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“In questi mesi sono stato in silenzio rispetto alle vicende sanitarie che hanno coinvolto la nostra Asp di Caltanissetta. Ho sperato di sbagliarmi, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la visita di ‘partito’ all’Hub di Gela dell’assessore alla salute Ruggero Razza di qualche giorno fa, camuffata da incontro istituzionale, senza avere invitato la deputazione regionale e le Istituzioni locali. Una totale mancanza di rispetto, condita dalla presenza del direttore generale dell’Asp, l’ing. Caltagirone, il candidato alle prossime elezioni regionali di Diventerà bellissima, l’on. Pino Federico e il segretario provinciale del Partito, Paolino Mattina. Anche l’incontro con i medici di base per la sensibilizzazione ai vaccini ha seguito lo stesso copione, con l’aggravante che oltre alla deputazione non erano presenti neanche i responsabili dell’hub e dei centri sanitari.  Non nascondo la mia amarezza nei confronti di Ruggero Razza.  Mi chiedo inoltre perché questo direttore generale dell’Asp territoriale si comporta con tanta arroganza. Dove crede di essere, a casa sua? Chiedo pertanto al Presidente Musumeci, di rimuovere questo direttore per evidente inadeguatezza nell’interpretare il ruolo e per l’incapacità amministrativa e gestionale. In un periodo di estrema crisi non si può condurre un’azienda con autoreferenzialità, serve condivisione.  Non accetto inoltre che su tale emergenza, qualcuno pensi a imbastire la propria campagna elettorale, con stucchevoli spot di partito. La gente non è stupida”. Lo afferma in una nota il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso.   

“L’attuale conduzione dell’Asp nissena – continua il Parlamentare – ruota intorno all’improvvisazione, con apparizioni part-time e con l’assenza di una forte azione di governo. Gli ospedali sono al collasso, i reparti sono accorpati per via della soppressione alcune unità e c’è carenza di personale sanitario. Laddove i reparti sono attivi, c’è il caos: gli ospedali Hub di Caltanissetta e spoke di Gela, sono stati depotenziati, così come sono stati ridotti al lumicino gli ospedali di comunità creando confusione e campanilismi tra dipendenti, sindacati e cittadini. Per non parlare della rete sanitaria distrettuale. Penso a Mussomeli, Mazzarino, Butera e Serradifalco, in cui mancano medici, infermieri e i malati cronici o con gravi patologie non possono beneficiare di controlli o specifiche terapie, in alcuni casi salvavita. Questi territori sono letteralmente abbandonati”. 

“La Sanità nissena ha bisogno d’altro – conclude Mancuso. Merita professionisti di valore che alimentano un clima di serenità, impegnati nel raggiungimento di obiettivi. Con al timone Caltagirone, noto con delusione che ogni giorno, dal Sant’elia di Caltanissetta al Vittorio Emanuele di Gela si assiste a continue dimissioni di validi e apprezzati professionisti. Per tamponare l’emorragia si affidano incarichi provvisori mediante un ufficio risorse umane lumaca, che con intollerabile lentezza crea disservizi a scapito dei pazienti. Tutto ciò è indecente perché si antepongono i propri interessi a quelli della collettività. Occorre raddrizzare la rotta prima dell’inevitabile deriva”.  

«Senza l’apporto dei prefetti tutto sarebbe stato più difficile in Sicilia in questo anno e mezzo di pandemia. Lo sanno anche le pietre. Ora, però, serve uno sforzo maggiore: una sorveglianza delle Forze dell’ordine più diffusa ed efficace, che scoraggi gli indisciplinati e alimenti fiducia nelle persone responsabili. Avverto in giro un pericoloso calo di attenzione. È una fase delicata quella che viviamo in questi giorni: se aumentano i contagi, ma non i vaccini, la Sicilia rischia di tornare presto a chiudere. E non possiamo permetterci questo ulteriore sacrificio. Il presidente della Regione ha il compito di adottare le ordinanze, ma farle rispettare spetta al ministro dell’Interno tramite i prefetti. Se tutte le Istituzioni faremo rete la nostra Isola riuscirà a vincere anche questa terribile prova».
Lo scrive il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in una nota inviata ai nove prefetti dell’Isola.

