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Rifiuti: cumuli immondizia

 La Regione spinge i privati a investire nel mercato dei rifiuti in Sicilia. Con un avviso pubblico esplorativo intende acquisire manifestazioni di interesse “per favorire la partecipazione e consultazione del maggior numero di operatori economici attivi in ambito nazionale e internazionale, che siano disponibili ad installare, su siti individuati dagli stessi o in collaborazione con le società di gestione (Srr) ricadenti nel territorio, impianti mobili per il trattamento della frazione umida compostabile”. L’avviso è stato diramato dal dipartimento rifiuti della Regione, a firma del dirigente generale Salvatore Cocina. L’obiettivo della Regione è quello di dotare i territori di impianti per il riutilizzo dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, per lo spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura o dell’ecologia e per il riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche.
   

Italian Interior Minister Matteo Salvini (R) with Hungarian Prime Minister, Viktor Orban

La protesta dei centri sociali, vernice rossa davanti al Consolato di Ungheria

E’ durato circa un’ora l’incontro tra Matteo Salvini e Viktor Orban in Prefettura a Milano. “Siamo vicini a una svolta storica per il futuro dell’Europa: oggi comincia un percorso di incontri, ce ne saranno tanti altri”, ha detto il Ministro dell’Interno. “Quando tutti al Parlamento europeo mi attaccavano, Salvini mi difese. Io non dimentico e lo ringrazio”, ha affermato il premier ungherese.

Con  Salvini “vorrei fare una conoscenza personale. Lui è il mio eroe”, ha detto il primo ministro ungherese, uscendo dal ristorante in cui ha pranzato a Milano prima dell’incontro ufficiale in prefettura. “È un mio compagno di destino – ha aggiunto – sono molto curioso di conoscere la sua personalità. Sono un grande estimatore e ho alcune esperienze che forse potrei condividere con lui. Ho questa sensazione”, ha concluso Orbàn.

“Ormai – scrive il vicepremier e ministro dell’Interno – la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti. P.S. In Ungheria disoccupazione è sotto il 5%, Flat Tax per le imprese è al 9% e per le persone al 15%, immigrazione è sotto controllo e economia cresce del 4%”. Lo scrive il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista del suo incontro nel pomeriggio con il presidente ungherese Viktor Orban.

A Milano migliaia in piazza per dire no all’incontro – La Milano a favore dell’accoglienza e dell’integrazione si è riunita in piazza San Babila per la manifestazione di protesta ‘Europa senza muri’, organizzata dalle stesse realtà che hanno promosso la grande tavolata per l’integrazione che si è tenuta in città lo scorso giugno. Al corteo hanno aderito anche partiti politici, come il Pd, LeU e Possibile, Anpi, sindacati a partire dalla Cgil, centri sociali, collettivi studenteschi, oltre ai Sentinelli di Milano, che sono fra gli organizzatori. La piazza è presidiata dalle forze dell’ordine e l’accesso a corso Monforte, dove si trova la sede della prefettura, è bloccato da camionette della Polizia e da agenti in tenuta anti sommossa. In piazza ci sono anche i ragazzi della ‘St Ambroeus Fc’, la prima squadra composta da rifugiati iscritta alla Figc, che metterà in scena un allenamento per opporsi alla riapertura dell’ex Cie di via Corelli.

Centri sociali imbrattano Consolato Ungheria – Vernice rossa come il sangue dei tanti migranti che hanno perso la vita in mare davanti al Consolato Generale Ungherese di Milano, in zona Missori. È l’azione di alcuni manifestanti e militanti dei centri sociali in segno di protesta per l’incontro tra Salvini e Orbàn, che portano avanti “una politica fascista”. I manifestanti hanno anche appeso uno striscione che recita: “I vostri confini uccidono Salvini e Orbàn complici di razzismo e paura” e ancora “La nostra Europa non ha confini, refugees welcome”.

Il governatore della Liguria Toti: “Si è offerto volontariamente, da genovese competente nel campo, di regalare alla città un progetto”

Renzo Piano si è offerto volontariamente, da genovese competente nel campo, di regalare alla città un progetto per il rifacimento del ponte Morandi. Noi abbiamo accettato volentieri l’aiuto, qualche idea ce l’ha già proposta”. Lo ha detto il governatore Giovanni Toti al termine dell’incontro con l’archistar Renzo Piano. “Non credo ai tempi record per la ricostruzione, credo nei tempi giusti, bisogna fare presto ma non in fretta” ha detto, in particolare Renzo Piano.

