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“L’antenna Rai di Caltanissetta è un simbolo della Sicilia che non può e non deve essere abbattuto. Per decenni ha irradiato i programmi della radio, nazionali e regionali, raggiungendo le località più remote della nostra Isola.
La scorgiamo da ogni parte della Sicilia, perfino dagli aerei di linea; dall’alto dei suoi 288 metri e’ anche un riferimento geografico oltre ad essere un simbolo identitario dei nisseni e un manufatto tecnico di rara bellezza e imponenza. L’Antenna Rai di Caltanissetta rischia di essere rimossa perché i proprietari di Rayway la considerano un costo, un peso insostenibile. L’Assemblea Regionale Siciliana, al contrario la considera una risorsa e un simbolo a cui i siciliani non possono rinunciare. Sarebbe come se nel 1889 a conclusione della Esposizione universale di Parigi, avessero smontato la Torre Eiffel. Intraprenderemo ogni azione non soltanto per il mantenimento, ma anche per la sua valorizzazione sperando che ognuno faccia la sua parte a partire dall’amministrazione comunale di Caltanissetta che deve in ogni modo bloccare qualsiasi azione di dismissione. Invito l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, ad occuparsi del problema”.

Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha commentato il rischio della demolizione dell’antenna Rai di Caltanissetta.

514 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 13.927 tamponi processati. L’incidenza sale al 3,7% ieri era al 2,5%. L’isola è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 10.778 con un aumento di 393 casi. I guariti sono 118 mentre. Sul fronte ospedaliero sono adesso 393 ricoverati, in terapia intensiva sono 41.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 175 casi, Catania 174, Messina 55, Siracusa 32, Ragusa 24, Trapani 7, Caltanissetta 12, Agrigento 25, Enna, 10.

È in via di pubblicazione la graduatoria definitiva dei contributi per il “Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole” (misura 4.1). La misura gode di una dotazione finanziaria complessiva di 80 milioni di euro; all’originaria disponibilità del bando, pari a 40 milioni, sono stati aggiunti altri 40 milioni con la riprogrammazione del PSR 2014-22. L’intervento prevede un sostegno per le imprese agricole che realizzano investimenti materiali e/o immateriali volti alla ristrutturazione e all’ammodernamento del sistema produttivo agricolo ed agroalimentare. I progetti sono stati selezionati dando priorità al ruolo sociale dell’azienda sul territorio, alle produzioni di qualità certificate (BIO, DOP, IGP e QS – Qualità Sicura garantita dalla Regione Siciliana di neo introduzione) e agli investimenti mirati alle strategie di adattamento al cambiamento climatico.
«Si tratta di un’importante risorsa che il governo Musumeci va a destinare alle nostre aziende agricole per agevolarne l’ammodernamento con l’obiettivo di migliorarne la competitività – dichiara l’assessore regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale, Toni Scilla – Il bando, nonostante oggettive difficoltà legate al difficile momento socio economico che stiamo attraversando, registra una grande vivacità imprenditoriale nell’agricoltura siciliana e una voglia di investire in qualità, sicurezza, tracciabilità e sostenibilità. – aggiunge Scilla – Successivamente alla pubblicazione della graduatoria definitiva verranno emanati i decreti di pagamento, che immetteranno nel settore la liquidità e, quindi, la fiducia di cui oggi c’è bisogno per ripartire. Altro elemento importante riguarda l’ammissione di tutti i progetti delle Isole minori (Pantelleria, Eolie, Egadi, Ustica, Lampedusa-Linosa), finora sempre escluse, grazie ad una specifica riserva finanziaria di 2 milioni di euro».
I progetti ammessi prevedono la creazione di nuovi impianti arborei e/o riconversione varietale di quelli esistenti, miglioramenti fondiari e sistemazioni idraulico-agrarie (spietramenti, terrazzamenti, recinzioni, viabilità aziendale ed elettrificazione), serre e tunnel per colture protette e florovivaismo, realizzazione e/o ristrutturazione di allevamenti (stalle, ricoveri, recinzioni) e miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli animali, macchine, attrezzi agricoli e attrezzature per trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti (olio, formaggio, etc.), punti vendita aziendali e sale degustazione, e realizzazione di laghetti collinari.

