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Confartigianato Imprese Sicilia esprime la sua solidarietà alla Cgil, vittima ieri a Roma di un attacco violento nel corso di una manifestazione contro l’obbligo del Green Pass.

Nel corso del corteo non autorizzato, la sede del sindacato è finita del mirino dei più violenti. Migliaia di persone si sono accalcate sotto le finestre della sede del sindacato, tra cori e striscioni.

I vertici di Confartigianato Sicilia, Giuseppe Pezzati e Andrea Di Vincenzo esprimono piena solidarietà per quanto accaduto: “Nel respingere con forza qualsiasi forma di violenza e di non dialogo – dicono presidente e segretario – ribadiamo con convincimento che il sindacato rappresenta per tutti, oggi più che mai, un presidio assoluto di democrazia e di civiltà”.

“Dopo la sonora bocciatura dei progetti per l’utilizzo dei fondi PNRR per l’agricoltura, oggi arriva la confessione dell’assessore Baglieri sull’impossibilità di accedere ai fondi per il settore idrico. Con la vergognosa conseguenza che la Sicilia si trova tagliata fuori dalle risorse Ue in settori fondamentali per la sua ripresa economica. Solo il governo Draghi può mettere fine a questo scempio commissariando la Regione siciliana sulla spesa dei fondi Ue”.
A dirlo è il deputato siciliano del Partito Democratico Carmelo Miceli.

“La sciatteria, negligenza, imperizia e strafottenza di certa politica e di certa burocrazia – commenta Miceli – sta privando la Sicilia di investimenti per centinaia di milioni di euro in settori strategici per la ripartenza dell’Isola, uccidendo il futuro dei nostri figli. Ed è chiaro che, se la Sicilia perderà questo treno, a risentirne sarà l’Italia intera”.

Da qui la richiesta al presidente del Consiglio: “Davanti a questa Caporetto, un governo regionale con un minimo di dignità dovrebbe riconoscere la propria incapacità e chiedere aiuto. Ma se qui a Palermo, Musumeci per primo, non ha questa dignità, se Palermo dorme o fa finta di farlo, rivolgo una supplica al presidente Draghi in persona: commissari la Regione siciliana e restituisca anche ai giovani siciliani il diritto di potere sperare in un futuro migliore”.

Un incidente mortale avvenuto all’alba di oggi a Palermo sarebbe stato provocato da un pirata della strada che è fuggito. Ricerche sono in corso per identificarlo. La vittima dell’incidente è Giovanni Pagliaro, 45 anni, di Ficarazzi. Poco prima dell’accaduto, nella zona dell’incidente vi è stata una rissa, ed è stato allarmato il 118 per soccorrere qualcuno ferito nell’aggressione, e sul luogo i sanitari si sono accorti del motociclista deceduto sull’asfalto. Lui sarebbe stato investito da un’automobile intorno alle 5 del mattino alla Cala, nei pressi del mercato Ittico. Sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale della sezione infortunistica che hanno avviato le indagini, anche attraverso le immagini delle telecamere di video-sorveglianza della zona, per risalire all’identità dell’investitore.

“L’affermazione del presidente Musumeci, ‘se i medici di famiglia e i liberi pediatri avessero aderito al nostro invito sin dal primo momento, oggi molti siciliani sarebbero stati vaccinati, non saremmo andati in zona gialla e ci saremmo allineati alle altre regioni’, è irricevibile”. Così i medici di famiglia in una lettera inviata al presidente della Regione siciliana Musumeci sulle dichiarazioni rilasciate ad una emittente televisiva siciliana.
“La campagna vaccinale non è stata organizzata dalla medicina generale, coinvolta nei fatti solo dopo molti mesi dal suo avvio. Un avvio tra l’altro avvenuto con modalità diverse nel territorio regionale e dimenticando la gestione dell’impatto inevitabile dei flussi turistici. Imputare oggi i ritardi alla medicina di base è insostenibile” afferma la Fimmg Sicilia.
“I medici di famiglia – scrivono i mmg nella nota – sono rimasti uno dei pochi presidi sanitari accessibili ai cittadini, gravati d’imperio di compiti di pertinenza delle Asp, dai servizi di prevenzione come il tracciamento, isolamento/quarantena e liberatorie, ad altri adempimenti assistenziali e burocratici, come esenzioni del ticket e piani terapeutici, fino alle concessioni dei presidi sanitari”.
“Irricevibile anche la dichiarazione sull’intasamento dei pronto soccorso rilasciata alla stampa dal presidente della Regione, secondo cui il filtro tra famiglia, territorio e ospedale non ha funzionato come nelle altre regioni, ‘dove la medicina di base lavora meglio e con più impegno’”.

I pronto soccorso, replica la Fimmg “sono legati ai codici gialli, perciò per loro stessa natura l’intasamento non può essere attribuito ai medici di famiglia”.
“Le cause del ritardo nelle vaccinazioni vanno ricercate altrove – conclude la nota -. Siamo comunque disponibili ad un confronto nelle sedi opportune”.

A Palermo un provvedimento di sequestro di beni del valore complessivo di circa 500 mila euro è stato eseguito dai Carabinieri a carico di Francesco Di Marco, 37 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione. Tra i beni sequestrati (perché secondo gli investigatori sarebbero frutto di attività illecite) vi sono: un’impresa individuale di lavorazione di marmi con sede a Palermo (compresi i beni aziendali), un appezzamento di terreno agricolo a Palermo e cinque rapporti bancari. Di Marco è stato condannato in primo e secondo grado a 6 anni e 6 mesi di reclusione, ed è ritenuto contiguo alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù.

