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Il Consiglio regionale dell’ANCI Sicilia, riunitosi stamattina in videoconferenza, chiede all’unanimità, che, in condizione di emergenza sanitaria  e  in conformità a quanto avviene a livello nazionale,  anche nella  Regione Siciliana si  proceda, come nel resto d’Italia, con  lo spostamento, al prossimo autunno, delle  elezioni  amministrative in programma per il  14 giugno.

“Lo  svolgimento  del turno elettorale fra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020 in conformità al a quanto  stabilito dal decreto legge del 20 aprile n. 26 consentirebbe  – ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia –    anche  ai 61 amministratori dei comuni interessati, di affrontare    l’emergenza sanitaria  e di fronteggiare l’emergenza socio- economica, oggi in corso nella nostre comunità,  che potrebbe  esplodere  con più forza a partire dal 4 maggio. Si tratta di seguire anche in Sicilia un percorso lineare che non legittima alcuna forma di indebito commissariamento”.

Con una nota cofirmata insieme ad altri 10 europarlamentari di diversi schieramenti l’eurodeputato eletto in Sicilia e Sardegna chiede all’Unione Europea risorse aggiuntive per sostenere turismo e infrastrutture.

“La pandemia che sta attraversando il nostro continente  rischia di avere conseguenze economiche devastanti per Sicilia e Sardegna e ovviamente per tutte le isole minori del Paese e dell’Unione Europea. Le isole infatti rischiano di vedersi sottratte le risorse europee e nazionali già programmate. Sicilia e Sardegna potrebbero accusare un colpo durissimo con l’impatto disastroso sull’economia e sull’emergenza infrastrutturale. Per questo insieme ad altri 10 eurodeputati rappresentanti delle maggiori isole europee chiediamo di preservare e mantenere i fondi già assegnati e non ancora utilizzati della programmazione 2014/2020. In particolare dovrebbero essere evitati trasferimenti di fondi dedicati (al nostro territorio) ad altre regioni maggiormente colpite dal coronavirus ma più’ equipaggiate in termini di risorse economiche, infrastrutture e tessuto industriale”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che, chiedendo specifici interventi all’Unione Europea su turismo e investimenti, ha sottoscritto la missiva indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, al presidente del Consiglio Europeo e al presidente del Consiglio dell’Unione Europea cofirmata da altri 10 europarlamentari di diversi schieramenti politici in cui si chiede attenzione per le isole europee.

“Il rischio – continua Corrao – che la redistribuzione di risorse europee possa essere riprogrammata su altri territori di aree geografiche strutturalmente più dotate è concreto. E’ un rischio che va scongiurato per non vanificare gli sforzi già profusi dall’Unione Europea per livellare le disuguaglianze economiche e strutturali non solo tra un Paese e un altro ma anche per i territori di ogni singolo Stato” – conclude l’eurodeputato M5S.

Oggi, alle dichiarazioni di Razza, fa eco una nota dei consiglieri comunali di maggioranza, stupiti “dal tono e dal contenuto” delle dichiarazione rilasciate dall’assessore Razza.

Una dichiarazione dai toni alti nei confronti della quale i consiglieri di maggioranza evidenziano che “mentre a Palermo si discute, i comuni siciliani vivono la condizione di un’autentica polveriera, sia sul piano sociale che sul piano economico ed occupazionale, e che l’onere di gestire una fase così difficile è affidata prevalentemente ai sindaci i quali,  quando lo ritengono opportuno, hanno il dovere di alzare la voce e stigmatizzare, senza che ciò venga scambiato per mero allarmismo, ciò che può, anche solo potenzialmente, determinare nocumento o pregiudizio ai diritti e alle prerogative dei propri amministrati”.

Sostengono come “il sindaco di Sciacca, in questo sostenuto dai colleghi del territorio gravitante su Sciacca  hanno il  diritto di manifestare apertamente il proprio dissenso rispetto alle attuali scelte assunte dal Governo regionale, che riteniamo debbano essere chiarite e argomentate, attraverso un’azione di costruttivo confronto e di concertazione, che finora, a detta degli stessi sindaci, non c’è stata o, comunque, non è stata adeguata al momento”.

