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“Sono certa di interpretare un sentimento condiviso nel movimento #diventeràbellissima esprimendo soddisfazione per l’assoluzione dell’ex Presidente Raffaele Lombardo, un politico di spessore, un amico. Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla sua estraneità alle contestazioni fattagli, oggi trova giustizia, certo dopo dieci anni di sofferenze per lui e per la sua famiglia.”

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino di Diventerà Bellissima dopo l’assoluzione dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Vincenzo Provenzano sottolinea: «Rischiamo a una catastrofe, qui all’ospedale di Partinico non ci sono più posti, arrivano da ogni parte».

«Serve immediatamente un lockdown tra 15 e 20 giorni. Chiudiamo tutto, altrimenti rischiamo a una catastrofe». Vincenzo Provenzano  direttore dell’unità operativa Medicina e diabetologia e direttore medico del Covid Hospital di Partinico lancia un appello. Davanti all’impennata dei contagi trainata dalla nuova variante Omicron fuori dal nosocomio è stata montata la notte scorsa una tensostruttura.

«Qui abbiamo dovuto aprire un altro piano, non ci sono più posti. Stiamo riempiendo tutto, arrivano da ogni parte”, dice Provenzano, aggiungendo: «Sono l’80 per cento i non vaccinati, il restante 20 per cento è formato da vaccinati con seconda dose da più di quattro mesi ma con patologie pregresse. Questa variante per chi non è vaccinato è pericolosissima. Chi dice il contrario non ha mai lavorato in un reparto Covid».

Inoltre, aggiunge: «Continuare a ripetere che la variante Omicron è poco più di un raffreddore è un errore . Non è affatto meno virulenta. Lo è nei soggetti vaccinati con terza dose, che rischiano, però, di essere, in quanto paucisintomatici, vettori del contagio, rendendo praticamente impossibile la tracciabilità». In chi non è vaccinato la malattia è “devastante”, anche tra i giovani. «Non si tratta più solo di un’infezione respiratoria, ma di una patologia multiorgano- avverte Provenzano- Chi non è protetto dal vaccino si infetta in maniera grave. Abbiamo avuto, persino, il caso di un giovane di 30 anni che ha rischiato di morire per un’occlusione».

Oltre ai contagi c’è anche il problema dei sanitari positivi. Medici e infermieri che si trovano in isolamento a casa. «Un’emergenza altrettanto grave- conclude Provenzano- Tanti continuano a infettarsi, con una simile velocità di contagio mi chiedo chi rimarrà a curare i pazienti in corsia? Chiudiamo tutto, per almeno due settimane, per scongiurare una catastrofe».

Grazie a 25mila euro di restituzioni provenienti dagli stipendi dei deputati regionali del Movimento 5 Stelle, è stato restituito al pubblico il celebre museo “Tommaso Campailla” a Modica, con l’adeguamento degli impianti tecnologici e un innovativo allestimento degli spazi espositivi, secondo il progetto curato dall’agenzia Zero. La deputata regionale 5 Stelle, Stefania Campo, presidente dell’associazione Movimento 5 Stelle Sicilia, commenta: “Riapriamo uno spazio espositivo di grande importanza storica, un gioiello che fonde medicina e cultura ed è tra i pochi musei del genere in Italia. Continuiamo in questo modo, orgogliosi di appartenere all’unica realtà politica che ha restituito ai siciliani, finora, oltre 6 milioni di euro per iniziative di pubblica utilità”.

Un vero e proprio dramma quello che attualmente si sta vicendo all’ospedale Cervello di Palermo a causa della mancanza di posti letto per i malti di Covid.
I posti, vista l’ondata impressionante di casi in Sicilia, sono finiti tutti. Non solo, a “sostituire” i posti letto dell’ospedale, durante la notte ed in queste ore, sono almeno una quindicina di ambulanze le quali, messe in fila, accolgono i malati che non trovano il posto in ospedale.
Nella notte, accanto il nosocomio, è stato realizzato un vero e proprio ospedale da campo per fronteggiare il numero elevato di ricoveri per covid, ma i posti a disposizione sono soltanto dieci. Tra l’altro anche il pronto soccorso è pieano fino a limite. Finite anche le barelle, ecco perchè le ambulanze, in queste ore, sopperiscono ai posti letto.
Si sta anche cercando di riconvertire il reparto di Ostetricia e Ginecologia affinchè si liberi qualche posto procurato dalle pazienti in uscita. I posti letto verranno trasformati pronti ad accettare i pazienti Covid.

