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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto a seguito della recente affermazione di Matteo Salvini in riferimento ad un candidato presidente della Regione della Lega. Musumeci, già in corsa per la riconferma a Palazzo d’Orleans, afferma: “Salvini ha espresso un desiderio, legittimo dal suo punto di vista. Ma al tavolo di una coalizione non tutti i desideri diventano diritti. Quanto al rapporto tra la Lega e il mio movimento politico non mi risulta alcun raffreddamento. Stesso discorso per Fratelli d’Italia e Forza Italia. Siamo alleati nel centrodestra, assieme abbiamo vinto nel 2017, assieme governiamo questa Regione e assieme ci presenteremo l’anno prossimo al giudizio degli elettori”.

Ottantatrè milioni di euro per gli investimenti dei Comuni siciliani. La Regione si appresta a trasferire agli enti locali che ne hanno fatto richiesta (368 su 390) le risorse frutto di una riprogrammazione del Fondo sviluppo e coesione proposta dal governo Musumeci. Gli uffici del dipartimento Autonomie locali hanno già completato l’istruttoria e il dirigente generale ha autorizzato la liquidazione di 83,3 milioni di euro per investimenti a finalità sociale.
«Conclusa la lunga ed estenuante interlocuzione con il governo centrale – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – i Comuni potranno finalmente utilizzare le risorse che abbiamo voluto destinare loro con un’apposita norma inserita nella Legge Finanziaria regionale dello scorso anno: una delle numerose misure che abbiamo messo in campo contro la pandemia a sostegno di cittadini e imprese».
«La Regione – sottolinea l’assessore alle Autonomie locali, Marco Zambuto – continua a essere a fianco dei Comuni, a maggior ragione in questo periodo che ha causato gravi difficoltà finanziarie a tutti gli enti locali».

Con provvedimento adottato d’ordine del presidente della Regione Siciliana dal Capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, preposto del Soggetto attuatore per l’emergenza Covid, è stata disposta, in attesa delle risultanze della avviata interlocuzione con il Garante per la protezione dei Dati personali, la temporanea sospensione dell’art.5 della ordinanza n.84 del 13 agosto 2021 su “Accesso dell’utenza agli uffici pubblici e a tutti gli edifici aperti al pubblico”.

Tale provvedimento si inserisce in un più ampio novero di chiarimenti sulla medesima disposizione che costituiranno l’oggetto delle “indicazioni” richieste in merito dal Garante.

I principali chiarimenti contenuti nella circolare del dipartimento regionale della Protezione civile riguardano, in particolare, la esclusione degli uffici giudiziari e degli uffici di Pubblica sicurezza e la effettiva disponibilità dei servizi telematici da parte dei soggetti erogatori, in mancanza della quale resta ferma la modalità tradizionale. Inoltre è precisato che la misura è indirizzata esclusivamente agli utenti e non anche agli operatori. Già ieri il presidente Musumeci aveva anticipato che, prima di dare esecuzione alla misura, si sarebbe attesa la risposta del Garante.

La zona gialla è solo questione di giorni: la prossima settimana, seguita – forse tra 15 giorni – dalla Sardegna. La Sicilia ieri ha superato la soglia minima delle ospedalizzazioni. Il passo alla zona gialla è spinto dall’aumento delle percentuali sui ricoveri ospedalieri, che determinano il passaggio di fascia.

Ad aumentare i rischi in tutto il Paese è anche il moltiplicarsi di feste abusive e rave party in diverse zone turistiche. E i controlli dei Nas scattati in villaggi turistici, campeggi, agriturismo hanno portato a 17 chiusure e 301 violazioni contestate, nella maggior parte dei casi per la mancata attuazione delle misure anti-Covid.

In  Sicilia le soglie di occupazione di posti letto in terapia intensiva sono al 9% e i reparti ordinari al 15% (incidenza contagi a 140) a fronte di un limite massimo fissato per decreto, per restare zona bianca, al 10% per la rianimazione e al 15% per l’area medica, nel caso in cui l’incidenza settimanale superi 50 casi ogni 100mila abitanti.

Potrebbero anche non bastare, o risultare tardivi, gli stessi provvedimenti adottati dalla Regione, che registra il +34% di positivi al Covid in sette giorni e non brilla per numero di vaccinati (53% di immunizzati rispetto al totale della sua popolazione).

La regione potrebbe finire lo stesso in giallo da lunedì 23 agosto, dopo i risultati del monitoraggio di venerdì prossimo.

