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“In riferimento alle nomine nel CdA dell’Istituto Regionale Vino e Olio e dell’ESA (Ente Sviluppo Agricolo) nella qualità e per la  responsabilità che mi compete – sottolinea Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della CIA Sicilia – mi preme precisare a scanso di equivoci e di strumentalizzazioni, che la Cia Regionale nella persona della Presidente e dei componenti di Giunta non si è espressa mai a sostegno di alcun candidato di nessun’altra organizzazione agricola. Non c’è stata inoltre alcuna consultazione o concertazione da parte dell’Assessore regionale all’Agricoltura Bandiera con la sottoscritta o altri dirigenti della CIA Siciliana riguardo le persone che sono state nominate”.

La Polizia ha eseguito il fermo di 14 stranieri accusati di far parte di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’esercizio di attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento e altri delitti contro la persona, l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica; reati aggravati dalla transnazionalità.

L’indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo e coordinata dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Marzia Sabella e dai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Giorgia Righi, ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale, con cellule operanti in Africa, in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei.

L’associazione agiva su due fronti diversi: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e l’esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria tramite il cosiddetto metodo “hawala”, utilizzato principalmente per il pagamento dei viaggi dei migranti o come prezzo della loro liberazione dai centri lager in Libia.

“Musumeci e la maggioranza che lo sostiene, è stato molto duro nei confronti del nostro Governo nazionale sul tema dell’immigrazione, problema che ahimè ha radici ben più profonde e ben più lontane per poter essere sistemati con una legge (ricordo a tutti che ad oggi sono in vigore i “decreti sicurezza” voluti fortemente da Salvini, peccato che non ha avuto lo stesso zelo sulle materie di sua competenza e sui salvifici provvedimenti preannunciati, dei quali però, ad oggi, non si ha nessuna traccia e dei quali i siciliani non hanno visto ancora un euro dalla Regione Siciliana”.

Lo dichiara il deputato regionale dei 5Stelle Giovanni Di Caro.

Dopo le dichiarazioni tranquillizzanti fatte anche recentemente in questo senso dagli esperti dell’Oms, ora c’è anche uno studio condotto in Inghilterra dall’agenzia Public Health England sui bambini più piccoli.

I risultati non sono estendibili alle scuole di ordini superiori perfchè i ragazzi diffondono il virus probabilmente quanto gli adulti. La ricerca inglese è stata condotta su 131 scuole materne ed elementari aperte a giugno e luglio, per un totale di oltre 12mila bambini e operatori a cui è stato fatto un tampone.

In totale sono stati trovati solo tre positivi, tutti poco sintomatici o asintomatici, e in nessuno dei tre casi è stato dimostrato che l’infezione è avvenuta a scuola. Inoltre una serie di test sierologici condotti su una parte del campione ha evidenziato che la percentuale di positivi riflette quello della comunità di appartenenza, senza differenze per chi ha frequentato o no la scuola.

I risultati darebbero ragione a quanto scritto dall’Oms nelle scorse settimane, ovvero che le scuole non sono tra i veicoli principali del contagio. Non è un caso che in Europa diversi Paesi che hanno riaperto quasi subito gli istituti, non hanno avuto un aumento significativo dei focolai.

“Un dipendente dell’impresa che si occupa delle pulizie dei locali dell’Ars oggi e’ risultato positivo al Covid19, a seguito di contatti avuti al di fuori dei locali dell’Assemblea, con soggetti a loro volta positivi. L’impresa ha attivato le procedure previste dal protocollo sanitario e quelle ulteriori per garantire la prosecuzione del servizio in condizioni di sicurezza. L’Ars ha immediatamente provveduto alla segnalazione all’Asp di Palermo per l’attivazione del protocollo sanitario e ha attivato ulteriori misure precauzionali. In particolare, ha gia’ provveduto alla sanificazione dei locali e ha in corso di definizione una convenzione con un ente accreditato per l’effettuazione dei tamponi”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Assemblea Regionale Siciliana Gianfranco Micciche’. “Nessun allarmismo – aggiunge il presidente – poiche’ sia l’impresa che i nostri uffici hanno attivato i protocolli di sicurezza previsti. L’attivita’ parlamentare non subira’ alcuna battuta d’arresto”.