A Siracusa la Polizia ha arrestato ai domiciliari un uomo di 33 anni, e ne ha denunciato un altro di 38 anni, per avere concorso nel reato di detenzione di droga a fine di spaccio. Nel corso di una perquisizione, il 33enne è stato sorpreso all’interno di un box in via Santi Amato, in possesso di 32 dosi di cocaina e 33 dosi di crack, già pronte per essere vendute. E poi di una dose di hashish e 315 euro in contanti. Il 38enne è stato denunciato perché ha segnalato al 33enne nel box l’arrivo della Polizia, e i poliziotti se ne sono accorti.

A Palermo in via Autonomia Siciliana un vile furto è stato commesso nell’area intitolata al “Valore delle donne contro ogni forma di violenza”, poco distante da via D’Amelio. Una mano ignota ha rubato una pomelia, una pianta seminata in memoria di Emanuela Loi, la poliziotta sarda della scorta di Paolo Borsellino vittima anche lei della strage del 19 luglio 1992. Il furto è stato scoperto dal componente dell’associazione Democratica Palermo, nonché ideatore dell’area verde, Emilio Corrao, insieme al vice presidente dell’ottava circoscrizione Marcello Longo, e al presidente della Diocesi di Palermo dell’Azione cattolica Giuseppe Bellanti. I tre sono stati in sopralluogo sul posto in prossimità di una manifestazione in programma il 28 novembre.

«Stasera abbiamo sciolto l’incantesimo, il presidente della  regione sta lavorando a preparare le liste delle prossime regionali, vorrò vincere per me e per i partiti della mia coalizione», ha aggiunto.

Rivolgendosi ai dirigenti e ai militanti del suo movimento DiventeràBellissima che hanno riempito la sala delle Ciminiere a Catania, Musumeci ha detto: «Dovete resistere alla caccia che fanno gli amici alleati, c’è qualcuno che invece di andare a caccia nell’opposizione va a caccia nel nostro recinto. Se dobbiamo andare a caccia, facciamolo fra gli indecisi, facciamolo in quel 45% che non va a votare».

“Da quando è scoppiata la pandemia – ha aggiunto – io ho capito che non avrei potuto più fare in cinque anni quello che speravo ed ero certo di potere fare perché conosco i miei limiti, ma anche qualche potenzialità”.

Partire dalla riforma della Pubblica Amministrazione regionale e dalla valorizzazione del personale per realizzare i progetti del Pnr e non perdere investimenti miliardari che rappresentano l’ultima chance per la Sicilia. E’ questo il tema del convegno organizzato dalla Cisal Sicilia e dalla federazione Siad-Csa-Cisal che si è svolto oggi a Palermo, fra Palazzo dei Normanni e la Fondazione Federico II, nel corso del quale il sindacato ha presentato al Governo e all’Ars un Ddl e un progetto organico per la riforma dell’Amministrazione isolana.

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta l’ultima vera occasione di sviluppo per la Sicilia e la bocciatura dei primi progetti non promette nulla di buono – ha detto il segretario regionale della Cisal Giuseppe Badagliacca – I Comuni sono allo stremo, l’economia stenta a decollare e servono investimenti strutturali per metterci al passo con il resto d’Italia: un quadro difficile a cui la Regione non può far fronte con una macchina burocratica ingessata e non al passo con i tempi o con assunzioni non mirate. Riformare la Pubblica Amministrazione e valorizzare il personale è indispensabile, così come avviare un dialogo costruttivo con l’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale che sostituirà chi si dimostrerà inadempiente. La Sicilia dovrà competere per ottenere il massimo dei fondi e dobbiamo farci trovare pronti”.

Il convegno, moderato dal Direttore di BlogSicilia Manlio Viola e a cui ha preso parte l’Assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto, ha visto gli interventi del Dirigente dell’Agenzia per la Coesione Territoriale Domenico Repetto, del Direttore generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso, del Presidente dell’Organismo indipendente di valutazione della Regione Siciliana Amalia Panebianco, del Presidente dell’Asael Matteo Cocchiara, del Professore Raffaele Scuderi, docente di Economia applicata all’Università Kore di Enna, e di Claudio Costantino della Pwc Tls Avvocati e Commercialisti.

