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“Le stabilizzazioni di Asu ed ex contrattisti negli enti locali sono indispensabili, così come le nuove assunzioni che dovrebbero colmare i vuoti nelle piante organiche, ma i problemi sull’interpretazione dell’ultima circolare della Funzione pubblica e logiche esclusivamente ragioneristiche rischiano di danneggiare gli enti, che non possono erogare servizi efficienti, e quindi i cittadini. Come Csa-Cisal chiediamo al Governo nazionale e a quello regionale di intervenire immediatamente”. Lo dice Giuseppe Badagliacca del Csa-Cisal.
“I Comuni siciliani si sono ritrovati a dover fronteggiare l’emergenza Covid con organici all’osso e dipendenti a tempo parziale – spiega Badagliacca – Bisogna voltare pagina e abbandonare vecchi paletti contabili che non rispondono più alle esigenze di questo momento storico: servono regole più flessibili per chiudere definitivamente con la stagione del precariato e consentire le stabilizzazioni e i passaggi a tempo pieno. Serve poi un intervento per gli enti in dissesto e pre-dissesto, consentendo anche a questi di poter assumere, perché alla fine il conto più salato lo pagheranno i lavoratori incolpevoli e i cittadini che, pagando le tasse, esigono servizi”.

‘Attribuire l’attività di promozione e valorizzazione delle tradizioni e dell’identità siciliana alla Presidenza della Regione è la classica pezza peggiore del buco. Cambiare il nostro ordinamento per rimediare ad una scelta infelice di Musumeci, senza valutarne gli effetti, è contro ogni principio di buon senso e non contribuisce certo all’efficientamento della macchina amministrativa, anzi”.
Lo affermano i deputati M5S, Gianina Ciancio e Salvo Siracusa, componenti della commissione Affari istituzionali dell’Ars che dovrà esaminare il disegno di legge di Attiva Sicilia, che mira a scorporare la delega all’identità siciliana dall’assessorato ai Beni culturali per consegnarla nelle mani del presidente delle Regione, “per – dicono i deputati – mettere a tacere le grandi polemiche che sono seguite alla nomina del leghista Samonà all’assessorato dei Beni culturali”.
“Le Leggi- continua Ciancio- si fanno generiche ed astratte e non sulla base degli umori del momento e di ragionamenti estemporanei, legati alle dinamiche politiche di questo o di quel governo”.
“È assurdo – aggiunge la deputata Stefania Campo – componente 5 stelle della commissione Cultura – pensare di tranciare uno dei bracci di un unico corpo, al solo scopo di dare furbescamente un aiuto ad un governo in difficoltà politica, mediatica e di relazione con i siciliani.
“È – chiaro – continua la deputata – lo scopo di togliere le castagne dal fuoco a Musumeci da parte dei nostri colleghi, che con tempestività si sono fatti trovare al posto giusto nel momento giusto. Poco importa, a noi sta a cuore sottolineare l’irragionevolezza della proposta, che punta a frazionare ciò che fra qualche anno dovrà essere ricomposto, come cocci di un vaso preziosissimo gettato a terra per goffagine”.

“Continuo a ricevere centinaia di segnalazioni di viaggiatori letteralmente beffati dalle compagnie aeree. In queste settimane è diventata una pratica sistematica da parte dei vettori infatti accettare la prenotazione dei voli e quindi i pagamenti e comunicare poche ore dopo la cancellazione del volo. Bruxelles faccia chiarezza e tuteli i viaggiatori”. A dichiararlo è l’europarlamentare siciliano Ignazio Corrao che ha depositato una interrogazione alla Commissione Europea in cui denuncia “le pratiche scorrette e illegittime praticate da qualche mese dalle Compagnie aeree che hanno lasciato a terra migliaia di passeggeri”.

“Dal 3 giugno 2020 – spiega Corrao – i passeggeri stanno subendo il danno e anche la beffa. Intanto siamo di fronte al perdurare del mancato rimborso del prezzo del biglietto cancellato causa Covid da parte dei vettori aerei, in aperta violazione del regolamento comunitario CE 261/2004, cui si aggiungono ulteriori condotte illegittime dal 3 giugno, data cioè di riapertura dei voli. Le Compagnie aeree infatti consentono di prenotare i voli sui propri siti e tramite le agenzie, salvo poi cancellarli dopo qualche giorno e in alcuni casi, addirittura, dopo qualche ora adottando come giustificazione causa Covid”.

