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“Solo pochi giorni fa il presidente della Regione Musumeci disertava l’apertura del viadotto Imera della A19 mostrandosi offeso con il governo nazionale per aver aperto entro il 31 luglio, domani invece presenzierà all’apertura di uno svincolo, quello di Rosolini sulla Siracusa-Gela che nei fatti è aperto e in uso da ben sei anni. Vero è che è stato ultimato e completato in maniera definitiva, ma purtroppo poco o nulla è cambiato e soprattutto il tono trionfale che utilizza l’assessore lasciando intendere una svolta nella vita di chi percorre quella strada giornalmente è veramente fuori luogo”.

A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giorgio Pasqua e la collega Stefania Campo a proposito dell’annunciata presenza del presidente della Regione Musumeci all’inaugurazione dello svincolo di Rosolini sulla Siracusa-Gela.

“Dato che l’assessore Falcone si è intestato il merito della riapertura della A19 per aver fatto da pungolo all’Anas, a questo punto pure noi potremmo intestarci l’inaugurazione dello svincolo per aver fatto da pungolo al governo regionale. In ogni caso, Musumeci e soci disertano la riapertura di un ponte che ha spaccato in due la Sicilia per 5 lunghi anni, ma presenziano all’inaugurazione di uno svincolo. Noi in ogni caso – concludono i deputati M5S – saremo presenti”.

“La Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Usae, da 12 anni lotta e denuncia a Procure, Questure, Prefetture, Assessori regionali della Salute e a Sindaci, la mancanza di sicurezza negli ospedali del Ssn” – dichiara soddisfatto Calogero Coniglio Segretario Regionale Sicilia e Coordinatore Nazionale di Federazione.

“Le nostre lotte hanno contribuito a mettere in evidenza in Italia il crescente fenomeno per trovare una soluzione. Ringraziamo i 17 Senatori cofirmatari tra cui il Senatore Antonio Scavone per aver promosso e presentato di sua iniziativa in Parlamento il 15 novembre 2017 un disegno legge dopo aver attenzionato le denunce della Fsi-Usae su tutto il territorio nazionale del fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, a medici, infermieri, ecc. che ha descritto sul testo del ddl”.

“Il Disegno Legge presentato all’art. 1, comma 1, prevede in ogni pronto soccorso dei Presìdi Ospedalieri di I e II livello che venga istituito un presidio fisso di Polizia e di ricollocare i presìdi ambulatoriali di Guardia Medica in ambiente protetto. Il Ddl è il n. 2908 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”.

“Oggi il governo dopo 12 anni di nostre denunce approva una legge, fino a 16 anni di carcere per chi causa lesioni agli operatori sanitari, le pene sono da 4 a 10 anni per le lesioni gravi e da 8 a 16 anni per le lesioni gravissime. Nel caso in cui l’aggressione non costituisca reato, chi usi violenza, offenda o molesti gli operatori sanitari dovrà pagare una multa da 500 a 5 mila euro. Ma la lotta per la Fsi-Usae per far istituire i posti di polizia negli ospedali metropolitani non è terminata” – conclude Coniglio.

 

Incontro al Viminale, nel tardo pomeriggio di ieri, tra una rappresentanza dei parlamentari siciliani del Movimento Cinque Stelle, Eugenio Saitta, Simona Suriano, Filippo Perconti, Rosalba Cimino e Filippo Scerra e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese.

Al centro dell’incontro la questione immigrazione e accoglienza in Sicilia con focus sulle problematiche riguardanti la redistribuzione dei migranti in tutta Italia, l’affollamento dei migranti nelle strutture dell’agrigentino e particolare riferimento alla tendopoli di Vizzini nel catanese.

“Abbiamo parlato col la ministra delle criticità legato all’affollamento dei centri di Lapedusa e Porto Empedocle, dell’hotspot di Pozzallo e abbiamo chiesto di fermare l’allestimento della tendopoli di Vizzini, territori che hanno già pagato un tributo molto alto”, riferiscono i componenti della delegazione ricevuta al Viminale.

“Abbiamo ricevuto dalla ministra ampie rassicurazioni sul fatto che i territori del calatino non saranno sottoposti a pressioni simili a quelle subite nei nove anni dalla presenza del CARA di Mineo, e che la tendopoli di Vizzini, di cui non è possibile fermare la messa in opera, è una struttura residuale che entrerà in funzione solo nel caso in cui dovessero arrivare al limite della capienza le due navi, da 900 posti ciascuna, attualmente attive per garantire la quarantena dei migranti. In ogni caso tale struttura rimarrà aperta fino e non oltre il 15 ottobre, data che rappresenta la fine dall’emergenza, ci ha garantito la ministra”, aggiungono i parlamentari pentastellati.

