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“La manifestazione di domani a Catania, in pieno silenzio elettorale per le amministrative siciliane e per i ballottaggi nazionali, è conferma dello spirito eversivo che sempre più anima la destra italiana.

Il tentativo di trasformare le aule del Tribunale in un improvvisato Papete è un fatto di estrema gravità. In Sicilia assume un sapore ancora più preoccupante, perché sempre e comunque, qui più che altrove gli attacchi alla Magistratura rischiano di lanciare messaggi inquietanti. A meno che non sia esattamente ciò Salvini vuole.”
Lo ha dichiarato Leoluca Orlando

Arrestato l’ex direttore del cimitero dei Rotoli, a Palermo. Su delega della Procura, i carabinieri del
Nucleo Investigativo del Capoluogo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’ex direttore dei cimiteri cittadini, Cosimo De Roberto, che dovrà rispondere dei reati di corruzione e concussione.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo. L’attività investigativa, coordinata dalla locale Procura, si è sviluppata dopo che, lo scorso mese di febbraio, erano stati notificati 10 avvisi di garanzia e, contestualmente, eseguite diverse perquisizioni, sia all’interno del Cimitero di Santa Maria dei Rotoli che presso alcune abitazioni dei soggetti indagati. All’esito di tale articolata attività d’indagine, caratterizzata, fra l’altro, dagli approfondimenti investigativi conseguenti al rinvenimento di pratiche anomale all’interno degli uffici del Cimitero, i carabinieri hanno documentato il verificarsi di condotte concussive e corruttive a carico dell’indagato.

In particolare, è stato accertato che l’uomo, dietro il pagamento di somme di denaro non dovute (fino ad 800 euro), si sarebbe adoperato per reperire illecitamente delle sistemazioni per le sepolture, senza osservare il rigoroso ordine cronologico imposto dai regolamenti cimiteriali.

Nel corso delle indagini, inoltre, è stata evidenziata la gravissima situazione di degrado del cimitero cittadino, al cui interno le salme in attesa di sepoltura rimangono in giacenza per diversi mesi, causando problemi sotto il profilo igienico-sanitario.

 “In discussione c’è la sicurezza dei passeggeri, non ci resta altro che chiedere, a partire da oggi, la sospensione di qualche settimana dei test sui viaggiatori provenienti dai paesi Ue ed Extra Ue, diversi da Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia, che invece continueranno ad essere sottoposti a tampone”. 
Lo dice l’accountable manager e direttore generale di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino, Natale Chieppa. 
Nel corso della riunione di oggi, convocata da Gesap con tutti gli enti di Stato presenti in aeroporto, dove ha partecipato l’amministratore delegato Giovanni Scalia, è stato deciso di chiedere all’Enac la momentanea sospensione dei tamponi visto i disagi subiti ieri dai passeggeri provenienti da Polonia e Germania in testa. 
“Come accountable manager – spiega Chieppa – devo garantire la sicurezza dei passeggeri in aeroporto. Senza sicurezza non è possibile procedere, almeno fino a quando non ci saranno le condizioni ideali per effettuare, in piena scorrevolezza, le attività del canale sanitario. Ecco perché oggi abbiamo chiesto all’Enac, mettendo a conoscenza anche gli enti di Stato, Polaria, Guardia di Fiinanza e Usmaf (la sanità aeroportuale), di scrivere alla Regione per comunicare la sospensione, così come è successo a Catania, dei test rispetto all’ultima ordinanza regionale. In attesa che tutto ciò venga formalizzato, proprio per garantire la sicurezza dei passeggeri e sulla base anche dell’analisi certificata dall’Usmaf – conclude Chieppa – da oggi, l’attività dei tamponi si è concentrata solo sui passeggeri provenienti dai cinque paesi oggetto dell’ordinanza nazionale: Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia (le Regioni: Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra)