L’ANCI Sicilia, in una nota inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci e all’assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale, Roberto Lagalla, chiede che  il rientro alle lezioni  per le scuole primarie, previsto per lunedì 10 gennaio,  torni in modalità D.A.D.  per scongiurare  un’ulteriore e   incontrollabile diffusione dei contagi.

“A seguito di un confronto con il Consiglio regionale della nostra Associazione abbiamo ritenuto necessario intervenire per sollecitare il Governo regionale a valutare la ripresa delle lezioni in D.A.D., in particolare nella  scuola primaria,  in quanto abbiamo registrato che una percentuale elevatissima di positivi è stata, nelle ultime due settimane, individuata tra i cittadini in età scolare e soprattutto tra i minori, non vaccinati, che frequentano la scuola primaria”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Temiamo, infatti, che  l’inevitabile “assembramento“, causa-effetto della ripresa scolastica e i ritardi nei tracciamenti e nelle verifiche dei tamponi a cura del sistema Asp – Uscas, a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di questi giorni,  possa favorire il rientro all’interno delle classi di soggetti potenzialmente positivi”.

“In considerazione del fatto, quindi,  che non viene previsto in campo nazionale l’obbligo vaccinale e  che l’elevata quantità di positivi tra gli alunni, unita al fatto che la variante “Omicron” sia poco sintomatica, potrebbe  provocare gravi ripercussioni nella trasmissione del contagio anche nei servizi di trasporto pubblico – conclude il presidente Orlando – riteniamo necessario che vengano prese tutte le precauzioni necessarie ad evitare ulteriori contagi assicurando la sicurezza sanitaria ai nostri cittadini”.

 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato delle onorificenze al merito della Repubblica a quattro medici palermitani, impegnati nell’emergenza covid dal marzo del 2020. Si tratta del direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, Aroldo Rizzo, che è cavaliere della Repubblica, assieme a Tiziana Maniscalchi, direttore del pronto soccorso Covid dell’ospedale Cervello e coordinatrice provinciale dei posti letto Covid. Poi Baldo Renda, direttore della terapia intensiva dell’ospedale Cervello, è commendatore della Repubblica. E Francesco Pitrolo, direttore dell’unità di cardiologia dell’ospedale Cervello, è cavaliere di gran croce al merito della Repubblica, ovvero la massima onorificenza.

Prosegue l’impegno del governo Musumeci nella lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa in Sicilia. Ammonta a 32 milioni e mezzo la dotazione del nuovo “Piano straordinario 2021-2023”, presentato stamattina in conferenza stampa a Palazzo Orlèans dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e dall’assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla, con il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Patrizia Agata Fasulo, e il dirigente generale del dipartimento Istruzione della Regione, Antonio Valenti. Alla conferenza hanno partecipato anche i rappresentanti di varie istituzioni scolastiche coinvolte. 

«Abbiamo speso circa 120 milioni di euro nella lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa  –  ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci – e stiamo lavorando per riproporre le iniziative che hanno consentito risultati significativi, come il tempo pieno per la scuola elementare, il recupero dei ritardi nell’apprendimento, laboratori formativi, tirocini e apprendistato. Partivamo da un tasso di dispersione scolastica del 24,3% e oggi siamo al 19,4%, un risultato veramente importante frutto di un lavoro di rete che ha funzionato. Questa drastica riduzione, però, non basta. Non siamo ancora soddisfatti né appagati. Vogliamo fare molto di più ed è per questo che già oggi abbiamo presentato il programma per il 2022».

