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“Entro pochi giorni sarà garantito l’invio nelle acque della Sicilia di una capiente nave-passeggeri da riservare ai migranti e il ricorso a contingenti delle forze armate, da destinare alle aree più sensibili”.
Lo ha assicurato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che oggi pomeriggio ha evidenziato la situazione sempre più grave determinata nell’Isola dai continui arrivi di migranti e dagli altrettanto continui tentativi di fuga dai centri di accoglienza ad essi dedicati.
“Al capo del Viminale – rivela il governatore – ho denunciato, ancora una volta, la insostenibile situazione nell’Isola e la preoccupazione dei sindaci e delle comunità locali la cui esasperazione rischia di creare, specie in alcune zone, tensione e allarme sociale. Ho ricevuto precise garanzie sulla presenza di navi-quarantena lungo le coste siciliane e in prossimità dell’isola di Lampedusa, oltre la presenza di contingenti militari da affiancare alle poche e stremate unità delle forze dell’ordine per evitare il ripetersi di fughe dai Centri di accoglienza. Ormai appare chiaro come in Sicilia la questione migranti sia diventata anche una questione di ordine pubblico e di salute che non può più essere sottovalutata”.

Sono quasi tutti asintomatici i 13 pazienti risultati positivi al Coronavirus, così come riportato nel report quotidiano trasmesso dalla Regione Siciliana al Ministero della Salute.
Si tratta di nove persone individuate nel Catanese grazie alle azioni di conctat tracing condotte dai sanitari dell’Asp: otto sono riconducibili al cluster dell’hinterland etneo, mentre uno è un cittadino che ha manifestato una leggera perdita dell’olfatto ed ha, giustamente, ritenuto di farsi visitare. È l’unico soggetto (tra i 13 dell’intero territorio siciliano) che presenta dei sintomi lievi.
Gli altri casi sono stati riscontrati nel Messinese, con un paziente che rientra nel cluster – già circoscritto ed isolato – dell’ Istituto ortopedico, e nel Nisseno, dove un cittadino è stato trovato positivo al test del tampone che, da protocollo, viene effettuato in caso di pre-ricovero per altre patologie. In provincia di Ragusa, invece, sono stati individuati due casi positivi: si tratta di un marittimo straniero ed un migrante del gruppo di provenienza asiatica di stanza in un centro della provincia iblea.
Infine, si precisa che nell’hot spot di Lampedusa sono in atto le analisi previste dal protocollo anti Covid: 25 migranti sono risultati positivi al test sierologici. Per i pazienti in questione è scattata la verifica attraverso l’esame del tampone, i primi dieci test sono risultati negativi: l’approfondimento diagnostico, a cura del personale sanitario preposto, va avanti.
Sull’intero territorio regionale la situazione è costantemente monitorata dall’assessorato alla Salute che in particolare a Lampedusa ha già inviato dpi, test e macchinari per l’analisi dei tamponi.
“La nostra richiesta al Governo sullo stato d’emergenza è nota, ma ancora da Roma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Bisogna intervenire anche con un ponte aereo dedicato per evitare di peggiorare una situazione già complessa”, ha detto l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

L’ANCI Sicilia  sollecita i sindaci siciliani ad incentivare la cultura della donazione  tra i propri concittadini, soprattutto nel periodo estivo, quando l’emergenza sangue rischia di diventare  insostenibile.

“E’ necessario favorire e promuovere lo sviluppo di azioni volte alla crescita della cultura della donazione  in particolare tra le giovani generazioni, quale atto importante  di  solidarietà”.  Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Alvano, presidente e segretario generale  di ANCI Sicilia

“Malgrado il continuo impegno abbiamo, purtroppo, assistito, in questi mesi, a un sensibile calo delle donazioni a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e nonostante ci siano stati meno interventi chirurgici – continuano Orlando e Alvano –  il rischio è che le donazioni si esauriscano ulteriormente a causa delle ferie estive, con inevitabili e conseguenti disagi per un gran numero di pazienti con patologie gravi che necessitano di continue trasfusioni. E’ per questo, quindi,  che facciamo appello a tutti gli amministratori siciliani – continuano Orlando e Alvano -.affinché  si adoperino in una proficua campagna di sensibilizzazione e utilizzino tutti gli strumenti di comunicazione e informazione  utili ad incentivare la donazione di sangue,  nel totale rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid”.

“Donare il proprio sangue è certamente uno dei più significativi  fra gli  atti di solidarietà che può realizzare un cittadino e d’altro canto accrescere la cultura della donazione in una comunità può rappresentare una delle azioni di maggior valore che ogni amministratore possa fare”. Aggiunge il presidente Orlando

“Vogliamo rivolgere il nostro sentito ringraziamento a tutte le associazioni – conclude Orlando -che con il proprio impegno rendono possibile che il gesto di solidarietà di tanti cittadini si trasformi in uno strumento a tutela della salute pubblica nei 390 comuni dell’Isola”.