E’ stabile il traffico passeggeri di settembre all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.
Dai dati elaborati dal servizio statistiche di Gesap, la società di gestione dello scalo palermitano, settembre si è chiuso a -43,78% (401.730 viaggiatori contro i 714.589 dello scorso anno). Agosto si era chiuso a circa -38% (473 mila passeggeri)
Dall’inizio della pandemia, il progressivo dei dati di traffico è stato: marzo (83.543, -81,88%), aprile (6.041, -98,98%), maggio (14.664, -97.77%), giugno (78.559, -88.77%), luglio (321.565, -58,52%), agosto (473.961, -38,36%).
A settembre 2020, è stata anche registrata una media di circa 15 mila passeggeri al giorno e un indice medio di riempimento di quasi 120 passeggeri a volo.
Stabile anche il numero dei voli, che a settembre sono stati 3.394, il 32,95% in meno rispetto ai voli effettuati nello stesso periodo dello scorso anno.
Migliora invece il progressivo annuale, da gennaio a settembre, con un calo del 60% del traffico passeggeri (gennaio-agosto era -62,41%): 2.178.871 contro 5.441.968 del 2019 e -52,07%  (lo scorso mese era -54,91%) sui movimenti (19.135 contro 39.920 del 2019).

Sostenere le iniziative promosse dai giovani che rispondano all’esigenza di aggregazione e che, allo stesso tempo, possano rappresentare un modello di imprenditorialità giovanile di natura sociale, culturale e coesiva per il miglioramento delle condizioni di vita dei ragazzi e della collettività. Lo ha deciso il governo Musumeci, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Antonio Scavone, stanziando un milione di euro.

«Intendiamo sostenere in particolare – sottolinea il presidente della Regione – i progetti a carattere socio-culturale negli ambiti teatrali, artistici e musicali che coinvolgano attivamente i giovani nei processi produttivi e creativi per promuoverne l’inclusione sociale. Tra questi quelli che svilupperanno la promozione del patrimonio culturale e quelli che valorizzino gli spazi pubblici in un’ottica di occupazione e imprenditorialità giovanile».

Una parte del finanziamento costituirà la cosiddetta “quota premialità” da riservare a quei progetti che, alla loro conclusione, saranno valutati come buone pratiche, per sostenerne la prosecuzione e l’implementazione.

«I progetti dovranno tenere conto – evidenzia l’assessore Scavone – della sopravvenuta emergenza Covid 19 e pertanto dovranno essere programmati applicando le regole di spazio e distanziamento sociale già emanate e che saranno emanate sia dal presidente del Consiglio che dal presidente della Regione».

I contributi verranno concessi a seguito di un bando pubblico che sarà emanato nei prossimi giorni dal dipartimento regionale della Famiglia e sarà rivolto alle associazioni giovanili in collaborazione con enti locali o altri enti pubblici.

«Con questa misura – ha concluso Scavone – finanziamo progetti che vanno incontro alle aspettative di autonomia e realizzazione dei giovani promuovendo in particolare la partecipazione diretta ad attività culturali e sportive, ma intendiamo anche prevenire il disagio dei ragazzi nelle sue varie forme con particolare riferimento al fenomeno delle nuove dipendenze che riguardano le giovani generazioni».

La Conferenza Stato- Città ed Autonomie locali ha rinviato, oggi pomeriggio, il termine per l’approvazione dei Bilanci di previsione al 31 ottobre 2020. Il provvedimento era stato sollecitato da ANCI e UPI, su espressa richiesta del presidente di ANCI Sicilia,  Leoluca Orlando.

“Esprimiamo il nostro apprezzamento per la decisione del Governo di prorogare il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione al 31 ottobre 2020. Ci auguriamo che adesso, anche con l’intervento della Regione siciliana, si possano dare certezze sui trasferimenti ai comuni e tra questi in particolare sui 300 milioni del fondo perequativo che può consentire una riduzione dei tributi in favore degli operatori economici dell’Isola”.

