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“Esprimo un grande plauso al maggiore Gianluigi Marmora e al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri della Sicilia per l’attività investigativa che ha riportato a casa 11 mila reperti archeologici, illecitamente detenuti. Si tratta di un’importante azione nata dall’attività di vigilanza e controllo che trova origine nella collaborazione attiva con le Soprintendenze dei Beni culturali della Sicilia. Iniziative come questa sono particolarmente importanti per garantire la tutela del patrimonio e far comprendere che l’appropriazione di beni provenienti da scavi o l’acquisto degli stessi sul mercato illecito arreca un danno inferto a tutta la comunità. Ho già parlato – ha sottolineato l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto SAMONÀ – con la Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Messina per garantire la fruizione di parte di questi reperti nei luoghi da cui provengono”

“Apprendiamo con stupore di dichiarazioni di esponenti politici tendenti a prendersi i meriti del risultato ottenuto con la presentazione, in Commissione finanze del Senato, dell’emendamento, condiviso dal Governo, con il quale si attribuiscono 150 milioni ai comuni siciliani. Sottolineiamo che tale intervento finanziario è il risultato di una azione portata avanti dall’ANCI Sicilia e dai tantissimi sindaci che si sono impegnati sin dal 25 maggio in una mobilitazione che ha visto, tra l’altro, l’approvazione di delibere di giunta, la manifestazione a Roma del 3 novembre e, da ultimo, gli incontri di delegazioni di sindaci con tutti i prefetti dell’Isola. A ciò si aggiunga l’incessante attività di confronto istituzionale e tecnico che ha registrato anche numerosi incontri e contatti con rappresentanti del Governo, della Presidenza del Senato, della Camera e con i presidenti delle Commissioni competenti”.

Lo hanno dichiarato Luca Cannata, Antonio Rini, Giovanni Burtone, rispettivamente  vice presidente vicario, vice presidente e componente del direttivo dell’Associazione dei comuni siciliani, e Roberto Gambino, sindaco di Caltanissetta, che aggiungono: “L’emendamento in favore dei comuni dell’Isola, che ci auguriamo possa essere approvato con il sostegno di tutte le forze politiche, rappresenta un primo importante passo al quale dovranno farne seguito altri al fine di garantire l’inevitabile copertura finanziaria per l’intero triennio 2021-2023 e per sostenere molti altri comuni che non beneficiano di questo intervento ma che faticano ogni anno per garantire un adeguato livello di servizi ai cittadini”.

 

“La soppressione dell’edizione della mezzanotte del Tgr è un gravissimo errore. Si rischia di cancellare un presidio del servizio pubblico sul territorio. Una scelta che non possiamo condividere e che va immediatamente rivista.
Non vorremmo assistere ad una ennesima progressiva opera di ridimensionamento dell’informazione pubblica nei territori: in una fase di profonda debolezza del sistema regionale dell’informazione ogni spazio di informazione sottratto rappresenta una perdita che non possiamo permetterci”
Così il presidente della commissione regionale antimafia dell’ars Claudio Fava.

Con 25 itinerari turistici sommersi, 14 Parchi archeologici molti dei quali autentici punti di riferimento internazionale, con molti siti che offrono testimonianze di tutte le epoche storiche a partire dalla protostoria, con 75 campagne di scavo appena concluse o in corso, con le numerose convenzioni sottoscritte con Università e organizzazioni internazionali, con i musei distribuiti su tutto il territorio regionale che custodiscono testimonianze preziosissime, la Sicilia rappresenta una tra le realtà più importanti del Mediterraneo per quanto riguarda il turismo archeologico.

Questi i numeri che fanno della nostra Isola un luogo di eccellenza nazionale per il turismo archeologico. E delle opportunità dell’Archeologia per il nostro paese si parla in questi giorni, alla presenza dell‘assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, alla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico di Paestum che, fino al 28 novembre, affronterà le tematiche di valorizzazione dell’offerta turistica di questo specifico e prezioso segmento.