Intanto continuano le polemiche. “Fuori i prenditori dallo Stato” lo scrive il vice premier Luigi Di Maio sul Blog delle Stelle nel quale torna parlare degli intrecci tra i concessionari dello stato e la ”mala politica dei vecchi partiti”. “Chi stava al governo li ha sempre protetti”, scrive ancora Di Maio citando una frase dell’ex segretario del Pd Matteo Renzi. “I privilegi dei prenditori vengono pubblicati e saranno eliminati”, afferma chiedendo per trasparenza ”ai Benetton di pubblicare i nomi di tutti i politici e tutti i giornali finanziati nel corso di questi anni”. “Chi stava al governo li ha sempre protetti, addirittura fino all’anno scorso con il governo di Renzi” afferma sempre Di Maio sul blog delle Stelle nel quale riporta anche quanto dichiarato da Renzi “solo dieci giorni fa: “Nel 2017, seguendo le regole europee, dopo un confronto col commissario UE Vestager (altro che leggina approvata di notte, è una procedura europea!), si è deciso di allungare la concessione di quattro anni, dal 2038 al 2042, in cambio di una fondamentale opera pubblica”. “Bravo!”, commenta.

Un esposto per danno erariale contro gli ex governi sarà presentato alla Corte dei Conti entro “pochi giorni”. Lo confermano fonti di governo spiegando che il vicepremier Luigi Di Maio ha già parlato con degli avvocati, secondo i quali ci sono assolutamente i margini per presentare l’esposto per danno erariale al procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio che è quello competente. “Stiamo preparando l’esposto che sarà pronto in pochi giorni”, ribadiscono le fonti.

“Autostrade i soldi li mette, ma lo ricostruiamo noi il ponte”. Lo afferma a Radio Anch’io il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, tornando a parlare della ricostruzione del ponte di Genova. “Che Autostrade debba ricostruire il ponte è scontato in termini risarcitori – ha detto – Sugli immani danni morali e civili è normale che debba mettere i soldi, ma è altrettanto normale che non possa ricostruire. Sarebbe irrispettoso nei confronti delle famiglie e dei cittadini”.

I consigli di amministrazione di Autostrade per l’Italia e della controllante Atlantia si riuniranno venerdì 31 agosto. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. All’ordine del giorno l’approvazione della risposta di Autostrade richiesta dal Ministero delle infrastrutture e trasporti nella lettera con cui ha avviato la procedura per la decadenza della concessione. Il Ministero aveva dato 15 giorni per fornire una dettagliata relazione per dimostrare se e come ha agito sulla manutenzione del ponte Morandi a Genova.

 

Scontro sulla ricostruzione tra il commissario Giovanni Toti e il vicepremier Luigi Di Maio.

Autostrade pubblica online, rendendo “pubblico e accessibile a tutti i cittadini”, il testo della convenzione con il ministero, una risposta a “polemiche e strumentalizzazioni”. La società sottolinea come “nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti. Ciò anche per assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento”. Ecco il testo della Convenzione.

Cateno de Luca (Udc), nuovo sindaco di Messina

Posso fare una proposta? Mandiamo i baraccati negli alberghi e i migranti nelle baracche? Non sarebbe giusto dopo 110 anni dare un tetto dignitoso ai messinesi e tenere qualche anno i migranti nelle baracche? Ma una cosa del genere farebbe indignare tutto il mondo e i benpensanti”. Lo scrive provocatoriamente su Facebook il sindaco di Messina Cateno De Luca riferendosi ai migranti scesi dalla nave Diciotti.
    “Nessuno mi ha avvertito dell’arrivo dei migranti all’hotspot di Messina – aggiunge – Vuol dire che i sindaci sono buoni solo per prendersi le denunce per le scuole prive di verifica sistemica e prive delle elementari norme antincendio mentre sulle politiche di ammasso dei migranti non hanno alcun diritto di parola. Mi chiedo perché oltre 10 mila persone possono continuare a stare nelle baracche sotto l’amianto con bambini che giocano tra le fogne e i ratti ed i migranti possono stare in strutture migliori ivi incluso gli alberghi”.
   

