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“La mazzata della Consulta sulla stabilizzazione dei forestali è un po’  la cartina di tornasole sull’operato di Musumeci , che certifica, ove ce ne fosse ancora bisogno, l’inettitudine di questo governo del nulla, che opera poco, e quando lo fa, lo fa malissimo”.

Lo afferma il capogruppo del  M5S all’Ars Giorgio Pasqua , a commento della bocciatura da parte della Corte Costituzionale  della stabilizzazione dei forestali, che segue a stretto giro di posta quella degli ex Pip.

“Anche per noi – afferma Pasqua –  soprattutto gli antincendio dovrebbero entrare a regime 365 giorni all’anno, ma ancora una vota questo esecutivo ha scelto la strada sbagliata, andava previsto un concorso con soglie per i forestali  già in servizio, come è stato fatto per l’Arpa e per il Corpo forestale”.

“Dopo il giro di boa della legislatura – afferma Pasqua  – dentro il carniere di Musumeci  e, quindi dei siciliani, c’è è poco o nulla. A parte la riforma sull’urbanistica, alla quale abbiamo dato un enorme e fondamentale contributo, non c’è traccia delle strombazzate riforme in campagna elettorale.  In  compenso abbiamo varato una Finanziaria con i soldi del Monopoli, della quale ancora, come abbiamo anticipato in tutti i posti e in tutte le salse, non sì è ancora visto un solo euro”.

 

 

“Affondare i barchini? Ma ci hanno preso per criminali? Anche oggi il ministro dell’Interno ha perso l’occasione di dire una cosa semplice: hanno sottovalutato enormemente il rischio sanitario connesso alle migrazioni. Non hanno adeguato le strutture ai rischi connessi alla pandemia, di cui si aveva notizia dai primi di febbraio. Domani è il 7 settembre e solo domani si terrà una riunione per svuotare ed adeguare l’hotspot di Lampedusa. Mentre ancora nulla si sa degli altri. Ragione per la quale domani, al termine di quella riunione sull’Isola, valuteremo quali provvedimenti urgenti assumere, avendo appena ricevuto anche la relazione sul Cara di Caltanissetta. Tutti hanno capito che la nostra e’ una battaglia di civiltà. Quindi non ci fermiamo”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, commentando le dichiarazioni rese dal ministro al forum Ambrosetti.

“Dopo essersela presa con i giudici solo perché non è neanche in grado di spedire una mail. Dopo aver addossato le colpe dello sfascio siciliano a tutti fuorché al suo governo che ne è responsabile. Musumeci se la prende anche con i preti e dichiara che voterà No al referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari. C’era da aspettarselo da uno che campa di politica da sempre e non ha fatto neanche un giorno di lavoro vero in vita sua!
A onor del vero ieri Musumeci una cosa buona l’ha fatta: è andato a Favara, la mia città, a visitare un panificio (uno dei migliori in Sicilia, come tutti i panifici di Favara) accompagnato dal presidente dell’ESA, ente che lui voleva chiudere ma da quando il marito di una sua deputata regionale ne è al comando non lo chiude più. Meno male va!”
Lo dichiara in un post il deputato regionale del Movimento 5 Stelle on. Giovanni Di Caro.

La Polizia ha arrestato uno slovacco di 33 anni, senza fissa dimora che, ieri sera, in via Lanza di Scalea a Palermo ha legato un cane ad un palo dell’illuminazione e lo ha colpito con calci e pugni.
L’aggressione è stata notata da alcune persone che hanno chiamato le forze dell’ordine. Non è stato semplice per gli agenti liberare l’animale visto che l’uomo ubriaco li ha aggrediti. Nel trolley dell’indagato sono stati trovati un coltello e un tablet, quest’ultimo di proprietà di una scuola palermitana. L’uomo è accusato di maltrattamento di animali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