Intravedono anche una sorta di discriminazione, considerato che “tali perplessità sono ancora più amplificate dal fatto che in Sicilia sembra si adottino trattamenti diversi, a seconda della Provincia di riferimento”, con l’auspicio di “non doverci accorgere che, perfino dentro i presidi sanitari della stessa ASP di Agrigento, si adottano linee e trattamenti diversi”.

“Il governo regionale, dunque, scenda dal piedistallo e spieghi meglio le ragioni delle scelte assunte sugli ospedali civili di Sciacca e Ribera, sia per il presente che per il futuro. Chi ha responsabilità di governo ha il dovere di assicurare ai territori un’azione improntata all’insegna della collaborazione e del reciproco rispetto istituzionale”, aggiungono.

Non poteva mancare un’osservazione rivolta al centrodestra.”Stupisce come autorevoli esponenti di questa maggioranza di centrodestra, con prestigiosi ruoli all’interno delle commissioni parlamentari, si celino dietro la presunta carenza di competenze, rispetto a materie che ricadono nell’ambito delle proprie prerogative istituzionali e che pertanto imporrebbero posizioni più nette e chiare”. E’ abbastanza evidente il riferimento al deputato regionale Margherita La Rocca Ruvolo, presidente della Commissione Salute all’Ars.

“Anche la nave di una Ong spagnola, la “Aita Mari”, ha provveduto, come già accaduto con la “Alan Kurdi”, a trasferire gli immigrati che aveva caricato a bordo, sul traghetto “Rubattino” per la quarantena. È chiaro che, terminato questo periodo di quarantena, saranno tutti accolti in Italia e principalmente qui in Sicilia. Non possiamo continuare ad essere le vittime dell’indifferenza dell’UE, a causa di una dissennata politica dei “porti aperti” voluta dal governo Conte e dal suo ministro dell’Interno Lamorgese”.

Lo dichiarano il segretario regionale della Lega Stefano Candiani, senatore e già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, insieme al commissario provinciale della Lega di Palermo Antonio Triolo.

“La Lega – proseguono Candiani e Triolo – chiede di fermare immediatamente gli sbarchi, frutto di una scelta irresponsabile del governo, ancor di più in un periodo delicato dovuto al covid19. Non capire questo, mettendo a repentaglio la salute pubblica, è indice di menefreghismo per le sorti dei cittadini siciliani.

“I segnali – spiega il segretario regionale Candiani – vanno nella evidente direzione della ripresa in maniera massiccia del business dell’immigrazione da parte del governo Conte. Il ministero dell’Interno, con Matteo Salvini, aveva fermato questo mercato vergogno, che oggi è ricominciato in piena emergenza sanitaria, con rischi evidenti di contagio per la popolazione e con costi che saranno purtroppo pagati dai Siciliani e da tutti gli Italiani”.

“La Sicilia, e Palermo in particolare – prosegue Antonio Triolo – è l’approdo facile, il muro basso che cede anche grazie alla complicità di molti amministratori di sinistra, come il Sindaco Leoluca Orlando, impegnati più a tutelare chi arriva a bordo di navi Ong che i cittadini, italiani e non, che vivono nell’Isola, e quei tanti siciliani spesso costretti a partire, senza Ong e compagnia a sostenerli. “Altro che “andrà tutto bene” – conclude Triolo – dico da molto tempo che #finiràmale. La domanda che dovremmo porci tutti però è: quanto male può finire se, di fronte ad una crisi epocale che sta investendo il nostro Paese, si continuano ad accogliere immigrati clandestini e ad offrire loro vitto e alloggio? Molto più di quanto poteva finir male sino a ieri, viste le tensioni sociali evidenti di questi giorni e quelle che ci aspettano anche per l’incapacità di affrontare la crisi da parte del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri. Anche per questo, nell’interesse di tutti (anche degli immigrati), le ONG vanno fermate subito”.

“Congratulazioni al paziente bergamasco guarito dal Covid-19 in Sicilia e a tutto il personale medico e sanitario dell’ospedale Civico di Palermo che si è preso cura di lui. E’ significativa la collaborazione tra ospedali del Nord e del Sud del Paese per affrontare l’emergenza sanitaria insieme con spirito di solidarietà”.

