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Il Coronavirus fa registrare altri 27 nuovi casi in Sicilia. Secondo il bollettino del ministero della Salute aggiornato alle 17 di oggi nelle ultime 24 ore sono stati accertati altri 27 nuovi casi. Questa la divisione per province. A Ragusa la situazione peggiore con 16 nuovi positivi, seguono Catania con 6 e Messina con 3. Poi un caso rispettivamente a Palermo e Caltanissetta. Zero nuovi casi a Enna, Agrigento, Trapani e Siracusa. I ricoverati con sintomi sono 37 ed è fermo a 4 il numero dei pazienti in Terapia Intensiva (per un totale di 41 persone in ospedale). Aumenta il numero delle persone in isolamento domiciliare, ieri 301 e oggi 328. Il totale delle persone attualmente positive arriva a 369. Dall’inizio della pandemia i deceduti sono 284 e i casi totali 3.396. Sono stati eseguiti complessivamente 291.872 tamponi (2.412 in 24 ore), per un totale di 226.979 casi testati.

“Saranno i numeri che ci diranno se dobbiamo chiudere di nuovo tutto”. Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci, oggi a Caltanissetta, in merito all’aumento dei contagi da coronavirus in Sicilia .

“Ho lanciato un appello 15 giorni fa – ha aggiunto – mi pare che questo appello non sia stato raccolto e quindi non escludo che ci possano essere misure ulteriormente restrittive”. Il governatore ha poi aggiunto che nel frattempo sono stati chiusi alcuni esercizi commerciali, ed altri verranno chiusi perché i gestori non impongono ai propri clienti il rispetto delle norme di prevenzione e di cautela.

“Rinnovo l’appello a tutti – ha concluso Musumeci – per poterci godere questa estate in relax ma con qualche piccolo sacrificio. La mascherina, il distanziamento, mantenere un metro di distanza, penso che sia il minimo per evitare di fare concorrenza alle Regioni del Nord in termini di coronavirus”.

Ieri il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Giancarlo Cancelleri, dopo avere preso parte al Tavolo permanente che si è tenuto a Enna, si è spostato ad Agrigento per partecipare al Tavolo permanente che ha istituito mesi addietro con il cartello sociale, coordinato dalla prefetta, Maria Rita Cocciufa, guidato da don Mario e composto dai sindaci della provincia e dai sindacati, con l’obbiettivo di dare maggiore spinta ai lavori in corso e in programma su tutto il territorio agrigentino.

Un incontro, quello che si è svolto in Prefettura ad Agrigento, esclusivamente operativo e che ha visto la costituzione di quattro distinti gruppi di lavoro: ZONA EST – Comune capofila Licata e composto dai comuni di Campobello di Licata, Camastra, Grotte, Palma di Montechiaro, Recalmuto, Naro, Canicattì, Castrofilippo e Ravanusa; ZONA NORD – Comune capofila Cammarata e composto dai comuni di San Giovanni Gemini, Casteltermini, Alessandria della Rocca, Cianciana, Santo Stefano Quisquina, Bivona e San Biagio Platani; ZONA CENTRO – Comune capofila Agrigento di cui fanno parte Aragona, Siculiana, Favara, Comitini, Raffadali, Realmonte, Joppolo Giancaxio, Sant’Angelo, Porto Empedocle, Santa Elisabetta; ZONA OVEST – Comune capofila Sciacca e composto da Lucca Sicula, Santa Margherita di Belice, Montevago, Montallegro, Burgio, Caltabellotta, Villafranca Sicula, Menfi, Sambuca di Sicilia, Ribera, Cattolica Eraclea e Calamonaci.

Subito dopo la costituzione dei quattro gruppi di lavoro – ZONA EST, ZONA NORD, ZONA CENTRO e ZONA OVEST – i rappresentanti delle amministrazioni locali si sono subito messi all’opera per definire le criticità infrastrutturali e le priorità da affrontare a breve a medio e a lungo periodo.

“Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è un metodo innovativo che vede il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio agrigentino – ha commentato il vice ministro Cancelleri a margine dell’incontro. Una collaborazione che servirà a dare maggiore impulso ai lavori in corso e a programmare direttamente con i territori interessati i lavori necessari e urgenti, nonché a definire una pianificazione infrastrutturale strategica in armonia con le varie esigenze dei singoli comuni”.

