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«Raccogliendo le aspettative di cittadini, imprese e visitatori, abbiamo esteso gli orari estivi dei collegamenti marittimi tra la Sicilia e le Isole Eolie fino al 15 settembre. L’impennata di presenze nella nostra Isola e nell’arcipelago, registrata quest’estate, è un dato incoraggiante e conferma la posizione della Sicilia tra le mete privilegiate del turismo mondiale. Prolungando il servizio di navi e aliscafi realizzato con il contributo della Regione, favoriamo dunque l’arrivo di ulteriori flussi turistici alle Eolie. Le maggiori frequenze dei collegamenti, riservate alla bella stagione, non si interromperanno dunque a settembre, sostenendo così il positivo trend di presenze che genera ricadute ad ampio raggio per la nostra economia». 
Lo afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Falcone, rendendo nota l’estensione degli orari estivi di navi e aliscafi per le Isole Eolie, collegamenti marittimi svolti dal concessionario con il contributo della Regione Siciliana.

Una nuova e fittissima pioggia di cenere vulcanica sta cadendo su molti comuni del versante ionico siciliano, Giarre e Riposto in particolare. Mentre ancora i boati del Vulcano, dove è in corso l’ennesimo evento parossistico, non si placano, sono già evidenti i danni enormi che lapilli e cenere stanno provocando. E domani sarà, di nuovo, conta dei danni. L’abbiamo detto e ripetuto: non si tratta di un fenomeno sporadico, questi “episodi” sono sempre più frequenti e non possono essere gestiti come occasionale emergenza. E’ necessario che la Protezione civile nazionale ed il governo di Roma facciano un ulteriore sforzo finanziario e intervengano su Bruxelles affinché l’Unione europea riconosca finalmente questo fenomeno come calamità nazionale e autorizzi un Piano che ci consenta di dare risposte immediate e congrue a sindaci e cittadini, ancora oggi costretti da sette mesi ad affrontare una emergenza che è diventata routinaria”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Si conclude sotto il segno della Sicilia la straordinaria operazione di salvataggio dei cittadini dell’Afghanistan perseguitati dai talebani e perciò costretti a fuggire in Italia”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“L’ultimo aereo dell’Aeronautica militare con cento persone a bordo – continua il governatore – preso di mira al decollo da Kabul dai mitra dei terroristi, è stato posto in salvo dalla abilità e prontezza del pilota, Anna Maria Tribuna, una donna  palermitana, col grado di maggiore “combact ready”, cioè sempre pronta al combattimento, che non ha perso il sangue freddo ed ha portato in salvo il suo carico umano. Alla nostra conterranea ed a tutto il personale italiano che in questi tragici giorni si è speso incessantemente per il rimpatrio dei nostri connazionali e dei profughi, voglio esprimere l’apprezzamento mio e di tutta la comunità Siciliana”.

Mercoledi 1 settembre si riapre la caccia in Sicilia, nonostante l’intensa stagione siccitosa e la drammatica e catastrofica ondata di incendi – tuttora in corso – che stanno devastando il territorio. Ma il Calendario Venatorio emanato dall’Assessore all’agricoltura, Toni Scilla, ha addirittura anticipato di ben un mese la data di apertura ed ha previsto la caccia anche alla Tortora selvatica,  specie a rischio a livello europeo ed in precario stato di conservazione, che il Ministero della Transizione ecologica e l’ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) avevano più volte chiesto alla Regione di escludere dall’elenco delle specie cacciabili.

Nelle scorse settimane le Associazioni ambientaliste ed animaliste avevano inviato due diffide, un documento tecnico-scientifico e numerosi appelli al Presidente della Regione, Nello Musumeci, per chiedergli di revocare il Calendario venatorio e salvare gli animali selvatici scampati dalle fiamme, non ottenendo mai nessuna risposta. Adesso, quindi, le associazioni nazionali e regionali WWF Italia, Legambiente Sicilia, Lipu BirdLife Italia, LNDC Animal Protection ed Enpa – difese dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice – hanno presentato un articolato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, per contrastare l’arroganza della Regione che, in spregio al buonsenso, incurante delle indicazioni ministeriali e scientifiche ed in violazione delle normative regionali, nazionale e comunitaria, ha deciso di dare il via libera alle 25mila doppiette siciliane.