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, rilancia il progetto stradale della Agrigento-Castelvetrano. Catanzaro afferma: “La provincia di Agrigento, ad oggi, rimane l’unica provincia siciliana priva anche di un solo chilometro di autostrada. I collegamenti interni sono vergognosi e provocano gravi difficoltà e morti. È giunto il momento che il Governo regionale pensi seriamente al futuro della terra agrigentina spingendo sul progetto della Gela-Agrigento-Castelvetrano, per il quale già esiste uno studio di fattibilità dell’Anas. Si tratta di 170 chilometri di rete stradale che permetterebbero di chiudere l’anello autostradale e non continuare a mortificare il territorio agrigentino e ostacolare la crescita e lo sviluppo di un intero territorio. Alla ripresa del lavori dell’Assemblea chiederò, inoltre, al Governo di aumentare i fondi della misura 4.3.1 rivolta alla ristrutturazione di strade interaziendali. Non può, infatti, esservi lo sviluppo delle aziende senza uno sviluppo delle infrastrutture”.

Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi. Nell’Isola sono 339 i progetti interessati. Tredici opportunità anche a soggetti a cui è stata riconosciuta la protezione internazionale. Previste trenta ore settimanali, per un totale di 1400 annue

Pubblicato il bando per la selezione di 3.589 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nella Regione Sicilia. In totale, in Italia, sono oltre 53mila i posti disponibili per i giovani tra i 18 e i 28 anni. Nell’isola sono previsti 339 progetti, che saranno attuati presso gli enti iscritti all’Albo regionale, dalla durata di dodici mesi e con un orario di servizio non inferiore a trenta ore settimanali, 1400 annue. Gli aspiranti volontari dovranno candidarsi entro il 28 settembre, termine ultimo per l’invio della domanda: una candidatura e per un solo progetto. 

«Per l’ammissione alla selezione – si legge nel bando, pubblicato sul sito del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale – è richiesto il possesso dei seguenti requisiti: cittadinanza italiana, ovvero di uno degli Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra UE purché regolarmente soggiornante in Italia; aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda; non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata».

Dei 3.589, 13 posti sono riservati ai volontari Fami, «ossia ai giovani titolari di protezione internazionale o di protezione umanitaria», che devono dunque rivestire lo status di rifugiato o essere titolare di protezione sussidiaria: «Tali condizioni – recita il bando – sono attestate dal permesso di soggiorno in formato elettronico rilasciato dalla questura competente per territorio. I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, a eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio». Va inoltre specificata la categoria «alla quale si ritiene di appartenere» che ovviamente dovrà essere comprovata tramite apposita documentazione in fase di selezione. I 13 posti sono così suddivisi: due presso l’organizzazione non profit Arces, altre due presso la Fondazione San Giovanni Battista, due per l’associazione Il giglio, due presso la cooperativa sociale Iblea servizi territoriali e ben cinque per il Comune di Palermo. Nella domanda va inoltre

Nel documento è poi riportato che non possono presentare domanda i giovani che «appartengono ai corpi militari e alle forze di polizia; abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista; abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi», mentre può presentarsi chi ha «già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo Garanzia giovani» e i volontari impegnati, nel periodo di vigenza del bando, nei progetti per l’attuazione del programma europeo Garanzia giovani, a patto «che si sia intanto naturalmente conclusa – secondo i tempi previsti e non a causa di interruzione da parte del giovane – l’esperienza».

Le domande vanno presentate direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto: è possibile consegnarle a mano all’indirizzo della sede presso il quale si intende svolgere l’attività oppure spedirle a mezzo raccomandata o tramite Pec. «Avendo cura – è specificato – di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf». I volontari selezionati saranno chiamati a sottoscrivere un contratto che prevede un assegno mensile di 433,80 euro per lo svolgimento del servizio, corrisposto direttamente dal Dipartimento. Sono previsti rimborsi per le spese di viaggio per coloro i quali risiedono in un comune diverso da quello di realizzazione del progetto.

Tra i reati contestati tratta persone e anche violenza sessuale

La polizia sta eseguendo quattro decreti di fermo nei confronti di tre cittadini egiziani e di uno del Bangladesh, ritenuti i presunti scafisti che hanno condotto l’imbarcazione con a bordo gli immigrati poi soccorsi dalla Diciotti e sbarcati in Sicilia.
    Ai quattro vengono contestati associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito.
   

La procura di Agrigento ha diffuso la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del leader leghista. Il diretto interessato dice la sua durante un evento a Pinzolo, in provincia di Trento: «Difendo gli italiani. Adesso riformeremo la giustizia»

 

Il fascicolo non è più a carico d’ignoti. A essere indagato per il blocco dei migranti a bordo della nave della Guardia costiera Ubaldo Diciotti è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. I reati ipotizzati nel faldone sono quelli di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Il leader della Lega Nord non è l’unico a essere finito sotto la lente d’ingrandimento della procura di Agrigento, la stessa che ha comunicato, tramite una nota stampa, la notizia dell’iscrizione del registro degli indagati di Salvini e di una seconda persona, probabilmente un vertice del ministero. A lavoro sul caso, ormai da diversi giorni, c’è il procuratore capo Luigi Patronaggio. Il magistrato si è prima recato a bordo del pattugliatore militare ancorato al porto di Catania, mentre oggi è volato a Roma per ascoltare i funzionari del Viminale Gerarda Pantalone e Bruno Corda.

