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La distruzione delle dune sulla spiaggia di Maddalusa nell’Agrigentino da parte del Comune di Agrigento approda a Bruxelles. L’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao infatti ha depositato una interrogazione alla Commissione Europea chiedendo se intende intervenire per rafforzare la tutela delle dune e degli ecosistemi marini non protetti nell’ambito della rete Natura 2000. “Le immagini delle ruspe in azione su quella spiaggia – spiega Corrao – fanno male agli occhi e ovviamente all’ecosistema. Se il Comune avesse voluto rimuovere i rifiuti, avrebbe potuto utilizzare ben altri strumenti anziché spianare la sabbia con le ruspe sotterrando peraltro parte dei rifiuti. L’Europa verifichi una possibile violazione su un sito protetto. Anche la Regione ha le sue responsabilità, Musumeci dica cosa vuol fare con il piano sull’erosione costiera”.

“Le dune di Agrigento – scrive Corrao nella sua interrogazione –  pur avendo una grande importanza naturalistica essendo territorio di nidificazione di uccelli e tartarughe, sono considerate dune costiere minori e non sono inserite in uno schema di protezione e bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla…

Queste le problematiche serie che Corrao porta nel Parlamento Europeo. Si gira dall’altra parte se poi sulla Moby Zazà ci sono 28 positivi sbarcati dalla Sea Watch.

Grazie Corrao, tu si che rappresenti l’Italia!

“Apprendiamo dalla stampa che una trentina di migranti saliti a bordo della nave Sea Watch e imbarcati successivamente sulla nave-quarantena Moby Zaza’ in rada a Porto Empedocle, sarebbero risultati positivi al Covid19. Ad evitare il peggio, e’ stata solo la soluzione della nave-quarantena voluta dal Governo Musumeci”. Lo dichiara Carolina VARCHI, deputato di Fratelli d’Italia, che aggiunge: “Le folli politiche del Governo nazionale in materia di gestione dei flussi migratori espongono i siciliani a forti rischi per la salute pubblica. Ormai non si contano piu’ gli sbarchi autonomi con decine di barconi che raggiungono indisturbati le coste siciliane. Ho interrogato i ministri Lamorgese e Speranza sperando che si sveglino dal torpore nel quale sono caduti ed evitino che la Sicilia ripiombi nell’incubo Covid dal quale stiamo uscendo. I ricollocamenti sono un miraggio ed e’ necessario che spieghino agli italiani come intendono gestire tutti questi migranti”.

“Operatori sanitari, infermieri, tecnici, medici e personale Seus 118 della Regione Siciliana riceveranno un bonus fino a 45 euro per turno e fino a 1.000 euro per condizioni di lavoro come riconoscimento concreto e tangibile dell’impegno di questi mesi nella lotta al Covid-19 e l’indennità infettivologica sarà estesa a tutto il personale sanitario fino al 31 luglio 2020”.

A comunicarlo è Calogero Coniglio, Segretario Regionale della Fsi-Usae Sicilia Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, a seguito dell’accordo sottoscritto stamattina in piazza Ottavio Ziino a Palermo con l’Assessorato regionale della Salute e i rappresentanti sindacali del personale del Comparto e della Dirigenza Medica.

“D’intesa tra le Organizzazioni Sindacali e l’Assessore regionale della Salute Ruggero Razza e i componenti dello staff dell’assessorato regionale Mario La Rocca, Giuseppe Liberti, Daniele Sorelli e Gaspare Noto – prosegue Coniglio- i premi sono stati parametrati e distribuiti in proporzione in tre fasce di rischio: alta, media e bassa intensità”.

“La competenza, la passione, la professionalità e l’umanità dimostrate dal personale sanitario – sottolineano Salvatore Bracchitta, Renzo Spada, Salvatore Di Natale, Maurizio Cirignotta, Salvatore Ballacchino e Pier Paolo Di Marco, componenti della Segreteria Regionale Fsi-Usae – sono valori indelebili, grazie ai quali molti pazienti sono stati assistiti e curati, anche nei momenti più difficili e complicati dell’emergenza. Un riconoscimento economico necessario per gli operatori sanitari per il lavoro straordinario e per quello che stanno facendo ogni giorno in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19”.

