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Il gruppo parlamentare di Attiva Sicilia rilancia la necessità di iniziative legislative speciali per fronteggiare l’emergenza incendi.
“Gli incendi della giornata di ieri, diffusi in varie parti della Sicilia, confermano che l’idea criminale di bruciare i boschi non conosce confini. E di fronte alla strategia della distruzione bisogna reagire in maniera decisa e in fretta. Ecco perché chiederemo al presidente Miccichè di snellire i tempi e le procedure affinché transiti in aula il nostro disegno di legge sulla confisca dei beni per chi provoca incendi boschivi e l’utilizzo di mezzi di sorveglianza militari per l’individuazione dei colpevoli”. L’iniziativa che porta la firma di Valentina Palmeri è condivisa anche da Angela Foti (vice presidente dell’Ars), Matteo Mangiacavallo, Elena Pagana e Sergio Tancredi. Il contenuto del disegno di legge voto sarà presentato all’Assemblea Siciliana per l’approvazione e la successiva presentazione al Parlamento della Repubblica utilizzando le prerogative concesse dall’articolo 18 dello Statuto Siciliano.

“Dobbiamo con ogni mezzo legislativo bloccare questo scempio del fuoco che divora il nostro patrimonio verde – sottolineano i deputati di Attiva Sicilia -. Il danno, anche quest’anno è incalcolabile, basti pensare ai roghi di Monte Cofano e di Montagna Grande e a quelli recenti di Altofonte e di San Vito Lo Capo, Macari e della Riserva dello Zingaro. Adesso bisogna dire basta, ogni ulteriore ritardo non potrà che essere interpretato come segno di complicità verso quei fuorilegge che attentano al patrimonio verde della Sicilia”.

“È stata una notte difficile. Ho convocato il governo della Regione per una riunione urgente. I criminali che hanno appiccato il fuoco ad Altofonte, in sei punti diversi e a favore del vento, hanno compiuto un atto violento che sta pagando una intera popolazione. Per tutta la notte oltre 150 uomini dei vigili del fuoco, della Protezione civile e del Corpo forestale hanno lavorato e continuano a lavorare senza tregua. Tutta la mia gratitudine”.
Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Quasi in contemporanea – prosegue il governatore – l’ennesimo sbarco di 450 uomini a Lampedusa, accompagnato dalla consueta indifferenza: nessuno al largo ha visto nulla! Avevamo chiesto a Roma di recuperare i mesi persi, senza nessuna programmazione. Avevamo chiesto un ponte aereo per dare un segnale forte, di presidiare il Canale di Sicilia per impedire a questi squallidi mercanti di morte di continuare indisturbati”.

“Mi rivolgo direttamente al presidente Conte – aggiunge Musumeci – Lampedusa non ce la fa più. La Sicilia non può continuare a pagare l’indifferenza di Bruxelles e il silenzio di Roma. E ieri abbiamo anche sentito qualche irresponsabile pronunciare frasi incomprensibili come “non esiste l’emergenza”. C’è una emergenza umanitaria e sanitaria. Lo dicono i numeri. Lo dicono i fatti. E non basta impugnare una ordinanza per negare la realtà. È tempo di decisioni forti. Presidente Conte, convochi il Consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza di questi mesi, divenuta insopportabile in queste ore. Lo chiedo da presidente di una Regione che, come prevede lo Statuto, ha diritto di partecipare al Consiglio quando si affrontano decisioni che riguardano la mia Isola. Lo chiedo con rispetto, ma con fermezza. Non costringete i lampedusani a scioperi e serrate. È un luogo meraviglioso, quello: non merita questo trattamento!”.

“Ennesimo sbarco di 450 uomini a Lampedusa, accompagnato dalla consueta indifferenza: nessuno al largo ha visto nulla!”.

Cosi il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci in un suo post su facebook dopo il maxi sbarco di questa notte che si è registrato a Lampedusa.

