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“La struttura di Pian del Lago non può essere adibita a centro di quarantena per immigrati ed è inaccettabile la disposizione per cui gli operatori, per altro privi di adeguata formazione, siano messi in isolamento, concedendogli solo gli spostamenti casa-lavoro. Oggi in Sicilia sono aumentati i contagi e 13 nuovi positivi sono migranti, anche accolti a Caltanissetta I lavoratori di Pian del Lago, dove ci sono già 7 migranti positivi, non devono essere esposti al rischio contagio e con loro tutti i familiari conviventi perché costretti a lavorare in un centro trasformato all’improvviso in struttura per quarantena. Occorre trovare una soluzione condivisa che metta in sicurezza dipendenti, familiari e tutta la comunità: è necessario che quanto prima la prefettura convochi un tavolo perché sia affrontata la situazione con tutti i soggetti interessati, in primis i lavoratori”.

Così il deputato siciliano Alessandro Pagano, vicecapogruppo della Lega alla Camera.

La Regione Sicilia ha approvato in Aula il disegno di legge sul “Governo del territorio”. Tra i principi ispiratori e gli obiettivi del ddl, composto da 55 articoli, ci sono il consumo del suolo tendente a zero e la rigenerazione urbana, ovvero il recupero e il riutilizzo del dell’edilizia esistente, nell’ottica di una politica di qualità del paesaggio e dell’ambiente. La riforma prevede anche l’introduzione del Ptr, il Piano territoriale regionale con valenza paesaggistica, uno strumento strategico che definisce le finalità generali, gli indirizzi e le scelte in materia di governo del territorio su scala regionale e che sovrintende alla pianificazione degli enti locali. Al posto del “vecchio” Prg arriva il Pug, Il Piano urbano generale. Prevista l’introduzione del Certificato verde, la rivalutazione del tessuto agricolo e l’introduzione dei principi di perequazione e compensazione. “Dopo oltre quarant’anni – dice il presidente Musumeci – la Regione si dota di una legge che ridisegna e semplifica i criteri e le procedure di governo del territorio siciliano. Una normativa tanto attesa, che dà protagonismo agli Enti locali, chiamati adesso a una stagione di rigenerazione urbana, nel rispetto assoluto dell’ambiente. Era, questa legge di riforma, uno degli obiettivi del mio governo e lo abbiamo realizzato, con una responsabile partecipazione dell’Ars. Mi si lasci ringraziare anche l’assessore al Territorio Toto Cordaro e la presidente della Commissione Ambiente Giusy Savarino per l’ottimo lavoro svolto».

La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, coordinata dalla Procura, ha tratto in arresto, in flagranza di reato per corruzione aggravata, Emanuele Gaetano Caruso, 53enne, originario di Paternò, imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti; Daniela Pisasale, 45enne di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti e Vincenzo Bonanno, 62enne di Palermo, direttore tecnico per la discarica di Bellolampo, definita dalla Commissione antimafia regionale “simbolo della crisi rifiuti in Sicilia”, gestita dalla Rap, società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica. Gli investigatori della Dia, a conclusione di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento hanno sorpreso Caruso nell’atto di consegnare a Bonanno una busta contenente 5mila euro in contanti. Una successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, all’interno di un’autovettura, ulteriori 13.250 euro. L’intera somma di denaro è stata sottoposta a sequestro. Gli arrestati sono stati associati in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

“Solo pochi giorni fa il presidente della Regione Musumeci disertava l’apertura del viadotto Imera della A19 mostrandosi offeso con il governo nazionale per aver aperto entro il 31 luglio, domani invece presenzierà all’apertura di uno svincolo, quello di Rosolini sulla Siracusa-Gela che nei fatti è aperto e in uso da ben sei anni. Vero è che è stato ultimato e completato in maniera definitiva, ma purtroppo poco o nulla è cambiato e soprattutto il tono trionfale che utilizza l’assessore lasciando intendere una svolta nella vita di chi percorre quella strada giornalmente è veramente fuori luogo”.

A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giorgio Pasqua e la collega Stefania Campo a proposito dell’annunciata presenza del presidente della Regione Musumeci all’inaugurazione dello svincolo di Rosolini sulla Siracusa-Gela.