“Il Governo regionale sta valorizzando il grande patrimonio archeologico siciliano, perché la nostra Isola si confermi come meta culturale fra le principali d’Europa. È proprio per questo – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che stiamo dando grande impulso agli investimenti per l’ammodernamento e la competitività dei Parchi archeologici e dei musei siciliani. Il rilancio della Sicilia parte dalla valorizzazione del patrimonio culturale che rappresenta il vero punto qualificante di un’offerta che non ha eguali al mondo. E del resto, il numero alto di ingressi nei Parchi archeologici e nei musei regionali, registrato quest’estate anche in assenza del turismo organizzato di gruppo, è emblematico dell’interesse che la Sicilia desta a livello internazionale. Ci presentiamo alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum con tutte le carte in regola per rappresentare una vera e propria eccellenza nel panorama internazionale”.

La Sicilia è presente alla BMTA con un proprio stand e con numerosi e qualificati interventi che rientrano nella programmazione. Inoltre proprio la Sicilia, attraverso la Soprintendenza del Mare per la Regione Siciliana, è protagonista del 1° Premio internazionale “Sebastiano Tusa” che verrà riconosciuto a personalità di livello internazionale che si sono distinte nell’ambito dell’archeologia e della promozione dei beni culturali.

La nuova e violenta ondata di maltempo con trombe d’aria che si è abbattuta tra l’8 e il 17 novembre sulla Sicilia ha determinato ulteriori notevoli danni al patrimonio pubblico e privato di tutte le province, con interruzione di viabilità e pubblici servizi, allagamenti, cedimenti di opere di protezione di moli e porti, isolamento di frazioni, evacuazione di numerose famiglie. Una situazione grave per la quale il governo Musumeci, oggi pomeriggio, ha esteso a numerosi Comuni lo stato di crisi ed emergenza regionale e la richiesta dello stato di calamità nazionale già deliberati il 27 ottobre.
In base alla relazione della Protezione civile regionale, guidata da Salvo Cocina, sono interessati alla dichiarazione dello stato di emergenza per i danni causati dagli eventi meteorologici fra l’8 e il 17 novembre, i seguenti Comuni:
in provincia di Agrigento, Agrigento, Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Camastra, Cammarata, Canicatti, Cattolica Eraclea, Cianciana, Grotte, Licata, Menfi, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sciacca, Siculiana, Villafranca Sicula;
in provincia di Caltanissetta, Mussomeli, Niscemi, Riesi, Serradifalco, Sommatino;
in provincia di Catania, Aci Sant’Antonio, Belpasso, Catania, Caltagirone, Castel di ludica, Giarre, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Ramacca, Sant’Alfio, Scordia, Vizzini;
in provincia di Enna, Assoro, Barrafranca, Enna, Troina;
in provincia di Messina, Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Sieulo, Castelmola, Fiumedinisi, Furci Siculo, Gaggi, Giardini Naxos, Graniti, Itala, Letoianni, Limina, Malvagna, Monforte San Giorgio, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina, Tripi;
in provincia di Palermo, Belmonte Mezzagno, Bisaquino, Caccamo, Castronovo di Sicilia, Contessa Entellina, Isnello, Lercara Friddi, Montemaggiore Belsito, Polizzi Generosa, Roccapalumba,​ Sciara, Scillato, Termini Imerese, Trappeto, Vallelunga;
in provincia di Ragusa, Acate, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria;
in provincia di Siracusa, Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francoforte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di C.P., Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino;
in provincia di Trapani, Alcamo, Calatafimi-Segesta, Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano-SeIinunte, Marsala, Mazara del Vallo, Misiliscemi, Paceco, Pantelleria, Partanna, Poggioreale Trapani.

