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L’incontro tra i governatori e il premier Conte si è appena concluso e il governo si è ritirato per predisporre il decreto legge.
“Roma – evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci- ha finalmente condiviso le proposte contenute nel documento unitario delle Regioni presentato oggi pomeriggio. Pertanto, lunedì apriranno: le attività del commercio al dettaglio, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Per le altre attività il governo non ha dato il disco verde, ma contiamo, noi governatori, di ottenere, già nelle prossime ore, la necessaria autonomia per decidere su ulteriori riaperture. Abbiamo, inoltre, chiesto e ottenuto che le misure di protezione da adottare nelle attività autorizzate da lunedì siano meno restrittive rispetto a quelle proposte dall’Inail. Non appena il governo Conte emanerà i provvedimenti annunciati, firmerò la necessaria ordinanza. Penso si possa fare tutto nella giornata di oggi”.

“Molti nodi sul fronte incendi vanno sciolti, non è possibile subire questi attentati alla sicurezza della gente e all’ambiente, e sempre nelle stesse circostanze. Che fine ha fatto il catasto incendi, relativo alle aree percorse dal fuoco, previsto, con tanto di legge,  per contrastare le speculazioni? Perché le strutture di prevenzione e repressione degli incendi in Sicilia non si sono rivelate ancora una volta efficaci a contrastare questa calamità? Perché non si provvede a colmare i vuoti in organico? Perché non si usa la sorveglianza con i nuovi mezzi, i cosiddetti droni o l’acquisizione delle foto ad alta risoluzione da satelliti?”

Sono questi alcuni degli interrogativi cui la deputata regionale del M5S cercherà di avere risposta dal governo, mediante un’interrogazione che nei prossimi giorni presenterà all’Ars.

“Voglio avere – dice la deputata – precise risposte in particolare sul servizio antincendio boschivo e sulla realizzazione, da parte dei Comuni, dei catasti delle aree percorse dal fuoco, anche sulla base del fatto che la Protezione civile, con riferimento alla giornata odierna, ha diramato un’allerta rossa per molte zone dell’isola, come le Province di Palermo, Agrigento, Messina e Trapani, dove, secondo le previsioni anche meteo, ci potrebbe essere una forte possibilità di vedere roghi gravi come quelli di questi ultimi giorni”.

In attesa del decreto legge di riapertura delle attività, come stabilito ieri sera nell’incontro tra il governo nazionale e le regioni. Non appena il presidente Conte emanerà i provvedimenti annunciati, il presidente della Regione Nello Musumeci firmerà la necessaria ordinanza.

Si dovrà fare riferimento al documento  “Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative”  che contiene o indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di attività, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori. Resta inteso che in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo. La riapertura riguarderà le seguenti attività produttive:

  • RISTORAZIONE 
  • ATTIVITÀ TURISTICHE (balneazione) 
  • STRUTTURE RICETTIVE 
  • SERVIZI ALLA PERSONA (parrucchieri ed estetisti) 
  • COMMERCIO AL DETTAGLIO 
  • COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PUBBLICHE (mercati, fiere e mercatini degli hobbisti) 
  • UFFICI APERTI AL PUBBLICO 
  • PISCINE 
  • PALESTRE 
  • MANUTENZIONE DEL VERDE 
  • MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE 

“Non c’è stato nessun aggiramento da parte del Presidente Musumeci in merito alla nomina dei presidenti di Enti regionali. Sono assolutamente chiari la norma ed il parere dell’ufficio legislativo della Regione laddove si prevede che sia sottratto al parere della Commissione Affari Istituzionali la nomina di tali soggetti già operanti all’interno degli uffici di Gabinetto, e per questo equiparati ai dirigenti regionali”.

Così afferma il deputato di Forza Italia all’ARS, on. Stefano Pellegrino, Presidente della Commissione Affari Istituzionali.

“La questione del resto – conclude il Parlamentare – era stata già posta dal M5S nel corso della precedente seduta della I Commissione ed era stato convenuto e concordato che, se per i deputati pentastellati la norma andava cambiata, gli stessi avrebbero potuto presentare un disegno di legge abrogativo o modificativo della norma contestata, peraltro, ereditata dai precedenti governi. Almeno, questo impone la democrazia. È legittimo criticare una norma, ma irragionevole, illogico e pretestuoso criticare anche chi, come il Presidente Musumeci, la rispetta e la osserva”.

