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 “La legge 68/1999 prevede per gli enti pubblici una quota obbligatoria di assunzioni riservata alle persone con disabilità, ma qual è la situazione in Sicilia? Un primo passo, con l’istituzione di una piattaforma informatica, è stato fatto, ma è arrivato il momento di procedere alle verifiche, al monitoraggio e ai controlli, per assicurare il diritto al lavoro anche ai cittadini più svantaggiati”.

Lo chiede Roberta Schillaci, deputata regionale del Movimento 5 Stelle e componente della  commissione Cultura, formazione e lavoro all’Ars. Oggi, su richiesta della parlamentare 5 Stelle, è stato sentito in commissione il dirigente del dipartimento del Lavoro, Gaetano Sciacca. Presente anche Maurizio Benincasa, presidente First (Federazione italiana rete sostegno e tutela), associazione che difende i diritti dei disabili.

“Purtroppo, per diverso tempo – riferisce Schillaci – il dipartimento regionale del Lavoro non ha verificato l’applicazione della legge 68/99. Un primo passo è stato istituire la piattaforma Silav, un censimento online dal quale sappiamo che sono ben 6.024 i cittadini siciliani con disabilità, che hanno i requisiti previsti per l’assunzione. Non sappiamo però come si stiano comportando le amministrazioni della Regione e gli enti locali rispetto all’obbligo di assunzioni previsto dalla legge. Per questo è indispensabile procedere a una ricognizione per verificare come stiano le cose e assicurare ai soggetti più deboli il dovuto inserimento e l’integrazione nel mondo del lavoro. Abbiamo avuto oggi notizia di un’ulteriore piattaforma dell’Ispettorato del Lavoro, che sta per essere attivata e che servirà proprio per questo scopo. Chiediamo di avere al più presto i dati per capire se dipartimenti regionali, Comuni, Asp e altri enti stiano applicando puntualmente la legge e chiediamo inoltre, nei casi di inadempienza da parte delle amministrazioni, di applicare le sanzioni che la stessa legge prevede, e che andrebbero ad alimentare un fondo specifico destinato alle stesse assunzioni, come detto oggi dal presidente Benincasa. Ritengo che si debba prestare più attenzione in questo ambito così delicato. Lo dobbiamo ai nostri cittadini più fragili”.

Una ricognizione completa delle condizioni dei siti termali di Acireale e Sciacca, necessaria alla definizione del Piano industriale con cui la Regione presenterà agli interlocutori gli investimenti necessari per riportare gli stabilimenti allo stato in cui si trovavano prima della loro chiusura. È l’ultimo atto per formalizzare la ricerca del gestore delle due terme: un’analisi lucida e schietta illustrata dal docente dell’Università di Catania, Rosario Faraci, al tavolo tecnico riunito a Palazzo Orléans, organizzato dall’assessore Gaetano Armao e presieduto dal presidente della Regione, Nello Musumeci, presenti il capo di gabinetto dell’assessorato all’Economia, Mario Parlavecchio, Aurelio Scavone per il dipartimento regionale Finanze e Credito, la dirigente responsabile dell’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni, Rosanna Signorino, i liquidatori delle Terme di Sciacca e di Acireale, rispettivamente Carlo Turriciano e Francesco Petralia. «L’interesse del governo regionale per la valorizzazione dei complessi termali di Acireale e Sciacca – afferma il presidente Musumeci – è massimo. Questi siti rappresentano una grande potenzialità per l’economia turistica siciliana, che nel termalismo può trovare una fonte di attrazione e di sviluppo. Abbiamo dovuto superare ostacoli burocratici indicibili in questi quattro anni e sborsato decine di milioni di euro. Ora occupiamoci di mettere le carte in regola prima di cercare i gestori». Nello studio propedeutico al Piano industriale vanno tenuti in conto la valutazione degli immobili, le eventuali risorse disponibili per migliorare le condizioni delle strutture, ma anche la stima di fatturato quando sarà ripristinata la capacità produttiva e alberghiera, nonché il canone annuo per la Regione. La definizione del Piano consentirà di selezionare gli operatori economici che possano rilanciare questi complessi termali da troppo tempo inutilizzati. Nelle scorse settimane il governo Musumeci ha deliberato lo stanziamento di tre milioni di euro per alcuni essenziali interventi di manutenzione straordinaria negli immobili. «A fine mese – conclude il governatore dell’Isola – contiamo di avere il Piano industriale e potremo quindi confrontarci con Federterme per le prime valutazioni».

Senza super Green pass, niente accesso alla buvette dell’Ars neppure per i parlamentari.

A essere stati respinti all’ingresso dei locali del bar-ristorante di Palazzo dei Normanni sono stati la vice presidente dell’Assemblea, Angela Foti, e il deputato Sergio Tancredi.

I due sono stati bloccati, in due momenti diversi, da Emanuele Sucato, direttore della società Abathia, che gestisce il servizio di ristorazione, perché sprovvisti della carta verde, ottenuta col vaccino anti Covid. “Senza la carta verde non si può entrare”, ha detto il direttore dopo avere chiesto la certificazione ai due deputati, noti per le posizioni contrarie al Green pass. Dopo aver preso atto della mancanza del certificato, il gestore ha chiesto ai due deputati se avessero bisogno del servizio di asporto per potere consumare nei loro uffici. E così è stato.

Operazione antidroga in provincia di Palermo. I Carabinieri hanno eseguito 12 misure cautelari a Borgetto: un arresto ai domiciliari, 5 obblighi di dimora nel Comune di residenza e 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. L’indagine, condotta da febbraio a luglio 2020 dalla stazione di Borgetto e dalla compagnia dei Carabinieri di Partinico, ha permesso di documentare numerose cessioni di sostanze stupefacenti, anche a minorenni. Gli episodi di spaccio sono stati ricostruiti anche grazie ai video tratti dalle telecamere di sorveglianza. Il giudice per le indagini preliminari, nel firmare l’esecuzione delle misure cautelari, ha sottolineato che gli indagati non hanno desistito dalla loro condotta criminale nonostante avessero scoperto un impianto di video-sorveglianza.

Lavori di raffreddamento in corso all’interno della coalizione di centrodestra alla Regione, già dilaniata dal voto in Assemblea sull’elezione dei Grandi Elettori del Presidente della Repubblica, e l’annunciato azzeramento della giunta da parte di Musumeci, poi rinviato a dopo l’approvazione dell’esercizio provvisorio. Al PalaRegione di Catania si sono incontrati il presidente Nello Musumeci e il leader di Forza Italia e presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè. Lo stesso Musumeci riferisce: “Ho iniziato con Gianfranco Micciché gli incontri con i segretari della maggioranza che sostengono il mio governo. Era giusto iniziare con Forza Italia che è il partito maggiormente rappresentato. Nei prossimi giorni, prima della fine di questa settimana, incontrerò ciascun segretario di tutti i partiti della maggioranza e poi seguirà una riunione collegiale”. Dopo il governatore, Miccichè ha incontrato il leader degli Autonomisti, Raffaele Lombardo, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Raffaele Stancanelli, il sindaco di Catania e coordinatore di Fratelli d’Italia per la Sicilia Orientale, Salvo Pogliese, e Nicola D’Agostino, deputato regionale di Sicilia Futura”.

Nel fine settimana, quindi prima dell’inizio del tour del Camper Autogrill, già oltre 200 giovani siciliani si sono candidati al progetto “Campus Sicilia” con cui Autogrill offre gratuitamente un percorso formativo teorico-pratico a cui far seguire prima un contratto a tempo determinato di sei mesi nei punti vendita sul territorio nazionale per conoscere l’azienda e poi – per un numero selezionato di partecipanti – un inserimento con apprendistato professionalizzante della durata di due anni per acquisire il profilo di Responsabile di servizio. Oggi inaugurazione a Palermo, a Villa Riso, del tour del Camper Autogrill nell’Isola – da domani a giovedì fra Cefalù, Castelbuono e Modica – , con il saluto di Cettina Martorana, assessora alle Attività produttive del Comune di Palermo e del direttore Italia-Europa delle Risorse umane di Autogrill, Gabriele Belsito.
Per Belsito ecco l’identikit del candidato ideale: “Cerchiamo i migliori talenti, che siano anche dotati di grande passione e che vogliano conoscere bene il nostro mondo attraverso il periodo di formazione e di esperienza lavorativa nei punti vendita”.
Sulla stessa linea lo chef stellato Ciccio Sultano: “La mia collaborazione con Autogrill non vuole solo portare la grande cucina in azienda, ma serve anche a collaborare con un grande partner che dà la possibilità di fare rete. Io cominciai a lavorare in un bar, ho sempre coltivato la mia ambizione e oggi dico ai giovani di dare forza ai loro sogni”.
Vincenzo Barbaro, delegato della Fondazione consulenti per il lavoro e presidente di Job Neet, ideatore del progetto “Campus Autogrill”, ha annunciato: “Facciamo conoscere agli studenti questo nuovo modello di formazione-lavoro, che punta a valorizzare il talento, ossia non solo la capacità di sapere fare, ma anche di sapere contenere conoscenze e valori in continua evoluzione. Ciò rappresenta la loro opportunità futura. Infatti, l’iniziativa mira a creare un rapporto continuo con il territorio in grado di favorire lo scambio tra giovani e Autogrill con percorsi formativi per l’inserimento lavorativo che potranno auspicabilmente essere replicati di anno in anno. Il modello può valere non solo per Autogrill e le grandi imprese, ma anche per le piccole e medie imprese unite nella realizzazione del progetto con dei contratti di rete finalizzati”.
Cesare Damiano, consulente del ministro del Lavoro, ha elogiato questo modello innovativo che introduce un sistema di tirocinio “virtuoso” e ha auspicato che diventi un metodo strutturale: “Già da ministro del Lavoro – ha ricordato – ho più volte favorito percorsi di alternanza scuola-lavoro con grandi player nazionali. Per i giovani studenti è importante guardarsi attorno e conoscere il mondo del lavoro, così come per coloro che lavorano è importante non fermarsi e continuare ad aggiornarsi”.
Analogamente, il presidente nazionale della Fondazione consulenti per il lavoro, Vincenzo Silvestri, ha enfatizzato il ruolo delle agenzie private di lavoro nel successo di queste iniziative volontarie delle imprese di attuare politiche attive del lavoro e ha sollecitato anche la partecipazione finanziaria delle istituzioni pubbliche.
Spunto raccolto dall’assessore regionale alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, che ha invitato Autogrill “a partecipare al secondo bando dell’Avviso 33, in scadenza a fine febbraio e che nella prima edizione, su 6 milioni di euro disponibili, ha ricevuto richieste per 9 milioni, con la partecipazione di grandi player nazionali come Costa Crociere. La Regione – ha concluso Lagalla – ha creato questo nuovo modello di formazione: le imprese possono proporre piani formativi di giovani, in collaborazione con enti di formazione, che la Regione finanzia, purché al termine l’impresa si impegni ad assumere una percentuale dei soggetti formati. In Sicilia la formazione è cambiata, è migliorata, e chiediamo ai principali player nazionali, fra cui Autogrill, di avere fiducia in noi”.

Un ultimo appello del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al governo nazionale affinché si sospenda l’iniquo trattamento riservato ai passeggeri “non vaccinati” sullo Stretto di Messina. Attese 24 ore, Musumeci preannuncia «provvedimenti straordinari a tutela della mia Regione». Lo scrive il governatore in una lunga e articolata leggera al ministro della Salute, Roberto Speranza.

«Signor ministro, mi rivolgo alla sua attenzione a proposito della recente entrata in vigore delle modifiche in materia di obbligo di green pass rafforzato e attraversamento dello Stretto di Messina – afferma Musumeci – Com’è ben noto, il decreto-legge n. 19 del 2020 prevede che “Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 e con efficacia limitata fino a tale momento, in casi di estrema necessità e urgenza per situazioni sopravvenute le misure di cui all’articolo 1 possono essere adottate dal Ministro della Salute”. Premesso quanto sopra, la situazione sociale che sta venendo a crearsi sulle rive dello Stretto di Messina in virtù della netta preclusione all’attraversamento a danno dei “non vaccinati”, sia presso la sponda siciliana che presso quella calabrese, si sta preoccupantemente acuendo, avendo fondata ragione di ritenere, coloro che sono sprovvisti, per le più disparate ragioni, del cosiddetto green pass rafforzato, di essere stati “sequestrati” nel territorio della Regione Siciliana e di non poter raggiungere il resto del territorio nazionale nemmeno per comprovate ragioni di urgenza, ad esempio collegate a motivi di salute e di accesso alle cure».

«A ulteriore conferma di quanto sopra – aggiunge il governatore – le segnalo che il Tribunale civile di Reggio Calabria, con decreto motivato del 14 gennaio 2022, ha ordinato l’imbarco immediato di un cittadino siciliano sul traghetto per Messina a bordo della propria autovettura “previa esibizione all’imbarco da parte del ricorrente dell’esito di un test antigenico attestante la sua attuale negatività al virus, con espressa esenzione dalla esibizione della certificazione verde ma con obbligo di tenere indosso per tutta la durata della traversata sin dal momento dell’imbarco e fino al compiuto sbarco una mascherina del tipo FFP2”. Si tratta, evidentemente, del preludio di numerosi ricorsi giurisdizionali che vedranno certamente e ripetutamente recessiva l’applicazione della disposizione governativa».

Da qui l’appello: «Stando così le cose – ribadisce Musumeci – mi permetto di proporle l’adozione di un’ordinanza, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020, che possa reintrodurre, nelle more della conversione del decreto-legge n. 229/2021, o comunque dell’adozione di altro genere di misura più stabile, alla stessa stregua di quanto già avvenuto il 9 gennaio scorso per la continuità didattica delle isole minori e della Laguna di Venezia, il diritto di attraversamento dello Stretto di Messina anche mediante la semplice esibizione del referto negativo di un test antigenico o molecolare. Si tratta, ribadisco, di una misura di assoluta equità e di giustizia volta a scongiurare la conclamata (e già in atto) lesione del principio di continuità territoriale tra il territorio della Regione Siciliana e quello del resto dello Stato italiano. Per la lealtà e la correttezza che hanno da sempre contraddistinto i rapporti istituzionali con lei intrattenuti, desidero precisare che decorse altre 24 ore, preso atto del reiterato e ingiustificabile insuccesso delle richieste rivolte al governo centrale, sarò costretto a valutare l’adozione diretta di provvedimenti straordinari a tutela della mia Regione».

Si riunisce la terza commissione Attività Produttiva all’Ars, ove è stato messo sul piatto il sistema del riordino del settore agricolo e forestale . – «Ottimo risultato raggiunto, approvato e trasmesso per esame dell’aula il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica – dice l’assessore regionale dell’Agricoltura Toni Scilla. – Nella stessa seduta è stato anche esitato positivamente, e trasmesso in commissione Bilancio, il disegno di legge sui forestali, che incrementerà le garanzie occupazionali a 180 giornate lavorative annue. Particolarmente significativi sono i due articoli che riguardano gli interventi per l’ampliamento della superficie da rimboschire, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, e soprattutto la previsione di nuovi ingressi di lavoratori. È la conclusione del processo di razionalizzazione dei contingenti previsto dal disegno di legge del governo Musumeci, che consentirà un ricambio generazionale del bacino dei lavoratori forestali».

Da qui, ora la palla passa al voto e gli operai forestali devono attendere ancora per capire se il tutto sarà messo nero su bianco e magari toccare la realtà che tanto si aspetta. “Purtroppo siamo diventati tutti San Tommaso, per non dire personalmente, voglio toccare con mano una realtà che tanti aspettiamo da tanto tempo – dice Antonio David, operaio e responsabile del sito di ForestaliNews – Voglio capire se tutto ciò corrisponde ad una realtà che tanti operai attendono, cioè quello di non elemosinare le 101 o 78 giornate annue. Tutti sanno che con queste giornate non si può mantenere una famiglia e sfido chiunque a dire al contrario. Purtroppo sappiamo che ormai la parola stabilizzazione deve essere cancellata dai vocabolari, inutile continuare a prenderci in giro, ma quella di arrivare a 180 giorni per tutti gli operi sarebbe un’ottima vittoria non solo da parte nostra, ma di un governo che potrebbe mettere una “pezza” ad anni di precariato totale”.

L’Assemblea dei sindaci siciliani, svoltasi oggi pomeriggio in videoconferenza, per valutare l’evoluzione della pandemia sui territori ha ribadito la necessità di chiarezza sul  rapporto esistente fra la normativa nazionale e quella regionale  con riferimento alle conseguenze derivanti dalla istituzione di zone gialle, arancioni e rosse e alle condizioni giuridiche per emanare le eventuali ordinanze sindacali.

Ha inoltre ribadito la necessità di avere a disposizione, Comune per Comune, dati certi e aggiornati sul numero dei contagiati  e dei vaccinati  e sulla eventuale incidenza dei ricoveri sulle strutture sanitarie  per evitare il ripetersi dello stato di incertezza e di preoccupazione dei giorni scorsi.

“In tale incerto contesto, come amministratori   abbiamo assistito alla crescente preoccupazione da parte del mondo scolastico e dei nostri concittadini per l’incremento esponenziale dei contagi ed abbiamo evidenziato con forza  in una nota ufficiale e nel corso dell’ultima riunione della   task force sulla scuola, l’assenza dei dati sull’andamento epidemiologico  e l’inadeguatezza degli strumenti disponibili nelle  strutture scolastiche, come la mancanza di mascherine FFP2 e dei  necessari impianti di areazione nelle aule”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“La posizione assunta da numerosi amministratori che hanno deciso di emanare le ordinanze (ex art. 50 del TUEL) tenendo conto dell’aumento esponenziale dei contagi – continua Orlando – è nata dalla necessità di  scongiurare una reale condizione di pericolo che di fatto è poi stata  confermata dalle ultime ordinanze del presidente della Regione, Nello Musumeci, che hanno sottoposto a provvedimenti restrittivi anti COVID – 19  e dichiarato in zona arancione, ben 149 comuni siciliani”.

“Chiediamo – conclude il presidente Orlando – inoltre  che le altre istituzioni competenti e le autorità sanitarie   si attivino per prevenire eventuali situazioni di pericolo rilevando e soprattutto arginando,  in tempi rapidi, eventuali focolai”.

Nel corso dell’assemblea è emersa, infine,  anche la criticità relativa alla circostanza che alcune ASP, a causa dell’incremento dei contagi, non hanno più provveduto a svolgere il servizio di ritiro dei rifiuti domestici dei cittadini in quarantena. A tal proposito è stato sollecitato  il ripristino del servizio di pertinenza delle ASP che, solo in qualche caso, potrà essere svolto dal Comune, previa intesa con l’ASP.

A Palermo la Digos ha arrestato una infermiera in servizio nell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo. E’ indagata di falso ideologico e peculato. Durante un turno di servizio avrebbe finto di somministrare il vaccino anti-covid a due coniugi no vax. Si tratta di Giorgia Camarda, 58 anni, e lavora come infermiera anche nel Reparto malattie infettive dell’ospedale “Civico” a Palermo. Secondo gli investigatori, oltre a fingere di vaccinare la coppia no vax, adesso indagata per concorso in falso e peculato, avrebbe finto di avere ricevuto la dose booster del vaccino grazie alla complicità della collega già arrestata a dicembre, Anna Maria Lo Brano. La Lo Brano, in cambio di denaro, avrebbe finto di vaccinare 11 persone. Il sistema usato dalla Camarda è lo stesso della collega: versava la dose vaccinale in un quadrato di garza e simulava l’iniezione. Le indagini della Digos proseguono.