Relativamente al passaggio del ciclone Apollo tra il 28

e il 31 ottobre, sono invece stati inseriti nell’estensione dello stato di emergenza Castel di ludica, Giarre, Mascali e Mirabella Imbaccari nel Catanese, Aidone in provincia di Enna, Milazzo, Santa Lucia del Mela, Naso, Roccella Valdemone​ e San Teodoro nel Messinese, Castellammare del Golfo nel Trapanese.
La stima dei danni è ancora in corso, ma relativamente a tutti gli eventi dei mesi di ottobre e novembre l’importo complessivo necessario per gli interventi urgenti è stato quantificato in 20 milioni di euro, quello per gli interventi strutturali di riduzione del rischio in 250 milioni.

La facciata di Palazzo Orléans, sede della Presidenza della Regione Siciliana, illuminata di rosso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a testimonianza dell’impegno costante contro ogni forma di violenza fisica, economica e psicologica nei confronti dell’universo femminile.

Nella propria attività politica e amministrativa il governo Musumeci manifesta azioni concrete per potenziare gli strumenti in difesa delle donne vittime di abusi e per promuovere il loro reinserimento sociale e altre forme di indipendenza economica. Proprio in questi giorni sono state destinate nuove risorse del bilancio regionale a 31 enti per la gestione e l’implementazione di nuovi servizi delle case di accoglienza a indirizzo segreto e strutture di ospitalità in emergenza.

«Il 25 novembre sia l’occasione per riflettere ancora di più sulla necessità che il rispetto e la valorizzazione del ruolo femminile nella società debbano partire dalla famiglia, dalla scuola e dagli ambienti di lavoro – afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci – Tuttavia abbiamo il dovere di attuare questi principi ogni giorno dell’anno, per prevenire qualsiasi forma di abuso. Proprio oggi ho firmato il decreto che istituisce la cabina di regia, prevista dalla legge regionale per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere. Un passo avanti per la piena attuazione di una norma di civiltà».

Approvato dal governo Musumeci il cofinanziamento regionale che permetterà di destinare oltre 2 milioni di euro alla partecipazione inclusiva dei giovani alla vita sociale dei territori. Nell’ultima seduta, la giunta regionale ha dato il via libera a due progetti-interventi su “Giovani e sostenibilità” e “Giovani e cultura e benessere”, predisposti dal dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali, in attuazione dell’intesa sancita in sede di Conferenza unificata tra Governo, Regioni, Province autonome e enti locali, e che potranno essere realizzati grazie alla ripartizione del Fondo nazionale Politiche giovanili per il 2021. Alla Sicilia sono stati destinati da Roma 832.670 euro per il primo progetto e 836.290 euro per il secondo, a cui la Regione partecipa con una quota di cofinanziamento del 20 per cento pari a 208.168 euro per il primo intervento e 209.073 euro per il secondo. «Continua la nostra attenzione rivolta ai giovani – afferma l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, Antonio Scavone – con particolare riferimento alle condizioni di fragilità e di marginalità. L’attuale programmazione diventa il tracciato di interventi di inclusione sociale e di rafforzamento culturale contro ogni condizionamento ambientale. Questa filosofia di intervento anticipa le azioni che si arricchiranno delle ingenti risorse già destinate nel Pnrr, che guarda con attenzione prevalente a interventi in favore dei giovani, delle fragilità e delle donne». Dopo il trasferimento delle risorse statali, il dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali procederà con l’emanazione dei bandi per individuare le associazioni che possano attuare i progetti su una vasta utenza composta da giovani di età compresa fra i 14 e i 35 anni. In particolare, l’azione “Giovani e sostenibilità” punta a interventi di carattere socio-culturale, per contrastare il disagio giovanile, promuovere la conoscenza del contesto territoriale di appartenenza e sviluppare competenze relative ai processi produttivi ecosostenibili per la tutela dell’ambiente e della sua biodiversità, anche in un’ottica di potenziamento della capacità occupazionale e dell’autoimprenditorialità dei giovani. L’azione “Giovani e cultura e benessere” vuole sostenere progetti a carattere socio-culturale e ricreativo (artistici, musicali, teatrali, ludici), per coinvolgere attivamente i giovani nei processi produttivi e creativi per promuovere l’inclusione sociale, valorizzare il patrimonio culturale della Sicilia anche in un’ottica di occupazione e imprenditorialità giovanile e per prendersi cura degli spazi pubblici.

La Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, ha dato avvio, questa mattina, alla procedura amministrativa per l’apposizione del vincolo di bene di interesse culturale relativamente all’antenna RAI di Caltanissetta sulla collina Sant’Anna, la cui ipotesi di abbattimento ha suscitato, nelle scorse settimane, una vibrante azione di protesta da parte della comunità locale e delle organizzazioni del territorio.

A seguito della sentenza del TAR che autorizzava la RAI all’abbattimento a causa dell’obsolescenza e per motivi di incolumità pubblica, infatti, si era generato un forte sentimento di protesta da parte della comunità e di quanti in quella struttura hanno riconosciuto un elemento fortemente identificativo, esaltandone, peraltro, il primato di una tra le testimonianze più significative del suo genere in Italia.

Nelle scorse settimane, l’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, facendosi portavoce della volontà espressa dal Governo, aveva chiesto agli Uffici di compiere ogni atto amministrativo utile a salvaguardare l’antenna nel rispetto del bene primario della salvaguardia della pubblica incolumità e, nei giorni scorsi, aveva richiesto alla Soprintendenza di Caltanissetta, attraverso una nota ufficiale del Dipartimento, di dare avvio a una nuova procedura tendente ad ottenere il riconoscimento del valore culturale del bene. Procedura che oggi ha preso avvio.

“L’avvio della procedura di interesse culturale da parte della Soprintendenza – evidenzia l’assessore Alberto Samonà – esprime in maniera concreta la volontà del Governo regionale di accogliere il sentimento di forte identificazione coralmente espresso dalla comunità nissena. Il trasmettitore della stazione radio della RAI, ormai dismesso, infatti, viene percepito nel sentire comune come il luogo-simbolo di una trasformazione epocale, l’espressione di un’archeologia industriale che ha fortemente connotato il territorio, cambiando la fisionomia dei luoghi e integrandosi a tal punto nel contesto ambientale da divenire esso stesso parte della storia della città. Adesso è necessario che tutti facciano la propria parte, non soltanto per salvaguardare il bene culturale, ma anche per valorizzare l’area con una concreta progettualità. Ringrazio la Soprintendente Daniela Vullo per la celerità dimostrata e per lo spirito di collaborazione con l’assessorato, nel trovare la migliore soluzione”.

Ieri presso la sala Sinalp Sicilia dedicata ad Antonio Todaro, il lavoratore forestale precario morto nel 2020 mentre a 67 anni tentava di spegnere uno dei tanti spaventosi incendi che ogni estate puntualmente colpiscono la Sicilia, si è svolto l’incontro tra i delegati Sinalp Sicilia dei comparti lavoratori ASU, lavoratori OSS, lavoratori Forestali, e lavoratori cooperative sociali con l’Assessore al Lavoro della Regione Siciliana, Dr. Antonio Scavone.

Il Segretario del Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone ha ritenuto necessario invitare presso la sede regionale del sindacato l’Assessore Scavone perchè su alcune categorie di lavoratori precari già da un po’ di tempo circolano diverse voci, spesso anche in contrasto tra di loro, che ottengono come solo risultato, quello di creare ancora più allarme e panico tra tutti coloro i quali sono stanchi di dover subire la condizione di precariato.

Questo incontro ha permesso di fare chiarezza su molti punti ed aspetti controversi che hanno creato solo panico tra i lavoratori precari.

L’Assessore Scavone ha ribadito che il Governo Regionale con l’approvazione dell’Art. 36 dell’ultima finanziaria ha voluto affermare la volontà a stabilizzare i 4.571 lavoratori ASU che da 24 anni vengono sfruttati dagli enti locali senza ricevere un solo euro di contributi versati e con un assegno sociale ormai insufficiente anche per la loro sopravvivenza.

Ed è in errore chi va dichiarando che manca la copertura economica per la loro stabilizzazione.