Nelle ultime 24 ore in Sicilia accertati 49 nuovi casi di Coronavirus (domenica erano 37), a fronte di 2.333 tamponi effettuati. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino del Ministero della Salute.

Quindici dei nuovi 49 contagi si riferiscono a migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa. Per quanto riguarda la suddivisione provinciale dei nuovi casi in Sicilia, 28 sono a Palermo, 12 a Catania, 6 a Messina, 2 a Ragusa e 1 a Siracusa. Zero casi ad Agrigento, Enna, Caltanissetta e Trapani.

Gli attuali positivi sono 1.379, di cui 1265 in isolamento domiciliare, 101 ricoverati in ospedale con sintomi e 13 ricoverati gravi in terapia intensiva.
I casi totali di Coronavirus dall’inizio della pandemia in Sicilia sono 4.765, i guariti 3.097 e i decessi 289.

Una quotidianità più sedentaria, in parte dovuta anche al periodo di lockdown, con la conseguente forzata inattività, e complici le elevate temperature estive, ha portato a registrare un aumento di casi di insufficienza venosa, soprattutto nei soggetti predisposti. Se non adeguatamente curata, l’insufficienza venosa può aggravarsi e dare luogo alle cosiddette varici, più conosciute come vene varicose. Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, è centro di riferimento per il trattamento delle arteriopatie periferiche e delle malattie vascolari, nonché tra i pochi centri in Sicilia a trattare le varici con la termoablazione, mediante sonda laser o sonda a radiofrequenza, e tra i primi centri in Italia per numero di interventi con 440 procedure all’anno.

Le vene accolgono tra il 60% e l’80% del sangue che, attraverso meccanismi di “pompa muscolare”, ovvero la compressione delle vene che avviene durante l’attività muscolare, viene spinto dagli arti inferiori verso il cuore. Una disfunzione di questo meccanismo di pompa, o un processo degenerativo delle pareti venose che ne causa una perdita di tono ed elasticità, possono causare ristagno di sangue nelle vene degli arti inferiori.

La sedentarietà che ha caratterizzato i mesi di lockdown è tra le prime cause di stasi venosa, ovvero un rallentamento della circolazione sanguigna nelle vene, che rappresenta uno dei tre fattori che si ritiene contribuiscano e predispongano allo sviluppo di una trombosi venosa – spiega il dott. Vincenzo Sutera, specialista in Chirurgia Vascolare a Maria Eleonora Hospital, e direttore sanitario pro tempore della struttura –. Se a questo aggiungiamo le alte temperature tipicamente estive, che determinano vasodilatazione e quindi sfiancamento della parete venosa, ecco che possiamo comprendere perché in questi ultimi mesi abbiamo assistito a un incremento, di oltre il 30% rispetto alla nostra esperienza, di casi di arteriopatie periferiche anche gravi”.Secondo le stime, in Italia circa il 50% della popolazione soffre di insufficienza venosa, con una incidenza maggiore nelle donne – complici familiarità, gravidanze e squilibri ormonali – e nei soggetti che conducono una vita sedentaria.

Tra i sintomi più indicativi a cui prestare attenzione vi sono pesantezza e gonfiore degli arti, crampi notturni, formicolio, edemi e teleangectasie (i capillari visibili oltre l’epidermide), fino all’ulcera peri-malleolare, dovuti alla stasi del sangue che fatica a circolare, proprio a causa della disfunzione della pompa del sistema vascolare. Se sottovalutata, questa patologia può portare all’insorgenza di varici, impotenza funzionale dell’arto e, solo nei casi più gravi, a embolia polmonare.