“La struttura, inoltre, servirà solo per la quarantena dei migranti. Alla fine dei 14 giorni i migranti presenti nel territorio siciliano verranno redistribuiti sul territorio nazionale in attesa di essere rimpatriati. Abbiamo infine ricevuto garanzie anche sul fatto che non vi saranno pericoli di ordine pubblico o di carattere sanitario perché, qualora venisse aperta, la  struttura sarà costantemente vigilata, dalle forze dell’ordine senza che il mantenimento della sicurezza gravi in alcun modo sul Comune di Vizzini e su quelli limitrofi”.

“Rassicurazione da parte della titolare del Viminale anche per la struttura di Porto Empedocle che non raggiungerà più livelli di criticità nella capienza, come di recente accaduto”.

“La settimana prossima Lamorgese sarà in Sicilia per firmare un protocollo sanitario con il presidente Musumeci e per ribadire tutte le misure adottate per affrontare l’emergenza migratoria”, concludono i parlamentari siciliani del Movimento.

“La Sicilia non può permettersi un altro lockdown. Vanno attuate subito tutte le misure di sicurezza, di vigilanza e di controllo per evitare che il Coronavirus si propaghi a macchia d’olio nell’isola”. A lanciare il grido di allarme sono Cgil, Cisl e Uil regionali che esprimono forte preoccupazione per la crescita del tasso di contagiosità, superiore a 1. “Le ultime rilevazioni – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil siciliane, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone – indicano che l’isola è al secondo posto dopo il Veneto, fra le 8 regioni con un Rt da allerta. E anche le dichiarazioni dell’esperto Cristoforo Pomara, già componente del Comitato tecnico scientifico regionale confermano la necessità di non abbassare la guardia, perché la situazione è fortemente critica”. Cgil, Cisl e Uil chiedono agli Enti locali di vigilare sul pieno rispetto delle misure di sicurezza, da quelle sul distanziamento sociale all’uso della mascherina. “Osserviamo purtroppo – affermano Mannino, Cappuccio e Barone – un’evidente noncuranza da parte dei cittadini e degli esercenti, per cui riteniamo indispensabile che si attuino controlli capillari e che siano sanzionate le inosservanze alle norme”. I sindacati confederali ricordano i protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritti nel pieno dell’emergenza da Covid19, con il governo regionale e le parti sociali e datoriali, “grazie ai quali – aggiungono – è stata tracciata una precisa strada da seguire, per tutelare i lavoratori e garantire un efficace funzionamento della macchina produttiva regionale”. “È indispensabile ritrovare uno spirito di collaborazione come quello emerso durante il lockdown – chiosano Mannino, Cappuccio e Barone – perché solo così si può affrontare il futuro prossimo, che oggi in Sicilia come in tutta Italia e nel mondo, rappresenta un’incognita. Non è tempo di scaricabarile né di scontri pregiudiziali. Al governo regionale ribadiamo la nostra piena disponibilità al confronto, purché non sia una sorta di happening con invitati di ogni tipo. Noi rappresentiamo centinaia di migliaia di lavoratori e pretendiamo che sia riconosciuta la dignità e il peso di ognuno di loro”. All’esecutivo nazionale, Cgil, Cisl e Uil siciliane, rimarcano come “questa terra non sia un avamposto dell’impero”. “Senza il Sud e senza la Sicilia – dicono a chiare note Mannino, Cappuccio e Barone – si ferma il Paese. La Sicilia ha pagato un prezzo altissimo in termini economici e sociali con il lockdown, mostrando il suo volto migliore di solidarietà e di accoglienza con le regioni più colpite dal Coronavirus. Si deve utilizzare un principio di equità e di giustizia nella ripartizione delle risorse statali e comunitarie e vanno applicate tutte le misure necessarie e doverose per gestire un’emergenza imponente come quella dei migranti. Non sono né saranno mai ammessi cittadini italiani di serie A e di serie B”.

