Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 44)

Anche per i cittadini della provincia di Agrigento è disponibile “Poste”, l’innovativo Assistente digitale di Poste Italiane che consente, fra le tante funzioni, di richiedere il saldo e la lista movimenti o bloccare la propria carta o ancora richiedere il duplicato del PIN.

L’Assistente Digitale “Poste”, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 inclusi i festivi, è un’intelligenza artificiale rappresentata da un “faccino” giallo-blu in grado di indirizzare le esigenze dei 124mila possessori di carta PostePay della provincia di Agrigento.

Sui siti poste.it e postepay.it, è possibile chiedere il supporto dell’Assistente Digitale “Poste”, che su questi spazi si presenta come un chatbot pronto a conversare con chi cerca informazioni o soluzioni ai problemi. Per richiamare “Poste” è sufficiente cliccare sull’apposito “oblò” in basso a destra nelle pagine. Contattando l’800.00.33.22 e selezionando il tasto dedicato ai servizi Postepay, inoltre, è comunque possibile interagire con l’Assistente Digitale “Poste” per trovare una soluzione al problema del cliente.

Nei casi in cui l’Assistente digitale non sia in grado di trovare la soluzione, provvederà automaticamente a mettere in contatto il cliente con un operatore.

Nell’attuale fase di grande interesse per lo sviluppo e le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, Poste Italiane è particolarmente attenta ad integrare modelli di Intelligenza Artificiale basati sulla collaborazione virtuosa uomo-macchina capace di semplificare, rendere ancora più efficace e proiettare nel futuro la relazione con tutti i cittadini.

“Una legge che mancava in Sicilia e che siamo certi sarà accolta con grande piacere da tantissime famiglie, che a causa del gioco d’azzardo e delle macchinette mangiasoldi si sono sfasciate o ridotte sul lastrico. È una grande vittoria per il Movimento, che storicamente è stato impegnato nel contrasto al gioco d’azzardo e alle patologie che ne derivano. Siamo lieti che su questo importante tema ci sia stata unanime condivisione di tutte le altre forze politiche, prima in commissione Salute e poi in aula”.

 È questo il commento dei deputati dl M5S all’Ars, componenti della commissione Salute, Antonio De Luca, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello e Salvatore Siragusa, all’approvazione della legge, basata sul testo base del M5S, per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo”.

 “Con questa legge, che aveva depositato il nostro collega Cancelleri – dice De Luca, che è stato relatore in aula del testo assieme alla deputata La Rocca Ruvolo – mettiamo a segno uno dei punti del nostro programma. I numeri del gioco d’azzardo in Sicilia sono impietosi, non potevamo stare ad osservare senza fare qualcosa. Nel 2016 le macchinette hanno bruciato nell’isola qualcosa come 854 milioni di euro, mentre nel 2019 si sono giocati in Sicilia 4,5 miliardi di euro in tutti i tipi di gioco, tranne quelli on line”.

 La nuova legge mette un freno alla dislocazione arbitraria delle macchinette mangiasoldi nell’isola e prevede sanzioni per chi non si atterrà alle nuove normative.

“Nei Comuni con più di 50 mila abitanti – spiega De Luca – queste macchinette non potranno trovarsi ad una distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili, come strutture sanitarie e ospedaliere, scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, centri di aggregazione giovanile, compresi gli impianti sportivi, caserme, centri di aggregazione di anziani, cimiteri e camere mortuarie. Nei Comuni con meno di 50 mila abitanti la distanza dai luoghi sensibili scende a 300 metri”.

Per i trasgressori sono previste sanzioni da 2.000 a 10.000 euro, che salgono fino a 50 mila euro in caso di reiterazione della trasgressione.

