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A Cinisi in provincia di Palermo due fratelli sono stati feriti nel corso di una sparatoria avvenuta nottetempo nei pressi del distributore di benzina tra corso Umberto e via Venuti. I due fratelli sono Roberto Bozzo, 23 anni, e il fratello Emanuel, 21 anni: entrambi sono stati trasportati in ospedale a Partinico. Il più giovane è stato medicato a una gamba e a un piede. Per il 23enne, ferito all’addome, si è reso necessario un intervento chirurgico per danni al colon, ed è stata asportata la milza. La prognosi è riservata. Indagano i Carabinieri, che hanno visionato diverse immagini di video-sorveglianza. Per terra sono stati trovati alcuni bossoli. E’ stata sequestrata l’auto con la quale Roberto Bozzo è stato condotto in ospedale. La vettura ha un foro nella carrozzeria.

“Lo squadrismo fascista è quanto di più fetido trasudi da un passato che l’Italia democratica ha ripudiato col sangue dei partigiani. Davanti all’attacco alla Cgil oggi ogni cittadino italiano deve sentirsi partigiano in lotta contro chi fa della violenza lo stigma dell’azione politica. Movimenti che chiaramente ripercorrono strade fasciste devono essere sciolti in ossequio alla Costituzione ed alle leggi. Solidarietà piena alla Cgil che in questo Paese ha difeso e difende i diritti con la ragione e l’impegno serio di uomini e donne liberi”.
Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“L’attacco alla sede della Cgil di Roma da parte di violenti e neofascisti, in occasione delle manifestazioni di ieri, è un attacco a tutto il mondo sindacale e dei lavoratori. La Cisal esprime solidarietà alla Cgil e ribadisce la ferma condanna nei confronti di ogni violenza”.

Lo dicono le segreterie generali Cisal Sicilia e Cisal Palermo che oggi hanno preso parte al sit-in di solidarietà in piazza Meli a Palermo presso la sede della Camera del Lavoro.

Un uomo di 45 anni, Giovanni Pagliaro, 45 anni, di Ficarazzi, ha perso la vita in un incidente avvenuto all’alba a Palermo e che sarebbe stato provocato da un pirata della strada che si è dato alla fuga.

Secondo una prima ricostruzione Giovanni Pagliaro, a bordo della sua moto,sarebbe stato investito da un’auto attorno alle 5 del mattino alla Cala, nei pressi del mercato Ittico

Poco prima dell’accaduto, nella zona dell’incidente c’era stata una rissa ed era stato chiamato il 118 per soccorrere qualcuno rimasto ferito nell’aggressione, ma arrivati sul luogo, i sanitari si sono accorti del motociclista deceduto e lasciato sull’asfalto.

“Pieno sostegno alla Cgil e al suo segretario regionale, Alfio Mannino, per l’assalto avvenuto ieri alla sede di Roma”. Lo afferma il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, che aggiunge: “I sindacati sono un presidio di democrazia, di libertà e di tutela dei diritti dei lavoratori. Quanto accaduto non è tollerabile. Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di violenza che rappresentano l’esatta antitesi del dialogo democratico”.

Confartigianato Imprese Sicilia esprime la sua solidarietà alla Cgil, vittima ieri a Roma di un attacco violento nel corso di una manifestazione contro l’obbligo del Green Pass.

Nel corso del corteo non autorizzato, la sede del sindacato è finita del mirino dei più violenti. Migliaia di persone si sono accalcate sotto le finestre della sede del sindacato, tra cori e striscioni.

I vertici di Confartigianato Sicilia, Giuseppe Pezzati e Andrea Di Vincenzo esprimono piena solidarietà per quanto accaduto: “Nel respingere con forza qualsiasi forma di violenza e di non dialogo – dicono presidente e segretario – ribadiamo con convincimento che il sindacato rappresenta per tutti, oggi più che mai, un presidio assoluto di democrazia e di civiltà”.

“Dopo la sonora bocciatura dei progetti per l’utilizzo dei fondi PNRR per l’agricoltura, oggi arriva la confessione dell’assessore Baglieri sull’impossibilità di accedere ai fondi per il settore idrico. Con la vergognosa conseguenza che la Sicilia si trova tagliata fuori dalle risorse Ue in settori fondamentali per la sua ripresa economica. Solo il governo Draghi può mettere fine a questo scempio commissariando la Regione siciliana sulla spesa dei fondi Ue”.
A dirlo è il deputato siciliano del Partito Democratico Carmelo Miceli.

