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I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri, in provincia di Palermo, hanno arrestato ai domiciliari tre indagati, tra i 24 e i 33 anni di età, di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana. L’indagine è stata avviata nel novembre 2020, e si è conclusa a gennaio 2021 sequestrando, nel corso delle attività investigative, oltre tre chili di marijuana, e individuando un deposito di droga in un immobile disabitato a Belmonte Mezzagno. Attraverso pedinamenti e servizi di osservazione, i Carabinieri hanno documentato numerosi episodi di spaccio da parte degli indagati nei confronti soprattutto di ragazzi a Misilmeri.

“Italia Viva da che parte sta?” A porre il quesito è il deputato nazionale del Pd Carmelo Miceli dopo il chiaro messaggio del futuro candidato della Lega alla presidenza della Regione, il quale tende la mano ai renziani.
“In Sicilia Italia Viva regala uomini alla Lega e accetta serenamente anche le avance di Nino Minardo. Davvero chi è cresciuto a pane e kefiah tra le strade di San Lorenzo pensa di potere avere un futuro con la destra e i suoi lacchè?”.
Ma quel che sta succedendo in Sicilia, secondo Miceli, è l’esempio di come il centrodestra sia spaccato e abbia perso sempre più credibilità. “Salvini, Musumeci e adesso anche Miccichè, che è pronto a scaricare il governatore, stanno certificando la frattura profonda all’interno della coalizione di centrodestra con ripercussioni serie per la Sicilia che ancora oggi è terra di conquista e campo di battaglia dove testare le alleanze. Tutto a discapito dei siciliani costretti a subire l’immobilismo di un governo che soprattutto nell’emergenza dovuta alla pandemia ha dimostrato il suo fallimento”.
E adesso il governo Musumeci dovrà affrontare venti di crisi. “È evidente – aggiunge il deputato del Pd – che l’ultimatum di Musumeci alla Lega, che lancia la candidatura di Nino Minardo a Palazzo d’Orleans, non abbia impensierito neanche lontanamente Salvini. A questo punto il presidente della Regione cosa farà? Caccerà i delfini di Salvini dalla sua maggioranza tenendo fede al suo aut aut o, visto il suo attaccamento alla poltrona, dimostrerà che il suo era solo il ruggito di un coniglio?”

Ancora una seduta a vuoto in aula e per le nomine in prima commissione, e intanto la Sicilia aspetta.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars dopo il nulla di fatto  di oggi a palazzo dei Normanni.
“Le lotte intestine alla maggioranza, fotografate alla perfezione dalle dichiarazioni al vetriolo riportate dalla stampa in questi giorni – dicono i parlamentari 5 stelle – si ripercuotono con tutta evidenza nei lavori parlamentari, di fatto congelati da mesi.
Oggi Musumeci non è riuscito a raccattare uno straccio di numero legale pur precettando quasi tutti i suoi assessori. Peggio è andata  in prima commissione, dove le nomine attese si trascinando di settimana in settimana senza che riesca a trovare il numero minimo per poterle votare. La cosa assurda è che si chiede alle opposizioni di essere responsabili. Ma se la maggioranza ha altro a cui pensare e snobba le importanti votazioni in aula, non è certo colpa nostra”.

Oggi 28 settembre in assemblea regionale è prevista la votazione della norma che prevede la decurtazione delle somme, già assegnate con la legge 9 di quest’anno,  ai lavoratori Asu che in Sicilia svolgono attività socialmente utili.

 Lo afferma il parlamentare regionale della Lega Carmelo Pullara.

Immediate le azioni di protesta organizzate dalle diverse sigle sindacali, – spiega Pullara – scaturite anche a seguito dell’impugnativa da parte del governo nazionale dell’art. 36 della finanziaria regionale che prevedeva la stabilizzazione di tutto il personale del bacino Asu.

Sono dalla parte di questi lavoratori e mi opporrò  in Aula al  taglio dei fondi necessari per la stabilizzazione degli Asu”  –  ha detto Carmelo Pullara.