Lo afferma in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, che augura “di poter tornare presto alla sua vita e ai sui affetti” ad Ettore Consonni, pensionato sessantunenne  colpito dal Coronavirus e trasferito in coma, con un volo militare, all’ospedale Civico di Palermo per mancanza di posti in Lombardia. L’uomo, dopo 23 giorni di Terapia intensiva è stato trasferito nel reparto di Malattie infettive e il suo tampone è risultato due volte negativo, quindi è ufficialmente guarito.

“E’ certamente motivo di grande soddisfazione per il sistema sanitario siciliano – sottolinea La Rocca Ruvolo – poter contribuire a curare anche i pazienti provenienti dalle regioni più colpite dal virus che vivono questi giorni con enormi difficoltà”.

Lieve e graduale alleggerimento delle misure restrittive per contenere il coronavirus da parte del governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Consentiamo l’attività motoria nelle vicinanze della propria abitazione – ha annunciato in un video -, i disabili con accompagnatore potranno fare una passeggiata nelle vicinanze della casa, le consegne a domicilio dei generi alimentari potranno avvenire anche nei giorni festivi e nelle domeniche.

“Consentita anche la cura dell’orto, del podere e la manutenzione per creare i viali tagliafuoco nelle campagne in vista della stagione estiva”, ha aggiunto. “Gli stabilimenti balneari – continua – potranno organizzarsi con la manutenzione, l’allestimento delle cabine, la pulizia della sabbia, mentre rimane invariata l’ordinanza che blinda l’accesso alla Sicilia. Consentiamo solo una corsa in più, da 4 a 5 sullo Stretto di Messina per evitare i disagi alle forze dell’ordine e ai sanitari che devono muoversi”.

“È un atto di fiducia nei confronti dei siciliani – ha poi concluso -, un popolo che ha sorpreso per la civiltà dimostrata in questi giorni, a parte sparuti gruppi”.

“In vista dell’incontro di oggi pomeriggio alle 18.30 fra il Governo nazionale e il sistema delle Autonomie locali del nostro Paese, l’ANCI Sicilia ha ulteriormente sottoposto le richieste provenienti dal territorio siciliano per fronteggiare l’attuale emergenza e per creare le condizioni per la ripresa delle attività dopo l’uscita dal tunnel del contagio”.

Lo ha detto il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Abbiamo richiesto una consistente provvista finanziaria e di liquidità attraverso l’erogazione di risorse che, per un ammontare allo stato di 3,5 miliardi di euro, il Governo nazionale sembrerebbe voler già mettere a disposizione. L’erogazione di liquidità straordinaria non risolve però da sola i problemi degli enti locali”.

“Si torna ad insistere, – continua Orlando – in stretto raccordo con il complessivo sistema delle autonomie locali del nostra Regione e del Paese, sul particolare valore che hanno alcune proposte formulate dalla nostra Associazione. In primo luogo si rileva la necessità di poter consentire ai comuni di utilizzare parte del Fondo crediti di dubbia esigibilità e di poter disporre anche degli avanzi di amministrazione e ciò in considerazione della sospensione del Patto di stabilità europeo che aveva in passato giustificato la normativa che in atto ancora impedisce ai comuni di spendere risorse che possono essere immediatamente disponibili essendo già nelle casse degli enti locali”.

“L’ANCI Sicilia – precisa il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – sostiene pienamente l’azione dell’Anci nazionale ma al contempo evidenzia la particolare pesantezza della condizione siciliana, della penalizzazione del turismo che costituisce proporzionalmente al PIL dei singoli comuni un valore maggiore rispetto a quello di altre aree del Paese fortemente industrializzate. In profonda crisi sono anche il settore della cultura, strettamente connesso al turismo, e il settore dello sport. Tutti e tre questi settori di attività hanno maggiori sofferenze nella fase attuale, atteso il numero elevatissimo di operatori non strutturati e non assistiti da ammortizzatori sociali, e potranno riprendersi in tempi molto più lunghi di quelli propri dell’apparato industriale. Si evidenzia, quindi, la necessità di interventi mirati volti a compensare le minori risorse legate alla Tari, alla Tosap, alla fiscalità comunale in generale, e al trasporto pubblico locale fortemente penalizzato dai vincoli imposti alla mobilità dei cittadini. Preciso, infine, che le proposte fin qui formulate sono state oggetto di un continua consultazione con gli amministratori locali siciliani anche con riferimento al confronto in atto con il Governo regionale e adesso anche con l’Assemblea regionale in vista dell’imminente esame della Legge finanziaria regionale di emergenza e tutto ciò in riferimento a competenze, risorse e poteri delle istituzioni regionali siciliane”.