A Palermo i finanzieri del Comando provinciale hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 41 anni appena sbarcato dalla nave di linea proveniente da Napoli, sorpreso in possesso di 2 chili e 260 grammi di cocaina nascosti sotto il sedile dentro la sua automobile, un’Alfa Romeo 147, e fiutati da un cane antidroga. Lui, S A sono le iniziali del nome, è un palermitano residente ad Arezzo già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. E’ recluso nel carcere Antonio Lorusso-Pagliarelli di Palermo.

“Desidero congratularmi con gli imprenditori Michela e Marco Daparo, Sofia Gianpiccolo e Rosalba Rosano che con caparbietà hanno portato avanti la loro battaglia contro la burocrazia, riuscendo finalmente dopo nove lunghissimi anni, ad inaugurare il loro stabilimento balneare nella provincia di Ragusa. La richiesta di concessione per la costruzione di questo lido era stata fatta nel 2012 e come spesso accade, i lavori sono stati bloccati dalla Sovrintendenza. Gli imprenditori hanno quindi ritenuto opportuno rivolgersi al TAR, il quale ha accettato i ricorsi presentati, evidenziando che i lavori erano stati sospesi senza valide giustificazioni.
La burocrazia colpisce ancora! Ostacola gli sforzi profusi dagli imprenditori siciliani e impedisce la crescita e lo sviluppo economico di questa terra. A Michela, Marco, Sofia e Rosalba faccio il mio più grande in bocca al lupo e li ringrazio per non aver ceduto davanti a niente e nessuno”.

Questo il commento del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che plaude per la battaglia vinta dagli imprenditori che non hanno ceduto davanti agli stop imposti dalla burocrazia.

 “La memoria è ciò che caratterizza un popolo e ne racconta la storia. Nell’anniversario dell’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, il monito è di non dimenticare e di contrastare sempre, in tutte le forme e modi, la violenza della mafia. Soltanto in questo modo, si può dar voce a quella Sicilia che non vuole cessare di combattere per affermare gli ideali di giustizia, equità e legalità. È una questione culturale, è la scelta principale, quella che ti fa decidere da che parte stare”.

A sottolinearlo è l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identitá siciliana, Alberto Samonà (Lega) in occasione del 39mo anniversario del barbaro assassinio di via Isidoro Carini, a Palermo.

Ad oggi, ancora, non vi è alcuna traccia dell’atto aziendale dell’Arnas Civico di Palermo, le linee guida tracciate dall’Assessorato alla salute risalgono a due anni fa e questo ritardo è assolutamente ingiustificabile.

Sono le parole del Vice presidente della Commissione sanità On. Carmelo Pullara.

L’atto aziendale – spiega Pullara- disegna l’organizzazione e le articolazioni di governo dell’Azienda sanitaria e i suoi rapporti con gli Enti locali, la Regione, le rappresentanze dei cittadini; la sua mancanza, nella fattispecie, inevitabilmente, provoca un rallentamento delle attività ospedaliere in essere presso il Civico di Palermo. Parliamo dell’azienda ospedaliera più grande dell’isola, la seconda, in ordine di grandezza, del meridione da Roma in giù, dopo il Cardarelli di Napoli.  La Sicilia non può permettersi di rimanere spettatore di fronte alla paralisi del più importante polo sanitario della regione mettendo a repentaglio l’offerta sanitaria e la salute dei cittadini.

A tal proposito  – conclude Pullara -ho richiesto la convocazione urgente  di un’audizione presso la Commissione sanità dell’Assessore alla salute e del direttore Generale del Civico di Cristina Benfratelli, affinché si chiariscano i motivi di questo notevole ritardo e per capire da cosa dipende tale grave disfunzione e se proviene da una non consona gestione aziendale ovvero di sistema.

