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L’amministrazione comunale di San Vito Lo Capo, d’intesa con il Prefetto di Trapani e l’agenzia di comunicazione Feedback hanno deciso di annullare lo svolgimento della 23^ edizione del Cous Cous Fest che si sarebbe dovuta svolgere dal 18 al 27 settembre prossimi a San Vito Lo Capo. “La prudenza e il senso di responsabilità nei confronti della comunità sanvitese e dei visitatori che avrebbero partecipato alla manifestazione – spiegano gli organizzatori – ci portano a prendere questa importante decisione. Alla luce del primo caso di positività al Covid registrato a San Vito Lo Capo e del conseguente cambiamento del quadro epidemiologico – concludono gli organizzatori – ci sembra doveroso fare un passo indietro nonostante il progetto dell’evento fosse stato modificato nel totale rispetto delle normative anti-Covid.”

La Commissione parlamentare Ecomafie torna per la terza volta in Sicilia per proseguire l’inchiesta sulle acque reflue aperta lo scorso novembre e successivamente interrotta a causa dell’epidemia da Covid-19.

Le precedenti tappe della missione si erano svolte in Sicilia orientale e Centrale, rispettivamente nei mesi di novembre e febbraio scorsi.

Ad annunciarlo è la deputata siciliana del Movimento 5 Stelle, On. Caterina Licatini, che ha affrontato risolutamente il drammatico quadro dei sistemi di depurazione delle acque reflue in Sicilia, rendendo partecipe e sollecitando la Commissione di cui fa parte a farne oggetto di inchiesta.

“Con i sopralluoghi agli impianti di depurazione nella provincia di Palermo, Trapani e Agrigento, che svolgeremo dal 22 al 24 settembre, portiamo a conclusione la parte istruttoria dell’inchiesta iniziata lo scorso novembre; dal 12 al 15 ottobre torneremo, invece, solo nella città di Palermo per l’esclusivo svolgimento di audizioni”, dichiara la deputata bagherese.

“La nostra presenza in Sicilia è un chiaro segnale del contributo che intendiamo dare, per quanto di nostra competenza, ad accelerare i lavori e gli interventi che è necessario compiere per raggiungere la conformità degli agglomerati alla normativa europea, garantendo la massima attenzione per la tutela della salute e dell’ambiente”.

Mi auguro in un cambio di rotta da parte della Regione Sicilia sulla depurazione, anche grazie alla nomina del nuovo direttore generale del DRAR Ing. Calogero Foti e sono fiduciosa che si possa finalmente far fronte a questi adempimenti così importanti per il nostro territorio”.

Conclude così la parlamentare pentastellata.

“Ringraziamo il Ministro Provenzano per aver dato ampia disponibilità ad avviare un percorso di confronto costante con le autonomie locali del Sud su due temi strettamente correlati tra loro: l’utilizzo dei fondi destinati alla coesione territoriale dal bilancio dell’UE 2021-2027 e dal Recovery Fund e, in tempo utile per la prossima legge finanziaria, le necessarie modifiche alla normativa nazionale, con particolare riferimento al tema della finanza locale e del personale”

Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia, che ieri pomeriggio ha partecipato a Roma ad un incontro con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

Durante la riunione, sollecitata dal presidente dell’Associazione dei comuni siciliani per mantenere saldo il dialogo costruttivo tra Governo e sistema delle Autonomie Locali, è stato fatto il punto sull’uso delle risorse derivanti dai nuovi strumenti europei (Next Generation EU, ma pure le opportunità aperte dalla nuova programmazione 2021 – 2027) come strumento fondamentale per favorire la  ripresa post -Covid, in particolare per il Sud.

“Si è preso atto – ha spiegato Orlando –  che si tratta di risorse finanziarie particolarmente significative che consentono, più del passato, di realizzare azioni che possono consentire alle regioni del Mezzogiorno di prevedere una strategia per le periferie capace di contrastare disagio, diseguaglianze sociali e dispersione scolastica, creando un’opportunità anche  per i tanti giovani che, a differenza del passato, quest’anno hanno deciso di frequentare le università del Sud senza spostarsi in altre regioni”.

“E’ stato affrontato, tra gli altri, – ha concluso il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – anche il tema delle rigenerazione amministrativa, ribadendo la necessità di dotare le pubbliche amministrazioni locali non soltanto di personale adeguato, a fronte delle tante carenze che oggi si registrano, ma anche di altre professionalità in grado di realizzare una concreta svolta anche in termini di programmazione, progettazione e capacità di spesa e rendicontazione delle risorse europee”.