“Sono 35.964.465 euro le somme previste dai decreti del governo nazionale finalizzate alla premialità per il personale coinvolto nell’emergenza Covid. La Fsi-Usae Sicilia su quel tavolo ha lottato affinché le somme venissero assegnate proporzionalmente anche al restante personale impiegato nei reparti e nei servizi non adibiti a Covid-19 della regione ma che hanno rischiato e continuano a rischiare ogni giorno, senza sapere se i pazienti hanno contratto il virus Covid-19. La Fsi-Usae è riuscita a far inserire nell’assegnazione dei premi anche il personale assunto per l’emergenza con contratto a tempo determinato, lotterà anche per gli incentivi da assegnare al personale della sanità privata. Adesso la contrattazione decentrata definirà le percentuali di ripartizione degli incentivi”, concludono i sindacalisti.

Una fiscalità di vantaggio, sul modello esistente nell’ottocento in Sicilia e più di recente in diversi paesi europei per sostenere la ripresa economica delle zone più deboli e combattere lo spopolamento dei piccoli centri.
È la proposta a cui dovrà lavorare la Regione, anche in sinergia con le altre Regioni del meridione, secondo quanto previsto da un ordine del giorno approvato oggi pomeriggio dall’Assemblea Regionale Siciliana.
Un emendamento proposto da Marianna Caronia prevede infatti che alla Regione si adoperi per “individuare metodi innovativi tra cui la riduzione dell’irpef al 10% per chi trasferisce la propria residenza” per sostenere i piccoli centri turistici con meno di 15.000 abitanti.
“In diverse occasioni storiche e in tanti paesi – spiega Caronia – la fiscalità è stata uno strumento attivo di politiche di sviluppo, non solo uno strumento di esazione delle imposte.
La Sicilia deve ritrovare un sano spirito autonomista, con adeguati strumenti e risorse, e ha certamente tutte le carte in regola, in uno spirito federale, per usare norme fiscali che fino a pochi anni fa hanno riscontrato grande successo in Europa.”

Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale che fa parte di GVM Care & Research, ritorna alle attività con un nuovo CDA e assetto gestionale.

Il nuovo Presidente di Maria Eleonora Hospital è la dott.ssa Eleonora Sansavini, attualmente amministratore delegato dei 5 ospedali GVM in Puglia.

Il dott. Giuseppe Rago ha assunto la carica di Amministratore Delegato.  Il dott. Rago è attualmente amministratore delegato di Casa di Cura Santa Rita da Cascia e della RA Beata Vergine del Rosario, entrambe a Roma.

Come consiglieri tecnici, Il prof. Giuseppe Ferrara, illustre professionista palermitano, che curerà la Direzione Scientifica della struttura, il dott. Giacomo Schinco, attuale coordinatore dei Direttori Sanitari di GVM Care & Research, e l’avv. Emanuele Poggi.

Direttore Sanitario Pro tempore è stato nominato il dott. Vincenzo Sutera, Responsabile del reparto di chirurgia vascolare e già Direttore Sanitario facente funzione di Maria Eleonora Hospital dal 1991 al 1996 e vicedirettore della struttura dal 1996 ad oggi.

“Questa è una struttura che ha un grande prestigio sul territorio per la cardiochirurgia, la chirurgia vascolare e l’emodinamica e che i palermitani, e non solo, considerano un riferimento per il cuore – dichiara il dott. Giuseppe Rago, neo AD di Maria Eleonora Hospital -stiamo lavorando in stretta sinergia  con l’Assessorato Regionale della Salute e l’ASP di Palermo, che desidero ringraziare per il lavoro svolto a supporto di Maria Eleonora Hospital in questo delicato momento, grazie anche alla collaborazione con il dott. Tommaso Mannone”.