 “Il Coronavirus ha determinato in Sicilia la crisi di un altro settore importante per l’agricoltura e per il mantenimento dei livelli occupazionali legati alla coltivazione e trasformazione del prodotto olivicolo. Nonostante in Sicilia si prevede per il 2020 una annata con olive di ottima qualità , i prezzi bassi determinati dall’ invenduto di questi mesi a causa della chiusura dei ristoranti e dei prezzi concorrenziali praticati dalla grande distribuzione , meno di tre euro, rischiano di vanificare una annata produttiva che invece avrebbe determinato il rilancio della olivicoltura. Servono adesso interventi di sostegno del settore da parte del Governo regionale al fine di evitare un danno irreparabile a un comparto agricolo di qualità’”. A dichiararlo è Salvino Caputo responsabile del Dipartimento Regionale per le Attività Produttive e per il Sostegno alle Imprese di Forza Italia che dopo avere incontrato alcuni imprenditori del settore delle provincie di Palermo e Trapani ha chiesto un incontro con L’Assessore regionale alla Agricoltura Eddy Bandiera al quale consegnerà un elenco di proposte provenienti direttamente dagli operatori agricoli per rilanciare la produzione e per contrastare la forte concorrenza di olio proveniente da Grecia,Tunisia , Spagna e Marocco.
“Ho condiviso – continua Caputo – il recente allarme lanciato anche a livello nazionale da Coldiretti. Nel 2019 il comparto olivicolo siciliano ha raggiunto una produzione di circa 35 mila tonnellate destinata a ripetersi nei prossimi mesi se le condizioni atmosferiche lo permetteranno . Temporali che si alternano a caldo torrido rischiano di compromettere , infatti, sia la quantità che la qualità del prodotto. Per compensare la mancata vendita di questi mesi  è necessario oltre che tutelare i produttori immaginare il rilancio del prodotto sui mercati esteri. Proporrò all’ Assessore alla Agricoltura Bandiera, da sempre attento alla tutela del comparto agricolo, di programmare la partecipazione a mostre e fiere all’estero, per consentire con maggiore facilità ai nostri operatori di conquistare nuovi spazi commerciali sia per consentire di smaltire l’olio invenduto , che di programmare la commercializzazione del prossimo prodotto”.
 “Il nostro olio extravergine è certamente tra i migliori d’Europa e necessita soltanto di una intensa promozione all’estero. Partecipare nuovamente, senza costi a carico dei produttori alle fiere di Verona, al Cibus di Parma o alla fiera di Sorrento, da sempre appuntamenti internazionali determinerebbe una vetrina importantissima per i nostri prodotti. Soltanto così – potremmo avere la certezza di garantire la difesa di un settore – conclude l’Esponente di Forza Italia- di eccellenza della nostra agricoltura. Forza Italia ancora una volta è al fianco della nostra agricoltura . Chiederò al presidente della Commissione parlamentare Attività Produttive dell’Ars di avviare una serie di audizioni anche in sintonia con l’assessorato regionale alle Attività produttive per la partecipazione dei nostri operatori all’estero”.

“Basta con i tavoli infruttuosi al sapor di passerella. Per la Sicilia e i siciliani non c’è bisogno di riunioni o incontri dove si analizzano i problemi senza dare soluzioni adeguate.
Agrigento ha due grossi problemi irrisolti: la Agrigento-Palermo e la Agrigento-Caltanissetta.
Abbiamo chiesto ad Anas, già da più di un anno, di rescindere con Cmc. Sul viadotto Akragas chiuso al traffico, da oltre due anni e mezzo, il Governo Musumeci è intervenuto con ben 11 milioni su un totale di 29 necessari per la riapertura. Purtroppo ad oggi il soggetto attuatore ha speso solo pochi spiccioli. Per quanto riguarda, invece, le strade provinciali, la Regione ha assegnato circa 30 milioni di euro al Libero consorzio di Agrigento e molti interventi sono già in itinere. Il Governo Musumeci, inoltre, sostituendosi ad altri enti, alcune settimane fa ha anche finanziato con oltre cinque milioni la progettazione della strategica arteria “Mare-Monti”.