Parlando dei lavori in corso di realizzazione, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Conte ha dichiarato: “c’è ancora un bel po’ di lavoro da fare sia sulla Agrigento-Caltanissetta che sulla Agrigento-Palermo, dove ci sono dei cantieri aperti, ma sottodimensionati rispetto al lavoro che vorrei venisse effettuato. Queste sono opere di importanza primaria – ha continuato Cancelleri – e pretendo che i lavori procedano con intensità e regolarità. Non è né serio né corretto che i soldi che lo Stato (perciò i cittadini), tramite l’Anas, sta investendo per queste opere vengano gestiti dal general contractor in questo modo. Oggi ho parlato con l’Amministratore delegato di Anas, domani verrà formalizzata alla Cmc la proposta di una perizia di variante – ha aggiunto il Vice Ministro del Mit – ora basta, o dentro o fuori. Se la Cmc accetterà la proposta bene, in tal caso continuerà i lavori, diversamente – ha concluso Cancelleri – procederemo spediti alla rescissione del contratto e, con il Dl semplificazione, andremo ad affidare ad altra impresa la prosecuzione dei lavori”.

“La struttura di Pian del Lago non può essere adibita a centro di quarantena per immigrati ed è inaccettabile la disposizione per cui gli operatori, per altro privi di adeguata formazione, siano messi in isolamento, concedendogli solo gli spostamenti casa-lavoro. Oggi in Sicilia sono aumentati i contagi e 13 nuovi positivi sono migranti, anche accolti a Caltanissetta I lavoratori di Pian del Lago, dove ci sono già 7 migranti positivi, non devono essere esposti al rischio contagio e con loro tutti i familiari conviventi perché costretti a lavorare in un centro trasformato all’improvviso in struttura per quarantena. Occorre trovare una soluzione condivisa che metta in sicurezza dipendenti, familiari e tutta la comunità: è necessario che quanto prima la prefettura convochi un tavolo perché sia affrontata la situazione con tutti i soggetti interessati, in primis i lavoratori”.

Così il deputato siciliano Alessandro Pagano, vicecapogruppo della Lega alla Camera.

La Regione Sicilia ha approvato in Aula il disegno di legge sul “Governo del territorio”. Tra i principi ispiratori e gli obiettivi del ddl, composto da 55 articoli, ci sono il consumo del suolo tendente a zero e la rigenerazione urbana, ovvero il recupero e il riutilizzo del dell’edilizia esistente, nell’ottica di una politica di qualità del paesaggio e dell’ambiente. La riforma prevede anche l’introduzione del Ptr, il Piano territoriale regionale con valenza paesaggistica, uno strumento strategico che definisce le finalità generali, gli indirizzi e le scelte in materia di governo del territorio su scala regionale e che sovrintende alla pianificazione degli enti locali. Al posto del “vecchio” Prg arriva il Pug, Il Piano urbano generale. Prevista l’introduzione del Certificato verde, la rivalutazione del tessuto agricolo e l’introduzione dei principi di perequazione e compensazione. “Dopo oltre quarant’anni – dice il presidente Musumeci – la Regione si dota di una legge che ridisegna e semplifica i criteri e le procedure di governo del territorio siciliano. Una normativa tanto attesa, che dà protagonismo agli Enti locali, chiamati adesso a una stagione di rigenerazione urbana, nel rispetto assoluto dell’ambiente. Era, questa legge di riforma, uno degli obiettivi del mio governo e lo abbiamo realizzato, con una responsabile partecipazione dell’Ars. Mi si lasci ringraziare anche l’assessore al Territorio Toto Cordaro e la presidente della Commissione Ambiente Giusy Savarino per l’ottimo lavoro svolto».

La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, coordinata dalla Procura, ha tratto in arresto, in flagranza di reato per corruzione aggravata, Emanuele Gaetano Caruso, 53enne, originario di Paternò, imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti; Daniela Pisasale, 45enne di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti e Vincenzo Bonanno, 62enne di Palermo, direttore tecnico per la discarica di Bellolampo, definita dalla Commissione antimafia regionale “simbolo della crisi rifiuti in Sicilia”, gestita dalla Rap, società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica. Gli investigatori della Dia, a conclusione di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento hanno sorpreso Caruso nell’atto di consegnare a Bonanno una busta contenente 5mila euro in contanti. Una successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, all’interno di un’autovettura, ulteriori 13.250 euro. L’intera somma di denaro è stata sottoposta a sequestro. Gli arrestati sono stati associati in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

“Solo pochi giorni fa il presidente della Regione Musumeci disertava l’apertura del viadotto Imera della A19 mostrandosi offeso con il governo nazionale per aver aperto entro il 31 luglio, domani invece presenzierà all’apertura di uno svincolo, quello di Rosolini sulla Siracusa-Gela che nei fatti è aperto e in uso da ben sei anni. Vero è che è stato ultimato e completato in maniera definitiva, ma purtroppo poco o nulla è cambiato e soprattutto il tono trionfale che utilizza l’assessore lasciando intendere una svolta nella vita di chi percorre quella strada giornalmente è veramente fuori luogo”.

A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giorgio Pasqua e la collega Stefania Campo a proposito dell’annunciata presenza del presidente della Regione Musumeci all’inaugurazione dello svincolo di Rosolini sulla Siracusa-Gela.