“Il know how e la professionalità del dott. Mannone ci sono stati di grande supporto per completare le attività tecniche – dichiara il dott. Vincenzo Sutera, Direttore Sanitario pro tempore di Maria Eleonora Hospital – L’attività della struttura sarà ripresa in modo graduale, dando la priorità alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare e all’emodinamica, per andare poi a regime in breve tempo”.

“Lo sblocco dei fondi Poc per attuare tante misure della legge di stabilità regionale, per centinaia di milioni, dipende esclusivamente dal governo nazionale, che in queste settimane è concentrato più ad aumentare il debito pubblico dell’Italia che ad aiutare concretamente la Sicilia e il Mezzogiorno. E’ stucchevole che il Pd in Sicilia, per bocca del capogruppo all’Ars Lupo, additi il governo regionale sui ritardi nell’avvio dei provvedimenti della finanziaria regionale che aiutano le piccole e medie imprese, i lavoratori stagionali, le cooperative ed altri settori. E’ del tutto evidente che il governo Conte, di cui il Pd di Lupo è azionista, non si sia ancora seduto e confrontato con il governo Musumeci per attivare i fondi Poc. Lupo si rivolga al suo ministro per il Sud “Anna dai capelli rossi” Provenzano, per chiedere quousque tandem”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.

Un disegno di legge per istituire, in Sicilia, “una banca dati regionale per le sacche di plasma anti-Covid” e criteri “per velocizzare l’iter di assegnazione delle strutture già in grado di procedere da un lato alla raccolta e alla conservazione, dall’altro alla sperimentazione della cura come è stato fatto in altre regioni”. E’ la proposta avanzata all’Ars dal capogruppo della Lega, Antonio Catalfamo che oggi all’Ars incassa il via libera alla procedura d’urgenza secondo l’art. 135.
“Con questa procedura speciale si accorciano i tempi di esame del ddl – dichiara il deputato barcellonese – pensato per farci trovare pronti in una eventuale ricaduta. Non bisogna infatti abbassare la guardia e la Sicilia potrebbe diventare la prima Regione Covid-Free anche grazie a quello che predisporremo da ora alle prossime settimane. Siamo consapevoli che questo disegno di legge tocca un argomento molto delicato ma se fino a ora si è fatto bene dobbiamo continuare a tenere i nostri standard elevati. Sappiamo dai primi dati che il plasma dei guariti dalla Sars-Covid 19 è uno strumento in grado di dare risposte ai soggetti più debilitati dal virus. Il nostro disegno di legge punta a istituire una banca dati regionale per le sacche di plasma anti-Covid e istituisce dei criteri per velocizzare l’iter di assegnazione delle strutture già in grado di procedere da un lato alla raccolta e alla conservazione, dall’altro alla sperimentazione della cura come è stato fatto in altre regioni”.
Il ddl porta la firma degli altri deputati regionali della Lega Sicilia: Maria Anna Caronia e Orazio Ragusa.

Una seduta d’aula ad hoc alla presenza degli assessori Turano (Attività Produttive), Samonà (Cultura) e Messina (Turismo)”.
L’hanno chiesta oggi al presidente dell’Ars Micciché i deputati del M5S Valentina Zafarana e Nuccio Di Paola per affrontare i problemi irrisolti che rischiano di mettere in ginocchio i settori del turismo, della cultura e del wedding.

In particolare, i deputati chiedono di concertare col governo soluzioni concrete e immediate su turismo, voucher, tour operator e destagionalizzazione.

Da affrontare – dicono i due parlamentari – anche la tematica legata alla ripartenza del settore matrimoni, che attualmente tiene in angoscia migliaia di coppie in attesa di convolare a nozze e il vastissimo indotto di gestori di sale ristoranti, servizi catering, fotografi, operatori video e produttori e venditori di abiti da cerimonia”.   