“Il presidente Musumeci chiarisca e modifichi in maniera formale l’attuale disposizione che sta creando scompiglio e confusione negli uffici pubblici e comunali e che non è certamente utile a contrastare credibilmente i contagi.

Invitiamo il Presidente a dare chiarimenti formali con apposito provvedimento per evitare che la doverosa applicazione dell’attuale disposto dell’ordinanza entro in conflitto con la garanzia di diritto inalienabili dei cittadini.

Lasciamo doverosamente che gli altri uffici pubblici, per la loro rispettiva competenza, rappresentino la gravità di tale disposizione anche con rifermentano ad inderogabili principi, ivi compresi i diritti di denuncia e di assistenza.”

Lo denuncia il sindaco Orlando di Palermo, presidente Anci Sicilia.

Niente tamponi gratuiti in aeroporto a Palermo per i non vaccinati, i quali hanno bisogno del Green Pass per partire verso destinazioni estere. È l’effetto dell’ultima ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci che ha vietato i tamponi gratuiti a chi non è immunizzato.

La comunicazione ufficiale del commissario Covid Renato Costa è giunta alla dirigenza del “Falcone e Borsellino” in pieno Ferragosto. Già da stamattina chi non è vaccinato e immaginava di farsi i tamponi gratuiti effettuati nell’area Covid dello scalo per ottenere il certificato verde in tempo reale e imbarcarsi sul suo volo verso destinazioni estere non può fare il test.
Fino a ieri per chi non era vaccinato bastava presentarsi tre ore prima a Punta Raisi per ottenere il Green Pass e partire.

Un provvedimento dovuto, visto il contenuto dell’ordinanza di Musumeci ma che rischia di provocare non pochi problemi agli imbarchi dei voli per i quali è necessario un Green Pass. L’aeroporto di Palermo proprio in collaborazione con il commissario Covid Costa era stato il primo a introdurre già in tarda primavera i tamponi gratuiti per chi partiva dallo scalo.

“In ottemperanza all’ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione numero 84 del 13 agosto – comunica Costa in una stringata nota indirizzata alla società di gestione dello scalo palermitano – si comunica che a partire dalla data odierna i tamponi da effettuare ai passeggeri in partenza dall’aeroporto di Palermo saranno esclusivamente eseguiti ai soggetti in possesso di certificato verde Covid-19 (cosiddetto Green Pass)”.

Chi non vaccinato e deve partire per destinazioni che prevedono l’obbligo del Green Pass dovrà fare il tampone prima di recarsi in aeroporto e ottenere il certificato verde.

E’ morta Maria Rosa Pilliu, 71 anni, di Palermo, che, con la sorella Savina, si è opposta alla mafia e ha risposto no. E’ deceduta a seguito di un arresto cardiaco a Riace, in provincia di Reggio Calabria, dove si è recata per vacanza. Le sorelle Pilliu, di origine sarda, sono state proprietarie di case e di un negozio di generi alimentari in via del Bersagliere, a Palermo. Ebbero contrasti con il costruttore Pietro Lo Sicco, che avrebbe voluto acquistare l’area per costruire un palazzo di 9 piani. Le sorelle risposero di no alla proposta di acquisto.

E Lo Sicco dichiarò al Comune che le particelle fossero già sue e si impegnò a demolire le casette altrui. Poi buttò giù con la ruspa le case sopra e accanto a quelle delle sorelle Pilliu, rimaste inagibili, ma in piedi. Le sorelle hanno lottato per 30 anni e vinto in tutti i tribunali: i giudici amministrativi hanno annullato la concessione a Lo Sicco nel 1996. Poi due sentenze civili definitive hanno stabilito che il palazzo avrebbe dovuto essere abbattuto per 2,2 metri per rispettare le distanze, riconoscendo alle sorelle un risarcimento di 700mila euro. Invece il palazzo è ancora al suo posto e le sorelle Pilliu non hanno incassato un euro. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, così ricorda Maria Rosa Pilliu: “Forte, tenace e battagliera fino all’ultimo. Con coraggio ha detto di no alla prevaricazione mafiosa e si è battuta contro le schizofrenie di uno Stato che non l’ha mai riconosciuta vittima di mafia. Maria Rosa Pilliu ha incarnato i valori più belli e puri della lotta alla mafia contribuendo al cambiamento culturale della città. In questo momento di dolore sono vicino alla sorella Savina”.