«Il progetto – ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla – rilancia e valorizza le attività svolte negli ultimi anni per la povertà educativa, investendo nuove risorse per migliorare gli spazi abitativi della scuola, intesa come luogo di costruzione delle personalità e della cittadinanza. A giorni, inoltre, uscirà un nuovo bando sull’edilizia scolastica per completare il processo di riqualificazione degli edifici, con particolare attenzione a mense, palestre, biblioteca e altri luoghi di aggregazione degli studenti».

«I risultati presentati oggi dal dossier – ha aggiunto Patrizia Agata Fasulo, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – sono frutto di un lavoro sinergico fra l’Usr e la Regione Siciliana, che ha messo in atto una serie di azioni incisive orientate al benessere degli alunni contro la dispersione scolastica, con azioni concrete; per esempio, sul fronte del recupero degli alunni che non hanno terminato la terza media e di coloro che non sfruttano le competenze formative dopo il diploma, dell’incremento delle sezioni Primavera, nonché della formazione dei docenti».

L’azione, a carattere sperimentale, è finanziata con fondi di provenienza regionale e comunitaria. Nel dettaglio, 2,5 milioni di fondi regionali saranno impiegati per il Piano estate 2021-22; 10 milioni, a valere sul Poc Sicilia 2014/20, saranno destinati al recupero dei ritardi dell’apprendimento e al contrasto del fenomeno degli abbandoni nel periodo dell’obbligo scolastico; 20 milioni, provenienti dai Fondi Fesr 2014-2020, andranno alla riqualificazione degli spazi scolastici adibiti alla fruizione di attività scolastiche comuni. Sono 98 le scuole siciliane del primo e secondo ciclo che hanno già aderito alla manifestazione d’interesse e che otterranno i primi contributi del Piano, frutto del lavoro congiunto tra la Regione Siciliana, il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale. Le risorse per la prima annualità 2021/22 sono state assegnate rispettivamente a 66 scuole di primo ciclo e 32 istituti di secondo ciclo

La riapertura delle scuole in Sicilia, dopo la pausa delle festivita’ di fine anno, e’ fissata al 10 gennaio. Lo ha deciso, d’intesa con il presidente della Regione Nello Musumeci e con il Dasoe dell’assessorato alla Salute, l’assessorato all’Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana, in variazione a quanto previsto dal decreto assessoriale del 5 luglio 2021.

“Abbiamo preso questa decisione – spiega Lagalla – in seguito all’odierna riunione della Conferenza delle Regioni, in esito alla quale e’ emersa l’esigenza di acquisire uno specifico parere del Cts nazionale che, in relazione all’andamento della pandemia, sia in condizione di escludere una possibile ed eventuale ricaduta negativa sulla riapertura degli istituti scolastici. Alla luce dell’attuale quadro epidemiologico – aggiunge Lagalla – durante la riunione e’ stata fatta presente anche l’esigenza di una revisione delle procedure di tracciamento dei contatti scolastici, con particolare riferimento alle modalita’ di esecuzione dei controlli sanitari e di gestione delle quarantene.

La Regione Siciliana, nel condividere la posizione dei rappresentanti regionali e in attesa del parere richiesto al Cts, ha percio’ ritenuto di uniformare il proprio calendario didattico a quello delle altre regioni italiane”. Il provvedimento riguarda, in Sicilia, le scuole di ogni ordine e grado, i corsi di formazione professionale in obbligo scolastico e le Fondazioni Its.

“Un vero e proprio autogol quello del Sindaco Orlando, che vive ormai in un loop temporale da film di fantascienza. Vendere, anzi svendere le azioni della Gesap è un errore macroscopico. Un danno economico incalcolabile soprattutto adesso che, un’eventuale operazione di cessione di quote, il cui valore attuale è bassissimo rispetto al passato, darebbe il via ad una speculazione e ad un depauperamento aziendale dagli esisti imprevedibili”.

É quanto afferma il presidente di Unicoop Sicilia, Felice Coppolino che interviene sulla vicenda della vendita delle quote Gesap del Comune di Palermo e si associa all’appello del senatore di Italia Viva, Davide Faraone, del vice presidente di Gesap, Alessandro Albanese, e del presidente di Ance Palermo, Massimiliano Miconi che hanno manifestato la propria contrarietà.