“La riforma dell’Amministrazione regionale prevista dalla legge 10 del 2000 si è rivelata un flop – dice il presidente regionale del Siad-Csa-Cisal Angelo Lo Curto – I procedimenti amministrativi si sono complicati, non è stato completato il decentramento delle competenze agli Enti locali e il personale è demotivato: le ultime progressioni di carriera risalgono a oltre 30 anni fa, l’età media ha superato i 50 anni, molti svolgono mansioni superiori non riconosciute per coprire i buchi e i pensionamenti rendono la situazione ingestibile”. Da qui le difficoltà della Regione nell’affrontare le sfide della programmazione Ue e del Pnrr che invece richiedono un’organizzazione moderna e  all’avanguardia anche a servizio degli Enti locali a corto di tecnici: “Non ci convincono le assunzioni a tempo determinato nell’ambito del Pnr o nei Centri per l’Impiego, mentre mancano figure fondamentali come ingegneri, esperti in programmazione, avvocati, restauratori, periti specializzati. Inutile rammaricarsi delle morti bianche, quando in tutta la Provincia di Palermo ci sono solo due Ispettori del lavoro”.

Le proposte di riforma della P.A.

La Cisal ha presentato al Governo Musumeci e all’Ars un pacchetto di riforme della Pubblica Amministrazione regionale che, partendo dal superamento dei vincoli imposti dall’Accordo sul disavanzo del gennaio scorso, comprenda il rinnovo del contratto 2019/2021, la riclassificazione, la revisione delle progressioni orizzontali, la rimodulazione delle strutture operative, la valorizzazione del merito e del personale in servizio, l’eliminazione della terza fascia dirigenziale, la creazione dell’area delle Elevate qualificazioni, il potenziamento delle attività di vigilanza e controllo, la ridefinizione del salario accessorio, la regolamentazione del lavoro agile.

“Una Pubblica Amministrazione moderna ed efficiente è fondamentale per realizzare riforme, investimenti e far ripartire la ripresa economica e non a caso è uno degli asset del Pnrr – spiega Badagliacca – Invece in Sicilia facciamo i conti con i vincoli imposti dagli accordi sul disavanzo che impediscono di cambiare il volto della macchina regionale, una contraddizione che rischia di vanificare ogni speranza di spendere bene i fondi europei”. “Il sindacato vuole offrire un contributo alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione – aggiunge Lo Curto – E’ venuto il momento di un nuovo patto con i lavoratori che sono stanchi di essere demonizzati o usati come capro espiatorio: sono invece la chiave di volta per il rilancio della Sicilia”. Sì alle assunzioni, ma quali?

La proposta della Cisal comprende anche lo sblocco del turnover con un piano assunzionale in linea con le reali esigenze della macchina amministrativa regionale: no ad altri addetti nei Centri per l’Impiego, che si aggiungerebbero ai 1.750 già in servizio su un totale di 7.934 operatori nazionali, sì a Ispettori del lavoro, ingegneri, avvocati, esperti in programmazione dei fondi Ue, dirigenti altamente specializzati, periti, restauratori, tecnici della motorizzazione, tecnici per i Geni Civili, addetti alla tutela e alla vigilanza dei Beni culturali.

“Anzitutto chiediamo una reale valorizzazione del personale interno che ha competenze e capacità ad oggi non adeguatamente riconosciute mediante la riclassificazione – spiega il sindacato – ma il fabbisogno del personale va commisurato alle reali esigenze della Pubblica Amministrazione. Già oggi la Sicilia ha quasi un quarto degli addetti ai Centri per l’impiego di tutta Italia, non ha senso assumerne altri quando ci sono profili che a breve saranno del tutto scoperti. E sebbene il Pnrr preveda l’assunzione di tecnici solo per qualche anno, la Sicilia deve invece puntare su assunzioni a tempo indeterminato o i concorsi rischiano di rivelarsi un flop, come già accaduto nel resto d’Italia”.

Bloccare la messa in onda della fiction Mediaset “Lady Corleone”: è l’impegno chiesto al presidente della Regione Siciliana con un ordine del giorno proposto da Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia, e firmato da tutti i gruppi politici dell’Assemblea. Il caso è stato sollevato da Attiva Sicilia e dall’Unione dei siciliani.