“La Sicilia è diventata un vero e proprio far west per i clandestini, quasi tutti tunisini e, fra questi, moltissimi con precedenti penali o già espulsi in precedenza dal nostro Paese. Arrivano a centinaia ogni giorno, mandando al collasso le strutture di prima accoglienza, costringendo operatori e forze dell’ordine a turni massacranti, e non rispettano nemmeno gli obblighi di quarantena prescritti dalle normative anti-Covid. I casi di positività al Coronavirus sono molteplici e le fughe di soggetti potenzialmente positivi dai centri, ormai quotidiane, aggravano ancor più una situazione già drammatica e indegna di un Paese civile”.

È quanto dichiarano gli onorevoli della Lega, Stefano Candiani, segretario regionale per la Sicilia e Francesca Donato, membro del Parlamento Europeo eletta nelle Isole.

“La sicurezza, la salute, il lavoro dei Siciliani – aggiungono Candiani e Donato –  sono pesantemente sotto attacco per colpa delle scellerate politiche di accoglienza condotte dal governo Conte, che costano milioni di euro ai nostri cittadini ed agli immigrati regolari, i quali tutti sono esasperati e disperati di fronte alla deriva socioeconomica in cui sono intrappolati”.

“A fronte di tale emergenza, che il ministro Lamorgese si rifiuta di riconoscere – ribadiscono l’eurodeputato Donato e il segretario regionale Candiani – i siciliani non accetteranno ulteriori misure restrittive anti-covid a causa dei nuovi cluster di positivi fra i migranti clandestini sbarcati sulla nostra Isola, e tutti i danni economici che la Regione e l’intero Paese stanno subendo a causa della follia politica di questo governo dovranno, da quest’ultimo, essere risarciti fino all’ultimo centesimo”.

“Se poi le tensioni che già si avvertono sul territorio esploderanno e si arriverà a rivolte e conflitti sociali, le dimissioni del Ministro dell’Interno e dell’esecutivo tutto dovranno essere immediate, e ci aspettiamo che il Presidente Mattarella intervenga con forza per garantirle a tutela della propria terra originaria e della nostra Repubblica”.

“Grazie al taglio dei nostri stipendi, realizzeremo un parco letterario a Porto Empedocle per riscoprire i luoghi dello scrittore Andrea Camilleri. Saranno installate 6 panchine libro decorate da artisti siciliani.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di incentivare un turismo culturale per riscoprire luoghi e paesaggi raccontati da Camilleri proprio nella sua città natale.

Porto Empedocle, negli ultimi giorni, è stato anche il luogo in cui centinaia di migranti hanno trovato il primo approdo e i primi controlli sullo stato di salute (tamponi e test sierologici).
Così come ho fatto in precedenza, per il centro accoglienza di Siculiana e Villaggio Mosè, la settimana scorsa sono andato a verificare le condizioni della tensostruttura installata nella città natale di Andrea Camilleri.
Le considerazioni da fare, a mio avviso, sono sempre le stesse: il dramma dei migranti non può risolversi con altri drammi come una gestione del fenomeno totalmente da rivedere. La retorica dell’accoglienza tout court e il modello securitario della cosiddetta “invasione” e della finta “chiusura” delle frontiere, sono due facce della stessa medaglia: un autentico fallimento.
Le persone che, per ragioni diverse, si trovano clandestinamente in Sicilia vanno trattate con dignità perché, prima di ogni cosa, sono esseri umani. Non sono tollerabili strutture totalmente inappropriate, poco sicure e mal distribuite. Lo dimostrano le fughe continue dai centri di accoglienza.

Ecco perché occorrerebbero strutture pubbliche con personale pubblico, ne abbiamo in abbondanza. In poche parole, lo Stato ha il dovere di governare il processo dell’accoglienza, dallo sbarco fino al rimpatrio o al permesso di soggiorno. I flussi migratori sia di tipo umanitario che economico sono fonti di enormi speculazioni, esiste una vera e propria filiera del contrabbando di esseri umani. Sono fermamente convinto che diminuendo i flussi di denaro che girano attorno all’immigrazione (con una gestione statale del fenomeno) diminuiranno magicamente anche il flussi migratori”.

Lo dichiara il deputato regionale dei 5 Stelle on. Giovanni Di Caro.