 “Le preoccupazioni manifestate dai rappresentanti territoriali sulla Statale 640 Agrigento-Caltanissetta restano al livello di guardia ed ecco perché, per il prossimo 14 ottobre, abbiamo convocato a Palermo l’amministratore delegato e direttore generale di Anas Massimo Simonini e i vertici di Cmc. Intendiamo richiamare tutti gli attori di questa complessa vertenza alle proprie responsabilità, fermo restando che per il Governo Musumeci la soluzione sempre sul tavolo è la rescissione del contratto con Cmc”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a proposito dei lavori di ammodernamento della Ss 640 “Strada degli scrittori” Agrigento-Caltanissetta.

“Per quanto riguarda invece l’A19 Palermo-Catania – prosegue l’esponente del Governo regionale – abbiamo già raccolto le puntuali sollecitazioni del comparto edile e dei deputati di “Attiva Sicilia” sui lavori a rilento che interessano i viadotti nell’Ennese. A breve convocheremo un incontro tecnico con le imprese e Anas per approfondire lo stato dell’arte e rimediare ai ritardi, nell’interesse dell’utenza della Palermo-Catania”.
 
Info: 3294239242 (fra. va)

Il concorso Straordinario Scuola fissato con prove calendarizzate a partire dal 22 ottobre 2020 dev’essere rinviato. Non è ammissibile né tantomeno costituzionale non consentire lo svolgimento a tutti quei docenti che si trovano in zone rosse o posti in quarantena“. Lo dichiara il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara per il quale ” buonsenso vorrebbe che il concorso in questione venga rinviato visto anche il crescente numero di casi Covid-19 in Sicilia.” Lercara chiama in causa il Ministro dell’istruzione Azzolina, il Presidente della Regione Nello Musumeci e l’USR Sicilia invitandoli ad attivarsi in questa direzione.

Tramite la segreteria regionale- conclude- abbiamo inoltrato in data odierna una diffida ad espletare le procedure inerenti il concorso. Speriamo che l’USR Sicilia ed i Rettori riflettano sulle reali priorità dell’intera classe docente Siciliana.”

