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“La Sicilia viaggia come un razzo verso il giallo con i dati peggiori sull’occupazione delle terapie intensive? Purtroppo non ci meravigliamo, avevamo denunciato le enormi falle sul versante del contrasto alla pandemia, a partire dall’assenza di controlli a Fontanarossa, vero porto franco per alcuni giorni del virus. I risultati, purtroppo si vedono, ed è lo stesso commissario Costa ad ammetterlo: la metà dei nuovi positivi è costituita da persone che dall’estero sono venute a trascorrere qui le vacanze. oppure da siciliani che tornano dall’estero”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro.

Le nostre segnalazioni, purtroppo – continua Di Caro – servono solo ad irritare Musumeci, i cui nervi evidentemente sono più scoperti del solito. Più che chiudere le falle segnalate, Musumeci preferisce aprire la bocca per apostrofare in malo modo chi osa criticare la sua azione, anche quando questa è veramente pessima, come sul versante degli incendi, dove la prevenzione è stata quasi nulla”.

Per mettere una toppa all’ultima falla – conclude Di Caro – Musumeci e il suo delfino Razza continuano con lo stesso modus operandi dello spalma morti: chiedono a tutte le ASP di riaprire i reparti Covid in modo d’aumentare i posti letto e ritardare quello che sembra ormai un inevitabile passaggio in zona gialla”.

Una donna di 33 anni è stata trovata senza vita la scorsa notte in via Coltellieri a Palermo, nel mercato storico della Vucciria. Aveva il filo elettrico di una ciabatta multiprese attorno al collo. Il compagno di 39 anni ha chiamato i soccorsi ma i medici del 118 hanno potuto solo constatare il decesso. Le indagini sono condotte dai carabinieri. Il pm di turno, dopo l’ispezione del medico legale, ha disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte. Pare che in casa sia stato trovato un biglietto scritto dalla donna che potrebbe avvalorare l’ipotesi di un gesto estremo. Al momento, però, non si esclude nessuna pista.

“Difficile evitare la zona gialla per la Sicilia”.

Con queste parole l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza comincia a preparare i siciliani a ritornare da zona bianca a quella gialla.

I numeri della pandemia in Sicilia sono catastrofici ed è per questo che molto probabilmente la Sicilia tornerà ad essere gialla a partire dal 23 agosto, e comunque, entro la fine di agosto.

Già ieri l’ennesima conferma; i segnali preoccupanti che sono arrivati parlano chiaro.

Razza ha continuato: “Dobbiamo entrare nell’ottica che da qui alla fine della stagione nell’Isola ci sarà un rialzo ulteriore di positivi, perché in giro per il territorio avremo almeno 2 milioni di persone in più tra turisti e lavoratori che rientrano dalle ferie. Il giallo – conclude Razza – è solo questione di giorni”.

Si è insediata al Comune di San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, la commissione straordinaria che si occuperà dell’ordinaria amministrazione per 18 mesi dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose disposto lo scorso 9 luglio. I componenti della commissione sono Esther Mammano, Federica Nicolosi e Susanna Conte. Il provvedimento di scioglimento è stato emesso, su proposta del ministro dell’Interno e la deliberazione del Consiglio dei ministri, dopo l’ispezione svolta dalla commissione d’indagine nominata dal prefetto di Palermo lo scorso 30 settembre 2020, che ha riscontrato la sussistenza di “forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale”.

“La Seus ha avviato la procedura per il pagamento della seconda e ultima tranche del cosiddetto bonus Covid per circa 3 mila dipendenti che, durante la prima ondata della pandemia, “hanno prestato servizio con alto senso civico”. Lo scrive in una nota il presidente della commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi.
E’ da luglio scorso che ci siamo messi in moto con la Commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi, per far si che si desse corso al pagamento della seconda tranche del bonus per i lavoratori Seus, che rappresenta il saldo. Per i dipendenti della partecipata, avevamo chiesto al governo regionale atti concreti e una programmazione temporale definita in merito alle indennità aggiuntive.
Un importante risultato che da dignità a tanti lavoratori che hanno lavorato correndo continui rischi a stretto contatto con il covid.
Questa è la politica dei fatti concreti sempre più vicina alle esigenze dei cittadini di questa terra”.
Lo afferma Carmelo Pullara, presidente Commissione speciale all’ARS.