“La concessione di una proroga per l’approvazione dei bilanci di previsione  è la conferma del riconoscimento di un’esigenza specifica degli Enti locali del Sud Italia, che necessitano  di norme  differenziate anche al fine di favorire una rigenerazione amministrativa”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“I Comuni  vivono una  condizione che, anche a causa dei limiti della capacità amministrativa e fiscale dei territori e di specifici fattori quali l’efficienza del sistema di riscossione dei tributi e della gestione integrata dei rifiuti, la difficile applicazione delle norme in materia di fiscalità locale e la ridotta capacità assunzionale,  ha determinato, con il protrarsi degli anni, una vera e propria “crisi” del sistema delle Autonomie locali”.

“Disporre di un ulteriore intervallo temporale per assicurare il rispetto dei principi contabili che sovrintendono alla determinazione delle tariffe -conclude il presidente dell’ANCI Sicilia – potrà servire certamente ad assicurare la riduzione o l’esenzione dei tributi locali dovuti alle tante imprese, messe in ginocchio dai gravi effetti  economici scaturiti dalla pandemia da Covid-19, ma deve rappresentare solo l’avvio di un fruttuoso confronto con il Governo nazionale per sollecitare l’approvazione di  una normativa differenziata che sostenga gli Enti locali del Sud Italia in un percorso di riforme organizzative e in termini di sviluppo dei territori”.

Si chiude la prima tranche di settembre del Festival con numeri sopra le aspettative: sono stati 24 mila gli ingressi nella prima fase del festival in otto città, novemila soltanto nell’ultimo weekend, colpito dal maltempo come il fine settimana di avvio; ovunque pubblico attento, disciplinato, che ha osservato le norme anti-contagio; ma ha anche preferito i luoghi all’aperto, le passeggiate (ovunque sold out) e le visite fuori porta che hanno condotto alla scoperta di borghi dimenticati.  A conteggi quasi completati – ma mancano ancora gli ultimi siti – Bagheria, al debutto nel Festival, si conferma la città più frequentata: ha superato le seimila presenze, tallonata da vicino da Trapani che tocca i 5300 visitatori. Mazara del Vallo, un’altra new entry, ha proceduto testa a testa con Marsala: entrambe circa 2900 visite.

“Siamo molto contenti, il pubblico si è rivelato attentissimo alle norme, rispettoso dei siti ma anche degli altri visitatori e delle guide – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus -. Abbiamo conciliato sicurezza e gioia della scoperta, convinti come siamo che in momenti difficili come questi bisogna ‘abbracciare’ e riscoprire i nostri tesori culturali. Ci prepariamo con una forza ritrovata alle prossime settimane, convinti che la bellezza, la sinergia e la collaborazione siano sempre il giusto punto di partenza”.

Il Festival, che ha UniCredit come main sponsor – si appresta alla seconda fase: sabato scenderanno in campo Palermo, con un programma straordinario, con il pubblico che sta già prenotando e alcune esperienze già sold out; poi Catania che ha arricchito il suo bouquet con visite teatralizzate, eventi e passeggiate alla scoperta del patrimonio immateriale dei dintorni; Ragusa e Scicli che condurranno tra conventi, cappelle, palazzi nobiliari e cave dimenticate, Noto che scopre il suo barocco più autentico, Sciacca che aprirà i suoi laboratori tradizionali. E dal 10 ottobre, si aggiunge Monreale con percorsi inediti al di là del celeberrimo complesso monumentale del Duomo.

