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Nessuna presenza istituzionale a reggere lo striscione del Coordinamento.

Alla luce del voto di mercoledì in Senato il Coordinamento Palermo Pride ritiene inopportuna qualunque presenza istituzionale dietro lo striscione. 

“Avendo appurato che nella tutela dei nostri diritti noi siamo sole e soli, mai come quest’anno è utile e necessario che lo striscione di apertura del corteo sia presidiato esclusivamente dal movimento LGBTQIA+”.

La presenza e la partecipazione al Corteo da parte di chiunque abbia un ruolo istituzionale sono come sempre ben accolte. 

“D’accordo, la colpa è dei cambiamenti climatici, delle spaventose bombe d’acqua. Ma Musumeci, invece di apostrofare come ‘sciacallo’ chi osa criticarlo, la smetta di avallare consumo del suolo e, soprattutto, di portare in aula vergognose sanatorie, come l’ultima approvata, che nonostante impugnata dal Consiglio dei ministri, la Regione si ostina a difendere”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars a commento delle alluvioni che stanno colpendo soprattutto la Sicilia orientale.

“Ai tantissimi siciliani che in questo momento stanno  soffrendo e facendo la conta dei danni e ai familiari delle vittime – dicono i deputati 5 Stelle – vada intanto la nostra convinta e piena solidarietà. Ma alla solidarietà devono seguire aiuti concreti e una netta inversione di marcia rispetto all’odierno andazzo che ha visto trascurare la cura del territorio a vantaggio di sanatorie, alle quali, come Movimento, ci siamo sempre fieramente opposti. Musumeci,  quindi, ci venga a riferire come ha utilizzato le ingenti risorse (ben 800 milioni di euro alla Sicilia, su 14 miliardi alle Regioni)  stanziate dal governo Conte, su impulso dell’allora ministro Sergio Costa, attraverso il ‘Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico’. A questa misura si aggiungono le risorse provenienti dall’Unione europea, (FESR 2014-2020), che ammontano a circa 230 milioni di euro e poi ancora dai ‘Patti per lo sviluppo’. Il presidente Musumeci sostiene di aver accelerato rispetto al passato? A giudicare dai risultati, evidentemente non basta. Metta quindi in piedi, senza perdere tempo, quanti più progetti è possibile e utilizzi ogni centesimo a disposizione, evitando di incorrere negli stessi macroscopici errori che hanno fatto bocciare tutti i progetti irrigui del Pnrr inviati a Roma”, concludono i deputati M5S.

Altri dettagli di rilievo emergono nell’ambito della maxi inchiesta sui presunti falsi di bilancio al Comune di Palermo. Nell’estate del 2019 sarebbero state riscontrate ben 16mila pratiche di Tari, la tassa sui rifiuti, non lavorate. A fronte di ciò, le previsioni di entrate, legate ovviamente anche alla riscossione della tassa sui rifiuti, sarebbero state gonfiate per salvare i bilanci. E così, uno degli indagati, il ragioniere capo del Comune, Paolo Basile, intercettato, sbotta: “Mi sono rotto i cog… Io li denuncio tutti perchè quando il Comune andrà in dissesto con qualcuno se la prenderanno…”. E Maria Mandalà, dirigente dell’ufficio tributi (non indagata), intercettata anche lei, si chiede: “Dobbiamo denunciare? Io lo voglio denunciare”.

A Misilmeri, in provincia di Palermo, all’interno di una insospettabile villetta, la Polizia ha arrestato una coppia di pregiudicati palermitani: 37 anni lui e 35 lei. L’abitazione è stata visitata dai poliziotti e dai tecnici dell’Enel a fronte del sospetto che vi fosse un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Inoltre, come l’esperienza insegna, spesso il furto di energia è legato alla coltivazione in serra di piante di marijuana, molto dispendiosa per costi energetici. E così, dentro l’abitazione è stata scoperta una piantagione di droga in piena regola, con quasi 200 piante di marijuana alte circa un metro, e poi, a contorno, reattori, lampade, impianti di areazione, ventilatori e altri strumenti. Sequestrati anche 10 grammi di marijuana già essiccati.

A Roccapalumba, in provincia di Palermo, i Carabinieri hanno arrestato tre indagati, a vario titolo, di una estorsione ad un amministratore pubblico, minaccia a pubblico ufficiale con modalità mafiosa, ricettazione e detenzione di armi da fuoco. Si tratta di Antonino Lo Bue, 52 anni, e i fratelli Francesco e Pietro Pecoraro, rispettivamente di 63 e 57 anni, tutti residenti a Roccapalumba. Lo Bue avrebbe minacciato di morte gli agenti che lo avrebbero multato, perché avrebbe voluto che le sanzioni fossero annullate. Inoltre, secondo quanto emerso dalle indagini, i tre avrebbero più volte manifestato la volontà di compiere agguati contro le forze dell’ordine, anche mediante l’uso delle armi nella loro disponibilità. Inoltre, Lo Bue e i Pecoraro avrebbero avuto l’intenzione di organizzarsi per pianificare reati contro il patrimonio ed omicidi.

Sono 86 i Comuni siciliani inseriti nella dichiarazione di stato d’emergenza varata ieri dal governo della Regione a seguito dell’ondata di maltempo che ha causato tre morti e ingenti danni.

Di questi, 11 sono in provincia di Agrigento; Per gli eventi atmosferici del 5 e del 13 e 14 ottobre il provvedimento interessa Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Casteltermini, Cinciana, Lucca Sicula, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina e Sciacca; Per le precipitazioni che si sono invece verificate dal 22 al 26 ottobre i Comuni interessati sono Canicattì e San Biagio Platani.

