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“14 milioni per le scuole siciliane”.

L’annuncio del Piano Scuola Estate 2021 è del deputato del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino, componente della Commissione Cultura, che comunica la ripartizione delle somme destinate alla scuola e contenute nel DL Sostegni, in totale 150 milioni. Le somme saranno così ripartite: Palermo e provincia 3 milioni e 500 mila euro; Catania e provincia oltre 3 milioni 250 mila euro; un milione e 500 mila euro per Messina e provincia, un milione e 200 mila euro per la provincia di Agrigento, 1 milione e 200 mila euro per la provincia di Trapani, un milione e 100 mila euro per la provincia di Siracusa; poco meno di un milione di euro per la provincia di Ragusa, 785 mila euro per Caltanissetta; 400 mila euro per Enna. “Siamo soddisfatti di aver raggiunto il nostro obiettivo – spiega Cimino – queste somme saranno destinate ad attività volte a potenziare l’offerta formativa extra curricolare dei nostri studenti, nei mesi che accompagnano i ragazzi all’inizio del nuovo anno scolastico, dopo due anni inficiati dalla pandemia”.

Le attività mireranno al recupero delle competenze di base, al consolidamento delle discipline, alla promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività, della vita di gruppo delle studentesse e degli studenti.

Nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Sorella Sanità”, su un presunto giro di tangenti per appalti sanitari per oltre 600 milioni di euro, la Procura di Palermo ha chiesto la condanna di 8 imputati giudicati in abbreviato. In particolare, 10 anni di reclusione ciascuno per Antonio Candela, ex manager dell’Azienda sanitaria di Palermo, nonché ex commissario per l’emergenza covid, e per il faccendiere Giuseppe Taibbi. Poi 9 anni e 4 mesi ciascuno per Fabio Damiani, ex manager dell’Azienda sanitaria di Trapani, e per l’imprenditore Francesco Zanzi. Poi 8 anni per gli imprenditori Roberto Satta, 7 anni per Salvatore Navarra, 5 anni e 4 mesi per Angelo Monticanti, e poi 4 anni e 2 mesi per il faccendiere Salvatore Manganaro, originario di Canicattì. Sia Manganaro che Damiani hanno reso dichiarazioni ai pubblici ministeri e per loro è stato chiesto al giudice di riconoscere delle attenuanti.

Sono 600 le persone vaccinate da mezzanotte alle 8 alla Fiera del Mediterraneo di Palermo nel primo turno che ha portato l’hub provinciale a funzionare no stop per 24 ore al giorno. Una fila ordinata di persone ha iniziato a varcare i cancelli poco dopo la mezzanotte per vaccinarsi al nuovo padiglione 20A.

Alla stessa ora passaggio di consegne senza strappi tra il padiglione 20 che chiudeva, per poi riaprire alle 8, e il 20A che iniziava ad accogliere i primi utenti.
Code contenute, zero assembramenti. Una settantina di persone al lavoro tra medici, infermieri, personale amministrativo, volontari e sicurezza. Il nuovo spazio ha risposto alle esigenze di un’utenza fatta per lo più di lavoratori, che non riuscivano a trovare il tempo di recarsi ai centri vaccinali durante il giorno. Seduti nell’area di attesa pre e post-vaccino, molti giovani entro i trent’anni con patologie non gravi. Il primo a ricevere la dose , poco dopo la mezzanotte, un 29enne palermitano, professione informatico.
C’è poi chi ha colto l’opportunità della nuova fascia tardo notturna per risparmiarsi un po’ di fila o chi era prenotato per i prossimi giorni ma non ha disdegnato un posto a notte fonda pur di accelerare i tempi anche di poco. Una signora si è presentata con un vassoio di biscotti per il commissario Renato Costa e il suo staff: “Grazie infinite per quello che fate e per la vostra organizzazione splendida”.
Le fasce di maggior successo sono state quella iniziale, tra mezzanotte e le 2, e quella finale, dalle 6 alle 8. Poco meno di un centinaio i “temerari” delle fasce intermedie, tra le 3 e le 5 del mattino.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha sequestrato beni per 230mila euro ad Antonino Mazza, 48 anni, ritenuto tra i capi di organizzazione impegnata nello spaccio di droga allo Zen. Mazza è già stato condannato in secondo grado, con rito abbreviato, perché avrebbe gestito insieme ad altri lo spaccio di hashish, cocaina e marijuana nel quartiere alla periferia di Palermo, utilizzando vedette con tanto di binocoli, pusher con precisi turni, e una gestione comune della cassa. I finanzieri hanno accertato una disponibilità patrimoniale sproporzionata rispetto alla capacità reddituale ufficialmente dichiarata da Antonino Mazza, al quale sono state sequestrate 2 abitazioni, 2 terreni a Casteldaccia, e 4 rapporti finanziari che, secondo la Sezione misure di prevenzione, sarebbero stati acquistati con i proventi delle attività illecite.

