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“Il ritorno di Bulla nell’Udc non modifica il rapporto del nostro partito all’interno della coalizione. Di fatto abbiamo sempre considerato Bulla uno di noi e atteso il suo rientro come un dato assolutamente certo e consolidato dalla costanza dei rapporti amicali e politici. L’Udc è stato il primo partito che ha indicato Musumeci alla presidenza della Regione e siamo saldamente ancorati al progetto riformista che il governo regionale sta portando avanti grazie anche all’impegno ed all’efficacia dei nostri assessori Turano e Pierobon. Se rimpasto dovesse esserci, sbaglia chi pensa alla logica dei numeri e dei rapporti di forza. Sono certa, per come conosco l’uomo e il politico, che Musumeci, forte dei suoi valori e principi inossidabili, non è soggetto che si lascia tirar la giacca, nè tantomeno un presidente che ceda a diktat”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Si tratta di un sostegno per quelle persone che andranno in ferie nei prossimi mesi. Si parla di una cifra che spazia da 150 a 500 euro, riservata nuclei familiari con un Isee non superiore ai 35000 euro, da utilizzare in strutture ricettive in Italia.

La norma è prevista nella bozze della manovra finanziaria da 55 miliardi di euro che dovrebbe essere approvata nei prossimi giorni.

Ecco cosa prevede la bozza del decreto legge: “Per il periodo d’imposta 2020 viene riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive. Il credito è utilizzabile, dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, da un solo componente per nucleo familiare nella misura di 500 euro per ogni nucleo familiare. La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona“.

Il bonus vacanze dovrebbe essere riconosciuto a quei nuclei familiari con un reddito Isee inferiore ai 35000 euro per il pagamento di servizi offerti da imprese turistico ricettive.

– 150 euro per una sola persona.

– 300 euro per nuclei familiari di due persone.

– 500 euro per nuclei familiari di tre o più persone.

“La crisi determinata dal blocco delle attività a causa del coronavirus ha messo in ginocchio anche  il settore produttivo della viticoltura, che da sempre rappresenta uno dei prodotti di Eccellenza dell’agricoltura siciliana. Servono iniziative di sostegno sia per la produzione che per la commecializzazione al fine di contrastare anche la forte concorrenza dei paesi asiatici e del Nord America”.
Lo afferma il deputato regionale di Forza Italia e componente della Commissione Parlamentare Attività Produttive, on. Mario Caputo, che nei giorni scorsi ha incontrato alcuni produttori e titolari di cantine del territorio.
“La mancata partecipazione al Vinitaly di Verona  – aggiunge il Parlamentare – ha privato i nostri produttori di una vetrina internazionale che ha sempre consentito la promozione e commercializzazione dei vini siciliani, senza costi eccessivi di pubblicità. Situazione aggravata dalla crisi della grande distribuzione organizzata e dalla chiusura di ristoranti ed enoteche. Le aziende hanno vino invenduti in eccesso e sarà difficile venderlo senza un adeguato sostegno da parte del Governo Regionale, con interventi a fondo perduto”.
“Penso all’azzeramento per tutto il 2021 dei contributi previdenziali in favore di aziende, produttori e consorzi vitivinicoli. Oltre che – conclude il Deputato – interventi da parte degli Assessorati alle Attività produttive e Agricoltura, per finanziare la presenza dei nostri produttori a titolo gratuito, in tutte le fiere internazionali. Penso anche ai contributi per la distribuzione e la promozione pubblicitaria: soltanto in questo modo potremo consentire la ripresa e il rilancio del vino siciliano”.

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Cottone e Chiara Gulotta, marito e moglie, rispettivamente amministratore di fatto della sala giochi in via Cavour a Palermo President Gaming Hall e rappresentante legale, accusati di peculato e abusiva attività finanziaria ed indagati anche per il reato di riciclaggio.
Cottone è anche proprietario del Marsala Calcio. L’operazione “Washing Hall” è stata coordinata dalla Procura di Palermo. E’ stato disposto dal giudice anche il sequestro di beni e disponibilità finanziarie di un milione di euro relativo al debito complessivo con l’erario maturato nell’arco di 4 anni, nonché della sala giochi. Secondo quanto accertato dai finanzieri marito e moglie si sarebbero appropriati degli importi dovuti per legge su tutte le giocate effettuate e quelli previsti dal canone di concessione, non versando i soldi alla concessionaria dello Stato. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, videoriprese e controlli patrimoniali. All’interno della sala giochi si svolgeva, secondo i finanzieri, un’attività abusiva finanziaria. I titolari concedevano dei ticket validi per giocare dietro la consegna di assegni bancari postdatati e in alcuni casi senza la data di emissione. (ANSA).