“Si tratta – sottolinea Ignazio Corrao – di condotte che meritano approfondita istruttoria e che non sono certamente legate alla pandemia ma a strategie commerciali e probabilmente a escamotage per fare liquidità. Se queste ipotesi dovessero trovare riscontro si tratterebbe di una vera e propria pratica scorretta lesiva dei diritti dei passeggeri. Chiarito che la sola offerta del voucher non rimborsabile è contraria alla normativa europea, serve una presa di posizione immediata della Commissione Europea per tutelare i viaggiatori anche da questa ennesima furbata commerciale” – conclude Corrao.

Verifica antimafia non solo sull’impresa, ma anche su eventuali titolari di immobili e terreni dove si svolgeranno le attività oggetto dell’autorizzazione, con controlli capillari anche sui cosiddetti provvedimenti ampliativi. È una delle importanti novità introdotte dall’Intesa per la legalità siglata dall’assessorato regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità con le nove prefetture dell’Isola. Un documento innovativo a livello nazionale che in Sicilia accende i riflettori per la prima volta su tutta la filiera delle imprese, per assicurare “lo scrupoloso rispetto delle prescrizioni della normativa di contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto di tipo mafioso”.

L’iniziativa del governo Musumeci si inserisce in un quadro di azioni messe in campo per contrastare e prevenire infiltrazioni criminali. In particolare l’intesa siglata dall’assessore Alberto Pierobon è rivolta ai settori dei rifiuti, dell’energia e comunque afferenti alle attività dell’assessorato.

Pierobon al suo insediamento ha istituito un comitato per la legalità, con funzioni consultive e di supporto, composto da personalità indipendenti che ricoprono, o hanno ricoperto, incarichi nelle magistrature, nelle forze di polizia, nelle Università e, in generale, presso istituzioni pubbliche o private, occupandosi di tematiche afferenti la legalità, la trasparenza e l’efficienza.

Sono stati inoltre istituiti l’agenda pubblica consultabile on line sul sito della Regione e il Registro pubblico dei soggetti che svolgono, anche professionalmente, attività di rappresentanza di interessi particolari.
L’Intesa per la legalità ha l’obiettivo di potenziare il protocollo Dalla Chiesa recepito nel 2011, espandendo i controlli a tutta una serie di altri provvedimenti oltre alle autorizzazioni, al fine di “prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici di lavori, nei procedimenti concessori o autorizzatori, nella gestione dei servizi di pubblica utilità e nelle forniture”, fino alle “ipotesi di incentivazione economica attraverso risorse pubbliche, specialmente nelle attività considerate maggiormente a rischio”.

Saranno rafforzati “il flusso informativo dei dati relativi alle imprese, le verifiche per via telematica, gli obblighi relativi ai subappalti, i controlli verso chi accede ai cantieri e il rispetto delle norme sul lavoro e la tracciabilità dei flussi finanziari”.

L’Intesa prevede inoltre che il regime dell’informazione antimafia, di cui all’articolo 91 del Codice antimafia, sia esteso “a tutti soggetti appartenenti alla filiera delle imprese, nonché ai proprietari o ai titolari di altro diritto reale o di godimento sui beni immobili sui quali insisteranno le opere e le attività oggetto di autorizzazione, abilitazione o concessione. Sono assoggettati al predetto regime anche i cosiddetti “provvedimenti ampliativi” e tutte le fattispecie contrattuali, di appalto e di sub-contratti, indipendentemente dal loro importo, oggetto, durata nonché da qualsiasi condizione e modalità di esecuzione”.

Al contempo l’assessore Pierobon ha diramato un apposito atto di indirizzo al dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti e al dipartimento regionale dell’Energia, per garantire la massima diffusione dell’intesa sottoscritta, nonché la sua immediata attuazione.