“Dato che l’assessore Falcone si è intestato il merito della riapertura della A19 per aver fatto da pungolo all’Anas, a questo punto pure noi potremmo intestarci l’inaugurazione dello svincolo per aver fatto da pungolo al governo regionale. In ogni caso, Musumeci e soci disertano la riapertura di un ponte che ha spaccato in due la Sicilia per 5 lunghi anni, ma presenziano all’inaugurazione di uno svincolo. Noi in ogni caso – concludono i deputati M5S – saremo presenti”.

“La Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Usae, da 12 anni lotta e denuncia a Procure, Questure, Prefetture, Assessori regionali della Salute e a Sindaci, la mancanza di sicurezza negli ospedali del Ssn” – dichiara soddisfatto Calogero Coniglio Segretario Regionale Sicilia e Coordinatore Nazionale di Federazione.

“Le nostre lotte hanno contribuito a mettere in evidenza in Italia il crescente fenomeno per trovare una soluzione. Ringraziamo i 17 Senatori cofirmatari tra cui il Senatore Antonio Scavone per aver promosso e presentato di sua iniziativa in Parlamento il 15 novembre 2017 un disegno legge dopo aver attenzionato le denunce della Fsi-Usae su tutto il territorio nazionale del fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, a medici, infermieri, ecc. che ha descritto sul testo del ddl”.

“Il Disegno Legge presentato all’art. 1, comma 1, prevede in ogni pronto soccorso dei Presìdi Ospedalieri di I e II livello che venga istituito un presidio fisso di Polizia e di ricollocare i presìdi ambulatoriali di Guardia Medica in ambiente protetto. Il Ddl è il n. 2908 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”.

“Oggi il governo dopo 12 anni di nostre denunce approva una legge, fino a 16 anni di carcere per chi causa lesioni agli operatori sanitari, le pene sono da 4 a 10 anni per le lesioni gravi e da 8 a 16 anni per le lesioni gravissime. Nel caso in cui l’aggressione non costituisca reato, chi usi violenza, offenda o molesti gli operatori sanitari dovrà pagare una multa da 500 a 5 mila euro. Ma la lotta per la Fsi-Usae per far istituire i posti di polizia negli ospedali metropolitani non è terminata” – conclude Coniglio.

 

Incontro al Viminale, nel tardo pomeriggio di ieri, tra una rappresentanza dei parlamentari siciliani del Movimento Cinque Stelle, Eugenio Saitta, Simona Suriano, Filippo Perconti, Rosalba Cimino e Filippo Scerra e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese.

Al centro dell’incontro la questione immigrazione e accoglienza in Sicilia con focus sulle problematiche riguardanti la redistribuzione dei migranti in tutta Italia, l’affollamento dei migranti nelle strutture dell’agrigentino e particolare riferimento alla tendopoli di Vizzini nel catanese.

“Abbiamo parlato col la ministra delle criticità legato all’affollamento dei centri di Lapedusa e Porto Empedocle, dell’hotspot di Pozzallo e abbiamo chiesto di fermare l’allestimento della tendopoli di Vizzini, territori che hanno già pagato un tributo molto alto”, riferiscono i componenti della delegazione ricevuta al Viminale.

“Abbiamo ricevuto dalla ministra ampie rassicurazioni sul fatto che i territori del calatino non saranno sottoposti a pressioni simili a quelle subite nei nove anni dalla presenza del CARA di Mineo, e che la tendopoli di Vizzini, di cui non è possibile fermare la messa in opera, è una struttura residuale che entrerà in funzione solo nel caso in cui dovessero arrivare al limite della capienza le due navi, da 900 posti ciascuna, attualmente attive per garantire la quarantena dei migranti. In ogni caso tale struttura rimarrà aperta fino e non oltre il 15 ottobre, data che rappresenta la fine dall’emergenza, ci ha garantito la ministra”, aggiungono i parlamentari pentastellati.

“La struttura, inoltre, servirà solo per la quarantena dei migranti. Alla fine dei 14 giorni i migranti presenti nel territorio siciliano verranno redistribuiti sul territorio nazionale in attesa di essere rimpatriati. Abbiamo infine ricevuto garanzie anche sul fatto che non vi saranno pericoli di ordine pubblico o di carattere sanitario perché, qualora venisse aperta, la  struttura sarà costantemente vigilata, dalle forze dell’ordine senza che il mantenimento della sicurezza gravi in alcun modo sul Comune di Vizzini e su quelli limitrofi”.

“Rassicurazione da parte della titolare del Viminale anche per la struttura di Porto Empedocle che non raggiungerà più livelli di criticità nella capienza, come di recente accaduto”.

“La settimana prossima Lamorgese sarà in Sicilia per firmare un protocollo sanitario con il presidente Musumeci e per ribadire tutte le misure adottate per affrontare l’emergenza migratoria”, concludono i parlamentari siciliani del Movimento.