Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 64)

“Stiamo seguendo con apprensione le notizie che giungono da Catania e dai comuni di quella provincia, raggiunti da un violentissimo nubifragio. Le immagini che girano in queste ore sono sconcertanti. Esprimo la mia solidarietà ai cittadini colpiti dal maltempo e alle famiglie delle vittime. Un pensiero anche ai tanti soccorritori e alle forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco e a tutti coloro che sono impegnati in queste ore per evitare il peggio. Superata la terribile fase di emergenza, bisognerà intervenire subito a sostegno di queste comunità”. Lo dichiara Davide Crippa, capogruppo del Movimento cinque stelle alla Camera dei deputati.

Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini a carico di 24 persone, tra amministratori e burocrati del Comune di Palermo, compreso il sindaco Leoluca Orlando, sono trapelate le trascrizioni di alcune intercettazioni allegate all’inchiesta di soggetti coinvolti nei vari atti di amministrazione. Ad esempio, il ragioniere generale, Bohuslav Basile, si sfoga nell’agosto 2019 con il collega di Villabate, Ignazio Tabone: “Mi mancano un sacco di soldi, entrate gonfiate dei tributi, mi…a mi viene da piangere”. Già il mese precedente Basile è stato intercettato, e i toni sono stati gli stessi: “Ignazio, siamo falliti, siamo falliti; non voglio rimanere schiacciato, io non lo so gestire il dissesto”. La Procura indaga sull’ipotesi che i bilanci comunali di svariati anni siano frutto di entrate “gonfiate” per sopperire agli ammanchi e ad una riscossione dei tributi in città da parte del Comune assente. E poi una non operatività per quanto concerne le pratiche effettivamente lavorate. La dirigente Maria Mandalà, intercettata ma non indagata, sostiene di aver ereditato nel 2019 da Leonardo Brucato, che invece è indagato, oltre 10 mila pratiche non assegnate.

Alle prime ore di stamattina, a San Giuseppe Jato e a San Cipirello, i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Monreale hanno dato esecuzione a 10 provvedimenti cautelari (8 in carcere, 1 domiciliare e 1 della sospensione dall’ufficio o servizio) emessi dall’ufficio Gip del Tribunale di Palermo.

Le misure sono state irrogate sulla base delle risultanze investigative emerse al termine dell’indagine dei militari e diretta da un pool di magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, per le ipotesi di reato di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo a sistema informatico.

Le condotte di reato contestate agli indagati, 6 dei quali vengono ritenuti affiliati alla famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato (inquadrata nell’omonimo mandamento mafioso), sono relative al periodo compreso tra il febbraio 2017 ed il novembre 2019, durante il quale il Gruppo di Monreale ha condotto il monitoraggio degli assetti criminali interni allo storico mandamento mafioso jatino per come ridefinitisi nel periodo successivo alla conclusione delle manovre investigative di contesto convenzionalmente denominate ‘Nuovo Mandamento’ (2013), ‘Quattro.Zero’ (2014), ‘Montereale’ (2016) e ‘Nuovo Papa’ (2017).

Secondo quanto ritenuto nel provvedimento cautelare sulla base di gravi indizi, gli associati hanno esercitato il controllo del territorio attraverso la realizzazione di estorsioni nel territorio del Comune di San Giuseppe Jato (in particolare in danno di un centro scommesse), devolvendo gran parte dei proventi derivanti da tali attività illecite in favore delle famiglie degli associati detenuti;
l’espansione imprenditoriale nel settore edilizio, attraverso il conseguimento di diversi appalti, sia nella valle dello Jato che a Palermo (gli associati jatini sono entrati in relazione con esponenti di famiglie mafiose del centro e gli corrispondevano somme di denaro quali ‘messe a posto’ per lavori di edilizia privata eseguiti nelle zone di rispettiva operatività);
la cessione di hashish tra i territori di Palermo (mandamenti mafiosi di Santa Maria del Gesù e Porta Nuova) e San Giuseppe Jato.