È stato esposto al Teatro Massimo di Palermo, questa mattina, durante una cerimonia solenne , il lenzuolo realizzato dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione in ricordo dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 29 esimo anniversario delle stragi di Capaci e Via d’Amelio. Il lenzuolo, sui cui è stata realizzata un’immagine dei due magistrati dal designer Carlo Fiore, verrà esposto oggi in 20 luoghi in tutta Italia.

Alla cerimonia hanno partecipato la professoressa Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia, il generale di brigata Rosario Castello, comandante della Legione, il comandante provinciale dei carabinieri Arturo Guarino, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone. L’iniziativa rientra nel progetto #unlenzuolocontrolamafia che, attraverso una campagna social sulle pagine Fb e Instagram della Fondazione Falcone, ha anche coinvolto cantanti, attori, esponenti della cultura per un appello ai cittadini ad appendere un lenzuolo il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, come avvenne dopo l’attentato

“Razza bis? No grazie. Non comprendiamo cosa sia cambiato dal giorno delle sue, doverose, dimissioni. E in ogni caso l’operato del delfino di Musumeci era deficitario prima che l’inchiesta della magistratura investisse l’assessorato alla Salute, tanto da indurre le opposizioni a proporre una mozione di censura nei suoi confronti”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa, Antonio De Luca e Giorgio Pasqua, componenti della commissione Salute di palazzo dei Normanni.

“Se siamo stati tra le ultime regioni ad abbandonare l’arancione, con tutte le ricadute negative del caso – affermano i parlamentari 5 stelle – è anche imputabile a scelte che affondano le radici nei mesi passati, quando Razza era in cabina di regia. Se siamo stati il fanalino di coda in fatto di vaccini, ciò non era certo imputabile a scelte degli ultimi giorni. E potremmo continuare. L’ex assessore alla Salute ha già mostrato di non saper governare la sanità siciliana, anche perché, pur consapevole delle anomalie riguardanti il caricamento dei tamponi effettuati e delle vittime Covid, non si è adoperato né per denunciare, né per impedire la deprecabile pratica. Quale può essere la credibilità di un soggetto che ha già posto in essere simili condotte? Come si può giustificarne la reintegra?”.

“La triste realtà – aggiungono – è che sulle dimissioni di Razza si è giocata la tenuta del governo regionale e adesso che si discute dei prossimi assetti elettorali, Musumeci non vuole privarsi del suo delfino. Peccato che tutto ciò non abbia nulla a che vedere con la salute dei siciliani”.

“Noi – concludono Cappello, Siragusa, De Luca e Pasqua – siamo favorevolissimi che Musumeci lasci l’interim alla Salute: la guerra al Covid ha bisogno di un generale a tempo pieno. Ma sia un generale nuovo”.