Pippo Gianni ha vinto al Cga la “battaglia” contro Pippo Gennuso per il seggio all’Ars, una vicenda che risale alla precedente legislatura che si è conclusa nel 2017. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso presentato dall’ex deputato regionale assistito dagli avvocati Michele Cimino, Massimiliano Mangano, Valentina Castellucci.
Un ricorso contro l’ufficio elettorale del collegio di Siracusa per chiedere l’annullamento delle operazioni di voto in otto sezioni di Pachino e Rosolini e la revocazione di tre sentenze del Cga. Tutto parte da un ricorso presentato al Tar nel quale si contestava la validità del risultato elettorale per alcuni irregolarità che avrebbero favorito Gianni ai danni di Gennuso. Il Tar aveva dichiarato il ricorso inammissibile.
A questo punto il contenzioso si inserisce nella vicenda che ha visto coinvolto il presidente del Cga Raffaele De Lipsis che ha patteggiato una pena a due anni e sei mesi di reclusione (sospesa), e interdizioni dai pubblici uffici e ha versato la somma di 25 mila euro a titolo di risarcimento del danno. L’accusa era di corruzione. La sentenza è diventata irrevocabile il 14 settembre del 2019.
Alla luce di quelle vicende i giudici del Cga presieduti da Rosanna De Nictolis, estensore Sara Raffaella Molinaro, hanno revocato le sentenze del Cga del 2014 e dichiarato nulle la consultazione che aveva ribaltato l’esito delle elezioni, dichiarando nulla l’elezione di Gennuso ripristinando quelle di Pippo Gianni, al quale non sono state riconosciute le indennità relative al periodo nel quale non ha potuto esercitare il mandato.
Il Cga ha quindi revocato la sentenza emessa dal Giudice Raffaele De Lipsis e ha restituito il seggio ingiustamente strappato a Pippo Gianni. “Sono stati anni di esilio quelli che ho vissuto lontano da queste aule dove il mio collegio elettorale aveva voluto che esercitassi funzioni politiche; funzioni che, nonostante gli incresciosi fatti ormai acclarati, con mia grande soddisfazione, le ho comunque potute svolgere come sindaco di Priolo Gargallo, simbolo della mia provincia, Siracusa”. Lo afferma Pippo Gianni, che aggiunge. “Ma, l’onore della fascia tricolore non ha potuto lenire il dolore per una ingiustizia che ha rasentato gli eccessi del sopruso. Finalmente giustizia è stata fatta; in realtà questo è stato il primo passo. Tengo a precisare che non è la giustizia per Pippo Gianni, ma la giustizia per il popolo siciliano! Un’esperienza amara, non posso nasconderlo, ma anche formativa: perché ho potuto toccare con mano quello che Leonardo Sciascia, parlando della macchina delle leggi, chiamava “Ingranaggio”, traendo nondimeno insegnamento per conoscere maggiormente le dinamiche di una Regione la cui certezza può essere minata anche da una indebita pretesa individuale. Ma non solo: ho potuto riaffermare la mia fiducia nella giustizia, anche grazie ai miei eccellenti avvocati, cui mi sento obbligato, e reintegrare così la pienezza della mia condotta e della mia coscienza di uomo e di politico. Emulando un mio antico progenitore, re Gelone di Siracusa, sarei tentato di dire che l’estate ha perso in questi anni la sua primavera, ma peccherei di Hybris, di tracotanza, perciò mi piace oggi riconoscermi più in Timoleonte, che dai siracusani fu amatissimo per quanto fece come sindaco ante litteram, più che per le sue gloriose gesta contro i Cartaginesi combattuti in tutta la Sicilia. Mi sia permesso almeno di esprimere insieme alla gioia anche l’amarezza per ciò che non è stato, non meno di una speranza e di una promessa: che non si abbiano più casi come il mio e che non mi risparmierò nel mio futuro impegno politico”, conclude Gianni.
“La sentenza di revocazione n. 866/2020 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, che ha revocato le sentenze nn. 46/2014, 47/2014 e 394/2014, rappresenta un unicum nei suoi contenuti” – commentano gli avvocati Michele Cimino, Massimiliano Mangano e Valentina Castellucci.
“Anzitutto è la prima sentenza di revocazione per dolo del giudice nel panorama della Giustizia Amministrativa, seppur non sia la prima volta che le cronache raccontano di giudici corrotti. Tuttavia, ci dispiace notare come questa vicenda sia passata come una battaglia tra Pippo Gianni e Pippo Gennuso.
In realtà è una battaglia che abbiamo sposato con Pippo Gianni per risarcire quella giustizia violata, che ha messo in discussione lo Statuto Siciliano, e che dunque ha leso profondamente il principio democratico, ribaltando il volere del popolo, nonché il principio di separazione dei poteri!
Ci è dispiaciuto trovarci da soli in questa battaglia di giustizia, pensavamo che l’Assemblea Regionale Siciliana, lesa più di ogni altra persona o istituzione da questa vicenda, intervenisse attivamente, con un ricorso incidentale, per far cessare anche indebite percezioni economiche. Anche se, siamo certi, e su ciò vigileremo, che la stessa Assemblea adesso si attivi per recuperare tutto quel denaro che, ad esempio, si è speso inutilmente per la rinnovazione delle elezioni, oggi pagato dai cittadini siciliani. Il risultato del giudizio non era scontato”

“Si valuti la possibilità di sospendere il Click day e convocare con urgenza le parti”. È questo il contenuto di un ordine del giorno presentato all’Ars dal M5S assieme al Pd per impegnare in questo senso il governo.

