Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 71)

L’Assemblea Regionale ha approvato con voto finale il bilancio consolidato della Regione per l’esercizio finanziario 2019 e il disegno di legge su disposizioni contabili, insieme al Rendiconto generale per il 2019, parificato dalle Sezioni riunite della Corte dei Conti. Per quanto riguarda invece l’integrazione salariale, per 10 milioni di euro, degli Asu, i lavoratori precari impegnati in attività socialmente utili, che sono circa 4.500, la seduta è stata rinviata a martedì prossimo 5 ottobre. Tale integrazione, ovvero l’aumento delle ore di lavoro e quindi della retribuzione, è stata impugnata dal Consiglio dei ministri. Musumeci e l’assessore al Lavoro, Scavone, hanno comunque annunciato in Aula l’intenzione della Regione di difendere le proprie ragioni in Corte Costituzionale in merito alla norma impugnata. “Sosterremo le ragioni dei lavoratori”- ha affermato Musumeci.

“Con un mio emendamento supportato da tutto il gruppo parlamentare della Lega, abbiamo proposto oggi di utilizzare immediatamente le
somme del bilancio regionale che avevamo destinato alla stabilizzazione degli ASU e che sono rimaste bloccate per l’impugnativa nazionale.
Non ha infatti alcun senso aspettare che si sblocchi lo stallo legislativo, che potrebbe durare anche anni, quando vi sono delle somme comunque già disponibili per dare risposte alle necessità di questi lavoratori e degli enti per cui lavorano. Abbiamo quindi proposto di utilizzare le somme del bilancio 2021 per aumentare le ore di lavoro o per coprire i costi di quegli enti che già finanziano ore aggiuntive con fondi propri.
Su questo impegno ci è sembrato necessario fare un confronto chiaro sia con il Governo sia con il parlamento e per questo abbiamo posto la
pregiudiziale sull’intero disegno di legge proposto dal Governo.”
Lo ha dichiarato Marianna Caronia spiegando l’emendamento che ha presentato oggi sull’utilizzo delle somme del bilancio, attualmente
bloccate a seguito dell’impugnativa da parte del Governo nazionale per la norma sugli ASU.

Il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa domani, giovedì 30 settembre, alle 11.30 terrà una conferenza stampa presso la Sala Palumbo di Palazzo dei Normanni a Palermo. Saranno presenti gli assessori regionali Mimmo Turano e Roberto Lagalla, il coordinatore regionale Decio Terrana, il capogruppo Eleonora Lo Curto e il deputato questore Giovanni Bulla. Nell’incontro con i giornalisti, il segretario Cesa e i parlamentari faranno il punto sulla situazione politica e sul posizionamento del partito nelle amministrative che si terranno la seconda settimana di ottobre in Sicilia, con un focus dedicato alla situazione politica nazionale ed alle prossime scadenze regionali che riguardano le elezioni dei Sindaci e dei Consigli comunali nella tornata del maggio 2022 e il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana con l’elezione contestuale del Presidente della Regione a novembre del prossimo anno.

“Dai comuni siciliani giunge una vibrata manifestazione di disagio per il mancato avvio dei servizi di assistenza igienico-personale a sostegno degli studenti con disabilità che, ad oggi, ad anno scolastico già iniziato, non possono frequentare le lezioni”.  Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“In considerazione della complessità normativa e delle criticità  finanziarie legate alla realizzazione del servizio – continua Orlando –  l’ANCI Sicilia chiede urgentemente un incontro  agli Assessori alla Famiglia, alla Pubblica Istruzione  e alla Salute della Regione siciliana,  con il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Regionale. L’urgenza  del confronto, sul quale restiamo in attesa di una sollecita convocazione da parte del Governo regionale, nasce dalla necessità di tutelare un gran numero di studenti diversamente abili ai quali  è stato negato di esercitare il diritto allo studio nella scuola dell’obbligo”.