“Stiamo valutando di ripristinare a stretto giro la capienza originaria degli aliscafi per assicurare, così, di nuovo a pieno regime i collegamenti fra la Sicilia e le Isole minori. Preso atto, infatti, del crescere della domanda turistica e di mobilità e del disagio sempre più pesante per abitanti, imprese e visitatori, abbiamo già autorizzato in questo fine settimane delle corse aggiuntive su Ustica e Isole Egadi. Il prossimo e imminente passo sarà il pieno recupero della capacità di linee e mezzi, così come già avvenuto in altre parti d’Italia, anche alla luce del rallentamento dell’epidemia da Covid 19 che è ormai un dato di fatto”.

Lo dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone, a seguito dell’appello di Federalberghi Isole minori.

Lo scorso 23 giugno il blitz dei Carabinieri cosiddetto “Teneo” ha provocato l’arresto in carcere dei presunti vertici del mandamento di San Lorenzo a Palermo. Oggi, ancora i Carabinieri del Comando provinciale sono stati impegnati nell’esecuzione di un provvedimento di fermo per 11 persone tra ex e nuovi capi e gregari del mandamento di San Mauro Castelverde, regno incontrastato della famiglia Farinella: il nonno Giuseppe Farinella, morto in carcere nel 2017, il figlio Domenico, già detenuto parecchi anni e poi libero, e il nipote Giuseppe che avrebbe gestito le sorti del mandamento tra le province di Palermo e Messina. Le persone fermate nell’operazione cosiddetta “Alastra” sono indagate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento, in Sicilia, Lombardia e Veneto.

“Che fine ha fatto il regolamento di attuazione per i Percorsi letterari degli scrittori che Musumeci avrebbe dovuto emanare entro lo scorso 16 febbraio, ovvero entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge?”.
Lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, a proposito dei progetti che dovranno portare alla realizzazione dei ‘Percorsi Letterari di Sicilia’ in tutta la nostra Isola. “Nonostante le nostre sollecitazioni – rileva Stefania Campo – fino ad oggi non c’è alcuna traccia di questo ‘regolamento’ e, dunque, tutto sta restando bloccato, anche e soprattutto in provincia di Ragusa, territorio in cui già è stato già attivato, da parte del commissario del Libero consorzio comunale, Salvatore Piazza, l’apposito Comitato promotore composto dai delegati dei nostri dodici sindaci. E bloccata è rimasta anche la mia personale donazione di diecimila euro derivante dalla consueta decurtazione degli stipendi”.
“La data entro cui si sarebbe dovuto provvedere all’emanazione del regolamento, oltretutto, è antecedente al periodo di lockdown e alla giornata di inizio dell’emergenza sanitaria in Sicilia, pertanto l’enorme ritardo che stiamo registrando è assolutamente ingiustificabile – aggiunge Campo – nessuno può credere che l’assessore Manlio Messina, che già nell’ordinario non brilla certo per iperattivismo, nei mesi di gennaio e febbraio fosse occupato in chissà quale complicata problematica legata alle sue poche deleghe. Otto mesi di ritardo per un semplicissimo regolamento sono un periodo enorme. Ecco perché a noi appare evidente la volontà di non voler procedere speditamente: forse non hanno potuto ‘sfruttare’ politicamente questa legge, che mi vede come prima fimataria?”
“In un contesto post-covid come quello gravissimo che stiamo affrontando, mettendo in moto a livello nazionale una serie interminabile di misure e incentivi economici, non possiamo restare inerti proprio in Sicilia sul terreno del rilancio turistico-ricettivo e nei confronti di quei progetti di ampia prospettiva che vedono impegnati in ogni provincia centinaia e centinaia di start up e soggetti economici, culturali, enogastronomici e dell’ospitalità diffusa verso una promozione innovativa della nostra Isola nel mondo e nel mercato turistico”.
“Musumeci, che sembra essere impegnato da troppi mesi, a tempo pieno oramai, in tutt’altre faccende, soprattutto nel flirtare con la Lega di Salvini, dia seguito agli atti che i vari territori attendono da tempo – conclude la deputata pentastellata – questa è infatti un’occasione imperdibile per mettere a rete le città e i paesi d’arte del nostro particolarissimo territorio”.