 

Le attività di indagine hanno consentito, in particolare, di fornire concreti indizi circa quanto accaduto all’indomani dell’arresto di Ignazio Bruno, ritenuto a capo del mandamento mafioso di San Giuseppe JATO, e di Vincenzo Simonetti, suo autista e consigliere, avvenuti, rispettivamente, nelle operazioni di polizia convenzionalmente denominate ‘Quattro.Zero’ e ‘Montereale’. I due uomini d’onore, anche durante la loro detenzione, avrebbero mantenuto stabili contatti con gli altri associati oggi destinatari del provvedimento cautelare. In particolare, le comunicazioni sarebbero avvenute con Calogero Alamia (nipote di Antonino Alamia, elemento di vertice della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato e già individuato quale ‘cassiere’ del citato mandamento mafioso, attualmente detenuto), cui viene contestato il ruolo di promotore dell’organizzazione dal luglio del 2018, e Maurizio Licari.

Gli altri indagati per associazione mafiosa, tutti in qualità di partecipi, sono Nicusor Tinjala, Giuseppe Bommarito, storico esponente di ‘Cosa Nostra’ e già condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso ed estorsione (sentenza divenuta irrevocabile nel 2006), ed i figli Calogero e Giuseppe Antonio. Il provvedimento eseguito oggi colpisce anche Massimiliano Giangrande (al quale non viene però contestato il reato associativo).

Vicenda sintomatica del controllo territoriale esercitato da ‘Cosa Nostra’ a San Giuseppe Jato è quella relativa all’estorsione in danno del gestore di un centro scommesse di quel Comune. In più circostanze, tra cui le festività di Pasqua del 2017, l’uomo ha consegnato agli indagati Maurizio Licari, Giuseppe Antonio Bommarito e Nicusor Tinjala somme di denaro utilizzate sia per alimentare la ‘cassa’ della famiglia mafiosa, che per supportare i detenuti associati attraverso il sostentamento delle rispettive famiglie.

Inoltre, è stato possibile documentare l’autorevolezza del capo famiglia Calogero Alamia all’interno di ‘Cosa Nostra’ jatina. Solo grazie al suo intervento, infatti, è stato possibile ricomporre, nell’estate 2018, gravi contrasti tra membri della famiglia mafiosa che ambivano alla ‘reggenza’ della stessa. Tale spaccatura si sarebbe poi ricomposta solo grazie alla pressione esercitata da Alamia, il quale avrebbe sollecitato gli associati a mantenere l’unità per non compromettere il potere della famiglia sul territorio.

 

Infine, tra i destinatari del provvedimento cautelare eseguito vi è il già Comandante della Polizia Municipale di San Giuseppe Jato (oggi in pensione), al quale è stata applicata la misura della sospensione dall’ufficio o servizio. A lui viene contestato di essersi introdotto abusivamente nel sistema informativo dell’ACI per verificare l’intestatario della targa di un veicolo da cui erano stati scaricati rifiuti edili in un’area di quel centro monitorata da telecamere comunali. Nel dettaglio, il pubblico ufficiale avrebbe riferito, per sua iniziativa, l’esito dell’accertamento informatico svolto all’indagato Giuseppe Antonio Bommarito, consentendogli di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi.
monrealenews

Il maltempo provocato dal Ciclone Mediterraneo sta colpendo la Sicilia in modo molto violento. I temporali assediano Palermo e Catania, ma l’area più colpita è quella del Calatino, l’entroterra della Provincia di Catania. Palagonia, Ramacca e Scordia le località più colpite dai violenti temporali che nella seconda parte del pomeriggio, tra le 17:00 e le 19:00, hanno provocato la devastazione. A Scordia alcune persone risultano disperse: gli agenti delle forze dell’ordine le stanno cercando sul territorio devastato dalla furia del maltempo. La situazione è critica anche sull’Etna, dove a Randazzo è crollato un tratto del Ponte San Giuliano.

I parziali pluviometrici di oggi in Sicilia sono impressionanti: sono caduti 275mm di pioggia a Lentini, 263mm a Linguaglossa, 151mm a Mineo, 107mm a Francofonte, 87mm a Paternò, 80mm a Randazzo, 69mm a Castellammare del Golfo, 68mm a Partanna, 56mm a Pantelleria, 52mm a Mazara del Vallo, 51mm a Calatafimi.
Siamo ancora all’inizio.