La Regione ha finalmente deliberato tutti i pagamenti alle imprese per commesse di lavori pubblici e forniture. Su espressa domanda di Ance Sicilia, è questa la risposta fornita dal capo della struttura tecnica dell’assessorato al Bilancio, Vincenzo Cusumano (oggi a margine della presentazione del Defr alle parti sociali), avendone avuto conferma dal Ragioniere generale.

Per arrivare a questo risultato, però, la Regione ha accumulato sette mesi di ritardo, fra approvazione del bilancio 2021 e riaccertamento dei residui passivi, con gravi danni alle imprese creditrici già alle prese con la crisi economica provocata dalla pandemia.

Ritardi nei pagamenti che le imprese hanno già subito negli ultimi tre anni, da quando, cioè, l’applicazione del decreto legislativo 118 del 2011 ha creato problemi nella formulazione dei bilanci pubblici e nel riaccertamento dei residui passivi. Intoppi per i quali non è ancora stata trovata una soluzione radicale.

Per questo Ance Sicilia oggi ha fatto appello al governo regionale e a tutte le forze politiche affinché tale situazione non si ripeta anche nel 2022.

Ma Ance Sicilia teme che si arrivi già in ritardo alle prossime scadenze. Ad oggi manca ancora la programmazione regionale dei fondi Ue 2021/2027, che avrebbe dovuto essere pronta questo mese anche per prevederne nel Defr le ricadute economiche e inserirne nel bilancio 2022 le quote di cofinanziamento regionale.

Ed infatti l’amministrazione oggi ha annunciato che la Nota di aggiornamento al Defr sarà pronta entro fine ottobre. Ance Sicilia, quindi, auspica che la Regione riesca a depositare puntualmente i documenti contabili all’Ars entro metà ottobre, affinché il Parlamento regionale li approvi entro il prossimo 31 dicembre.

Sul riaccertamento dei residui passivi, poi, l’amministrazione ha spiegato che quest’anno ha provato ad applicare il software utilizzato da anni dalla Regione Lombardia, ma che pure questo programma ha presentato problemi, per cui se ne sta sviluppando uno nuovo, la cui sperimentazione dovrebbe partire il prossimo anno: ben venga il nuovo sistema, se porterà alla puntualità dei pagamenti, ma forse, se tutto ciò si fosse fatto prima, oggi si avrebbe già la soluzione.

Buone notizie, invece, sul fronte del rafforzamento della capacità amministrativa della Regione: l’assessorato ha spiegato che è in corso l’assunzione di 300 unità di personale per coprire i vuoti d’organico e che i dipartimenti Bilancio e Finanze e l’Arit stanno perseguendo iniziative congiunte con l’obiettivo di digitalizzare e semplificare i processi amministrativi.

Questa, ha osservato Ance Sicilia, è una innovazione dei sistemi interni, mentre serve anche una vera semplificazione del rapporto fra P.a. e cittadini, che consenta alle imprese di ricevere subito un “sì” o un “no”, senza nulla togliere all’azione di controllo e verifica, ma prevedendo automatismi che sottraggano spazi alla discrezionalità, alla libera interpretazione e ai tempi da “smart working” dei burocrati.

“I vigili del fuoco: «un anno massacrante e le risorse umane rimangono esigue»
Turni massacranti quest’anno, carenza d’organico colmata con un aumento dei turni di lavoro prima con raddoppio turni, poi con il 25% in più del personale, ed infine con il 10%… il tutto per colmare l’enorme carenza di personale in tutta la Sicilia che, di fatto, questa estate ha messo in evidenza com’è necessario rivedere le piante organiche regionali, anche riclassificando le sedi.