“Dato che l’assessore Falcone si è intestato il merito della riapertura della A19 per aver fatto da pungolo all’Anas, a questo punto pure noi potremmo intestarci l’inaugurazione dello svincolo per aver fatto da pungolo al governo regionale. In ogni caso, Musumeci e soci disertano la riapertura di un ponte che ha spaccato in due la Sicilia per 5 lunghi anni, ma presenziano all’inaugurazione di uno svincolo. Noi in ogni caso – concludono i deputati M5S – saremo presenti”.

“La Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Usae, da 12 anni lotta e denuncia a Procure, Questure, Prefetture, Assessori regionali della Salute e a Sindaci, la mancanza di sicurezza negli ospedali del Ssn” – dichiara soddisfatto Calogero Coniglio Segretario Regionale Sicilia e Coordinatore Nazionale di Federazione.

“Le nostre lotte hanno contribuito a mettere in evidenza in Italia il crescente fenomeno per trovare una soluzione. Ringraziamo i 17 Senatori cofirmatari tra cui il Senatore Antonio Scavone per aver promosso e presentato di sua iniziativa in Parlamento il 15 novembre 2017 un disegno legge dopo aver attenzionato le denunce della Fsi-Usae su tutto il territorio nazionale del fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, a medici, infermieri, ecc. che ha descritto sul testo del ddl”.

“Il Disegno Legge presentato all’art. 1, comma 1, prevede in ogni pronto soccorso dei Presìdi Ospedalieri di I e II livello che venga istituito un presidio fisso di Polizia e di ricollocare i presìdi ambulatoriali di Guardia Medica in ambiente protetto. Il Ddl è il n. 2908 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”.

“Oggi il governo dopo 12 anni di nostre denunce approva una legge, fino a 16 anni di carcere per chi causa lesioni agli operatori sanitari, le pene sono da 4 a 10 anni per le lesioni gravi e da 8 a 16 anni per le lesioni gravissime. Nel caso in cui l’aggressione non costituisca reato, chi usi violenza, offenda o molesti gli operatori sanitari dovrà pagare una multa da 500 a 5 mila euro. Ma la lotta per la Fsi-Usae per far istituire i posti di polizia negli ospedali metropolitani non è terminata” – conclude Coniglio.

 

Incontro al Viminale, nel tardo pomeriggio di ieri, tra una rappresentanza dei parlamentari siciliani del Movimento Cinque Stelle, Eugenio Saitta, Simona Suriano, Filippo Perconti, Rosalba Cimino e Filippo Scerra e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese.

Al centro dell’incontro la questione immigrazione e accoglienza in Sicilia con focus sulle problematiche riguardanti la redistribuzione dei migranti in tutta Italia, l’affollamento dei migranti nelle strutture dell’agrigentino e particolare riferimento alla tendopoli di Vizzini nel catanese.

“Abbiamo parlato col la ministra delle criticità legato all’affollamento dei centri di Lapedusa e Porto Empedocle, dell’hotspot di Pozzallo e abbiamo chiesto di fermare l’allestimento della tendopoli di Vizzini, territori che hanno già pagato un tributo molto alto”, riferiscono i componenti della delegazione ricevuta al Viminale.

“Abbiamo ricevuto dalla ministra ampie rassicurazioni sul fatto che i territori del calatino non saranno sottoposti a pressioni simili a quelle subite nei nove anni dalla presenza del CARA di Mineo, e che la tendopoli di Vizzini, di cui non è possibile fermare la messa in opera, è una struttura residuale che entrerà in funzione solo nel caso in cui dovessero arrivare al limite della capienza le due navi, da 900 posti ciascuna, attualmente attive per garantire la quarantena dei migranti. In ogni caso tale struttura rimarrà aperta fino e non oltre il 15 ottobre, data che rappresenta la fine dall’emergenza, ci ha garantito la ministra”, aggiungono i parlamentari pentastellati.

“La struttura, inoltre, servirà solo per la quarantena dei migranti. Alla fine dei 14 giorni i migranti presenti nel territorio siciliano verranno redistribuiti sul territorio nazionale in attesa di essere rimpatriati. Abbiamo infine ricevuto garanzie anche sul fatto che non vi saranno pericoli di ordine pubblico o di carattere sanitario perché, qualora venisse aperta, la  struttura sarà costantemente vigilata, dalle forze dell’ordine senza che il mantenimento della sicurezza gravi in alcun modo sul Comune di Vizzini e su quelli limitrofi”.