“La Sicilia – si legge nell’ordine del giorno – che ha purtroppo visto nella sua storia una rilevante presenza mafiosa, ha anche conosciuto una straordinaria presenza anti-mafiosa con decine e decine di martiri ed eroi civili caduti combattendo contro la mafia. La Sicilia di Falcone e Borsellino, di Padre Puglisi e di tanti altri siciliani di valore”. Eppure nella fiction si ripeterà il “cliché stereotipato che accosta implicitamente la parola ‘Corleone’, cittadina siciliana, alla mafia. Un accostamento che rappresenta l’ennesimo danno d’immagine per la Sicilia, nonché una mortificazione per l’intera comunità corleonese, fatta anche di donne e uomini onesti che faticano a scrollarsi di dosso pagine pesanti che vogliono lasciarsi alle spalle”.

“Il governo regionale faccia pressioni per far cambiare almeno il titolo della fiction”, chiede Foti.

“Dopo il voto in Commissione Bilancio e quello di ieri sera in Aula, non posso che essere soddisfatto dell’esito dei lavori. Con equità abbiamo garantito in maniera trasversale, gli impegni assunti. Penso a Sicilia digitale, con lo sblocco dei pagamenti per dipendenti e lavoratori interinali fino a chiusura d’anno. Gli IACP potranno realizzare progetti costruttivi per l’edilizia residenziale. Per i consorzi di bonifica e forestali sono stati previsti 30 milioni di euro per garantire gli stipendi fino alla fine dell’anno – per il Consorzio di bonifica di Palermo è stato sanato un contenzioso che durava da 30 anni.  Per il personale in seno a Sas sono stati destinati 1,1 milioni di euro per gli stipendi e tredicesima dei dipendenti. All’IRCAC è stata prolungata la durata degli ammortamenti per garantire le agevolazioni agli aventi diritto. Abbiamo pensato anche alla missione Speranza e Carità di Biagio Conte, a cui sono stati destinati 50 mila euro per l’importante opera che svolge in ambito sociale.

È stato aggiunto 1 milione per i custodi dei musei siciliani, a tutto vantaggio della rotazione del personale anche nel periodo festivo. Garantiti gli emolumenti per i lavoratori ex Keller, a vantaggio di una maggiore vigilanza stradale. Sono stati destinati 700 mila euro per le cooperative taxi siciliane, riconoscendo loro un essenziale servizio pubblico. Abbiamo evitato il taglio di oltre 10 milioni ai Comuni, permettendo loro di chiudere i bilanci. Abbiamo ottenuto la copertura finanziaria per il sussidio al personale ex Pip di Emergenza Palermo e garantito una tantum di mille euro ai lavoratori Asu. Ritengo pertanto che sia l’esito dei lavori in II Commissione che quelli in Aula riflettano un lavoro di serietà, a garanzia sia del pubblico impiego, che di categorie spesso ai margini, a cui è stato destinato un ristoro che deve trasformarsi in opportunità”.

Lo afferma in una nota il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Savona, Presidente della Commissione Bilancio all’Ars.  

“Non c’è alcun dubbio, la chiusura dei centri vaccinali ospedalieri decisa da Razza è l’ennesima scelta sbagliata di questo governo del nulla. Se l’intento dell’assessore era anche quello di risparmiare, poteva andare a rivedere le spese degli hub, che costano tantissimo e in proporzione rendono molto, ma molto meno delle strutture che il governo vuole chiudere”.

Lo affermano i deputati del M5S  Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars

“Ancora una volta – dicono i deputati – davanti ad un bivio, come spessissimo gli accade, il governo Musumeci sceglie di imboccare la strada sbagliata,tra l’altro generando notevole confusione in un momento  in cui  sono necessarie disposizioni univoche e chiare. Sarebbe stato molto più opportuno  se il solerte assessore alla Salute  avesse fatto qualcosa sul fronte delle vaccinazioni di prossimità, cioè quelle che dovrebbero fare medici di famiglia e pediatri di base, dove si registra l’immobilismo più totale”-

“A Razza – aggiungono i parlamentari 5 stelle – ricordiamo che  i centri vaccinali ospedalieri sono i soli che garantiscono una discreta sicurezza per le cosiddette vaccinazioni protette, che non possono essere fatte negli hub, in quanto non affiancati da una rianimazione”.

“Ci auguriamo – concludono – che Razza torni sui propri passi,magari pensando ad una rivisitazione dell’organizzazione dei mega hub, i cui costi sono veramente notevoli e dove potrebbero essere individuate parecchie  spese da tagliare senza incidere negativamente sulla campagna vaccinale”.