“Da una prima valutazione, sono gia’ stati quantificati circa 10 milioni di euro per interventi di somma urgenza e indifferibili e circa 100 milioni per interventi strutturali di riduzione del rischioAbbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto a Roma la dichiarazione dello stato di calamità in seguito ai gravi eventi meteorologici che hanno colpito la Sicilia nel mese di ottobre e al permanente rischio per i prossimi giorni nella parte orientale dell’Isola”, afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ieri ha riunito in seduta straordinaria il governo al Palaregione di Catania. Il provvedimento, disposto sulla base della relazione del capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, in applicazione della legge regionale 13 del 2020, interessa i territori di 51 Comuni colpiti dal maltempo del 5, 13 e 14 ottobre, e ulteriori 35 messi in ginocchio dalle forti precipitazioni dei giorni che vanno dal 22 al 26 ottobre.

La successione e l’eccezionale intensità di vento e piogge – sottolinea Musumeci – hanno messo a dura prova la nostra Isola, causando vittime e ingentissimi danni. Apprezziamo l’attenzione dimostrata dal capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e al governo centrale chiediamo di avviare al più presto tutti i meccanismi per lo stanziamento delle risorse necessarie a ripristinare le infrastrutture pubbliche e ristorare chi ha subito danni. Bruxelles, invece, convochi meno tavoli sul cambiamento climatico e agisca con immediatezza con un’iniziativa strategica che coinvolga tutti gli Stati membri: la Sicilia è minacciata da troppi rischi, naturali e antropici e ha bisogno di interventi concreti. Servirebbe una legge speciale con una risorsa di almeno 3 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio siciliano, abbandonato e devastato da oltre mezzo secolo. Negli ultimi quattro anni abbiamo già investito oltre 400 milioni di euro di fondi europei per contrastare il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera – conclude il governatore – e circa 80 milioni per la pulitura di fiumi e torrenti. Interventi mai fatti prima, ma si tratta di una goccia nel mare delle azioni necessarie a rendere sicuro il nostro territorio di fronte a fenomeni con cui ormai dovremo fare i conti sempre più spesso e per i quali dobbiamo farci trovare preparati. Serve un nuovo approccio nella progettazione urbanistica del territorio e delle città”.

Considero la candidatura di Carolina Varchi, espressa da Fratelli d’Italia, di prestigio essendo una persona in gamba e preparata. Altrettanto valide e prestigiose anche le candidature di Ciccio Cascio, Francesco Greco e dell’assessore Lagalla dell’Udc.

A questo punto visto che i partiti hanno espresso il proprio candidato, ritengo opportuno convocare quanto prima il tavolo degli alleati di centro destra per discutere della candidatura a sindaco di Palermo.

A fronte della violenta ondata di maltempo che devasta il territorio, il presidente della Regione, Nello Musumeci, nella qualità di commissario per il rischio idro-geologico in Sicilia, ha invocato una legge speciale da almeno 3 miliardi per contrastare i fenomeni legati al dissesto idrogeologico nell’Isola. Lo stesso Musumeci, a capo della struttura commissariale da 4 anni, afferma: “Siamo la regione in Italia che ha speso di più contro frane ed erosioni costiere, ma si tratta di una goccia d’acqua nel deserto. I danni attuali ammontano a diverse centinaia di milioni di euro. E temo che in futuro rischiamo di abituarci a questo tipo di fenomeni. Il sistema di deflusso delle acque è stato concepito 70 anni fa e non era pensato per assorbire questi flussi improvvisi di acqua”.

Il presidente del consiglio comunale di Palermo, Totò Orlando, è stato condannato in primo grado a 1 anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) per tentata concussione. E’ stato invece assolto il dirigente del Comune Antonino Rera, imputato per l’ipotesi di favoreggiamento personale. Le richieste della Procura sono state accolte solo in parte: sono stati infatti proposti 3 anni e mezzo per Orlando e 2 per Rera. Le accuse si riferiscono ad un presunto caso di pressioni per la nomina del responsabile dell’ufficio di consulenza giuridico-amministrativa del consiglio comunale. Orlando avrebbe tentato di convincere Serafino Di Peri e Dario Gristina (componenti di Commissione) a scegliere Rera. Poi fu comunque nominato un altro soggetto: Nicolò Giuffrida. Totò Orlando ha annunciato l’intenzione di presentare appello attraverso i propri legali non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza. Il giudice ha anche riconosciuto un risarcimento del danno pari a 7mila euro a Di Peri, che si è costituito parte civile.

La Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge sulle “Norme in materia di funzionamento del Corpo Forestale della Regione”.

In particolare, è stata autorizzata, per l’esercizio finanziario 2021, la spesa di 3 milioni di euro per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione di personale. “Il passaggio in Commissione è stato fondamentale per velocizzare l’iter d’approvazione da parte dell’Aula – commenta l’on. Laccoto che ha votato il disegno di legge – Nell’immediato il concorso sarà relativo all’assunzione di 46 forestali, ma saranno 600 ad essere immessi in ruolo entro 5 anni. Per assolvere al compito vitale del pronto intervento c’è la necessità di abbassare l’età media del corpo forestale che attualmente è di 60 anni – afferma ancora l’on. Laccoto – ma bisogna anche lavorare per riformare un settore strategico per la nostra Regione e contribuire ad integrarlo di professionalità e competenze che devono essere in grado di contribuire alla manutenzione e alla difesa del territorio e delle infrastrutture”.