 

Non comprendo perché si debba affidare a Consip, che non è attrezzata, la selezione delle domande per l’assunzione di 1.500, tra diplomati e laureati, nei Centri per l’impiego della Sicilia e non a Formez, che è una società che opera in house, essendo di proprietà dello Stato. E noi abbiamo bisogno di fare presto. Consip chiede 2,5 milioni di euro per processare 11 mila domande; Formez con la stessa spesa garantisce la verifica di 110 mila domande di potenziali candidati. Per attivare la convenzione con Consip sarebbero necessari dai 145 ai 175 giorni per la pubblicazione dei bandi di concorso, che deve essere preceduta dall’attivazione di un’apposita procedura; Formez, invece, dispone già della necessaria piattaforma per la ricezione delle domande. Con Formez le procedure sarebbero molto più veloci e le fasi concorsuali non si svolgerebbero a ridosso delle elezioni regionali, come inevitabilmente sarebbe con il coinvolgimento di Consip. In questo modo si mette a rischio il concorso e la possibilità di dotare i nostri centri per l’Impiego delle adeguate professionalità”.

Lo dice il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, commentando la notizia sulla selezione per il concorso nei centri per l’impiego.

I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri, in provincia di Palermo, hanno arrestato ai domiciliari tre indagati, tra i 24 e i 33 anni di età, di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana. L’indagine è stata avviata nel novembre 2020, e si è conclusa a gennaio 2021 sequestrando, nel corso delle attività investigative, oltre tre chili di marijuana, e individuando un deposito di droga in un immobile disabitato a Belmonte Mezzagno. Attraverso pedinamenti e servizi di osservazione, i Carabinieri hanno documentato numerosi episodi di spaccio da parte degli indagati nei confronti soprattutto di ragazzi a Misilmeri.

“Italia Viva da che parte sta?” A porre il quesito è il deputato nazionale del Pd Carmelo Miceli dopo il chiaro messaggio del futuro candidato della Lega alla presidenza della Regione, il quale tende la mano ai renziani.
“In Sicilia Italia Viva regala uomini alla Lega e accetta serenamente anche le avance di Nino Minardo. Davvero chi è cresciuto a pane e kefiah tra le strade di San Lorenzo pensa di potere avere un futuro con la destra e i suoi lacchè?”.
Ma quel che sta succedendo in Sicilia, secondo Miceli, è l’esempio di come il centrodestra sia spaccato e abbia perso sempre più credibilità. “Salvini, Musumeci e adesso anche Miccichè, che è pronto a scaricare il governatore, stanno certificando la frattura profonda all’interno della coalizione di centrodestra con ripercussioni serie per la Sicilia che ancora oggi è terra di conquista e campo di battaglia dove testare le alleanze. Tutto a discapito dei siciliani costretti a subire l’immobilismo di un governo che soprattutto nell’emergenza dovuta alla pandemia ha dimostrato il suo fallimento”.
E adesso il governo Musumeci dovrà affrontare venti di crisi. “È evidente – aggiunge il deputato del Pd – che l’ultimatum di Musumeci alla Lega, che lancia la candidatura di Nino Minardo a Palazzo d’Orleans, non abbia impensierito neanche lontanamente Salvini. A questo punto il presidente della Regione cosa farà? Caccerà i delfini di Salvini dalla sua maggioranza tenendo fede al suo aut aut o, visto il suo attaccamento alla poltrona, dimostrerà che il suo era solo il ruggito di un coniglio?”