Performance ottime, comunque, in tutte e otto le città: Naro – che ha partecipato soltanto per un weekend – ha accolto ben 540 visitatori. Messina ha messo insieme 2700 presenze e ha condotto nei borghi nei dintorni della città; Caltanissetta 1990 appassionati, soprattutto nei percorsi di scoperta delle miniere, e Sambuca di Sicilia 1650. Ed eccoci ai siti preferiti, ogni città ha i suoi, seppure con ingressi contingentati e a piccoli gruppi, attenti alle misure di sicurezza: le residenze nobiliari di Bagheria hanno affascinato, il pubblico ha visitato con attenzione Villa Cattolica con la collezione del Museo Guttuso, Palazzo Butera con i saloni affrescati dal Borremans e Villa Ramacca, di solito chiusa al pubblico se non in caso di eventi. A Trapani i numeri hanno premiato alcuni siti per tutti e tre i weekend: Villa Aula è stata la vera sorpresa di questa edizione, superata soltanto da Palazzo Milo nell’ultimo weekend. Grande successo dei luoghi del mare: i visitatori si sono riversati alla Torre di Ligny, hanno raggiunto la Torre della Colombaia (quando il maltempo lo ha permesso) e la Tonnara Bonagia con il suo museo.

Marsala successo di gran parte delle esperienze allo Stagnone – per aria, per terra e per mare – in centro i visitatori hanno premiato Palazzo VII aprile con la sua terrazza mozzafiato, i percorsi ipogeici di Santa Maria della Grotta e la visita tra le botti centenarie delle Cantine Pellegrino, ma è stata molto visitata anche la chiesa a cielo aperto di san Giovannello, aggiunta proprio in questo ultimo weekend in cui molti siti hanno aperto in notturna.  A Mazara del Vallo è stata preferita sopra tuttela straordinaria chiesa di San Francesco appena riaperta è una bellissima scoperta, ma i mazaresi hanno amato anche quel “gioiello del popolo” che è il Teatro Garibaldi, e partecipato alle visite guidate alla Cattedrale.

Messina il pubblico ha seguito la suggestione del festival, e ha raggiunto il Villaggio fantasma di Massa San Nicola, una vera scoperta anche per gli stessi messinesi; poi il sempre tanto amato Forte San Salvatore affacciato sullo Stretto e gli eleganti ambienti di Villa Cianciafara. Caltanissetta ha aperto la chiesa di San Sebastiano e ha condotto alla scoperta della cripta con gli antichi colatoi; ma sono piaciuti molto anche il Palazzo del Carmine con il “teatro meccanico” Regina Margherita, e la chiesa di santa Maria degli Angeli, l’antica cappella del castello di Pietrarossa costruito sulla roccia. E ha replicato le passeggiate sul percorso delle miniere, sold out in poche ore.

Il borgo di Sambuca ha visto i visitatori tra i reperti archeologici di Palazzo Panitteri, o sottoterra, nelle antiche purrere, e tra le sculture tessili Clavel che hanno proceduto di pari passo con il minuscolo e delizioso Teatro L’Idea. Infine Naro, un weekend soltanto ma scoppiettante, con il pubblico equamente diviso tra il Castello Chiaramontano che sorveglia dall’alto la città medievale, la chiesa di Santa Caterina con le tracce degli affreschi di Cecco da Naro, e la chiesa di San Francesco con gli stupefacenti armadi intagliati della sacrestia.

“La Regione Siciliana sembra intenzionata a puntare solo sui concorsi, rimpolpando peraltro uffici che non ne avrebbero bisogno, ma dimentica migliaia di lavoratori che da anni garantiscono i servizi svolgendo anche mansioni superiori. Un comportamento inaccettabile”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal.
“Ieri è stato avviato il confronto tra la Funzione pubblica e le organizzazioni sindacali – spiegano Badagliacca e Lo Curto – Assumere altri 1135 unità nei servizi per il lavoro, che si sommano ai 1750 operatori attuali, appare sproporzionato visto che in tutta Italia sono 7.900. Dai 277 posti previsti nei centri per l’impiego sono invece esclusi gli interni, mentre non c’è traccia nè della riclassificazione, nè delle progressioni verticali. Un atteggiamento mortificante per il personale, che invece meriterebbe ben altro trattamento”.