“Dopo che la Lega Nord ha lanciato una proposta di collaborazione con i movimenti sicilianisti, da qualche giorno assistiamo a un’incontrollabile pioggia di fake news che vorrebbero disarticolare queste formazioni politiche. Per cui è lecito chiedersi ‘cui prodest?’. A chi serve mentire o travisare la verità, dividendo quanti hanno a cuore le sorti della nostra terra?”

Lo ha detto Salvo Fleres, portavoce di Unità Siciliana-Le Api, chiarendo che la posizione del movimento resta quella di “parlare con tutti ma rifiutare qualsiasi patto federativo che frutti poltrone invece che contenuti economici concreti per la Sicilia”.

“Da qualche tempo – ha sottolineato Fleres – la Lega Nord, dopo aver diffamato per decenni la Sicilia, da ‘Forza Etna’ in poi, ha deposto le felpe per indossare doppiopetto e occhiali professorali. Si è fatta suadente nel tentativo di continuare a dominarci: la parola d’ordine tra i leghisti siciliani è per esempio togliere la parola ‘Nord’ dal nome del partito di Salvini. E questo, guarda caso, dopo che Eurispes ha denunciato la rapina di 840 miliardi di euro del suddetto Nord nei confronti del Sud”.

“Un militante leghista – ha raccontato il portavoce di Unità Siciliana-Le Api – mi ha detto piuttosto arrabbiato: ‘Ci chiamiamo solo Lega!’. E’ falso. Anzi, per la precisione, come testimonia lo Statuto approvato dal Congresso federale straordinario del 21 dicembre dello scorso anno, il partito di Salvini si chiama ‘Lega Nord per l’Indipendenza della Padania’”.

“Insomma – ha concluso Fleres – questo indossare pelli d’agnello da parte della Lega Nord mi pare un tentativo per rendere più accettabili ai sostenitori di certi movimenti ‘sicilianisti’, dei quali abbiamo già svelato i ‘vomitevoli ammiccamenti’ ed i possibili accordi elettorali con il Carroccio dispensatore di seggi, per continuare a considerare la Sicilia una colonia. Per chi invece cerca solo il bene del territorio, arrivano le fake news.

La nostra posizione è semplice: vogliamo l’applicazione dello statuto, il ponte, le autostrade le scuole, le ferrovie e la tutela del territorio e dei nostri prodotti come tutto il resto d’Italia”.

L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Roberto Lagalla, interviene a seguito dell’approvazione delle Linee Guida ministeriali, modificate su proposta delle Regioni, per il riavvio dell’anno scolastico. Lagalla afferma: “Il testo risulta più completo ed equilibrato rispetto a quello originariamente proposto dal governo e, per quanto riguarda la Sicilia, rappresenterà il fondamentale punto di riferimento per le decisioni che, su scala regionale e d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, dovranno essere assunte entro il prossimo 10 luglio. Il risultato odierno è da considerare particolarmente rilevante per effetto delle ulteriori risorse, pari a 1 miliardo, reperite anche per il reclutamento di nuova docenza e personale scolastico, nonché per le misure adottate in materia di distanziamento che prevedono separazioni interpersonali più compatibili con un più largo uso delle strutture scolastiche esistenti e disponibili”.

L’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Saguto”: la Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la sentenza del giudice per le udienze preliminari del Tribunale nisseno che in primo grado, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 2 anni e 4 mesi per falso e assolto dall’accusa di abuso d’ufficio e rivelazione di segreto Fabio Licata, ex magistrato della sezione Misure di prevenzione di Palermo. Confermata anche l’assoluzione in primo grado, dalla contestazione di abuso d’ufficio, dell’altro imputato, il consigliere di corte d’appello ed ex membro del Csm Tommaso Virga. Il processo è frutto delle indagini su presunti illeciti nella gestione della sezione Misure di prevenzione presieduta da Silvana Saguto, sotto processo per corruzione e tuttora imputata innanzi al tribunale nella tranche principale del procedimento.