All’incontro con il ministro Provenzano hanno partecipato il presidente dell’ANCI nazionale, Antonio De Caro, il direttore dell’Agenzia per la Coesione, Massimo Sabatini, i presidenti delle otto ANCI del Sud, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo Sardegna e Campania e, oltre a De Caro e Orlando, anche i sindaci metropolitani Luigi De Magistris e Paolo Truzzu insieme con gli assessori delle Città metropolitane di Catania, Messina e Reggio Calabria.

“Uno spaccato che porta alla luce la cruda realtà che esiste dietro al fenomeno dei migranti. Un ignobile traffico di esseri umani, foraggiato e supportato dai partiti fautori dei ‘porti aperti’ in nome dell’accoglienza no limits”.

È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato, in relazione all’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo, che ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale dedita al traffico dell’immigrazione clandestina.

“La Lega – ha aggiunto l’europarlamentare – da anni denuncia questo sistema perverso e oggi la magistratura ha dato nuovamente conferma che, su questo tema, abbiamo avuto sempre ragione”.

“Una banda di ‘mercanti di morte’ pagati per trasportare uomini, donne e bambini che giunti in Sicilia, a bordo di navi impiegate in attività di soccorso in mare, consentivano ai profughi di allontanarsi dai centri di accoglienza in cui erano ospitati, nascondendoli in altri luoghi e fornendo loro in alcuni casi vitto, alloggio, titoli di viaggio e falsi documenti”.

“Un vero e proprio modus operandi criminale sotto gli occhi di tutti che, grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura, ha permesso, senza alibi alcuno, di fare chiarezza rispetto a quegli atteggiamenti ipocriti, assolutamente iniqui, su una problematica che deve essere affrontata alla radice: respingimenti di chi pretende di entrare illegalmente in Italia e interventi per stroncare alla fonte il business di questi corrieri criminali che indisturbati continuano a trasportare i clandestini nel Mediterraneo”.

“E sono davvero sorpresa e dispiaciuta – ha detto infine la Donato – che il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, utilizzi la cattedra episcopale per entrare a gamba tesa nel dibattito politico, mentre gli sfuggono le sofferenze di uomini e donne finiti nelle mani di scafisti criminali e senza scrupoli, poi oggetto di speculazioni economiche e politiche nel falso nome dell’accoglienza umanitaria, che in realtà cagiona da anni migliaia di vittime fra gli stessi migranti. L’ultimo caso è l’ennesimo migrante scappato dal centro inadeguato e insicuro pochi giorni fa, investito da un’auto e morto durante la fuga. Di effetti come questi e della criminalità dei trafficanti e di molti immigrati irregolari a spese di uomini, donne e bambini, il Vescovo a mio parere dovrebbe dirsi preoccupato”.

“Tra gli sbarchi organizzati dai trafficanti di esseri umani fermati dalla polizia di Palermo con l’accusa di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina c’è anche quello dell’agosto 2018 dalla nave Diciotti dopo un salvataggio a largo di Lampedusa, che costò all’allora ministro dell’Interno Salvini un avviso di garanzia per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Una vergogna due anni fa indagare il capo del Viminale che difendeva i confini dell’Italia, una vergogna nella vergogna a maggior ragione oggi scoprendo che alcuni degli arrestati quel giorno erano a bordo proprio della Diciotti”. 
 
Lo dice Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo, commentando l’operazione della Squadra mobile di Palermo e dal Servizio centrale operativo che ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale con cellule operanti in Africa, in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei.

“L’inchiesta che ha scoperchiato questo sistema – continua Anello – rende adesso ancora più inaccettabili le fughe di migranti dai centri di accoglienza in Sicilia a cui abbiamo assistito quest’estate e a cui continuiamo ad assistere quasi giornalmente. A Lampedusa come a Palermo, passando per Caltanissetta, Messina, Pozzallo, Siculiana. È il fallimento del governo Pd, 5 Stelle e Renzi – conclude Anello – con Conte e Lamorgese assolutamente incapaci di gestire il fenomeno”.