Sono stati pubblicati tutti i decreti di finanziamento per l’attivazione dei corsi di formazione professionale relativi all’Avviso 8: ne dà comunicazione l’assessorato regionale alla Formazione professionale.
«A settembre – spiega l’assessore Roberto Lagalla – potranno partire tutte le attività formative finanziate con l’Avviso 8. Sarà coinvolta una platea di circa 17 mila giovani e disoccupati siciliani che potranno intraprendere un percorso formativo professionalizzante. Inoltre, la procedura costituisce un’opportunità occupazionale per quei lavoratori del settore non ancora riassorbiti nel sistema che, grazie all’avvio dei corsi, potranno riprendere l’attività lavorativa. Si tratta – conclude l’esponente del governo Musumeci – di un risultato raggiunto grazie a un complesso lavoro che ha superato lunghi contenziosi e molteplici difficoltà».
Ad oggi, gli enti di formazione professionale hanno presentato progetti per un finanziamento totale di circa 120 milioni di euro. In provincia di Agrigento saranno avviati 111 corsi, 40 nel territorio provinciale di Caltanissetta, 215 nel Catanese, 61 nell’area di Enna, 178 in provincia di Messina, 357 nel Palermitano, 42 nel territorio di Ragusa, 43 a Siracusa e 117 nel Trapanese. Un totale di 1.164 corsi che, da settembre, accoglieranno tanti giovani siciliani. Si prevede il coinvolgimento di circa 15 allievi per classe, con una potenziale platea di oltre 17 mila siciliani. Un’occasione per l’acquisizione di competenze e qualifiche utili all’inserimento nel mercato di lavoro anche per tanti neet, soggetti che non studiano e non sono impegnati in attività lavorative e che in Sicilia alimentano ancora alte percentuali.

Sono tutti in salvo i 35 scout che erano stati dati per dispersi nel bosco di Ficuzza, la riserva naturale tra Marineo e Corleone, dove si sono sviluppati una serie di incendi. L’allarme è scattato sabato scorso intorno alle 14. La richiesta di aiuto è partita dai capi scout, che hanno segnalato la presenza di 5 squadriglie, partite dalle base scout della Massariotta, in escursione nella zona dove si stavano sviluppando i roghi.

Gianfranco Orlando, direttore dei lavori del distretto di Ficuzza e alcuni suoi collaboratori del Servizio Sviluppo rurale e territoriale di Palermo, si sono messi alla ricerca dei ragazzi riuscendo, in poche ore, a portarli tutti al sicuro. Il gruppo di giovani e soccorritori si è così ritrovato nell’abitazione di Carmelo Raineri, Ispettore forestale in pensione che vive nella zona e conosce bene il territorio.
A supporto sono intervenuti anche i carabinieri di Corleone, una squadra dei vigili del fuoco del Tas, un gruppo speciale di ricerca, e la sala operativa del Corpo Forestale. Uno dei ragazzi ha avuto un lieve malore e per maggiore sicurezza è stata chiamata un’ambulanza del 118. “Per fortuna solo un grande spavento – racconta Raineri – alla fine è andata bene. Abbiamo rifocillato e rincuorato i ragazzi che erano spaventati. Grazie all’intervento di un Canadair e tre elicotteri siamo riusciti anche a salvare la Riserva naturale orientata di Ficuzza. Il fuoco è stato fermato nella fascia parafuoco”. (ANSA).

L’Ordine dei medici di Palermo informa tutti i medici non ancora vaccinati che, previo accertamento, nei prossimi giorni scatteranno le sospensioni per tutti coloro che non abbiano provveduto all’obbligo vaccinale, in ottemperanza al decreto legislativo 44 del 2021. La disapplicazione della norma comporta la sospensione dall’attività professionale da parte dell’Asp, la presa d’atto dell’Ordine e la relativa annotazione nell’albo di riferimento (albo dei medici chirurghi e albo odontoiatri).

“La sola alternativa per continuare a svolgere l’attività – come spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo –  è il trasferimento in un ruolo diverso che non comporti il contatto con i pazienti per i rischi di contagio delle infezioni da Sars-CoV-2”.

“L’Omceo – sottolinea il presidente – ha già ricevuto dall’Asp di Palermo ben 849 richieste di posta certificata di medici per fare i dovuti accertamenti propedeutici alla sospensione, fermo restando l’eventuale errore di comunicazione sull’avvenuta vaccinazione come sta già accadendo per alcuni colleghi già immunizzati ma inseriti nell’elenco”.

Con l’occasione, l’Ordine invita ancora una volta i medici inadempienti, molti dei quali inseriti nella lista richiesta dall’Asp, ad inviare con urgenza la propria pec all’indirizzo segreteria.pa@pec.omceo.it. E avverte: tale inosservanza prevede la sospensione dall’albo, previa diffida, come stabilisce il Dl 76 del luglio 2020.

“Vale la pena ricordare ai medici non vaccinati l’iter della sospensione dall’attività” rimarca Amato. “Il Ministero della Salute – spiega – attribuisce all’Azienda sanitaria l’accertamento della mancata vaccinazione che determina poi la sospensione ex lege dall’esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell’attività lavorativa. Il risultato dell’accertamento viene poi comunicato dall’Azienda all’interessato, al datore di lavoro e agli ordini professionali perché ne prendano atto e adottino i relativi provvedimenti di competenza. La sospensione viene immediatamente trasmessa all’interessato dall’Ordine professionale, nel caso specifico l’Omceo, e la Commissione dell’albo di competenza adotterà tempestivamente la delibera della presa d’atto della sospensione e l’annotazione nell’albo di riferimento”.

“Non amo ripetermi e neppure alimentare polemiche sterili. Dico con forza che la Sicilia continua a essere presa d’assalto dagli sbarchi e che le politiche nazionali non riescono a bloccare questo criminale commercio di carne umana.

I viaggi dei ministri degli Esteri e dell’Interno sull’altra sponda del Mediterraneo non stanno raggiungendo gli obiettivi sperati. E l’Europa guarda complice e silente. La Sicilia è la frontiera a Sud di un Continente che preferisce girarsi dall’altro lato, mentre la disperazione sale dall’Africa, cercando in Sicilia la porta di accesso a una vita che in queste condizioni non potrà mai essere migliore”.

Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: “Mi appello al presidente Draghi: serve un segnale forte e ormai può venire solo da lui. Faccia quello che non ha voluto fare chi l’ha preceduto e dichiari lo stato di emergenza per gli sbarchi. C’è un mix pericoloso tra numeri crescenti degli emigranti, situazione epidemiologica regionale e la prognosi di crescita di entrambe le situazioni nelle settimane più calde per il turismo e per l’economia siciliana. Gli hotspot al collasso e le persone ammassate l’una sull’altra non possono essere nascoste e lasciano trasparire l’immagine forte di un’accoglienza finta che non rispetta la dignità dell’uomo”.

“Serve – conclude Musumeci – un gesto forte che ci consenta di adottare misure di compensazione finalmente adeguate e che dia un messaggio chiaro a chi, a Bruxelles, fa di tutto per non assumersi chiare responsabilità. Una cosa è certa: così non si può andare avanti e io non farò finta di nulla”.

(ANSA)

Il governo Musumeci interviene a sostegno delle aziende zootecniche colpite dall’eccezionale ondata di incendi dei giorni scorsi, per fronteggiare le più urgenti necessità legate alla sopravvivenza del bestiame. È stato deciso questo pomeriggio, dopo un vertice tra il governatore, il capo del dipartimento della Protezione civile Salvo Cocina e il responsabile della segreteria tecnica Giacomo Gargano.

Per accedere al beneficio gli allevatori dovranno dichiarare alla Protezione civile siciliana (secondo i dettagli che saranno resi noti nell’avviso pubblico) la superficie a pascolo andata in fiamme, lo stoccaggio di fieno distrutto e il numero di capi detenuti. Saranno ristorate anche le spese necessarie al ripristino delle recinzioni delle aree destinate a pascolo. Dopo una rapida verifica dell’Ispettorato agrario competente (che dovrà avvenire entro 24 ore), la Protezione civile provvederà ad accreditare la somma necessaria.

L’intervento emergenziale si è reso possibile dopo la dichiarazione dello “stato di crisi” deliberata ieri dal governo regionale, riunitosi in seduta straordinaria.

«Quella a favore degli allevatori è solo la prima misura urgente che stiamo adottando – spiega il presidente Musumeci – Ho convocato il governo per mercoledì per deliberare ancora altre misure di ristoro a favore delle aziende, non solo zootecniche, danneggiate dagli incendi. Vogliamo essere vicino ai piccoli e medi imprenditori per non farli sentire più soli dopo questa sciagurata calamità che non sembra destinata ad esaurirsi nelle prossime ore».