“Avevamo chiesto a Roma di recuperare i mesi persi, senza nessuna programmazione, avevamo chiesto un ponte aereo per dare un segnale forte, di presidiare il Canale di Sicilia per impedire a questi squallidi mercanti di morte di continuare indisturbati. Mi rivolgo direttamente al presidente Conte, prosegue Musumeci: Lampedusa non ce la fa più. La Sicilia non può continuare a pagare l’indifferenza di Bruxelles e il silenzio di Roma. E ieri abbiamo anche sentito qualche irresponsabile pronunciare frasi incomprensibili come “non esiste l’emergenza”. C’è una emergenza umanitaria e sanitaria. Lo dicono i numeri. Lo dicono i fatti. E non basta impugnare una ordinanza per negare la realtà. È tempo di decisioni forti. Presidente Conte, convochi il Consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza di questi mesi, divenuta insopportabile in queste ore. Lo chiedo da presidente di una Regione che, come prevede lo Statuto, ha diritto di partecipare al Consiglio quando si affrontano decisioni che riguardano la mia Isola. Lo chiedo con rispetto, ma con fermezza. Non costringete i lampedusani a scioperi e serrate. È un luogo meraviglioso, quello: non merita questo trattamento! “

“In Sicilia è ormai il caos rispetto agli arrivi dei migranti che non si contano più”.
Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana. L’hotspot di Lampedusa – prosegue Figuccia – ha ormai superato le mille unità solo nelle ultime 48 ore con seicento nuovi arrivi. Roma padrona ci ha ormai abbandonato e l’unico segnale collegato al Governo nazionale è l’impugnativa al Tar di Palermo.
Io una proposta ce l’avrei: mandiamo una parte dei migranti – conclude Figuccia – in arrivo a Lampedusa alla sede del Tar di Palermo e visto che ci sono tante sezioni istituiamo presso il Tar la sezione migranti. Che ne pensa il Tar?”.

Sono 29 i nuovi casi di Covid 19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, cinque sono migranti. Restano 10 le persone ricoverate in terapia intensiva. Nel complesso sono 70 i ricoverati.

Casi che portano a 1.084 gli attuali positivi nell’Isola, 1.004 dei quali in regime di isolamento domiciliare. Sono stati eseguiti 2.872 tamponi che portano il totale a 334.982. Fermo a 286 il totale delle vittime dell’epidemia nell’Isola, 3 i pazienti guariti. La divisione fra le province: 3 Agrigento, 3 Catania, 5 Messina, 6 Palermo, 5 Ragusa, 3 Trapani, 2 Siracusa, 2 Enna.

“Quella adottata dal magistrato del Tar di Palermo è una decisione cautelare che non condividiamo e che è stata assunta senza neppure ascoltare la Regione, come può essere concesso a rischiesta della parte e come noi abbiamo formalmente chiesto, non avendo potuto depositare le nostre difese”.

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando la decisione del Tar Sicilia di sospendere l’ordinanza con cui chiedeva lo sgombero degli hotspot e dei centri d’accoglienza per migranti presenti sull’Isola per mancanza dei requisiti sanitari.

“Tuttavia – prosegue il governatore – se in pochi giorni sono stati trasferiti oltre 800 migranti è la dimostrazione che serve denunciare il problema ad alta voce. Sulla nostra competenza in materia sanitaria non faremo un solo passo indietro. Martedì mattina sarà a Lampedusa la nostra task force e nei giorni successivi saranno verificati accuratamente gli oltre 40 Centri di accoglienza che sono censiti in Sicilia. È una battaglia di civiltà dalla quale non ci possiamo esimere. Al governo di Roma chiedo ancora una volta di proclamare lo ‘stato di emergenza’ su Lampedusa” e di esercitare nei fatti le competenze che rivendica. Altrimenti sono solo chiacchiere e i problemi restano tutti sulle spalle e sulla pelle dei siciliani”.