“Cordaro dice che nessuna sanatoria potrà vedere la luce col governo Musumeci? Bene, siamo felici, ma allora lui e tutto l’esecutivo regionale mettano subito la retromarcia e cassino l’articolo 18 del disegno di legge governativo sull’edilizia che, per quanto ne possano dire, è un condono a tutti gli effetti e quindi da cancellare, senza se e senza ma”.
Il deputati 5stelle della Commisione Ambiente  dell’Ars Giampiero Trizzino, Valentina Palmeri, Stefania Campo e Nuccio Di Paola, rispondono così all’assessore regionale all’Ambiente  che ieri ha negato l’esistenza di un condono per le zone con inedificabilità relativa nascosto tra le pieghe del disegno di legge governativo, che ieri i quattro deputati hanno denunciato pubblicamente.
“La cosa assurda – sostiene Trizzino – è che Cordaro nega non solo il tentativo di sanatoria nelle zone a inedificabilità relativa, ma, da quanto apprendiamo dalle sue dichiarazioni, nega anche l’esistenza stessa della inedificabilità relativa, cosa che ci lascia a dir poco interdetti. Stupisce e non poco, infatti, che non ricordi l’istituto disciplinato dall’articolo 32 della Legge 47/1985. In ogni caso, qualora fosse stato colpito da amnesia, siamo pronti ad aiutarlo: l’inedificabilità è relativa in tutti quei casi in cui sia condizionata da un parere dell’autorità preposta alla tutela di un vincolo. Sia esso idrogeologico, archeologico, paesaggistico e così via”.
“Quanto poi – prosegue Trizzino – alle presunte sentenze delle Sezioni riunite del CGA che Cordaro porta a sostegno delle sue tesi, viene quasi da sorridere, perché in verità l’atto a cui fa riferimento è un semplice parere del CGA (e non una sentenza, come afferma lui), che in quanto tale ha natura meramente amministrativa e non giurisdizionale. Dunque neanche una sentenza. Di contro invece, esistono fiumi di sentenze (vere, non pareri) che dicono l’opposto”.
“In pratica  – spiega Palmeri – si vorrebbe estendere la sanatoria del terzo condono edilizio del 2003 anche per quelle domande relative ad immobili costruiti in aree vincolate. Fatto, tra l’altro, palesemente incostituzionale perché andrebbe ad incidere anche sul regime sanzionatorio penale”.
” La verità – sostengono  i quattro deputati  – è che con questa manovra di basso livello non si fa altro che allargare la maglia degli abusi condonabili anche a quelli commessi in aree vincolate, come ad esempio nelle zone sottoposte a vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici”.
 “Alla faccia – concludono – della sicurezza e della tutela del territorio. Questo è lo scempio che si vorrebbe consumare con la firma del governo Musumeci. Peccato per loro che ce ne siamo accorti. E ora faremo le barricate per fare carta straccia di questa norma”.

Sono stati segnalati in particolare problemi interpretativi in ordine all’art.10 dell’Ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n.18 del 30.4.2020.

“L’Ordinanza – rileva la Protezione civile – recita “È autorizzato nelle superiori giornate domenicali il servizio di consegna a domicilio e di asporto dei prodotti alimentari e affini”.

Ciò significa che nelle giornate domenicali tutti gli esercizi commerciali che praticano servizio a domicilio o di asporto sono autorizzati ad essere aperti per poter fornire il suddetto servizio. Ne consegue che bar, pasticcerie, ristoranti, ed esercizi similari che vendono prodotti alimentari o affini quali: prodotti da forno, rosticceria, cibi cotti, pasticceria e similari possono garantire il servizio evitando gli assembramenti e garantendo il rispetto delle distanze interpersonali. Le persone che vorranno fruire del servizio dovranno, comunque, indossare le mascherine quando in fila per l’asporto. Per la suddetta ammessa finalità ne consegue che è possibile l’eventuale spostamento da fuori comune.

Inoltre, a ulteriore chiarimento della circolare 14 dell’8 maggio si precisa che l’Art.7 del Decreto Legge 9 marzo 2020, n.14 prevede che le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettera h), del decreto-legge 23 febbraio 2020, n.6, non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali che vengono sottoposti a sorveglianza.

I medesimi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per COVID-19. Si significa, pertanto, che tutti gli appartenenti alle Forze Armate, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco o operatori che svolgono servizi essenziali che sono sottoposti a sorveglianza non devono sottostare a isolamento fiduciario all’ingresso in Sicilia, anche in caso di licenza, se sono

sottoposti a sorveglianza sanitaria. In caso contrario, dovranno sottoporsi alle disposizioni previste dall’art.11 dell’Ordinanza n.18 del 30 aprile 2020 del Presidente della Regione Siciliana”.