In presenza di questi sintomi o in via preventiva – prosegue il dott. Sutera – si procede alla diagnosi con esame, l’ecocolordoppler venoso, che rivela lo stato di salute del sistema vascolare periferico, e se necessario si esegue un piccolo intervento chirurgico per chiudere il vaso malato e ripristinare il corretto flusso sanguigno. A Maria Eleonora Hospital interveniamo con la termoablazione in anestesia locale senza ricovero e senza tagli, ma praticando solo una piccolissima incisione del diametro di un ago, dalla quale inseriamo una sonda che brucia la vena malata, ripristinando così il corretto circolo del sangue”.

L’intervento dura in tutto 5 minuti dopodiché il paziente può tornare a casa e riprendere già dopo 24 ore le normali attività. In presenza di vene secondarie si completa l’intervento facendo nella stessa seduta una flebectomia in anestesia locale, tecnica di microchirurgia per l’ulteriore asportazione di varici e vene varicose.

“La mazzata della Consulta sulla stabilizzazione dei forestali è un po’  la cartina di tornasole sull’operato di Musumeci , che certifica, ove ce ne fosse ancora bisogno, l’inettitudine di questo governo del nulla, che opera poco, e quando lo fa, lo fa malissimo”.

Lo afferma il capogruppo del  M5S all’Ars Giorgio Pasqua , a commento della bocciatura da parte della Corte Costituzionale  della stabilizzazione dei forestali, che segue a stretto giro di posta quella degli ex Pip.

“Anche per noi – afferma Pasqua –  soprattutto gli antincendio dovrebbero entrare a regime 365 giorni all’anno, ma ancora una vota questo esecutivo ha scelto la strada sbagliata, andava previsto un concorso con soglie per i forestali  già in servizio, come è stato fatto per l’Arpa e per il Corpo forestale”.

“Dopo il giro di boa della legislatura – afferma Pasqua  – dentro il carniere di Musumeci  e, quindi dei siciliani, c’è è poco o nulla. A parte la riforma sull’urbanistica, alla quale abbiamo dato un enorme e fondamentale contributo, non c’è traccia delle strombazzate riforme in campagna elettorale.  In  compenso abbiamo varato una Finanziaria con i soldi del Monopoli, della quale ancora, come abbiamo anticipato in tutti i posti e in tutte le salse, non sì è ancora visto un solo euro”.

 

 

“Affondare i barchini? Ma ci hanno preso per criminali? Anche oggi il ministro dell’Interno ha perso l’occasione di dire una cosa semplice: hanno sottovalutato enormemente il rischio sanitario connesso alle migrazioni. Non hanno adeguato le strutture ai rischi connessi alla pandemia, di cui si aveva notizia dai primi di febbraio. Domani è il 7 settembre e solo domani si terrà una riunione per svuotare ed adeguare l’hotspot di Lampedusa. Mentre ancora nulla si sa degli altri. Ragione per la quale domani, al termine di quella riunione sull’Isola, valuteremo quali provvedimenti urgenti assumere, avendo appena ricevuto anche la relazione sul Cara di Caltanissetta. Tutti hanno capito che la nostra e’ una battaglia di civiltà. Quindi non ci fermiamo”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, commentando le dichiarazioni rese dal ministro al forum Ambrosetti.

“Dopo essersela presa con i giudici solo perché non è neanche in grado di spedire una mail. Dopo aver addossato le colpe dello sfascio siciliano a tutti fuorché al suo governo che ne è responsabile. Musumeci se la prende anche con i preti e dichiara che voterà No al referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari. C’era da aspettarselo da uno che campa di politica da sempre e non ha fatto neanche un giorno di lavoro vero in vita sua!
A onor del vero ieri Musumeci una cosa buona l’ha fatta: è andato a Favara, la mia città, a visitare un panificio (uno dei migliori in Sicilia, come tutti i panifici di Favara) accompagnato dal presidente dell’ESA, ente che lui voleva chiudere ma da quando il marito di una sua deputata regionale ne è al comando non lo chiude più. Meno male va!”
Lo dichiara in un post il deputato regionale del Movimento 5 Stelle on. Giovanni Di Caro.