Il taglio dei fondi destinati alla stabilizzazione di oltre 4.500 Asu  , causerebbe anche la mancata integrazione delle ore lavorative, con il conseguente rallentamento degli uffici pubblici.  Considerato che stiamo parlando di personale che da oltre 25 anni ha garantito, con grande responsabilità, servizi ai cittadini a fronte di sussidi irrisori, pari anche a 590 euro al mese, ci sentiamo in dovere di difendere questa categoria di lavoratori  che merita rispetto. L’assemblea regionale è chiamata ad un atto di responsabilità senza ulteriori indugi.

Chiederò  -conclude Pullara -che si apra anche un immediato tavolo con il governo centrale affinché si possa trovare una soluzione definitiva a questo grave problema che mortifica la dignità di tanti lavoratori.

Nell’ambito dell’indagine della Guardia di finanza di Palermo che aveva scoperto una truffa all’Inps che assicurava pensioni di invalidità in cambio di soldi, la sezione misure di prevenzione del tribunale ha emesso un provvedimento di sequestro patrimoniale per un milione di euro nei confronti di Antonino Randazzo, ritenuto a capo dell’organizzazione criminale. Randazzo era stato arrestato dal nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo a gennaio del 2020 perché accusato di realizzare sistematiche truffe ai danni dell’Inps a vantaggio di diversi soggetti che, in cambio di cospicue somme di denaro, avevano ottenuto pensioni di invalidità pur godendo di ottima salute.

Per queste accuse è stato rinviato a giudizio per traffico di influenze illecite, falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e impiego di denaro di provenienza illecita insieme a 17 persone La truffa sarebbe stata commessa con la complicità di 11 medici di famiglia. In tutto gli indagati furono 23.
I finanzieri hanno eseguito un’indagine patrimoniale che avrebbe accertato disponibilità finanziarie e patrimoniali assolutamente incompatibili con la capacità reddituale ufficialmente dichiarata da Randazzo. Sono state sequestrate 23 polizze assicurative sulla vita per un controvalore di circa 830.000 euro, 9 rapporti bancari con un saldo attivo di circa 160.000 euro, un’auto del valore di circa 20.000 euro e denaro contante per circa 62.500 euro.
“Obiettivo primario delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza è quello di sottrarre ai criminali ogni beneficio economico derivante dalle condotte delittuose, – dice Gianluca Angelini comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo – colpendo in particolare tutti i beni acquisiti nel tempo in assenza di redditi di origine lecita, con lo scopo di impedire ogni arricchimento patrimoniale connesso al reato”.

(ANSA)

Nuova edizione per il Progetto giovani 4.0, il bando promosso dall’Assessorato regionale all’Istruzione e formazione professionale nell’ambito della programmazione 2014-2020 del Fondo sociale europeo Sicilia, mirato all’alta formazione dei giovani siciliani. Dopo il successo riscontrato nella prima edizione del bando 27 del 2019, la cui seconda finestra ha finanziato circa 700 voucher formativi, il progetto è stato rifinanziato con una dotazione di circa 4 milioni di euro destinati a supportare il processo di specializzazione dei giovani attraverso l’acquisizione di titoli di alta formazione post-laurea, di certificazioni linguistiche e il conseguimento di licenzepatenti brevetti.

L’intervento prevede adempimenti amministrativi più semplici e veloci rispetto alla precedente edizione dell’Avviso. Tra le novità la possibile adozione, da parte del soggetto proponente/beneficiario del voucher, della delega alla riscossione del contributo concesso all’ente erogatore delle attività formative: in questo modo verrà incentivata maggiormente la partecipazione di potenziali soggetti proponenti. L’Avviso 42/2021, consultabile al link https://www.sicilia-fse.it/avvisi-e-bandi/avviso-42-2021, prevede la possibilità di avere finanziate tre tipologie di voucher: per la partecipazione a master universitari di I e II livello o master/corsi di perfezionamento post lauream AFAM (Accademie di belle arti, ISIA, Conservatori, etc.), per il conseguimento di una certificazione internazionale di lingua estera a scelta tra inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo e cinese; per il conseguimento di licenzepatentibrevetti ricompresi nell’elenco disponibile sull’avviso e destinati a soggetti che abbiano compiuto il 18° anno di età.