“Condivido perfettamente quanto espresso da Davide Faraone, da Alessandro Albanese e da Massimiliano Miconi – ha aggiunto Coppolino – e mi interrogo sul perché di questa manovra, ponendomi soprattutto una domanda: A chi gioverebbe tutto questo?”.

“Sono assolutamente convinto che non possa e non debba essere questa la soluzione ai problemi finanziari che sta attraversando il Comune di Palermo. E il giravolta del primo cittadino di Palermo, che prima era nettamente contrario alla privatizzazione della Gesap adesso, invece, apre le porte a incerte operazioni imprenditoriali, solo forse per tentare di mettere altra polvere sotto i suoi tappeti”.

“Tutto questo – conclude Coppolino – è inaccettabile e Unicoop Sicilia sarà sempre e, comunque, a fianco dei lavoratori, se ce ne fosse bisogno, e di tutti coloro che si porranno con determinazione contro questa scelta sciagurata”.

È  Nuccio Di Paola il nuovo capogruppo del M5S all’Ars. Secondo la consueta turnazione interna al gruppo, è scattato con l’inizio del nuovo anno l’avvicendamento alla guida della pattuglia dei deputati 5stelle a Palazzo dei Normanni. Da ora in poi a coordinare i parlamentari M5S sarà  il deputato gelese, eletto all’unanimità, con la collaborazione di Jose Marano, eletta vicecapogruppo. Di Paola subentra a Giovanni Di Caro.
39 anni, insegnante, ingegnere informatico, sposato, un figlio, il nuovo capogruppo è stato eletto nel collegio di Caltanissetta. È al suo primo mandato. Dal 2 luglio del 2020 è componente della commissione Bilancio e dal 24 febbraio dello scorso anno della commissione speciale per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi. In precedenza ha fatto parte della commissione Cultura, Lavoro e Formazione e della commissione Ambiente.
“Ringrazio il collega Giovanni Di Caro– afferma Di Paola – per il suo preziosissimo lavoro in un anno difficilissimo per la Sicilia e per la nazione intera. Spero di essere alla sua altezza e soprattutto delle aspettative dei tantissimi siciliani che ci hanno dato mandato di fare opposizione costruttiva a questo governo che alla prova dei fatti è stato nettamente più deludente anche delle più pessimistiche previsioni e non è riuscito a fare le importanti riforme strombazzate in campagna elettorale e attese dalla Sicilia. A me tocca l’arduo e stimolante compito di portare il gruppo fino alle prossime elezioni che, lo spero per me, ma soprattutto per i siciliani, vedranno un sostanziale avvicendamento a Palazzo d’Orleans. Fino ad allora continueremo ad essere propositivi come sempre abbiamo fatto, votando sempre i provvedimenti nel merito e proponendo sempre azioni volte unicamente a fare il bene dei siciliani”.
“Ringrazio – dice Di Caro, passando il testimone al collega – tutti e 14 i colleghi che mi hanno dato l’onore e l’onere di guidare il gruppo più numeroso a Sala d’Ercole, un gruppo stupendo e sempre pronto a sacrificare ogni attimo del proprio tempo per onorare al meglio l’impegno assunto coi i siciliani al momento dell’insediamento e ancor prima in campagna elettorale. Pur dallo scomodo versante dell’opposizione, anche nell’anno appena archiviato abbiamo prodotto importanti norme e continuato, sempre in solitudine, nella restituzione di parte dei nostri stipendi, cosa che ci ha permesso di realizzare piccole ma importanti opere per i siciliani, ricordo, solo per fare qualche esempio, i murales di Trapani, le somme destinate ad incentivare i cammini di Sicilia, le borse di studio per gli atleti disabili e le somme destinate alle Asp e alla Protezione civile per la lotta al Covid. So di lasciare il gruppo in ottime mani, e sono certo che Nuccio saprà percorrere splendidamente e con competenza l’ultimo miglio che ci condurrà al rinnovo dell’Ars e all’elezione del nuovo presidente della Regione”.