“Rassicurazione da parte della titolare del Viminale anche per la struttura di Porto Empedocle che non raggiungerà più livelli di criticità nella capienza, come di recente accaduto”.

“La settimana prossima Lamorgese sarà in Sicilia per firmare un protocollo sanitario con il presidente Musumeci e per ribadire tutte le misure adottate per affrontare l’emergenza migratoria”, concludono i parlamentari siciliani del Movimento.

“La Sicilia non può permettersi un altro lockdown. Vanno attuate subito tutte le misure di sicurezza, di vigilanza e di controllo per evitare che il Coronavirus si propaghi a macchia d’olio nell’isola”. A lanciare il grido di allarme sono Cgil, Cisl e Uil regionali che esprimono forte preoccupazione per la crescita del tasso di contagiosità, superiore a 1. “Le ultime rilevazioni – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil siciliane, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone – indicano che l’isola è al secondo posto dopo il Veneto, fra le 8 regioni con un Rt da allerta. E anche le dichiarazioni dell’esperto Cristoforo Pomara, già componente del Comitato tecnico scientifico regionale confermano la necessità di non abbassare la guardia, perché la situazione è fortemente critica”. Cgil, Cisl e Uil chiedono agli Enti locali di vigilare sul pieno rispetto delle misure di sicurezza, da quelle sul distanziamento sociale all’uso della mascherina. “Osserviamo purtroppo – affermano Mannino, Cappuccio e Barone – un’evidente noncuranza da parte dei cittadini e degli esercenti, per cui riteniamo indispensabile che si attuino controlli capillari e che siano sanzionate le inosservanze alle norme”. I sindacati confederali ricordano i protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritti nel pieno dell’emergenza da Covid19, con il governo regionale e le parti sociali e datoriali, “grazie ai quali – aggiungono – è stata tracciata una precisa strada da seguire, per tutelare i lavoratori e garantire un efficace funzionamento della macchina produttiva regionale”. “È indispensabile ritrovare uno spirito di collaborazione come quello emerso durante il lockdown – chiosano Mannino, Cappuccio e Barone – perché solo così si può affrontare il futuro prossimo, che oggi in Sicilia come in tutta Italia e nel mondo, rappresenta un’incognita. Non è tempo di scaricabarile né di scontri pregiudiziali. Al governo regionale ribadiamo la nostra piena disponibilità al confronto, purché non sia una sorta di happening con invitati di ogni tipo. Noi rappresentiamo centinaia di migliaia di lavoratori e pretendiamo che sia riconosciuta la dignità e il peso di ognuno di loro”. All’esecutivo nazionale, Cgil, Cisl e Uil siciliane, rimarcano come “questa terra non sia un avamposto dell’impero”. “Senza il Sud e senza la Sicilia – dicono a chiare note Mannino, Cappuccio e Barone – si ferma il Paese. La Sicilia ha pagato un prezzo altissimo in termini economici e sociali con il lockdown, mostrando il suo volto migliore di solidarietà e di accoglienza con le regioni più colpite dal Coronavirus. Si deve utilizzare un principio di equità e di giustizia nella ripartizione delle risorse statali e comunitarie e vanno applicate tutte le misure necessarie e doverose per gestire un’emergenza imponente come quella dei migranti. Non sono né saranno mai ammessi cittadini italiani di serie A e di serie B”.