Già nelle precedenti stagioni venatorie il TAR ed il Consiglio di Giustizia Amministrava hanno pesantemente censurato i Calendari venatori siciliani, ritenendoli illegittimi e sospendendo la caccia in via cautelare. Anche quest’anno, pertanto, le Associazioni ambientaliste ed animaliste si rivolgono con fiducia alla Magistratura, per impedire forzature e violazioni di legge e per difendere, ancora una volta, gli animali selvatici che – ricordano – costituiscono  “patrimonio indisponibile dello Stato” e non bersagli mobili per il divertimento dei fucili.

«Con le Graduatorie provinciali per le supplenze crediamo ci siano stati degli errori ai quali il Ministero dell’Istruzione deve porre riparo, per evitare che centinaia di docenti rimangano esclusi senza giusta ragione».

A pochi giorni dall’inizio delle lezioni, il deputato del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, chiarisce la situazione delle cosiddette Gps, per la cui situazione ha presentato una interrogazione «Ho raccolto le problematiche di molte persone che hanno denunciato la presenza di parecchi errori negli elenchi di ultima pubblicazione, soprattutto per ciò che attiene ai punteggi degli elenchi aggiuntivi. In molti, infatti, si sono visti attribuire punteggi nettamente inferiori rispetto a quelli a cui avrebbero realmente diritto, o peggio, sono stati direttamente esclusi». L’interrogazione è volta a informare il ministro dell’Istruzione delle problematiche, chiedendo anche di adottare delle misure per evitare che centinaia di docenti rimangano esclusi: «La questione è molto delicata, visto che tali graduatorie sono quelle che verranno prese in considerazione in maniera ufficiale per l’attribuzione del ruolo, ma anche per le supplenze. Alla luce di tutto questo, diventa indispensabile una loro completa revisione, individuando quei docenti presenti in graduatorie e potenzialmente nominabili per la supplenza e per il successivo ruolo. Inoltre – continua Cimino – la normativa afferma, che il titolo estero per essere validamente utilizzato per l’inserimento in GPS deve essere non solo acquisito entro il 31 luglio 2021 ma anche validamente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione non rilevando, quindi, la mera data dell’istanza per il riconoscimento».

In provincia di Palermo, in mare, tra Capaci e Carini, è morto annegato un ragazzo di 23 anni, Luca Carollo, di Torretta. Lui ha tentato di salvare una persona in difficoltà a ritornare a riva a causa del mare molto agitato. Nel frattempo, allarmati da altre persone presenti in spiaggia, i bagnini sono intervenuti salvando la persona in difficoltà. Carollo, invece, è stato sopraffatto dalle onde, ed è stato recuperato in prossimità della riva, privo di sensi. Inutili si sono rivelati gli interventi di rianimazione ad opera del personale del 118.