 

Un incidente che fortunatamente non ha causato vittime. E’ accaduto nella tarda serata di ieri allo svincolo della strada statale Palermo- Sciacca, all’altezza dell’aula bunker del Pagliarelli. Una ragazza con la propria auto, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del veicolo ribaltandosi. E’ stata soccorsa da tre agenti della Polizia Penitenziaria, liberi dal servizio e in forza al Pagliarelli che passavano sulla statale. Hanno prestato i primi soccorsi insieme ad una pattuglia sempre del Nucleo del Pagliarelli che stava rientrando nell’istituto penitenziario.
La ragazza fortunatamente è rimasta illesa; sono stati gli stessi agenti penitenziari a regolare il traffico per un paio d’ore, snellendo una lunga coda di auto che si era formata. Sul luogo sono sopraggiunti i soccorsi del 118 ed i vigili del fuoco.

Anche l’attore statunitense Richard Gere deporra’ al processo che vede il senatore Matteo Salvini sotto accusa per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nel corso di una passerella fuori da un set televisivo e all’interno di un’aula di un Tribunale. Lo ha deciso il presidente della II sezione penale, Roberto Murgia, dinanzi al quale si celebra il processo che si svolge oggi nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli.

A dire il vero la Procura si era opposta, la difesa di Open Ars, invece, ha fatto ferro e fuoco per citare l’attore americano. Lo stesso perchè era stato a bordo della nave ed ha visto con i propri occhi cosa stava succedendo.

Il processo è stato rinviato al 17 dicembre ed in quella occasione la Procura ha citato anche altri sette testimoni. Si tratta di Giovanni Minardi, Giovanni Franco, Sergio Liardo, Edoardo Anedda, Leandro Tringali e Nunzio Martello.

La procura si era opposta ma, poco prima, la difesa di Open Arms, che aveva citato l’attore americano aveva ribadito: “Gere e’ stato a bordo della nave il 9 agosto 2019 e ci puo’ riferire quali fossero le situazioni complessive a bordo”. Il presidente ha quindi rinviato il processo al 17 dicembre. La procura per quell’udienza citera’ sette testi.

 

Federfarma esprime piena soddisfazione per la firma del Protocollo d’intesa tra Governo, Regioni, Province Autonome, Federfarma e Assofarm, sulla somministrazione del vaccino antinfluenzale in farmacia.
“Ringrazio il Ministro della Salute Roberto Speranza per aver voluto valorizzare, ancora una volta, la professionalità del farmacista e il nuovo modello di farmacia dei servizi, che si conferma un fondamentale anello di congiunzione tra cittadini e Servizio Sanitario Nazionale”afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo.
“Questo protocollo d’intesa, così come l’Accordo quadro per la somministrazione di vaccini anti-Covid e il Protocollo per l’esecuzione dei test antigenici, ribadisce il ruolo svolto dalle farmacie italiane in qualità di presidio sanitario di prossimità sul territorio fin dall’inizio della pandemia” prosegue Cossolo.
“Grazie all’intesa raggiunta, le farmacie daranno un contributo determinante all’ampliamento della copertura vaccinale contro l’influenza, come stanno già facendo per la copertura vaccinale contro il Covid, mettendo in linea il nostro Paese con le migliori pratiche europee” dichiara il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia.
In farmacia potranno vaccinarsi tutti i cittadini maggiorenni, anche quelli per i quali la vaccinazione è offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario. La somministrazione, una volta effettuata l’anamnesi e acquisito il consenso informato del paziente, avverrà in piena sicurezza in aree dedicate, interne o esterne alla farmacia, e sarà possibile anche durante gli orari di chiusura.

Attivare un meccanismo di partenariato al livello regionale e nelle realtà locali per cogliere la straordinaria opportunità per la nostra regione data dal Pnrr, centrandone gli obiettivi e costruendo una reale prospettiva di “progresso sostenibile.