Il progetto Giovani 4.0 è finanziato da circa 4 milioni di euro di risorse del Fondo sociale europeo Sicilia di cui circa 1,9 milioni di euro per la partecipazione a master di I e II livello universitari e Master/corsi di perfezionamento post-lauream AFAM destinati a laureati che non abbiano compiuto il 36° anno di età (sezione A), 1,050 milioni di euro per il conseguimento di una certificazione internazionale di lingua estera a giovani in età compresa tra i 18 e i 36 anni non compiuti (sezione B) e 1,050 milioni di euro per il conseguimento di licenze-patenti-brevetti (sezione C).

“Si tratta di un’iniziativa – ha sottolineato Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e formazione professionale della Regione Siciliana – che l’assessorato ha promosso, con la partecipazione e il consenso di molti giovani nelle precedenti edizioni, per facilitare i processi di conoscenza, qualificazione e professionalizzazione dei ragazzi siciliani e far loro guardare con un maggiore ottimismo alla prospettiva dell’occupazione e del lavoro. Quest’anno si aggiunge il vantaggio che i vincitori non dovranno anticipare le spese per queste attività formative perché è stato introdotto un sistema che prevede, una volta accettata la domanda, il trasferimento diretto delle risorse economiche agli enti gestori delle attività formative prescelte da ogni singolo ragazzo”.

L’avviso rappresenta un modello innovativo rispetto a quanto tradizionalmente realizzato in Sicilia, proponendo l’offerta di voucher formativi e lasciando ai potenziali destinatari la responsabilità di scelta dei percorsi che ritengono più idonei per il rafforzamento delle loro competenze professionali. I giovani siciliani hanno la possibilità di accedere all’alta formazione e di conseguire titoli ed attestati utili ad arricchire il loro curriculum professionale: in questo modo si contribuisce alla crescita qualitativa del capitale umano, contribuendo ad ampliare il bacino di opportunità cui le imprese possono attingere per migliorare la loro competitività e capacità innovativa.

Rispetto alla precedente versione dell’Avviso è stato inserito nel bando l’inserimento del livello di conoscenza B1 per le certificazioni di lingua europee (sezione B); inseriti il  certificato/attestato di Consulente ambientale Ecolabel (SEE-CA) e di Consulente e revisore ambientale Emas (SE-RA) riconosciuti dal Comitato Ecolabel/Ecoaudit (sezione C). Tra le variazioni rispetto all’edizione precedente anche l’eliminazione del limite di età per partecipare alla sezione C per il conseguimento di licenze-patenti-brevetti. Sarà possibile presentare le domande di finanziamento dei voucher dalla data di pubblicazione dell’Avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e per i successivi 60 giorni. Le domande di partecipazione e i relativi allegati si devono compilare sul Sistema informativo SIFSE2014-2020 (gestore bandi) all’indirizzo https://avviso42.siciliafse1420.it e devono essere poi ricaricati sul sito dopo essere stati sottoscritti.

“Basta con le ipocrisie, il governo Musumeci abbia l’onestà intellettuale di dire agli Asu che non ha nessuna intenzione di stabilizzarli, invece di continuare a prenderli in giro, come da sempre ha fatto la politica con i precari, usati come bancomat elettorale”.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars Giovani di Caro, vicepresidente della commissione Lavoro di palazzo dei Normanni, e Nuccio Di Paola.
“Non solo – dicono i due parlamentari 5 stelle – il governo Musumeci non ha fatto nulla per reagire all’impugnativa ministeriale dell’articolo 36 della scorsa finanziaria, che prevedeva la stabilizzazione degli Asu, ma è andato ben oltre, predisponendo un disegno di legge, che domani andrà in aula, che disimpegna i 10 milioni di euro stanziati per la stabilizzazione di questi lavoratori”.
“Se l’esecutivo Musumeci avesse voluto veramente dimostrare interesse verso gli Asu – concludono Di Caro e Di Paola – non solo si sarebbe battuto per difendere l’articolo 36 voluto dalla V commissione, ma non avrebbe pensato minimamente di saccheggiarlo come sta per fare, e avrebbe usato, ad esempio, i 10 milioni di euro per un’integrazione salariale per questi lavoratori. Che è quello che chiediamo noi. Il governo non faccia orecchie da mercante”.

