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Confermati per altri cinque mesi gli arresti domiciliari per Marcello Dell’Utri, l’ex parlamentare che sta scontando una pena a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ quanto deciso dal tribunale di Sorveglianza di Roma che ha ribadito l’incompatibilità al regime carcerario per l’ex esponente di Fi, difeso dall’avvocato Alessandro De Federicis, affetto da patologie cardiache.
   

Domenica 7 ottobre nel Comune di Floresta avrà inizio la quattordicesima edizione della manifestazione “Ottobrando”. Come dichiarato da Piero Ridolfo, consulente esterno per la comunicazione del Sindaco, “anche quest’anno i diversi appuntamenti previsti per i quatto weekend del mese saranno l’occasione per degustare i prodotti tipici della gastronomia locale e dei Nebrodi. Le sagre le feste paesane e i momenti tradizional popolari vanno in vetrina, sfidando i marchi e la dittatura economica delle multinazionali del gusto, della musica, dello spettacolo e della gastronomia. Sono le aziende a km zero, sono i piccoli imprenditori e gli artigiani delle botteghe, a trovare le risorse e le energie per regalarci autentici momenti di vita locale a turisti e autoctoni. Gli attori sono sempre gli stessi: persone comune comuni che coinvolgono “dal basso”, i fedeli, gli amanti della storia locale, della cultura e del buon cibo. Questo spaccato di autenticità e di meraviglia del sottofondo culturale, del sano particolarismo dei piatti tipici, della musica e delle arti. Raccontare per testimoniare-aggiunge il dott. Ridolfo- la strategicità del sistema Floresta, il suo brand, OTTOBRANDO, così unico e così diversificato”.
Si inizierà domenica con “i fasola a crucchittu” (i fagioli ad uncino), coltivazione caratteristica di questo territorio, per poi passare alla sagra del suino nero prevista per il weekend del 13 e 14 ottobre, la sagra dei funghi il fine settimana successivo e la sagra della provola il 27 ed il 28 ottobre. I numerosi stand presenti su più zone del centro storico saranno animati anche dalla presenza di artisti di strada, intrattenimento musicale, giochi per bambini e tanto altro”.
Ma i quattro weekend saranno anche l’occasione per discutere di agricoltura, turismo e sviluppo locale. Durante le sagre sono programmati appuntamenti di approfondimento culturale e politico vedranno la partecipazione di rappresentanti del Governo e del Parlamento regionale, Professori e Ricercatori dell’Università di Messina, amministratori locali, esperti di sviluppo ed imprenditori.
Dopo l’inaugurazione di domenica 7 ottobre, aperta dal Sindaco del Comune di Floresta Antonino Cappadona, alla presenza degli assessori regionali Bernardette Grasso e Roberto La Galla, dell’on. Antonino Catalfamo, del sindaco della Città Metropolitana di Messina on. Cateno De Luca e del Presidente del Gal Nebrodi Plus Francesco Calanna; sabato 13 ottobre si svolgerà un convegno sul mercato del lavoro regionale dal titolo “Il rilancio del turismo e dell’agricoltura in Sicilia ed il paradosso delle competenze”; domenica 21 ottobre si terranno a Palazzo Lando Scalisi “Gli Stati Generali della montagna e Politiche per lo Sviluppo sostenibile”; per finire domenica 28 ottobre con una iniziativa su “Selvatica, erbe spontanee nel biodistretto Nebrodi, usi, miti e tradizioni.
Come dichiarato dal Sindaco, Antonino Cappadona, “questa manifestazione rappresenta tradizione e specificità. Ottobrando è un esempio di come produzioni locali, gastronomia, patrimonio storico ed artisitico possano diventare motore dello sviluppo di un intero territorio, non solo del Comune di Floresta. Questi quattro weekend sono una vetrina per tutti i comuni dei Nebrodi e per le migliori produzioni del territorio e consentono a tutta l’area di prolungare la stagione turistica. E’ il contributo che i piccoli comuni possono dare allo sviluppo economico della Sicilia”.

Deputati e assessori regionali, sindaci e consiglieri comunali sono obbligati a dichiarare la loro eventuale iscrizione a logge massoniche. Lo prevede una legge appena approvata all’Assemblea regionale siciliana. “La Sicilia è la prima regione d’Italia ad avere una legge di questo tipo; nonostante le fortissime pressioni in senso contrario, abbiamo affermato un dovere di trasparenza e di responsabilità che adesso andrebbe esteso a tutte le cariche elettive in Italia”, dice il presidente dell’Antimafia regionale, Claudio Fava, autore del disegno di legge.
   