 “Il Coronavirus ha determinato in Sicilia la crisi di un altro settore importante per l’agricoltura e per il mantenimento dei livelli occupazionali legati alla coltivazione e trasformazione del prodotto olivicolo. Nonostante in Sicilia si prevede per il 2020 una annata con olive di ottima qualità , i prezzi bassi determinati dall’ invenduto di questi mesi a causa della chiusura dei ristoranti e dei prezzi concorrenziali praticati dalla grande distribuzione , meno di tre euro, rischiano di vanificare una annata produttiva che invece avrebbe determinato il rilancio della olivicoltura. Servono adesso interventi di sostegno del settore da parte del Governo regionale al fine di evitare un danno irreparabile a un comparto agricolo di qualità’”. A dichiararlo è Salvino Caputo responsabile del Dipartimento Regionale per le Attività Produttive e per il Sostegno alle Imprese di Forza Italia che dopo avere incontrato alcuni imprenditori del settore delle provincie di Palermo e Trapani ha chiesto un incontro con L’Assessore regionale alla Agricoltura Eddy Bandiera al quale consegnerà un elenco di proposte provenienti direttamente dagli operatori agricoli per rilanciare la produzione e per contrastare la forte concorrenza di olio proveniente da Grecia,Tunisia , Spagna e Marocco.
“Ho condiviso – continua Caputo – il recente allarme lanciato anche a livello nazionale da Coldiretti. Nel 2019 il comparto olivicolo siciliano ha raggiunto una produzione di circa 35 mila tonnellate destinata a ripetersi nei prossimi mesi se le condizioni atmosferiche lo permetteranno . Temporali che si alternano a caldo torrido rischiano di compromettere , infatti, sia la quantità che la qualità del prodotto. Per compensare la mancata vendita di questi mesi  è necessario oltre che tutelare i produttori immaginare il rilancio del prodotto sui mercati esteri. Proporrò all’ Assessore alla Agricoltura Bandiera, da sempre attento alla tutela del comparto agricolo, di programmare la partecipazione a mostre e fiere all’estero, per consentire con maggiore facilità ai nostri operatori di conquistare nuovi spazi commerciali sia per consentire di smaltire l’olio invenduto , che di programmare la commercializzazione del prossimo prodotto”.
 “Il nostro olio extravergine è certamente tra i migliori d’Europa e necessita soltanto di una intensa promozione all’estero. Partecipare nuovamente, senza costi a carico dei produttori alle fiere di Verona, al Cibus di Parma o alla fiera di Sorrento, da sempre appuntamenti internazionali determinerebbe una vetrina importantissima per i nostri prodotti. Soltanto così – potremmo avere la certezza di garantire la difesa di un settore – conclude l’Esponente di Forza Italia- di eccellenza della nostra agricoltura. Forza Italia ancora una volta è al fianco della nostra agricoltura . Chiederò al presidente della Commissione parlamentare Attività Produttive dell’Ars di avviare una serie di audizioni anche in sintonia con l’assessorato regionale alle Attività produttive per la partecipazione dei nostri operatori all’estero”.

“Basta con i tavoli infruttuosi al sapor di passerella. Per la Sicilia e i siciliani non c’è bisogno di riunioni o incontri dove si analizzano i problemi senza dare soluzioni adeguate.
Agrigento ha due grossi problemi irrisolti: la Agrigento-Palermo e la Agrigento-Caltanissetta.
Abbiamo chiesto ad Anas, già da più di un anno, di rescindere con Cmc. Sul viadotto Akragas chiuso al traffico, da oltre due anni e mezzo, il Governo Musumeci è intervenuto con ben 11 milioni su un totale di 29 necessari per la riapertura. Purtroppo ad oggi il soggetto attuatore ha speso solo pochi spiccioli. Per quanto riguarda, invece, le strade provinciali, la Regione ha assegnato circa 30 milioni di euro al Libero consorzio di Agrigento e molti interventi sono già in itinere. Il Governo Musumeci, inoltre, sostituendosi ad altri enti, alcune settimane fa ha anche finanziato con oltre cinque milioni la progettazione della strategica arteria “Mare-Monti”.

A questo punto, allora, basta: ora deve intervenire lo Stato mettendo mano al portafogli. Il Governo Musumeci, dal suo canto, sulle strade provinciali ha messo sul piatto oltre 300 milioni, mentre la situazione della viabilità locale è chiara sin dai tempi del ministro Toninelli, colui che preannunciò il commissariamento delle strade provinciali. La Regione ha dato il proprio assenso alla nomina e ha messo anche sul tavolo 100 milioni di euro. Siamo ancora fermi al palo, e dunque è doveroso che lo Stato faccia la sua parte. Aspettiamo che il Governo Conte intervenga con risorse aggiuntive e non soltanto con proclami o quei tavoli inutili, una perdita di tempo e un’illusione per i cittadini”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone.