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“Un volto nuovo per la caserma dei carabinieri di Casteltermini. Abbiamo formalmente finanziato il risanamento di questo strategico presidio di legalità della provincia di Agrigento, investendo ben 160mila euro di fondi del Patto per il Sud”.

Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito della pubblicazione del decreto di finanziamento per la ristrutturazione della caserma dei carabinieri del Comune di Casteltermini (Ag).

“Prosegue su tutto il territorio siciliano – aggiunge Falcone – la strategia del Governo Musumeci di rilancio e tutela del patrimonio pubblico destinato a ospitare le forze dell’ordine, la prima garanzia di sicurezza per ogni cittadino. Entro sei mesi il Comune dovrà mandare in gara e affidare i lavori, così da consegnare ai cittadini la caserma finalmente ristrutturata entro la prossima estate”.

“Le ultime notizie che giungono dal Governo di Roma riguardo il Ponte sullo Stretto ci lasciano quantomeno perplessi. Al netto delle ironie circolate sui social network riguardo le dichiarazioni del ministro Paola De Micheli, quello che ci preoccupa è di apprendere dalla stampa della creazione di un Comitato che dovrebbe esaminare delle proposte sull’attraversamento stabile fra Sicilia e Calabria. Secondo quanto abbiamo letto, fra i 16 membri individuati dal Governo non ci sarebbe alcun esperto in rappresentanza di Sicilia e Calabria. Una circostanza cui ci auguriamo il ministro ponga celermente rimedio”.
Lo dichiara l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone, riguardo la notizia della creazione di un Comitato governativo di studio sull’attraversamento fra Sicilia e Calabria.
“Preso atto di uno scenario che confidiamo non si risolva in una melina, in sinergia con la collega assessore della Regione Calabria Mimma Catalfamo, entro fine mese insedieremo una Commissione coinvolgendo le università, gli ordini professionali e i principali esperti in materia. Intendiamo dimostrare che, oggi ancor più di ieri, il Ponte sullo Stretto è l’unica infrastruttura che può cambiare il futuro di tutto il Mezzogiorno e d’Italia”.

«Valuteremo le misure varate dal Governo centrale su Lampedusa non appena sarà pubblicato il relativo decreto. Anche perché a Roma, in violazione dello Statuto autonomistico, hanno ritenuto di deliberare in assenza del presidente della Regione su una materia di interesse regionale. Da quanto apprendiamo dalla stampa, sembrano esserci misure di primo sostegno, per l’emergenza economica che parte da quell’Isola e coinvolge anche altre località siciliane, le più esposte in questo momento e tuttora non interessate da provvedimenti analoghi».
Lo dice il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.
«Al di là di misure economiche inadeguate, continuo a ripetere che esiste in Sicilia ed è sempre più forte una emergenza sanitaria, per la quale attendiamo fatti concreti. Nel pomeriggio di ieri abbiamo trasmesso alle prefetture il documento della task force sanitaria sugli hotspot e sui centri di accoglienza. Lampedusa sta scoppiando. E ci aspettiamo che lo svuotamento dell’Isola avvenga oggi, come concordato nell’incontro romano. Anche la tragica morte del giovane eritreo- conclude – scappato dal centro di accoglienza, suona a monito: questa situazione emergenziale non può essere trattata come ordinaria. E la sensazione è proprio questa».

“Non avevamo dubbi sull’agire irreprensibile di Mimmo Turano. Apprendiamo con soddisfazione dell’archiviazione decisa dal Gip di Trapani per l’indagine che aveva coinvolto il collega deputato che ci rappresenta come Udc, da assessore, nella Giunta Musumeci. La giustizia fa il suo corso e arriva sempre il momento in cui c’è un esito. Sapevamo che l’indagine si sarebbe conclusa dimostrando l’estraneità di Turano rispetto a talune ipotesi di reato. Da parte nostra come gruppo parlamentare, così come dalla coalizione di governo, non è mai venuta meno la fiducia in un uomo che ben sta amministrando nel governo Musumeci e che con pazienza ha atteso la conclusione del procedimento per vedersi riconoscere l’estraneità ai fatti oggetto delle indagini. A Turano auguriamo di proseguire nel suo mandato con la determinazione che lo ha fin quì contraddistinto”.
 Lo affermano il capogruppo e i deputati  Udc all’Ars Eleonora Lo Curto, Margherita La Rocca Ruvolo, Vincenzo Lo Giudice, Giovanni Bulla e Danilo Lo Giudice.