“Arroganza e sicumera del governo Musumeci sono un pericolo per la Sicilia. Avevamo chiesto di non procedere al voto parlamentare sull’approvazione del rendiconto 2019 e di attendere il giudizio della Corte dei Conti.
Il governo regionale ha, invece, scelto la prova di forza. Da cui oggi miseramente esce sconfitto, aumentando preoccupazioni e paura per lo stato finanziario del bilancio regionale.
La sensazione è di avere al timone della Regione una squadra improvvisata, pasticciona e presuntuosa”.
Lo dichiarano i deputati Valentina Palmeri e Claudio Fava.

Dall’assessorato regionale all’Economia trapelano commenti attenuanti a fronte della bocciatura da parte della Corte dei Conti del rendiconto del bilancio del 2019: nessun effetto devastante. E gli esperti contabili spiegano: “Per ciascuno delle decisioni assunte c’è già un pacchetto di contromisure per evitare proprio effetti a cascata. Sarà necessario solo un passaggio di governo e, forse, in Parlamento per scegliere quale delle possibili strade seguire. Per la rivalutazione del ‘fondo crediti di dubbia esigibilità, che per la Corte romana passa da 34 milioni e 992 mila euro a 43 milioni e 503 mila euro, ci sono due possibili soluzioni: una correzione alla legge regionale approvata la scorsa settimana oppure il ricorso alla Corte costituzionale. Per quanto riguarda la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte dei Conti, la norma sulla quale viene sollevato il conflitto è figlia del governo Crocetta – Baccei. Si tratta di una legge mai impugnata dal Consiglio dei Ministri e come tale in vigore. La legge si applica e dunque nessuna delle poste effettuate dal 2016 ad oggi possono essere considerate illegittime.

“Servono più posti nelle scuole, salari più alti e una revisione dei profili professionali per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ata)”. Sono queste le principali richieste fatte dal segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, nel corso del seminario “Il lavoro ata al tempo della pandemia. Criticità e prospettive alla luce del rinnovo del contratto collettivo nazionale”, che si è tenuto oggi a Enna presso il Federico II Palce Hotel.
“È fondamentale – aggiunge – ripristinare nelle scuole italiane quei 45.000 posti tagliati in virtù di una operazione politico-economica voluta dall’allora ministra Gemini; eliminare il precariato e dare vita all’organico funzionale che garantisce stabilità ai lavoratori e qualità professionale nelle scuole; restituire dignità a questa categoria di lavoratori a partire dal salario indecente e una revisione dei profili professionali che risalgono a circa 20 anni fa rispetto a una scuola che è completamente diversa da quella di oggi; garantire un percorso di formazione a tutto il personale; ridurre il carico di lavoro e definire in modo chiaro le incombenze del personale di segreteria al quale viene chiesto di svolgere attività che in passato erano a carico dei provveditorati, dell’Inps e degli altri enti della pubblica amministrazione”.
“Rispetto al tema dell’assistenza igienico sanitaria agli alunni con disabilità – conclude Rizza – riteniamo che sia giunto il momento di distinguere l’assistenza igienico sanitaria di base rispetto a quella specialistica, che è a carico della Regione Siciliana e degli Enti locali. Assistenza che può e deve essere svolta necessariamente da personale specializzato Osa e Oss, con un percorso di formazione effettivamente valido per garantire agli alunni con disabilità, che in Sicilia sono quasi 30.000, quel diritto allo studio già pesantemente negato durante la fase legata alla pandemia”.

Stop alla parifica del Bilancio 2019 della Regione siciliana. In Cassazione a Roma la Corte dei Conti ha riformato la sentenza con la quale le Sezioni riunite per la Sicilia hanno parificato, con prescrizioni, il rendiconto generale del 2019. E ha disposto nuove correzioni ricalcolando il “fondo crediti di dubbia esigibilità” e valutandolo più consistente di quanto accertato a Palermo. Più nel dettaglio, è stata aumentata la consistenza del fondo crediti di dubbia esigibilità da 34 milioni e 992 mila euro a 43 milioni e 503 mila euro, determinando nei conti un ulteriore buco da coprire pari a poco più di 8 milioni e mezzo. Inoltre, con separata ordinanza, la Corte dei Conti ha sollevato innanzi alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’articolo 6 della legge regionale numero 3 del 17 marzo 2016 che ha autorizzato l’uso dei soldi del fondo sanitario per pagare le rate di un prestito legato al piano di rientro della Regione. Se tale norma dovesse essere annullata ne deriverebbe un effetto domino su cinque anni di bilanci regionali.

“Una procedura carente, che fa acqua da tutti i lati sia da parte dello Stato che dalla Regione, per la sua assenza, sembrerebbe, di tavoli di concertazione”.
Valentina Palmeri, deputata regionale dei Verdi, giudica così la vicenda dei progetti del PNRR per i sistemi irrigui bocciati in blocco da parte del Governo nazionale, che oggi è stata al centro del dibattito in Commissione all’assemblea regionale Siciliana.
“Abbiamo scoperto – afferma la parlamentare – che è mancata una reale interlocuzione tra Regione Siciliana e Stato, a differenza di quanto avvenuto per i progetti relativi ad altre zone del Paese.
Per questo motivo, proporrò un Ordine del Giorno che impegni  il Governo regionale a richiedere, anche  impugnando gli atti, la revisione dei criteri per l’assegnazione delle risorse.
Non è pensabile che siano bloccati per motivi formali i progetti relativi ad una delle aree che ha più bisogno di rendere efficienti e resilienti i sistemi di gestione delle acque a partire dal riutilizzo e dalla messa in esercizio dei bacini artificiali già realizzati in coerenza con i piani di bacino.”