Avrebbe perso il controllo della propria auto, in un incidente autonomo, che si è schiantata contro un albero. Ha perso così la vita un ventenne di Termini Imerese, Salvatore Rizzotto, nel corso della notte, intorno alle 04,30.

Il giovane stava percorrendo con la sua auto la ss 113 Settentrionale Sicula, e all’altezza del km 193 ha perso il controllo del proprio automezzo e si è schiantato contro un albero. Sull’incidente stanno indagando i poliziotti del Commissariato di Cefalù prontamente intervenuti sul posto.

Il traffico, nella zona. è stato chiuso in entrambe le direzioni per permettere ai soccorritori di ripristinare i luoghi.

 

 

L’ordinanza del Presidente della Regione sul contenimento dei contagi da Covid crea fibrillazione. L’Anci Sicilia ritiene “necessari e urgenti chiarimenti interpretativi su alcune disposizioni dell’ordinanza n.84 emanata ieri dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, che incidono direttamente sul rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione locale”, commenta Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia, che aggiunge: “Pur condividendo pienamente la volontà di incentivare maggiormente le vaccinazioni sull’Isola, emergono forti perplessità, in particolare, sulla possibilità di inibire anche concretamente l’accesso fisico agli uffici pubblici. Quanto dispone l’articolo 5 dell’ordinanza va chiarito al fine di specificare, per esempio, la legittimità di accesso fisico agli uffici in tutti quei casi i cui un cittadino maggiorenne, per se stesso o quale rappresentante legale dei propri figli minori, abbia necessità di accedere a servizi non disponibili con modalità telematica o non ancora disponibili, per esempio, presso  taluni comuni di minore dimensione grafica. Si pensi alla necessità di rinnovare la carta d’identità e alle conseguenti attività legate al possesso di un documento di riconoscimento in corso di validità.”

La Lega alza gli scudi: “Un atto che sembra frutto di improvvisazione e che rischia di aggravare la già grave situazione. L’ordinanza di Musumeci – affermano i 7 deputati (Catalfamo, Cafeo, Caronia, Figuccia, Pullara, Ragusa e Sammartino) appare ampiamente inapplicabile, oltre che per altri versi illogica e nel suo complesso pericolosa.”

“Innanzitutto il divieto di accesso agli edifici pubblici per chi non ha il Greenpass, è del tutto inattuabile, visto che gli enti pubblici non sono attrezzati per i controlli, ma appare per altro del tutto illegale quando impatta su quegli uffici dove la presenza fisica è indispensabile per la fruizione dei servizi. Per non parlare del fatto che molti enti non sono attrezzati per fornire ai propri cittadini utenti tutti i servizi in modalità telematica. Insomma, un provvedimento pasticciato sotto il profilo amministrativo”.

“L’ordinanza di Musumeci? Tardiva, confusa e speriamo non sia del tutto inutile al punto in cui siamo. La sensazione, suffragata purtroppo dai numeri, è che a Musumeci troppe cosa siano sfuggite di mano: sia sul fronte fronte Covid che su quello, altrettanto drammatico, degli incendi. Come sempre corre a chiudere la stalla quando i buoi, tantissimi buoi, sono irrimediabilmente scappati”.
Lo affermano il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro e i componenti 5Stelle della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

“I numeri – dicono – purtroppo parlano chiaro, la Sicilia è prima per contagi e ultima per vaccinazioni, qualcosa evidentemente non ha funzionato. E l’aumento dei posti letto di terapia intensiva che ora si rincorre affannosamente, purtroppo ha l’amaro retrogusto del déjà vu, un escamotage per evitare nuove restrizioni. Tra l’altro l’aumento rischia di essere solo virtuale se non viene aumentato il numero degli anestesisti rianimatori”.
“Andava gestita meglio – concludono i deputati 5 stelle – la campagna vaccinale, anziché fare ora la faccia feroce, a danno compiuto. Se la campagna è stata fallimentare, o quasi, la colpa non è solo dei no vax, che ora Musumeci, per farsi un alibi, dice di voler snidare. Se volesse veramente farlo cominciasse a cercare a casa sua, tra i componenti di Attiva Sicilia, con i quali il presidente della Regione ha stretto un patto di fine legislatura pur di non affogare, che scomodano perfino l’Olocausto per scoraggiare gli indecisi e portare acqua al mulino dei nemici giurati dei vaccini”.