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DL Agosto: tasse a rate, sanatorie spiagge e fiscalità di vantaggio per il Sud.
Alcune misure come la proroga degli ammortizzatori sociali, la moratoria sui mutui così come gli sgravi contributivi vanno nella direzione giusta in favore delle imprese.
La crisi è profonda, lontana l’effettiva ripresa per questo motivo per sostenere settori a rischio chiusura nel settore terziario e turismo
Rilanciare i consumi come i bonus non previsti nel decreto, rafforzare i contributi a fondo perduto ed estendere le moratorie fiscali gli interventi necessari.
Lo dichiara Francesco Picarella Presidente Confcommercio Sicilia.

“Ridicolo che chi appartiene ad un partito che fino a poco tempo fa si chiamava LEGA NORD ora faccia la morale su questione sud e Sicilia. A Candiani ricordo che era il suo “capitano” a dire che al sud i terroni puzzano!

Per non parlare del presidente Musumeci, dovremmo prendere esempio da come ha gestito lui l’emergenza? Per esempio nominando un commissario poi arrestato per corruzione? Difficile pensare che lui e il suo fedelissimo assessore alla sanità Razza non conoscono la situazione delle strutture sanitarie siciliane, sicuramente tutte collassate se non si fosse anticipatamente deciso di chiudere tutto anche in Sicilia.

Oppure vogliamo parlare della lentezza con cui la regione ha trasmesso i dati per la cassa integrazione che migliaia di siciliani hanno ricevuto dopo lunghissime settimane di attesa?

Come la più brutta copia del cazzaro verde, i suoi due adepti, hanno perso l’ennesima occasione per tacere, il primo perché del sud gli interessa solo il consenso elettorale, lo stesso che il secondo ha avuto la faccia tosta di tradire, con la continua politica partitica e mai per il bene dei siciliani”.

Lo dichiara il vice ministro alle Infrastrutture on. Giancarlo Cancelleri.

E’ una interrogazione proposta dal Movimento 5Stelle , primo firmatario l’on. Giovanni Di Caro e rivolta all’Assemblea Regionale Siciliana. Ecco il testo:
“Premesso che:
il Presidente della Regione Siciliana ha recentemente dichiarato che “occorre potenziare l’attività di controllo sul territorio siciliano per garantire il rispetto della legge, eliminando le odiose sacche di lavoro nero o malpagato e tutte quelle irresponsabili omissioni che attengono alla sicurezza di chi opera nelle grandi aziende, ma anche nei piccoli esercizi commerciali”;
lo scorso giugno il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, aveva fatto notare, a proposito di Cassa integrazione che “stiamo sovvenzionando anche aziende che potrebbero ripartire, magari al 50%, e grazie agli aiuti di Stato preferiscono non farlo”;
l’allarme, in realtà, lo aveva lanciato il sindacato degli edili Fillea-Cgil, già il 30 marzo facendo notare che “l’informativa ai sindacati come atto interno senza obbligo di comunicazione all’Istituto potrebbe rappresentare l’inizio di una pratica furbesca che vedrà centinaia di aziende di fatto scavalcare gli obblighi di legge”;
secondo i dati forniti dall’Inps, le imprese che ad oggi hanno beneficiato impropriamente della cassa integrazione, durante l’emergenza covid sono 2.600;
un’audizione presso l’ufficio parlamentare di bilancio, lo scorso 28 luglio, ha mostrato una realtà finora intuita ma non ancora rivelata. Oltre un quarto delle imprese beneficiarie della cassa integrazione “da Covid” non ne aveva bisogno e, seppur a norma di legge, ha usufruito di una misura indebita. “Oltre un quarto delle ore è stato tirato da imprese che non hanno subito alcuna riduzione di fatturato” è l’analisi dell’Upb, che però non ha fatto una stima dei costi complessivi;
Considerato che:
cassa integrazione, fondi bilaterali e cassa in deroga sono state richieste finora da circa 553 mila imprese. Le ore effettivamente “tirate”, cioè realmente utilizzate, sono 536 milioni e, secondo i dati aggiornati al 13 luglio 2020 (relative ai mesi di febbraio, marzo, aprile e, parzialmente, di maggio per quanto riguarda gli anticipi delle aziende) hanno prodotto una spesa di 10 miliardi e 90 milioni di cui 5,728 miliardi corrisposti direttamente dall’IINPS e 4,362 anticipati dalle aziende;
la percentuale di ore utilizzate per Covid, ma senza cali di fatturato, è del 27% quindi, conferma l’Inps, si può quantificare in 2,7 miliardi l’ammontare di spesa che si sarebbe potuta risparmiare in presenza di un comportamento corretto;
l’emergenza ha consentito una elargizione della Cig con causale Covid-19 senza alcuna verifica, senza relazioni tecniche o accordi sindacali. L’estensione alle imprese con meno di 5 dipendenti ha reso ancora più ampia la platea e meno agevoli i controlli;
le risorse umane e strumentali della Regione Siciliana consentono di poter operare attraverso delle verifiche ex-post e individuare chi ha utilizzato illegittimamente lo strumento della cassa integrazione “da covid-19”.
Ritenuto che:
è già in fase di progettazione, in raccordo con l’Ispettorato nazionale del lavoro, il portale regionale delle attività ispettive che, oltre a rappresentare una preziosa banca dati, consentirà di informatizzare l’intero processo, monitorando costantemente i procedimenti avviati;
è in fase di studio anche la possibilità di destinare una percentuale delle somme incassate con le sanzioni comminate durante l’anno, al potenziamento delle azioni ispettive attraverso l’acquisto di specifici hardware o software finalizzati a potenziare i controlli.
  Tutto ciò premesso, considerato e ritenuto,
per sapere:
quali iniziative stia intraprendendo, l’assessore in indirizzo, per l’individuazione di attività illecite legate all’utilizzo indebito della cassa integrazione ordinaria, fondi bilaterali e cassa integrazione in deroga”.

“Non passa giorno senza che Musumeci polemizzi con il Governo nazionale. Evidentemente da quando il suo visir leghista in preda ai sondaggi e ai fumi del Papeete ha deciso di togliersi la responsabilità di governare, il presidente della Sicilia camuffa la sua incapacità attaccando tutto e tutti. Oggi oggetto della contesa è niente meno che il Comitato Tecnico Scientifico che ha supportato il governo nella difficile fase della pandemia. Peccato però che il gravissimo pasticcio sui dati siciliani sui contagiati del Covid porti la firma del suo pupillo Razza”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle che rispondono così alle polemiche sollevate dal presidente della Regione Siciliana Musumeci in merito al Comitato Tecnico Scientifico del governo Conte. “ I siciliani – spiegano il capogruppo Giorgio Pasqua e i deputati della Commissione Salute all’Ars Francesco Cappello, Antonio De Luca e Salvatore Siragusa – sono ancora in attesa di conoscere, come in un solo giorno, il giugno 2020, il numero dei contagiati, come riportato da open data Sicilia e da fonti giornalistiche, sia potuto passare da 805 positivi a 150. Dati trasmessi puntualmente ed erroneamente, dalla Regione siciliana, all’ISS e al Ministero della salute. Non si comprende con quale faccia Musumeci, continui a tuonare contro il governo nazionale. Il DASOE in Sicilia ha dimostrato, durante la fase dell’emergenza Covid, di non essere capace di fare semplici operazioni aritmetiche come l’addizione e la sottrazione. Addivenendo al riallineamento dei dati solo per espressa richiesta del governo nazionale e pure non abbiamo sentito una sola parola da parte di Musumeci contro i vertici del DASOE stesso, né abbiamo assistito alle dimissioni dei propri vertici”.
Ancora una volta – sottolineano i deputati Ars – il governatore con le proprie dichiarazioni dimostra tutta la propria abilità nel gioco del rimpallo delle proprie responsabilità. No, non siamo su scherzi a parte, siamo in Sicilia e siamo governati da uno che non sa usare nemmeno il pallottoliere” – concludono.

“Appezziamo gli interventi in materia di sostegno al settore turistico contenuti nel Decreto Legge agosto per il turismo e la cultura, anche in considerazione del fatto che in Sicilia il turismo  è un settore strategico”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Si tratta  di contributi a fondo perduto da destinare ad attività commerciali, taxi e NCC  di cui fruiranno 5 città d’arte capoluogo di provincia della Sicilia e che , sono certo – aggiunge Orlando -daranno linfa nuova alle  aziende nell’ambito dell’accoglienza turistica, alle guide turistiche, alle agenzie di viaggio  e ai lavoratori del settore teatrale che hanno sofferto particolarmente la crisi economica post covid”.