 “È giusto rivedere un progetto – dice il capogruppo M5S Giorgio Pasqua – che ha fatto, come ampiamente previsto, acqua da tutte le parti. In Sicilia chi sbaglia non paga mai, ci saremmo aspettati le dimissioni di Turano, di Armao, o di Falgares, invece nulla. È come se non fosse accaduto niente, il clic day si è trasformato in crac day, con enormi danni alle imprese e all’immagine della Sicilia. Chi ha fatto il progetto, chi lo ha collaudato ora se ne paghi le conseguenze”

“Perché e chi ha deciso – chiede inoltre Pasqua – di esternalizzare il click day con aggravio di costi, quando avevamo a disposizione Sicilia digitale che negli ultimi 2 anni ha gestito 18 click day senza nessun problema?”

Al via l’assegnazione agli Enti locali di 855 milioni di euro per il finanziamento di interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole secondarie di secondo grado. Il decreto già firmato dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è stato controfirmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Gli Enti Locali, nella giornata di domani, riceveranno la comunicazione con gli importi disponibili per gli interventi. In tutto sono 104 gli Enti finanziati con questo stanziamento.

Gli Enti Locali dovranno presentare al Ministero dell’Istruzione, entro il prossimo 17 novembre, gli elenchi degli interventi da finanziare, indicandone anche l’ordine di priorità (nei limiti delle risorse disponibili). Potranno farlo tramite un applicativo accessibile dalla pagina dedicata del portale dell’edilizia scolastica del Ministero (https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/fin-province-citta-metropolitane.shtml). Per accompagnarli nella predisposizione della documentazione, il Ministero dell’Istruzione ha previsto una serie di webinar a partire da lunedì 12 ottobre.

Alla provincia di Agrigento sono stati destinati circa 9 milioni di euro.

“Siamo grati all’Agenzia nazionale per i beni confiscati per aver raccolto la nostra preoccupazione, prorogando al 15 dicembre i termini del bando per l’assegnazione diretta in Sicilia degli immobili confiscati”.
Così il presidente della Commissione antimafia siciliana Claudio Fava che due giorni fa aveva scritto al direttore dell’Agenzia e al Ministro dell’interno per segnalare “lo stato in cui versano molti dei beni messi a bando: condizioni spesso fatiscenti con edifici tuttora abusivi o privi di abitabilità, beni a volte sconosciuti agli stessi coadiutori giudiziari che ne hanno la responsabilità e, soprattutto, immobili ancora occupati abusivamente da familiari e congiunti dei boss mafiosi a cui sono stati confiscati”.
“Abbiamo ricevuto questa mattina riscontro e risposta alla nostra sollecitazione da parte dell’Agenzia che si è impegnata a completare le operazioni di sgombero degli immobili tuttora occupati e ad estendere al 30 novembre il termine ultimo per lo svolgimento dei sopralluoghi, inizialmente fissato il 20 ottobre. Quaranta giorni in più che serviranno, è nostro auspicio, a mettere il bando nazionale dell’Agenzia nella condizione di centrare l’obiettivo: assegnare ad associazioni no profit immobili e terreni confiscati a cosa nostra, evitando il loro definitivo deperimento”.

Quello del Bonus Sicilia è un fallimento annunciato. Non c’è solo il crash tecnico di ieri, infatti, ma imprese escluse in modo arbitrario, troppi adempimenti e un metodo, quello del click-day, profondamente sbagliato perché subordina la sopravvivenza di un’azienda a un colpo di fortuna. Riproporre a domani il click-day sarebbe doppiamente grave. Adesso, come presidente nazionale di Confimprenditori, chiedo un incontro urgente con le istituzioni al fine di modificare interamente il bando e mettere a disposizione delle imprese un reale aiuto economico piuttosto che un aggravio di adempimenti. Siamo ancora in tempo.

“Esprimiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro ai  sindaci riconfermati e neo eletti, in queste ore, in Sicilia per l’impegnativo lavoro che li attende al governo delle proprie città”. Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia.

“Nelle  complesse vicende che segnano l’attività amministrativa all’interno dei comuni siciliani- continuano Orlando e Alvano – troveranno sempre, da parte di ANCI Sicilia,  sostegno e  disponibilità a lavorare per obiettivi condivisi”.