E’ la richiesta di un cartello di forze, tra cui sindacati, realtà del terzo settore, enti locali e associazioni, che hanno firmato un documento “di idee e proposte”, segnalando la centralità del territorio per sviluppare in spazi di azione condivisa, analisi, monitoraggio, co-progettazione e co-programmazione assieme alle istituzioni regionali e locali con

L’iniziativa è stata presentata oggi dai soggetti promotori, Anci, Ali Autonomie Locali Cgil Sicilia, Uil, Federcosumatori, l’Isola che c‘è, il Forum del terzo settore, che consegneranno al governo regionale il loro documento e invitano altre forze e organizzazione all’adesione.

L’idea, è stata detto in conferenza stampa, è quella di allargare la partecipazione con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo per la nostra regione. Le organizzazioni firmatarie del documento partono da una considerazione di inadeguatezza dell’azione attuale del governo regionale a cui si aggiungono le innumerevoli difficoltà degli enti locali stretti tra difficoltà finanziarie, carenza di personale, farraginosità delle procedure burocratihe.

Oggi solo 172 comuni su 391 hanno presentato il bilancio preventivo e 74 il consuntivo. Nelle piante organiche dei comuni mancano 15 mila unità e in numero insufficiente è soprattutto il personale preparato per la programmazione e la progettazione. Proprio per gli enti locali, i promotori dell’iniziativa chiedono “adeguati supporti, stipulando le necessarie intese a livello nazionale e regionale”.

Tra le proposte anche quella di istituire un fondo per la progettazione “rendendolo giuridicamente disponibile anche per il Pnrr e ponendo a carico della Regione gli oneri derivati dal mancato finanziamento dei progetto”. Delle problematiche inerenti al Pnrr, dice il documento, dovrà inoltre occuparsi in modo permanente la conferenza Stato- Regioni. Resta inoltra un nodo fondamentale da sciogliere che costituisce una precondizione per le altre azioni: la realizzazione da parte della regione di un adeguato piano di riforme, tema su cui – dalla pubblica amministrazione, ai rifiuti, all’energia- si sconta un ritardo inammissibile”.

“L’odierno incontro è stata un’ulteriore occasione per richiamare l’urgenza e l’importanza di specifici interventi finanziari e di dotazione di personale per tutti i Comuni siciliani rimasti ostaggio di una mancata attuazione del federalismo fiscale e della criticità finanziaria della Regione. In difetto di urgenti provvedimenti il PNRR sarà per i Comuni siciliani  un terribile arretramento ed un aumento delle diseguaglianze nel Paese”. Questo il commento di Leoluca Orlando, presidente dell’ANCI Sicilia,  a margine della conferenza stampa di presentazione di un  documento sul PNRR e sulla centralità dei territori per il progresso sostenibile sottoscritto da ANCI Sicilia, ALI,CGIL, Sicilia, UIL, Federconsumatori, l’Isola che non c’è e il Forum del terzo settore.

“Rispetto alla situazione  di criticità finanziaria e organizzativa  che emerge dalla cronica  difficoltà di approvare i bilanci da parte degli enti locali siciliani e dai  significativi vuoti nelle piante organiche – ha aggiunto  Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Associazione dei Comuni siciliani – è fondamentale che vengano accolte le proposte dell’Anci Sicilia in materia di  Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE),  assunzioni in deroga del personale e sostegno finanziario anche per compensare le criticità emerse dalla gestione di Riscossione Sicilia dei crediti degli Enti locali”.

 

400 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.733 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 286. L’incidenza sale al 2,9% ieri era al 1,8%. L’isola è al terzo posto per contagi giornalieri in Italia. Gli attuali positivi sono 6.695 con un incremento di 13 casi. I guariti sono 381 mentre si registrano altre 6 vittime che portano il totale dei decessi a 6.973. Sul fronte ospedaliero sono adesso 308 ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 44.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 55 casi, Catania 156, Messina 53, Siracusa 47, Ragusa 17, Trapani 17, Caltanissetta 12, Agrigento 12, Enna, 31.