La rincorsa propagandistica sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina fa registrare da alcune settimane un crescendo di dichiarazioni per inserire l’opera nel Piano che il governo dovrà presentare per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Si sono esercitati sulla materia il premier Conte, il viceministro M5S Cancellieri, impegnato da mesi per accreditarsi come candidato di uno schieramento giallorosa alle regionali del 2022, il leader della Lega Salvini, il capogruppo DEM Graziano Del Rio, il Presidente della Regione Sicilia e la governatrice della Calabria Santelli. Da ultima è intervenuta una figura assai sensibile al partito del cemento, la ministra DEM De Micheli, che sull’onda dell’entusiasmo annuncia la mirabilia di una pista ciclabile compresa nell’opera. Cosa che ha suscitato l’ironia del ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: “…arriverà anche il monopattino, e spero che nessuno proponga la funivia o la catapulta…”. Quasi sicuramente tutto questo can can sortirà come effetto l’inserimento della progettazione per il tunnel sommerso o per il tunnel sottomarino, quale alternative al ponte, per il collegamento tra la Sicilia e il continente.
Cosa significa tutta questa agitazione, è presto detto: l’opera è funzionale alla mirabolante promessa dell’Alta Velocità da Salerno in giù fino a Trapani ed Agrigento (Come dire, non avete il pane vi daremo caviale). Rimanendo seri, invece, servirebbe da subito garantire gli spostamenti e la mobilità con l’ammodernamento e il completamento del raddoppio ferroviario dell’intero versante ionico e dei collegamenti da Messina a Trapani fino ad Agrigento, e da Catania a Palermo.
Dopo la sbornia sui Benetton e su Autostrade per l’Italia, il blocco delle imprese delle grandi opere è in movimento affinchè una grossa fetta dei Recovery Fund arrivi nelle loro tasche. Occorre sapere che, se questo disegno avrà successo, non solo non si creerà significativa e duratura occupazione, a fronte di altissimi investimenti di capitale, ma non avremo alcuna svolta per la condizione sociale, ambientale ed economica drammaticamente deficitaria del Mezzogiorno.
Invece di inseguire fantasmi, per opere pubbliche non supportate da dati scientificamente certi e da esiti  incontestabilmente utili e sicuri, occorre immaginare un diverso approccio, tale da promuovere occasioni multiple di lavoro qualificato e qualificante, partendo dai bisogni e dai deficit riscontrati nei territori e nei diversi segmenti delle attività produttive. E sapendo che solo una parte delle risorse europee sono a fondo perduto, mentre una quota consistente, appesantita dai relativi interessi, è a carico della collettività e finira’ per pesare sulle leggi finanziarie nazionali e sui bilanci regionali nei prossimi anni. Il rischio è quello di un mancato riscatto del sud, pagato dalle nuove generazioni costrette ad emigrare, di una mancata risoluzione delle grandi contraddizioni: la Sicilia si sta trasformando sempre più in una piattaforma commerciale dei beni alimentari, con conseguente trasferimento di ingenti risorse per le banche e le imprese del centronord e del continente europeo. Mentre l’agricoltura si reggerebbe quasi esclusivamente sul lavoro schiavistico della immigrazione clandestina, e sui trasferimenti assistiti di contributi clientelari alle aziende capitalistiche agroalimentari, che vanno via via assumendo la forma di moderni latifondi.
Contro la condanna ad uno sviluppo distorto e alla certezza del sottosviluppo di intere aree, o abbandonate e/o usate come discarica, o ancora come risorse da rapinare per le estrazioni, o ulteriormente da cementificare (in primis le coste per il turismo non ecosostenibile), è necessario mettere in campo una proposta e una convinta mobilitazione sociale, senza le quali, possiamo registrare solo buone ma inadeguate e poco efficaci resistenze, tanto più se caratterizzate da approcci localistici.
Occorre battersi affinchè il Piano governativo per i Recovery fund abbia al centro la sistemazione viaria e su ferro delle zone interne, il risanamento ambientale dei poli devastati dalla petrolchimica (da Milazzo a Priolo/Augusta, da Gela a Taranto), la messa in sicurezza del patrimonio pubblico a cominciare da quello scolastico, il recupero di quello abbandonato e dismesso che si potrebbe destinare al reperimento degli spazi necessari a garantire il diritto allo studio con lo sdoppiamento delle classi, e ciò indipendentemente dalle pandemie attuali e future, e la riapertura dei presidi sanitari territoriali, la protezione della natura con il potenziamento, la tutela e la valorizzazione dei boschi, delle riserve, dei parchi e delle oasi. Alla propaganda delle destre e della maggioranza giallorosa, al populismo e alle torsioni anticostituzionali che li accomunano, possiamo contrapporre l’alternativa della mobilitazione su una proposta programmatica che parli di lavoro socialmente utile, di riqualificazione ambientale, di diritti, di nuova umanità, di qualità della vita. Costruiamola tutte e tutti assieme.

Domenica 6 settembre, come tutte le prime domeniche del mese, tornano gratuitamente aperti al pubblico musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura della Sicilia. Si tratta di un’iniziativa ormai consolidata che punta a valorizzare la conoscenza del patrimonio dei beni culturali soprattutto tra i siciliani.

Attraverso la cultura – dice l’Assessore Alberto Samonà – vogliamo dare un messaggio di ottimismo e di fiducia che ci aiuti a guardare al futuro con la solidità della nostra. Soprattutto in momenti difficili, come quello che stiamo vivendo, avere consapevolezza che siamo seduti sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto ci può dare nuovo slancio e forza per andare avanti e affrontare una ripartenza che ci chiede impegno e fiducia. La bellezza del nostro passato – sottolinea Alberto Samonà – diventa il nostro integratore naturale che rafforza il senso di appartenenza e ci rende più forti”.