“Salgono a 181 i positivi al Coronavirus in Sicilia. Un dato che ci impone di fare appello a una maggiore disciplina collettiva. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Tutto questo può costituire un piccolo fastidio, ma ci dà un grande aiuto nel tenere bassa la probabilità del contagio. Confidiamo perciò nel senso di responsabilità di ognuno -soprattutto dei giovani – e nella accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a proposito degli affollamenti verificatisi negli ultimi giorni in molte città dell’Isola.

“Ci dispiace di aver interrotto i sogni di Alice nel Paese delle meraviglie, riportando certi esponenti del Governo Conte alla dura realtà delle loro inadempienze. Sarebbe bene che giorno 31, prima di andare al viadotto Himera, qualcuno si faccia un giro sui 192 km della Palermo-Catania. Anzi, se riesce, quel qualcuno venga con il ministro De Micheli con cui è notorio non avere particolare feeling. Porti pure il presidente Giuseppe Conte, facendolo atterrare a Fontanarossa per poi raggiungere l’Himera lungo l’A19. Arrossirebbero dalla vergogna, catapultati in un’autostrada che sembra un videogioco, con trappole e tranelli da superare a ogni chilometro”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone replica così alle parole odierne del viceministro Giancarlo Cancelleri.

“Sulle strade provinciali – prosegue Falcone – vorrei ricordare che il presidente Musumeci ha dato l’ok da oltre 8 mesi alla nomina di Gianluca Ievolella a commissario per la viabilità. Si ricordi, Alice, che ancora l’ingegnere Ievolella aspetta tale nomina per mettere a punto i primi interventi. Tutto ciò malgrado le reiterate richieste del nostro Governo. A proposito, per consentire al commissario di lavorare e in assenza di concreti finanziamenti da Roma, il Governo Musumeci ha messo a disposizione del nominando commissario ben 100 milioni, appunto per dare un senso a questa nomina. Purtroppo non mi pare che si siano fatti passi avanti. E d’altronde, già per sbloccare la Catania-Ragusa, ci sono voluti 620 milioni messi a disposizione dal Governo Musumeci. Anche lì da sei mesi aspettiamo la promessa nomina del commissario”.

“Per quanto riguarda il Cas, Alice cerchi di informarsi meglio. Parli con i direttori generali competenti e si faccia dire se è vera quella cifra di 800 non conformità che i 5 stelle ripetono come pappagalli. In questi due anni, la cifra è stata di gran lunga ridotta ed è sicuramente inferiore a 150. Al contrario, Alice si sbrighi a far nominare le commissioni di gara per espletare strategici lavori come l’intera pavimentazione dell’autostrada Siracusa-Rosolini, in un vergognoso stato di degrado, proprio al fine di ridurre ulteriormente le non conformità e faccia restituire i 90 milioni di credito maturati dal Cas nei confronti del Ministero. Per sua conoscenza, dati alla mano, il Cas in questi primi mesi del 2020 è stata la stazione appaltante di Sicilia che ha immesso più denaro nel settore lavori pubblici dopo RFI. Alice si informi prima di parlare, con gli uffici del suo stesso Ministero. 

“Per concludere, a proposito dell’Himera, se qualcuno fosse meno superficiale, prima di parlare chiederebbe informazioni a Simonini, Mele, Borrella e Colombrita. Forse, finalmente, si renderebbe conto di chi ha davvero sbloccato l’impasse dell’A19 spezzata in due”.

“Il racconto che l’assessore regionale siciliano Marco Falcone si ostina a sostenere riguardo la ricostruzione del viadotto Himera è oltremodo stucchevole. Riconsegnarlo dopo 5 anni sicuramente non è un vanto, purtroppo è la realtà dettata dai tempi delle procedure e della burocrazia sulla quale sono intervenuto personalmente e con un risultato tangibile: lo sblocco e la riapertura”. A dichiararlo è il vice Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri replicando alle dichiarazioni dell’assessore regionale Falcone a proposito della imminente riapertura del viadotto Himera sull’autostrada A19 Palermo-Catania.
“Io per primo, con l’articolo 2 inserito nel dl semplificazioni – spiega Cancelleri – voglio cambiare il passo degli affidamenti e delle esecuzioni delle opere nel nostro Paese. Consentitemi però di dire che da un governo regionale che in più di due anni non ha prodotto nessuna riforma, che si vanta dei tempi e del lavoro del Consorzio Autostrade Siciliane (che ricordo registra più di 800 non conformità sul piano della concessione) e che si convince che la minaccia delle dimissioni di un assessore sia stato lo stimolo per accelerare i lavori, perdonatemi, ma da questo governo regionale io lezioni non ne accetto. Il signor Pungolo, è lo stesso che in questi lunghi 5 anni non ha mosso un dito per mettere in sicurezza la frana che, ancora, insiste sull’Himera; sempre lo stesso, da mesi ormai, deve semplicemente comunicare la lista delle strade provinciali per cui il governo, già nel Conte 1, ha predisposto un commissario straordinario per intervenire e spendere velocemente i fondi messi a disposizione della regione per la manutenzione; sempre da Mr Pungolo ci si aspetta la stessa pressione e delegittimazione che ha nei confronti di Anas magari per il Cas, protagonista di cantieri dormienti e sordo ai richiami del ministero delle infrastrutture in materia di non conformità nei tratti a lui concessi”.
“Infine – sottolinea ancora Cancelleri – invito l’assessore, ormai a meno di una settimana della riapertura dell’Himera, a dare un taglio alle polemiche, ammettere che minacciare le sue dimissione se il viadotto fosse stato pronto il 31 non è stata una bella uscita e nemmeno un bel messaggio per tutti i siciliani per cui la sfida deve essere sempre il raggiungimento di un risultato, un dovere soprattutto per la politica che governa la Regione. Ci vediamo il 31, perché l’Himera riaprirà, non perché qualcuno ha minacciato di dimettersi, ma perché qualcun altro ha lavorato senza sosta, con sacrificio e massimo impegno, perché la Sicilia merita di vincere tutte le sfide per un vero rilancio” – conclude il vice ministro Cancelleri.