In Sicilia il 70,88% (pari a 3 milioni di persone) della popolazione residente ha ricevuto almeno una dose di vaccino antiCovid, mentre il 61,71% (oltre 2,6 milioni) risulta completamente immunizzato (ossia ha ricevuto entrambe le dosi o l’unica dose Janssen). L’intero sistema sanitario regionale è impegnato per far crescere velocemente queste percentuali, che risultano ancora insufficienti a tirare fuori l’Isola da una situazione di rischio.
Secondo i dati elaborati dalla struttura regionale di monitoraggio della campagna vaccinale e aggiornati al 26 agosto, in Sicilia si presenta una situazione a macchia di leopardo, con province maggiormente virtuose, come Palermo, in cui risulta immunizzato il 66,95% della popolazione (76,17% almeno una dose), e Agrigento con il 66,31% di immunizzati (76,19% almeno una dose), e altre in cui i cittadini manifestano maggiori resistenze. Siracusa è l’ultima per immunizzati, col 56,63%, mentre il 65,80% ha ricevuto almeno una dose; Catania ha il 57,30% di immunizzati e il 65,94% ha ricevuto almeno una dose; Messina ha il 57,33% di immunizzati, mentre il 65,28% ha ricevuto almeno una dose. Nel mezzo figurano la provincia di Enna col 63,44% di immunizzati e il 73% che ha almeno una dose; quella di Ragusa col 63,10% di immunizzati e il 73,83% che ha almeno una dose; quella di Trapani col 63% di immunizzati e il 72,63% con almeno una dose; la provincia di Caltanissetta con il 61,01% di immunizzati e il 71,22% che ha ricevuto almeno una dose.
Sopra la soglia del 70% di popolazione che ha ricevuto la prima dose ci sono 173 comuni su 390. Osservando la situazione dei singoli comuni, si nota che sia la prima sia l’ultima posizione nella classifica delle percentuali di vaccinazione sono occupate da due paesi del Messinese: il più virtuoso, infatti, è il piccolo centro di Roccafiorita, dove è immunizzato addirittura il 101,16% della popolazione target (il 109,30% ha ricevuto la prima dose), segno che in questa località sono stati vaccinati anche turisti di passaggio; in coda figura Fiumedinisi, dove solo un cittadino su tre risulta immunizzato (34,52%) e il 40,48% della cittadinanza ha ricevuto la prima dose.
Nelle prime dieci posizioni di comuni virtuosi, oltre a Roccafiorita, compaiono quattro centri del Palermitano (Palazzo Adriano, Ustica, Isnello e Giuliana), quattro dell’Agrigentino (Comitini, Lucca Sicula, Burgio, Sambuca) e un altro del Messinese (San Marco d’Alunzio).
Tra i capoluoghi il più alto in classifica è Ragusa, con il 79,35% di prime dosi e il 73,15% di immunizzati; seguono Enna (77,93% prime dosi, 72,64% immunizzati), Agrigento (77,10% prime dosi, 68,81% immunizzati), Palermo (77,02% prime dosi, 69,92% immunizzati), Caltanissetta (70,12% prime dosi, 65,51 immunizzati), Catania (69,60% prime dosi, 62,68% immunizzati), Trapani (66,28% prime dosi, 58,65% immunizzati), Siracusa (65,96% prime dosi, 58,84% immunizzati), Messina (59,97% prime dosi, 55,32% immunizzati).

In Sicilia ricorre il record dei beni confiscati alla mafia. Nell’Isola vi è il maggior numero di immobili appartenuti ai mafiosi e poi destinati al riuso sociale. Ben 449 su 5.645 assegnazioni in tutta Italia.
La Sicilia è inoltre la regione con la più elevata percentuale, pari a 52,31%, dei Comuni destinatari dei beni un tempo appartenuti ai boss. Al Comune di Palermo vi è il maggior numero di beni destinati: 1.512. Seguono, con distacco, Reggio Calabria (354) e Napoli (245). A Palermo l’ultima assegnazione è avvenuta pochi giorni addietro. In presenza del Prefetto, Giuseppe Forlani, e del Comandante provinciale dei Carabinieri, Arturo Guarino, è stato consegnato al Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “Danilo Dolci” l’immobile “Magazzini Brancaccio”.

Un giovane di 22 anni, Luca Carollo, di Torretta, è morto annegato questa mattina nei pressi del lungomare di Capaci. Altri tre sono stati soccorsi e portati a riva dai sanitari del 118. Sono intervenuti anche i militari della Capitaneria di Porto. Il mare oggi era molto agitato e in spiaggia c’erano le bandiere rosse.

I quattro hanno sfidato le onde. Tre sono stati aiutati anche da altri bagnanti e dai bagnini di un lido vicino. Il giovane è stato portato a riva. Alla vittima è’ stato praticato il massaggio cardiaco, I sanitari hanno cercato di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare.

«Libero Grassi era un temerario della legalità, un tranquillo rivoluzionario, un uomo onesto fino alla intransigenza. Il suo, come quello di tanti siciliani coraggiosi che hanno contrastato le mafie, è stato un omicidio annunciato, plateale, la punizione riservata a chi si ribella e sfida. La lotta al racket del “pizzo”, odioso ricatto degli estortori che cessa soltanto con la denuncia o con il fallimento delle aziende, in Sicilia è cominciata proprio con lui, con quella pubblica lettera di sfida ai suoi taglieggiatori. Il suo esempio, ancora oggi, è modello per chi reagisce e si ribella, ma anche monito per chi subisce e si rende complice con il silenzio, per chi non collabora con le forze dell’ordine».
Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ricordando Libero Grassi a trent’anni dall’assassinio dell’imprenditore palermitano.