Una spilla a forma di ‘Nontiscordarrdime’, simbolo di appartenza alla massoneria.
La sede massonica del Grade Oriente d’Italia nella galleria Umberto I° a Napoli è stata aperta eccezionalmente al pubblico. A fare da ciceroni i massoni Achille Castaldi e ed il presidente della circostscizione Campania-Lucania Lucio d’Oriano, 22 aprile 2017.
ANSA / CIRO FUSCO
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Da oggi, lunedì 1 ottobre, Liberty Lines non effettuerà più i collegamenti in aliscafo sullo Stretto tra Sicilia e Calabria. Scade infatti il contratto triennale con il ministero dei Trasporti e il quarto anno opzionale non è stato confermato. Si apreuna fase transitoria che preoccupa tutti: pendolari, lavoratori della Liberty, residenti delle due sponde dello Stretto e amministratori delle due Regioni. Ma stando alle informazioni confermate ancora oggi, chi domani si presenterà agli imarcarderi troverà lo stesso numero di collegamenti e allo stesso prezzo. A garantirle dovrebbe essere Bluferries, la società di Rete ferroviaria italianachiamata dal ministero guidato da Danilo Toninelli a gestire questo periodo di passaggio «in attesa di una soluzione strutturale», che potrebbe essere un nuovo bando. 

«L’unica cosa che cambierà è il mezzo su cui si viaggerà, resta il problema dei 72 lavoratori in mobilità», spiega Michele Barresi, sindacalista della Uil. Bluferries annuncia che metterà in mare tre mezzi: due sulla tratta Messina-Reggio Calabria per garantire 32 corse (16 andata e altrettante ritorno), un mezzo sulla Messina-Villa San Giovanni per coprire 18 corse tra andata e ritorno. Per farlo la società del gruppo Rfi ha dovuto noleggiare un mezzo dalla società Tarnav di Milazzo, dopo che la stessa richiesta fatta a Liberty non ha dato esito positivo. «La proposta fatta da Liberty Lines per il noleggio – spiega Barresi – era improponibile e obiettivamente antieconomica». 

Oggi l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone ha espresso preoccupazione per la soluzione adottata dal ministero definita «non soddisfacente perché taglia drasticamente le corse fra Messina e Reggio Calabria. I mezzi in campo – continua – si riducono infatti a una sola imbarcazione. Gravi non solo le ricadute sulla continuità territoriale, ma anche il contraccolpo occupazionale, con 72 lavoratori a rischio licenziamento». In realtà stando alle affermazioni di Bluferries i mezzi saranno tre, mancheranno i mezzi di riserva in caso di avaria, come invece succede in normali condizioni. 

La compagnia Liberty Lines ha fatto tutto ciò che era possibile per continuare a garantire i collegamenti marittimi veloci sullo Stretto di Messina. Ancora ora – a poche ore dalla scadenza del contratto triennale di servizio – attendiamo un riscontro da parte del ministero dei Trasporti al quale abbiamo manifestato la massima disponibilità a proseguire il servizio in regime di proroga, senza interruzione, a decorrere dalla corsa delle 6 dell’1 ottobre”.
    Lo scrive in una nota in Cda della compagnia di navigazione trapanese, Liberty Lines, “in attesa che la questione venga stabilmente risolta con una nuova gara”.
    Il contratto tra ministero e Liberty Lines prevede lo svolgimento del servizio per tre anni, fino al 30 settembre 2018, “con possibilità di proroga di 12 mesi – spiega la compagnia – a discrezione del ministero. Il 14 settembre scorso la compagnia ha comunicato che, in assenza della proroga, il servizio sarebbe cessato. Il 28 ha comunicato la piena disponibilità a proseguire il servizio”.

La Procura di Caltanissetta chiede che l’ex presidente di Confidustria vada a processo. È il filone di indagine sulla rete di complicità per nascondere i rapporti con i boss di Cosa Nostra su cui indagavano i pm nisseni

 

La Procura di Caltanissetta ha chiuso le indagini su Antonello Montante e ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente di Confindustria siciliana. Come riportano oggi Repubblica Palermo e La Sicilia, i pm nisseni hanno chiesto il processo per lui e per altre 23 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, violenza privata, favoreggiamento, rivelazione di notizie coperte dal segreto di ufficio. Si tratta infatti del filone d’inchiesta che ha svelato l’alta rete di complicità messa in piedi da Montante per nascondere i suoi iniziali rapporti con Paolo e Vincenzo Arnone, boss del suo paese Serradifalco. Legami su cui la Procura di Caltanissetta aveva avviato un’indagine con l’accusa di concorso esterno all’associazione mafiosa, poi archiviata per mancanza di sufficienti prove, nonostante siano stati accertati i rapporti con gli Arnone.