Sono giorni di attesa in assessorato alla Salute, ma anche a Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale. L’assessore alla Salute Ruggero Razza e il presidente della Regione, Nello Musumeci, sono perennemente in contatto e seguono con attenzione i monitoraggi. Per il momento, fortunatamente, non ci sono dati superino i parametri prestabiliti per far scattare misure speciali di contenimento del virus.

A preoccupare sono, però, i focolai emersi nel catanese, nel messinese, nel ragusano. Focolai sono stati individuati in tempo – secondo l’assessorato alla Sanità – per evitare il dilagare del contagio. A rassicurare è soprattutto il fatto che non sia necessario il ricorso alle terapie intensive e nella maggior parte dei casi neppure al semplice ricovero.

“La situazione è sotto controllo”, per l’assessorato alla Salute. Ma i numeri sono in crescita e anche l’identikit dei contagiati: sempre più giovani. Ciò porta il Governo regionale a un’altra riflessione sulle mosse da pianificare in queste fase.

Nelle spiagge e nelle località turistiche in genere le regole anti-contagio, a cominciare dalla distanza di sicurezza, non vengono rispettate con la dovuta attenzione. È da lì che alla Regione temono possano iniziare nuovi focolai. E per questo motivo Razza e Musumeci stanno preparando una direttiva ai sindaci: «Li inviteremo ad aumentare i controlli nei luoghi sensibili, quelli in cui è più facile che si formino assembramenti. La guardia deve restare alta».

Spiagge, locali limitrofi, strade della movida: la Regione chiede ai sindaci di aumentare la vigilanza. Un appello che l’Anci coglie a patto che vengano stanziate risorse per finanziare questa operazione.

In Sicilia 181 positivi al coronavirus, 13 in piu’ rispetto a ieri. Si tratta di nove persone individuate nel Catanese grazie alle azioni di conctat tracing condotte dai sanitari dell’Asp: otto sono riconducibili al cluster dell’hinterland etneo, mentre uno e’ un cittadino che ha manifestato una leggera perdita dell’olfatto ed ha, giustamente, ritenuto di farsi visitare. E’ l’unico soggetto (tra i 13 dell’intero territorio siciliano) che presenta dei sintomi lievi. Gli altri casi sono stati riscontrati nel Messinese, con un paziente che rientra nel cluster – gia’ circoscritto ed isolato – dell’ Istituto ortopedico, e nel Nisseno, dove un cittadino e’ stato trovato positivo al test del tampone che, da protocollo, viene effettuato in caso di pre-ricovero per altre patologie. In provincia di Ragusa, invece, sono stati individuati due casi positivi: si tratta di un marittimo straniero ed un migrante del gruppo di provenienza asiatica di stanza in un centro della provincia iblea.

“Salgono a 181 i positivi. Un dato che ci impone di fare appello a una maggiore disciplina collettiva. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Tutto questo può costituire un piccolo fastidio, ma ci dà un grande aiuto nel tenere bassa la probabilità del contagio. Confidiamo perciò nel senso di responsabilità di ognuno – soprattutto dei giovani – e nella accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”, ha dichiarato il presidente Nello Musumeci.

Dunque complessivamente 15 sono ricoverati con sintomi, 2 in terapia intensiva e 164 in isolamento domiciliare. In totale i contagiati sono stati 3.179. Si registra, inoltre, un incremento di 2.208 tamponi effettuati. Sono 283 i deceduti.