Rosalba Cimino, portavoce in parlamento del Movimento 5 Stelle, accende i riflettori sui ritardi della Regione Sicilia nella lavorazione delle pratiche necessarie all’erogazione della Cig in deroga. La deputata alla Camera, insieme ad altri parlamentari siciliani ha depositato sul tema un’interrogazione a Montecitorio con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto sta accadendo sull’isola. A sottoscrivere l’atto, nel dettaglio, il deputato Andrea Giarrizzo, primo firmatario, Angela Raffa, Dedalo Pignatone, Roberta Alaimo, Antonella Papiro, Valentina D’orso, Caterina Licatini, Eugenio Saitta, Azzurra Cancelleri, Simona Suriano, Giuseppe Chiazzese, Vita Martinciglio e Paolo Ficara. «Questi ritardi sono inaccettabili – dicono i deputati firmatari dell’interrogazione- in un momento di crisi come questo, la politica avrebbe dovuto lavorare ancora più duramente, tenendo in considerazione le necessità urgenti di questi lavoratori e delle loro famiglie. Così, adesso, chiediamo al Ministero del Lavoro di intervenire al fine di capire quali motivazioni sottendono tali ritardi. Per accorciare i tempi – continuano – si poteva pensare di trasferire il personale, dedicando alla gestione delle pratiche anche il personale degli altri dipartimenti, visti i 13 mila dipendenti in capo alla stessa Regione. In piena pandemia – concludono i 5 stelle – oltre al danno, si è aggiunta anche la beffa, con migliaia di lavoratori siciliani penalizzati a causa di ritardi imputabili solo alla Regione e costretti a subire tempi di attesa più lunghi per beneficiare degli aiuti messi a disposizione dal decreto Cura Italia».

“E’ necessario dare risposte concrete e immediate ai 140mila siciliani che,  a  causa dello stop alle loro attività, attendono la cassa integrazione in deroga e chiediamo al Governo della Regione l’adozione di provvedimenti straordinari finalizzati a ridurre il ritardo causato  dal cattivo funzionamento del sistema informatico regionale, che, come ha dichiarato lo stesso presidente Musumeci nella conferenza stampa di ieri, ha rallentato notevolmente le procedure per l’invio dei dati all’INPS che avrebbe già dovuto procedere con l’accreditamento delle somme dovute”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Uno dei principali obiettivi del ‘Cura Italia’ – continua il presidente Orlando- è stato quello di dare aiuti immediati a lavoratori e famiglie in crisi a causa dell’emergenza coronavirus e la tempestività nell’erogazione della cassa integrazione è, oggi più che mai, determinante per garantire la sopravvivenza di moltissime aziende a rischio chiusura definitiva. Si intervenga quindi con tutte le iniziative necessarie a superare lo stallo e a dare certezze ai lavoratori e alle loro famiglie”.

 

 

 

“Vogliamo sperare che a giugno, se si apre il passaggio da una Regione all’altra, si possa attivare un minimo di turismo. Se supereremo questo limite di blocco, in Sicilia saremo felici di ricevere chi proviene dalle altre regioni d’Italia, certo non possiamo pensare a un turismo straniero: ovviamente chi arriverà nell’isola si dovrà sottoporre alla misurazione della temperatura, dovrà mostrare l’autocertificazione e dovrà rispettare tutte le misure di sicurezza”.

Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a RadioUno. “Al governo chiediamo linee generali all’interno delle quali i governatori, che concordano tutti sulla necessità di riaprire, si possono muovere in base alle esigenze dei territori”.

“Un contributo a fondo perduto a sostegno delle imprese  colpite dagli effetti devastanti della pandemia”.

A chiederlo,  in una lettera indirizzata  al presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, e  ai sindaci, è la CNA, che si fa carico del dramma economico che stanno vivendo le attività produttive, fortemente penalizzate dalla chiusura forzata nell’ambito del contenimento per la diffusione del contagio. “Anche agli enti locali, in una fase straordinaria come quella che stiamo attraversando, – spiegano i vertici regionali  della Confederazione –  chiediamo uno sforzo, un segnale di vicinanza e di sostegno verso il tessuto produttivo, che rappresenta per  ciascuna  comunità il vero motore.  E non possiamo correre il rischio che, in mancanza di carburante, non riaccenda più. E oggi il carburante  si chiama  liquidità, ma non quella stanziata sotto forma di prestito, che si traduce in ulteriore debito per le imprese. Quello che serve  per ripartire è  un rifornimento rapido e senza costi: né attuali e né futuri.  Gli artigiani e i commercianti, ormai al collasso dopo quasi due mesi e mezzo di incassi  zero, costi solo rinviati e ristoro con il contagocce,  attendono risposte non convenzionali che una burocrazia elefantiaca ostacola, impendendo di fatto anche alle inadeguate  misure economiche, messe in campo dai Governi, nazionale regionale, di arrivare velocemente a destinazione.  In questa ottica, riteniamo che i Comuni, nonostante le loro difficoltà di bilanci, possano e debbano contribuire per scongiurare il rischio di una crisi irreversibile. Come? Considerato che  la Cassa Depositi e Prestiti  prima e gli Istituti Bancari dopo hanno sospeso  per un anno il pagamento  della quota capitale dei mutui contratti dagli enti locali – concludono il presidente Battiato e il segretario Giglione  –  i Comuni potranno destinare il risparmio di spesa ottenuto,  a beneficio delle imprese locali che, a causa dell’emergenza  sanitaria, hanno riportato perdite di fatturato”.