Questa è l’ennesima denuncia , ieri mattina, vedendo un articolo che faceva riferimento ad un incendio auto all’interno di una galleria ” dove prima facevamo presidio per il rischio elevato, solo il caso ha scongiurato la tragedia. Vigili del fuoco arrivati dopo, ma la ditta privata, assegnatrice dell’appalto, era assente! Si, proprio assente! Per noi, così il rischio diventa elevatissimo, così com’è stato quest’estate con l’invenzione di sostituire, NOI, con i droni!!!! Risultato? Fallimento Totale! Ora magari cercheranno il capro espiatorio, classico!
A tal proposito, i soldini che il Cas, deve ai vigili del fuoco, dove sono finiti? Abbiamo prestato un servizio, la nostra opera deve essere remunerata! Siamo stanchi di rischiare e prendere mosche! La nostra Vita, vale di più di una Passarella politica! Abbiamo chiesto per l’ennesima volta di aumentare gli organici in Sicilia, di aumentare il nucleo sommozzatori di Catania e quello nelle Isole Eolie! Non possiamo aspettare il prossimo evento, per la prossima medaglia di cartone!
Senza Inail, senza riconoscimento delle malattie professionali, quali mesotelioma pleurico, rischio infarto e una copertura assicurativa
scadente che ti porta a sborsare soldini di tasca se ti fai male! Una previdenza che, porterà l’80% dei vigili del fuoco, ad una pensione da fame!
Vogliamo essere solo rispettati, non vogliamo stipendi da parlamentari, vogliamo stipendi dà vigili del fuoco che rischiano e non si tirano mai indietro, compreso il covid-19 che sta colpendo duramente il corpo!”

Così Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale Usb vigili del fuoco Sicilia.

“Il provvedimento del Presidente del TAR Catania che ha sospeso il calendario venatorio da oggi al 2 ottobre è un risultato importante che segna la sconfitta della scelta del Governo Musumeci di ignorare gli appelli venuti da più parti per il rinvio della caccia e di ignorare il buon senso e dare un po’ di respiro al territorio ed alla fauna siciliani, martoriati da incendi e siccità. E’ anche la conferma che alcune delle specie inserite nel calendario non possono in alcun modo essere cacciate, in alcun periodo, come giustamente era stato segnalato dalle associazioni e da interventi parlamentari.”

Lo dichiara Valentina Palmeri, deputata regionale dei Verdi, che sull’argomento ha anche sottoscritto, con altri deputati del M5S e da Claudio Fava, un “invito a provvedere” rivolto all’Assessore e al Direttore dello sviluppo rurale e territoriale. “Ci aspettiamo che oggi stesso – prosegue Palmeri – senza atteggiamenti e comportamenti dilatori se non illegittimi, il Governo, per mano dell’Assessorato competente, notifichi a tutti gli organi ed enti interessati l’avvenuta sospensione, visto che per altro il Decreto del Presidente Savasta è pubblicato sul sito della Giustizia
Amministrativa ed è immediatamente esecutivo.”

Per la deputata dei Verdi “siamo di fronte ad un provvedimento dell’autorità giudiziaria che non può essere né ignorato né disatteso e chi lo facesse si renderebbe autore di ben più gravi e perseguibili comportamenti.”

A Palermo nel carcere minorile “Malaspina” si è scatenata una rivolta ed è stato anche appiccato il fuoco in alcune celle. In proposito interviene il segretario della Uil Pa, Gioacchino Veneziano, che afferma: “Da tempo assistiamo giornalmente ad attacchi verso la Polizia Penitenziaria. Al carcere minorile di Palermo si sono vissute ore drammatiche che potevano avere gravi risvolti per l’ordine e la sicurezza. La struttura di via Cilea è stata quasi resa inagibile, ma anche in questo gravissimo caso di violenza continuativa, anche in piena pandemia, il coraggio e la professionalità della Polizia Penitenziaria hanno fatto la differenza, registrando comunque la presenza continua in tutte le fasi della rivolta, sia del Comandante della Polizia Penitenziaria Francesco Cerami, che del Direttore Clara Pangaro”.