidone (567); Chiostro di Santa Maria La Nuova – Duomo di Monreale (653); Teatro romano e Odeon, Catania (853); Museo archeologico eoliano “Bernabo Brea” di Lipari (68) ; Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (1422); Museo archeologico Antonino Salinas, Palermo (791); Castello della Cuba, Palermo (618); Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, Palermo (684); Castello della Zisa, Palermo (473); Museo di arte moderna e contemporanea di Palazzo Riso, Palermo (548); Casa museo “Antonio Uccello” Palazzolo Acreide (108), Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani (507), Area archeologica Bagni Greci di Gela (27), Complesso minerario Trabia Tallarita (39), Museo archeologico di Marianopoli (1), Museo archeologico di Palazzo Varisano, Enna (40), Museo Archeologico Regionale di Gela (39), Museo di Caltanissetta (13)

A Palermo la Guardia di Finanza ha arrestato otto persone e notificato il divieto di dimora ad altre due. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori aggravato dal favoreggiamento mafioso. L’inchiesta, coordinata dalla Procura antimafia, ha svelato i presunti interessi dei clan nel settore dei giochi e delle scommesse sportive, con la complicità di alcuni imprenditori che si sarebbero prestati al riciclaggio del denaro ricavato. Sono state sequestrate attività economiche e beni per oltre 40 milioni. Tra gli indagati vi sono l’imprenditore Francesco Paolo Maniscalco, già condannato per mafia e presunto esponente della famiglia di Palermo Centro, e Salvatore Rubino, che si sarebbe adoperato per il riciclaggio.

“La Protezione Civile della Regione Siciliana con propria circolare n. 20 del 5 giugno ha precisato che tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli di “vicinato”, la cui chiusura è stata disposta con l’articolo 12 dell’Ordinanza n. 22 del Presidente della Regione Siciliana, hanno facoltà di aprire al pubblico anche nelle giornate domenicali a partire dalla prossima domenica 7 giugno e fino alla vigenza della citata Ordinanza n. 22”. Lo precisa il presidente regionale di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella. “Già da domani – sottolinea – tutte le attività commerciali potranno aprire nel rispetto delle misure di contenimento del contagio e delle linee guida previste per le differenti attività commerciali. Il tema delle aperture domenicali sarà ampiamente ridiscusso nei competenti tavoli. Sono certo – continua Picarella – che i grandi mutamenti scatenati dalla pandemia ci porteranno a trovare soluzioni condivise anche con le parti sociali al fine di armonizzare le norme che forse oggi non rispondono in pieno con le esigenze del mercato”.

Numerosi rappresentanti dei Comuni in dissesto e predissesto si sono riuniti, ieri pomeriggio, in videoconferenza, convocati dall’ANCI Sicilia, per discutere delle gravissime criticità finanziarie  scaturite dall’emergenza COVID-19, che si sono, purtroppo e inevitabilmente,  aggiunte a   una condizione di estrema difficoltà che coinvolge parecchi comuni siciliani. La Sicilia ha, infatti  un indice di enti in dissesto, sotto piano di riequilibrio e strutturalmente deficitari non solo superiore a quello del resto d’Italia, ma anche a quello delle altre regioni del Mezzogiorno.

“In assenza di misure che possono fronteggiare questo stato di cose la condizione dei Comuni siciliani continuerà a peggiorare e aumenteranno i Comuni in dissesto, predissesto e strutturalmente deficitari”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Sarebbe poi necessario rivedere i vincoli in materia di assunzione di personale – continua Orlando – valutando un differimento dell’entrata in vigore del DPCM 17 marzo 2020, con riferimento alla necessità di far fronte alla mancanza di figure apicali e alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato”.

“L’anomalia legata alla mancata armonizzazione fra la legislazione nazionale e quella regionale, soprattutto in tema di personale degli enti locali – aggiunge  Mario Emanuele Alvano, segretario generale di ANCI Sicilia –  nega, infatti,  ai comuni  con difficoltà finanziarie, la possibilità di  dotarsi di figure professionalmente adeguate e quasi sempre l’aggravarsi della situazione finanziaria di un Ente dipende proprio da piante organiche sottostimate”.

“Risulta poi importante – continua Alvano – mettere in atto  alcuni interventi finalizzati a sospendere i termini dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e quelli per l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale il cui rispetto risulta  oggi, dopo la gravissima emergenza sanitaria ed economica che ha colpito l’Italia, assolutamente insostenibile”.

Dall’incontro è emersa, inoltre,  l’importanza dell’approvazione di alcuni emendamenti già proposti dall’ANCI in merito all’aumento delle anticipazioni di liquidità e alla rinegoziazione dei mutui.

“E’ necessario consentire il ricorso ad anticipazioni straordinarie ponendo l’onere degli interessi totalmente a carico dello Stato– dichiara Luca  Cannata, vice presidente vicario di ANCI Sicilia – e permettendo anche agli Enti in dissesto e predissesto di usufruire, alla luce dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,  di contributi straordinari e di  tutte le misure di alleggerimento degli oneri di rimborso prestiti che diverse istituzioni finanziarie  stanno attivando in queste settimane”.

Il punto fondamentale  su cui tutti i partecipanti all’incontro sono stati d’accordo è quello relativo alla necessità di un intervento sulla riscossione dei tributi locali.

“Resta infatti,  la necessità – conclude il presidente Orlando – di  una profonda revisione dell’attuale assetto normativo in materia di riscossione dei tributi locali prevedendo  la riscossione della TARI tramite la bolletta dell’energia elettrica o attraverso una modalità parimenti efficace”.

 

“Gli incendi dei barconi a Lampedusa sono un gesto estremo, condannabile per la forma, ma che sottolineano il disagio, nella sostanza, di una popolazione che vive male l’emergenza migranti. In una delle Isole più belle del mondo, il waterfront è divenuto un rimessaggio abusivo per vecchi gommoni e barche usate dagli scafisti per la tratta di esseri umani dall’Africa. Mentre il governo centrale si impegna a dare la cittadinanza a migliaia di migranti – lanciando tra l’altro un’esca ai prossimi scafisti – il governo Musumeci e la Lega sostengono la ripartenza del turismo. Cito su tutti il provvedimento per non pagare i canoni di concessione balneare per i lidi. Il nostro disegno di Sicilia premia chi svolge attività imprenditoriale, paga le tasse e da lavoro facendo accoglienza a chi entra legalmente nel nostro territorio per apprezzarne i sapori, la storia e le tradizioni. Tutto il resto è e continua ad essere, una forma di business sostenuto dai soliti noti.”
Lo dichiara in una nota Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per Lega Sicilia per Salvini Premier.

“Prendiamo atto che le indicazioni contenute nella  circolare del Dipartimento regionale  della Protezione civile n. 20 del 5 giugno 2020  sono in linea con quanto previsto dall’articolo 12 della precedente Ordinanza del Presidente della Regione n. 22 del 2 giugno 2020  e   consentono un’apertura domenicale generalizzata di tutti gli esercizi commerciali”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Chiediamo, però, che la Regione intervenga – continua Orlando – per fare definitivamente chiarezza rispetto al dibattito in corso sull’opportunità o meno delle aperture domenicali delle attività commerciali, anche con le necessarie modifiche legislative, e che a tal fine si avvii un confronto sia con le organizzazioni sindacali e di categoria sia con i comuni”.

“Riteniamo necessario – conclude Orlando – che si arrivi ad una scelta di equilibrio tra diritti, anche di sicurezza, dei lavoratori e le esigenze di ripresa e di sviluppo delle attività commerciali”.