“La sciatteria, negligenza, imperizia e strafottenza di certa politica e di certa burocrazia – commenta Miceli – sta privando la Sicilia di investimenti per centinaia di milioni di euro in settori strategici per la ripartenza dell’Isola, uccidendo il futuro dei nostri figli. Ed è chiaro che, se la Sicilia perderà questo treno, a risentirne sarà l’Italia intera”.

Da qui la richiesta al presidente del Consiglio: “Davanti a questa Caporetto, un governo regionale con un minimo di dignità dovrebbe riconoscere la propria incapacità e chiedere aiuto. Ma se qui a Palermo, Musumeci per primo, non ha questa dignità, se Palermo dorme o fa finta di farlo, rivolgo una supplica al presidente Draghi in persona: commissari la Regione siciliana e restituisca anche ai giovani siciliani il diritto di potere sperare in un futuro migliore”.

Un incidente mortale avvenuto all’alba di oggi a Palermo sarebbe stato provocato da un pirata della strada che è fuggito. Ricerche sono in corso per identificarlo. La vittima dell’incidente è Giovanni Pagliaro, 45 anni, di Ficarazzi. Poco prima dell’accaduto, nella zona dell’incidente vi è stata una rissa, ed è stato allarmato il 118 per soccorrere qualcuno ferito nell’aggressione, e sul luogo i sanitari si sono accorti del motociclista deceduto sull’asfalto. Lui sarebbe stato investito da un’automobile intorno alle 5 del mattino alla Cala, nei pressi del mercato Ittico. Sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale della sezione infortunistica che hanno avviato le indagini, anche attraverso le immagini delle telecamere di video-sorveglianza della zona, per risalire all’identità dell’investitore.

“L’affermazione del presidente Musumeci, ‘se i medici di famiglia e i liberi pediatri avessero aderito al nostro invito sin dal primo momento, oggi molti siciliani sarebbero stati vaccinati, non saremmo andati in zona gialla e ci saremmo allineati alle altre regioni’, è irricevibile”. Così i medici di famiglia in una lettera inviata al presidente della Regione siciliana Musumeci sulle dichiarazioni rilasciate ad una emittente televisiva siciliana.
“La campagna vaccinale non è stata organizzata dalla medicina generale, coinvolta nei fatti solo dopo molti mesi dal suo avvio. Un avvio tra l’altro avvenuto con modalità diverse nel territorio regionale e dimenticando la gestione dell’impatto inevitabile dei flussi turistici. Imputare oggi i ritardi alla medicina di base è insostenibile” afferma la Fimmg Sicilia.
“I medici di famiglia – scrivono i mmg nella nota – sono rimasti uno dei pochi presidi sanitari accessibili ai cittadini, gravati d’imperio di compiti di pertinenza delle Asp, dai servizi di prevenzione come il tracciamento, isolamento/quarantena e liberatorie, ad altri adempimenti assistenziali e burocratici, come esenzioni del ticket e piani terapeutici, fino alle concessioni dei presidi sanitari”.
“Irricevibile anche la dichiarazione sull’intasamento dei pronto soccorso rilasciata alla stampa dal presidente della Regione, secondo cui il filtro tra famiglia, territorio e ospedale non ha funzionato come nelle altre regioni, ‘dove la medicina di base lavora meglio e con più impegno’”.

I pronto soccorso, replica la Fimmg “sono legati ai codici gialli, perciò per loro stessa natura l’intasamento non può essere attribuito ai medici di famiglia”.
“Le cause del ritardo nelle vaccinazioni vanno ricercate altrove – conclude la nota -. Siamo comunque disponibili ad un confronto nelle sedi opportune”.

A Palermo un provvedimento di sequestro di beni del valore complessivo di circa 500 mila euro è stato eseguito dai Carabinieri a carico di Francesco Di Marco, 37 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione. Tra i beni sequestrati (perché secondo gli investigatori sarebbero frutto di attività illecite) vi sono: un’impresa individuale di lavorazione di marmi con sede a Palermo (compresi i beni aziendali), un appezzamento di terreno agricolo a Palermo e cinque rapporti bancari. Di Marco è stato condannato in primo e secondo grado a 6 anni e 6 mesi di reclusione, ed è ritenuto contiguo alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù.