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In riferimento al caso del pagamento dei funerali ai familiari delle vittime della strage di Ravanusa, il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, rassicura: “Il milione di euro già stanziato dal governo regionale potrà essere usato per coprire le spese dei funerali della tragica esplosione avvenuta a Ravanusa. A giorni i fondi saranno accreditati. Nel frattempo il sindaco è stato invitato ad anticipare le somme che saranno rifuse a stretto giro di posta. La presidenza della Regione Siciliana ha già disposto da diverse settimane, per il tramite del dipartimento della Protezione civile regionale, un contributo di un milione di euro a favore del Comune di Ravanusa, che si aggiunge al milione destinato dall’Assemblea regionale, su proposta della deputata locale Savarino, in sede di variazione di bilancio, prima di Natale. La risorsa è destinata alla copertura delle spese connesse all’emergenza conseguente la tragedia. Con tali fondi, che saranno accreditati nei prossimi giorni subito dopo le procedure contabili, è possibile far fronte anche alle spese per il funerale. Il Comune può quindi, se lo ritiene, procedere ad anticipare o assumere formale impegno con i creditori”.

La decisione della Pfizer di licenziare 130 lavoratori va contrastata con assoluta fermezza. Non solo non vengono reinvestiti in loco una parte degli enormi utili ricavati dalla vendita dei vaccini anti Covid, ma addirittura si procede nel programma di nuovi interventi a danno dei diritti dei lavoratori dipendenti. Il governo Draghi e la Giunta regionale hanno il dovere di intervenire immediatamente per trovare una soluzione che veda il potenziamento delle attività produttive dello stabilimento catanese. Invitiamo il sindacato a organizzare senza remore una mobilitazione non rituale, che, seguendo l’esempio delle lotte del collettivo dei lavoratori Gkn, porti a risultati efficaci e non contingenti.

“È inspiegabile l’allentamento delle misure di contenimento del contagio per le fasce d’età per le quali non sussiste l’obbligo di vaccinazione e nel caso dei bambini della scuola dell’infanzia anche l’obbligo dell’uso delle mascherine”. Lo dicono Katia Perna, della segreteria della Flc Cgil Sicilia, e Francesco Pignataro, coordinatore regionale dei dirigenti scolastici della Flc Cgil Sicilia, commentando le ultime misure varate dal governo.

“Di fatto – spiegano – si annullano quelle misure che finora, pur tra mille difficoltà, hanno permesso di tutelare gli alunni più piccoli. Scompare, infatti, la quarantena di dieci giorni e si introduce anche nella scuola primaria la distinzione tra alunni vaccinati e non vaccinati, già in atto nelle scuole superiori di primo e di secondo grado. Per loro le disposizioni di isolamento (che riguarderanno l’intera classe nella scuola dell’infanzia ed esclusivamente i bambini non vaccinati nella scuola primaria) saranno applicati solo dopo l’accertamento nell’arco di cinque giorni di cinque casi positivi, a differenza di quanto previsto nelle scuole superiori, dove basta un secondo caso positivo accertato per applicare le stesse procedure”.

“Ci troviamo ancora una volta – aggiungono Perna e Pignataro – di fronte a scelte che non tengono conto della realtà: le classi della scuola dell’infanzia sono già dimezzate a causa delle assenze per paura del contagio e i numeri di positivi tra i più piccoli sono elevati. Scelte che contribuiscono ad aggravare il carico di lavoro affidato alle scuole e, in particolare, ai dirigenti scolastici chiamati, in costante condizione di supplenza alle mancanze degli enti preposti, a eseguire compiti che vanno ben oltre le loro competenze e il loro profilo contrattuale: dalla progettazione di lavori di edilizia leggera, alla gestione di tracciamenti sempre più difficili e alla raccolta di certificazioni e persino di autocertificazioni sullo stato di salute”.

“Anche la procedura ideata per richiedere le mascherine sulla base del fabbisogno di ogni singola scuola – continuano – risulta farraginosa e poco chiara. Mentre ancora si attendono dal Commissario straordinario le forniture di mascherine ffp2, a seguito del monitoraggio richiesto all’inizio di gennaio, si chiede ai dirigenti di stimare il fabbisogno presunto di mascherine dello stesso tipo per il personale e per gli studenti in regime di auto-sorveglianza, aggiungendo a questa stima un 10% in più e di effettuare direttamente gli ordini stando attenti che siano accompagnati da un’attestazione che ne ‘comprovi l’esigenza’”.

“A ciò si aggiunga che il decreto pubblicato sulla gazzetta ufficiale in prossimità del week-end, quando la maggior parte delle scuole è chiusa – proseguono Perna e Pignataro – interviene con effetto immediato sui numerosi provvedimenti in corso, senza che dai Dipartimenti di prevenzione giungano indicazioni tempestive su come convertire le disposizioni già in atto e con la difficoltà per i dirigenti, per i quali da due anni il diritto alla disconnessione è una chimera, di avvertire tempestivamente le famiglie”.

“Abbiamo affermato con forza la necessità di garantire la scuola in presenza – concludono – ma chiediamo tutela e sicurezza per chi a scuola vive e lavora e che si ponga fine alla pratica di scaricare sulle scuole e sui loro dirigenti responsabilità e compiti che appartengono ad altri soggetti”.

Per il segretario della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, “prendiamo atto, ancora una volta, che chi prende decisioni in merito al sistema d’istruzione del nostro Paese, dimostra di essere lontano anni luce dalla realtà quotidiana delle nostre scuole”.

A Valledolmo, in provincia di Palermo, un uomo di 85 anni, Liborio Campo, è morto vittima di un incendio divampato in casa probabilmente a causa di una stufa elettrica. L’allarme è scattato nottetempo intorno alle ore 4, in un appartamento in via Cairoli. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, Protezione civile, personale delle forze dell’ordine e 118. Anche alcuni familiari hanno tentato di salvare l’anziano.

“Se il Parlamento non approverà in tempi brevi la riforma dell’art. 4 bis della legge sull’Ordinamento Penitenziario anche ai mafiosi che non hanno mai voluto collaborare con la giustizia potranno essere concessi benefici come per esempio la liberazione condizionale. Non possiamo permettere che la collaborazione sia privata di ogni valore”. A lanciare l’allarme è Carmelo Miceli, deputato siciliano del Partito Democratico, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia.
“È fondamentale – dice Miceli – che il Parlamento si dia l’obiettivo di completare urgentemente il percorso per la riforma con quella stessa maturità e concretezza che hanno portato alla rielezione del Presidente Mattarella. La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato illegittimo l’attuale sistema ma ha indicato l’11 maggio come termine ultimo per superarne l’incostituzionalità”.
Poi aggiunge: “Un Paese che, per usare le parole del nostro Presidente della Repubblica, ha il dovere di ritrovarsi sul concetto di ‘dignità’ non può permettersi di fare finta di non capire e non vedere che non potrebbe esistere offesa più grande alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, alla memoria di Francesca Morvillo e delle donne e degli uomini delle loro scorte e alla memoria di tutte le vittime innocenti di mafia, consentendo proprio nel trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio una scriteriata concessione di benefici a tutti quei mafiosi che, per libera e incondizionata scelta, non hanno mai collaborato con la giustizia”.

Un incidente stradale a Palermo, nel quartiere Bonagia, a poca distanza da viale Regione Siciliana, ha provocato la morte di Mario Di Peri, 22 anni, di Villabate. Lui, alla guida di una motocicletta, per cause in corso di accertamento, è stato vittima dell’impatto con una moto-ape guidata da un uomo di 59 anni. La moto condotta da Mario Di Peri, uno scooter Honda 750, dopo lo scontro si è schiantata contro un muretto. I sanitari del 118 hanno constatato la morte. Sul posto hanno lavorato i vigili urbani che hanno transennato il tratto di strada ed eseguito i rilievi di rito.

Un incidente stradale avvenuto lungo la circonvallazione di Monreale – strada statale 186, alle porte di Palermo, ha provocato un morto e un ferito. Un pedone, Carmelo Orlando, 44 anni, palermitano, è stato travolto e ucciso da un’automobile che è uscita fuori strada ed è stata investita da un’altra automobile in transito. Nell’impatto uno degli automobilisti ha subito ferite. Sul posto hanno lavorato i vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale. Orlando è stato nella zona per un colloquio di lavoro.

“Com’è possibile che un addetto Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) delle scuole del primo ciclo debba essere costretto ad andare a lavorare a 40, 80 o persino 200 chilometri di distanza? Ci sono centinaia di padri e madri di famiglia che vivono disagi pesantissimi, a causa di regole di assegnazione quantomeno bizzarre, se non addirittura assurde”.

Lo denuncia il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Caro, che già due mesi fa aveva segnalato il problema, tra gli altri,  al direttore generale per il personale scolastico, Filippo Serra e al sottosegretario di Stato per l’Istruzione, la senatrice Barbara Floridia. Di Caro, adesso, ha inviato una nota anche al direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Stefano Suraniti.

“Ci sono casi emblematici – riferisce Di Caro – come quello di un addetto Ata che dalla scuola di titolarità, che si trova a Favara (provincia di Agrigento), è stato spedito con ordine di servizio a Lampedusa (sempre provincia di Agrigento, ma a 200 chilometri di distanza), nonostante abbia un figlio con grave disabilità riconosciuta dalla legge 104. Questo accade perché gli istituti comprensivi del primo ciclo, cosiddette ‘scuole-polo’, per tutta la provincia di Agrigento sono solamente due: Favara e Realmonte. Le due scuole-polo gestiscono la mobilità degli assistenti tecnici, che vengono spediti a destra e a manca, dai dirigenti scolastici, con enormi disagi sia sotto il profilo professionale che economico. Un assistente tecnico che ha sede lavorativa nell’I.C. di Realmonte può essere inviato a prestare servizio a Sciacca (60 Km di distanza) e il giorno dopo a Menfi (80 Km), o come ho già detto da Favara può essere mandato a lavorare anche a Lampedusa. Lavorare in queste condizioni – sostiene Di Caro – è deleterio sia per l’attività didattica sia sotto l’aspetto economico, perché non c’è alcuna remunerazione che possa coprire le spese di mobilità. La situazione non cambia nelle altre province siciliane. Il problema dev’essere affrontato e superato al più presto, con nuove assunzioni e aumentando il numero delle scuole-polo e quindi le sedi di titolarità”, conclude il deputato M5S.

“Grazie al Movimento 5 Stelle, si sono insediate in Sicilia tutte le assemblee dei sindaci delle ex Province. Finisce così la stagione dei commissari, che rimarranno solo per ricoprire il ruolo di presidenti nei Liberi consorzi e finalmente torna la rappresentanza politica nelle negli enti sovracomunali. In questo modo si è restituita la voce ai territori, che per troppo tempo hanno dovuto elemosinare a emissari del governo ciò che gli spettava di diritto”.

Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Gianina Ciancio e Salvo Siragusa,  componenti della commissione Affari istituzionali all’Ars, esprimendo soddisfazione per come la legge targata M5S stia entrando a regime e stia dando già i suoi frutti sul territorio.

“Visto che per anni non si è proceduto alle elezioni nelle ex Province – ricorda Ciancio – a dicembre, in Aula, in occasione dell’ennesimo rinvio, con un emendamento a mia firma, abbiamo proposto che in attesa dell’insediamento degli organi titolari, il ruolo di controllo e indirizzo politico spettasse ai sindaci. In questo modo abbiamo obbligato il governo a insediare subito le assemblee dei primi cittadini, che stanno cominciando a lavorare e stanno già approvando i regolamenti per il loro funzionamento”, spiega la deputata M5S.

“La legge – aggiunge – ha passato anche il vaglio del Consiglio dei ministri, che nella seduta di ieri ha deciso di non impugnare la norma, contrariamente a quanto paventato in Aula dagli assessori Cordaro, Falcone e Razza, in occasione dell’approvazione dell’emendamento. Gli assessori del governo Musumeci, anziché tentare di demolire il lavoro degli altri, farebbero bene a guardarsi in casa propria in tema di impugnative, dato che detengono un record invidiabile di leggi stoppate dal governo nazionale”, conclude Ciancio.

Un autista in servizio sulla linea del bus 389, da Palermo a Monreale, è stato aggredito da alcuni passeggeri. Sui social è stato pubblicato un video, registrato con un cellulare, in cui l’autista dell’Amat è circondato da due persone che tentano di picchiarlo e lo minacciano e offendono più volte. L’autobus era pieno e qualche passeggero ha superato la cordicella che delimita l’area di sicurezza dell’autista. Il conducente ha spiegato che quella zona deve essere vuota ed è scattata l’aggressione. Urla, insulti e anche schiaffi contro l’autista, e pugni contro il vetro a contorno del posto di guida. Ad un certo punto uno degli aggressori ha lanciato l’estintore contro l’autista. Anche le telecamere dell’autobus hanno registrato tutto. L’Amat: “Abbiamo sentito l’autista che ci ha confermato che presenterà denuncia. Queste aggressioni sono intollerabili. Abbiamo estrapolato le immagini e sono a disposizione delle forze dell’ordine”.