Migliora il traffico passeggeri all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.
Dai dati elaborati dal servizio statistiche di Gesap, la società di gestione dello scalo Palermo, agosto si è chiuso a -38,36% (473.961 viaggiatori contro i 768.920 dello scorso anno), con un salto positivo di quasi 20 punti percentuali rispetto a luglio.
In larga parte si tratta di traffico domestico (342.725 passeggeri), in calo del 28,54% su agosto 2019 (479.604). I passeggeri dei voli internazionali sono stati 131.236, con una flessione del 54.64% rispetto ai 289.316 mila di agosto 2019.
Dall’inizio della pandemia, il progressivo dei dati di traffico è stato: marzo (83.543, -81,88%), aprile (6.041, -98,98%), maggio (14.664, -97.77%), giugno (78.559, -88.77%), luglio (321.565, -58,52%).
Ad agosto 2020, è stata anche registrata una media di circa 16 mila passeggeri al giorno e un indice medio di riempimento di quasi 120 passeggeri a volo.
Piccola ripresa anche del numero dei voli, che ad agosto sono stati 3.967, il 29,01% in meno rispetto ai voli effettuati nello stesso periodo dello scorso anno.
Il progressivo annuale, da gennaio ad agosto, segna un calo del 62,41% del traffico passeggeri (1.777.046 contro 4.727.379 del 2019) e -54,91% sui movimenti (15.716 contro 34.858 del 2019).

“In riferimento alle nomine nel CdA dell’Istituto Regionale Vino e Olio e dell’ESA (Ente Sviluppo Agricolo) nella qualità e per la  responsabilità che mi compete – sottolinea Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della CIA Sicilia – mi preme precisare a scanso di equivoci e di strumentalizzazioni, che la Cia Regionale nella persona della Presidente e dei componenti di Giunta non si è espressa mai a sostegno di alcun candidato di nessun’altra organizzazione agricola. Non c’è stata inoltre alcuna consultazione o concertazione da parte dell’Assessore regionale all’Agricoltura Bandiera con la sottoscritta o altri dirigenti della CIA Siciliana riguardo le persone che sono state nominate”.

La Polizia ha eseguito il fermo di 14 stranieri accusati di far parte di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’esercizio di attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento e altri delitti contro la persona, l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica; reati aggravati dalla transnazionalità.

L’indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo e coordinata dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Marzia Sabella e dai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Giorgia Righi, ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale, con cellule operanti in Africa, in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei.

L’associazione agiva su due fronti diversi: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e l’esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria tramite il cosiddetto metodo “hawala”, utilizzato principalmente per il pagamento dei viaggi dei migranti o come prezzo della loro liberazione dai centri lager in Libia.

“Musumeci e la maggioranza che lo sostiene, è stato molto duro nei confronti del nostro Governo nazionale sul tema dell’immigrazione, problema che ahimè ha radici ben più profonde e ben più lontane per poter essere sistemati con una legge (ricordo a tutti che ad oggi sono in vigore i “decreti sicurezza” voluti fortemente da Salvini, peccato che non ha avuto lo stesso zelo sulle materie di sua competenza e sui salvifici provvedimenti preannunciati, dei quali però, ad oggi, non si ha nessuna traccia e dei quali i siciliani non hanno visto ancora un euro dalla Regione Siciliana”.

Lo dichiara il deputato regionale dei 5Stelle Giovanni Di Caro.

Dopo le dichiarazioni tranquillizzanti fatte anche recentemente in questo senso dagli esperti dell’Oms, ora c’è anche uno studio condotto in Inghilterra dall’agenzia Public Health England sui bambini più piccoli.

I risultati non sono estendibili alle scuole di ordini superiori perfchè i ragazzi diffondono il virus probabilmente quanto gli adulti. La ricerca inglese è stata condotta su 131 scuole materne ed elementari aperte a giugno e luglio, per un totale di oltre 12mila bambini e operatori a cui è stato fatto un tampone.

In totale sono stati trovati solo tre positivi, tutti poco sintomatici o asintomatici, e in nessuno dei tre casi è stato dimostrato che l’infezione è avvenuta a scuola. Inoltre una serie di test sierologici condotti su una parte del campione ha evidenziato che la percentuale di positivi riflette quello della comunità di appartenenza, senza differenze per chi ha frequentato o no la scuola.

I risultati darebbero ragione a quanto scritto dall’Oms nelle scorse settimane, ovvero che le scuole non sono tra i veicoli principali del contagio. Non è un caso che in Europa diversi Paesi che hanno riaperto quasi subito gli istituti, non hanno avuto un aumento significativo dei focolai.