A questo punto, allora, basta: ora deve intervenire lo Stato mettendo mano al portafogli. Il Governo Musumeci, dal suo canto, sulle strade provinciali ha messo sul piatto oltre 300 milioni, mentre la situazione della viabilità locale è chiara sin dai tempi del ministro Toninelli, colui che preannunciò il commissariamento delle strade provinciali. La Regione ha dato il proprio assenso alla nomina e ha messo anche sul tavolo 100 milioni di euro. Siamo ancora fermi al palo, e dunque è doveroso che lo Stato faccia la sua parte. Aspettiamo che il Governo Conte intervenga con risorse aggiuntive e non soltanto con proclami o quei tavoli inutili, una perdita di tempo e un’illusione per i cittadini”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo ha indetto una procedura selettiva al fine di individuare il Responsabile dell’  “Area diagnostica Sierologica”, prevedendo che alla stessa potessero partecipare sia i veterinari che i biologi.
In esito alla suddetta procedura, l’incarico di Responsabile dell’  “Area diagnostica Sierologica” è stato conferito ad una biologa e, segnatamente, alla dott.ssa Alessandra Torina.
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari ha, tuttavia, impugnato gli atti della suddetta procedura, ritenendo che alla stessa avrebbero potuto partecipare esclusivamente i veterinari e non anche i biologi.
In un primo momento, il TAR ha accolto il ricorso proposto dalla Federazione dei veterinari e ha annullato gli atti della suddetta procedura.
In esecuzione della sentenza del TAR Sicilia, l’Istituto Zooprofilattico di Palermo, pur riservandosi di appellare tale pronuncia, ha disposto – in via provvisoria – la sostituzione della dott.ssa Torina con altro dirigente in possesso della laurea in veterinaria.
Pertanto, la dott.ssa Torina, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha impugnato innanzi al CGA la sentenza del TAR Palermo e ha, altresì, chiesto l’annullamento dei provvedimenti con i quali era stato dichiarato cessato l’incarico alla stessa conferito.
In particolare, gli avv.ti Rubino e Impiduglia, hanno rilevato come la dott.ssa Torina fosse in possesso dei requisiti per ricoprire il suddetto incarico e che il TAR avesse errato nel ritenere che l’Area “ Diagnostica Sierologica” si occupasse in via principale di diagnosi. Infatti tale Area si occupa, prioritariamente, dell’esame di campioni di sangue, e svolge  l’attività di analisi che è necessaria per la formulazione di diagnosi da parte dei veterinari delle ASP.
Avverso la sentenza del TAR Palermo ha proposto appello anche l’Istituto Zooprofilattico.
Il CGA, Presidente dott.ssa Rosanna De Nictolis, Relatore dott. Marco Buricelli, condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha annullato la sentenza del TAR Palermo – ritenendo legittima la partecipazione alla procedura selettiva sia dei veterinari che dei biologi – e ha, altresì, annullato gli atti con i quali è stato dichiarato cessato l’incarico inizialmente conferito alla dott.ssa Torina.
In particolare, il CGA ha chiarito che, avendo l’Istituto Zooprofilattico  “previsto una struttura complessa che si occupa sostanzialmente di esami sierologici di laboratorio, denominandola “Area Diagnostica Sierologica”, correttamente ha disposto l’ammissione alla procedura dei  “biologi i quali, per titolo di studio e professionale appaiono portati a rivestire tale incarico”.
Per effetto, della suddetta sentenza la dott.ssa Torina è stata reintegrata nel posto di responsabile dell’Area di  “Diagnostica Sierologica” e l’Istituto Zooprofilattico, anche in futuro, potrà ammettere i biologi nelle selezioni relative a tale Area.

“È inaccettabile per un Paese civile e moderno che un carcere, luogo adibito alla rieducazione di coloro che stanno scontando pene detentive, sia ancora allocato in una struttura costruita secoli fa, i cui ambienti sono assolutamente invivibili, sia per i detenuti che per gli operatori di Polizia Penitenziaria e di altro tipo”.

È quanto afferma l’europarlamentare Francesca Donato (Lega) che ha visitato il carcere dell’Ucciardone di Palermo. Ad accompagnarla è stato l’assessore ai Beni culturali della Regione siciliana, Alberto Samonà.

“Dopo aver attraversato i giardini e visionato l’area didattica e le parti esterne – ha continuato l’europarlamentare – ho visitato le sezioni riservate ai detenuti, accompagnata dagli agenti della Polizia Penitenziaria e dalla direttrice dell’Istituto. Poco è cambiato rispetto alle problematiche che più volte sono state segnalate dalle precedenti ispezioni sulle condizioni dei vari ambienti: prima tra tutte ho riscontrato la grave mancanza di pulizia, che gli stessi agenti mi hanno comunicato essere dovuta ad una carenza di personale destinato a svolgere quei compiti”.

“Un’assenza di igiene evidente in tutti gli ambienti ed in particolare negli spazi comuni e nei servizi igienici promiscui destinati ai detenuti. Ciò che più mi ha colpito è stato l’edificio della nona sezione, quella ancora non ristrutturata, dove tutti gli ambienti interni sono gravemente malsani, con celle molto anguste, tali da poter ospitare un solo soggetto e in condizioni davvero degradanti”.