“Autonomia e responsabilità sono e restano una chiave per il futuro della Sicilia e un esempio per il resto del Paese. Troppe volte, anche in tempi recenti, si è assistito quasi a un desiderio di voler rinnegare quella straordinaria conquista avvenuta nel 1946. Come se tanti problemi della Sicilia fossero da ricondursi a quella scelta. Se la politica per decenni ha mal governato, la responsabilità non è da ricercare nell’Autonomia, che a tutt’oggi deve essere ancora completata e che resta un’opportunità”.

A sottolinearlo è il segretario regionale della Lega Salvini Premier, senatore Stefano Candiani, nel giorno della Festa per l’anniversario dell’Autonomia Siciliana.

“Casomai proprio in tempi difficili come questi che stiamo vivendo – aggiunge – occorrono grandi stimoli di rinnovamento, anche ideali, rompendo definitivamente con una politica che, al contrario, si è approfittata dell’Autonomia per non rispondere ai suoi legittimi depositari, che sono e restano i cittadini siciliani. Semmai, perché la Sicilia possa guardare ad un futuro di sviluppo concreto e per ridurre il divario che tuttora sussiste – e che in certi casi è profondo – rispetto ad altre parti dell’Italia, occorre attuare pienamente lo Statuto Siciliano, secondo i principi che furono alla base dello slancio ideale che mosse coloro che allora si batterono per la Sicilia”.

 “La Lega Sicilia Salvini Premier – conclude il segretario regionale – vuole che quella pagina si completi e che le nuove generazioni possano andare orgogliose non solo di una tradizione e di una pagina di storia, ma anche di un profondo rinnovamento che, applicando lo Statuto Siciliano, imponga responsabilità a chi, eletto dal popolo, ha l’onore e l’onere di governare la Sicilia”.

“Uno sforzo finanziario quello dell’ultimo DPCM che dà una risposta ancora parziale all’esigenza di fissare regole certe settore per settore e consentire liquidità per famiglie ed imprese. Sono ancora insufficienti le risorse che, in mancanza di integrazione oltre i previsti 3,5 miliardi, mettono comuni ed ex province nella condizione di non poter approvare i bilanci né di garantire servizi essenziali”.

Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia, a conclusione di un incontro che, svoltosi questa mattina,  ha visto la partecipazione  di  tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza della Camera dei Deputati, delegazione Anci e Sindaci metropolitani. Dopo avere condiviso con altri sindaci il pericolo che si possano nuovamente registrare picchi di contagio con devastanti effetti sulla vita salute ed economia del Paese, il presidente Orlando ha spiegato: “Ciò che appare del tutto incomprensibile è continuare ad applicare agli enti locali  limiti di spesa di risorse in atto disponibili presso le casse degli stessi (limiti di anticipazioni e di utilizzo di avanzo di amministrazione e di fondo crediti di dubbia esigibilità) in applicazione di leggi italiane approvate in ossequio al patto di stabilità europeo che la Unione Europea ha SOSPESO e l’Italia assurdamente CONTINUA ad imporre con una legislazione fuori tempo e fuori da ogni rispetto per l’emergenza.
Si tratta di una posizione sterile e dannosa che non comporterebbe alcun esborso di risorse statali!”

“Da ultimo e non per ultimo – conclude Orlando – si torna a chiedere il rifinanziamento della Ordinanza di Protezione civile del 29 marzo a favore di fasce più deboli e nuovi poveri che è stato con grande celerità applicata dai Comuni e che adesso appare necessario rifinanziare in attesa che diventi concreto il reddito di emergenza! Il disagio rischia di trasformarsi in rabbia sociale e i sindaci hanno il dovere di rappresentare i rischi per la tenuta delle nostre città a partire dai più deboli ! Se non arrivano le istituzioni gli “stregoni” della speculazione, delle mafie e degli usurai sono pronti a prenderne il posto”.

 

“La delibera della Giunta regionale pubblicata oggi, sull’integrazione della sanità privata nel sistema di contrasto all’emergenza Covid-19 dimostra la necessità di riflettere, dopo anni, sull’intero sistema della sanità in Sicilia.

L’ideologia dei tagli di reparti e posti letto è stata fallimentare ed ha esposto la nostra regione ad una possibile catastrofe sanitaria.
Adesso non si può pensare di riprendere una falsa normalità come se nulla fosse successo.
Si chiuda la stagione delle chiusure indiscriminate, non si limiti ai soli periodi di emergenza la disponibilità di posti letto nelle strutture private, si avvii un vero Piano regionale di sanità del territorio e, soprattutto, ci si prepari per tempo a rispondere alle minacce pandemiche”.