Ancora una seduta a vuoto in aula e per le nomine in prima commissione, e intanto la Sicilia aspetta.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars dopo il nulla di fatto  di oggi a palazzo dei Normanni.
“Le lotte intestine alla maggioranza, fotografate alla perfezione dalle dichiarazioni al vetriolo riportate dalla stampa in questi giorni – dicono i parlamentari 5 stelle – si ripercuotono con tutta evidenza nei lavori parlamentari, di fatto congelati da mesi.
Oggi Musumeci non è riuscito a raccattare uno straccio di numero legale pur precettando quasi tutti i suoi assessori. Peggio è andata  in prima commissione, dove le nomine attese si trascinando di settimana in settimana senza che riesca a trovare il numero minimo per poterle votare. La cosa assurda è che si chiede alle opposizioni di essere responsabili. Ma se la maggioranza ha altro a cui pensare e snobba le importanti votazioni in aula, non è certo colpa nostra”.

Oggi 28 settembre in assemblea regionale è prevista la votazione della norma che prevede la decurtazione delle somme, già assegnate con la legge 9 di quest’anno,  ai lavoratori Asu che in Sicilia svolgono attività socialmente utili.

 Lo afferma il parlamentare regionale della Lega Carmelo Pullara.

Immediate le azioni di protesta organizzate dalle diverse sigle sindacali, – spiega Pullara – scaturite anche a seguito dell’impugnativa da parte del governo nazionale dell’art. 36 della finanziaria regionale che prevedeva la stabilizzazione di tutto il personale del bacino Asu.

Sono dalla parte di questi lavoratori e mi opporrò  in Aula al  taglio dei fondi necessari per la stabilizzazione degli Asu”  –  ha detto Carmelo Pullara.

Il taglio dei fondi destinati alla stabilizzazione di oltre 4.500 Asu  , causerebbe anche la mancata integrazione delle ore lavorative, con il conseguente rallentamento degli uffici pubblici.  Considerato che stiamo parlando di personale che da oltre 25 anni ha garantito, con grande responsabilità, servizi ai cittadini a fronte di sussidi irrisori, pari anche a 590 euro al mese, ci sentiamo in dovere di difendere questa categoria di lavoratori  che merita rispetto. L’assemblea regionale è chiamata ad un atto di responsabilità senza ulteriori indugi.

Chiederò  -conclude Pullara -che si apra anche un immediato tavolo con il governo centrale affinché si possa trovare una soluzione definitiva a questo grave problema che mortifica la dignità di tanti lavoratori.

Nell’ambito dell’indagine della Guardia di finanza di Palermo che aveva scoperto una truffa all’Inps che assicurava pensioni di invalidità in cambio di soldi, la sezione misure di prevenzione del tribunale ha emesso un provvedimento di sequestro patrimoniale per un milione di euro nei confronti di Antonino Randazzo, ritenuto a capo dell’organizzazione criminale. Randazzo era stato arrestato dal nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo a gennaio del 2020 perché accusato di realizzare sistematiche truffe ai danni dell’Inps a vantaggio di diversi soggetti che, in cambio di cospicue somme di denaro, avevano ottenuto pensioni di invalidità pur godendo di ottima salute.

Per queste accuse è stato rinviato a giudizio per traffico di influenze illecite, falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e impiego di denaro di provenienza illecita insieme a 17 persone La truffa sarebbe stata commessa con la complicità di 11 medici di famiglia. In tutto gli indagati furono 23.
I finanzieri hanno eseguito un’indagine patrimoniale che avrebbe accertato disponibilità finanziarie e patrimoniali assolutamente incompatibili con la capacità reddituale ufficialmente dichiarata da Randazzo. Sono state sequestrate 23 polizze assicurative sulla vita per un controvalore di circa 830.000 euro, 9 rapporti bancari con un saldo attivo di circa 160.000 euro, un’auto del valore di circa 20.000 euro e denaro contante per circa 62.500 euro.
“Obiettivo primario delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza è quello di sottrarre ai criminali ogni beneficio economico derivante dalle condotte delittuose, – dice Gianluca Angelini comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo – colpendo in particolare tutti i beni acquisiti nel tempo in assenza di redditi di origine lecita, con lo scopo di impedire ogni arricchimento patrimoniale connesso al reato”.

(ANSA)