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 “Se il Presidente della Regione si duole davvero del funzionamento dei suoi uffici e si lamenta dell’efficienza della burocrazia, non si affida ad una dichiarazione di stampa, ma convoca i dirigenti e avvia gli eventuali provvedimenti disciplinari- afferma Salvo Fleres, portavoce di Unità Siciliana- Le Api –  In ogni altro caso si tratta solo di  fuffa, buona – forse-  per cercare facili consensi, mentre la gente marcisce in attesa di un documento o di una prenotazione in ospedale.

Gli uffici possono anche non brillare per efficienza, ma la responsabilità è sempre e solo politica.

Ai cittadini spetta il compito di segnalare i disservizi, mentre il Presidente della Regione non si può limitare a denunciarli, li deve eliminare applicando la legge. Solo un piccolo ripasso di galateo istituzionale, non è difficile”

“Le dichiarazioni di ieri di Musumeci contro i dipendenti della Regione Siciliana sono di inaudita gravità e ribadiamo l’intenzione di procedere per le vie legali a tutela dell’onorabilità di migliaia di onesti lavoratori, qualora ne ricorrano le condizioni. Rimaniamo però colpiti dal silenzio assordante dei partiti di maggioranza: cosa ne pensano i deputati regionali e gli assessori delle dichiarazioni del Governatore?

Tutti d’accordo nel definire fannulloni 13 mila dipendenti?”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal. “Le organizzazioni sindacali hanno sempre dimostrato disponibilità al dialogo – dicono Badagliacca e Lo Curto – sebbene il Governo sia in ritardo su molti fronti: il nuovo contratto dei dirigenti ancora non applicato, la riqualificazione rimasta lettera morta, i dispositivi di sicurezza che scarseggiano nonostante il pericolo Covid, la riforma della Pubblica amministrazione al palo. Troppo facile scaricare la colpa sui lavoratori, quando è chiaro che la responsabilità dei disservizi è di chi è al comando”.

“Le nuove esternazioni di Musumeci  sui dipendenti  regionali, secondo cui l’80 per cento si gratterebbe la pancia, sono gravissime e lesive dell’immagine, anche di coloro, e sono la maggioranza,  che portano a compimento, con diligenza ed impegno,  il proprio lavoro.  Noi per primi condanniamo senza nessuna attenuante i fannulloni, che vanno sanzionati come meritano e, se è il caso, messi alla porta, ma non si può sparare nel mucchio. Musumeci avvii precise indagini in tal senso e prenda provvedimenti nei confronti di chi è responsabile di comportamenti censurabili”.

Lo afferma il deputato M5S all’Ars, Giovanni Di Caro, in relazione alle ultime uscite del presidente della Regione. “Già nel 2018 – ricorda Di Caro – Musumeci  parlò di funzionari regionali che si comportano da criminali. A questa generica affermazione non ci risulta che sia seguita un’azione particolare da parte del presidente, né è mai arrivata risposta ad una mia interrogazione presentata all’Ars su questo tema.  I fannulloni vanno condannati senza se e senza ma, ma non è certo sparando nel mucchio che si risolvono i problemi, a meno che ciò non serva a creare alibi all’ormai cronaca improduttività di questo governo che sarà ricordato solo per la sua insipienza e improduttività”.

“Quando lorsignori di Anas e di Roma vogliono, le cose si fanno. Si doveva arrivare alla scommessa sulle mie dimissioni per smascherarli? Si doveva arrivare a tanto? A giudicare dagli ultimi annunci sul viadotto Imera, è proprio così. Quando Anas vuole, le opere si possono fare anche in Sicilia. Gli ultimi tre mesi hanno dimostrato che, anche da noi, i cantieri possono essere completati rispettando le previsioni. Serviva dunque una sfida su un’opera che languiva vergognosamente da cinque anni, praticamente ferma nell’ultimo anno, tra lo spreco di cinque milioni per una bretella che si è rivelata inutile, una serie infinita di ritardi e rinvii, e l’autostrada Palermo-Catania spezzata in due. Oggi, di fatto, cade la maschera di Anas”.

Interviene così l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a proposito degli ultimi annunci sulla ricostruzione del viadotto Imera, sull’autostrada Palermo-Catania.

“L’Anas – prosegue Falcone – grazie anche a complicità politiche precise, ha tenuto per decenni la Sicilia in condizioni di sottosviluppo palese sulla viabilità in tutta l’Isola. Sono decine i cantieri sulla Palermo-Catania che si trascinano desolati, senza particolari progressi, da anni. Finalmente, negli ultimi tre mesi, si è dimostrato che i costanti moniti del Governo Musumeci sui ritmi dei cantieri e, soprattutto, sulle lavorazioni notturne possono portare a significativi risultati, se ascoltati.

C’è voluto, inoltre, l’avvio di una vertenza destinata a fare la storia e a diventare un precedente per le altre Regioni d’Italia, cioè la nostra richiesta di risarcimento danni all’Anas, nonché gli imponenti definanziamenti che abbiamo deciso, per costringere Anas a fare quei lavori che, invece, dovrebbero essere la normalità. È arrivato il momento – conclude l’assessore regionale alle Infrastrutture – che Anas riconosca l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di un’intera Regione e chieda scusa”.

Altri quattro casi di Coronavirus in Sicilia. Stando al bollettino diramato dal ministero della Salute per il 18 luglio, oltre ai nuovi contagiati, un paziente è stato trasferito da casa in ospedale: 14 in tutto i pazienti positivi con sintomi, nessuno in terapia intensiva. Sono invece 148 i soggetti sott’osservazione in isolamento domiciliare. Resta a 283 il numero dei decessi. Sono 1.942 i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, 247.379 i totali.