“Abbandonati dal governo nazionale, noi imprenditori edili siciliani fra un mese saremo destinati a scomparire: moriremo di fame prima che di Covid”. Lo denuncia Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, che spiega: “Il governo nazionale ha investito la maggior parte dei 55 miliardi su sostegno al reddito e sul sociale e all’ultimo momento ha stralciato dal decreto legge ‘Rilancio’ quanto promesso al comparto edile appena dieci giorni fa dalla ministra Paola De Micheli all’assemblea dell’Ance nazionale: il ‘Piano Marshall’ per gli investimenti in opere pubbliche, l’accelerazione dei Contratti di programma di Anas e Ferrovie dello Stato e le misure finalizzate a dare liquidità, come il pagamento immediato dei lavori fin qui eseguiti. De Micheli oggi annuncia che le misure saranno inserite nel prossimo decreto ‘Semplificazioni’. Ma il testo dovrebbe essere pronto fra quindici giorni, il che significa, con i tempi di questa maggioranza,  almeno un mese per il suo varo. Nel frattempo, in Sicilia le imprese edili, già da tempo alla canna del gas, devono anticipare ai lavoratori la cassa integrazione, devono investire sulle misure di sicurezza, mentre i prestiti garantiti dallo Stato tardano ad arrivare, manca l’accordo Stato-Regione sulla rimodulazione dei fondi europei per l’emergenza e di cantieri non si vede l’ombra. E certamente la soluzione a breve termine non possono essere l’ecobonus o il sismabonus. Denunciamo ai governi nazionale e regionale che non potremo resistere per un altro mese ancora”.

Cutrone lancia un ulteriore allarme: “Il Paese è bloccato da una burocrazia che non riesce nemmeno a tutelare se stessa, se si pensa che per la norma della Finanziaria 2018 sull’anticipo del Tfr ai dipendenti pubblici ancora manca il decreto d’attuazione. La linea del governo finora è stata, giustamente, quella di tutelare subito redditi e bisognosi, ma ingiustamente ha rinviato sine die le misure di sostegno alle imprese. Palazzo Chigi non comprende che senza un’iniezione massiccia di investimenti sul sistema strutturale, il Paese non potrà ripartire e quando finiranno gli aiuti a pioggia non ci sarà lavoro e, quindi, non ci sarà la capacità di recuperare quanto perso in questo periodo, resterà solo l’indebitamento. Ci troveremo come dopo un’esplosione nucleare, finiremo peggio della Grecia. Il governo deve agire subito per le imprese e deve farlo velocemente. Non ha affrontato il problema con una seria riforma semplificativa attesa anche dai mercati finanziari, pensa di risolvere per slogan e attacchi generici il problema della burocrazia e di nominare commissari per tutto. Questa non è una soluzione e anzi aggrava il problema”.

Secondo Cutrone, infatti, “il modello Genova è stato sicuramente utile per quella particolare situazione, ma abdicare a norme e regole e mettere ogni appalto nelle mani di commissari che scelgono direttamente a chi affidare i lavori, in nome della velocità, significa dichiarare il fallimento della funzione dello Stato, azzerare i principi di sana concorrenza e di mercato, escludere dalle progettazioni e dai cantieri l’intero sistema delle piccole e medie imprese che hanno investito per operare in totale sicurezza e, in definitiva, consegnare l’economia del Paese al monopolio delle multinazionali e dei loro enormi capitali”.

“I commissari – conclude Cutrone – possono essere utili nella fase che precede la gara, per accelerare le autorizzazioni alle opere. Ma le gare devono essere attuate nella massima trasparenza e su piattaforma telematica. Per questo torniamo a chiedere al governo regionale di incalzare le stazioni appaltanti perché accelerino la pubblicazione dei bandi applicando esclusivamente la normativa regionale nonchè l’espletamento delle gare su piattaforma telematica”.

Il Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in considerazione delle misure restrittive adottate dal Governo per il contenimento della diffusione del Covid-19, ha prorogato la sospensione dei corsi di formazione in presenza fino al prossimo 31 maggio.

In relazione invece ai corsi in streaming, ha ritenuto di dover approfondire ulteriormente la conformità dei seminari strutturati secondo questa modalità all’attuale regolamento sulla formazione professionale ed in generale alla funzione formativa.
Pertanto al momento resta confermata l’impossibilità di esaminare le domande dei corsi in streaming proposti, dal nostro e da numerosi altri Ordini regionali, per far fronte alla mancanza di un’azione di formazione ed aggiornamento in questo periodo dell’anno particolarmente difficile.