“Il decreto Lampedusa dimostra l’impegno del Governo a favore dell’isola”.

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino commenta così la nuova legge approvata ieri sera che porta per i cittadini di Lampedusa ristori economici, l’esenzione della tassazione per i lampedusani, il rafforzamento del controllo marittimo e di quello sanitario.  “A questo si aggiunge l’arrivo delle navi quarantena che di fatto oggi vanno a svuotare l’intero hotspot dell’isola – aggiunge Cimino – Al di là di qualsiasi slogan e strumentalizzazione, il governo in questi mesi è sempre stato presente e pronto a trovare soluzioni veloci e efficaci per affrontare gli sbarchi, garantendo la sicurezza dei siciliani. Dopo Lampedusa riteniamo che lo stesso riguardo spetti alle altre comunità che in questi mesi hanno affrontato la questione migranti, quali Porto Empedocle, Pozzallo, Vizzini e Caltanissetta”.

Cimino interviene anche sulla tragedia avvenuta nella notte a Siculiana, dove un migrante in fuga dal centro è stato investito e ucciso, mentre tre poliziotti sono stati feriti: “Una tragedia che dispiace e che deve accendere i riflettori sulle condizioni dei centri di accoglienza e sulla loro sicurezza. Sono vicina ai familiari del giovane e ai tre poliziotti feriti”. Il deputato del Movimento 5 Stelle chiede con veemenza un maggiore intervento da parte dell’Unione Europea: “C’è una questione altrettanto importante sulla quale porre l’attenzione: la presenza attiva dell’Unione Europa che stenta a farsi sentire. È una storia che si ripete e che non va bene, la Sicilia non può e non deve pagare uno scotto troppo alto a causa della sua posizione nel Mediterraneo, ogni migrante non economico che qui sbarca è una responsabilità di tutti i Paesi dell’Unione e non solo dell’Italia. È proprio l’Europa il tassello mancante, che potrebbe fare la differenza. In attesa che si faccia sentire, il Governo c’è e la Sicilia non è sola, come in realtà non lo è mai stata”.

“Esprimiamo solidarietà alla Polizia di Stato e ai tre agenti feriti e dolore per la morte del giovane eritreo investito mentre cercava di fuggire.  Questi episodi, sempre più frequenti e drammatici, ci devo far riflettere sull’assoluta necessità di tornare ad un sistema di accoglienza quanto più di diffuso sul territorio con l’obiettivo di  evitare i mega centri che diventano ingestibili e creano forti tensioni sociali tra chi è ospite della struttura e le comunità che vivono nel territorio”.

Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia commentando quanto accaduto nelle scorse ore nel centro d’accoglienza Villa Sikania di Siculiana

“Strutture di accoglienza totalmente insicure e inadeguate, non all’altezza di un Paese civile: Conte valuti se chiedere alla Lamorgese di mettersi da parte”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars dopo la tragedia di Siculiana, dove un richiedente asilo, in fuga dal centro di accoglienza, è morto e tre poliziotti sono rimasti feriti.

“Da tempo – affermano i deputati – chiediamo al ministro e alla Regione un cambio di passo nella gestione del fenomeno. A premier Conte, che sta operando benissimo in tantissime direzioni e in un contesto storico difficilissimo, il nostro incondizionato appoggio,  ma anche un messaggio: il  delicatissimo ruolo al Viminale, specie in un frangente delicato come questo, non può essere affidato ad un tecnico. La misura è colma, non è possibile che fatti come quello di Siculiana accadano o, peggio, si ripetano: il Viminale va affidato  a chi ha la forza di prendere decisioni e non lascia tutto in balia degli eventi”.