Nessun faccia a faccia, invece, con Salvini. L’inchiesta però adesso passerà dalla procura di Agrigento agli uffici del tribunale dei ministri di Palermo. Ossia una sezione specializzata del tribunale ordinario, competente per gli eventuali reati commessi dal presidente del Consiglio e dai suoi ministri. Bisognerà fare piena luce sulla catena di ordini che ha portato al blocco dei 170 migranti, in prevalenza provenienti dall’Eritrea. Nonostante una tensione sempre più alta sul caso Diciotti, il leader del Carroccio, attraverso le sue pagine social, aveva sfidato apertamente il procuratore di Agrigento. Poche ore fa l’ennesimo post su Facebook: «Il procuratore ha chiesto i miei dati anagrafici. Per fare cosa? – scrive Salvini – Se vuole interrogarmi, o magari arrestarmi perché difendo i confini e la sicurezza del mio Paese, ne sono fiero e lo aspetto a braccia aperte!».

«Sui migranti abbiamo fatto più noi che in sei anni Boschi Boldrini – replica Salvini da Pinzolo, durante una manifestazione della Lega – Essere indagato perché difendo gli italiani è una vergogna. Ecco perché la riforma della giustizia è fondamentale. Se qualcuno vuole fare politica per il Partito democratico si candidi e non faccia il procuratore o il magistrato. Difenderò fino alla fine soltanto la giustizia che non fa politica». 

 

E’ iniziato lo sbarco di tutti i 137 migranti dalla nave Diciotti, dopo cinque giorni trascorsi sul pattugliatore della guardia costiera ormeggiato nel molo di Levante del porto di Catania. I primi a scendere sono stati 12 giovanissimi, che sono stati presi in consegna da personale della Croce Rossa italiana. Dopo l’identificazione saranno trasferiti con dei bus nell’hot-spot di Messina in attesa della successiva distribuzione tra Chiesa Italiana, un centinaio, Albania e Irlanda, una ventina ciascuno.
   

Tra la fine di ottobre e i primi di novembre, la Sicilia dovrebbe poter contare sui nuovi incaricati che andranno a guidare 9 Asp, 3 Policlinici, 5 ospedali e l’Ircss Bonino Pulejo di Messina

Siamo in dirittura d’arrivo. Se non ci saranno intoppi e le procedure dei colloqui degli 82 aspiranti nuovi manager della Sanità siciliana andranno speditamente così come previsto da un calendario deciso dai componenti della Commissione incaricata a svolgere le procedure, entro la fine di ottobre e i primi di novembre la Sicilia potrà contare sui nuovi 18 direttori generali che andranno a governare 9 Asp territoriali, 3 azienda ospedaliere Policlinico (Palermo, Catania e Messina), 5 aziende ospedaliere (Arnas Civico di Palermo, Arnas Garibaldi di Catania, Cannizzaro di Catania, Papardo di Messina e Villa Sofia-Cervello di Palermo) e l’Ircss Bonino Pulejo di Messina.

Com’è noto, attualmente ai vertici delle 18 aziende siedono altrettanti commissari che sono stati “delegittimati” da una sentenza n.159 della Corte Costituzionale del 22 maggio scorso che si è pronunciata su un ricorso promosso dal Consiglio dei Ministri che ha bocciato la proroga dei direttori generali che sono stati nominati e prorogati dal governo Crocetta. Cosa accadrà fino a quando non saranno nominati i 18 nuovi manager, al momento non è lecito saperlo, anche se alcuni rumors che rimbalzano dalle stanze al terzo piano dell’assessorato della Salute, sembrerebbe che il governo potrebbe dichiarare presto la loro decadenza e quindi procedere a nuovi commissari che, però dovrebbero essere scelti così come indicato dal ministero della Salute dall’Albo nazionale dove tra l’altro sono stati selezionati gli 82 profili di candidati oggi in in corso per un posto nelle 18 aziende dell’Isola. Oppure, secondo altre indiscrezioni si potrebbe anche profilare l’ipotesi di prorogare gli attuali, senza provocare altri scossoni, il tempo necessario che si insedino i nuovi manager.