“L’ambito turistico è uno dei settori forti dell’economia siciliana – conclude Orlando – e attraverso mirate azioni di rilancio dovrà continuare ad essere strategico per il rilancio dell’economia e per lo sviluppo dei territori”.

“Mentre Razza & Musumeci vanno in giro in elicottero a spese dei siciliani, i cittadini sono costretti ad attese da terzo mondo prima di accedere alle strutture ospedaliere.
I cittadini della provincia di Agrigento, prevalentemente gli utenti delle strutture e farmacie ospedaliere di Agrigento e Canicattì lamentano da diverso tempo una gestione delle attese indegna per un Paese civile. Segnalano attese non gestite o gestite malissimo. Gli utenti, quindi, si arrangiando spontaneamente aspettando il loro turno tra le erbacce e gli insetti. Spesso sotto il sole, in piedi e privi di un minimo sostegno che renda l’attesa meno difficoltosa.
Oggi, ho depositato un atto ispettivo per sapere se l’assessore Razza e il presidente Musumeci intendano assicurare, a carico del SSR, una gestione delle attese, presso le strutture ospedaliere della provincia di Agrigento, degna di un Paese civile o se intendano lasciare tutto al libero arbitrio dei cittadini costretti ad attese tipiche del cosiddetto terzo mondo.
Meno giri in elicottero e più servizi per i cittadini!”
Lo dichiara il deputato regionale 5Stelle on. Giovanni Di Caro.

Un “no” alla chiusura automatica di spiagge e foreste in caso di allerta meteo gialla in Sicilia. L’Ars, infatti, ha approvato un ordine del giorno di Attiva Sicilia per rivedere le Linee guida in materia di fruizione delle aree a pericolosità che ricadono su spiagge, boschi demaniali, parchi e riserve naturali adottate dall’Autorità di Bacino lo scorso 3 luglio.

L’ordine del giorno, proposto dalla deputata Valentina Palmeri, impegna al ritiro di queste Linee guida che, fra le varie criticità, prevedono l’automatica interdizione di spiagge, demani forestali, parchi e riserve naturali in Sicilia in caso di allerta meteo anche gialla, misura eccessiva non prevista in nessuna attività civile. Non si vuole far correre gravi rischi a nessuno e per questo va tenuto conto della normativa in materia di protezione civile che assegna i compiti di monitoraggio al Dipartimento Regionale e quelli di interdizione ai sindaci, ed escludono il demanio idrico e le altre aree a pericolosità.

L’ordine del giorno è stato presentato anche in considerazione delle osservazioni provenienti da molti operatori del settore e adesso le Linee guide verranno elaborate sentiti tutti i soggetti interessati, ed approvati in sede collegiale dell’Autorità di Bacino, cioè sottoponendole alla Conferenza Operativa ed al Comitato Istituzionale.

Il Coronavirus fa registrare altri 27 nuovi casi in Sicilia. Secondo il bollettino del ministero della Salute aggiornato alle 17 di oggi nelle ultime 24 ore sono stati accertati altri 27 nuovi casi. Questa la divisione per province. A Ragusa la situazione peggiore con 16 nuovi positivi, seguono Catania con 6 e Messina con 3. Poi un caso rispettivamente a Palermo e Caltanissetta. Zero nuovi casi a Enna, Agrigento, Trapani e Siracusa. I ricoverati con sintomi sono 37 ed è fermo a 4 il numero dei pazienti in Terapia Intensiva (per un totale di 41 persone in ospedale). Aumenta il numero delle persone in isolamento domiciliare, ieri 301 e oggi 328. Il totale delle persone attualmente positive arriva a 369. Dall’inizio della pandemia i deceduti sono 284 e i casi totali 3.396. Sono stati eseguiti complessivamente 291.872 tamponi (2.412 in 24 ore), per un totale di 226.979 casi testati.

“Saranno i numeri che ci diranno se dobbiamo chiudere di nuovo tutto”. Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci, oggi a Caltanissetta, in merito all’aumento dei contagi da coronavirus in Sicilia .