“L’ANCI Sicilia in vista della fase II – conclude Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Associazione – sta portando avanti un’articolata azione di confronto tra amministratori, dirigenti e rappresentanti del mondo sociale, economico e produttivo all’interno di gruppi di lavoro che in videoconferenza stanno elaborando analisi e proposte su “Attività produttive”, “Welfare” e Finanza Locale. In tal senso evidenzio che i gruppi sono aperti ai contributi provenienti anche da professionalità esterne alla pubblica amministrazione ed è possibile partecipare attraverso l’apposita sezione del sito www.anci.sicilia.it”.

“Saranno sottoposti a test rapidi sierologici, diagnostici e molecolari, con card, gli appartenenti ai Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza e Polizia Locale destinati a fronteggiare sul territorio  l’emergenza coronavirus. Gli uffici medici dei predetti corpi di polizia potranno ritirare presso le Asp territoriali , i kit medici, eseguire i test e inviare i dati al Dipartimento di Prevenzione territoriali di riferimento”. Così dichiara il deputato regionale di Forza Italia e componente della Commissione Parlamentare Attivita’ Produttive, on. Mario Caputo, il quale ha inoltre affinché le Asp siciliane sottopongano con procedura di urgenza ai test sierologici i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, Penitenziaria e tutti gli appartenenti alle Forze Armate e di Polizia impegnate a fronteggiare il Covid 19 e al controllo del territorio.

Il Parlamentare aveva raccolto numerose segnalazioni da parte di esponenti delle Forze di Polizia , Vigili del Fuoco  e delle loro organizzazioni sindacali, preoccupati per i ritardi nella effettuazione di test sierologici di controllo. Oltre ad indirizzare alle Asp siciliane e all’Assessore regionale alla Sanita’ Ruggero Razza le doverose indicazioni, Caputo di intesa con il Gruppo Parlamentare di Forza Italia e con il  Presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ aveva presentato un ordine del giorno – poi approvato dall’ARS – per impegnare il Governo a dare le necessarie direttive per estendere alle forze di polizia siciliane i test per salvaguardare la loro incolumitá. Dal prossimo lunedi cominceranno ad essere effettuati i primi test che potranno essere svolti direttamente dagli uffici medici di ogni corpo di polizia e Vigili del Fuoco. In tal senso e’ stata diramata una circolare da parte dell’Assessorato regionale alla Salute diretta a tutti i presidi medici siciliani per sottoporre a test sierologici, molecolari e diagnostici le forze di polizia a vigili del fuoco.

“Sono grato all’Assessore alla salute Ruggero Razza e agli uffici dell’assessorato – ha concluso Caputo – per avere agito con tempestività al fine di assicurare i controlli in favore delle Forze dell’Ordine e di Polizia e dei Vigili del Fuoco che costantemente sono impegnate per il controllo del territorio e per il sostegno alle famiglie piu’ in difficoltà.

Ringrazio altresì il Presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ per avere dato sostegno e corsia preferenziale al mio ordine del giorno e del capogruppo Calderone, che é stato condiviso dal Parlamento e dal Governo. In tal senso daremo il giusto sostegno a coloro che sono impegnati in prima linea nel territorio siciliano”.

Interrogazione di Ciancio: “Divieto immotivato, operatori penalizzati. Nel resto d’Italia è permesso”. Palmeri: “Danneggiata vita sociale ed economica senza ridurre il rischio”.

“Consentire agli esercizi commerciali che producono e vendono prodotti alimentari di effettuare il servizio di consegna a domicilio la domenica e i festivi”: lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Gianina Ciancio, che ha presentato un’interrogazione urgente all’Ars. Nei giorni scorsi anche i colleghi deputati Di Caro, Marano e Palmeri erano intervenuti sul tema con analoghe richieste.

Ciancio evidenzia come “moltissimi titolari di attività sono allarmati dal perdurare del divieto di consegna a domicilio. La consegna invece produce vantaggi sia economici che sanitari, perché evita gli assembramenti o gli assalti ai supermercati. Per questo non si capisce la logica delle ultime ordinanze del presidente della Regione, che hanno l’effetto combinato di penalizzare immotivatamente e inutilmente bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie e paninerie, mentre nel resto del territorio nazionale  continua ad essere permessa la consegna a domicilio in tutti i giorni della settimana”.