Il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara ha nominato il prof. Francesco Tulone, responsabile per la provincia di Palermo del comparto Scuola, Istruzione e Formazione. Tulone, ricercatore e docente di Analisi Matematica dell’Università del capoluogo siciliano, ha conseguito il dottorato in Matematica con lunghi periodi di studio all’Università Lomonosov di Mosca, perfezionamento ad Austin (Texas) con la medaglia Fields per la Matematica “Alessio Figalli”. ” Siamo orgogliosi di avere affidato l’incarico al prof. Tulone– dichiara Davide Lercara- certi che il dipartimento con la sua presenza e il suo impegno potrà fornire assistenza e tutela a tutti i lavoratori nel settore della scuola, dell’istruzione e della formazione”. La Confasi, attenta alle esigenze dei lavoratori, è sempre più presente nel territorio  con le sue sedi e i suoi sportelli sindacali di categoria.

 

La giustizia bloccata dall’emergenza coronavirus, le difficoltà a ripartire con protocolli differenti tra i vari tribunali e il rinvio dei processi. Solo a Palermo sono 10.800 i procedimenti penali rinviati nel periodo del lockdown (9 marzo – 11 maggio) ed entro luglio saranno, secondo una stima, circa 20 mila. A tutto ciò si aggiungono le lunghe code che gli avvocati sono costretti a fare in tribunale e l’impedimento nello svolgere anche le azioni più semplici come notificare un atto. E le crescenti difficoltà economiche dei professionisti: solo a Palermo sono stati circa 3 mila (il 60%) a chiedere il bonus coronavirus.

“La giustizia è ferma”: è l’allarme lanciato oggi dall’Organismo congressuale forense in contemporanea in tutta Italia e che ha fatto sentire anche nel capoluogo siciliano la sua voce.
Una conferenza on line con il presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Giovanni Immordino, il delegato alla Cassa Forense del Distretto della Corte di Appello di Palermo, Pietro Alosi, il presidente dell’Unione dei Fori Siciliani Giuseppe Di Stefano , il delegato all’OCF – Organismo Congressuale Forense – del Distretto della Corte di Appello di Palermo Accursio Gallo.

“La giustizia è bloccata – ha detto Immordino – Nonostante l’uso delle tecnologie e la continua ed apprezzata collaborazione con i capi degli uffici giudiziari,  il sistema stenta a ripartire. Come si fa a condannare un imputato a 30 anni senza senza guardare negli occhi i giurati, avvocati e pm? Per non parlare delle code che si formano per entrare nell’ufficio notifiche, con il sistema telematico saltacode non ancora attivato. Chiediamo la possibilità di rientrare nei tribunali, non si capisce perché si possa andare in discoteca e non nelle aule giudiziarie. E non è un problema che riguarda soltanto gli avvocati ma prima ancora tutti i cittadini che hanno bisogno della giustizia”.
Gallo ha sottolineato il fatto che “si è in attesa di provvedimenti del governo. L’autorità centrale ha demandato a quelle locali le decisioni, con la conseguenza che ci sono protocolli differenti in ogni tribunale. Le udienze sono rinviate al 2021, a volte al 2022. Non si sa quando riprenderà la normalità, si dice a settembre ma sembra difficile. Fra l’altro, lavorare in remoto è a volte impossibile per mancanza di strumenti tecnici”.

Per Di Stefano “rendere particolarmente difficile l’accesso alla giustizia è un torto che subiscono i cittadini nell’affermazione dei loro diritti. Va sicuramente salvaguardata la tutela sanitaria ma occorre tornare a lavorare in maniera concreta. È rischioso non amministrare giustizia e non dare risposte ai cittadini: ci saranno altri tribunali che funzioneranno al posto di quelli ufficiali, soprattutto in Sicilia”.

“L’avvocatura è anche in sofferenza dal punto di vista economico – ha spiegato Alosi – La cassa forense ha anticipato le somme del bonus da 600 euro e a Palermo circa il 60% degli avvocati ha richiesto il beneficio, significa 3 mila su 5 mila professionisti”.