“Trovo francamente incomprensibile la decisione del provveditorato di mantenere aperto e attivo tale reparto in attesa dei lavori di ristrutturazione. La soluzione più corretta sarebbe quella di chiuderlo immediatamente, trasferendo tutti i detenuti in un’altra struttura più idonea. Inoltre, tutto il personale di servizio presso il carcere andrebbe maggiormente garantito e dovrebbero essere disponibili servizi come un bar, un ambiente ricreativo riservato, oltre ad uffici più moderni sia in termini di arredi che di dotazioni informatiche”.

“Ma la scelta più saggia – ha sottolineato la Donato – in ragione dell’antico impianto borbonico dell’istituto, sarebbe quella di chiuderlo e cessarne l’utilizzo come casa di reclusione per riconvertirlo a museo. Ritengo che sarebbe la decisione più opportuna sotto tutti i punti di vista: per tutelare i diritti umani dei detenuti; per garantire a chi vi opera condizioni di lavoro rispettose delle norme vigenti in materia, sia a livello nazionale che europeo; per restituire alla città un immobile di notevole significato e valore storico-artistico, creando un nuovo polo museale e culturale al posto dell’attuale carcere”.

“Infine, sono venuta a conoscenza che nessuno dei detenuti o del personale addetto è stato sottoposto a tampone ma solo a test sierologico, e che solo ai detenuti in rientro dai permessi premio è imposta la quarantena di 14 giorni, retribuita. Mentre invece, per tutto il personale impiegato nella struttura, che interagisce coi detenuti quotidianamente, nessuna misura anti-Covid è applicata, tranne la misurazione della temperatura all’ingresso. La contraddittorietà di queste scelte va affrontata e superata al più presto”.

“A fronte di questi aspetti critici mi farò promotrice – ha concluso l’europarlamentare – sollecitando un intervento urgente degli organi competenti”.

“Nel corso della conferenza dei capigruppo ho comunicato che abbiamo dei doveri, ma certamente tra questi non c’è quello di andare in ferie, specialmente in un momento in cui la Sicilia vive parecchie difficoltà. Pertanto, siccome ci sono leggi il cui esame deve essere concluso, vi comunico in maniera assolutamente serena che possiamo restare qui fino a Ferragosto”. Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, nel corso della seduta di stasera dopo le polemiche di questi giorni su questo tema tra la burocrazia regionale e i dipendenti, in particolare all’assessorato all’Energia. Il dirigente ha sospeso le ferie a tutti i dipendenti fino a Ferragosto in attesa di smaltire il pesante ritardo accumulatosi durante il lockdown. I sindacati si sono opposti perché, dicono, non si può negare il riposo al personale, minacciando azioni legali.

(ANSA)

L’assessore Samonà: “I numeri confermano il gradimento del prodotto Sicilia e il connubio arte-cultura”

Quasi 7.000 visitatori nella Valle dei Templi, oltre 3.639 al parco archeologico di Taormina-Naxos, 3.189 a Siracusa, 1.500 a Selinunte, 1.238 alla Villa del Casale di Piazza Armerina, 800 a Segesta. Sono i numeri dei visitatori registrati domenica in alcuni fra i più noti parchi archeologici della Sicilia”.

Questo, il commento dell’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, in merito alle presenze nei luoghi siciliani della cultura. Numeri che incoraggiano e raccontano una Sicilia che ha voglia di reagire e superare lo stallo determinato dal Covid.

“L’importante affluenza – prosegue Samonà – testimonia una costante crescita di interesse verso i beni culturali della Regione e l’impegno del Governo Musumeci nella valorizzazione del patrimonio culturale dell’Isola, attraverso iniziative che tendono ad ampliarne l’offerta: apertura serale dei siti, come avviene a Taormina o alla Villa del Casale, o all’alba come avverrà dal 14 agosto nella Valle dei templi, cartelloni con importanti iniziative culturali come al Parco Lilibeo di Marsala o a Segesta con le Dionisiache, sono esperienze sulle quali il Governo regionale intende sempre più orientare le proprie attenzioni. Questo, nella consapevolezza che i visitatori che scelgono di venire in Sicilia oggi sono sempre più interessati a vivere un rapporto con i luoghi, la storia, le tradizioni in un costante dialogo tra arte, natura, ospitalità e cultura”.