Il bollettino di oggi conferma in Italia il trend in aumento con 249 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Sono 14 i morti (ieri ne erano deceduti 11), le vittime salgono a 35.042. Male la Lombardia con 88 casi e il Lazio con 20. Situazione da monitorare anche in Emilia Romagna (+40 positivi) e Veneto (+34). Il totale dei casi arriva 244.216 (+ 249), gli attuali positivi sono 12.368 (-88).

“Arriva la Lega, tornano gli squallidi  giochetti di partito: le elezioni senza preferenze sono un abominio e uno schiaffo in faccia ai cittadini. Faremo di tutto perché ciò non accada in Sicilia”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars in relazione alla proposta shock del segretario della Lega in Sicilia Candiani che propone di abolire le preferenze per le elezioni regionali nell’isola.

“Sarebbe – dicono i deputati 5 stelle –un ulteriore calcio alle legittime aspettative dei cittadini. Si darebbe il via ai soliti giochetti di partito, nel chiuso delle  segreterie, riducendo il ruolo dei cittadini a semplice notai che non possono che prendere atto di quanto deciso altrove e in base a criteri che quasi mai vanno nella stessa direzione degli interessi degli elettori”.

«Rimango stupito, ai limiti dello sconcerto, per l’iniziativa del senatore leghista Candiani, che propone per la Sicilia una formula elettorale che minerebbe le basi della democrazia in favore di una sorta di dittatura dei nominati». Così il deputato di Ora Sicilia, Totò Lentini, che commenta le dichiarazioni del commissario della Lega in Sicilia, Stefano Candiani, secondo cui bisognerebbe ragionare sull’eliminazione delle preferenze e giocoforza sulla modifica della legge elettorale attualmente in vigore su base regionale. «Un’idea anacronistica e fuori dal tempo, totalmente scollegata da un momento storico in cui, peraltro, anche su scala nazionale si va verso la reintroduzione del meccanismo delle preferenze: una rotta che verrà certamente intrapresa per abbattere storture e criticità di un sistema elettorale che gli italiani hanno detto senza mezzi termini di non volere, rivendicando il diritto di scegliere i propri rappresentanti all’interno dei palazzi istituzionali. Dunque, mentre il paese guarda avanti – prosegue Lentini – Candiani propone per la Sicilia una sorta di salto all’indietro che trasformerebbe l’organo legislativo più antico d’Europa in un parlamento di nominati, sbriciolando le fondamenta della sovranità popolare per assecondare il principio secondo cui i cittadini siciliani dovrebbero rinunciare ad una concreta partecipazione nel processo di selezione della classe politica, sottomettendosi a forme di leadership chiuse e oligarchiche. Ci sono decine di sondaggi dai quali emerge inequivocabilmente la netta propensione degli italiani per le preferenze. Per il sottoscritto e per i miei colleghi Luigi Genovese, Luisa Lantieri e Daniela Ternullo, non ci sono altre vie. Ecco perché Ora Sicilia, sempre nel rispetto della libertà di espressione di ognuno, ritiene inopportuna la proposta del senatore Candiani. Se dovesse mai concretizzarsi – conclude il deputato – sarebbe un attacco al voto popolare che produrrebbe solo un ulteriore scollamento tra le istituzioni e il territorio, rafforzando l’astensionismo e la distanza tra i cittadini e la politica. Noi ci opporremo senza mezzi termini».

Si sono spente le speranze per Giovanni Albamonte, il ragazzo di 26 anni che domenica scorsa 12 luglio ha subito gravi ferite in un incidente all’Acquapark di Monreale. A seguito dei traumi cranico e cervicale è entrato in coma. E’ stato ricoverato nel reparto di Neuro-rianimazione di Villa Sofia. I medici oggi, dopo l’iter che prevede un’osservazione di sei ore, hanno accertato la morte cerebrale. A rivelarsi fatale è stato un tuffo da uno dei giochi del parco acquatico, un enorme pallone galleggiante da cui, però, è vietato gettarsi. Dalla struttura è stato precisato che gli assistenti ai bagnanti avrebbero più volte ripetuto al giovane che per scendere dal gonfiabile avrebbe dovuto utilizzare le corde, e non tuffarsi dato il fondale basso.

Provoca parecchie polemiche e commenti indignati sui social un fotomontaggio del presidente della Regione, Nello Musumeci, con delle chiazze rosse intorno. Il fotomontaggio è stato pubblicato dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, con il commento: “Appena ritirato il materiale informativo per la mozione di sfiducia al Presidente Musumeci. Contattatemi e mobilitiamoci. Tutti i siciliani devono sapere quello che ha combinato e quello che non ha fatto in questi due anni e mezzo”.

Legambiente, tramite il presidente regionale, Gianfranco Zanna, interviene a seguito del sequestro preventivo della discarica di Siculiana, e commenta: “L’unica soluzione resta quella di puntare, in modo drastico, senza contraddizioni o tentennamenti, sulla raccolta differenziata. Bisogna costruire tanti impianti di riciclo diffusi in tutta la regione a partire dai digestori anaerobici per produrre biometano e compost. Poi prevedere la chiusura di tutte le attuali discariche al completamento delle loro capacità di abbancamento, portando, eventualmente, i rifiuti fuori dalla Sicilia. Siamo contrari, ovviamente, a qualsiasi ipotesi di ampliamento delle discariche. Nel caso della discarica di Siculiana, in un eventuale processo, ci costituiremo parte civile”.