“La consegna a domicilio – prosegue la deputata –  in questo momento storico produce solo dei vantaggi, sia per gli esercenti che per i cittadini. Al contrario, vietarlo nei giorni di maggior gettito è inutile e controproducente, oltre ad avvantaggiare solo la grande distribuzione. Permettere una deroga all’ordinanza e dare la facoltà a queste attività di svolgere il proprio lavoro la domenica e i festivi è un atto di buon senso. Per questo esortiamo il presidente della Regione e l’assessore Turano a non rimanere sordi davanti alle legittime richieste di migliaia di lavoratori che chiedono solo strumenti per sopravvivere in questa difficilissima fase”.

“È urgente e necessario – aggiunge la deputata regionale Valentina Palmeri – rivedere questa decisione  e regolamentare le consegne a domicilio per garantire la sicurezza pubblica, come ho già chiesto attraverso una mozione. Le misure prese dal Governo nazionale e riprese dalla Regione stanno funzionando, ma confermare una misura che danneggia la vita sociale ed economica, come il blocco delle consegne a domicilio la domenica, senza che l’applicazione comporti una riduzione in qualche modo significativa del rischio, è pericoloso per la tenuta del rispetto stesso delle norme di prevenzione, che i siciliani mirabilmente hanno  rispettato”.

Grazie a delle telecamere poste all’interno di una casa di riposo la Guardia di Finanza di Palermo ha potuto scoprire una serie di orrori e vessazioni perpetrati nei confronti di diversi anziani presenti all’interno della struttura.

Gli investigatori hanno documentato decine di episodi con violenze fisiche e psicologiche nei confronti degli ospiti della casa di riposo: spintoni, calci e schiaffi accompagnati da insulti e ingiurie. Maltrattamenti che avrebbero indotto alcuni anziani perfino ad atti di autolesionismo.

Gli anziani ospiti saranno adesso sottoposti anche a controlli medici visto che all’interno della struttura non sono mai state adottate le procedure per il contenimento del coronavirus.

“Se tu ti muovi di qua ti rompo una gamba, così la smetti; devi stare zitta, muta; devi morire, buttare veleno…”, è una delle frasi documentate nel corso dei due mesi di indagini dalle telecamere piazzate di nascosto dai militari della guardia di finanza nell’ospizio lager. Maltrattamenti e violenze inaudite nei confronti di anziani inermi picchiati con calci, schiaffi, colpi di scopa, perfino legati alle sedie per impedire loro di muoversi.

Oltre alle violenze fisiche i degenti venivano anche insultati e sottoposti a continue mortificazioni psicologiche: “Sei una schifosa, devi dire che fai schifo” viene detto a una anziana che si lamenta. Insulti accompagnati dalle immancabili percosse fino a costringere la poveretta a ripetere “basta, faccio schifo..” e a schiaffeggiarsi da sola pur di fare cessare quella persecuzione insopportabile.

Emblematiche anche le parole dell’amministratrice della casa di riposo in occasione del soccorso prestato inizialmente ad una degente, poi deceduta: “Ti dico che io in altri periodi avrei aspettato che moriva perché già boccheggiava…lo ripeto fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente, l’avrei messa a letto e avrei aspettato. Perché era morta”. Non è un caso dunque che il Gip, nell’ordinanza segnali “l’urgenza di interrompere un orrore quotidiano” evidenziando come “l’indole criminale e spietata degli indagati impone l’adozione della custodia cautelare in carcere ritenuta l’unica proporzionata alla gravità e alla immoralità della condotta e l’unica a contenere la disumanità degli impulsi”.

Le sei donne arrestate sono: Maria Cristina Catalano, 57 anni, amministratrice di fatto dalla casa di riposo, Vincenza Bruno, 35 anni che coadiuvava l’amministratrice, e le dipendenti Anna Monti di 53 anni, Valeria La Barbera di 28, Rosaria Florio di 42 e Antonina Di Liberto di 55. Quest’ultima è stata anche denunciata per truffa insieme al compagno, che percepisce il reddito di cittadinanza con false dichiarazioni.