“Ho lanciato un appello 15 giorni fa – ha aggiunto – mi pare che questo appello non sia stato raccolto e quindi non escludo che ci possano essere misure ulteriormente restrittive”. Il governatore ha poi aggiunto che nel frattempo sono stati chiusi alcuni esercizi commerciali, ed altri verranno chiusi perché i gestori non impongono ai propri clienti il rispetto delle norme di prevenzione e di cautela.

“Rinnovo l’appello a tutti – ha concluso Musumeci – per poterci godere questa estate in relax ma con qualche piccolo sacrificio. La mascherina, il distanziamento, mantenere un metro di distanza, penso che sia il minimo per evitare di fare concorrenza alle Regioni del Nord in termini di coronavirus”.

Ieri il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Giancarlo Cancelleri, dopo avere preso parte al Tavolo permanente che si è tenuto a Enna, si è spostato ad Agrigento per partecipare al Tavolo permanente che ha istituito mesi addietro con il cartello sociale, coordinato dalla prefetta, Maria Rita Cocciufa, guidato da don Mario e composto dai sindaci della provincia e dai sindacati, con l’obbiettivo di dare maggiore spinta ai lavori in corso e in programma su tutto il territorio agrigentino.

Un incontro, quello che si è svolto in Prefettura ad Agrigento, esclusivamente operativo e che ha visto la costituzione di quattro distinti gruppi di lavoro: ZONA EST – Comune capofila Licata e composto dai comuni di Campobello di Licata, Camastra, Grotte, Palma di Montechiaro, Recalmuto, Naro, Canicattì, Castrofilippo e Ravanusa; ZONA NORD – Comune capofila Cammarata e composto dai comuni di San Giovanni Gemini, Casteltermini, Alessandria della Rocca, Cianciana, Santo Stefano Quisquina, Bivona e San Biagio Platani; ZONA CENTRO – Comune capofila Agrigento di cui fanno parte Aragona, Siculiana, Favara, Comitini, Raffadali, Realmonte, Joppolo Giancaxio, Sant’Angelo, Porto Empedocle, Santa Elisabetta; ZONA OVEST – Comune capofila Sciacca e composto da Lucca Sicula, Santa Margherita di Belice, Montevago, Montallegro, Burgio, Caltabellotta, Villafranca Sicula, Menfi, Sambuca di Sicilia, Ribera, Cattolica Eraclea e Calamonaci.

Subito dopo la costituzione dei quattro gruppi di lavoro – ZONA EST, ZONA NORD, ZONA CENTRO e ZONA OVEST – i rappresentanti delle amministrazioni locali si sono subito messi all’opera per definire le criticità infrastrutturali e le priorità da affrontare a breve a medio e a lungo periodo.

“Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è un metodo innovativo che vede il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio agrigentino – ha commentato il vice ministro Cancelleri a margine dell’incontro. Una collaborazione che servirà a dare maggiore impulso ai lavori in corso e a programmare direttamente con i territori interessati i lavori necessari e urgenti, nonché a definire una pianificazione infrastrutturale strategica in armonia con le varie esigenze dei singoli comuni”.

Parlando dei lavori in corso di realizzazione, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Conte ha dichiarato: “c’è ancora un bel po’ di lavoro da fare sia sulla Agrigento-Caltanissetta che sulla Agrigento-Palermo, dove ci sono dei cantieri aperti, ma sottodimensionati rispetto al lavoro che vorrei venisse effettuato. Queste sono opere di importanza primaria – ha continuato Cancelleri – e pretendo che i lavori procedano con intensità e regolarità. Non è né serio né corretto che i soldi che lo Stato (perciò i cittadini), tramite l’Anas, sta investendo per queste opere vengano gestiti dal general contractor in questo modo. Oggi ho parlato con l’Amministratore delegato di Anas, domani verrà formalizzata alla Cmc la proposta di una perizia di variante – ha aggiunto il Vice Ministro del Mit – ora basta, o dentro o fuori. Se la Cmc accetterà la proposta bene, in tal caso continuerà i lavori, diversamente – ha concluso Cancelleri – procederemo spediti alla rescissione del contratto e, con il Dl semplificazione, andremo ad affidare ad altra impresa la prosecuzione dei lavori”.