A Palermo la Polizia ha eseguito una misura cautelare nei confronti di 30 persone, indagate di essere parte di un’organizzazione criminale dedita al traffico e allo spaccio di cocaina. Sono 11 gli arresti in carcere, 15 ai domiciliari, e a 4 è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini hanno svelato un’attività di spaccio che da Partinico si sarebbe estesa ad altri Comuni della provincia palermitana come Balestrate, Trappeto, Camporeale, San Cipirello, nonché del Trapanese come Alcamo, Castellammare del Golfo, Santa Ninfa, Gibellina, e Mazara del Vallo. L’organizzazione avrebbe gestito intensi traffici di droga con un rilevante giro d’affari grazie a tantissimi clienti. Gli uomini di riferimento dell’organizzazione sarebbero ricorsi anche alla violenza per il recupero dei crediti.

E’ stato inaugurato il centro allestito dalla Croce Rossa Italiana nella stazione ferroviaria centrale a Palermo per l’effettuazione senza alcun costo, prescrizione medica o prenotazione del tampone antigenico rapido riservato a tutti i cittadini che sono in partenza. Sono intervenuti il sindaco Leoluca Orlando, Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo e per la Croce Rossa, Luigi Corsaro, presidente regionale, Laura Campione, presidente Comitato Palermo e Giuseppe Giordano, segretario regionale.

“Voglio porgere il mio apprezzamento per l’iniziativa della Croce Rossa Italiana in collaborazione con le Ferrovie dello Stato che, certamente, fa parte della diffusione della cultura della salute – ha detto Orlando – Come a Milano e a Roma, oggi anche a Palermo c’è la possibilità per i cittadini in partenza di effettuare il tampone rapido in maniera gratuita e presto questa iniziativa sarà diffusa a tutte le altre grandi stazioni italiane. Si tratta di un modo per invogliare e facilitare il controllo della salute attraverso il tampone, ma anche di evitare il dilagare della pandemia. La cura della propria salute e l’aumento dei vaccini è la strada giusta per metterci alle spalle il terribile problema del Covid”

“Il decreto di non luogo a procedere da parte del giudice di Catania è la dimostrazione che, nonostante le accuse infondate, Matteo Salvini, da ministro dell’Interno, aveva compiuto il proprio dovere, difendendo la sovranità dell’Italia e contrastando l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani”.

Lo sottolinea l’assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana, Alberto Samonà (Lega), commentando il provvedimento del giudice per l’udienza preliminare che ha prosciolto Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti.

“In un mondo normale – aggiunge Samonà – a Salvini dovrebbe essere immediatamente riassegnata la delega di Ministro dell’Interno, per fronteggiare la nuova emergenza sbarchi di queste ultime settimane e per dare un segnale chiaro all’Europa, proprio come aveva fatto due anni fa, tutelando i confini e servendo il nostro Paese”.

La Guardia di Finanza, su disposizione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha confiscato beni per oltre 3 milioni e 500mila euro ai fratelli palermitani, Giuseppe e Maurizio Sanfilippo, di 69 e 61 anni, inquisiti di usura e ritenuti da anni i maggiori referenti del credito illegale a Palermo e provincia. Secondo le indagini dei finanzieri, i due fratelli avrebbero prestato soldi a commercianti e imprenditori in difficoltà applicando tassi d’interesse fino al 60% su base annua. Il provvedimento di confisca è frutto di una sentenza definitiva in Cassazione. Maurizio Sanfilippo ha patteggiato una pena a 3 anni e 3 mesi di reclusione, mentre Giuseppe è attualmente sotto giudizio. Sono state confiscate due imprese, un bar tabaccheria a Misilmeri e un negozio di abbigliamento a Palermo, poi 14 immobili, tra abitazioni, locali commerciali e appezzamenti di terreno, tra Palermo, Bagheria, Trabia e Termini Imerese, 11 veicoli e 20 rapporti finanziari. Almeno una ventina delle presunte vittime di usura sono state convocate dal comando provinciale della Guardia di Finanza. Sono tre hanno collaborato alle indagini.