Al fine di consentire il rispetto delle prescrizioni previste dal contenimento dell’emergenza Covid-19 è consigliato effettuare la prenotazione on-line attraverso il sito https://youline.eu/laculturariparte.html dove sono presenti anche gli orari di accesso ai singoli luoghi.

Due dipendenti della clinica Noto di Palermo sono risultati positivi al Coronavirus dopo avere effettuato i tamponi. Sono un’infermiera e una operatrice sanitaria che si trovano da ieri sera in isolamento domiciliare.
La casa di cura Noto Pasqualino avendo appreso che una sua dipendente è positiva al tampone per Sars cov 2 per contatti avuti all’esterno della struttura, ha avviato dei tamponi su tutto il personale ed i pazienti ricoverati ed ha rintracciato un ulteriore dipendente positiva. Dice Giovanni Centineo direttore sanitario della struttura: “Di conseguenza in maniera precauzionale abbiamo bloccato i ricoveri ed ogni tipo di accesso alla struttura. Si stanno definendo gli ultimi tamponi. Di quanto sopra è stato informato il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp Palermo”

“Un volto nuovo per la caserma dei carabinieri di Casteltermini. Abbiamo formalmente finanziato il risanamento di questo strategico presidio di legalità della provincia di Agrigento, investendo ben 160mila euro di fondi del Patto per il Sud”.

Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito della pubblicazione del decreto di finanziamento per la ristrutturazione della caserma dei carabinieri del Comune di Casteltermini (Ag).

“Prosegue su tutto il territorio siciliano – aggiunge Falcone – la strategia del Governo Musumeci di rilancio e tutela del patrimonio pubblico destinato a ospitare le forze dell’ordine, la prima garanzia di sicurezza per ogni cittadino. Entro sei mesi il Comune dovrà mandare in gara e affidare i lavori, così da consegnare ai cittadini la caserma finalmente ristrutturata entro la prossima estate”.

“Le ultime notizie che giungono dal Governo di Roma riguardo il Ponte sullo Stretto ci lasciano quantomeno perplessi. Al netto delle ironie circolate sui social network riguardo le dichiarazioni del ministro Paola De Micheli, quello che ci preoccupa è di apprendere dalla stampa della creazione di un Comitato che dovrebbe esaminare delle proposte sull’attraversamento stabile fra Sicilia e Calabria. Secondo quanto abbiamo letto, fra i 16 membri individuati dal Governo non ci sarebbe alcun esperto in rappresentanza di Sicilia e Calabria. Una circostanza cui ci auguriamo il ministro ponga celermente rimedio”.
Lo dichiara l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone, riguardo la notizia della creazione di un Comitato governativo di studio sull’attraversamento fra Sicilia e Calabria.
“Preso atto di uno scenario che confidiamo non si risolva in una melina, in sinergia con la collega assessore della Regione Calabria Mimma Catalfamo, entro fine mese insedieremo una Commissione coinvolgendo le università, gli ordini professionali e i principali esperti in materia. Intendiamo dimostrare che, oggi ancor più di ieri, il Ponte sullo Stretto è l’unica infrastruttura che può cambiare il futuro di tutto il Mezzogiorno e d’Italia”.

«Valuteremo le misure varate dal Governo centrale su Lampedusa non appena sarà pubblicato il relativo decreto. Anche perché a Roma, in violazione dello Statuto autonomistico, hanno ritenuto di deliberare in assenza del presidente della Regione su una materia di interesse regionale. Da quanto apprendiamo dalla stampa, sembrano esserci misure di primo sostegno, per l’emergenza economica che parte da quell’Isola e coinvolge anche altre località siciliane, le più esposte in questo momento e tuttora non interessate da provvedimenti analoghi».
Lo dice il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.
«Al di là di misure economiche inadeguate, continuo a ripetere che esiste in Sicilia ed è sempre più forte una emergenza sanitaria, per la quale attendiamo fatti concreti. Nel pomeriggio di ieri abbiamo trasmesso alle prefetture il documento della task force sanitaria sugli hotspot e sui centri di accoglienza. Lampedusa sta scoppiando. E ci aspettiamo che lo svuotamento dell’Isola avvenga oggi, come concordato nell’incontro romano. Anche la tragica morte del giovane eritreo- conclude – scappato dal centro di accoglienza, suona a monito: questa situazione emergenziale non può essere trattata come ordinaria. E la sensazione è proprio questa».