Grazie,

Incidente stradale mortale nel Palermitano, a Bisacquino, dove a Salvatore Frittola, 30 anni, nato a Corleone, per cause in corso di accertamento, è sfuggito il controllo dell’automobile, una Golf, che si è ribaltata. A bordo dell’auto hanno viaggiato altri due passeggeri, solo lievemente feriti. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno solo potuto constatare la morte di Frittola e soccorrere gli altri feriti. I rilievi sull’incidente sono stati effettuati dai Carabinieri della compagna di Corleone.

«Restiamo certi della bontà e della coerenza giuridica della norma impugnata. L’articolo esitato favorevolmente dal Parlamento siciliano era stato dibattuto, trovandone piena adesione con tutti gli ordini professionali competenti (ingegneri, architetti, agronomi, geologi) e con i rappresentanti degli atenei siciliani. E prima di approdare in Aula aveva trovato il voto favorevole della Commissione Urbanistica dell’Ars e la condivisione dell’Ufficio legislativo della stessa Assemblea regionale».
Lo dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro, commentando la notizia dell’impugnativa, da parte del Consiglio dei ministri, della legge 19 del 2021 relativa a ”Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 in materia di compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo”.
«Chi oggi gioisce – riprende Cordaro – è nemico dei siciliani, ai quali finalmente, dopo venti anni, avevamo ridato certezza del diritto. Adesso dal governo nazionale e dal Parlamento ci attendiamo soluzioni a un problema che riguarda decine di migliaia di cittadini della nostra Isola e non soltanto un’impugnativa che ha il sapore della suggestione politica “guidata” dalla Sicilia, in considerazione che i due ministeri che hanno eccepito le osservazioni che hanno poi portato alla decisione del Consiglio dei ministri sono guidati dal Pd e dal Movimento 5 stelle. Non appena leggeremo le motivazioni, valuteremo se resistere davanti alla Corte costituzionale e o se intraprendere un percorso che non può non coinvolgere il Parlamento nazionale».

La Diocesi di Cefalù ospiterà due famiglie afghane in fuga dal proprio paese dopo il precipitare della situazione politica e militare in Afghanistan e l’instaurazione del nuovo governo talebano.

“A tutti gli uomini e le donne del mondo va il mio appello a camminare insieme verso un noi sempre più grande, a ricomporre la famiglia umana, per costruire assieme il nostro futuro di giustizia e di pace, assicurando che nessuno rimanga escluso” è l’invito di Papa Francesco. Un invito rivolto alle chiese locali, a ciascun credente e alla società tutta affinchè sia più solidale e inclusiva.

La Chiesa Cefaludense non si tira indietro e ancora una volta si fa “prossimo” di chi soffre, degli ultimi e lo fa in modo concreto accogliendo chi è fuggito dalla propria terra in cerca di un futuro migliore.

L’annuncio da parte del Vescovo di Cefalù S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, del Servizio Pastorale Cooperazione tra le Chiese e Migrantes e della Caritas Diocesana in occasione della 107° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

“Gli ultimi, gli indifesi, i nostri fratelli immigrati non sono un peso, non sono pietre ‘da scartare’ – così il Vescovo Marciante -, ma parte dell’unica Chiesa che è in Cristo. Con loro vogliamo condividere sofferenze e speranze nel segno dell’accoglienza e dell’integrazione. Come discepoli del Cristo trasfigurato vogliamo dare un gesto concreto a questi nostri fratelli, dare voce alla dignità umana che è in ognuno di noi con il megafono della carità e della solidarietà”.