Montante è in carcere da quattro mesi, dopo che gli investigatori hanno scopertoingressi illeciti nella sua villa dove inizialmente era stato collocato ai domiciliari. Insieme a lui, in questo primo filone d’indagine, per altri 23 è stato chiesto il rinvio a giudizio. Tra questi ci sono l’ex presidente del Senato Renato Schifani; l’ex generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile (Aisi); Andrea Cavacece, capo reparto dell’Aisi; Andrea Grassi, ex dirigente della prima divisione del Servizio centrale operativo della polizia; Giuseppe D’Agata, capocentro della Dia di Palermo poi trasferito ai servizi segreti; Diego Di Simone Perricone, ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, poi security manager di Confindustria Nazionale; Marco De Angelis, sostituto commissario prima alla questura di Palermo, poi in servizio alla prefettura di Milano. Insieme a loro, Ettore Orfanello, ex comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza a Caltanissetta; Giuseppe Graceffa, vice sovrintendente della polizia in servizio a Palermo; Massimo Romano, imprenditore dei supermercati che gestisce la catena Mizzica-Carrefour Sicilia, con oltre 80 punti vendita nella Regione e molto amico di Montante. 

C’è poi il secondo filone d’indagine, legato ai rapporti con la politica, su cui si aspettano le decisioni della Procura di Caltanissetta. In questo caso l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e alla corruzione. Risultano indagati l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta che, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto un milione di euro in nero per la campagna elettorale del 2012 che lo vide vincitore, da parte degli imprenditori Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Sicilia autosospesosi a maggio e proprietario di una delle più grande discariche siciliane, quella di Siculiana;Rosario Amarù, gelese, attuale presidente di Confindustria Centro Sicilia; Carmelo Turco, pure lui di Gela, delegato dell’associazione nei rapporti con i petrolchimici e titolare della Turco Costruzioni; Totò Navarra, titolare della Pfe, che conta circa mille dipendenti nel settore delle pulizie e recentemente ha raccontato la sua storia da self made man in un libro, My name is Totò. Sono loro, guidati da Montante, che avrebbero finanziato in nero la campagna elettorale di Crocetta nel 2012.Ricevendo in cambio, è la tesi della Procura nissena, varie utilità in appalti. 

Indagate pure le due ex assessore alle Attività produttive delle giunte Crocetta: Linda Vancheri e Mariella Lo Bello. Entrambe, secondo la Dda di Caltanissetta, avrebbero rappresentato gli interessi di Confindustria nel governo regionale. 

Decreti in fase di pubblicazione

In arrivo 16,3 milioni di euro per la pesca in Sicilia. A beneficiare dei fondi, a valere sul programma comunitario Feamp, saranno 62 comuni costieri suddivisi in sette gruppi di azione locali. “Gli interventi sono contenuti in decreti in fase di pubblicazione”, ha spiegato il direttore del dipartimento, Dario Cartabellotta, in conferenza stampa con l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, e il presidente della Regione, Nello Musumeci, alla presenza di alcuni sindaci, tra cui Totò Martello (Lampedusa) e Giuseppe Pagoto (Favignana) Musumeci ha affermato che si tratta di interventi che vanno “dalla riqualificazione dei porti all’innovazione tecnologica”.
    “Per fare pesca ed essere competitivi servono non solo incentivi ma infrastrutture qualificate per la flotta che conta oltre 2.773 imbarcazioni in Sicilia per quasi 10 mila addetti”, ha sostenuto Musumeci.

 

« Siamo davanti a un decreto di sequestro che mette fine al monopolio dell’informazione nella seconda città siciliana».

Lo afferma Libera plaudendo il lavoro compiuto dalla Procura della Repubblica di Catania.

«Il processo di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa contro l’editore  Mario Ciancio –afferma l’associazione fondata e presieduta da Don Luigi Ciotti – ci vede costituiti parte civile, così come ci ha visti impegnati da sempre come Libera e come Libera Informazione nel denunciare fuori dalle aule dei tribunali le distorsioni delle notizie, dei silenzi informativi, degli assurdi e ingiustificabili divieti di pubblicazione di necrologi delle testate facenti capo all’ editore catanese. Vogliamo, però, o rivolgere il nostro pensiero a Roberto Morrione e a Santo della Volpe che con Libera Informazione hanno intrapreso e vinto la battaglia contro l’anomalia catanese del sistema Ciancio: essere riusciti a ottenere che la cronaca regionale del quotidiano la Repubblica venisse distribuita anche a Catania».

Libera ora chiede che venga posta particolare attenzione alla situazione dei tanti lavoratori del sistema mediatico di Ciancio (giornalisti, grafici, operatori tv, del ecc.) alcuni dei quali non ricevono da mesi il loro stipendio.

«Non si può permettere che anche questa volta ci sia chi dica che le azioni antimafia sono di ostacolo all’occupazione».