“Musumeci – continuano i deputati – non si faccia comunque illusioni: la gestione del fenomeno da parte della Regione non solo è totalmente fallimentare, ma anche ipocrita e populista. Non sono certo le inutili ordinanze scritte in favore di telecamere a risolvere un problema complesso, come quello dei migranti, specie, poi, se le comunicazioni importanti vengono fantozzianamente inoltrate ad indirizzi di posta elettronica fantasma”.

 

Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 stelle, ha presentato questa mattina una interrogazione al ministro dell’Università per il caso degli studenti in quarantena che non potranno partecipare ai test di ammissione alla facoltà di Medicina e chirurgia previsti per, oggi 3 settembre. “Non è ammissibile che i candidati che si trovano attualmente in quarantena, perché positivi al Covid-19 o perché contatti di infetti e in attesa di ricevere il risultato del tampone, restino per ora esclusi dalla prova senza ancora conoscere alcuna alternativa e senza alcuna prospettiva sul loro futuro – spiega il deputato del Movimento 5 Stelle – in tanti mi hanno scritto segnalandomi questo problema che potrebbe inficiare il percorso universitario di molti studenti che, loro malgrado, sono costretti a rimanere, per ovvi motivi, a casa il giorno del test. Ho presentato l’interrogazione – conclude Cimino – per sollecitare il ministro a trovare al più presto una soluzione affinché venga garantito il diritto allo studio, chiedendo quindi quali misure intende adottare per i tanti studenti oggi bloccati in casa”.

“Alla luce delle dichiarazioni bipartisan targate Orlando-Lorefice che sui migranti esorcizzano coloro i quali chiedono trasparenza, ordine, decoro e dignità per i siciliani e per i migranti stessi, propongo una inaudita staffetta Comune-Curia: ad Orlando le insegne di Vescovo ed a Lorefice la fascia tricolore a Palazzo delle Aquile”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato Udc all’Assemblea regionale siciliana. “La finta e ipocrita misericordia – continua Figuccia – esercitata da Orlando come fosse un leader religioso e le dichiarazioni politiche dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ingenerano confusione nei cittadini e nei fedeli creando. negli uni e negli altri, sentimenti di disaffezione da una Chiesa politicizzata e da una politica qualunquista che ha fatto dell’accoglienza un mero slogan anche quando vengono lesi i diritti più elementari dell’uomo. Chi la pensa diversamente viene etichettato come un “demone razzista” che va censurato dai pupari delle lobby mondiali, religiose e del no-profit; Il tutto giocando sulla pelle dei palermitani. Scongiurando l’idea di una improbabile staffetta, invito il sindaco e il vescovo di Palermo ad accettare l’impostazione di coloro i quali chiedono maggiore giustizia, verità e trasparenza sui continui trasbordi che avvengono sulle banchine del porto di Palermo. A meno che – conclude – non ci si abbandoni ad un certo strabismo che vede ignorare la sofferenza di un “prossimo”, come quello incarnato dai 42 licenziati dell’Opera Pia Ruffini, per darsi alla triste retorica”.

Sono 54 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore. Un decesso a Catania.

E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Attualmente ci sono 1.125 positivi di cui 81 ricoverati in ospedale, 12 in terapia intensiva e 1169 in isolamento domiciliare, per un totale di 4487 casi dall’inizio dell’epidemia. I guariti salgono a 2.947. I decessi sono 288. I tamponi eseguiti sono 3477.

Nelle province 2 sono i nuovi positivi a Caltanissetta, 4 a Catania, 2 a Messina, 19 Palermo, 5 a Ragusa, 3 a Agrigentoe 19 a Trapani.