“I fatti sono noti. Il governo ha impugnato la nostra ordinanza, lo ha fatto al Tar con un magistrato” che “qualcuno dice, ma è una ‘malalingua’, è stato consulente del presidente Zingaretti che è il capo del partito più importante al Governo”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in un video diffuso da televisioni locali, sulla decisione del governo nazionale di impugnare la sua ordinanza di chiusura dei centri per migranti nell’isola che è stata sospesa ieri dal Tar di Palermo.

“Noi andiamo avanti – ha ribadito – naturalmente, perché al di là dei marchingegni e dei bizantinismi giuridici noi siamo convinti di essere dalla parte della ragione perché stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia. Non soltanto dei siciliani, ma anche di quei migranti che vengono trattati come se fossero oggetto da speculazione e invece sono esseri umani sui quali finora i buonisti, i preti spetrati, i cosiddetti volontari che si battono i pugni sul petto si sono sempre voltati dall’altra parte. Finalmente abbiamo denunciato un’amara realtà è di fronte a questa denuncia il Governo nazionale fa finta di non capire e utilizza i magistrati. Noi andiamo avanti e non ci fermiamo perché dalla nostra parte c’e’ la gente che ha il coraggio delle proprie scelte e che come me non intende arrendersi. Roma lo sappia. Se ne sono capaci, vincano questa battaglia. Ma la vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza”. (ANSA).

Nota del Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, sulla decisione del Governo Nazionale di impugnare l’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Non possiamo che condividere totalmente i dubbi e le perplessità del Presidente Musumeci sulla decisione del Governo Nazionale di impugnare l’ordinanza di chiusura dei centri per migranti in Sicilia. La sua è una battaglia di civiltà e per il primato della Politica”.

“Il presidente Musumeci – si legge ancora nella nota condivisa anche dai Deputati Regionali dello Scudocrociato – ha sollevato in maniera plateale un problema vero e grave, una questione di dignità e di civiltà che riguarda i migranti ma anche tutti i siciliani. Purtroppo il Governo Nazionale anzichè raccogliere l’allarme proveniente dalla Sicilia e dare pronta risposta ad una grave emergenza ha preferito ingaggiare una inutile battaglia politico-giudiziaria”.
“Sarebbe servito il primato della Politica per affrontare le scandalose condizioni dei Migranti ammassati negli Hotspot siciliani; ancora una volta, invece, si butta la palla in fuorigioco portandola nelle aule di Tribunale e, di fatto, scegliendo di non prendere alcuna decisione” conclude Decio Terrana.

“Come prevedibile l’ordinanza di Musumeci si è risolta in un nulla di fatto”. Rosalba Cimino, deputata alla Camera del Movimento 5 Stelle, commenta così la decisione del Tar di Palermo, che ha sospeso l’ordinanza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, riguardante la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza per migranti. “Gridare di chiudere i porti e svuotare tutti i centri è solo propaganda – spiega Cimino – bisogna trattare quello che sta accadendo come una emergenza a cui bisogna far fronte e non a un problema da risolvere soltanto con i proclami. Il Governo ha già messo a disposizione altre soluzioni, come quella della navi-quarantena per contrastare l’emergenza di coloro che sono positivi al Covid-19”. Rosalba Cimino puntualizza poi su come negli ultimi giorni la questione migranti sia stata strumentalizzata per scopi politici e di campagna elettorale, a tutti i livelli: “Notizie false e speculazione – dice ancora Cimino – sono state le costanti di questi giorni nei quali facciamo i conti con una campagna elettorale, riguardante soltanto il tema dei migranti, che semina odio a paura tra la gente. Oggi la maggior parte dei positivi sono persone che rientrano dalle vacanze e solo una minima parte è rappresentata dei migranti, che sono comunque sottoposti a controlli e alla quarantena”.

“Musumeci si è convinto che l’unica risposta al virus sia prendersela con i migranti, con il governo, con il Viminale e adesso anche con il Tar…
“Molti nemici molto onore”, diceva Benito. Ma lui parlava di guerra, di inglesi e americani, non del Covid-19″.
Lo dichiara Claudio Fava, Presidente della Commissione regionale antimafia.