Il Governo Regionale  ha previsto per i primi tre anni, 2021-2022-2023, oltre alla normale incidenza economica, ulteriori 40 milioni di euro (10-15-15), a dimostrazione della volontà a voler eliminare questa vergognosa piaga del precariato negli enti locali.

In merito ai primi 10 milioni di euro finanziati per la stabilità ASU, una parte è stata utilizzata per altre emergenze, visto che questa somma riguardava l’esercizio finanziario del 2021 che ormai è quasi giunto al termine visto che siamo già a fine novembre.

L’altra parte della somma, destinata per il 2021, non essendo stata utilizzata per la stabilizzazione prevista dall’Art. 36 della legge di bilancio Siciliana, a causa della vergognosa impugnativa del Governo Draghi e dal totale ed offensivo disinteresse del Ministro del lavoro Orlando, che continua a non esprimere un parere sull’impugnativa, è stata utilizzata per riconoscere un bonus sociale di 1.000 euro da assegnare ad ogni lavoratore ASU.

La Sig.ra Ornella Salerno, delegata sinalp ASU, a tale proposito ha ribadito la richiesta di riconoscere un ulteriore bonus da erogare nei primi mesi del 2022 sempre in attesa che vengano superati tutti i veti posti dal Governo Draghi.

Per quanto riguarda i lavoratori precari OSS impegnati presso le ASP della Regione Siciliana, il Segretario Sinalp Dr. Andrea Monteleone chiede che venga applicata la Legge Madia a tutti coloro che alla data odierna hanno i requisiti previsti, assumendoli a tempo indeterminato.

Non è ammissibile, ribadisce la Dirigente Regionale del Comparto Natascia Pisana  che ancora oggi, dopo che questi lavoratori OSS  già nel 2020 e 2021 hanno maturato il diritto all’assunzione, vengano illusi su una futura assunzione subordinata alle condizioni di fantomatiche piante organiche sconosciute e contemporaneamente assistiamo alle stesse ASP che danno in appalto il servizio sanitario OSS a cooperative esterne assumendo  altri OSS e scavalcando chi invece dovrebbe essere assunto direttamente.

Sui forestali si è preso atto della volontà del Governo Regionale di aumentare il numero delle giornate lavorative a tutti i precari creando solo due gruppi di lavoratori con 120 giorni e 180 giorni l’anno di assunzione.

Questa soluzione, ribadisce il Sinalp attraverso la rappresentante dei forestali Lina Angelica, deve essere vissuta come un ulteriore passo verso la definitiva stabilizzazione.

Il Dirigente Sindacale Sig. Andrea Tomarchio ribadisce che i lavoratori forestali sono stanchi di subire questo precariato e sulla stregua di quanto è già avvenuto con la Sentenza del Tribunale di Ragusa, che ha condannato a risarcire i lavoratori con 10 mensilità, stanno seriamente ragionando sulla volontà di agire giudizialmente in massa contro la Regione Siciliana se non ci sarà la stabilizzazione.

Infine è intervenuto il Dirigente Sindacale Dr. Gaetano Bonura per il comparto dei lavoratori delle Coop sociali denunciando un atteggiamento dispotico delle Coop che gestiscono appalti pubblici nei confronti dei dipendenti non pagando quanto loro dovuto.

Le coop motivano tale condizione di mancati pagamenti degli stipendi accusando ritardi da parte dell’ente pubblico che controlla la buona attuazione dell’appalto.

Da sempre ribadisce il Dr. Gaetano Bonura il Sinalp chiede alla Regione Siciliana che venga inserita nei bandi per assegnare l’appalto una clausola che obblighi le coop partecipanti a dimostrare una solidità economica congrua ed in grado di garantire il regolare pagamento degli stipendi dei tanti operatori che oggi vengono giornalmente mortificati ed offesi non ricevendo quanto dovuto.

Infine il Dr. Andrea Monteleone ha ringraziato l’Assessore Dr. Antonio Scavone che ha accettato il confronto con le diverse realtà professionali rappresentate dalla confederazione Sinalp dando risposte chiare ed in grado di spazzare via tante illazioni prive di fondamento.